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FISIOLOGIA APPLICATA AGLI AMBIENTI DI LAVORO Prof. Lillà Lionetti Docente di Fisiologia Sito web docente: www.docenti.unina.it Docente: Lionetti Materiale.

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1 FISIOLOGIA APPLICATA AGLI AMBIENTI DI LAVORO Prof. Lillà Lionetti Docente di Fisiologia Sito web docente: Docente: Lionetti Materiale didattico Area pubblica del docente Migrazione Corso di perfezionamento Igiene sicurezza e qualità Password: Ambienti

2 Sintomi di modesta entità: Occhi > secchezza, bruciore, prurito. Naso e gola > rinorrea, prurito, senso di irritazione e gola secca Vie respiratorie inferiori > Dispnea Cute > eritema, prurito. Possono, inoltre, associarsi disturbi quali cefalea, sonnolenza, difficoltà di concentrazione. FISIOLOGIA APPLICATA AGLI AMBIENTI DI LAVORO Considerando che la maggior parte della popolazione urbana trascorre il 75-80% del tempo allinterno di edifici chiusi, è facilmente intuibile quale importanza rivesta la qualità dellambiente interno per il benessere delluomo

3 FONTI DI INQUINAMENTO INDOOR Il principale problema di inquinamento è dovuto alla qualità della VENTILAZIONE

4 CLASSIFICAZIONE E TIPOLOGIA DEGLI AGENTI INQUINANTI Gli agenti inquinanti vengono classificati in 3 grandi categorie AGENTI CHIMICI: composti chimici volatili, formaldeide, toulene, benzene, monossido di carbonio, biossido di azoto, anidridi,ecc. AGENTI FISICI: TEMPERATURA RUMORE ILLUMINAZIONE PRESSIONE VIBRAZIONI ELETTRICITA CAMPI ELETTROMAGNETICI ULTRASUONI RADON AGENTI BIOLOGICI: Batteri, acari, muffe e funghi, virus pollini, allergeni animali.

5 MECCANISMO DAZIONE Agenti chimici: interazione diretta tra lagente nocivo e le molecole o le strutture dellorganismo Agenti fisici: trasferimento di energia dallambiente circostante al corpo o ad alcune parti di esso in modo diretto o indiretto »Energia termica »Energia meccanica: rumore, ultrasuoni, vibrazioni »Elettricità

6 Definizione di microclima Il microclima è linsieme di fattori che regolano le condizioni climatiche (scambi termici) di un ambiente chiuso o semichiuso come ad esempio un ambiente di lavoro. Tali fattori includono: –Temperatura –Umidità –Velocità dellaria Tali caratteristiche hanno importanza, da un lato, per lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e, dall'altro,per il regolare andamento delle attività di lavoro.

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8 OMEOTERMIA Luomo, come tutti i mammiferi e gli uccelli, è un animale omeotermo Omeotermia= capacità di mantenere la sua temperatura interna (temperatura del nucleo) entro un ambito abbastanza ristretto, anche quando si trova in condizioni climatiche diverse Set point ipotalamico TEMPERATURA DELLAMBIENTE E FISIOLOGIA DELLUOMO Sistema di Termoregolazione

9 Range di temperature Un uomo è in grado di sopportare temperature da 12°C a 65°C (in aria secca) mantenendo la temperatura interna vicina a 37°C (intervallo normale= )* Si possono anche sopportare, ma solo per brevi periodo di tempo, temperatura interne più alte di 40-41°C come nellesercizio intenso o nella febbre Temperature interne >42°C portano ad una rapida denaturazione delle proteine vitali per le cellule e quindi a morte. Importanza del mantenere la temperatura interna costante per le attività enzimatiche costanti qualunque sia la temperatura ambientale *Questi valori medi sono suscettibili di notevoli variazioni, sia da un soggetto allaltro che in un singolo individuo durante il giorno. Anche il punto da cui si misura la temperatura può comportare delle differenze, poiché il core (la parte più interna, profonda, cioè il nucleo) dellorganismo presente una temperatura più elevata rispetto alla superficie cutanea. Le temperature orali ( e sottoascellari) sono circa 0.5 °C inferiori di quella rettale

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11 Nonostante lefficacia dei sistemi di termoregolazione, sono svariati i fattori che possono provocare piccole variazioni in determinate condizioni.

