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CONVEGNO CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE ALLE ORGANIZZAZIONI NON PROFIT ATTRAVERSO LE FONDAZIONI TERRITORIALI: L'esperienza della Fondazione della Comunità

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Presentazione sul tema: "CONVEGNO CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE ALLE ORGANIZZAZIONI NON PROFIT ATTRAVERSO LE FONDAZIONI TERRITORIALI: L'esperienza della Fondazione della Comunità"— Transcript della presentazione:

1 CONVEGNO CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE ALLE ORGANIZZAZIONI NON PROFIT ATTRAVERSO LE FONDAZIONI TERRITORIALI: L'esperienza della Fondazione della Comunità Salernitana onlus Salerno 4 giugno 2010 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile

2 Deducibilità fiscale per le aziende Le donazioni effettuate in favore di ONLUS e ad altri soggetti come succ. indicati sono soggette a particolari agevolazioni fiscali. Lazienda che effettua una donazione può decidere tra due differenti trattamenti fiscali di cui beneficiare. dedurre * dal proprio reddito le donazioni a favore della ONLUS, per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di euro annui (art. 14, comma 1, Decreto Legge 35/05, convertito in legge n.° 80 del 14/05/2005). dedurre la donazione a favore della ONLUS per un importo non superiore a 2065,83euro o al 2% del reddito dimpresa dichiarato (art. 100 comma 2 lett. H del D.P.R. 917/86) * per tutte le donazioni effettuate dal 17 Marzo 2005 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile

3 Soggetti destinatari della + dai - versi 1)Onlus 2) APS 3) Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al d.lgs n.42/2004 Soggetti destinatari dellart. 100 comma 2 lett. H del D.P.R. 917/86 1)Onlus 2) Iniziative umanitarie religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri … Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile

4 Anche se le due norme non accennano alle modalità di erogazione delle liberalità, per fruire delle agevolazioni fiscali concesse dalla legge è opportuno (necessario per lagenzia delle entrate cfr. circolare 39/2005) donare con sistemi che garantiscano la rintracciabilità e conservare la relativa attestazione di donazione, vale a dire: la ricevuta di versamento, nel caso di donazione con bollettino postale; le note contabili o l'estratto conto emesso dalla banca, in caso di bonifico o RID; l'estratto conto della carta di credito emesso dalla società gestore. Per i privati, le detrazioni ai sensi dellart.15 comma 1 lett.i bis DPR 917/86 RICHIEDONO ESPRESSAMENTE LA RINTRACCIABILITA. Sempre nel rispetto della buona prassi si consiglia lemissione, da parte del soggetto che riceve la donazione, di una ricevuta che riporti gli estremi della norma di riferimento. Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile

5 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Calcolo dellimporto deducibile delle erogazioni per i soggetti IRES (in Euro) con la legge 80/05 Reddito al lordo della liberalità (donazioni) (A) Liberalità (B) Reddito al netto della liberalità (C=A-B) Importo deducibile della liberalità Note minore del 10% di C (corrisponde al limite del 10%) è il valore minimo tra il 10% e è il limite massimo di deducibilità

6 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile La legge c.d. + dai – versi prevede la facoltà (per il donatore soggetto IRES) di applicare le vecchie disposizioni relative ai limiti di deducibilità delle erogazioni (art 100, c 2, DPR 917/86, TUIR). Questa facoltà risulta più vantaggiosa da applicare per le aziende con redditi complessivi che superano i 3,5 milioni di Euro, le quali possono dedurre un importo superiore ai In altri casi, per le aziende con redditi modesti o negativi, può essere utile lapplicazione del limite assoluto previsto in 2.065,83 per donazioni rivolte alle ONLUS.

7 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Calcolo dellimporto deducibile delle erogazioni per i soggetti IRES (in Euro) con le disposizioni del TUIR Casi in cui conviene applicare le deduzioni del TUIR e non quelle della legge + dai - versi Reddito al lordo della liberalità (donazioni) (A) Liberalità (B) Reddito al netto della liberalità (C=A-B) Importo deducibile della liberalità Note è inferiore al 2% del reddito dimpresa dichiarato *art 100, c 2, DPR 917/86 (TUIR) corrisponde al limite del 2% del reddito dimpresa * art 100, c 2, DPR 917/86 (TUIR)

8 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Classi di reddito delle aziende e corrispondenti limiti massimi di deducibilità delle donazioni/erogazioni (in Euro) Redditi Azienda al netto delle erogazioni Limiti massimi applicabili per le donazioni alle ONLUS Reddito negativo o minore di , ,83 Reddito da ,28 a Applicazione del 10% Reddito da a 3,5 milioni Reddito superiore a 3, 5 milioni2%

