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Innovazione e Business Collaboration nell'era dell'interconnessione Roberto Panzarani www.robertopanzarani.com I nuovi scenari del terziario Come stanno.

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1 Innovazione e Business Collaboration nell'era dell'interconnessione Roberto Panzarani I nuovi scenari del terziario Come stanno cambiando i modelli di business e le imprese Torino 16 Giugno 2014

2 La globalizzazione e i processi di innovazione in atto nel business e nella politica mondiale comportano una maggiore complessità di strategie e soluzioni da adottare. Le organizzazioni e i manager riconoscono la necessità di "sfidare" la complessità dei cambiamenti in atto, focalizzandosi su nuove opportunità di crescita e competitività mediante l'uso di strumenti formativi innovativi e diversificati. In tale contesto, lo STUDIO PANZARANI & associates si propone come valido supporto per le aziende che riconoscono la necessità di adeguarsi e affrontare gli attuali processi di cambiamento. Lo STUDIO PANZARANI & associates ha sede a Roma e a West Palm Beach presso Predictiv LLC, una delle società americane più prestigiose nell’ambito dell’Intangible Evaluation Services, fondata e diretta da Jonathan Low e Pamela Cohen Kalafut, autori del libro Il Vantaggio Invisibile. Predictiv LLC Il Vantaggio Invisibile Roberto Panzarani è docente di “Innovation management" presso l’Università Lumsa di Roma. E’ Presidente dello Studio Panzarani & Associates.

3 COMPLEXITY The past century has been the century of quantum mechanics, I think the next century will be the century of complexity. Stephen Hawking

4 The Adaptive Imperative “When the rate of change outside exceeds the rate of change inside, the end is in sight.” Jack Welch Chairman, General Electric

5 INTERCONNESSIONE Le interazioni tra i componenti dei sistemi complessi spesso sono di tipo non lineare. Di conseguenza, i sistemi sono estremamente sensibili sia alle condizioni iniziali sia alle perturbazioni grandi e piccole che incontrano nelle varie fasi del loro sviluppo.

6 SEI GRADI DI SEPARAZIONE EFFETTO SMALL WORLD Ogni individuo può raggiungere ogni altro individuo in tutti gli angoli del pianeta con non più di sei passaggi intermedi Escher, Circle Limit III

7 Sistemi semplici vs Sistemi complessi  Composti da pochi elementi, che interagiscono tra loro in modo lineare  Hanno proprietà globali deducibili dalla conoscenza dei comportamenti locali  Reagiscono alle perturbazioni esterne in maniera proporzionale alla loro intensità: piccole intensità danno piccoli effetti, grandi intensità danno grandi effetti  In genere non modificano l’ambiente in cui si trovano, e non ne sono modificati  Cambiano nel tempo in modi graduali, continui, prevedibili  Composti da molti elementi, che interagiscono tra loro in modo non lineare  Hanno proprietà globali non prevedibili sulla base della conoscenza dei comportamenti locali  Reagiscono alle perturbazioni esterne in maniera non correlata alla loro intensità – piccole intensità possono dare grandi effetti  Si adattano all’ambiente: lo modificano e ne sono modificati  Cambiano nel tempo in modi non graduali, discontinui, imprevedibili

8 L’IMPATTO

9 La collisione crea un enorme tsunami alto forse alcuni chilometri. Lo tsunami distrugge tutte le fasce costiere nei pressi del luogo dell’impatto, sommergendo i dinosauri delle zone circostanti. Lo tsunami (Dipinti di Ron Miller)

10 I sopravvissuti

11 Il genoma come testo Libro Capitoli Storie/Narrazioni Paragrafi Intermezzi pubblicitari Parole Lettere Genoma Cromosomi Geni Esoni Introni Codoni (“Triplette”) Basi

12 PER UN MANAGEMENT INNOVATIVO Il comportamento creativo e innovativo delle organizzazioni umane, da quelle aziendali a quelle istituzionali, è una proprietà emergente che dipende da alcuni fattori critici: la qualità dei singoli nodi della reti (individui, gruppi, collettività) ma anche la ricchezza e la varietà delle loro interazioni Un’organizzazione creativa e innovativa ha necessità di condivisione forte, di valori e di vision, ma anche bisogno di diversità culturale. La complessità è una via di mezzo tra condivisione e diversità.

