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Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Capitolo 13 Il welfare-state.

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1 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Capitolo 13 Il welfare-state

2 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Stato sociale:Stato sociale: L’insieme degli istituti messi in atto dallo Stato, allorché interviene in economia, per promuovere la qualità della vita dei cittadini, e in particolare per combattere le povertà dovute a cause generali o specifiche (malattie, invalidità, vecchiaia, disoccupazione, ecc.

3 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Origine dello stato sociale Questione dibattuta In Italia: - le pensioni del Re ai militari - Assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro (1898) - Interventismo fascista (INFPS) In Germania: - leggi dovute a Bismark ECC. Tuttavia, è dal II dopoguerra che in tutti i Paesi occidentali si assiste alla formazione di un sistema complessivo di welfare state

4 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Periodo d’oro di espansione del welfare state Espansione quantitativa e qualitativaEspansione quantitativa e qualitativa Anni Cinquanta, SessantaAnni Cinquanta, Sessanta Perché?Perché? –A) Boom economico –B) Clima culturale “keynesiano”

5 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Dubbi sulla sostenibilità del welfare state Dagli Anni SettantaDagli Anni Settanta Perché?Perché? –A) crisi petrolifere e slow-down –B) nuovi modelli di famiglia –C) nuovi modelli organizzativi del lavoro –D) attacchi teorici al modello Keynesinao –E) attacchi politici al welfare state (M. Thatcher, UK; R. Reagan, USA)

6 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Struttura della spesa per welfare state Capitoli principali: AssistenzaAssistenza PrevidenzaPrevidenza SanitàSanità (Spesa sociale) Altri possibili capitoli: Scuola, UniversitàScuola, Università

7 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Dati quantitativi: Spesa sociale /PIL VOCEITALIA 1960ITALIA 2010 Sp. Sanitaria 2,75%7,0% Sp. Assistenza3,50%2,9% Sp. Pensioni4,00%14,9% TOTALE SPESA SOCIALE ITALIA29,7% MEDIA UE29,1%

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10 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Commenti L’entità della spesa sociale in Italia non è dissimile dalla media europeaL’entità della spesa sociale in Italia non è dissimile dalla media europea E’ però differente l’orientamentoE’ però differente l’orientamento Il 60% della spesa sociale in Italia è assorbita dalla previdenza (pensioni)Il 60% della spesa sociale in Italia è assorbita dalla previdenza (pensioni) Vi è attenzione grande a certe categorie (e quindi a certi “rischi”), mentre vi è disattenzione ad altre categorieVi è attenzione grande a certe categorie (e quindi a certi “rischi”), mentre vi è disattenzione ad altre categorie

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12 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini PREVIDENZA In certe fasi della vita si versano contributi, per ricavare poi rendite.In certe fasi della vita si versano contributi, per ricavare poi rendite. Perché questi versamenti sono obbligatori, con intervento dello stato?Perché questi versamenti sono obbligatori, con intervento dello stato? (?) Fallimento del mercato, in quanto bene meritorio(?) Fallimento del mercato, in quanto bene meritorio

13 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Forme di pensioni in Italia Vecchiaia (collocazione automatica, al raggiungimento di una certa età)Vecchiaia (collocazione automatica, al raggiungimento di una certa età) Anzianità (collocazione su richiesta, soddisfatti certi requisiti)Anzianità (collocazione su richiesta, soddisfatti certi requisiti) Reversibilità (al coniuge superstite)Reversibilità (al coniuge superstite) InvaliditàInvalidità Sociali (a chi è privo di mezzi, a prescindere dai contributi versati)Sociali (a chi è privo di mezzi, a prescindere dai contributi versati) NOTARE CHE VI SONO FORME CON FINALITA’ ASSISTENZIALI, PIU’ CHE PREVIDENZIALI IN SENSO PROPRIO

14 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini I dubbi sulla sostenibilità del sistema pensionistico in Italia derivano, oltre che dalla dimensione della spesa e dalle dinamiche demografiche: a) dal disegno iniquo che lega oneri e benefici; b) dalla erogazione di prestazioni assistenziali (che dovrebbero gravare sulla fiscalità generale e non invece appesantire le uscite del sistema previdenziale)

15 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Teoria dei sistemi pensionistici Due schemi fondamentali di funzionamento dei sistemi pensionistici a) Sistemi a CAPITALIZZAZIONE b) Sistemi a RIPARTIZIONE Il metodo di calcolo della rendita, nei sistemi a RIPARTIZIONE può essere di tipo diverso (metodo retributivo; metodo contributivo)

16 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Sistemi a CAPITALIZZAZIONE Verso oggi il contributo h t Ricevo domani la rendita h t+1 =(1+r)h t (il rendimento è dato dal tasso d’interesse di mercato) Su questa logica sono fondati, in genere, i sistemi di previdenza privati