9 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile La liberalità in natura ai sensi della circolare n.39 del Possono costituire oggetto di erogazione liberale anche beni in natura. Ai fini della rilevazione dei limiti indicati dalla norma si dovrà prendere in considerazione il valore normale del bene, inteso, in via generale e ai sensi dell'articolo 9, comma 3 del TUIR, come il prezzo o il corrispettivo mediamente praticato per i beni della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni vengono erogati e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. In sostanza per l'identificazione del valore normale del bene si dovrà fare riferimento al valore desumibile in modo oggettivo da listini, tariffari, mercuriali o simili. In relazione alla particolare natura di determinati beni (es. opere d'arte, gioielli, ecc), ove non sia possibile desumerne il valore sulla base di altri criteri oggettivi, gli eroganti potranno ricorrere alla stima di un perito. In ogni caso il donante avrà cura di acquisire, a comprova delle effettività della donazione e della congruità del valore attribuito al bene oggetto della donazione in natura, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale come sopra determinato (listini, tariffari o mercuriali, perizia, etc...), anche una ricevuta da parte del donatario che contenga la descrizione analitica e dettagliata dei beni donati con l'indicazione dei relativi valori.

10 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I PRIVATI Art. 14 decreto legge n. 35/2005 comma 1 Le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche (…) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale (….)associazioni di promozione sociale (…) Fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al d.lgs n.42/2004 (…) sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del dieci per cento (10%) dello stesso, e comunque con un massimo di euro annui In alternativa rimangono valide le vecchie disposizioni previste dallart.13 del Dlgs 460/ 97, secondo cui le persone fisiche possono detrarre dallimposta lorda il 19% dellimporto donato a favore delle Onlus fino a un massimo di 2.065,83 euro (art. 15, comma 1 lettera i-bis del D.p.r. 917/86). Per donazioni di importo maggiore, la detrazione sarà comunque calcolata sulla cifra massima di 2.065,83 euro (Ndr. la detrazione potrà quindi raggiungere un massimo di 392,51 euro). "Importante: Le agevolazioni fiscali sono consentite a condizione che il versamento delle donazioni in denaro sia eseguito tramite uno dei seguenti sistemi di pagamento: banca, ufficio postale, carta di credito e di debito, carta prepagata, assegno bancario e circolare"

11 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I PRIVATI Un privato che ha reddito imponibile di Euro e che effettua una donazione di Euro ad una ONLUS può alternativamente: - detrarre dallIrpef il 19% dellimporto di Euro (interamente detraibile in quanto sotto il limite massimo previsto di Euro) ottenendo uno sconto fiscale pari a 380 Euro (art.13 del Dlgs 460/ 97); - sottrarre dallimponibile fiscale lerogazione compatibilmente con i limiti previsti dallart. 14 della legge 80/2005. In questo caso, lerogazione liberale in denaro risulterà deducibile nel limite corrispondente al 10% del reddito complessivo, cioè nella misura di Euro.

12 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER I PRIVATI Nel caso di un contribuente con un reddito pari a Euro e che effettua una donazione da Euro per valutare quale delle disposizioni conviene di più occorre fare i seguenti calcoli: vecchie disposizioni: detrazione Irpef del 19% sullimporto di 2.065,83 Euro (limite massimo previsto, e quindi non sui Euro effettivi di donazione). Il contribuente ottiene uno sconto effettivo pari a 392,51 Euro; nuove disposizioni: il donatore può scontare dallimponibile un importo massimo di (il 10% di ) con un beneficio reale pari a Euro (ossia il 39% di 4.500, dove il 39% è laliquota marginale applicata ai redditi oltre i Euro). Il nuovo sconto risulta decisamente più conveniente di quello previsto dalle vecchie disposizioni. La misura effettiva del beneficio fiscale dipende dallaliquota marginale del contribuente.

13 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI Il comma 2 dell'articolo 14 del d.l. n. 35 del 2005 dispone che "costituisce in ogni caso presupposto per l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 la tenuta, da parte del soggetto che riceve le erogazioni, di scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione, nonchè la redazione, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, di un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria."

