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Leggere i bisogni educativi speciali attraverso il modello ICF  Che cosa è l’ICF?  Come nasce?  Struttura concettuale dell’ICF  Le componenti dell’ICF.

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Presentazione sul tema: "Leggere i bisogni educativi speciali attraverso il modello ICF  Che cosa è l’ICF?  Come nasce?  Struttura concettuale dell’ICF  Le componenti dell’ICF."— Transcript della presentazione:

1 Leggere i bisogni educativi speciali attraverso il modello ICF  Che cosa è l’ICF?  Come nasce?  Struttura concettuale dell’ICF  Le componenti dell’ICF  Funzionamento, disabilità, attività e partecipazione  L’ICF e l’alunno con bisogni speciali  Capacità, performance, barriere e facilitatori  Funzioni corporee e funzioni mentali  Funzioni mentali  Attività e partecipazione  Compiti e richieste generali  La Comunicazione  Mobilità  Cura della propria persona e vita domestica  Interazioni e relazioni interpersonali  Aree di vita principali  Cosa consente di fare l’ICF?  L’importanza dell’attività e della partecipazione  Quali limiti?

2 Che cosa è l’ICF?  Acronimo di “International classification of functionning, disability and health” Si tratta della classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute accettato in sede di Organizzazione Mondiale della salute da 191 paesi. Questa classificazione approvata nel maggio 2001 serve da standard internazionale per misurare e classificare salute e disabilità Nelle classificazioni internazionali dell’OMS le condizioni di salute in quanto tali (malattie, disturbi, lesioni) vengono classificate principalmente nell’ICD-10(acronimo di International statistical classification of diseases and related health problems) che fornisce un modello di riferimento eziologico. Per quanto riguarda i disturbi mentali esiste la classificazione internazionale dell’OMS “Diagnostic and statistical Manuel of Mental disorders”, nota come DSM-4(ultima edizione risalente al 1994)

3 Come nasce?  Anni di lavoro hanno portato al processo di revisione dell’ICIDH 1980; iniziato dall’OMS nel 1993(Classificazione internazionale delle menomazioni, della disabilità e degli handicap)  Nel 1998 ha avuto luogo Udine la prima Consensus Conference italiana, uno dei momenti di revisione e validazione della classificazione richiesta dall’OMS a tutti i centri partecipanti al lavoro.

4 Struttura concettuale dell’ICF Struttura concettuale dell’ICF  Questo nuovo approccio parla di salute e di funzionamento globale  La situazione di una persona viene letta e compresa in modo olistico e complesso, da diverse prospettive e in modo interconnesso  L’approccio è globale e integrato : la situazione di salute di una persona è la risultante globale delle reciproche influenze tra diversi fattori:a. condizioni fisiche e b. fattori contestuali.  Viene presa in considerazione l’interazione tra fattori soggettivi(fisici e psichici) e fattori esterni- contestuali.

5 Le componenti dell’ICF L’ICF prende in considerazione la globalità della persona con disabilità in interazione con il contesto: 1)Le funzioni corporee: funzioni fisiologiche dei sistemi corporei incluse le funzioni psicologiche 2)Le strutture corporee: le parti anatomiche del corpo(organi,arti e loro componenti) 3)Le menomazioni: problemi nella funzione o nella struttura del corpo 4)L’attività: l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo 5)La partecipazione: coinvolgimento attiva in una situazione di vita 6)Le limitazioni dell’attività: le difficoltà che un individuo può incontrare nell’eseguire delle attività 7)Le restrizioni della partecipazione: i problemi che un individuo può sperimentare nel coinvolgimento nelle situazioni di vita 8)I fattori ambientali: gli atteggiamenti, l’ambiente fisico e sociale in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza Abbiamo una integrazione del modello medico e del modello sociale: integrazione delle varie prospettive di funzionamento (un approccio di tipo bio-psico-sociale)