13 Connect Sense & Respond Adapt Modularize Efficiency Scalability Agility Adaptability Connect The Path to the Adaptive Enterprise

14 Dal management tradizionale al management della complessità Efficiency Adaptability

15 “Non sono i più forti della specie che sopravvivono, né i più intelligenti, ma i più reattivi al cambiamento” Charles Darwin

16 La creazione del Valore Agricola Era Le Fonti del Valore I gruppi dominanti Pre-industriale Post-industriale Economia della conoscenza Terra Capitale Mercato Conoscenza Proprietari terrieri Mercanti Managers Individui

17 Science Business Organization Technology ECONOMIA INDUSTRIALE ECONOMIA DELL’INFORMAZIONE Tempo Valore aggiunto Dall’ingranaggio alla connessione

18 Velocità, Interconnessione, Immaterialità La velocità del cambiamento è sempre più vertiginosa e rende tutto immediatamente obsoleto; la tecnologia informatica consente di creare una ragnatela di collegamenti sempre più ampia, eliminando qualsiasi barriera alla comunicazione; l’immaterialità, che coincide con il patrimonio delle idee e della creatività, conta più del capitale fisico. BLUR ECONOMY

19 Velocità+Interconnessione+Immaterialità=BLUR Velocità La fine dell’equilibrio Cicli di vita accelerati Riduzione del ciclo di vita dei prodotti Breve vita della conoscenza Interconnessione Distanza Tempo Catena Locazione Linguaggio (transizioni on- line) Identità Generi (dallo scritto al parlato) Immaterialità Componente di servizio nei prodotti Il settore dei servizi Informazione Emozioni

20 I prodotti “intelligenti“ contengono servizi 5 milioni di vite salvate nel 1996 Il servizio è incluso nei prodotti Dal servizio al prodotto Dal prodotto al servizio Automobile Pharmacist L’offerta interconnessa

21 Servizio – Prodotto – Servizio L’automobile moderna è un buon esempio di progetto appropriato, in cui centinaia di chip di calcolo, sensori e motori lavorano in background e regolano la miscela, impediscono lo slittamento, mantengono la stabilità e avvertono di potenziali pericoli.

22 “…la caratteristica peculiare dell’aggiornamento permette che tutti i programmi della lavastoviglie siano completamente modificati in futuro per approfittare dei miglioramenti di detersivi o di dishware” Come potete interconnettere la vostra offerta?

23 Teoria della complessità declinata nel management Dal management tradizionale al management della complessità 1. Auto-organizzazione 2. Disorganizzazione creativa 3. Condivisione 4. Flessibilità strategica 5. Network Organization 6. Circoli virtuosi 7. Learning Organization I sette principi della complessità applicati al management applicati al management

24 Love Mark, Attraction Economy “le persone oggi devono fare più scelte in un giorno di quante un uomo delle caverne facesse in una vita” Aric Sigman 6500 canzoni su di un normale ipod articoli in un supermercato libri in un tipoco Barnes & Noble 84 schampoo 68 gel da doccia 77 detersivi

25 Il marketing soggettivo

26 Lo sviluppo tecnologico degli ultimi 20 anni RICHIEDE CAPACITÀ ADATTIVE E AIUTA A SVILUPPARLE Velocità Trasmissione dati più rapida possibile  La tecnologia continua a sviluppare le possibilità di interconnessione  Le crescenti possibilità di interconnessione conducono a una maggiore volatilità  La maggiore volatilità accresce l’importanza di sviluppare maggiori capacità adattative  Le nuove tecnologie diminuiscono il costo dello sviluppo di capacità adattative Portata Numero di ospiti di Internet