17 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Sistemi a RIPARTIZIONE Verso oggi il contributo h t (che serve per pagare le pensioni di chi è correntemente anziano) Riceverò domani la rendita h t+1 =… (i contributi versati da chi sarà lavoratore, ripartiti tra tutti quelli che si trovano in pensione) il rendimento è dato dal tasso di crescita macroeconomica, g+n : crescita del numero di lavoratori + crescita della loro produttività) UN PATTO INTER-GENERAZIONALE REGGE IL SISTEMA A RIPARTIZIONE

18 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini A fronte di una lira di contributo versato oggi, CONVERREBBE - un sistema a capitalizzazione se r>g+n - un sistema a ripartizione se g+n>r Questo spiega perché, nei Paesi Europei, negli Anni Cinquanta e Sessanta sembrò ragionevole fondare i sistemi pensionistici sulla ripartizione

19 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini La eventuale transizione da un sistema a ripartizione ad un sistema a capitalizzazione richiede che una (o più) generazioni, dette “di transizione”, paghino i contributi per le generazioni già in quiescenza e anche per sé stessi

20 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini L’ammontare della rendita nel sistema a capitalizzazione dipende dagli andamenti del tasso d’interesseL’ammontare della rendita nel sistema a capitalizzazione dipende dagli andamenti del tasso d’interesse L’ammontare della rendita nel sistema a ripartizione può essere effettuato col metodoL’ammontare della rendita nel sistema a ripartizione può essere effettuato col metodo a) retributivo (h t+1 è correlato ai propri emolumenti nella vita lavorativa) b) contributivo (h t+1 è correlato ai propri contributi effettivamente versati in precedenza)

21 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Indice di gravosità del sistema pensionistico Monte pensioni NPENS * PENS IGSP=__________ = __________ IGSP=__________ = __________ Monte salari NLAV * SALARI Monte salari NLAV * SALARI L’indice dipende: (a) dal numero di persone che beneficiano del trasferimento (rapportato a chi lavora); (b) dall’entità della rendita rapportata ai salari

22 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Riforme in Italia dei sistemi pensionistici Sistema INPSSistema INPS Riforma Amato ( )Riforma Amato ( ) Riforma Dini (1995)Riforma Dini (1995) Riforma Prodi (1997)Riforma Prodi (1997) Riforma Maroni (2004)Riforma Maroni (2004) (?) Necessità di altre riforme?(?) Necessità di altre riforme? Riforma Fornero (2011)Riforma Fornero (2011)

23 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Riforma Amato:Riforma Amato: - ha cancellato l’indicizzazione delle pensioni ai salari - ha richiesto 20 anni di contribuzione per le pensioni di vecchiaia e 35 anni di contribuzione per le pensioni di anzianità - Non toccava chi avesse già maturato 15 anni di contribuzione

24 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Riforma DiniRiforma Dini - Separazione, nei bilanci INPS, delle spese di assistenza dalle spese legate al sistema previdenziale - Passaggio di calcolo dal sistema retributivo al sistema contributivo

25 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Riforma PRODIRiforma PRODI (Interventi marginali sulla riforma Dini) Riforma MARONIRiforma MARONI (Incentivi alla permanenza volontaria in posizione lavorativa)

26 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Riforma Monti Fornero (L.214/2011) Entrata in vigore l’1 gennaio 2012, prevede: Pensioni di vecchiaia con requisiti più elevati: 66 anni per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi e per le donne dipendenti del settore pubblico. Il requisito salirà a 68 anni e 1 mese nel 2029; Applicazione immediata del sistema di calcolo contributivo pro- rata per le quote di pensione con riferimento alle anzianità contributive maturate a decorrere da tale data anche per i soggetti salvati dalla Riforma Dini (ex retributivi con 18 anni di contributi al 1995); Sostanziale cancellazione delle pensioni di anzianità conseguibili se si raggiungeva un coefficiente minimo (“quota”). E’ consentito andare in pensione prima dell’età di vecchiaia solo se si superano i 41 anni e 1 mese di contributi per le donne e i 42 anni e 1 mese per gli uomini. Questo requisito è destinato a crescere ed aumenterà con il miglioramento della speranza di vita. Penalizzazioni per chi sceglie il pensionamento anticipato prima dei 62 anni (taglio dell’assegno dell’1%); Le pensioni superiori ai 1400 euro lordi al mese subiranno il blocco della rivalutazione rispetto all’inflazione.

