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“New frontiers in social inclusion models: learning from innovative networks” Ente ospitante: ARTES s.r.l. Sede: Bologna Durata: maggio-luglio 2003 Stagiaire.

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1 “New frontiers in social inclusion models: learning from innovative networks” Ente ospitante: ARTES s.r.l. Sede: Bologna Durata: maggio-luglio 2003 Stagiaire Muoio Clementina Pelligra Renata Pierri Paola

2 “Il termine ARTES sintetizza il nostro programma. ARTES come mestieri che nascono in un lungo e continuo percorso di apprendimento. ARTES come sintesi creativa dove le capacità individuali si sviluppano grazie al contributo di altre esperienze umane e professionali. ARTES come alta qualità”. Chi è ARTES? A.R.T.E.S. – Applied Research into Training and Education System

3 L’inclusione non è più misurabile in termini di distribuzione di reddito a livello nazionale; è diventata sempre più un ambito interessato da politiche multilivello che devono essere il più vicino possibile ai beneficiari degli interventi. Questo pone il livello del governo locale e lo sviluppo delle comunità locali in una posizione di primo piano rispetto alle politiche e ai modelli innovativi per combattere le diverse forme di esclusione. Inclusione sociale e sviluppo locale

4 March 2000, Lisbon Summit (Open Method of Co-ordination) December 2000, Nizza Summit (Community Action Programme , European Social Agenda) July 2001, European Governance: a White Paper December 2001, Laeken Summit (Joint Report on Social Inclusion; Common Indicators on poverty and social exclusion) October 2002, European Round Table Conference on Social Inclusion January 2003, Second report on Economic and Social Cohesion March 2003, Bruxelles Summit Il Contesto europeo: Cronologia

5 Open Method of Coordination (Lisbona, 2000) Una nuova forma di governance Una nuova forma di coordinamento delle politiche nazionali degli Stati Membri, in accordo con le loro proprie iniziative o con le iniziative della Commissione Europea, definito collettivamente, nel rispetto delle diversità nazionali e regionali, degli obiettivi ed indicatori in una specifica area, Una risposta al bisogno di un sistema di governance più flessibile, partecipato, sperimentale e multi-livello per la politica sociale in Europa.

6 European Social Agenda (Nizza, 2000) “Il modello sociale europeo, con i suoi progrediti sistemi di protezione sociale, deve fornire un supporto alla trasformazione dell'economia della conoscenza….. Le persone sono la principale risorsa dell'Europa e su di esse dovrebbero essere imperniate le politiche dell'Unione. Investire nelle persone e sviluppare uno Stato sociale attivo e dinamico sarà essenziale per la posizione dell'Europa nell'economia della conoscenza nonché per garantire che l'affermarsi di questa nuova economia non aggravi i problemi sociali esistenti rappresentati dalla disoccupazione, dall'esclusione sociale e dalla povertà.".

7 Obiettivo principale dell’UE: sradicamento della povertà e dell’esclusione sociale dal 2010 Elementi chiave: Sussidiarietà Approccio olistico Coinvolgimento attivo dei soggetti esclusi Approccio multilivello e multisettoriale

8 GOVERNANCE COHESION INCLUSION MODELLO SOCIALE EUROPEO

9 The Transnational Exchange Programme European Strategy for Social Inclusion ( ) Promuovere e supportare l’organizzazione di scambi e conoscenza reciproca tra gli stati membri che svilupperanno l’implementazione dell’ “Open Method of Co-ordination”, in generale, e la preparazione e lo sviluppo dei PAN contro la povertà e l’esclusione sociale

10 New frontiers in social inclusion models: learning from innovative networks Project leader: ARTES Partner: Policy research Institute, Leeds Metropolitan University (UK); University of Twente (The Netherlands) Transnational Exchange Programme DG Employment and social affairs

