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La diagnostica in Pneumologia Indicazioni Cliniche dei principali Test Funzionali CORSO PER PERSONALE NON MEDICO Riservato agli addetti degli Ambulatori.

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2 La diagnostica in Pneumologia Indicazioni Cliniche dei principali Test Funzionali CORSO PER PERSONALE NON MEDICO Riservato agli addetti degli Ambulatori di Fisiopatologia Respiratoria Attilio Pietra UOC Pneumologia Dipartimento Scienze Mediche A.O. San Carlo Borromeo

3 Galeno di Pergamo d.C.

4 “ Ricordati che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie e non parla male dei colleghi “ A Galeno vengono attribuiti molti scritti, tra cui tre libri “ Sul movimento del torace e del polmone ”, in cui viene descritto un esperimento nel quale egli fece ri-respirare ad un ragazzo l’aria contenuta in una vescica e verificò che il volume, dopo un certo periodo di tempo non era cambiato

5 All’inizio del 18 ° secolo, James Jurin è stato il primo scienziato a registrare le quantità precise di aria soffiando in una vescica. Con scostamenti di pochi millimetri, misurò la quantità massima di aria che si può espirare. James Jurin ( )

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7 Attilio Pietra Test di Funzionalità Respiratoria 1.Spirometria semplice 2.Spirometria globale con determinazione volumi statici 3.Resistenze e conduttanza delle vie aeree 4.Test di reversibilità 5.Diffusione alveolo capillare del CO 6.Test alla metacolina – test con broncocostrittore aspecifico diretto ed indiretto 7.6 minuts walking test 8.Test cardio-polmonare 9.Misurazione Pressioni Inspiratorie ed Espiratorie 10.Emogasanalisi arteriosa in aria ambiente/ossigenoterapia

8 Test di funzionalità respiratoria Principali indicazioni  Diagnosi di patologie polmonari  Diagnosi di patologie polmonari (segni, sintomi, esami di laboratorio o esami strumentali alterati)‏ gravità o progressione della patologia  Valutazione della gravità o progressione della patologia (asma bronchiale, BPCO, fibrosi cistica, patologie polmonari interstiziali, scompenso cardiaco, patologie neuromuscolari)‏  Valutazione del rischio operatorio  Valutazione del grado di invalidità a fini medico-legali

9 La Ventilazione La Ventilazione Polmonare Prove di Funzionalità Ventilatoria  Volumi polmonari statici  Volumi polmonari dinamici  Test di espirazione forzata  Picco di flusso espiratorio  Test di reversibilità  Test di iperreattività bronchiale Test di performance dei muscoli respiratori Test di funzionalità respiratoria

10 Che cosa misura la spirometria ?

11 Parametri e tracciato spirometrico Volumi polmonari dinamici Test di espirazione forzata Volumi polmonari dinamici Dopo aver fatto compiere al paziente una inspirazione massimale, lo si fa espirare con la massima forza il massimo volume di aria possibile. Misuriamo così: VEMS  Il volume espiratorio massimo nel primo secondo: VEMS CVF  La capacità vitale forzata: CVF VEMS / CVF  Il rapporto VEMS / CVF % t 1 sec VEMS CVF V

12 CV VRI VRE VC Spirometria lenta Parametri e tracciato spirometrico  Volume Corrente (VC): volume d’aria mobilizzato ad ogni respiro tranquillo  Volume di Riserva Inspiratoria (VRI):  Volume di Riserva Inspiratoria (VRI): volume d’aria mobilizzabile al di sopra di un VC  Volume di Riserva Espiratoria (VRE):  Volume di Riserva Espiratoria (VRE): volume d’aria mobilizzabile al di sotto di un VC  Capacità Vitale (CV): massimo volume d’aria che può essere espirato completamente e lentamente dopo un’inspirazione massimale.

13 CPT V CV VRI VRE VR CFR VC t Volumi polmonari statici  Volume Corrente (VC): volume d’aria mobilizzato ad ogni respiro tranquillo  Volume di Riserva Inspiratoria (VRI): volume d’aria mobilizzabile al di sopra di un VC  Volume di Riserva Espiratoria (VRE): volume d’aria mobilizzabile al di sotto di un VC.  Capacità Vitale (CV): massimo volume d’aria che può essere espirato completamente e lentamente dopo un’inspirazione massimale  Capacità Funzionale Residua (CFR): massima quantità d’aria contenuta nel polmone al termine di una espirazione tranquilla  Volume Residuo (VR): volume d’aria presente nel polmone al termine di una espirazione massimale  Capacità Polmonare Totale (CPT): massima quantità d’aria contenuta nel polmone all’apice di una inspirazione massimale.

