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2 AREA OMOGENEA DEL LAGO MAGGIORE AREA OMOGENEA DEL LAGO MAGGIORE 189.461 abitanti Area verbana di Varese (17 Comuni – 72.191 abitanti) Area verbana di.

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2 2 AREA OMOGENEA DEL LAGO MAGGIORE AREA OMOGENEA DEL LAGO MAGGIORE abitanti Area verbana di Varese (17 Comuni – abitanti) Area verbana di Varese (17 Comuni – abitanti) Area verbana di Verbania Cusio Ossola (8 Comuni – abitanti) Area verbana di Verbania Cusio Ossola (8 Comuni – abitanti) 38 Comuni Area verbana di Novara ( 5 Comuni abitanti) Area verbana di Novara ( 5 Comuni abitanti) Area verbana elvetica ( 8 Comuni abitanti) Area verbana elvetica ( 8 Comuni abitanti)

3 3 AREA OMOGENEA DEL LAGO DI LUGANO AREA OMOGENEA DEL LAGO DI LUGANO abitanti Area ceresiana di Como (4 Comuni – abitanti) Area ceresiana di Como (4 Comuni – abitanti) Area ceresiana di Varese (3 Comuni –9.381 abitanti) Area ceresiana di Varese (3 Comuni –9.381 abitanti) 23 Comuni Area ceresiana elvetica ( 16 Comuni abitanti) Area ceresiana elvetica ( 16 Comuni abitanti)

4 UN MODELLO INNOVATIVO AREA OMOGENEA DEI COMUNI RIVIERASCHI Per area omogenea si intende una porzione di territorio con problematiche comuni, riferibili ad una condizione unificante, geografica o di altro tipo - quale la presenza del lago - che possono in modo più funzionale ed efficace essere gestite in un contesto unitario di interventi, oltre i limiti dei confini amministrativi. Il modello di patto per la sicurezza per area omogenea è stato sperimentato per la prima volta (marzo 2009) nell’ area del lago di Garda. AREA OMOGENEA DEI COMUNI RIVIERASCHI Per area omogenea si intende una porzione di territorio con problematiche comuni, riferibili ad una condizione unificante, geografica o di altro tipo - quale la presenza del lago - che possono in modo più funzionale ed efficace essere gestite in un contesto unitario di interventi, oltre i limiti dei confini amministrativi. Il modello di patto per la sicurezza per area omogenea è stato sperimentato per la prima volta (marzo 2009) nell’ area del lago di Garda. SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA Creazione di un sistema integrato di sicurezza di area omogenea su base interprovinciale per la gestione in modo unitario e condiviso, nel rispetto delle reciproche competenze, delle problematiche della sicurezza in acqua (safety), della sicurezza in acqua e in terra (security), dell’ordine, della sicurezza pubblica e della sicurezza urbana integrata. SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA Creazione di un sistema integrato di sicurezza di area omogenea su base interprovinciale per la gestione in modo unitario e condiviso, nel rispetto delle reciproche competenze, delle problematiche della sicurezza in acqua (safety), della sicurezza in acqua e in terra (security), dell’ordine, della sicurezza pubblica e della sicurezza urbana integrata. 4

5 CONFERENZA INTERPROVINCIALE DEI SERVIZI E’ l’organo di governo del Patto Valuta e raccorda iniziative condivise tra uffici periferici dello Stato e sistema delle Autonomie locali Si riunisce una volta l’anno ovvero quando se ne ravvisi l’esigenza E’ convocata dai Prefetti delle province interessate Partecipano i Comuni interessati ed anche organismi diversi, secondo gli argomenti all’ordine del giorno I lavori della Conferenza sono aperti ad un rappresentante delle Autorità del Cantone Ticino la Conferenza può demandare a tavoli tematici interprovinciali l’elaborazione di pianificazioni, progetti e programmi operativi su specifiche materie E’ l’organo di governo del Patto Valuta e raccorda iniziative condivise tra uffici periferici dello Stato e sistema delle Autonomie locali Si riunisce una volta l’anno ovvero quando se ne ravvisi l’esigenza E’ convocata dai Prefetti delle province interessate Partecipano i Comuni interessati ed anche organismi diversi, secondo gli argomenti all’ordine del giorno I lavori della Conferenza sono aperti ad un rappresentante delle Autorità del Cantone Ticino la Conferenza può demandare a tavoli tematici interprovinciali l’elaborazione di pianificazioni, progetti e programmi operativi su specifiche materie 5

