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PRATICHE INNOVATIVE DI WORK PLACED LEARNING PER PREVENIRE LA DISPERSIONE: PRIMI RISULTATI DI UNA SPERIMENTAZIONE IN MUGELLO.

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Presentazione sul tema: "PRATICHE INNOVATIVE DI WORK PLACED LEARNING PER PREVENIRE LA DISPERSIONE: PRIMI RISULTATI DI UNA SPERIMENTAZIONE IN MUGELLO."— Transcript della presentazione:

1 PRATICHE INNOVATIVE DI WORK PLACED LEARNING PER PREVENIRE LA DISPERSIONE: PRIMI RISULTATI DI UNA SPERIMENTAZIONE IN MUGELLO

2 Il progetto Nella Provincia di Firenze, gli ultimi dati riferiti al 2014 ci mostrano un picco di dispersione nel passaggio tra la scuola secondaria di primo grado e quella di secondo grado. La sperimentazione che sarà presentata fa parte di un progetto più ampio che, nel periodo aprile dicembre 2015, ha coinvolto le varie Istituzioni scolastiche del Mugello impegnate in una serie di azioni, fra loro integrate, con finalità rivolte alla riduzione dell’insuccesso, dell’abbandono scolastico e delle situazioni di disagio e al miglioramento dell’accoglienza e dell’integrazione scolastica di alunni stranieri e diversamente abili. In particolare saranno presentati i risultati relativi ad un progetto attivato tra i due ordini di scuola secondaria che ha messo in moto processi virtuosi di continuità docente con scambi informativi, di strategie metodologiche e di interdisciplinarietà tra docenti di italiano, matematica e inglese della scuola secondaria di 1° e 2° grado.

3 Il progetto, che è stato finanziato dal Miur, aveva come obiettivo principale quello di pianificare strategie metodologiche comuni ai due ordini scolastici per prevenire il disagio scolastico e la conseguente possibile dispersione nel passaggio tra i due ordini di scuola. Finalità auspicata è la costituzione di un tavolo permanente territoriale sulla dispersione che riunisca i diversi soggetti locali impegnati per la definizione di un modello territoriale di prevenzione e d’intervento contro la dispersione scolastica. Il progetto

4 Workplace learning L’Università in particolare ha coordinato la ricerca azione proponendo una formazione sul campo con attività di workplace learning (action learning e continuing professional development). Tali azioni di formazione hanno sostenuto la riflessività sull’azione e l’approfondimento di specifiche tematiche (definizione del curricolo verticale, condivisione di metodologie e criteri di valutazione). Ha svolto inoltre monitoraggio sistematico, valutazione e formalizzazione delle azioni del progetto per la definizione di un modello territoriale per il contrasto al drop out. La trasferibilità del progetto viene definita sia in senso orizzontale col trasferimento degli elementi del modello territoriale sperimentato in Mugello in altri territori con caratteristiche simili, sia in senso verticale, in termini di trasferibilità nel tempo con garanzia quindi di sistematicità e continuità delle metodologie di lavoro e delle procedure sperimentate attraverso la realizzazione del progetto.

5 Mugello e Sistema Formativo Integrato Il territorio del Mugello, già dal 2003, ha avviato la costruzione di un Sistema Formativo Integrato (SFI) secondo le indicazioni della normativa regionale (L.R. 32/2002) in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro. L’assunto di base è che lo sviluppo locale, globalmente inteso, ha la sua chiave di volta nella formazione che garantisca la diffusione di sapere e conoscenza elementi indispensabili per la competitività del territorio. È sulla formazione, quindi, che si intende continuare a progettare le azioni e pianificare gli interventi nell’ottica del coinvolgimento di tutti gli attori territoriali ognuno secondo le proprie competenze per rispondere alla domanda di occupazione dei giovani in tempi di crisi economica.

