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Sistemi di certificazione ambientale Umweltzertifizierungssysteme Filippo Brun Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale dell’Università.

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Presentazione sul tema: "Sistemi di certificazione ambientale Umweltzertifizierungssysteme Filippo Brun Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale dell’Università."— Transcript della presentazione:

1 Sistemi di certificazione ambientale Umweltzertifizierungssysteme Filippo Brun Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale dell’Università di Torino Convegno - PEFC - Tagung Bolzano – Bozen

2 Struttura della relazione Obiettivi del lavoro Descrizione dei principi e degli elementi chiave Rassegna di schemi di certificazione Considerazioni conclusive

3 Obiettivi del lavoro Inquadrare l ’ argomento certificazione Fornire un aggiornamento delle tipologie di certificazione applicabili al settore foresta legno Individuarne le peculiarit à Discutere delle possibilit à di implementazione e delle problematiche in atto

4 Un quadro d’insieme La sensibilità della collettività nei confronti delle ricadute ambientali e sociali sta aumentando E’ cresciuta nel pubblico l’attenzione alla produzione di esternalità e la volontà di governarla: ad esempio la qualità della vita è percepita sempre più come funzione delle risorse ambientali

5 Tutto parte dalle esternalità Esternalità: le decisioni di produzione e di consumo di un soggetto determinano conseguenze che influenzano i costi o l’utilità di un altro soggetto, ma tali conseguenze non sono compensate perché gli effetti non si riflettono nei prezzi pagati o ricevuti Il tratto più caratteristico delle esternalità è il loro carattere pubblico: esternalità = uscire dalla sfera privata interessando quella pubblica Ad esempio numerose funzioni esercitate dai boschi si rivolgono alla collettività ed hanno i connotati dei beni pubblici: ricreazione, paesaggio, difesa dei suoli, regimazione delle acque, habitat e biodiversità … Nei Paesi industrializzati i modelli di consumo sono sempre più condizionati dalla percezione delle ricadute sociali e ambientali

6 Stato e Mercato Le due istituzioni che regolano il sistema economico si adeguano al cambiamento: Stato: principalmente con strumenti “comando e controllo” accompagnati da strumenti finanziari ed economici (incentivi, tassazioni differenziate) e modificando la struttura dei diritti di proprietà sulle risorse Mercato: con strumenti idonei a sfruttare il valore aggiunto derivante dalla differenziazione dell’offerta, come la certificazione, ad esempio creando un processo virtuoso di miglioramento

7 Evoluzione I due approcci si avvicinano e, dal ’90 circa, le PPAA impiegano nuovi strumenti di controllo delle attività economiche, basati su negoziazione, approccio volontario per favorire un’azione pro-attiva degli operatori e aumentare la propria efficacia Sono di questi anni ecolabel (Reg. CE 880/1992), eco-bilanci, audit ambientale (Emas, Regolamento 1836/93) ecc. Entrambe gli atteggiamenti, del mercato e della PPAA, mirano ad obiettivi non ottenibili con la logica privatistica della massimizzazione del profitto

8 Strumento di mercato o strumento politico? La certificazione, nella sua essenza è uno strumento volontario di mercato che fa leva sulla sensibilità (= disponibilità a pagare) dei consumatori, per premiare chi produce in modo sicuro o ecologicamente meno impattante o più sostenibile La certificazione diventa “strumento politico” quando è adottata come efficace alternativa ad altri strumenti di incentivazione disincentivazione economica e finanziaria per coinvolgere gli attori, per promuovere delle politiche, per garantire degli standard

9 Elementi distintivi Certificazione = la procedura e l’attività svolta da un organismo autorizzato, indipendente (organismo di certificazione), atta a fornire adeguata confidenza sulla conformità a requisiti prefissati di un determinato prodotto, processo, servizio o sistema di gestione. La certificazione è tale se è di “terza parte” ovvero se è condotta da un organismo indipendente (e accreditato)