6 Alcuni riferimenti teorici -Approccio transazionale: la comunicazione è vista come una transazione (Analisi transazionale. Eric Berne, Carl Rogers; teoria transazionale dell’educazione, John Dewey) -Approccio antropologico ed ecologico dello sviluppo umano: ecosistema e sistema di relazioni(G.Bateson e U.Bronfenbrenner) -Teoria delle capabilities (A.Sen e M.Nussbaum) -Verso un approccio transculturale alla salute (la psicologia transculturale di Georges Devereux) – approccio meticcio e pratiche meticce (la psicologia transculturale di Georges Devereux) – approccio meticcio e pratiche meticce

7 Funzionamento, disabilità, attività e partecipazione L’ICF organizza le informazioni su funzionamento e disabilità in due parti: Parte 1: funzionamento e disabilità: la componente del corpo comprende due classificazioni: una per le funzioni dei sistemi corporei e una per le strutture corporee. Parte 2: fattori contestuali con fattori ambientali esterni e fattori ambientali personali Funzionamento:un termine ombrello che comprende le funzioni corporee, le attività e la partecipazione Disabilità: termine ombrello che comprende menomazioni, limitazioni dell’attività e restrizioni della partecipazione

8 L’ICF e l’alunno con bisogni speciali L’alunno che viene conosciuto e compreso, nella complessità dei suoi bisogni attraverso il modello ICF può evidenziare difficoltà specifiche in vari ambiti: -Condizioni fisiche: malattie varie, fragilità, situazioni cromosomiche particolari e lesioni -Strutture corporee: mancanza di un arto, di una parte della corteccia cerebrale -Funzioni corporee: deficit visivi, motori, attentivi, di memoria -Attività personali:scarse capacità di apprendimento di applicazione delle conoscenze, di pianificazione delle azioni, di comunicazione e di linguaggio, di autoregolazione metacognitiva, di interazione sociale, di autonomia personale e sociale, di cura del proprio luogo di vita -Partecipazione sociale: difficoltà a rivestire ruoli diversi e a partecipare a situazioni sociali e contestuali diverse -Fattori contestuali esterni: famiglia problematica, situazione sociale difficile, cultura diversa -Fattori contestuali personali: scarsa autostima, reazioni emozionali eccessive, scarsa motivazione Il modello ICF ci aiuta a leggere le diverse situazioni di difficoltà degli alunni

9 Capacità, performance, barriere e facilitatori  Nelle diverse componenti delle funzioni e delle strutture corporee attraverso le attività e la partecipazione vengono individuate le capacità, le performance(applicazione delle conoscenze) e le barriere che possono impedire questo funzionamento.  Per questa ragione vengono indicati i facilitatori che possono aiutare la persona a fare funzionare effettivamente le proprie capacità

10 Funzioni corporee e funzioni mentali  Nelle funzioni fisiologiche dei sistemi corporei vengono incluse le funzioni psicologiche: funzioni mentali, funzioni sensoriali, funzioni della voce e dell’eloquio, funzioni dei sistemi cardiovascolare, immunologico e dell’apparato respiratorio, funzioni genito- urinarie, neuro-muscolari scheletriche e correlate al movimento

11 Funzioni mentali Suddivise in due categorie: 1)Funzioni mentali globali: funzioni della coscienza, dell’orientamento, intellettive, psico-sociali, del temperamento, della personalità, dell’energia e delle pulsioni 2)Funzioni mentali specifiche: funzioni dell’attenzione, della memoria, psicomotorie, emozionali, percettive, del pensiero, cognitive a livello superiore, del linguaggio e del calcolo, di sequenza dei movimenti complessi, dell’esperienza di sé e del tempo