11 Ambito di intervento COMMUNITY REGENARATION: Comunità rurali Aree urbane svantaggiate

12 Il Piano biennale Fase 1 Durata: 9 mesi Fase preparatoria Creazione di un Network Identificazione e ricerca di progetti innovativi Fase 2 Durata: 2 anni Fase esecutiva: “Learning by examples” Elaborazione di supporti video/foto per la diffusione delle best practices Rafforzamento dei networks per lo scambio di esperienze

13 Obiettivi generali Identificare esperienze di sviluppo locale che abbiano caratteri innovativi ed efficacia nell’affrontare nuove forme di esclusione; Creare una rete europea di scambio di conoscenze su politiche, modelli operativi ed istituzionali; Creare un “forum degli interessi” (amministratori locali, progettisti, facilitatori) impegnato a creare uno spazio europeo di reciproco confronto, apprendimento e dialogo.

14 Obiettivi specifici Elaborare le Linee Guida Europee per le politiche di inclusione Ricostruzione dello scenario europeo nel campo dell’inclusione sociale attraverso l’analisi e la sintesi dei principali documenti europei e dei Piani d’Azione Nazionali (NAPs inclusion) Contatti con più di 350 stakeholders Selezione di Best Practices al fine di favorire la cooperazione e l’apprendimento reciproco

15 -Cooperativa sociale “NAZARENO”, Carpi (MO) - Quinta edizione del festival “ Dove tutti vedono un deficit noi riusciamo a far vedere una ricchezza; Noi non costruiamo ma lavoriamo per eliminare gli ostacoli e far sì che questa ricchezza emerga” FESTIVAL DELLE ABILITA’ DIFFERENTI

16 L’idea è di creare un franchising alberghiero come strumento per riprodurre esperienze di impresa sociale e di lavoro dignitoso per le persone che la legislazione italiana definisce svantaggiate nell’accesso e la permanenza nel mercato del lavoro ALBERGO VIA DEI MATTI N.0 -Progetto Equal, coinvolge 10 Regioni Italiane e numerosi partner europei; -Capofila: IRES Friuli

17 PROGETTO STRADA Approccio olistico personalizzato per combattere la tratta delle donne immigrate ; l’obiettivo è il recupero socio– lavorativo ed il raggiungimento della piena autonomia delle persone vittime dello sfruttamento sessuale e costrette in situazione di schiavitù. Progetto Equal. Ente capofila: Provincia di Pisa Partner: Provincia di Trento, Provincia di Potenza, Comune di Trento e Comune di Rovereto; partner europei

18 PROGETTO “CHANCE” Realizzato in alcuni quartieri di Napoli considerati particolarmente degradati (Quartieri Spagnoli, Soccavo, San Giovanni, Barra). Obiettivo: favorire l’inclusione sociale di soggetti “drop out” attraverso la lotta alla dispersione scolastica

19 Cross-action: analisi incrociata delle esperienze raccolte Confronto con Piani di azione nazionale sull’inclusione sociale Passo successivo

20 Fase conclusiva: FORUM 24/07/03 Mondorf le Bain (Lussemburgo) - Presentazione esperienze da parte di stakeholders Europei - Confronto attraverso “Walking Work Technology” - Prima bozza di una “Quality chart for the mainstreaming of inclusion in local sustainable develoment policies and programmes” - Protocollo di intenti per creare un forum di interesse tra policy makers e stakeholders

21 ??Inclusione sociale ?? “Lasciateci lavorare e poi venite a vedere come lavoriamo” “EMPOWERMENT: dare ai ragazzi il potere e la fiducia per affrontare la vita”. “…Sentivo le voci, e allora? Perché non posso diventare imprenditore?” “La tratta delle donne immigrate non si è ridimensionata. Si è solo trasferita al chiuso”. “Diffondere la convinzione culturale del recupero”.

22 NON CI SONO UOMINI IDENTICI. CI SONO SOLO UOMINI CHE PARLANO, VIVONO, SENTONO IN MODO DIVERSO


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