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La certificazione forestale. Le criticità nel sistema foresta-legno Legno prodotto “verde” che si presta a lavorazioni ad AV … con notevoli scarti …con.

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1 La certificazione forestale

2 Le criticità nel sistema foresta-legno Legno prodotto “verde” che si presta a lavorazioni ad AV … con notevoli scarti …con processi meccanici e chimici ad alto peso specifico, grandi volumi infiammabile materiale biologico

3 Ad alto peso specifico,grandi volumi, materiale biologico, infiammabile Alti costi energetici per la movimentazione Problemi di stoccaggio Problemi di essiccazione e deperibilità Problemi di prevenzione degli incendi  salute e sicurezza dei lavoratori  requisiti locali, impatti visivi  requisiti mezzi dei mezzi di trasporto

4 Lavorazioni ad alto VA, con mezzi meccanici e chimici, con notevoli scarti Alti consumi di energia e acqua (ind. paste e carta: acque reflue) Pericolosità dell’utilizzo dei mezzi meccanici (spec. in foresta: motosega; seghe a nastro e circolari, torni, presse, …), rumore Pericolosità agenti chimici (spec. verniciatura, impiego collanti, solventi, additivi ind. paste, …) Produzione di polveri (cancerogene) e altri scarti (infiammabili, impiegabili per produzioni energetiche: controllo emissioni)

5 Prodotto “verde” Proveniente da aree di alto valore ambientale (foreste primarie o secondarie: deforestazione) Proveniente paesi in via di sviluppo (tropicali) o in transizione (Europa dell’Est, Russia) Risorse forestali con alte valenze sociali (diritti consuetudinari delle popolazioni indigene, condizioni di lavoro)

6 La certificazione delle foreste può essere affrontata come argomento a sé nel campo delle certificazioni ambientali in quanto: L’oggetto della certificazione (= la buona gestione o la gestione “sostenibile”) è ben più complesso da definire che in altri settori; oltretutto, per gli aspetti tecnici e sociali, non sempre esistono soluzioni univoche e universali che consentano la definizione di standard di validità generale (vd. il modulo ad hoc) Rappresenta un settore dove, più che in altri, si sono andati sviluppando schemi alternativi e talvolta contrapposti Su questi schemi si è andato creando un conflitto tra stakeholders che va ben al di là delle pure questioni certificative, investendo il problema del dialogo tra “mondo forestale” e società

7 Gli standard di buona gestione 1. definizione di cos’è “buona gestione forestale” (P,C & I) per una determinata area 2. scelta dello schema di certificazione più appropriato (FSC, PEFC, ISO 14001, …) 2 principali problemi della certificazione forestale:

8 Schemi utilizzabili Per la certificazione delle organizzazioni forestali sono utilizzabili: Schemi generali per c. di processo, non specifici del settore forestale (Vision 2000, SA8000, ISO14001, EMAS2, …) Schemi generali per la certificazione di prodotto (ecolabels, IGP, prodotti biologici, …) Schemi specifici sviluppati per il settore forestale per la c. di processo con approccio prestazionale che consentono in genere anche di utilizzare un marchio di prodotto (FSC, PEFC e un’altra ventina di schemi nazionali) Nel seguito ci si riferirà ai 3 schemi che, nella realtà italiana ed europea, vengono più comunemente utilizzati: FSC, PEFC e ISO14001

9 Lo schema del Forest Stewardship Coucil (FSC)

10 Cos’è l’FSC Il Forest Stewardship Council (FSC) è un’ organizzazione non governativa che opera su scala internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, creata nel Opera attraverso un programma di certificazione indipendente e volontario e combinando i diversi interessi della collettività. Sede principale: Centro Internazionale a Bonn – Germania. Vari Uffici periferici: Europa, America Latina, più quelli locali/nazionali.

11 Obiettivo di FSC Promuovere in tutto il mondo una gestione delle foreste e delle piantagioni che sia compatibile con l’ambiente utile dal punto di vista sociale (diritti dei lavoratori, benessere popolazioni locali) economicamente valida combinando i diversi interessi della collettività (consultazione stakeholders)

12 La struttura di FSC L’FSC è un ente di accreditamento e non effettua attività di certificazione; esso delinea i principi, i criteri e le procedure di certificaz. della “buona gestione forestale”. L’autorità decisionale è l’Assemblea Generale divisa in 3 Camere, con potere di voto equamente distribuito tra interessi ecologici (1/3), sociali (1/3) ed economici (1/3) e suddiviso in modo da bilanciare gli interessi dei Paesi del Sud del mondo rispetto a quelli del Nord.

