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Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa I soggetti della prevenzione: obblighi e responsabilità Frascati, 25 ottobre 2004.

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1 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa I soggetti della prevenzione: obblighi e responsabilità Frascati, 25 ottobre 2004

2 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Quali sono i soggetti chiamati ad applicare le norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. 1 Quali sono gli obblighi che la Legge pone a carico di tali soggetti. Frascati, 25 ottobre 2004

3 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa In base a quale meccanismo si distribuiscono le responsabilità tra i vari soggetti ? La domanda è volutamente posta male, in quanto non si distribuiscono le responsabilità, ma si distribuiscono i poteri, i compiti: le responsabilità sono conseguenti. La domanda è volutamente posta male, in quanto non si distribuiscono le responsabilità, ma si distribuiscono i poteri, i compiti: le responsabilità sono conseguenti. Parimenti, non vi è spazio nel nostro ordinamento per la delega di responsabilità. Parimenti, non vi è spazio nel nostro ordinamento per la delega di responsabilità. 2 Frascati, 25 ottobre 2004

4 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 3 Lindividuazione dei soggetti chiamati ad occuparsi di sicurezza in un luogo di lavoro pubblico viene condotta sulla base di tre principi fondamentali. Frascati, 25 ottobre 2004

5 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 4 Frascati, 25 ottobre 2004 I)Personalità della responsabilità penale Il Legislatore italiano ha stabilito di sanzionare penalmente le violazioni in materia antinfortunistica.Il Legislatore italiano ha stabilito di sanzionare penalmente le violazioni in materia antinfortunistica. E bene sottolineare che le condotte possono essere attive/commissive oppure omissive e la maggioranza dei fatti aventi rilevanza penale in questo settore è riferibile a condotte omissive, cioè i destinatari dei doveri contenuti nelle disposizioni normative non adottano le condotte che devono preventivamente conoscere e successivamente applicare. E bene sottolineare che le condotte possono essere attive/commissive oppure omissive e la maggioranza dei fatti aventi rilevanza penale in questo settore è riferibile a condotte omissive, cioè i destinatari dei doveri contenuti nelle disposizioni normative non adottano le condotte che devono preventivamente conoscere e successivamente applicare. Nel sistema giuridico italiano la responsabilità penale è personale, quindi risponde davanti alla legge la persona fisica che ha adottato una condotta violatrice di una o più disposizioni sanzionabili penalmente: una condotta significa che non si risponde di una intenzione o di uno stato danimo. Nel sistema giuridico italiano la responsabilità penale è personale, quindi risponde davanti alla legge la persona fisica che ha adottato una condotta violatrice di una o più disposizioni sanzionabili penalmente: una condotta significa che non si risponde di una intenzione o di uno stato danimo.

6 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 5 Frascati, 25 ottobre segue.... I) Personalità della responsabilità penale la responsabilità penale, a differenza di quella civile, non può essere a carico delle persone giuridiche, quali lUniversità, la sezione INFN di Pisa ecc.; la responsabilità penale, a differenza di quella civile, non può essere a carico delle persone giuridiche, quali lUniversità, la sezione INFN di Pisa ecc.; si tratta di una responsabilità che non può essere assicurata: non si può trasferire per contratto lobbligo di dare risposta in una certa situazione penalmente rilevante. si tratta di una responsabilità che non può essere assicurata: non si può trasferire per contratto lobbligo di dare risposta in una certa situazione penalmente rilevante. il fatto che la persona che era stata chiamata ad assumersi una certa responsabilità poi si dimetta, cambi lavoro ecc. non comporta uno sgravio di responsabilità; il fatto che la persona che era stata chiamata ad assumersi una certa responsabilità poi si dimetta, cambi lavoro ecc. non comporta uno sgravio di responsabilità;

7 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa La responsabilità civile, invece, può essere assicurata: nellI.N.F.N. è operante una polizza assicurativa, come risulta dallo Schema di Verbale della riunione del Consiglio Direttivo INFN del 21 luglio 2000, 385^ seduta, redatto dalla Direzione Affari Generali e Ordinamento: … Varie – Su invito del Presidente, il dott.Pellegrini fornisce chiarimenti in ordine alle coperture assicurative previste dalla Polizza di Responsabilità Civile dellIstituto verso terzi e verso prestatori di lavoro (n. 151/60/399527). In particolare, con nota del 19.4.u.s., lAssitalia S.p.A. ha precisato che tutto il personale dellIstituto, compreso quello inquadrato dal IV al X livello professionale, gode di copertura assicurativa per eventuali danni cagionati a terzi, o a sottoposti, nellespletamento della propria attività lavorativa. Frascati, 25 ottobre