14 Curva flusso-volume Curva flusso-volume normale E’ possibile rappresentare la manovra di espirazione forzata con una curva flusso- volume: ad ogni momento si riportano il flusso istantaneo ed il volume corrispondente Nella fase espiratoria la velocità di flusso aumenta fino al limite massimo della curva, ma non oltre per il fenomeno della compressione dinamica delle vie aeree. La parte di curva a sinistra della riga è sforzo dipendente; quella a destra sforzo indipendente (dipende dalle proprietà intrinseche del polmone)‏. V V 246 8

15 Curva flusso-volume patologica V 24 6 Deficit ostruttivo Normale Armonica riduzione dei volumi polmonari, aumentate pressioni di ritorno elastico, velocità di flusso ridotte e normale calibro delle vie aeree. V 8 Deficit restrittivo Riduzione dei flussi a tutti i volumi polmonari espiratori con riduzione del PEF e concavità verso l’alto della curva espiratoria (freccia)‏

16 Insufficienza ventilatoria di tipo OSTRUTTIVO di tipo RESTRITTIVO Asma bronchiale  Asma bronchiale  BPCO  Bronchiectasie Patologie della gabbia toracica  Patologie della gabbia toracica  Patologie neuromuscolari  Lesioni occupanti spazio  Fibrosi polmonare

17 Si effettua in:  in soggetti con ostruzione bronchiale accertata mediante esame spirometrico  somministrando un SABA (di solito 400 mcg di salbutamolo)  si ripete la prova di espirazione forzata dopo minuti Test di broncodilatazione o reversibilità

18 Lung function testing: selection of reference values and interpretative strategies. American Thoracic Society. Am J Respir Crit Care Med 1991; 144: Si possono verificare 3 possibilità : DEFICIT VENTILATORIO DI TIPO OSTRUTTIVO COMPLETAMENTE REVERSIBILE 1. il FEV1 aumenta di > 12% e 200 ml rispetto al basale tornando a valori normali ( > 80% del predetto): DEFICIT VENTILATORIO DI TIPO OSTRUTTIVO COMPLETAMENTE REVERSIBILE. (Asma Bronchiale)‏ DEFICIT VENTILATORIO DI TIPO OSTRUTTIVO PARZIALMENTE REVERSIBILE 2. il FEV1 è aumentato del 12% o di 200 ml rispetto al valore basale ma resta < 80% del teorico e VEMS/CVF < 70: DEFICIT VENTILATORIO DI TIPO OSTRUTTIVO PARZIALMENTE REVERSIBILE (BPCO parzialmente reversibile)‏ DEFICIT VENTILATORIO NON REVERSIBILE 3. il FEV1 aumenta < 12% o di 200 ml rispetto al valore basale: DEFICIT VENTILATORIO NON REVERSIBILE (tipico della BPCO non reversibile)‏ 246. V 8 V

19 Test di broncodilatazione o reversibilità Volume Flusso Espirazione Inspirazione Maestrelli Fisiopatologia della BPCO Ann Ist Super Sanità 2003 Nel BPCO con grave limitazione al flusso per minimi incrementi dei flussi espiratori non si ha significativo miglioramento del FEV1 ma si assiste ad una riduzione della CFR con conseguente aumento della CI rispetto al valore di partenza. CI in tali pazienti è l’INDICE FUNZIONALE meglio correlato con la tolleranza allo sforzo.

20 Thomas Petty ( ) Pensereste mai di curare l’ipertensione senza misurare la pressione arteriosa ?

21 Asma Bronchiale Flow chart diagnostica

22 Sintomi: tosse, sibili, dispnea, intolleranza allo sforzo Spirometria Sindrome ostruttiva? Test di reversibilità Ostruzione reversibile? Test di broncostimolazione Iperreattività bronchiale? Sospetto clinico di Asma Sospetto clinico di Asma si NO SI SI Trattamento ex adiuvantibus 4-6 settimane Trattamento ex adiuvantibus 4-6 settimane NO Diagnosi di Asma Diagnosi alternative all’Asma no nosi © 2013 PROGETTO LIBRA