13 Membri di FSC (1) Tra i suoi membri include: gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, tecnici, enti di certificazione, industrie del legno, catene della grande distribuzione, … Struttura e meccanismi decisionali basati su: consultazione, partecipazione e consenso delle parti interessate.

14 Membri di FSC (2)

15 Strumenti/attività di FSC Iniziative Nazionali e Standard di buona gestione forestale Accreditamento e sorveglianza degli enti di certificazione Gestione marchio commerciale

16 Iniziative Nazionali (1) L’FSC incoraggia e supporta la creazione di Gruppi di Lavoro nazionali e regionali che definiscono criteri di buona gestione forestale validi a livello locale e promuovono la certificazione e la gestione delle foreste stimolando la partecipazione delle comunità locali. Ad oggi, esistono Iniziative Nazionali in 32 Paesi

17 Iniziative Nazionali (2) Belgio Bolivia Brasile Camerun Canada Colombia Danimarca Ecuador Estonia Finlandia Germania Gran Bretagna Ghana Irlanda Italia Lituania Messico Nicaragua Olanda Papua N.G. Perù Polonia Repubblica Ceca Romania Russia Spagna Svezia Stati Uniti Possono essere: National Contact Person, National Working Group, oppure Advisory Board, National Office

18 Il Gruppo FSC-ITALIA (1) Iniziativa Nazionale nata il 24 ottobre 2001, si rifà a FSC internazionale: stessi obiettivi e meccanismi di partecipazione equilibrata dei tre gruppi d’interesse. Promuove una gestione delle risorse forestali sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e economico. Riconosce la certificazione volontaria della gestione e dei prodotti forestali come strumento per valorizzare anche commercialmente il settore foresta-legno e per promuovere una corretta gestione dei boschi.

19 I membri di FSC-ITALIA (1/2) Al 10 ottobre 2003 = 47 membri 28 membri Camera ECONOMICA proprietari forestali: CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), Magnifica Comunità di Fiemme, Comune di Calvello (Prov.Potenza); aziende del legno: Consorzio Calabria Legno, Decorlegno srl, Morucci Luigi, RaffaeleRigato snc, UNITAL (Unione Italiana Arredi Legno), Ghilotti Elia; enti di certificaz.: Certiquality, CSQA, ICEA, IGEA srl, ICILA, SGS; consulenti: Congest Excellence, FORESTAMBIENTE, Modulo Uno srl, Nicoloso Alessandro, PAULOWNIA Italia, QMS srl, QUALITREE, SIAT Ricerche; altro: AIEL (Ass. It. Energia dal Legno), AIAB (Ass. Italiana Agricoltura Biologica), CONFEDERAZIONE COOPERATIVE ITALIANE, SECCO Laura

20 8 membri Camera AMBIENTALE ass.ambientaliste: Greenpeace, Legambiente, WWF- Italia, OIKOS; enti ricerca: Accademia Italiana di Scienze Forestali, ISAFA, IRMF, Antonio Pollutri 7 Camera SOCIALE Consorzi lavoratori foresta-legno: CO.L.A.FOR., AppenninoVivoEuropa (AVE); cooperazione allo sviluppo: ASF; sindacati: FeNEAL-UIL (lavoratori del legno); altro: Ass. Forestale Italiana, Amnesty Int.- Italia, CONAF (Consiglio Ordine Naz. Dott. Agr.For), Palm Work & Project Coop. Soc. arl.. 3 OSSERVATORI Regione UMBRIA – Servizi forestali, Regione TOSCANA – Servizi forestali, Cordella Roberto I membri di FSC-ITALIA (2/2)

21 Il Gruppo FSC-ITALIA (3) Iniziative in corso: approvazione standard di buona gestione forestale per l’arco alpino italiano conformi ai 10 P  C dell’FSC Impostazione organizzativa FSC Italia: la più ampia partecipazione (quote molto contenute), lavoro volontario (nessun finanziamento pubblico diretto)

22 Oggetto della certificazione FSC… la gestione forestale la rintracciabilità di prodotto (chain-of- custody)

23 Certificazione FSC della gestione forestale gruppo di proprietà forestali Gruppo Membro 1 Membro 2Membro 3… singola proprietà forestale