8 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 7 Frascati, 25 ottobre 2004 II) Responsabilizzazione dei detentori del potere La responsabilità, cioè, sta esattamente lí dove stanno i poteri. Se non ci sono poteri non ci sono responsabilità. Se invece ci sono i poteri (nei limiti dei poteri che ogni soggetto ha) ci sono le connesse responsabilità, al di là del nomen juris che viene attribuito ad ogni singolo soggetto. La responsabilità deve essere localizzata laddove si trovano le competenze e i poteri. RESPONSABILITÀPOTERE

9 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 8 Frascati, 25 ottobre segue... II) Responsabilizzazione dei detentori del potere Le responsabilità sono modellate con i poteri (R.Guariniello)

10 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 9 Frascati, 25 ottobre 2004 III)Principio di effettività (o prevalenza della situazione reale su quella apparente) Lindividuazione dei soggetti penalmente responsabili deve essere condotta, non attraverso la qualificazione astratta dei rapporti tra i diversi soggetti, bensì essenzialmente in concreto, tenendo conto delle mansioni in realtà svolte da ciascun soggetto, anche di propria iniziativa.

11 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 10 Frascati, 25 ottobre 2004 La seconda linea (consultiva) è imperniata sul Servizio Prevenzione e Protezione, che ha compiti di consulenza e pertanto non sono previsti a suo carico obblighi penalmente sanzionati; tali compiti sono svolti a beneficio del datore di lavoro: art.9: compiti di studio, proposta, elaborazione, valutazione, formulare programmi, ma mai obblighi di fare, non cè nessuna lettera dellart.9 che preveda un coinvolgimento operativo in prima persona del resp. e del spp., i quali, pertanto non sono i soggetti che per legge devono assicurare ladozione delle misure di sicurezza. Pertanto, chi pensasse che allinterno della sezione X dellInfn esiste il SPP e ci penseranno loro, sarebbe fuori strada, in quanto si tratta di un servizio consultivo del datore di lavoro che se ne serve per meglio adempiere ai suoi obblighi di legge, per sapere quali sono le soluzioni giuste, ma dalle attività che svolge il SPP non deriva una diminuzione di responsabilità a carico di datore, dirigente e preposto in relazione agli obblighi a loro carico penalmente sanzionati. Con il d.l. 626 un luogo di lavoro sicuro si raggiunge -con due linee- ugualmente importanti: la prima (operativa) si impernia sui soggetti chiamati a funzioni operative, cioè il datore, il dirigente e il preposto.

12 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 11 Frascati, 25 ottobre 2004 E stato notato che talvolta, specialmente nelle pubbliche amministrazioni, i Servizi di Prevenzione e Protezione, puntualmente nominati, svolgono allinterno dellente un ruolo che non è quello voluto dalla Legge: accade cioè che il datore di lavoro, una volta istituito il Servizio, si disinteressi completamente dei temi della prevenzione, lasciando completamente sulle spalle del responsabile del Servizio la gestione della sicurezza. Noi sappiamo, tuttavia, che il Servizio non ha compiti operativi e che i suoi componenti non rispondono penalmente dellattuazione degli obblighi previsti dalla Legge. Il Servizio, quindi, diventa linterlocutore dei lavoratori e dei rappresentanti per la sicurezza, e questo ancora non sarebbe un gran male, ma soprattutto diventa lorgano che provvede allattuazione delle misure previste dalla Legge, che è un compito spettante alla Linea Operativa costituita dal datore di lavoro, dal dirigente e dal preposto.

13 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 12 Frascati, 25 ottobre 2004 Quali sono le linee portanti portanti ai fini della individuazione degli obblighi giuridici (e delle conseguenti responsabilità) per i soggetti chiamati ad occuparsi di sicurezza

14 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 13 Frascati, 25 ottobre 2004 In materia di responsabilità, la prima linea portante introdotta con i decreti legislativi di origine comunitaria è la centralità della figura del datore di lavoro ; questo non è un concetto del tutto nuovo, nel senso che anche prima del 626, nella gerarchia dei soggetti tenuti ad applicare le norme in materia, il datore era al primo posto e in questo senso la sua posizione è rimasta immutata. La centralità del datore di lavoro nel 626 è un concetto giuridico più articolato, nel senso che il datore di lavoro non è più chiamato ad attuare a pioggia i singoli precetti della prevenzione, ma è obbligato a dotarsi di una rete organizzativa e gestionale che adesso diventa obbligatoria e la cui mancanza è penalmente sanzionata; quindi adesso non è più possibile al datore di lavoro adottare discrezionalmente qualsiasi modello organizzativo (come peraltro alcuni enti pubblici hanno continuato a fare).