23 Test di provocazione bronchiale aspecifica con metacolina

24 Significato del test con metacolina test positivo = asma? non necessariamente! test negativo = no asma? probabilmente! Il test con Metacolina è più utile nell’escludere la diagnosi di asma piuttosto che nel confermarla, in quanto il suo potere predittivo negativo è maggiore del potere positivo

25 Significato del test con metacolina test positivo = presenza di IBA test negativo = assenza di IBA

26 Obiettivi del trattamento dell’ Asma Bronchiale

27 LIVELLI DI CONTROLLO DELL’ASMA CARATTERISTICHECONTROLLATOPARZIALMENTE CONTROLLATO NON CONTROLLATO Sintomi giornalieriNessuno (<2/settimana)>2/settimana 3 o più aspetti presenti nell’asma parzialmente controllato Limitazione delle attivitàNessunaQualche Sintomi notturni / risvegliNessunoQualche Necessità di farmaco al bisogno Nessuna (<2/settimana)>2/settimana Funzione polmonare (PEF o FEV 1 ) § Normale<80% del predetto o del personal best (se noto) RiacutizzazioniNessuna1 o più per anno *1 in qualsiasi settimana $ © 2011 PROGETTO LIBRA 27 * Qualsiasi riacutizzazione dovrebbe essere prontamente seguita da una revisione del trattamento di mantenimento per assicurarsi che esso sia adeguato $ Per definizione, 1 riacutizzazione in una qualsiasi delle settimane di monitoraggio rende l’intera settimana non controllata § La funzione polmonare è valutabile solo in individui con età superiore a 5 anni Asma bronchiale: il controllo Gina 2013

28 Relativo al Rischio di future riacutizzazioni Possibile deterioramento clinico e/o funzionale Possibili effetti collaterali dal trattamento Definibile sulla base del controllo recente e negli anni precedenti Numero e gravità di riacutizzazioni Altri potenziali indicatori di elevato rischio futuro Livello di funzione polmonare Livello di compliance Marcatori diretti o indiretti di infiammazione bronchiale (?) © 2011 PROGETTO LIBRA 28 Il concetto di rischio futuro Gina 2013 Un elevato rischio futuro può suggerire un atteggiamento terapeutico diverso da quello consigliato sulla base del solo livello attuale di controllo

29 © 2011 PROGETTO LIBRA 29 Controllo della malattia Il controllo attuale Il “rischio futuro” Sintomi Attività fisica Uso del farmaco al bisogno Funzione polmonare InstabilitàRiacutizzazioni Decadimento f. polmonare Effetti avversi della terapia Prevenire © 2013 PROGETTO LIBRA Obiettivi del trattamento dell’asma: controllo attuale e rischio futuro Raggiungere

30 Lo studio GOAL ( fluticasone/salmeterolo) ha dimostrato che il controllo completo della malattia è raggiungibile solo in una minoranza di soggetti, ma che il buon controllo è ottenibile in una elevata percentuale di pz. (fino al 70%) (Bateman AJRCCM 2004) Studi successivi hanno dimostrato la non inferiorità di altre associazioni, come formoterolo/ budesonide ad alte dosi nello studio FACET (O’Byrne CHEST 2008) e formoterolo/beclometasone (Papi Eur Resp J 2007, Papi Allergy 2007) rispetto a fluticasone/salmeterolo nel raggiungimento del controllo della malattia.

31 Studio clinico condotto in real life su quasi 300 pazienti che prevedeva controlli periodici finalizzati alla progressiva titolazione del dosaggio della terapia in funzione del “ controllo dei sintomi ”, di riacutizzazioni e del monitoraggio della funzione respiratoria conferma che la terapia continuativa con l’associazione di ICS - LABA era la modalità più efficace per ottenere e mantenere il miglior controllo dei sintomi con progressivo miglioramento anche dell’ iperreattività bronchiale aspecifica Asthma control over 3 years in a real-life study Lindberg Respiratory Medicine 2009

32 Controllo dell’asma Controllo dei Sintomi e dei Fattori di Rischio

33 influenzare il rischio futuro riacutizzazioni Il controllo delle alterazioni fisiopatologiche alla base dell’asma è in grado di influenzare il rischio futuro: -riacutizzazioni -cronicizzazione della malattia -deterioramento funzionale Asma Bronchiale - Rischio Futuro Un cattivo controllo attuale predice un futuro cattivo controllo ed alto utilizzo di risorse sanitarie (Sullivan Allergy 2007)