24 I costi della certificazione FSC (1/2) Dipendono da: Livello organizzativo interno iniziale Dimensioni dell’azienda (numero di addetti, ettari di superficie) Complessità dell’area forestale o del processo produttivo Si dividono in: -Costi di preparazione (per predisporre la documentazione, impiego di personale interno e/o consulenti esterni, ev. modifiche alle tradizionali pratiche aziendali) = 70-80% del costo totale; - Costi di certificazione vera e propria (tariffa dell’ente accreditato che rilascia il certificato) = 20-30% del totale; - Costi di mantenimento (sorveglianza annuale da parte dell’ente + costi interni per mantenere funzionante il sistema)

25 I costi della certificazione FSC (2/2) Per gestione forestale: 0.40 – 0.50 Euro/ha di sup.for.certificata (nel caso di una proprietà singola) 110 Euro Euro/ha di sup.for.cert. (nel caso di una c. di gruppo) Dati da esperienze in Germania, Svezia e varie SGS. Per chain-of-custody: “Mai meno di Euro (per le aziende più piccole aziende) e mai più di Euro (per le aziende più grandi)” (ICILA – com.pers.) 0.05 – 0.07 Euro/mc di legname prodotto Dati da esperienze SGS - modificati.

26 Gli standard FSC per la gestione forestale 10 Principi e Criteri FSC per la buona gestione forestale -- standard di performance -- sui 3 aspetti della sostenibilità: ambientali, sociali, economici -- basati su convenzioni internazionali (Dichiarazioni RIO, WTO, ILO, ISO 45000, …) -- derivanti da processo di consultazione

27 A Approccio di sistema Aspetti economici Benefici sociali Gli standard FSC di buona gestione forestale 1. Rispetto delle leggi nazionali e degli accordi internazionali 2. Tutela dei diritti di proprietà e d’uso delle risorse forestali 3. Riconoscimento e tutela diritti popolazione indigena 4. Rispetto diritti lavoratori, benessere comunità locali 5. Uso efficiente prodotti e servizi da foreste 6. Impatti ambientali: conservazione biodiversità, paesaggio, … 7. Attuazione di un piano di gestione forestale 8. Monitoraggio/valutazione della foresta e d. gestione 9. Salvaguardia delle foreste di grande valore ambientale 10. Gestione delle piantagioni (impatti su ambiente naturale,…) Impatti ambientali

28 Una volta approvati per una certa zona diventano il disciplinare per le certificazioni FSC delle foreste e piantagioni in quella zona. Definiti tramite consultazione e partecipazione di tutti gli interessati: tecnici forestali, operatori boschivi, amministratori locali, proprietari, ambientalisti,aziende del legno,... In fase di conclusione: per arco alpino italiano In fase di avvio: per aree appenniniche e mediterranee – progetto SAM Accademia Standard FSC “locali” Per specifica realtà forestale di un Paese o di un’area geografica.

29 Requisiti FSC per la COC Contenuti minimi (%) di materiale certificato FSC nei prodotti contrassegnati b) Norme d’uso del logo FSC c) Standard di sistema per la rintracciabilità del prodotto (in azienda, lungo la filiera) a)

30 a) Standard di sistema Sistema di controllo della COC documentato (prodotti inseriti nella COC, procedure, responsabilità). Controllo origine dei materiali in ingresso e loro registrazione (fornitori, ordini d'acquisto, rispetto leggi su importaz. legname). Metodi di identificazione sicuri dei materiali certificati FSC (nella movimentazione, lavorazione, imballaggio, stoccaggio). Etichetta FSC sul prodotto finito corretta e applicata in modo sicuro. Registrazioni materiali in ingresso, controlli in produzione e in magazzino, vendite prodotti certificati FSC mantenute 5 anni. Rispetto delle leggi sulla salute e sicurezza sul lavoro nel sito produttivo, informazioni ai lavoratori

31 b) Contenuti minimi (%) insiemi di prodotti e prodotti assemblati in legno massello: minimo 70% in volume. prodotti in particelle e fibre: almeno 17,5% di fibre totali e almeno 30% in peso di fibre vergini. Esempio: 17,5% FSC + 50% neutro/riciclato + 32,5% non FSC. prodotti assemblati (legno massello + fibre/particelle): non più del 75% di materiale neutro/riciclato; minimo 70% (in volume o in peso) della restante parte di legno vergine. In prodotti con meno del 100% di legno certificato FSC, occorre dichiarare la % minima di materiale certificato FSC usata nella produzione. “almeno X % del legno usato per fabbricare questo prodotto proviene da foreste certificate FSC” Nota: le % minime sono soggette a revisione.