12 Attività e Partecipazione 1)-Apprendimento e applicazione delle conoscenze: esperienze sensoriali intenzionali:guardare, ascoltare, altre percezioni sensoriali intenzionali -Apprendimento di base:copiare,ripetere,imparare a leggere, imparare a scrivere, imparare a calcolare, acquisizione di abilità -Apprendimento di base:copiare,ripetere,imparare a leggere, imparare a scrivere, imparare a calcolare, acquisizione di abilità -Applicazione delle conoscenze: focalizzare l’attenzione, il pensiero, lettura, scrittura,calcolo, risoluzione di problemi,prendere decisioni -Applicazione delle conoscenze: focalizzare l’attenzione, il pensiero, lettura, scrittura,calcolo, risoluzione di problemi,prendere decisioni

13 Compiti e richieste generali  Intraprendere un compito singolo(semplice,complesso, autonomamente, in gruppo)  Intraprendere compiti articolati(eseguire, completare, autonomamente e in gruppo)  Eseguire la routine quotidiana(gestire, completare, gestire il proprio tempo e le proprie attività)  Gestire la tensione e altre richieste di tipo psicologico(gestire la responsabilità, lo stress, le crisi, la tensione)

14 La comunicazione 1)Comunicare/ricevere: ricevere messaggi verbali e non verbali; comunicare con:ricevere messaggi scritti (anche tramite il Braille) 2)Comunicare/produrre: parlare, produrre messaggi non verbali(produrre gesti con il corpo, segni, simboli, disegni e fotografie), produrre messaggi nel linguaggio dei segni, scrivere messaggi 3)Conversazione e uso di strumenti e tecniche di comunicazione: avviare una conversazione, mantenerla e terminarla, conversare con una persona, con molte persone, discussione con una o più persone

15 Mobilità  Cambiare e mantenere una posizione corporea  Cambiare la posizione corporea di base dell’essere sdraiati, accovacciati o inginocchiati, da seduti o in piedi, piegandosi e spostando il baricentro del corpo  Trasferirsi(da seduti a sdraiati)  Trasportare, spostare e maneggiare oggetti: con gli arti inferiori, uso fine della mano(raccogliere, afferrare, manipolare ecc…)  Camminare e spostarsi(per breve distanze, per lunghe distanze)  Muoversi usando un mezzo di trasporto

16 Cura della propria persona e vita domestica  Lavarsi, prendersi cura di singole parti del corpo, bisogni corporali, vestirsi, mangiare, bere, prendersi cura della propria salute  Procurarsi un posto in cui vivere, procurarsi i beni e i servizi, compiti casalinghi(preparare i pasti, fare i lavori di casa)  Prendersi cura degli oggetti di casa e assistere gli altri (persone e animali)

17 Interazioni e relazioni interpersonali  rispetto e cordialità nelle relazioni  tolleranza  Contatto fisico  interazioni semplici e complesse  relazioni interpersonali particolari(con persone autorevoli, con subordinati)  relazioni formali, informali, con amici, conoscenti e sconosciuti  relazioni familiari  relazioni intime e sessuali

18 Aree di vita principali  Istruzione: informale, prescolastica, scolastica, professionale e superiore  Lavoro e impiego(acquisire, conservare e lasciare un lavoro)  Vita economica e autosufficienza  Vita sociale, civile e di comunità: vita nella comunità(informali, formali, associativa, tempo libero, religione, vita politica e cittadinanza)

19 Cosa consente di fare l’ICF ?  Misurare  Valutare  Comprendere  Progettare  Programmare L’ICF è uno strumento che non ci dice cosa fare ma che ci aiuta nella comprensione del processo di sviluppo del funzionamento delle capacità dell’alunno. Ci offre una griglia di lettura concettuale che permette d’impostare il lavoro dell’osservazione pedagogica e psico-pedagogica per progettare sul piano degli apprendimenti. Questo strumento va ad integrare altri strumenti già utilizzati nella scuola per chi lavora con alunni disabili o con bisogni speciali: diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale e piano educativo individualizzato.