27 SMARTPHONE Nel 2011 sono stati venduti 472 milioni di smartphone in tutto il mondo. Il 58% in più rispetto al Il mercato della telefonia mobile crescerà del 7% l’anno e quello degli smartphone del 39% Fonte Gartner

28 Un miliardo su Facebook Il record del social network Le amicizie su Facebook sono più di 140 miliardi e il tasto “mi piace” è stato cliccato 1130 miliardi di volte. Dalla nascita nel febbraio 2004 sono state pubblicate 219 miliardi di foto e 62,6 milioni di canzoni, ascoltate 22 miliardi di volte

29 Un telefono per ogni abitante della terra Alla fine del 2012 gli abbonamenti mobili (cellulari, tablet e chiavette per pc) nel mondo raggiungeranno quota 6,6 miliardi, per arrivare a 9,3 miliardi nel Sono le previsioni contenute nell'Ericsson mobility report, presentato a Roma nell'ambito dell'iniziativa TecnoLogicaMente. (tratto da Corriere.it novembre 2012)

30 Quello che vuole la tecnologia Le invenzioni complesse accumulano informazione, non atomi. Le tecnologie più complesse che creiamo sono anche le più leggere e le meno materiali. Nel 1993 Windows richiedeva fra i quattro e i cinque milioni di stringhe di codice; nel 2003 Vista ne conteneva cinquanta milioni. Ciascuna di queste stringhe di codice è l’equivalente dell’ingranaggio di un orologio; insomma Windows è una macchina con cinquanta milioni di pezzi in movimento. Kevin Kelly Intangible

31 Quello che vuole la tecnologia Per quanto possa sembrare assurdo ora, metteremo intelligenza artificiale nei martelli, negli strumenti odontoiatrici, nei carrelli elevatori, negli stetoscopi, nelle padelle. Tutti questi strumenti saranno sempre più efficienti perché condivideranno l’intelligenza universale della rete; per giunta, via via che le funzioni potenziate si manifesteranno in tutta la loro evidenza, inizieranno anche a specializzarsi. Kevin Kelly Ubiquità

32 Quello che vuole la tecnologia Un esempio: mentre all’elettricità ci sono voluti più di settant’anni prima di raggiungere il 90 per cento dei residenti negli Stati Uniti, al telefono cellulare per arrivare alla stessa quota di penetrazione ne sono bastati venti. Il tasso di diffusione sta accelerando. Kevin Kelly Velocità

33 L’internet delle cose La Siemens ha sviluppato una lavatrice che, per citare il suo sito web, “è dotata di sensori intelligenti che capiscono quanta biancheria si trova nel cestello, di che tipo di tessuti si tratta e se la biancheria è molto o poco sporca. Gli utenti debbono solo scegliere fra due programmi: lavaggio caldo di colorati, o tessuti facili da pulire. La macchina si fa carico di tutto il resto.

34 La natura della tecnologia Maggiore è la distanza fra la nuova soluzione e quella già accettata, maggiore sarà il meccanismo di imprigionamento (lock – in) della vecchia tecnologia. Viene dunque a crearsi un’isteresi, una risposta ritardata ai cambiamenti. Il nuovo è rallentato proprio dal successo del vecchio. Il cambiamento in ambito tecnologico non è né semplice né scorrevole. W. Brian Arthur Il meccanismo dell’innovazione

35 Sergej Brin nella metrò di New York con un prototipo degli occhiali Project Glass

36 Biblio Tech I rendering del progetto della Bibliotech di San Antonio

37 Il guru dei social media “Così ho trasformato Chicago” Kevin Hauswirth utilizza le nuove tecnologie per far dialogare cittadini e amministrazione: «Il primo passo è puntare sulla trasparenza» Kevin Hauswirth, il primo Social Media Director al mondo

38 Caffé e giornale (online e gratis) accordo tra Starbucks e New York Times Per leggere - gratis - quindici articoli del New York Times al giorno, basterà un caffé. Non uno qualsiasi, però, ma di Starbucks.