12 Fattori che determinano la temperatura corporea in un individuo in condizioni fisiologiche: Esercizio Pasto (termogenesi indotta dalla dieta) Ritmo circadiano Nelle donne: ciclo mensile

13 RITMO CIRCADIANO E CICLO MESTRUALE

14 Set point ipotalamico Le vampate di calore sono determinate da una transitoria diminuzione della temperatura di riferimento per il termostato a causa della carenza di estrogeni. Quando il valore di riferimento diminuisce, la temperatura di una stanza, che prima era considerata confortevole improvvisamente è percepita come troppo calda. Questo disagio innesca le solite risposte termoregolatrici al caldo, comprese sudorazione vasodilatazione cutanea ed arrossamento della cute.

15 FEBBRE Situazioni patologiche Che influenzano la Temperatura corporea

16 sudorazione

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19 IL rendimento del corpo umano si aggira intorno al 20% ( 80% si disperde sotto forma di calore ) ed aumentando limpegno fisico, lavorativo o meno, la produzione di calore è proporzionalmente più grande. In pratica la quantità di calore che un lavoratore deve disperdere è compresa tra le 100 Kcal/ora per i lavori sedentari e le kcal/ora per lavori gravosi.

20 COMPONENTI DELLA SPESA ENERGETICA TEF~14% effetto termico del cibo

21 Bilancio termico

22 Meccanismi fisiologici di scambio di calore IRRAGGIAMENTO: Tutti gli oggetti con una temperatura superiore allo zero assoluto emettono energia radiante (irraggiamento) con lunghezza donda nella porzione infrarossa dello spettro elettromagnetico. Fonte di scambio di calore tra oggetti non a contatto. CONDUZIONE: è il trasferimento di calore sotto forma di energia cinetica delle molecole tra due oggetti che sono in contatto luno con laltro CONVEZIONE La conduzione del calore dalla pelle allaria, o allacqua, che stanno intorno può aumentare se aria o acqua sono in movimento. Questo fenomeno, chiamato convezione, aumenta la perdita di calore del corpo quando aria più fresca sostituisce quella che si è riscaldata in contatto con la pelle. Le correnti connettive dellaria si formano sempre dove ci sia una differenza di temperatura nellaria: laria calda sale e viene sostituita da aria più fredda. Labbigliamentoimpedisce le correnti connettive, che sono invece aumentate per effetto del vento di un ventilatore, o del movimento del corpo nellaria come quando si va in bicicletta (convezione forzata). Fattore di raffreddamento da vento EVAPORAZIONE La conversione dellacqua dallo stato liquido a quello gassoso consuma energia termica: di conseguenza quando lacqua evapora dallorganismo agisce da sottrattore di calore che viene così eliminato dallorganismo. Anche in assenza di sudorazione attiva, levaporazione continua ad essere un meccanismo di dispersione termica (piccole quantità evaporano sempre dalle vie aeree e dalle mucose della bocca o attraverso la cute (perspirazione insensibile). La sudorazione invece consiste in una secrezione attiva e regolata di acqua da parte di ghiandole specializzate della pelle

23 IN questa situazione di continuo scambio di calore tra ambiente esterno ed organismo, come fa lorganismo a controllare la temperatura corporea interna? Sistema di controllo a feedback negativo

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26 Vasocostrizione e vasodilatazione Dato che la temperatura del sangue arterioso è praticamente identica alla temperatura interna (37°C) ed il sangue trasporta bene il calore per convezione, i tessuti riccamente irrorati hanno sempre una temperatura vicina a quella del nucleo

27 Nel momento in cui aumenta la temperatura esterna, lipotalamo risponde provocando la vasodilatazione

28 SUDORAZIONE

29 Sudorazione La perdita di calore avviene solo se il sudore può evaporare sulla superficie cutanea La velocità dellevaporazione dipende da: –Umidità ambientale: il raffreddamento da evaporazione è lento negli ambienti umidi perché il sudore non evapora così rapidamente dalla superficie come in ambienti secchi. (Indice di calore: calore+ umidità) –Movimento dellaria sulla pelle (il movimento aumenta levaporazione anche il presenza di elevata umidità: utilità dei ventilatori nei climi caldo- umidi) In condizioni ottimali in 1 ora si possono perdere fino a 2 litri di acqua e quindi una notevole quantità di calore. Si devono reintegrare le perdite di acqua. Per quelle di elettroliti in genere sono compensate da dieta equilibrata