10 Gli attori Gli Enti di NORMAZIONE: emanano le norme tecniche ed i requisiti Gli Enti di ACCREDITAMENTO: garantiscono la competenza e professionalità degli enti di certificazione e dei laboratori, controllandone l’operato Gli Enti di CERTIFICAZIONE: verificano il soddisfacimento dei requisiti fissati dallo schema di riferimento; Le ORGANIZZAZIONI: applicano i requisiti di riferimento e richiedono la certificazione di conformità Le PARTI INTERESSATE: partecipano alla definizione dello schema

11 Alcuni attori particolari I “beneficiari” –I “fornitori” di prodotti e servizi, cioè gli operatori privati e pubblici della filiera –I “consumatori”, cioè coloro che in base alla struttura delle proprie preferenze valuteranno “più utile” un servizio o un prodotto certificato e lo sceglieranno fra altri indifferenziati, attribuendogli un valore maggiore –La collettività: per tutti i beni e servizi che non vengono consumati

12 Certificazioni di Sistema Hanno per oggetto il sistema gestionale di un organizzazione, finalizzato a stabilire e rendere operativa una determinata “politica” Certificazione di sistema Sistema di Gestione Ambientale UNI EN ISO 14001:2004 Sistema di Gestione Qualità UNI EN ISO 9001:2000 Sistema di Gestione Ambientale Regolamento EMAS n° 761/2001 Sistema di Gestione Sicurezza OHSAS 18001:1999 Responsabilità Sociale SA 8000:2001

13 Tipo di certificazione TitoloDataScopo Utilizzo marchio/logo Certificazione del Sistema di gestione Ambientale UNI EN ISO – Sistemi di Gestione Ambientale – Requisiti e guida per l’uso Specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale che consenta ad un’organizzazione di formulare una politica e stabilire degli obiettivi, tenendo conto delle prescrizioni legislative e delle informazioni riguardanti gli impatti ambientali significativi. Contrassegno previsto dal Regolamento dell’ente di certificazione Registrazione EMAS Regolamento CE n° 761/01 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit Si propone l'obiettivo di favorire, su base volontaria, una razionalizzazione delle capacità gestionali dal punto di vista ambientale delle organizzazioni, basata non solo sul rispetto dei limiti imposti dalle leggi, che rimane comunque un obbligo dovuto, ma sul miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali, sulla creazione di un rapporto nuovo e di fiducia con le istituzioni e con il pubblico e sulla partecipazione attiva dei dipendenti. Logo EMAS Certificazione di SGA

14 UNI EN ISO 9001:2000 – Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti 2000 La norma specifica i requisiti per un sistema di gestione per la qualità che possono essere utilizzati sia in ambito interno all’organizzazione, sia per la certificazione, sia nell’ambito di rapporti contrattuali. Essa focalizza l’attenzione sull’efficacia del sistema di gestione per la qualità nel soddisfare i requisiti del cliente, nella prevenzione delle non conformità e nel miglioramento continuo Contrassegno previsto dal Regolamento dell’ente di certificazione Certificazione del SGQ TitoloDataScopo Utilizzo marchio/logo

15 Tipo di certificazione TitoloDataScopo Utilizzo marchio/logo Certificazione del Sistema di gestione della sicurezza OHSAS 18001:1999 – Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro – Requisiti 1999 Fornisce i requisiti per un sistema di gestione per la salute e la sicurezza, per permettere all’organizzazione di tenere sotto controllo i rischi e migliorare le prestazioni. La norma non fornisce né specifici criteri di prestazione né dettagliate specifiche per la progettazione di un sistema di gestione. Contrassegno previsto dal Regolamento dell’ente di certificazione Responsabilità sociale SA 8000 – Social Accountability Specifica i requisiti di responsabilità sociale che permettono di: a) sviluppare, mantenere e rafforzare politiche e procedure per gestire le situazioni che essa può controllare o influenzare; b) dimostrare alle parti interessate che le politiche, le procedure e le prassi sono conformi ai requisiti della norma. Contrassegno previsto dal Regolamento dell’ente di certificazione SG Sicurezza responsabilità Sociale