34 Annual decline in FEV 1 (ml/yr) Bai Eur Respir J 2007 p<0.05 Asthmatics with frequent exacerbations had a significantly larger annual decline in FEV1  93 non-smoking asthmatics  median follow-up 11 years  many followed in period before launch of ICS.  frequent exacerbations: > 0.1/yr

35 Fattori di Rischio Potenzialmente Modificabili per Riacutizzazioni  Sintomi  Sintomi di asma non controllati  Trattamento ICS non adeguato  Trattamento ICS non adeguato: ICS non prescritto, bassa aderenza; tecnica inalatoria non corretta SABA  Eccessivo uso di SABA (piu di un inalatore di 200 dosi al mese)  FEV1 ridotto, specialmente se <60% del teorico psicologici socio-economici  Rilevanti problemi psicologici o socio-economici  Esposizioni  Esposizioni: fumo di sigaretta; allergeni se sensibilizzati  Comorbidita  Comorbidita: obesita; rinosinusiti; allergie alimentari documentate  Eosinofilia  Eosinofilia nell’espettorato o nel sangue periferico  Gravidanza

36 American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine 2009 Indicatori indipendenti dal controllo attuale che predicono il rischio futuro: FENOpredittivo di un futuro cattivo controllo FENO è predittivo di un futuro cattivo controllo (Jones AJRCCM 2001; Pijnenburg Clin Exp Allergy 2005; Gelb CHEST 2006) FEV1 pre-BD ridotto FEV1 random on-treatment future esacerbazioni di asma FEV1 pre-BD ridotto ( Osborne CHEST 2007, Ulrick CHEST 1995; Fuhlbrigge Pediatrics 2006) oppure un ridotto FEV1 random on-treatment ( Li AJRCCM 1995; Fuhlbrigge JACI 2001; Kicht CHEST 2001) sono predittivi di future esacerbazioni di asma reversibilità al broncodilatatore La reversibilità al broncodilatatore è fattore predittivo indipendente di morte per asma (Ulrick CHEST 1995 ). decorso clinico danno funzionale irreversibile La IBA è strettamente correlata con il decorso clinico dell’asma, ed è un fattore di rischio significativo ed indipendente per lo sviluppo di un danno funzionale irreversibile (Groll AJRCCM 1999; Limb JACI 2005)

37 Qual è il ruolo della misurazione della funzione polmonare nel monitoraggio dell’asma bronchiale indicatore del rischio futuro. Una volta che è stata diagnosticata l’asma, la funzione polmonare diventa molto utile come indicatore del rischio futuro. 3–6 mesi dopo Dovrebbe essere registrata durante la diagnosi, 3–6 mesi dopo aver iniziato il trattamento e periodicamente in seguito (almeno una volta all’anno)

38 32% 36% Cazzoletti JACI 2007 DISTRIBUTION OF ASTHMA CONTROL IN EUROPE Perché?

39 Spirometria, IBA NO, Espettorato indottoSintomi Qualità di vita Terapia precoce, per tempi lunghi, a dosi più elevate, misurazioni strumentali, controlli frequenti Terapia “al bisogno” per tempi necessari per controllare stabilmente i sintomi Obiettivi della terapia cronica dell’asma  La infiammazione  La iperreattività  Il rimodellamento  Il rischio futuro La assenza di sintomi Il p.d.v del medicoIl p.d.v del paziente

40 BPCO

41 Bronchiolo normale BPCO

42 Ostruzione bronchiale Contrazione s.m.c. Edema da flogosi Fibrosi m.b. Ipertrofia s.m.c. Secrezioni Enfisema BPCO Normale

43 limitazione persistente al flusso aereo, che è in genere evolutiva La BPCO, malattia frequente, prevenibile e trattabile, è caratterizzata da una limitazione persistente al flusso aereo, che è in genere evolutiva e si associa ad una aumentata risposta infiammatoria cronica agli inquinanti inalatori a carico delle vie aeree e dei polmoni Riacutizzazioni dei sintomi e comorbidità croniche contribuiscono alla gravità complessiva nel singolo paziente Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: DEFINIZIONE DI BPCO Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: DEFINIZIONE DI BPCO ©2014 Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease

44 Va sempre presa in considerazione una diagnosi clinica di BPCO in pazienti che si presentino con dispnea, tosse o espettorato cronici, e esposizione a fattori di rischio L’esame spirometrico è indispensabile per poter porre diagnosi di BPCO; un VEMS/CVF < 0,70 post-broncodilatatore conferma la presenza di ostruzione bronchiale e quindi la diagnosi di BPCO Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Diagnosi e valutazione di gravità: Key point Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Diagnosi e valutazione di gravità: Key point ©2014 Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease

45 SINTOMI Tosse cronica Dispnea FATTORI DI RISCHIO Fumo di tabacco Esposizione lavorativa Inquinamento domestico o ambientale Inquinamento domestico o ambientale SPIROMETRIA indispensabile per porre diagnosi di BPCO SPIROMETRIA indispensabile per porre diagnosi di BPCO Espettorato cronico Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Diagnosi di BPCO Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Diagnosi di BPCO ©2014 Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease

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47 Determinare la gravità della malattia, il suo impatto sullo stato di salute del paziente, e il rischio di eventi futuri (es. Riacutizzazioni) per guidare la scelta del trattamento. Considerare le seguenti caratteristiche della malattia singolarmente: gravità dei sintomi in atto severità dell’alterazione spirometrica severità dell’alterazione spirometrica frequenza delle riacutizzazioni frequenza delle riacutizzazioni presenza di comorbidità presenza di comorbidità Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Valutazione di gravità della BPCO Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Valutazione di gravità della BPCO ©2014 Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease Valutazione di gravità della BPCO

48 Valutare i sintomi Valutare il grado di ostruzione bronchiale con la spirometria Valutare il rischio di riacutizzazioni Valutare la presenza di comorbidità Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Valutazione di gravità della BPCO Progetto strategico mondiale per la diagnosi, trattamento e prevenzione della BPCO: Valutazione di gravità della BPCO ©2014 Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease Valutazione della gravità BPCO Valutare il grado di ostruzione bronchiale con la spirometria

49 Attilio Pietra

50 Ma dobbiamo pensare solo in termini di FEV 1? …..ovvero perché la spirometria globale?

51 Attilio Pietra Perché la dispnea?

52 Attilio Pietra Impatto della BPCO sull’attività quotidiana Pitta AJRCCM 2005

53 Attilio Pietra La attività fisica si riduce con la progressione della BPCO Pitta AJRCCM 2005 COPD patients are very inactive compared with healthy subjects of the same age This inactivity may be present in all GOLD-stages

54 Attilio Pietra Waschki Chest 2011 Physical activity and survival Survival curves according to WHO categories of physical activity level (PAL)

55 Attilio Pietra Espinosa de los Monteros Arch Bronconeumol 2012 Time walking in COPD

56 Attilio Pietra Espinosa de los Monteros Arch Bronconeumol 2012 TV viewing in COPD

57 Il circolo vizioso della BPCO

58 Emphysema and loss of lung elastic recoil Iperinflazione statica

59 Definizione di iperinflazione  Iperinflazione statica  E’ il risultato di alterazioni delle forze elastiche a riposo  La ventilazione corrente avviene a volumi polmonari più alti del normale  Iperinflazione dinamica  È il risultato di una limitazione del flusso aereo e si verifica quando il tempo di espirazione è insufficiente a riportare il polmone nel normale volume di FRC (volume polmonare di fine espirazione)  Aumento della EELV (volume polmonare dinamico di fine espirazione) e aumento del lavoro respiratorio  Air trapping  L’air trapping è causato dall’iperinflazione dinamica e contribuisce alla sensazione di dispnea Ferguson, ERS rev 2004 O’Donnell, Pulm.Med.Exp.Int.2005

60 Attilio Pietra Collasso espiratorio delle vie aeree Corsico JAP 2003 Iperinflazione dinamica

61 Attilio Pietra sfavorevole geometria della gabbia toracica IperinflazioneOstruzione

62 Normale BPCO  Aumento della resistenza delle vie aeree  Riduzione pressione di ritorno elastico del polmone PLPL V. PLPL V. X

63 Air Trapping Occurs in patients with COPD. Results in an increase in the work of breathing. Places respiratory muscles at a mechanical disadvantage. Contributes to the sensation of breathlessness (dyspnea). NormalHyperinflation Modificato da O’Donnell

64 Attilio Pietra Casaburi Am J Med 2004 TLC=Capacità polmonare totale FRC=Capacità funzionale residua IC=Capacità inspiratoria Iperinflazione nella BPCO : aumento del volume residuo e riduzione della capacità inspiratoria

65 Modificazione dei volumi polmonari con l’esercizio fisico nei normali e nei BPCO (dynamic hyperinflation) O’ Donnel 2006

