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Il Mot. Le caratteristiche del moto Un corpo è in moto se, rispetto ad un sistema di riferimento, cambia la posizione con il passare del tempo.

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Presentazione sul tema: "Il Mot. Le caratteristiche del moto Un corpo è in moto se, rispetto ad un sistema di riferimento, cambia la posizione con il passare del tempo."— Transcript della presentazione:

1 Il Mot

2 Le caratteristiche del moto Un corpo è in moto se, rispetto ad un sistema di riferimento, cambia la posizione con il passare del tempo.

3 Le caratteristiche del moto Immagina di stare seduto in treno con alcuni amici e che il treno stia andando verso una località di villeggiatura. Puoi dire che ti muovi rispetto ai tuoi amici? Puoi dire che ti muovi rispetto ad unaltra persona che hai lasciato in stazione?

4 Le caratteristiche del moto Bisogna sempre precisare rispetto a che cosa (sistema di riferimento) si valuta se un corpo è fermo o in movimento.

5 Le caratteristiche del moto La Traiettoria È il percorso seguito da un corpo in movimento, può essere curvilinea o rettilinea.

6 Le caratteristiche del moto Lo Spazio È la lunghezza della traiettoria percorsa dal corpo in movimento. 3,7 metri

7 Le caratteristiche del moto Il Verso Immagina di viaggiare sullautostrada Roma-Firenze, ebbene puoi muoverti sia da Roma a Firenze che da Firenze a Roma. Lautostrada rappresenta la traiettoria ma occorre precisare in quale dei due sensi, o versi, la stai percorrendo.

8 Le caratteristiche del moto Il Tempo Il viaggio sullautostrada dipenderà anche dal tempo che impiegherai per arrivare a destinazione: maggiore sarà il tempo impiegato minore sarà stata la velocità con cui ti sei spostato.

9 La velocità Si chiama velocità di un corpo lo spazio percorso nellunità di tempo. Se unautomobile percorre in unora un tragitto di 80 km, a quale velocità si è mossa?

10 La velocità Un corpo in moto difficilmente si muove sempre alla stessa velocità. Pertanto ci si deve riferire ad una velocità media (s/t). La velocità istantanea invece è quella che si riferisce ad un tempo brevissimo. Se un corpo percorre spazi uguali in tempi uguali la sua velocità è costante e si dice che il corpo si muove di moto uniforme.

11 Laccelerazione È difficile che unauto mantenga la stessa identica velocità per unora: andrà in certi tratti più veloce, in altri più piano. Qualunque variazione di velocità si chiama accelerazione. Unaccelerazione positiva è un aumento di velocità, unaccelerazione negativa, o decelerazione, è una diminuzione della velocità.

12 Laccelerazione Il valore dellaccelerazione si calcola dividendo la differenza tra la velocità finale e quella iniziale per il tempo in cui è avvenuta la variazione di velocità. Laccelerazione si misura in m/s 2 (metri al secondo quadrato).

13 I corpi in caduta libera La foto mette in evidenza come un corpo (pallina) lasciato cadere aumenta la velocità man mano che scende in caduta libera ovvero si muove con un moto accelerato.

14 I corpi in caduta libera Il valore dellaccelerazione di qualsiasi corpo in caduta libera è di 9,8 m/s in un secondo. Questa accelerazione è detta accelerazione di gravità ed è indicata con la lettera g.

15 Ai tempi di Galileo venivano seguite le idee di Aristotele, il quale sosteneva che la velocità di caduta dei corpi è proporzionale alla massa, ovvero che i corpi più sono pesanti più cadono velocemente. Galileo e la caduta dei gravi

16 Galileo dimostrò, invece, che la velocità di caduta di un corpo non dipende dalla sua massa ma dal tempo: tutti i corpi cadono con la stessa velocità e la velocità è proporzionale al tempo trascorso da quando il moto è iniziato.

17 Galileo e la caduta dei gravi Galileo smantella lipotesi di Aristotele con dei ragionamenti: Egli suppone di avere due oggetti di diverso peso (ad es. di 10 kg e 5 kg) che, secondo Aristotele, lasciati cadere a terra dalla stessa altezza, dovrebbero toccare terra in momenti diversi.

18 Galileo e la caduta dei gravi Galileo immagina, quindi, di formare con i due oggetti un corpo unico (15 kg). Secondo Aristotele il nuovo corpo, essendo più pesante, dovrebbe cadere con velocità maggiore del corpo più pesante di partenza (10 kg).

19 Galileo e la caduta dei gravi In base allipotesi di Aristotele è però anche vero che loggetto più leggero tenderà a rallentare quello più veloce e che la velocità del corpo unico sarà quindi intermedia rispetto alle due singole velocità.

20 Galileo e la caduta dei gravi Poiché le due conclusioni, corrette da un punto di vista logico, portano a conclusioni contrastanti, evidentemente lipotesi iniziale è errata.

21 Galileo e la caduta dei gravi Galileo dimostra che la differenza di velocità di caduta comunemente osservata è dovuta alla presenza dellaria. Se non ci fosse laria tutti i corpi cadrebbero alla stessa velocità!

22 Galileo e la caduta dei gravi Non avendo i mezzi per fare il vuoto, Galileorallenta la caduta di un corpo utilizzando il piano inclinato lungo il quale i corpi cadono soggetti solo alla forza di gravità, ma rallentati.

23 Galileo e la caduta dei gravi Galileo verifica così che tutti i corpi, indipendentemente dal loro peso, cadono percorrendo la stessa distanza nello stesso tempo.

24 Galileo e la caduta dei gravi Limportanza dei risultati di Galileo sta soprattutto nella sua capacità di studiare il fenomeno della caduta dei gravi isolandolo da tutti gli elementi di disturbo che non sono necessari alla sua comprensione. Questo metodo di operare è caratteristico del metodo scientifico.

25 Il pendolo Se osservi un orologio a pendolo ti accorgerai che la massa legata allasta percorre una traiettoria curvilinea.

26 Il pendolo Con lo stesso tipo di movimento detto moto pendolare, si muove un corpo sospeso a un filo e libero di oscillare. Il pendolo è qualunque massa sospesa a un filo.

27 Il pendolo Si può misurare il tempo che la massa impiega a passare da B a C e ritorno, ovvero il tempo di unoscillazione completa.

28 Il pendolo Si scopre così che il tempo per una oscillazione completa è pressoché costante, il rallentamento è praticamente impercettibile. Proprio per questo motivo il pendolo viene usato per misurare il tempo.

29 Il pendolo Il tempo costante impiegato dalla massa di un pendolo a compiere una oscillazione completa si chiama periodo.

30 Il pendolo Se si confrontano i periodi di pendoli costruiti con fili di diversa lunghezza, si osserva che quelli con filo più lungo sono più lenti, cioè hanno un periodo maggiore.

31 fine


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