15 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 14 Frascati, 25 ottobre 2004 La seconda linea portante del nuovo sistema di sicurezza è un obbligo di carattere gestionale: la valutazione del rischio, che viene poi tradotta nel c.d. piano di sicurezza: non si chiede più al datore il semplice rispetto dei singoli adempimenti, ma si chiede di valutare tutti i rischi connessi allattività e di tradurre questa valutazione in un documento che non solo specifica i criteri con cui si è valutato i rischi, ma contiene poi il programma [e i tempi] degli interventi con i quali il datore ritiene di dover fronteggiare i rischi che ha valutato; immediatamente dopo aver valutato i rischi il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie, altrimenti deriva a suo carico una ben precisa responsabilità penale (adempimento non delegabile).

16 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 15 Frascati, 25 ottobre 2004 La Valutazione del rischio non è un atto burocratico- documentale, e quindi va criticata la tendenza alla standardizzazione di tale valutazione. Ogni luogo di lavoro è diverso da un altro; le Strutture dellINFN si assomigliano come categoria generale ma poi ognuna ha delle specificità (ad. esempio i macchinari oppure le scale, le vie di fuga, la collocazione rispetto agli altri edifici...) Costituisce la CARTA DIDENTITA del luogo di lavoro.

17 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 16 Frascati, 25 ottobre 2004 La terza linea portante è costituita dagli obblighi di Formazione e Informazione: gli art. 21e 22 sono due momenti chiave del funzionamento dellintero sistema di prevenzione nei luoghi di lavoro. Il Legislatore, avvertendo una carenza diffusa nelle aziende private e pubbliche per la scarsissima preparazione soggettiva dei lavoratori in materia di sicurezza e igiene, ha inteso rimarcare tali obblighi trasformandoli in obblighi espliciti e specifici: Il datore di lavoro deve assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente in materia di sicurezza e salute e unadeguata informazione sui rischi e pericoli esistenti allinterno del luogo di lavoro.

18 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 17 Frascati, 25 ottobre 2004 [Quarta Linea Portante] Responsabilizzazione dei lavoratori: con il d.lgs. 626 si passa da un sistema che considerava il lavoratore soltanto come il soggetto da proteggere, cioè un mero creditore di sicurezza, ad una normativa che individua nel lavoratore un soggetto obbligato a farsi carico anche lui del dovere di sicurezza, quindi un soggetto responsabile, naturalmente con riferimento agli obblighi che la legge pone a suo carico (non è lui che deve comprare le macchine, nè renderle sicure....)

19 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 18 Frascati, 25 ottobre 2004 In ogni caso i lavoratori devono comunque conoscere e rispettare le regole della sicurezza, che sono di tale importanza e rilievo pubblico che il Legislatore ha voluto responsabilizzare il lavoratore stesso. Il sistema sicurezza vede nel lavoratore oltre che il beneficiario principale anche il protagonista operativo e quindi, nellinteresse suo e di quanti altri possano riportare lesioni da condotte colpose irresponsabili e sprovvedute, viene riproposta limportanza fondamentale del ruolo del lavoratore stesso che va, in questottica, formato informato e motivato per il perseguimento dellobiettivo della massima sicurezza e del rispetto delle norme antinfortunistiche. Ma perché il Legislatore ha previsto una responsabilitá penale anche per i lavoratori che sono (o dovrebbero essere) i primi beneficiari delle norme in materia di sicurezza ?

20 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa DATORE DI LAVORO DIRIGENTE PREPOSTO LAVORATORI 19 Frascati, 25 ottobre 2004

21 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 20 Frascati, 25 ottobre 2004 Chi è il datore di lavoro nellI.N.F.N. ? Il Direttore di Sezione/Laboratorio. (in base al c.d. decreto 626 bis ed alla interpretazione del Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri)

22 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 21 Frascati, 25 ottobre 2004 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Gruppo OTIS

23 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre Gruppo OTIS

24 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 23 Frascati, 25 ottobre 2004 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Gruppo OTIS

25 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 24 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS

26 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 25 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS

27 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 26 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS

28 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 27 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS

29 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Obblighi indelegabili del datore di lavoro (Art. 4 d.lgs. n.626/94) 1.Valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori 2.Elaborazione di un documento contenente una relazione sulla valutazione dei rischi, lindividuazione delle misure di prevenzione, il programma delle misure per garantire il miglioramento nel tempo della sicurezza. 3.Designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. 28 Frascati, 25 ottobre 2004

30 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 29 Che cosa significa obblighi indelegabili ? Che ne risponde personalmente il datore di lavoro. Frascati, 25 ottobre 2004

31 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Chi dirige il lavoro altrui deve farsi carico anche della sua incolumita Dipendenza amministrativa e direzione funzionale sono due concetti distinti.Dipendenza amministrativa e direzione funzionale sono due concetti distinti. La responsabilita della sicurezza e salute del lavoratore e di chi lo impiega. La responsabilita della sicurezza e salute del lavoratore e di chi lo impiega. 30

32 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 31 Frascati, 25 ottobre 2004 Chi accoglie nel proprio luogo di lavoro personale appartenente ad altre strutture (per contratto, per convenzione ecc.) - deve aver cura della sua sicurezza e salute; - non può adibirlo a lavorazioni pericolose o farlo lavorare in locali inadatti.