6 LE PARTI CONTRAENTI PREFETTURE COMUNI RIVIERASCHI PROVINCE PRESENZIANO MINISTERO DELL’INTERNO 6 COLLABORAZIONE INTERISTITUZIONALE AUTORITA’ CANTONALI TICINESI REGIONI

7 SICUREZZA ACQUE INTERNE EVENTI DI PROTEZIONE CIVILE SICUREZZA ACQUE INTERNE EVENTI DI PROTEZIONE CIVILE SCENARI Eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria Calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari Manifestazioni che vedono la presenza di un numero elevatissimo di spettatori SCENARI Eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che per loro natura ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria Calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari Manifestazioni che vedono la presenza di un numero elevatissimo di spettatori CRITICITA ’ Estensione o intensità dell’evento Coordinamento degli interventi Tempestività della risposta CRITICITA ’ Estensione o intensità dell’evento Coordinamento degli interventi Tempestività della risposta NUOVI MODULI OPERATIVI Prefigurazione di modelli collaborativi congiunti Coordinamento tra le Prefetture competenti Implementazione del circuito di informazione e comunicazione interistituzionale NUOVI MODULI OPERATIVI Prefigurazione di modelli collaborativi congiunti Coordinamento tra le Prefetture competenti Implementazione del circuito di informazione e comunicazione interistituzionale 7

8 SICUREZZA ACQUE INTERNE INTERVENTI ORDINARI DI SOCCORSO IN ACQUA SICUREZZA ACQUE INTERNE INTERVENTI ORDINARI DI SOCCORSO IN ACQUA SCENARI Eventi critici che necessitano di interventi di soccorso in acqua, anche in relazione a particolari situazioni meteorologiche. SCENARI Eventi critici che necessitano di interventi di soccorso in acqua, anche in relazione a particolari situazioni meteorologiche. CRITICITA ’ Coordinamento degli interventi Tempestività dei soccorsi CRITICITA ’ Coordinamento degli interventi Tempestività dei soccorsi NUOVI MODULI OPERATIVI I sottoscrittori si impegnano al più sinergico e coordinato impiego delle risorse umane e strumentali a disposizione Invio immediato del mezzo nautico più vicino al luogo dell’evento NUOVI MODULI OPERATIVI I sottoscrittori si impegnano al più sinergico e coordinato impiego delle risorse umane e strumentali a disposizione Invio immediato del mezzo nautico più vicino al luogo dell’evento 8 coinvolgimento del Ministero dell’Interno per l’attivazione di ulteriori presidi acquatici stagionali e collaborazione istituzionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con altri servizi di soccorso.

9 PREVENZIONE E CONTRASTO DELLE FENOMENOLOGIE DI MAGGIORE IMPATTO PER LE COMUNITA’ LOCALI STRAGI DEL SABATO SERA REATI PREDATORI DEVIANZA GIOVANILE CRIMINALITA’ DIFFUSA SPACCIO E CONSUMO DI SOSTANZE STUPEFACENTI LABORATORI CLANDESTINI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA COMMERCIO AMBULANTE ABUSIVO PROSTITUZIONE 9