39 Google, le scarpe dopo gli occhiali: le "smart shoes" potranno parlare Mountain View presenta un prototipo di calzatura dotato di sensori che analizzano il comportamento di chi le indossa e poi comunicano la loro opinione attraverso un collegamento con dispositivi esterni. Un progetto di comunicazione e di tecnologia "wearable" allo stesso tempo. E anche Apple lavora a qualcosa di simile

40 USA E GETTA (L’IMPIEGATO): LA TECNOLOGIA UCCIDE IL CETO MEDIO AMERICANO Dal 2007 ad oggi negli USA sono stati assunti 400mila manager e licenziati 2 milioni di impiegati - La tecnologia produce ricchezza solo per il 10% della popolazione: aumentano i dislivelli sociali. Cresce l’occupazione nella Silicon Valley e a New York, “tira” solo il settore internet…

41 Wikinomics Com’è possibile costruire un aeroplano in tre giorni? Molti dei sub- assemblati – addirittura il 70-80% dei componenti totali – verranno interamente progettati e prodotti da una serie di partner disseminati in varie zone del pianeta. La deriva verticale, ad esempio, proverrà dagli stabilimenti Boeing di Frederickson, nello stato di washington; i bordi d’attacco fissi e mobili delle ali verranno da Tulsa, nell’Oklahoma; la cabina di pilotaggio e la sezione anteriore della fusoliera di Wichita, nel kansas; i bordi d’uscita mobili dagli stabilimenti australiani e i raccordi ala-fusoliera da Winnipeg, in Canada.

42 Wikinomics 2 La prossima volta che vedrete una BMW X 3 o Serie 7 nuova fiammante che spunta da un concessionario, potete star certi che per il 70% o quasi sia stata progettata, prodotta e assemblata non da BMW, ma da una rete globale di fornitori.

43 Una nuova efficienza ai massimi livelli, combinata alla tecnologia più avanzata del suo segmento grazie al nuovo pacchetto Business Innovation, disponibile per tutte le motorizzazioni e tutti gli allestimenti di BMW Serie 3 Touring.

44 Wikinomics 3 Sempre più spesso i produttori leader in settori quali i semiconduttori, i computer, l’abbigliamento e le biciclette hanno solo la responsabilità dell’ideazione dei prodotti, dell’assemblaggio finale e del marketing

45 Intelligenza collettiva Boeing ha ascoltato direttamente 120mila viaggiatori. Ha chiesto di aiutare l’azienda a progettare le caratteristiche del proprio aereo ideale, con idee, suggerimenti e consigli che sono stati indicizzati e trasferiti alla progettazione del 7e7 Dreamliner. Per sottolineare l’ascolto attivo delle segnalazioni questi viaggiatori sono stati chiamati “Boeing World Design Team”.

46 Intelligenza collettiva Il nuovo fidanzato di Barbie è stato co-progettato da Mattel insieme a 2 milioni di bambine. Per non parlare di Google, che condivide quotidianamente lo sviluppo e le scelte con la propria comunità di riferimento.

47 Intelligenza collettiva In Giappone cc’è una catena di negozi che si chiama Ranking Ranqueen: decidono tutto sulla base della classifica dei voti dei consumatori. Li hanno definiti “Referendum Shop” perché a tutti i clienti che entrano nel negozio viene chiesto di pronunciarsi sull’assortimento delle merci, sull’allestimento e il layout del negozio, sui servizi e sugli orari: con potere sia propositivo (introdurre i prodotti e i servizi che desidera), sia abrogativo (cancellare quelli sgraditi). Vanno alla grande.

48 Le aspettative degli uomini non sono più allineate con le strutture istituzionali che dovrebbero realizzarle. Aspettative

49 Design e complessità Non ci sono scusanti per una cattiva progettazione. Il buon design può aiutarci a dominare la complessità, non rendendo le cose meno complesse (perché la complessità è necessaria), ma gestendo la complessità.