14 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI La completezza delle scritture contabili implica che ogni fatto gestionale dell'ente debba essere individuato con precisione, tramite l'indicazione delle necessarie informazioni quali numero d'ordine, data, natura dell'operazione, valore, modalità di versamento, soggetti coinvolti. L'analiticità delle scritture contabili, inoltre, impone di eseguire le registrazioni singolarmente, senza effettuare alcun raggruppamento. La completezza e l'analiticità delle scritture contabili sono in ogni caso garantite dalla corretta tenuta della contabilità ordinaria ai sensi degli articoli 14 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

15 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI Con riferimento al documento richiesto dalla norma, rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria, potrebbe essere rappresentato da stato patrimoniale e rendiconto gestionale. Per l'ente è comunque auspicabile predisporre anche una relazione sulla gestione che, in mancanza della nota integrativa prevista per i bilanci delle società, potrebbe adempiere ad una funzione esplicativa delle voci di bilancio e fornire ai terzi che hanno a vario titolo rapporti con l'ente (tra i quali utilizzatori dei servizi, sovventori, organi di controllo) informazioni utili relativamente ai risultati, in termini non monetari, e ai riflessi sociali generati dall'attività istituzionale.

16 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI in/Atto-di-in1/Testo-comp/Atto-di-indirizzo-linee-guida-bilancio-enti-non- profit.pdf Nella redazione di tale bilancio ci si può riferire alle: LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DI ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT adottate dallAgenzia per le Onlus con proprio atto dindirizzo da parete del Consiglio del 11 febbraio Il punto di partenza è il Documento di presentazione di un sistema rappresentativo dei risultati di sintesi delle aziende non profit, elaborato nel 2001 dal Consiglio Nazionale dellOrdine dei Dottori Commercialisti

17 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI Il contenuto minimo del Rendiconto delle ANP con proventi superiori ad dovrebbe essere costituito da: Stato Patrimoniale; Rendiconto della gestione; Nota integrativa; Prospetto di movimentazione dei fondi (eventuale); Relazione di missione (c.d. conto morale).

18 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI ATTIVO A) CREDITI VERSO ASSOCIATI PER VERSAMENTO DI QUOTE B) IMMOBILIZZAZIONI I - Immobilizzazioni immateriali 1.Costi dimpianto e di ampliamento 2. Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità 3.Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dingegno 4.Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 5.Avviamento 6.Immobilizzazioni in corso 7.Altre II - IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI 1.Terreni e fabbricati 2.Impianti e attrezzature 3.Altri beni 4.Immobilizzazioni in corso e acconti

19 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI III – Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro lesercizio successivo: 1.Partecipazioni in imprese collegate e controllate; 2.Partecipazioni in imprese diverse; 3.Crediti 4.Altri titoli C) ATTIVO CIRCOLANTE I- Rimanenze 1.Materie prime, sussidiarie e di consumo; 2.Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 3.Lavori in corso su ordinazione; 4.Prodotti finiti e merci; 5.Materiale generico contribuito da terzi e da utilizzare in occasione di attività di fund-raising; 6.Acconti

20 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI II – Crediti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili entro lesercizio successivo: 1.Verso clienti; 2.Crediti per liberalità da ricevere; 3.Crediti verso aziende no-profit collegate o controllate; 4.Crediti verso imprese collegate o controllate; 5.Verso altri. III – Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: 1.Partecipazioni 2.Alti titoli IV – Disponibilità liquide 1.Depositi bancari e postali; 2.Assegni; 3.Denaro e valori in cassa. D) RATEI E RISCONTI

21 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI A) PATRIMONIO NETTO I – Patrimonio libero 1.Risultato gestionale esercizio in corso (positivo o negativo); 2. Risultato gestionale da esercizi precedenti; 3.Riserve statutarie; 4.Contributi in conto capitale liberamente utilizzati II – Fondo di dotazione dellazienda (se previsto) III – Patrimonio vincolato 1.Fondi vincolati destinati da terzi; 2.Fondi vincolati per decisione degli organi istituzionali; 3.Contributi in conto capitali vincolati da terzi; 4.Contributi in conto capitali vincolati dagli organi istituzionali 5.Riserve vincolate (per progetti specifici, o altro) B) FONDI RISCHI E ONERI 1.Per trattamento di quiescenza e obblighi simili; 2.Altri.