16 Certificazioni di processo processo = insieme di attività correlate e interagenti che trasformano elementi in ingresso in elementi in uscita –Simili alle precedenti, entrano nel merito delle attività, definendo anche requisiti quantitativi e qualitativi. – Rientrano in questa categoria le certificazioni forestali, relative cioè alla “gestione forestale sostenibile” (GFS), nate per garantire al consumatore che il legname proviene da foreste la cui gestione è corretta dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Certificazione di sistema/processo Sistema gestione forestale FSC – Forest Stewardship Council Sistema gestione forestale PEFC – Programme for Endorsement of Forest Certification schemes Oltre a SFI (Sustainable Forest Initiative) dell’American Forest and paper Association e CSA (Canadian Standard Association)

17 Certificazioni di prodotto Attestano la conformità del prodotto a requisiti preventivamente specificati. I requisiti devono essere definiti in una norma o disciplinare tecnico e possono riguardare sia le caratteristiche del prodotto sia le modalità di produzione e commercializzazione Certificazione di prodotto Ecolabel Comunitario Certificazione di prodotto volontaria Sistema ecolabel (Reg. 1980/2000), analisi del ciclo di vita dei prodotti In corso di sviluppo i criteri per il settore del mobile Regime di produzione biologico (Reg. CE 2092/91, 2254/2004) Prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta) IGP (Indicazione Geografica Protetta) STG (Specialità tradizionale garantita) (Reg. 2081/92), Vini (Legge n° 164/1992) IGT (Indicazione Geografica Tipica) DOC (Denominazione di Origine Controllata), DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)

18 Certificazione di tracciabilità / rintracciabilità / filiera Prevedono l'implementazione di un sistema di informazioni documentato relativo al flusso della catena produttiva di un prodotto in tutte le sue fasi di lavorazione, movimentazione e trasporto Tipo di certificazione TitoloDataScopo Generale settoriale Tipologia Soggetti interessati Volontaria/ cogente Utilizzo marchio/ logo Certificazione catena di custodia FSC Catena di custodia Garanzia della rintracciabilità del prodotto legnoso nelle diverse fasi di lavorazione, a partire dal bosco fino alla produzione di semilavorati o del prodotto finito. Settoriale: prodotti legnosi Sistema Soggetti della filiera Volontario Marchio FSC PEFC Catena di custodia Marchio PEFC

19 Certificazioni obbligatorie la certificazione di un prodotto, di un processo o di un sistema, solitamente volontaria ( ovvero “consensuale”, quando chi non la applica non commette né illecito né reato ) diviene obbligatoria, quando attesta che prodotto, processo o servizio sono conformi ad una “regola tecnica”, resa cogente da organismi aventi potere legislativo o regolamentare Certificazione obbligatorie Marcatura CE Marcatura fitosanitaria IPPC/FAO Etichettatura dei prodotti in legno

20 Tipo di certificazione TitoloScopo Generale settoriale Soggetti interessati Utilizzo marchio/ logo Marcatura CE prodotti da costruzione – Direttiva CPD Direttiva 89/106/CEE relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione Definisce le misure necessarie per far sì che i materiali da costruzione per le opere possano essere immessi sul mercato solo se idonei all’impiego previsto, se hanno cioè caratteristiche tali che le opere in cui devono essere inglobati, montati, applicati o installati possano, se adeguatamente progettate e costruite, soddisfare i requisiti essenziali. Settoriale: prodotti da costruzione Fabbricanti di prodotti da costruzione Marchio CE Etichettatura prodotti in legno (scheda prodotto) Legge 10 aprile 1991 n° 126 – “Norme per l’informazione del consumatore”, DM 8/2/97, Individua quali informazioni devono essere riportate sui prodotti o confezioni dei prodotti destinati al consumo in Italia. Sanzioni dopo il 3 febbraio! Generale. Ma Circolare Min. Attività produttive 3/8/2004 per il legno Produttore Distributore ---- *Marcatura fitosanitaria IPPC/FAO IPPC/FAO: Linee Guida materiali da imballaggio in legno Prendono atto della possibile introduzione e diffusione degli organismi nocivi tramite i materiali per imballaggio composti da legno grezzo non lavorato. Settoriale: materiale da imballaggio in legno grezzo di conifera o latifoglia Produttore Marchio IPPC/FAO *Volontaria ma diventa obbligatoria nel momento in cui un paese la richiede come vincolo all’ingresso dei prodotti sul suo territorio.