20 L’importanza dell’attività e della partecipazione: un altro concetto di salute? L’ICF ci può aiutare a costruire la progettazione educativa e didattica partendo dalle potenzialità dell’alunno senza negare le disfunzionalità e le difficoltà. Spesso si ritiene che l’ICF riguardi soltanto le persone con disabilità, ma in realtà esso riguarda tutti gli individui. Infatti ognuno di noi, può incorrere nel corso della propria vita in una situazione di limitazione dell’attività e di restrizione della partecipazione(disabilità acquisite in seguito ad un incidente o una malattia oppure limitazioni temporanee) Il tema della salute è legato a quello del funzionamento delle capacità della persona attraverso l’attività e la partecipazione: questo significa che l’insegnante può usare questo strumento per costruire i percorsi e le mediazioni necessarie(facilitatori) che possono favorire il funzionamento effettivo di tutte le capacità dell’alunno.

21 Quali limiti? Il rischio di considerare l’ICF come una risposta definitiva?  L’ICf continua tuttavia a collocarsi, nonostante le novità dell’impostazione antropologica, in una prospettiva essenzialmente diagnostica.  L’impianto rimane comunque correlato all’idea di cura  Non si può chiedere all’ICF sul piano della progettazione educativa e didattica quello che non può dare, cioè dirci cosa fare e come farlo.

22 ICF-CY: ICF children Il modello di classificazione ICF è stato rivisto nel 2005 e adattato per i minori: applicazione dello strumento al lavoro con i bambini Presupposti di partenza: 1.Il bambino non è un piccolo adulto: ha dei bisogni e un funzionamento diverso 2.Il bambino è un “obiettivo in movimento”(moving target) nella classificazione delle funzioni: cambiamenti rapidi delle varie fase evolutive attraverso attività e partecipazione 3.L’importanza decisiva degli ambienti e dei contesti di vita del bambino per il funzionamento delle sue capacità e la sua partecipazione 4.Favorire con gli indicatori del modello ICF la transizione verso l’età adulta(transizione vista come un processo complesso)

23 Funzionamento, salute e disabilità  La salute del bambino: il suo funzionamento come interazione tra dimensione biologica e dimensione sociale  Come funziona il bambino?  Quali sono le sue capacità?  Quali disabilità?  Quali sono le sue performanze nelle attività di vita quotidiana? (famiglia, scuola)  Come funziona lo sviluppo delle sue capacità in ruoli e situazioni diverse?  Quali sono le condizioni e le circostanze che favoriscono gli apprendimenti e lo sviluppo delle capacità?

24 Struttura concettuale  Funzioni e strutture corporee  Funzioni psico-sociali globali  Comunicazione  Abilità e capacità di fare da sé  Interazioni sociali ed interpersonali  Sviluppo atipico (disabilità e disturbi)  Attività e partecipazione: modalità  Livelli di sviluppo  attenzione  Limitazioni: interazione sociale, comunicazione, apprendimenti rigidi e stereotipati e stereotipati

25 Apprendimenti  Le funzioni del linguaggio  Apprende attraverso il gioco  Acquisizione dell’informazione e comprensione  Acquisizione e utilizzo di concetti  Le routine  Adattamento ai cambiamenti  Adattamento alle nuove richieste e a consegne diverse  Controllo e gestione del proprio tempo e del proprio comportamento

26 Indicatori dei fattori a rischio del funzionamento  Limitazioni all’attività e restrizione della partecipazione  Prevenzione  Intervento precoce L’ICF children è utile a : a.Documentare il profilo dinamico funzionale del bambino b.Capire le variabili interattive e contestuali che ostacolano o favoriscono lo sviluppo c.Individuare i facilitatori degli apprendimenti d.Progettare gli interventi educativi e.Costruire degli indicatori di valutazione dello sviluppo delle competenze e delle performance del bambino L’ICF children si riferisce a due approcci: il modello transazionale e l’approccio ecologico dello sviluppo umano


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