22 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO D) DEBITI, CON SEPARATA INDICAZIONE, PER CIASCUNA VOCE, DEGLI IMPORTI ESIGIBILI OLTRE LESERCIZIO SUCCESSIVO: 1.Titoli di solidarietà, ex art.29 del D.Lgs. N.460; 2.Debiti per contributi ancora da erogare; 3.Debiti verso banche; 4.Debiti verso altri finanziatori; 5.Acconti; 6.Debiti verso fornitori; 7.Debiti tributari; 8.Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale; 9.Debiti per rimborsi spese nei confronti dei lavoratori volontari; 10.Debiti verso aziende no-profit collegate e controllate; 11.Debiti verso imprese collegate e controllate; 12.Altri debiti. C) RATEI E RISCONTI

23 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI OneriProventi Oneri da attività tipiche1) Proventi da attività tipiche 1.1)Materie prime1.1) Da contributi su progetti 1.2)Servizi1.2) Da contratti con enti pubblici 1.3)Godimento beni di terzi1.3) Da soci ed associati 1.4)Personale1.4) Da non soci 1.5)Ammortamenti1.5) Altri proventi 1.6)Oneri diversi di gestione Oneri promozionali e da raccolta fondi2) Proventi da raccolta fondi 2.1)Raccolta 12.1) Raccolta 1 2.2)Raccolta 22.2) Raccolta 2 2.3)Raccolta 32.3) Raccolta 3 2.4)Attività ordinaria di promozione2.4) Altri

24 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI 6) Oneri di supporto generale 6.1) Materie prime 6.2) Servizi 6.3) Godimento beni di terzi 6.4) Personale 6.5) Ammortamenti 6.6) Oneri diversi di gestione 7) Altri oneri 7) Altri proventi Risultato gestionale negativo Risultato gestionale positivo

25 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI FINALITA della Nota Integrativa: Illustrare i criteri adottati per la valutazione delle voci dello Stato patrimoniale e se gli stessi sono variati rispetto allesercizio precedente; Fornire il dettaglio e il contenuto della movimentazione delle voci più significative dello stato patrimoniale, compresi i conti dordine; Fornire lanalisi della voce liberalità contenuta nel rendiconto della gestione; Fornire lanalisi dei componenti di oneri e proventi connessi alle attività accessorie.

26 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI FINALITA del Prospetto di movimentazione dei fondi: Il prospetto ha quale scopo ultimo quello di evidenziare e sintetizzare i movimenti delle poste accolte in patrimonio netto e di articolare limpiego delle risorse secondo le varie condizioni di vincolo esistenti.

27 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI FINALITA della Relazione di Missione: La relazione di missione è lo strumento dedicato a fornire una rappresentazione adeguata della gestione complessiva dellazienda, integrando dati monetari con indicatori non monetari su attività e progetti specifici dellorganizzazione. E il documento fondamentale in una ANP per verificare se essa ha raggiunto i risultati strategici posti a base della propria mission.

28 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI Nella relazione di missione devono essere fornite tutte le informazioni sulle modalità concrete di svolgimento dellattività, quali sono state le fonti di finanziamento e i relativi impieghi, i cambiamenti strutturali dellazienda, le operazioni gestionali straordinarie, i programmi e le prospettive dellesercizio e ogni altra informazione che consente ai destinatari del bilancio di acquisire una conoscenza completa sui risultati raggiunti e sulla qualità della gestione. E preferibile che essa sia corredata da indicatori di efficacia (sia di output che di outcome), di efficienza e di economicità che tengano conto di tutti quegli elementi che in un bilancio di unANP non vengono espressi (donazioni, volontari, ecc.)

29 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI La disposizione in oggetto, pertanto, ai fini della deducibilità ivi prevista, stabilisce l'obbligo di tenere una complessa contabilità, nel senso anzidetto, a tutti i soggetti beneficiari di erogazioni liberali sopra specificati, prescindendo dalla loro natura giuridica e dalle loro dimensioni reddituali. Restano fermi gli ulteriori obblighi contabili previsti da altre disposizioni fiscali a carico delle ONLUS e degli altri soggetti beneficiari delle erogazioni agevolate.

30 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile OBBLIGHI CONTABILI Ovviamente l'obbligo di tenere la contabilità sopra ricordata non vale per l'applicazione delle altre disposizioni intese ad agevolare le erogazioni liberali, quale ad esempio quella recata dall'articolo15, comma 1, lettera i-bis) del TUIR che prevede una detrazione dall'imposta lorda di un importo pari al 19 per cento, tra l'altro, delle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle ONLUS per importo non superiore a 4 milioni di lire (2.065,83 euro).

31 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile SANZIONI Il comma 4 dell'articolo 14 del d.l. n. 35 del 2005 stabilisce che "qualora nella dichiarazione dei redditi del soggetto erogatore delle liberalità siano esposte indebite deduzioni dall'imponibile, operate in violazione dei presupposti di deducibilità di cui al comma 1, la sanzione di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, è maggiorata del duecento per cento".

