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Moda e Società. Programma Triennale Manuale generale di riferimento: M. Cristina Marchetti, La moda oltre le mode. Lineamenti di Sociologia della moda,

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Presentazione sul tema: "Moda e Società. Programma Triennale Manuale generale di riferimento: M. Cristina Marchetti, La moda oltre le mode. Lineamenti di Sociologia della moda,"— Transcript della presentazione:

1 Moda e Società

2 Programma Triennale Manuale generale di riferimento: M. Cristina Marchetti, La moda oltre le mode. Lineamenti di Sociologia della moda, Roma, Edizioni Nuova Cultura, Più una lettura a scelta tra quelle sotto indicate: I classici della sociologia della moda: Fausto Squillace, La moda, Roma, Ed. Nuova Cultura, G. Simmel, La moda, (qualunque edizione disponibile)

3 Programma magistrale S. S. Reinach, Un mondo di mode. Il vestire globalizzato, Roma-Bari, Laterza, A. Rocamora, Personal Fashion Blogs: Screens and Mirrors in Digital Self Portraits, in “Fashion Theory”, 15 (4), 2011 (disponibile in Internet) P. Calefato, Fashion Theory, in

4 La sociologia si è interessata alla moda: 1.in quanto fenomeno collettivo capace di produrre un’uniformità nei comportamenti esteriori 2.al rapporto tra moda e mutamento sociale

5 Moda e modelli di comportamento Costumi, mode, abitudini sociali, fads

6 Un modello di comportamento è: Una tipologia di agire che si ripete uniformemente presso un certo numero di individui

7 I modelli di comportamento … Liberano il singolo dal peso di una scelta individuale Offrono un modello predefinito sul quale orientare il proprio agire

8 I modelli di comportamento sono: Abitudini sociali Costume Moda Fads

9 Le abitudini sociali sono… comportamenti largamente diffusi che hanno un vincolo di obbligatorietà limitato, ma che assicurano un gran numero di azioni di routine. Sono legati alla cultura. Es. Salutare quando si incontra qualcuno, mangiare con le posate, cominciare una lettera con Egr. Sig

10 Il costume È un “modello di comportamento” caratterizzato da un elevato livello di interiorizzazione della norma proposta, solitamente legato alla sfera del corpo e dei comportamenti sessuali Es. è un costume che gli uomini indossino i pantaloni e le donne la gonna

11 La moda È un modello di comportamento caratterizzato da un’elevata diffusione nello spazio e da un basso livello di interiorizzazione

12 Moda e mutamento sociale Costume e abitudini sociali sono caratterizzati da tempi di mutamento molto lenti che chiamano in causa le grandi rivoluzioni culturali La moda interviene a colmare il divario che si stabilisce tra gli individui e le forme del vivere associato più lente a mutare

13 I fads Sono “piccole mode” di portata limitata che hanno per oggetto particolari comportamenti o “manie” collettive. Molto diffuse nel linguaggio.

14 La moda nella sociologia classica Tarde, Spencer, Weber, Sumner, Simmel

15 Weber e la nozione di costume “per costume si deve intendere – in antitesi alla ‘convenzione’ e al ‘diritto’ – una regola non garantita dall’esterno, in base alla quale l’individuo che agisce volontariamente si conforma di fatto, sia ‘senza pensarci’ oppure per ‘comodità’ o per qualsiasi altro motivo, e che egli può attendersi, per tali motivi, che sia osservata da altri individui appartenenti a questo ambito”.

16 Weber e la moda “l’uso deve essere chiamato ‘moda’ in antitesi al ‘costume’, quando (contrariamente a quanto avviene per questo) il fatto della novità dell’atteggiamento in questione diventa la base dell’orientamento dell’agire verso di esso”

17 Sumner e i Folkways I folkways sono modi comuni di agire propri di un particolare gruppo sociale, prodotti come risposte ai quattro bisogni vitali dell’uomo: la fame, il sesso, la paura, la vanità.

18 Spencer: la moda come istituzione “nelle modificazioni della condotta, del vestito, del modo di vivere ecc. che costituiscono la moda, s’insiste sulla somiglianza piuttosto che sulla difformità. Il rispetto deve essere mostrato col seguire l’esempio di quelli che sono al potere, non col differirne”.

19 Smelser: la moda come craze L’irrazionalità e l’imprevedibilità della moda la assimilano al fenomeno del craze, inteso come il comportamento di chi si scatena verso qualcosa onde pensare di ricavare piacere. Il Craze è il contrario del panico, ma condivide con esso la capacità di generare un comportamento collettivo, caratterizzato da una certa uniformità esteriore delle sue manifestazioni.

20 Noelle-Neumann: la moda come conformità “le mode sono modelli di comportamento che, quando sono nuovi, si possono mostrare pubblicamente senza isolarsi o, in una fase successiva, che si devono mostrare pubblicamente per non isolarsi. Le società umane si assicurano in questo modo della propria coesione e di una certa disponibilità del singolo al compromesso”.

21 Tarde e le Leggi dell’imitazione Il costume è imitazione nel tempo La moda è imitazione nello spazio

22 Il contagio emotivo…. È ritenuto l’elemento scatenante i fenomeni di moda. Anche se ciò non spiega perché gli uomini si imitano tra di loro

23 Per Simmel la Moda … “è imitazione di un modello dato … conduce il singolo sulla via che tutti percorrono […] Nondimeno appaga il bisogno di diversità, la tendenza alla differenziazione, al cambiamento al distinguersi”

24 Il fuori moda “Spesso è impossibile decidere se nel complesso delle cause di questo modo di non essere alla moda prevalgano i momenti di forza o quelli di debolezza personale. Come atteggiamento può derivare dal bisogno di non confondersi con la massa. Alla base di questo bisogno non c’è l’indipendenza dalla massa, ma in ogni caso una posizione intimamente sovrana nei suoi confronti. L’atteggiamento di chi è consapevolmente fuori moda può anche appartenere a una personalità piuttosto debole, se l’individuo teme di non poter conservare il suo briciolo di individualità subordinandolo alla forma, al gusto, alle norme della collettività. L’opposizione ad essa non è sempre un segno di forza personale, è preferibile che l’individuo sia così consapevole dell’unicità e dell’indistruttibilità del suo valore … da uniformarsi senza timore alle convenzioni, anche alla moda, divenendo così consapevole della spontaneità della propria obbedienza e di ciò che è al di là di essa” (Simmel ).

25 Moda e Società I concetti

26 La classe sociale Il concetto di classe rimanda alla diverso ruolo che i soggetti hanno nell’ambito del processo produttivo Borghesia capitalista Proletariato Classi medie (white collars)

27 Status e prestigio Lo status è la posizione che l’individuo occupa all’interno della stratificazione sociale Il prestigio il livello di riconoscimento che una persona ottiene dagli altri membri del suo gruppo, ma anche una conseguenza dello status

28 Il ruolo Il ruolo è il personaggio che ogni persona sociale interpreta nelle sue relazioni con gli altri Metafora del teatro e il rapporto tra l’analisi strutturale e istituzionale e la componente individuale presente nell’azione sociale Erving Goffman e La vita quotidiana come rappresentazione Conflitto fra ruoli


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