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Misuriamoci Regolarità nel corpo umano: Il gioco del sarto Attività N.1 Gli alunni vengono divisi in gruppi di 4-5 per la raccolta delle misure; uno degli.

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1 Misuriamoci Regolarità nel corpo umano: Il gioco del sarto Attività N.1 Gli alunni vengono divisi in gruppi di 4-5 per la raccolta delle misure; uno degli alunni farà il “cliente” e gli altri saranno i “sarti” incaricati di prendere le misure. Le misure da prendere riguarderanno l’altezza, la larghezza fra un’estremità e l’altra delle braccia aperte, la distanza fra il ginocchio e la suola. Ogni gruppo deve completare una tabella di questo tipo.

2 Misuriamoci Regolarità del corpo umano: Il gioco del sarto Attività N.1 Vi saranno delle differenze fra le misure. E’ necessario stabilire una misura valida per tutti; questa può essere la media aritmetica delle misure effettuate. In una nuova tabella riportiamo le medie aritmetiche* delle misure di ogni cliente. * il vostro insegnante vi dirà in che modo si calcola la media aritmetica. Vi saranno delle differenze fra le misure. E’ necessario stabilire una misura valida per tutti; questa può essere la media aritmetica delle misure effettuate. In una nuova tabella riportiamo le medie aritmetiche* delle misure di ogni cliente. * il vostro insegnante vi dirà in che modo si calcola la media aritmetica. Valori misurati Valori calcolati altezza diviso apertura delle braccia altezza diviso distanza ginoc.-suola

3 Misuriamoci Regolarità del corpo umano: Il gioco del sarto Attività N.1 I dati di ogni cliente si possono raccogliere in una tabella Mettete a confronto l’altezza con l’apertura delle braccia. Fate anche un confronto fra l’altezza e la distanza ginocchio-suola.

4 Il numero phi di Fibonacci: 1, 618 E’ stato chiamato DIVINO perché è la proporzione che sembra essere piaciuta nel disegno divino. Leonardo fu il primo a mostrare che il corpo umano è costituito di parti che divise l’ una con l’altra danno per risultato phi: 1,618, come è stato trovato nell’Uomo Vitruviano. La vostra altezza divisa per la distanza del vostro ombelico da terra dà 1,618. La distanza della spalla sino alla punta delle dita divisa per la distanza del gomito alla punta delle dita dà 1,618. La distanza del fianco al pavimento diviso per la distanza del ginocchio al pavimento è 1,618. Il numero phi di Fibonacci: 1, 618 E’ stato chiamato DIVINO perché è la proporzione che sembra essere piaciuta nel disegno divino. Leonardo fu il primo a mostrare che il corpo umano è costituito di parti che divise l’ una con l’altra danno per risultato phi: 1,618, come è stato trovato nell’Uomo Vitruviano. La vostra altezza divisa per la distanza del vostro ombelico da terra dà 1,618. La distanza della spalla sino alla punta delle dita divisa per la distanza del gomito alla punta delle dita dà 1,618. La distanza del fianco al pavimento diviso per la distanza del ginocchio al pavimento è 1,618. Misuriamoci Regolarità del corpo umano: il numero divino Attività N.1

5 Misuriamoci Regolarità del corpo umano: la divina proporzione Attività N.1 La sequenza di Fibonacci: 1, 618 Nella sequenza di Fibonacci ogni numero è la somma dei due precedenti : 1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89… Aggiungi altri numeri alla sequenza. Dividendo un numero qualsiasi della sequenza con quello che lo precede si ha sempre il “numero d’oro phi: 1,618 (fai qualche prova sul tuo quaderno; usa la calcolatrice). Questo numero è un modello di bellezza armonica a cui si riferirono architetti e artisti dell’antichità, come Leonardo Da Vinci. La sequenza di Fibonacci: 1, 618 Nella sequenza di Fibonacci ogni numero è la somma dei due precedenti : 1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89… Aggiungi altri numeri alla sequenza. Dividendo un numero qualsiasi della sequenza con quello che lo precede si ha sempre il “numero d’oro phi: 1,618 (fai qualche prova sul tuo quaderno; usa la calcolatrice). Questo numero è un modello di bellezza armonica a cui si riferirono architetti e artisti dell’antichità, come Leonardo Da Vinci.

6 Misuriamoci Leonardo e l’uomo Vitruviano Attività N.1 L’uomo Vitruviano L'uomo vitruviano è un disegno di Leonardo da Vinci, iniziato nel 1490 e attualmente conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Scrive Leonardo« Vetruvio architetto mette nella sua opera d'architettura che le misure dell'omo sono dalla natura distribuite in questo modo. Il centro del corpo umano è per natura l’ombelico; infatti, se si sdraia un uomo sul dorso, mani e piedi allargati, e si punta un compasso sul suo ombelico, si toccherà tangenzialmente, descrivendo un cerchio, l’estremità delle dita delle sue mani e dei suoi piedi. » L’uomo Vitruviano L'uomo vitruviano è un disegno di Leonardo da Vinci, iniziato nel 1490 e attualmente conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Scrive Leonardo« Vetruvio architetto mette nella sua opera d'architettura che le misure dell'omo sono dalla natura distribuite in questo modo. Il centro del corpo umano è per natura l’ombelico; infatti, se si sdraia un uomo sul dorso, mani e piedi allargati, e si punta un compasso sul suo ombelico, si toccherà tangenzialmente, descrivendo un cerchio, l’estremità delle dita delle sue mani e dei suoi piedi. » L'Uomo Vitruviano raffigurato sulla moneta da un euro