32 c) Norme uso logo FSC (1) Il contrassegno FSC (marchio o logotipo), il nome “Forest Stewardship Council” e l’acronimo “FSC” sono marchi registrati in sede internazionale, protetti da copyright e di proprietà esclusiva del Forest Stewardship Council A.C. Marchio registrato (copyright)

33 c) Norme uso logo FSC (2) Usi: on-product = con certificato COC, per scopi commerciali off-product = anche senza certificato per scopi promozionali Qualsiasi uso deve essere autorizzato (da FSC, CB o NA)

34 Uso del logo FSC (1) Il logo FSC su un prodotto (legnoso e non) indica che il legno usato per fabbricare quel prodotto proviene da foreste certificate in modo indipendente come gestite in accordo ai “Principi e Criteri di buona gestione forestale” dell’FSC riconosciuti a livello internazionale.

35 Uso del logo FSC (2) Per poter utilizzare il marchio sul prodotto (on- product use) o su un imballaggio, è necessario che l’azienda sia in possesso di un certificato di chain-of-custody Il certificato di COC garantisce che il materiale, da cui deriva il prodotto interessato realizzato in azienda, proviene da una foresta certificata FSC e dà all’azienda stessa il diritto di commercializzare tale prodotto con il marchio FSC.

36 Uso del logo FSC (3) Il legno contenuto in questo prodotto proviene da foreste gestite in modo corretto, certificate in maniera indipendente, secondo i Principi e Criteri per la buona gestione forestale stabiliti dal Forest Stewardship Council. CW-FM/COC-0400XXXX FSC Trademark © 1996 Forest Stewardship Council A.C. Codice di registrazione del certificato Dichiarazione FSC sui diritti d’autore Dichiarazione sul prodottoLogo FSCSimbolo del copyright Esempio di etichettatura

37 Logo fsc Quasi ettari di foreste e piantagioni certificate (557 certificati, in 58 Paesi; di cui 3 in Italia) Più di aziende del legno certificate per la loro COC (67 Paesi, oltre linee di prodotti; 62 aziende in Italia) Diffusione di FSC nel mondo

38 Superficie totale: più di ettari di foreste Distribuzione nel mondo (1) Europa ha America Latina ha Africa ha America del Nord ha Asia ha Oceania ha

39 Distribuzione nel mondo

40 Il network internazionale 19 gruppi d’acquisto (coordinati nel Global Forest and Trade Network- GFTN; 700 aziende; controllano circa il 7% della produzione industriale di legno del mondo; in Italia è il Club per il legno ecocertificato del WWF-Italia) 12 Enti accreditati (tra cui l’ente italiano ICILA – Istituto di Certificaz. e Servizi per Imprese Arredamento e Legno; diffusi e attivi in Italia sono anche SGS e Soil Association; altri 3 in corso di accr., tra cui in Italia Certiquality) 32 Iniziative Nazionali (tra cui FSC-Italia)

41 Perché scegliere FSC Il marchio FSC è già noto e gode di credibilità presso consumatori e aziende nel mondo, che sempre più lo richiedono più prodotti certificati FSC più foreste e più aziende gestite in modo corretto e responsabile, più foreste fuori dal circuito del commercio illegale di legname, ecc.

42 Lo schema del Pan-European Forest Certification (PEFC) Council

43 IL PEFC Lo schema di certificazione forestale PEFC è fondato su tre principi fondamentali: il rispetto dei Criteri e degli Indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la protezione delle foreste in Europa (Helsinki 1993, Lisbona 1998) che hanno dato avvio al cosiddetto "Processo pan- europeo"; l'applicazione a livello regionale o di gruppo (anche se è parimenti possibile un'adesione individuale); le verifiche ispettive e la certificazione affidate ad una terza parte indipendente ed accreditata. il PEFC è un sistema di mutuo riconoscimento tra schemi nazionali (dal novembre 2003 il PEFC ha deciso di cambiare il significato dell’acronimo e quindi il nome in Programme for Endorsement of Forest Certification Schemes, per permettere il MR di schemi non europei)

44 Organizzazione interna Il sistema PEFC è nato come iniziativa volontaria del settore privato e senza fini di lucro dei proprietari forestali di Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia). I sistema implica la costituzione di una struttura (Ente di gestione) nazionale PEFC nei diversi Paesi europei la quale, su invito dei proprietari forestali, deve coinvolgere tutte le rilevanti parti interessate (organizzazioni professionali, federazioni, ecc..). Gli Enti di 13 Paesi europei hanno quindi fondato l'associazione denominata Consiglio per la Certificazione Forestale Pan- Europea (PEFCC).