10 OBIETTIVI Controllo esercizi pubblici e verifica locali di intrattenimento Rafforzamento dei servizi di controllo della circolazione stradale durante la stagione estiva e nei fine settimana, con particolare riguardo allo stato di alterazione psicofisica dei conducenti Prevenzione e contrasto (sfruttamento della prostituzione; commercio ambulante abusivo; contraffazione; consumo e spaccio di droga; reati predatori) OBIETTIVI Controllo esercizi pubblici e verifica locali di intrattenimento Rafforzamento dei servizi di controllo della circolazione stradale durante la stagione estiva e nei fine settimana, con particolare riguardo allo stato di alterazione psicofisica dei conducenti Prevenzione e contrasto (sfruttamento della prostituzione; commercio ambulante abusivo; contraffazione; consumo e spaccio di droga; reati predatori) STRUMENTI Attivazione di moduli operativi di intervento congiunto Servizi di controllo straordinario del territorio Possibilità di convenzioni tra Sindaci per lo svolgimento in forma associata delle funzioni di polizia municipale Rilevazione degli incidenti stradali Nell’ambito dei servizi di vigilanza e controllo del territorio, rafforzamento dello scambio informativo anche in relazione all’identificazione delle persone ed ai precedenti di polizia Potenziamento della rete di illuminazione pubblica STRUMENTI Attivazione di moduli operativi di intervento congiunto Servizi di controllo straordinario del territorio Possibilità di convenzioni tra Sindaci per lo svolgimento in forma associata delle funzioni di polizia municipale Rilevazione degli incidenti stradali Nell’ambito dei servizi di vigilanza e controllo del territorio, rafforzamento dello scambio informativo anche in relazione all’identificazione delle persone ed ai precedenti di polizia Potenziamento della rete di illuminazione pubblica 10 SICUREZZA IN ACQUA E SU TERRA COLLABORAZIONE DELLE FORZE DI POLIZIA DELLO STATO CON LE POLIZIE LOCALI SICUREZZA IN ACQUA E SU TERRA COLLABORAZIONE DELLE FORZE DI POLIZIA DELLO STATO CON LE POLIZIE LOCALI

11 SICUREZZA IN ACQUA E SU TERRA ATTIVITA’ DI PREVENZIONE E CONTRASTO SICUREZZA IN ACQUA E SU TERRA ATTIVITA’ DI PREVENZIONE E CONTRASTO 11 PREFETTURE: esame delle richieste dei contingenti di rinforzo e di mezzi navali aggiuntivi da trasmettere al Ministero dell’Interno PROVINCE: collaborazione dei Corpi di Polizia Provinciale all’organizzazione dei servizi di vigilanza COMUNI: pianificazione dei servizi dei Corpi di Polizia Municipale in stretta intesa con le Forze di Polizia dello Stato. VIGILANZA LACUALE Nei fine settimana della stagione estiva possibile perlustrazione aerea con elicotteri della GdF (ROAN) e dei reparti volo dell’Arma CC e della Polizia di Stato Intensificazione delle attività delle Forze dell’Ordine per la sicurezza della navigazione anche attraverso uno scambio informativo continuo Collaborazione con le associazioni di volontariato della Protezione Civile REGIONI: promozione, attraverso strumenti finanziari integrati, di progetti dei sottoscrittori del Patto finalizzati a incentivare i servizi di vigilanza da parte della Polizia Locale

12 Nelle aree ritenute più sensibili, sulla terraferma ed in prossimità delle coste Previa valutazione congiunta in ambito CPOSP Previa programmazione di interventi d’intesa con le Regioni di appartenenza Previa valutazione congiunta in ambito CPOSP Previa programmazione di interventi d’intesa con le Regioni di appartenenza Con tecnologie più avanzate Con eventuali finanziamenti dei comuni e contributo degli Enti territoriali interessati Nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy Con tecnologie più avanzate Con eventuali finanziamenti dei comuni e contributo degli Enti territoriali interessati Nel rispetto della normativa vigente in materia di privacy 12 POTENZIAMENTO DELL’IMPIEGO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA DOVE COME STRUMENTI

13 INIZIATIVE DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE 13 Organizzazione e svolgimento di iniziative di preparazione, aggiornamento e approfondimento professionale, dedicate agli operatori della Polizia locale, anche su richiesta dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia Anche gli Uffici Territoriali del Governo possono organizzare corsi di formazione interforze

14 14 Collaborazione con le Autorità cantonali ticinesi Le Parti firmatarie si impegnano a prendere in considerazione eventuali forme di collaborazione e di avvio di iniziative concrete che le Autorità del Cantone Ticino vorranno sottoporgli.

15 DURATA E VERIFICHE Verifiche periodiche in sede di Conferenza Interprovinciale Possibilità di adesione di altri soggetti istituzionali Durata: 2 anni 15

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