21 DM 30%: operatività nel settore legno e arredo “Acquisti pubblici verdi” (Green Public Procurement) o “acquisti di prodotti ambientalmente preferibili” Il settore pubblico va verso l’acquisto di servizi e prodotti a minore pericolosità per la salute e l’ambiente. Sulla gazzetta n.180 del 5 agosto: il DM 203 del 8/5/03 "Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo". Circolare 3/12/ 2004 GU 16/12/04 n. 294, attuativa del DM 203: anche per il settore legno e arredo. Richiede una certificazione obbligatoria relativa all’impiego esclusivo di legno riciclato, con importo di spesa minimo pari al 30% per gli arredi di uffici pubblici e società a prevalente capitale pubblico

22 Considerazioni conclusive 1/3 I benefici derivanti da una certificazione ambientale sono molteplici. Si possono raggruppare in tre grandi gruppi –benefici gestionali/economici, –benefici sociali –benefici ambientali. Fra i primi, individuiamo i vantaggi competitivi indirizzati alle organizzazioni che implementano i sistemi di certificazione: –miglioramento delle prestazioni –accrescimento del controllo delle risorse –miglioramento del sistema di gestione, inclusi i meccanismi interni di pianificazione, monitoraggio, valutazione e presentazione dei risultati –visibilità economica permanente, apertura verso i nuovi mercati –miglioramento dell’accesso al mercato e possibilità di aumento dei prezzi; –miglioramento dell’immagine e della credibilità sul mercato

23 Considerazioni conclusive 2/3 I principali benefici sociali sono prevalentemente indirizzati alla collettività. Nel caso delle foreste ad esempio: –indicazioni sociali e ambientali per la gestione pubblica –unitarietà degli obiettivi fra proprietari forestali, altre parti interessate e la società –aumento dell’occupazione e del coinvolgimento di forze-lavoro –partecipazione della comunità alle decisioni I benefici ambientali sono vantaggi collettivi di medio-lungo periodo grazie all’adozione di scelte comportamentali e produttive più rispettose –mantenimento di un rapporto più equilibrato fra uso e riproduzione delle risorse naturali, –Corretto impiego delle risorse, con preferenza alle rinnovabili –Adozione dei principi di cautela e minimizzazione dei danni ambientali –Rispetto della biodiversità –Aumento quantitativo e qualitativo dello stock di risorse naturali

24 Considerazioni conclusive 3/3 I vantaggi maggiori si otterranno grazie alla crescita della domanda di prodotti certificati e dalla leva che tale crescita eserciterà nell’adattamento delle imprese E’ opportuno che si superino le barriere, create per ragioni concorrenziali, che sinora hanno frenato, soprattutto nel settore forestale, l’adozione di standard univoci, consolidati e maggiormente diffusi. l’auspicata convergenza di interessi collettivi e privati si verificherà quando consumatori maggiormente consapevoli e responsabili faranno “scattare” con le proprie scelte le reazioni del settore produttivo Ciò trasformerà la certificazione in un vero strumento politico, facendo uscire il mercato dalle condizioni attuali di nicchia e promuovendo una più ampia distribuzione dei benefici

25 Grazie per l’attenzione !


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