32 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile SANZIONI I presupposti di deducibilità di cui al comma 1 dell'articolo 14 del suddetto decreto, cui fa riferimento il comma 4 dello stesso, sono di due tipi: - soggettivo, consistente nell'appartenenza dei soggetti beneficiari delle erogazioni alle categorie di enti appartenenti al terzo settore espressamente indicate e, quindi, nell'osservanza da parte dei predetti beneficiari delle rispettive norme che disciplinano i requisiti qualificanti della categoria di appartenenza; - oggettivo, derivante dal rispetto dei limiti quantitativi alla deducibilità dal reddito delle liberalità erogate.

33 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile SANZIONI La sanzione amministrativa di cui all'articolo 1, comma 2, del d.lgs. n. 471 del 1997 può variare dal 100 al 200 per cento della maggiore imposta liquidata in base all'accertamento. Qualora il soggetto erogatore esponga nella propria dichiarazione dei redditi deduzioni operate in violazione dei presupposti di deducibilità suddetti, la predetta sanzione amministrativa, per effetto della norma recata dal citato articolo 14, comma 4, è maggiorata del 200 per cento. Detta maggiorazione del 200 per cento non è applicabile in caso di mancato rispetto degli obblighi contabili visto l'espresso richiamo operato dal comma 4 della norma in commento alla "violazione dei presupposti di deducibilità di cui al comma 1"

34 Agevolazioni fiscali e modalità di rendicontazione Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile SANZIONI Il comma 5 dell'articolo 14 in esame prosegue disponendo che "se la deduzione di cui al comma 1 risulta indebita in ragione della riscontrata insussistenza, in capo all'ente beneficiario dell'erogazione, dei caratteri solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico ovvero rappresentati ai soggetti erogatori delle liberalità, l'ente beneficiario e i suoi amministratori sono obbligati in solido con i soggetti erogatori per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate".

35 Il nuovo concetto di beneficenza Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Si considera attività di beneficenza, ai sensi del comma 1, lettera a), numero 3), anche la concessione di erogazioni gratuite in denaro con utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori di cui al medesimo comma 1, lettera a), per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale. Il comma 2 bis dellart-10 D.lgs. 460/97

36 Il nuovo concetto di beneficenza Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Il comma 2 bis dellart-10 D.lgs. 460/97 Possibilità di offrire ai propri donatori i vantaggi della più dai meno versi, anche quando lente non potrebbe: Benché onlus non tiene la propria contabilità con la partita doppia; Non si è iscritto nel registro in quanto non svolge esclusivamente attività onlus; Gestisce progetti dutilità sociale, ma non persegue finalità di solidarietà sociale.

37 Il nuovo concetto di beneficenza Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Il comma 2 bis dellart-10 D.lgs. 460/97 Possibilità di costituire fondi patrimoniali, anche quando lente non potrebbe: Non ha la massa critica per gestire un proprio patrimonio; Non ha le competenze richieste per la gestione di un patrimonio; Non è in grado di offrire le garanzie che i potenziali donatori potrebbero richiedere.

38 Il nuovo concetto di beneficenza Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Il comma 2 bis dellart-10 D.lgs. 460/97 1) Essere senza scopo di lucro; 2) Operare principalmente nei settori: assistenza sociale e socio-sanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istruzione; formazione; sport dilettantistico; tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico; tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente; promozione della cultura e dell'arte; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica di particolare interesse sociale; 3) Gestire direttamente progetti dutilità sociale.

39 Il nuovo concetto di beneficenza Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Il comma 2 bis dellart-10 D.lgs. 460/97 Assistenza sociale; assistenza sanitaria; assistenza socio- sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria e post-universitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo; servizi strumentali alle imprese sociali. Lart. 2 del decreto sullimpresa sociale definisce lutilità sociale:

40 Il nuovo concetto di beneficenza Giuseppe Melara Dottore Commercialista Revisore contabile Il comma 2 bis dellart-10 D.lgs. 460/97 Le modalità - Individuare una fondazione che sia onlus e abbia fra le sue finalità la beneficenza; - Presentare un progetto alla fondazione che ne verifica lutilità sociale e lapprova come meritevole di sostegno o costituirvi un fondo destinato ai propri progetti; - Chiedere ai donatori di fare delle donazione modali alla fondazione specificando che esse dovranno servire per quel progetto dutilità sociale o destinate a quel fondo; - Le donazioni verranno erogate dalla fondazione e il donatore potrà dedurre quanto donato dal proprio reddito fino al 10% dello stesso con un limite di ; - Rendicontare luso delle risorse ricevute.


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