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33 TERMOGENESI ADATTATIVA E PROTEINA DISACCOPPIANTE UCP1=UNCOUPLING PROTEIN O TERMOGENINA Meccanismi fisiologici della termogenesi

34 In rodents the brown adipose tissue (BAT) and the uncoupling protein-1 (UCP1) are the main effectors of adaptative thermogenesis

35 What is the brown adipocyte ? Cinti. The Adipose Organ (1999) Constitutes the BAT of rodents Multilocular, full of mitochondria Unique tissue to express mitochondrial uncoupling protein-1 (UCP1) Dissipates energy as heat

36 The uncoupling protein-1 (UCP1)

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38 BAT adaptative thermogenesis is under the control of the sympathetic nervous system

39 NE lipase FFA UCP1 BAT CIT (COLD INDUCED THERMOGENESIS) and DIT (DIET INDUCED THERMOGENESIS)

40 POMC Attivazione POMC Da leptina Topi MC4R knockout: obesi Uomo: muscolo scheletrico Regolazione della spesa energetica: ruolo dellipotalamo e del SNS DIETA E FREDDO

41 What about humans? A classical BAT expressing UCP1 is present in the newborn babies. It unfortunately disappears in the adult humans There is therefore no hope of treating human obesity by acting on UCP1 mediated adaptative thermogenesis (?)

42 TESSUTO ADIPOSO BRUNO NELLUOMO? È presente solo nel neonato e scompare dopo poche settimane Permane solo in alcune sedi quali il tessuto adiposo perirenale. Occasionalmente ricompare in uomini adulti (se malati di feocromocitoma, un tumore che secerne catecolamine, o se lavorano a temperature particolarmente fredde)

43 Saitto et al. 2007: da European Congress on Obesity, Budapest Aprile 2007

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45 FATTORI DI RISCHIO DA MICROCLIMA I rischi da microclima si presentano: Quando si lavora in ambienti troppo caldi o troppo freddi oppure quando il tasso di umidità dellaria è inferiore o superiore al 40-60% Fattori di rischio più frequenti sono: Aria troppo secca Sbalzi termici eccessivi tra la temperatura esterna ed interna Correnti daria

46 Danni più comuni sono: Malattie dellapparato respiratorio (malattie da raffreddamento) Dolori muscolo-scheletrici o reumatici Diminuzione delle difese dellorganismo Ridotte prestazioni dellindividuo Peggiorare una condizione patologica preesistente

47 INDICAZIONI PREVENTIVE Uso di indumenti da lavoro adeguati alle condizioni climatiche Dotazioni di sistemi di riscaldamento, ventilazione o condizionamento, con provvedimenti tecnici automatici che controllino il tasso di umidità dellaria Effettuazione di verifiche periodiche e regolare manutenzione degli impianti, con particolare attenzione alla pulizia dei filtri Introduzione di una organizzazione del lavoro che limiti la durata di permanenza del lavoratore negli ambienti troppo caldi o troppo freddi Rispetto di alcuni parametri microclimatici

48 Parametri microclimatici da rispettare: Numero adeguato di ricambi daria Temperatura interna invernale oscillante tra °C Umidità relativa invernale compresa tra 40-60% Temperatura interna estiva inferiore rispetto allesterna, non più di 7°C Umidità relativa estiva compresa tra 40-50% Velocità dellaria inferiore a 0,15m/sec

49 Benessere termico È rappresentato da quelle condizioni in cui lorganismo riesce a mantenere lequilibrio termico (omeotermia) senza lintervento del sistema di termoregolazione propria

50 Nella definizione di benessere termico intervengono numerosi fattori: Fattori fisici ambientali Fattori soggettivi strettamenti legati allindividuo (valutabili tramite lintroduzione di un modello umano standard con caratteristiche prestabilite)