45 Membri del Consiglio PEFC PEFC Austria WoodNet asbl -Belgium CSA International - Canada The Council of the National Certification Centre – Czech Republic PEFC Denmark PEFC France Forest Certification Council, Finland PEFC Germany e.V. PEFC Council of Ireland PEFC Italia PEFC Latvia PEFC Norway Conselho Da Fileira Florestal Portuguesa, Portugal PEFC España, Spain Swedish PEFC Co-operative PEFC Switzerland PEFC UK Ltd. American Forest and Paper Association (includes Sustainable Forestry Initiative and American Tree Farm System)

46 Membri straordinari del PEFC FEBO (The European Timber Trade/ Retailers Association) CEPI (Confederation of European Paper Industries) CEI Bois (European Confederation of Woodworking Industries) ELO (European Landowners Organisation) CEPF (Confederation of European Forest Owners). UEF (Union of European Foresters) FECOF (Féderation Européenne des Communes Forestières) USSE (Union of Union of Silviculturalists of Southern Europe)

47 Schemi nazionali pienamente operativi: 13 Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Lettonia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera, Rep. Ceca 48,5 milioni di ettari di foreste certificate 884 certificati di CoC

48 Il PEFC Italia Nato nel Soci (al ) Presidente: P. Ferrari Segretario A.Brunori Nel 2004 è atteso il pieno riconoscimento del PEFCC (entro dic.2003 vi sarà la valutazione da parte di un istituto internazionale – INDUFOR Oy) Nel frattempo sono state avviate certificazioni pilota: di gruppo (Consorzio Forestale dell’Amiata), regionali (Friuli Venezia-Giulia, Unione Agricoltori Prov.BZ) e singole

49 Il PEFC Italia - CdA Presidente: Pierluigi Ferrari Vice presidente: Pietro Luigi Bortoli Consiglieri: Mario Broll (Regioni e Provincia Autonoma) Gerardo Ciriani (Industria seconda trasformazione) Sandro Castelli (Liberi professionisti) Domenico Ragno (Regioni) Joseph Schmiedhofer (Industria prima trasformazione) Franco Fabris (Proprietari e Consorzi) - Guido Munari (Regioni) Giovanni Vignozzi (Regioni) Walter Bevilacqua (Imprese di utilizzazioni boschive) Marino Melissano (Consumatori) Elio Scalet (Artigianato e PMI)

50 Certificazione PEFC “regionale” Uno dei punti più critici del contrasto FSC-PEFC è legato alla cd. “certificazione regionale” In genere, la certificazione FSC (come gli schemi ecolabel, biologico, IGP, DOP, ecc.), mira a premiare l’eccellenza e, quindi, a creare vantaggi competitivi per alcune aziende La certificazione PEFC è, invece, stata sviluppata proprio per non creare condizioni di svantaggio per i tradizionali (piccoli) produttori europei. Strumento a questo fine è la “c. regionale”

51 Schema PEFC in Vallonia scheda che i proprietari forestali della Vallonia devono compilare per poter ottenere la certificazione PEFC dei boschi, prevalentemente piantagioni, da essi gestiti. Come funziona?

52 La certificazione è basata prevalentemente su un desk auditing, con un campione di aziende soggette ad un field auditing

53 La definizione dei livelli dei requisiti per la certificazione La normativa di settore Verso la GFS Aspetti ambientali Aspetti economici Aspetti sociali Il rispetto delle norme di settore Certificare l’eccellenza environmental leadership rewarding “Certificare” la sostenibilità delle politica di settore Certificare il livello di rispetto delle norme minimum product standards or requirements

54 Un conflitto tra 2 gruppi di stakeholders, ancor prima che un conflitto tra due schemi i forestali “professionali” i nuovi (potenti) stakeholders “urbani” PEFC: 48,5 M ha certificati in circa 4 anni Quando tutte le foreste europee saranno certificate, nessuno sarà certificato