6 Descrizione del progetto Le scuole coinvolte sono state tre secondarie di 1° grado (IC Statale di Vicchio, IC Statale di Scarperia e San Piero a Sieve e S.S. di 1° grado “Giovanni della Casa” di Borgo S. Lorenzo) e due secondarie di 2° grado con vari indirizzi di studio (IIS Chino Chini e IIS Giotto Ulivi) tutte distribuite nel territorio del Mugello. Gli insegnanti coinvolti sono stati 18 di cui 9 del 1° grado e 9 del I2° grado equamente distribuiti tra lettere (di cui 3 docenti del 1°grado e 3 del 2° grado), matematica (di cui 3 docenti del 1°grado e 3 del 2°grado) e di inglese (di cui 3 docenti del 1° grado e 3 del 2° grado). I partner di progetto sono stati: per l’Ente locale, l’Unione dei Comuni del Mugello per l’Università di Firenze il Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia la Cooperativa di educatori professionali Proforma. Non hanno partecipato tutte le scuole del Mugello perché non sono arrivati tutti i finanziamenti richiesti al Miur per il completamento del progetto; è stato quindi necessario ridefinire le linee di progetto per dare spazio a tutte le attività previste.

7 Articolazione della sperimentazione Nei mesi da aprile a giugno 2014 sono state effettuate compresenze nelle classi terze della scuola media per un totale di 6 ore in cui i docenti delle superiori hanno svolto osservazioni durante le lezioni tenute dai colleghi del I grado. Al rientro dalla pausa estiva, quando i ragazzi delle terze sono arrivati alle superiori, sono stati i docenti della secondaria di 1° grado che hanno svolto osservazioni nelle classi prime delle due scuole superiori cercando, dove possibile, di scambiarsi col collega affidato loro in precedenza. Sono inoltre state svolte dodici osservazioni da una ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università di Firenze sia alle medie, sia alle superiori. Periodicamente il gruppo dei docenti, insieme con i Dirigenti Scolastici, un rappresentante del Cred, i referenti del Dipartimento di Scienze della Formazione e dell’agenzia Proforma si sono incontrati per fare le verifiche intermedie del lavoro e progettare le azioni successive.

8 Dopo la prima tranche di osservazioni è stato distribuito un questionario a cui hanno risposto 10 docenti su 18 di cui sei della scuola media e quattro della scuola superiore. Alcuni docenti hanno preferito svolgere osservazioni partecipate, altri no. A tutti è stato suggerito di tenere una griglia di osservazione in cui annotare i dati ‘salienti’ oltre che osservazioni e riflessioni personali. Le griglie di osservazione compilate dai docenti che sono pervenute sono state 5 tutte relative alla prima tranche di progetto. 6/18 docenti sono stati trasferiti ad altri istituti. In questi casi altri docenti si sono resi disponibili a proseguire il lavoro iniziato dai colleghi partecipando anche agli incontri periodici di coordinamento di staff.

9 Osservazioni della ricercatrice nelle classi aprile/giugno REPORT OSSERVAZIONI PROGETTO DISPERSIONE MUGELLO APRILE/GIUGNO 2014 I docenti della secondaria di 2° grado hanno fatto osservazione nelle classi terze della secondaria di 1° grado Osservazioni effettuate: 7 di cui 4 a Borgo S. Lorenzo (mat- inglese) e 3 a Vicchio (mat- ita). Aula Disposizione dei banchi frontale classica. Lezioni tutte frontali, tranne un’attività di gruppo. Spesso manca un setting d’aula. Ci sono continue interruzioni di custodi per avvisi o recapito di materiale per gli alunni, docenti di sostegno che entrano ed escono con gli alunni certificati, altri docenti che chiedono o devono prendere qualcosa in aula, uscite

10 Relazioni docenti/alunni Alcuni docenti impostano una relazione ‘simpatica’ coi ragazzi; in questi casi si genera più familiarità di relazioni, ma più confusione anche durante le verifiche in classe. In altre situazioni in cui si è osservata una relazione più ‘empatica’ (rigorosa, ma non per questo meno comunicativa), il clima è sempre familiare, ma durante le verifiche c’è più silenzio e autonomia di lavoro. Relazione tra i docenti 1° grado/2° grado Scambio di esperienze sia sulla metodologia, sui contenuti e sui criteri di valutazione. Si rileva molto interesse per l’attività di compresenza, buona comunicazione e collaborazione, desiderio di trovare un punto di incontro e di scambiare le esperienze.