51 Fattori fisici ambientali Velocità dellaria VA (m/s) (anemometri) Umidità relativa RH (%): è il rapporto percentuale tra la quantità di vapore acqueo presente nellatmosfera ad una certa temperatura e la quantità necessaria per saturare latmosfera a quella stessa temperatura Temperatura dellaria o di bulbo secco a ventilazione forzata (TA)=misurata da un bulbo asciutto non soggetto ad irraggiamento termico e sottoposto a ventilazione compresa tra 2 e 4 m/s): indicatore dello scambio termico per convezione Temperatura del bulbo umido a ventilazione forzata= misurata da un bulbo ricoperto da una mussola di cotone inumidita con acqua distillata a temperatura ambiente, non soggetta ad irraggiamento termico e sottoposto a ventilazione compresa tra 2 e 4 m/s): indicatore della capacità di scambio termico per evaporazione cutanea Temperatura del bulbo umido a ventilazione naturale= come la precedente ma risente della ventilazione naturale dellambiente Temperatura globotermometrica (di Vernon) bulbo posto al centro di una sfera di rame verniciata esternamente di nero opaco. La superficie metallica, riscaldata per irraggiamento, trasmette allaria contenuta allinterno della sfera una quantità di calore proporzionale allirraggiamento termico, alla T e alla velocità dellaria Temperatura media radiante= è la media ponderata dei valori di temperatura in funzione della quale le pareti e gli oggetti presenti nellambiente emettono radiazione calorica.

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53 Fattori soggettivi Temperatura corporea interna Vestiario indossato: la resistenza termica del vestiario viene espressa tramite una unità adimensionale (clo=clothing) Superficie corporea vestita Attività metabolica di base Attività fisica svolta Età Peso Acclimatazione Stato di salute

54 INDICI PER VALUTARE I PARAMETRI MICROCLIMATICI Indici di Fanger per valutare la sensazione soggettiva di benessere (dipendente dalla combinazione dei vari fattori ambientali: temperatura, umidità e velocità dellaria) –PMV= predicted mean vote: esprime un voto medio previsto per la sensazione di benessere termico (da +3 molto caldo a -3 molto freddo) –PPD= predicted percentage disatisfied: è la percentuale prevista delle persone insoddisfatte. È correlato al PMV. Viene definito soggetto insoddisfatto quello che attribuisce allambiente in esame un valore del PMV pari a +/-3,+/-2

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56 Altri parametri Temperatura operativa: temperatura uniforme di un ambiente virtuale in cui il complesso degli scambi termici tra il soggetto e lambiente è pari alla somma degli scambi termici per convezione e irraggiamento Temperatura di Comfort: temperatura che determinati il livello di attività, la resistenza termica del vestiario e lumidità relativa, consente di realizzare il confort termico (PMV=0) Temperatura differenziale: la differenza tra le due precedenti ed esprime la quanittà di cui si deve modificare la TO per assicurare la condizione di benessere

57 Valutazione del rischio Ambienti moderati Ambienti severi (sia caldi che freddi)

58 Microclima in ambienti moderati Ambienti che impongono un moderato grado di intervento della termoregolazione corporea In tali ambienti è facilmente realizzata la condizione di omeotermia Condizioni ambientali omogenee o poco variabili nel tempo Assenza di scambi termici tra soggetto ed ambiente che abbiano effetti importanti sul bilancio termico Attività fisica modesta e omogenea per tutti i soggetti Uniformità del vestiario indossato Temperatura operativa:10-30°C ESEMPI: LAVORI IN UFFICI, attività caratterizzate da lavoro fisico leggero magari da seduti (assemblaggio di microelementi, attività di controllo ecc.)

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60 Microclima in ambienti caldi Ambienti caratterizzati da un notevole intervento del sistema di termoregolazione Valori elevati di temperatura in relazione alle caratteristiche dellattività svolta e del vestiario indossato dagli operatori Possibili alti valori di umidità relativa dellaria e richiedenti una considerevole sudorazione al fine di conservare lomeotermia Variabilità della temperatura e dellumidità da postazione a postazione di lavoro Disuniformità del livello di impegno fisico richiesto e del vestiario indossato dagli operatori Temperatura operativa >30°C