55 I sistemi ISO 14001/FSC/PEFC a confronto: Aspetti generali ISO FSCPEFC Anno/ambito1996-internaz.1993-internaz euroepeo Settori tuttiforeste-legno foreste-legno IniziatoriindustriaONG proprietari for. Approccio sistemico di performance sistemico e di sistema e di performance Norme diISO P&C del FSC Linee-guida RiferimentoISO TR 14061(anche nazionali) Paneuropee

56 Punti di forza ISO FSCPEFC Sistema flessibile Miglioramento delle capacità gestionali Promozione comunicazione e rapporti tra imprese Sistema rigoroso sugli standard Aspetti sociali Ecolabel Gruppi d’acquisto Sistema flessibile: mutuo riconoscimento di specifici schemi nazionali Riferimento ad una Risoluzione Processo paneuropeo Ecolabel

57 Punti di debolezza ISO FSCPEFC Modesta visibilità sul mercato Costi di certificazione a carico delle aziende Limitata considerazione aspetti sociali Approccio esclusivamente di sistema Ruolo monopolistico e possibile barriera non tariffaria Prodotti composti Accreditamento da parte dell’FSC (pochi enti accreditati) Opposizione di alcune organizz. ambientaliste Prodotti composti Un mercato in fase di lancio Significative differenze tra schemi nazionali

58 Ecolabel e commercializzazione dei prodotti ISO FSCPEFC Non utilizzabile previsto previsto Solo marketing a livello aziendale Costituzione di “gruppi di acquisto” su stimolo del WWF in 13 paesi Non ancora avviata

59 Gruppo di lavoro sugli standard di GFS nell’arco alpino Progetto Ecopioppo della Regione Piemonte Gruppo di studio sulla certificazione forestale presso Univ. di Padova Manuale della Regione Veneto Linee di finanziamento nell’ambito del Reg. 1257/99 MIPAF, Consulta Nazionale per le Foreste e il Legno e CNEL: un atteggiamento super partes, aperto a tutti gli schemi La situazione in Italia Iniziative non specificatamente riferite ad un sistema

60 La situazione in Italia ISO Interventi operativi di certificazione Diversi interventi di certificazione industriale, soprattutto industria cartaria Servizi forestali PA Trento, Ufficio Pianificazione forestale della Regione Veneto e Comune di Falcade con SGA certificato; CM Cadore-Longaronese- Zoldano in corso Interventi collaterali di stimolo/affiancamento Traduzione e integrazione TR presso l’UNI, linee guida per applicazione in aree protette (ENEA) Linee-guida per le falegnamerie della PA Bolzano Diversi organismi accreditati

61 La situazione in Italia FSC Interventi operativi di certificazione Certificazione di: Magnifica Comunità di Fiemme ( ha), pioppeto S.Alessandro (257 ha),bosco Piegaro (154 ha) Certificazione della rintracciabilità in 67 imprese del legno Preparazione di altri 5 progetti pilota forestali: Consorzio for. Alta Valtellina, Consorsio for. Alta Valle Sagittario (AQ), Monti Simbruini, pioppeti a Castelnuovo Bormida (AL), proprietà for. Servizi Idrici Integrati (BG) per fornitura acqua potabile. Interventi collaterali di stimolo/affiancamento Gruppo nazionale FSC costituito “Club per il legno ecocertificato” in fase di lancio Due organismi accreditati per c. forestale e CoC (ICILA ed SGS); Soil Association per la CoC; Certiquality in fase di accreditamento per la c. forestale e la CoC.

62 La situazione in Italia PEFC Interventi operativi di certificazione Lo schema non è ancora operativo. Il PEFC è diventato membro del PEFC internazionale nel 2001; ha presentato ad esso per l’approvazione il proprio schema nel 2002; è in attesa (entro dic. 2003) della valutazione da parte di un istituto internazionale terzo. Progetti pilota di cert.for. in Friuli, Trentino, Veneto, Toscana. Alcune prove per la CoC in aziende del legno. Interventi collaterali di stimolo/affiancamento Creazione della segreteria nazionale Interesse di Federforeste e forte supporto (finanziario e politico) da parte dei sevizi forestali di alcune amministrazioni pubbliche Approvazione degli standard PEFC di GFS per l’Italia (suddivisi in “standard regionali” e “standard aziendali”)


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