66 Curva pressione/volume Normale

67 Normale

68 Normale BPCO

69 Attilio Pietra perlui 69 aa 178 cm x 85kg Tabagista attivo 60 peaks/year

70 BPCO DESUFLAZIONE  Flusso aereo BRONCODILATATORE  Aumento del flusso – FEV 1  Aumento dei volumi – FVC e CI  Aumento della tolleranza all’esercizio La terapia broncodilatatrice provoca desuflazione polmonare Mahler ERJ 2009

71 “Riduzione di volume” farmacologica CPT CFR CI Pre Post Volume polmonare (%teoorico CPT)

72 Test di broncodilatazione o reversibilità Volume Flusso Espirazione Inspirazione Maestrelli Fisiopatologia della BPCO Ann Ist Super Sanità 2003 Nel BPCO con grave limitazione al flusso per minimi incrementi dei flussi espiratori non si ha significativo miglioramento del FEV1 ma si assiste ad una riduzione della CFR con conseguente aumento della CI rispetto al valore di partenza. CI in tali pazienti è l’INDICE FUNZIONALE meglio correlato con la tolleranza allo sforzo.

73 La DLCO: virtù e limiti La Ventilazione : Prove di Funzionalità – Prove di FunzionalitàVentilatoria – Test di performance dei muscoli respiratori Gli scambi gassosi: – Test della Diffusione del CO – Emogasanalisi arteriosa

74 Indicazioni cliniche per la misura della DLCO nelle Pneumopatie Ostruttive (BPCO fenotipo enfisematoso) Eccellente indice del grado anatomico di enfisema in fumatori con ostruzione delle vie aeree. Una ridotta DLCO correla (r>0.85) con una bassa densità media del parenchima polmonare alla HRCT e con il grado anatomico di enfisema. (Miniati Am J Respir Crit Care Med 1995; Gould Eur Respir J 1991; D’Anna Respiration 2012)

75 Indicazioni cliniche per la misura della DLCO nelle Pneumopatie Restrittive Diagnostica interstiziopatie (ILD) precliniche: stadiazione di sarcoidosi, alveolite allergica estrinseca, terapia radiante, tossicità da farmaci (amiodarone, bleomicina, nitrofurantoina), trapianto polmonare o midollo osseo, HIV con alto rischio per Pneumocystis. Luserma PB. Am Rev Respir Dis 1983;128:880 Nieman RB. Thorax 1993;48:481 Crawford SW. Am J Respir Crit Care Med 1995;152:690 Bassi valori suggeriscono una ILD. Watters LC. Am Rev Respir Dis 1986;133:97.

76 Thus, DLCO is useful in evaluating whether supplemental oxygen is required for exercise Conclusion: Our results demonstrated that patients with reduced DLCO, particularly when < 20% of predicted, are more likely to have reduced PaO2 at rest and are more likely to require supplemental oxygen with low levels of activity. Thus, DLCO is useful in evaluating whether supplemental oxygen is required for exercise. CHEST 2003

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78 Attilio Pietra ORIGINAL ARTICLE Effect of Thrombolytic Therapy on Pulmonary-Capillary Blood Volume in Patients with Pulmonary Embolism G. V. R. K. Sharma, M.D., V. A. Burleson, B.S., N. Mondello, and H. Guilford N Engl J Med Measurement of diffusing capacity in pulmonary embolism. Wimalaratna HSK, Farrell J, Lee HY Respir Med 1989 Eur Respir J 2000

79 Indicazioni cliniche per la misura della DLCO nelle Vasculopatie Polmonari La riduzione della DLCO è un indice sensibile di ostruzione embolica di parte dei capillari polmonari :correla con il grado angiografico di ostruzione vascolare; DLCO e Vc aumentano dopo trombolisi. Sharma N Engl J Med 1980 Prost Presse Med 1984 Wimalaratina HSK. Respir Med 1989 Steenhuis Eur Respir J 2000 DLCO è ridotta nell’ipertensione polmonare cronica post-embolica: il defict della diffusione persiste dopo tromboarteriectomia nonostante la presenza di miglioramenti clinici ed emodinamici. Kapitan Chest 1990 Bernstein Chest 1996

80 Valutazione preoperatoria in chirurgia oncologica polmonare

81 Bapoje Chest 2007

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86 VALUTAZIONE RISCHIO OPERATORIO PER CHIRURGIA TORACICA

87 Grazie per l’attenzione


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