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62 Malattie da alte temperature Malattie generalizzate: –Crampi di calore: spasmi muscolari dolorosi dovuti a squilibrio idrosalino per sudorazione eccessiva con conseguente perdita di acqua e cloruro di sodio (soggetti non acclimatati e lavoro intenso) –Esaurimento da calore: debolezza, vertigine, nausea, cefalea, ipotensione, tachicardia dovuto a scarso apporto di liquidi e Sali minerali –Colpo di calore: grave aumento della temperatura corporea per un blocco dei sistemi di regolazione (sono predisposti soggetti obesi, non acclimatati in seguito a prestazione lavorative molto impegnative) –Colpo di sole: sindrome simile alla precedente dovuta allesposizione diretta ai raggi solari (attività lavorativa intensa) Malattie localizzate: –Ustioni: contatto diretto con corpi solidi, liquido o gassosi ad elevate temperature AMBIENTE DI LAVORO: siderurgia, miniere

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64 Prevenzione Ventilazione Raffreddamento Riduzione dellumidità Cabine climatizzate (in vicinanza di forni, laminatoi ecc) Schermi protettivi (superfici riflettenti) Tute protettive Selezione medica preventiva e controlli medici periodici Acclimatazione progressiva Igiene alimentare: pasti frequenti e facilmente digeribili, acqua a sufficienza e Sali minerali

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69 Malattie da basse temperature Orticaria da freddo: anomala reattività della cute, per vasodilatazione prolungata Assideramento:prolungata esposizione a freddo, abbassamento di temperatura corporea (<35) con progressiva riduzione delle funzioni vitali. Acrocianosi: è una dermatosi cronica, prevalente nel sesso femminile, dovute al rallentamento, dovuto al freddo della circolazione periferica per spasmi delle arteriole e atonia dei capillari con pelle cianotica ed edematosa Geloni: patologia delle estremità per alterazione del tono e della permeabilità vasale, tumefazione calda arrossata pruriginosa Piede da immersione: in acqua fredda (soggetti che per motivi lavorativi rimangono per lungo tempo in terreni acquitrinosi, laghi, fiume e mare) Congelamento:lesione circoscritta causata dalla costrizione arteriorale dovuta allesposizione al freddo Soggetti predisposti; magri,, età avanzata, disfunzioni endocrine, cardiopatie, malattie renali, disturbi del circolo periferico Lavori allaperto in clima rigido Industria alimentare: utilizzo di grandi frigoriferi, industria del ghiaccio, dei surgelati

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71 Prevenzione Indumenti protettivi Turni di lavoro ridotti

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73 Disturbi da rumore a carico di diversi organi ed apparati apparato cardiovascolare: aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa; apparato gastroenterico: aumento della secrezione gastrica e della motilità gastrointestinale; apparato respiratorio: aumento della frequenza respiratoria; e inoltre: disturbi della visione, della sfera riproduttiva e del sistema immunitario.

74 Disturbi da rumore a carico di diversi organi ed apparati Inoltre linquinamento acustico è responsabile di disturbi della sfera psico-sociale: riduzione dell'efficienza e del rendimento lavorativo, soprattutto per attività di tipo intellettivo; interferenza sull'apprendimento scolastico; aumento dell'aggressività e difficoltà nella vita di relazione; peggioramento quali-quantitativo del sonno.

75 Disturbi da rumore I disturbi da rumore aumentano proporzionalmente con il tempo di esposizione, si manifestano anche in assenza di percezione consapevole e il tempo di recupero per l'organismo umano è più lungo di quello di esposizione. I soggetti più sensibili a questo tipo di inquinamento sono, ancora una volta, bambini, anziani e degenti.

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77 Il suono è leffetto della vibrazione di un corpo elastico trasmessa in un mezzo fluido, generalemente laria, sotto forma di onde di rarefazione e compressione. Se un albero cade nella foresta senza che nessuno lo senta, farà rumore? La risposta dal punto di vista fisiologica è…

78 Il suono è la nostra percezione dellenergia trasportata dalle onde sonore, che Sono onde pressorie che alternano picchi di aria compressa ad avvallamenti In cui le molecole di area sono più rarefatte. I suoni rappresentano la nostra interpretazione di ampiezza, frequenza e durata Di tali onde.