50 Complessità e Status I prodotti coreani sembrano più complessi di quelli esteri. “Perché” ho chiesto ai due studenti di design che mi facevano da guida. “Perché i coreani amano le cose dall’aspetto complesso” mi hanno risposto “E’ una questione di simboli: la complessità indica status”.

51 L’internet delle cose La Siemens ha sviluppato una lavatrice che, per citare il suo sito web, “è dotata di sensori intelligenti che capiscono quanta biancheria si trova nel cestello, di che tipo di tessuti si tratta e se la biancheria è molto o poco sporca. Gli utenti debbono solo scegliere fra due programmi: lavaggio caldo di colorati, o tessuti facili da pulire. La macchina si fa carico di tutto il resto.

52 Autorganizzazione I biologi definiscono “stigmergia” un coordinamento indiretto, di solito mediante le tracce di attività precedenti. Gli animali lasciano orme; le formiche lasciano scie chimiche. Strutture complesse del mondo animale come i termitai, i nidi delle vespe, i formicai, le dighe dei castori e le cellette esagonali dei favi delle api vengono realizzate senza che esistano obiettivi espliciti, intenzionali. Il risultato finale è la realizzazione di strutture e comportamenti complessi attraverso un processo di auto- organizzazione, senza bisogno di un obiettivo o di una guida.

53 APPLE: Cosa sto vendendo? Il segreto è che l’azienda ha capito che il nocciolo del problema non era solo il design del prodotto: era quello di semplificare tutto il sistema di trovare, acquistare, ottenere e riprodurre la musica e anche di superare le questioni legali.

54 Un caso Es. di design della Washington Mutual Bank: il personale di banca e i clienti, anziché stare dai lati opposti di un bancone o di una scrivania che fungono da barriera, qui entrambi stanno in piedi vicini e insieme osservano la transazione. In una banca tradizionale tutto sembra segreto.

55 Servizio – Prodotto – Servizio L’automobile moderna è un buon esempio di progetto appropriato, in cui centinaia di chip di calcolo, sensori e motori lavorano in background e regolano la miscela, impediscono lo slittamento, mantengono la stabilità e avvertono di potenziali pericoli.

56 La collaborazione è: contribuire concorrere cooperare, dare un contributo in un'attività collettiva. Per Kurt Lewin il gruppo si riconosce tale secondo un principio di interdipendenza esso deve sentirsi parte di una "rete“ connessa all’interno da diversi legami sociali.

57 Carl Rogers riconosce nell'empatia, (da empateia, passione, intesa come la comprensione dell'altro che si realizza immergendosi nella sua soggettività, senza sconfinare nella identificazione) quel “quid” che si crea tra collaboratori, senza il quale sarebbe impossibile rendere “compartecipi” due persone. Nelle organizzazioni, l’empatia permette il flusso della dinamica relazionale tra i dipendenti, aiutandoli a comprendere che con la collaborazione si riesce a prevenire eventuali incertezze che possono presentarsi nel prendere decisioni operative.

58 Fondamentale è un “ascolto attivo” in azienda ed è ciò che un management di successo dovrebbe attuare con i suoi dipendenti se vuole ottimizzare l’efficienza del suo team e l’efficacia dei risultati. Tutti gli attori dovranno essere coinvolti nei percorsi comuni di risoluzione delle problematiche emergenti e nello sviluppo del proprio business.

59 Le origini dei social network si possono far risalire, in ambito antropologico, al funzionalismo, dove la società è concepita come un insieme di parti interconnesse nella quale nessuna porzione può essere compresa se isolata dalle altre. Levi Strauss, differenziando le società in “chiuse” e “aperte”, ci dimostra come le prime siano strutture immobili destinate alla decadenza e alla scomparsa. Nelle seconde, invece, se il pensiero innovativo viene rispettato e posto in condizioni di esprimersi vi è progresso, benessere e maggiore felicità.