27 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Commenti sulle riforme Le riforme non hanno intaccato il principioLe riforme non hanno intaccato il principio di RIPARTIZIONEdi RIPARTIZIONE Si sta passando al calcolo contributivo, che è ritenuto meno iniquoSi sta passando al calcolo contributivo, che è ritenuto meno iniquo Non sono, tuttavia, eliminate diverse iniquitàNon sono, tuttavia, eliminate diverse iniquità Preoccupazioni circa il tasso di sostituzione che può garantire il sistema pubblicoPreoccupazioni circa il tasso di sostituzione che può garantire il sistema pubblico PERMANE LA NECESSITA’ DI UNA MAGGIORE DIFFUSIONE DI PREVIDENZA PRIVATAPERMANE LA NECESSITA’ DI UNA MAGGIORE DIFFUSIONE DI PREVIDENZA PRIVATA Si dovrebbe andare verso un SISTEMA A TRE PILASTRI [(i) Pubblico, (ii) Privato individuale; (iii) di gruppo]Si dovrebbe andare verso un SISTEMA A TRE PILASTRI [(i) Pubblico, (ii) Privato individuale; (iii) di gruppo]

28 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini ASSISTENZA INTERVENTI CONTRO LE POVERTA’ E LA ESCLUSIONE SOCIALE A) Politiche contro le povertà - garantire a tutti un reddito? (FORME: reddito di base,reddito di cittadinanza, reddito di partecipazione, reddito minimo di inserimento (1999), imposta sul reddito negativa) (DISCUSSIONE SU PRO E CONTRO) - servizi reali degli Enti Locali

29 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini ASSISTENZA b) AMMORTIZZATORI SOCIALI Per lenire situazioni di disagio temporaneo Esempi: Sussidi di disoccupazione (CIG ordinaria e straordinaria, indennità di mobilità …) (Esperienze più recenti: dall’automatismo al CONDIZIONAMENTO

30 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini ASSISTENZA C) Politiche per la casa Misure per favorire il reperimento (in affitto o in acquisto) della casa di abitazione):. Agevolazioni finanziarie. Fornitura di servizi reali (IACP)

31 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini ASSISTENZA d) POLITICHE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO - Tasse scolastiche ed universitarie legate al reddito (e non al costo del servizio o alla sua qualità) - Concessione di sussidi - concessione di servizi reali SONO DAVVERO REDISTRIBUTIVE??

32 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini SPESA PER SANITA’ Servizi sanitari: paniere eterogeneo di beni e servizi.cure mediche di base.cure specialistiche.cure ospedaliere e chirirgiche.cure farmaceutiche … Perché c’è un intervento pubblico? … … quali sono i FALLIMENTI DEL MERCATO NEL SETTORE SANITARIO?

33 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Fallimenti del mercato nel settore sanitario Potere di mercato (monopoli)Potere di mercato (monopoli) Assenza del mercato (costi troppo elevati)Assenza del mercato (costi troppo elevati) Esternalità (positive e negative)Esternalità (positive e negative) Beni pubbliciBeni pubblici Asimmetrie informativeAsimmetrie informative –Selezione avversa e moral hazard –Experience good –Credence good

34 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini Modelli organizzativi dell’erogazione di servizi sanitari Modello pubblicoModello pubblico (tutti hanno accesso a servizi finanziati dalla fiscalità generale) Modello privatoModello privato (transazioni di tipo privato, anche se con l’eventuale intervento di assicurazioni) Modello mistoModello misto (compresenza pubblico-privato, con parziale finanziamento pubblico di strutture private)

35 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini La sanità in Italia Legge 833/1978: SSNLegge 833/1978: SSN (Sanità come diritto universale riconosciuto a tutti) Decisioni organizzative assegnate alle regioniDecisioni organizzative assegnate alle regioni Frequenti interventi di modifica, generalmente per assegnare maggiori autonomieFrequenti interventi di modifica, generalmente per assegnare maggiori autonomie Finanziamento: Fondo Sanitario Nazionale (in legge finanziaria), finanziamenti regionali, contribuzioni degli utenti (circa 2%)Finanziamento: Fondo Sanitario Nazionale (in legge finanziaria), finanziamenti regionali, contribuzioni degli utenti (circa 2%)

36 Copyright © 2011 – The McGraw-Hill Companies srl Politica Economica 2/ed – Introduzione ai modelli fondamentali Roberto Cellini CONCLUSIONI Il sistema di welfare in Italia è frutto di provvedimenti stratificati nel tempo, spesso non coerenti fra loroIl sistema di welfare in Italia è frutto di provvedimenti stratificati nel tempo, spesso non coerenti fra loro In genere si riconosce che esso è:In genere si riconosce che esso è: - inefficace (non riesce a coprire tutte le situazioni di indigenza) - inefficiente (costa troppo rispetto alle prestazioni che garantisce) - iniquo (prestazioni eterogenee) - rigido (poco controllabile, perché regolato da LEGGI, e poco flessibile, perché impossibilitato a intervenire per bisogni nuovi”


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