79 Caratterizzazione dei suoni Altezza del suono (acuto o grave) è funzione della frequenza (onde per secondo o Hertz): –Onde a bassa frequenza= suoni bassi o gravi (< 500 Hz) –Onde ad alta frequenza= suoni alti o acuti (> 2000 Hz) –Il nostro orecchio ha una maggiore sensibilità tra 1000 e 3000 Hz, mentre non avverte gli ultrasuoni (frequenze altissime) e agli infrasuoni (frequenze bassissime) Potenza o intensità è funzione della ampiezza dellonda: misurato in decibel dB su una scala logaritmica –Conversazione normale 60 dB –80 dB= possono provocare un danno recettoriale –120 dB=rischio immediato di danno alludito (tipico concerto heavy metal) Timbro: espressione soggettiva della forma dellonda sonora (stessa nota da diversi strumenti), differenza tra –Suono, smorzamento regolare, cioè un timbro puro –Rumore, smorzamento non regolare –Il rumore può essere definito come un fenomeno acustico determinato da unoscillazione elastica caratterizzati da frequenza ed intensità non costanti generanti sensazioni sgradevoli

80 Ludito coinvolge la trasformazione dellenergia delle onde sonore in Vibrazioni meccaniche Onde liquide Segnali chimici Potenziali dazione

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83 Suoni acuti Basse frequenze Suoni gravi Regione distale

84 Perdita delludito Sordità di conduzione:il suono non può essere trasmesso attraverso lorecchio medio ed esterno (tappo di cerume nel canale uditivo, liquido nellorecchio medio per una infenzione, traumi che impediscono vibrazione incudine, staffa o martello). Sordità neurosensoriale: danni allorecchio interno, comprendenti la degenerazione delle cellule cigliate a seguito di rumori intensi Sordità centrale: lesione delle vie nervose

85 RUMORI Qualsiasi stimolo acustico che venga avvertito come sgradevole e fastidioso e che per le sue caratteristiche di intesità, frequenza e durata possa risultare patogena per luomo Rumore di fondo=scarsa intensità Rumore continuo= intensità con variazioni tra 0 e 3 db (il più frequente negli ambienti di lavoro Rumore semicontinuo= oscillazione entro i 20 dB Rumore impulsivo=elevate intensità e breve durata (0,5 secondi) Rumore impulsivo ripetitivo= ripetizione periodica di picchi ad alta intensità

86 DANNI UDITIVI DA RUMORE Danni alle cellule ciliate dellorgano di Cori: –Basse frequenze: cellule del giro apicale –Alte frequenze: cellule del giro basale PATOGENESI: 1.Le cellule vanno incontro ad un iniziale rigonfiamento 2.Compaiono vescicolazioni 3.Le ciglia vibratili tendono alla fusione 4.Stadio avanzato: degenerazione delle cellule e sostituzione con un epitelio cubico monostratificato 5.Infine anche le fibre nervose possono andare in degenerazione

87 Danno uditivo da alte frequenze In genere lesposizione continuativa ai rumori determina un danno uditivo delle cellule acustiche situate vicino alla finestra ovale recettive alle alte frequenze. Tre ipotesi –A questa frequenza si crea vortici che invertono la direzione dellonda migrante provocando una ipereccitazione a cui segue la sofferenza delle cellule ciliate –Per scarsa irrorazione ematica (maggiore sensibilità a stimolo meccanico) –Il rumore industriale è prevalentemente collocato in queste bande sonore.

88 Effetti dellesposizione al rumore Spostamento temporaneo della soglia uditiva (STS): in un soggetto normoudente si normalizza in un tempo breve: reazione di difesa e si esplica riducendo la rigidità delle ciglia e aumentandone linerzia in modo da innalzare la soglia. –STS brevissimo :0.5 msec, in tutti i soggetti e non dipende da frequenza e intensità –STS breve: 1-2 min è provocato da toni puri di bassa intensità –STS o fatica uditiva fisiologica: da 2 min a 16 ore dopo lesposizione al rumore: la sua gravità aumenta con laumento dellintensità –STS prolungato o fatica uditiva patologia: permane anche dopo le 16 ore ed è prodromico alla comparsa dello spostamento permanente della soglia uditiva qualora vi sia una nuova esposizione al rumore. SPOSTAMENTO PERMANENTE DELLA SOGLIA UDITIVA rappresenta linstaurazione della ipoacusia da rumore