60 Le tecnologie sull’informazione sono lo strumento più adatto per essere in connessione con il resto del mondo e per essere pronti ad accogliere le nuove idee che ci giungono da più parti. Ma non bastano se non si sviluppa una collaborazione profonda tra esseri umani.

61 Innovazione e Business Collaboration in Australia: come globalizzare il prodotto-vino La rivoluzione del vino australiano iniziò negli anni ‘60, quando si scelse di investire nello sviluppo di tecnologie moderne cercando di utilizzare le ultime innovazioni delle scienze agrarie. Ciò si è rivelato nell’arco di pochi decenni vincente e in grado di svecchiare un settore che più di altri si lega alla tradizione dei metodi di lavorazione.

62 Tra le azioni più significative che si intendono intraprendere vi è soprattutto quella di pianificare attività ad hoc per ogni singolo mercato puntando sull’innovazione e sfruttando consistenti economie di scala ed una tecnologia all’avanguardia. Una di queste è Il cluster dove la forza competitiva delle singole imprese può essere sviluppata maggiormente attraverso l'associazione con aziende correlate e di supporto.

63 Una combinazione di collaborazione e concorrenza ha dato prestazioni superiori rispetto ad una forte concorrenza isolata. L’approccio strategico-collaborativo australiano ha permesso di costruire collegamenti e reti di conoscenza che si mostrano una fonte di vantaggio competitivo.

64 Futuro prossimo (da oggi al 2030) Il computer “Com’è successo in passato per il motore a vapore, ci vorrà ancora un centinaio d’anni, prima che faccia completamente il suo corso. Per quanto riguarda internet, siamo allo stesso punto in cui eravamo con le ferrovie nel 1850, cioè appena all’inizio” (John Steele Gordon)

65 Metà del secolo Se ci chiediamo quali attività lavorative prolifereranno verso la metà del secolo, ovvero come il nostro modo di lavorare cambierà con l’evoluzione delle tecnologie, possiamo riflettere sui due grossi ostacoli allo sviluppo dell’intelligenze artificiale: il riconoscimento delle forme e il buon senso. A sopravvivere saranno principalmente i mestieri che richiedono queste due abilità e che quindi saranno preclusi ai robot.

66 Futuro remoto Secondo l’economista inglese Hamish McRae: “Nel 1991 la Gran Bretagna è diventata il primo paese a guadagnare più dall’esportazione di beni immateriali (servizi) che da quella di beni materiali.”

67 Futuro remoto Ogni secolo ha assistito alla nascita di nuove tecnologie che hanno dissestato l’economia e la vita delle persone. Per esempio, nel 1850 il 65% della forza lavoro americana era impiegata nell’agricoltura, mentre oggi lo è solo il 2,4%.

68 Saggezza: la chiave per il futuro “L’aspetto più triste della società attuale è che la scienza acquisisce nuove conoscenze più velocemente di quanto la società acquisisca saggezza.” (Isaac Asimov)

69 Nelle aziende del Novecento, i lavoratori qualificati della classe media trovavano un posto in burocrazie relativamente stabili, in cui i dipendenti erano accompagnati lungo il percorso di una carriera che progrediva dalla gioventù al pensionamento. I nonni e i genitori dei nostri intervistati si erano conquistati la loro posizione lavorando sodo, e sapevano bene che cosa li avrebbe aspettati in caso contrario. “L’uomo artigiano”, Richard Sennett Il lavoro

70 Il futuro del lavoro Stiamo passando da ambienti lavorativi chiusi e gerarchici, basati su rapporti rigidi fra impresa e dipendenti, a una serie di “reti del capitale umano” sempre più distribuite – collaborative e basate sull’organizzazione autonoma – che traggono conoscenze e risorse dall’interno come dall’esterno

71 “Non è una testa piena di cui abbiamo bisogno, ma di una testa ben fatta!” (Montaigne citato da Michel Serres “Non è un mondo per vecchi”)


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