11 Osservazioni ottobre/dicembre I docenti delle secondarie di 1° grado sono andati a fare compresenza nelle classi prime della secondaria di 2° grado Osservazioni svolte: 6 di cui 1 (italiano) all’Istituto Tecnico e 5 al professionale alberghiero (3 inglese, 2 italiano) : Aula Dalle osservazioni in classe è emerso che: La disposizione dei banchi frontale classica Le lezioni erano tutte frontali Spesso mancava un setting d’aula. Il timing delle lezioni non sempre è strutturato per cui le attività previste durante l’ora di lezione non sono sempre equamente calibrate.

12 Relazioni docenti/alunni Dall’osservazione è risultato che in alcuni casi la relazione tra docenti e allievi manca di autorevolezza della funzione docente per cui si viene a perdere la serenità necessaria per un lavoro proficuo in classe. In altre situazioni si è osservato che una relazione autorevole (rigorosa, ma non per questo meno comunicativa) conduce ad un clima sereno in cui i ragazzi sono più motivati e autonomi nel lavoro. Relazione tra i docenti 1° grado/2° grado Si è osservato interesse per l’attività di compresenza, buona comunicazione e collaborazione, desiderio di trovare un punto di incontro e di scambiare le esperienze sia sulla metodologia, sia sui contenuti e sui criteri di valutazione.

13 Risultati dei questionari ASPETTATIVE alte e in buona parte soddisfatte rispetto al progetto per possibilità di: entrare nelle classi dei colleghi collaborare coi colleghi osservare le metodologie, le relazioni, confrontare la metodologia didattica confrontare modalità e criteri di valutazione confrontare il tipo di relazione docente-discente e le modalità de gestione del gruppo LIVELLO DI SODDISFAZIONE buono/molto buono per: impostazione attività organizzazione complessiva collaborazione tra i docenti possibili ricadute sull’attività di orientamento modo di gestire la classe

14 ATTIVITÀ svolte: - verifiche in classe -lezioni frontali -attività di gruppo -simulazioni d’esame (solo per le terze a maggio 2014) I docenti hanno notato differenze di gestione della classe e della relazione educativa CLIMA D’AULA buono per partecipazione e disponibilità all’aiuto

15 GUADAGN FORMATIVI L’attività è stata occasione di riflessione per: qualche aspetto della didattica (18/18 totali) su modalità di gestione della classe comunicazione e relazione (15/18) su metodi e tecniche 11/18) per favorire la maggiore conoscenza e comunicazione tra ordini di scuola (17/18) per favorire la messa a punto di un sistema di orientamento e accoglienza e cercare di prevenire la dispersione 18/18

16 SUGGERIMENTI DEI DOCENTI Sarebbe opportuno: coinvolgere il maggior numero di insegnanti non limitandosi a quelli che già hanno partecipato. programmare gli interventi prima, senza aspettare il periodo finale dell’anno scolastico. individuare buone pratiche didattiche educative comuni ai due ordini di scuola nella loro ‘discontinuità’ necessaria

17 Criticità emerse dalla sperimentazione Difficoltà della ricercatrice ad organizzare le osservazioni nelle classi per mancanza di informazioni relative alle date e agli orari di svolgimento delle compresenze. I docenti che hanno partecipato sono quelli che generalmente partecipano a formazioni e progetti sperimentali e che quindi sono più disponibili a mettersi in gioco e motivarsi alle iniziative proposte. I docenti hanno evidenziato che le compresenze sono state insufficienti per approfondire il lavoro. 6 docenti su 18 da un anno scolastico all’altro sono cambiati per cui non hanno potuto partecipare al progetto nel suo complesso e le ricadute sono state ovviamente parziali E’ mancato un momento finale di rielaborazione con i docenti partecipanti e i Dirigenti scolastici.


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