7 Misuriamoci Leonardo e l’uomo Vitruviano Attività N.1 L’uomo Vitruviano Scrive Leonardo sopra il disegno: “Vetruvio architetto mette nella sua opera d'architettura che le misure dell'omo sono dalla natura distribuite in questo modo. Cioè, che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un pie: 6 palmi fa un cubito, 4 cubiti fa un homo, e 4 cubiti fa un passo e 24 palmi fa un homo; e queste misure son né sua edifizi…..Tanto apre l'omo ne' le braccia, quanto è la sua altezza. Dal disotto del mento alla sommità del capo è l'ottavo dell'altezza de l'omo… Dal gomito alla punta della mano fa la quarta parte dell'omo... Dal disotto del pie al disotto del ginochio fia la quarta parte dell'omo”. L’uomo Vitruviano Scrive Leonardo sopra il disegno: “Vetruvio architetto mette nella sua opera d'architettura che le misure dell'omo sono dalla natura distribuite in questo modo. Cioè, che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un pie: 6 palmi fa un cubito, 4 cubiti fa un homo, e 4 cubiti fa un passo e 24 palmi fa un homo; e queste misure son né sua edifizi…..Tanto apre l'omo ne' le braccia, quanto è la sua altezza. Dal disotto del mento alla sommità del capo è l'ottavo dell'altezza de l'omo… Dal gomito alla punta della mano fa la quarta parte dell'omo... Dal disotto del pie al disotto del ginochio fia la quarta parte dell'omo”. L'Uomo Vitruviano raffigurato sulla moneta da un euro Si può organizzare un lavoro a gruppi per interpretare il testo.

8 Misuriamoci Leonardo e l’uomo Vitruviano Attività N.1 L’uomo Vitruviano Il disegno di Leonardo dimostra quale "grande miracolo di perfezione è l'uomo!". Utilizzando internet o un semplice vocabolario si cercherà il significato delle parole non più in uso: palmo, cubito. Chi era Marco Vitruvio Pollione? L’uomo Vitruviano Il disegno di Leonardo dimostra quale "grande miracolo di perfezione è l'uomo!". Utilizzando internet o un semplice vocabolario si cercherà il significato delle parole non più in uso: palmo, cubito. Chi era Marco Vitruvio Pollione? Cubito Un cubito, ovverosia, la distanza dalla punta delle dita alla piegatura del gomito Cubito Un cubito, ovverosia, la distanza dalla punta delle dita alla piegatura del gomito L'Uomo Vitruviano raffigurato sulla moneta da un euro

9 Misuriamoci Le misure a “occhio” e quelle “vere” Attività N.2 I I ragazzi devo stimare alcune misure come la larghezza della porta dell’aula, l’altezza della porta, le dimensioni della cattedra, etc. e successivamente devono effettuare le misurazioni con gli strumenti disponibili. I dati si raccolgono in una tabella. I I ragazzi devo stimare alcune misure come la larghezza della porta dell’aula, l’altezza della porta, le dimensioni della cattedra, etc. e successivamente devono effettuare le misurazioni con gli strumenti disponibili. I dati si raccolgono in una tabella.

10 Misuriamoci Le misure a “occhio” e quelle “vere” Attività N.2 Si può costruire una tabella con le misure fatte da più alunni; i ragazzi calcoleranno la media aritmetica delle misure, confrontando questo valore con la misura stimata.

11 Misuriamoci La bistecca media Attività N.3 Ogni ragazzo è invitato a salire sulla bilancia; vengono annotati pesi e altezze. Viene compilata una tabella con il nome, il peso e la statura di ogni compagno. Il peso sarà registrato in Kg e la statura in metri. Poi queste misure vengono trasformate in grammi e centimetri. Si ottiene dividendo il peso con l’altezza Se consideriamo il corpo costituito da fette di un cm di spessore, possiamo capire quanto pesa una fetta Usa la calcolatrice

12 Misuriamoci La bistecca media Attività N.3 Si discute il significato dei valori nell’ultima colonna della tabella, ad esempio 326 g/cm. Dividere grammi per 153 cm è come immaginare di suddividere il peso di Simone in 153 parti ognuna alta 1 cm. La parte ottenuta è una “bistecca” media. Infatti vi sono parti del corpo che pesano di più e altre che pesano meno. Ognuno può confrontare la sua “bistecca” media con quella degli altri. Naturalmente la bistecca massima è quella del prof.: quasi mezzo chilo! E’ come se Simone fosse costituito da materiale omogeneo di forma cilindrica FINE


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