89 Patologia acustica da rumore Innalzamento temporaneo della soglia uditiva, presente solo durante lesposizione al rumore Innalzamento permanente della soglia uditiva che interessa solo le alte frequenze: trauma acustico Innalzamento della soglia uditiva anche alle frequenze medio basse: ipoacusia (se diventa difficile anche la percezione della voce parlata si parla di socioacusia)

90 Rumore di elevata intensità per breve tempo=innalzamento temporaneo della soglia uditiva Rumore di intensità minore ma per un tempo prolungato è efficiente per ledere lorecchio interno e portare allipoacusia

91 Fattori interferenti con la comparsa del danno da rumore: Sesso: minore nelle donne Età: soggetti esposti in età giovanile a rumori di elevata intensità Danni dellorecchio medio: recettori nervosi resi più sensibili dalla flogosi dellorecchio medio o farmaci Struttura della mastoide: maggiore o minore penumatizzazzione della mastoide Muscoli timpanici: paralisi dello stapedio Sostanze ototossiche (salicilati, antibiotici)

92 Misura del rumore o fonometria Valutare lentità di rischio Individuare i correttivi più idonei a contenere limmissione o la propagazione del rumore stesso Prendere i livelli medi sonori (tenendo conto che in un ambiente di lavoro i rumori presenti hanno una notevole variabilità temporale). Livello equivalente: è la media ponderata di misurazione effettuate in un arco di tempo.

93 Prevenzione Prevenzione tecnologica: creare apparecchiature che producono quantità minima di rumore, manutenzione, opportuno distanziamento, perimentrare zona ad alta rumorisità Prevenzione igienica-ambientale: controllo periodico dellentità dellinquinamento sonoro. Adozione di mezzi di protezione ambientale (pannelli fotoassorbenti, incapsulamento delle fonti di rumore isolate) Prevenzione sul lavoratore: regolamentazione dei tempi di esposizione, mezzi di protezione individuali.

94 Prevenzione dal danno da rumore Limite massimo di esposizione al giorno > 115 possibile rottura della membrana del timpano

95 PATOLOGIE EXTRAUDITIVE DA RUMORE Stato di vigilanza e risposta di allarme: –Aumento frequenza cardiaca –Aumento frequenza respiratoria –Aumento della secrezione e motilità gastrica –Aumento adrenalina noradrenalina Risposta neurovegetativa (lenta) –Effetti sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio, gastrico Uno stimolo acustico, prima di raggiungere la corteccia cerebrale ed essere elaborato come sensazione sonora, raggiunge la sostanza reticolare dove partono due tipi di impulsi:verso la corteccia (deputati allo stato di vigilanza) e diretti allipotalamo funzionali a modulare la risposta generale allo stimolo sonoro.

96 Esposizioni a rumori di bassa frequenza (< 1000 Hz) Esplicano azione su organi cavi (apparato digerente e cardiovascolare) in quanto percepiti dai pressocettori extra uditivi presenti su tali apparati Bradicardia e ipermotilità gastrica Categoria professionali –Marittimi delle sale macchina –Centri di elaborazione computerizzati (rumore continuo a bassa frequenza dovuto sia ai processori che ai sistemi di climatizzazione)

97 Esposizione a rumori di bassa frequenza ed elevata intensità (<80 db ) Tipica dei suoni a percussione manuali o elettronici Possono determinare rallentamento della risposta di allarme per un meccanismo di feedback negativo (secrezione di adrenalina che inibisce la ulteriore secrezione da parte dellipotalamo in caso di allarme) Categoria a rischio: disk jokei

98 Rumori continui: caratteropatie di tipo impulsivo nel caso di alte frequenze e di tipo depressivo nel caso di basse frequenze Patologie da insufficiente sonorità ambientale: eccessiva insonorizzazione degli uffici (nevrosi di tipo ipocondriaco) Ultrasuoni: (frequenze > 20000Hz). Malattia da ultrasuoni (industria metalmeccanica):; cefalea, nausea, vomito e gastralgia Infrasuoni (frequenze < 20 Hz) motori di nave, sistemi di condizionamento, processori elettronici: torpore psichico, cefalea, senso di fatica


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