33 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 32 Quando il personale si reca a svolgere attività di ricerca in laboratori esterni, la responsabilità si trasferisce a quel laboratorio per tutto ciò che non è disciplinabile dal direttore di Sezione. Frascati, 25 ottobre 2004

34 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 33 Per non incorrere in errori nella gestione della sicurezza in trasferta e necessario osservare i seguenti principi : Il principio dell affidamento puo avere valore solo in un ambito di preventiva osservanza di una norma antinfortunistica: non fornire ai lavoratori attrezzature di lavoro sicure o non fornirle affatto costituisce gia di per se profilo di colpa rilevante per il datore di lavoro.Il principio dell affidamento puo avere valore solo in un ambito di preventiva osservanza di una norma antinfortunistica: non fornire ai lavoratori attrezzature di lavoro sicure o non fornirle affatto costituisce gia di per se profilo di colpa rilevante per il datore di lavoro. Il lavoratore deve essere in possesso di puntuale formazione, quindi il datore di lavoro deve assicurarsi che abbia ricevuto preventivamente una completa e specifica formazione.Il lavoratore deve essere in possesso di puntuale formazione, quindi il datore di lavoro deve assicurarsi che abbia ricevuto preventivamente una completa e specifica formazione. Va scelto il lavoratore idoneo : il datore di lavoro ha lobbligo di accertarsi che il lavoratore sia dotato della sufficiente esperienza e della sufficiente affidabilita e disciplina nellapplicazione delle norme e procedure di sicurezza.Va scelto il lavoratore idoneo : il datore di lavoro ha lobbligo di accertarsi che il lavoratore sia dotato della sufficiente esperienza e della sufficiente affidabilita e disciplina nellapplicazione delle norme e procedure di sicurezza. Frascati, 25 ottobre 2004

35 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 34 Sentenza Corte di Cassazione 21 maggio 2003 Infortunio sul lavoro accaduto allestero Il dipendente infortunato avrebbe dovuto essere stato preventivamente diffidato dalluso di apparecchiature e strumenti, quale la scaletta precaria, priva di ancoraggi di sicurezza al terreno, che invece egli dovette procurarsi per svolgere il lavoro che gli era stato richiesto di svolgere, sia pure allestero. Tale omissione di informazione e di formazione certamente ebbe a verificarsi in Italia e presso la sede della ditta della quale limputato era legale rappresentante, con conseguente giurisdizione del Giudice italiano, ai sensi dellart. 6 codice penale…… Frascati, 25 ottobre 2004

36 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre Segue … Sentenza Corte di Cassazione 21 maggio 2003 Infortunio sul lavoro accaduto allestero Lattestata e regolare assenza del datore di lavoro dai luoghi ove si svolgevano le attivitá dei propri dipendenti, senza nemmeno una delega delle proprie funzioni a soggetti idonei a fornire –in sua vece- quelle idonee garanzie atte a prevenire le situazioni di pericolo, costituisce di per sé consistente motivo di responsabilitá per la tipica culpa in vigilando che ne deriva Lattestata e regolare assenza del datore di lavoro dai luoghi ove si svolgevano le attivitá dei propri dipendenti, senza nemmeno una delega delle proprie funzioni a soggetti idonei a fornire –in sua vece- quelle idonee garanzie atte a prevenire le situazioni di pericolo, costituisce di per sé consistente motivo di responsabilitá per la tipica culpa in vigilando che ne deriva

37 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 36 Frascati, 25 ottobre 2004 Tre requisiti per essere esenti da responsabilità 1.Adeguamento tecnologico e organizzativo 2. Formazione 3. Vigilanza

38 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 37 Frascati, 25 ottobre 2004 Chi è tenuto a vigilare non incorre in colpa qualora: · effettua una verifica allinizio dellattività · fa un controllo periodico nel corso dellattività · se da tale controllo emerge una violazione interviene energicamente per farla cessare (vigilanza impositiva e non semplicemente dispositiva) Lobbligo di vigilanza nel corretto e sicuro svolgimento dei lavori permane anche quando sia stato nominato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Cassazione )

39 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 38 Frascati, 25 ottobre 2004 Il 90 % degli atti di citazione per infortuni sul lavoro si riferiscono alla violazione di tre articoli del d. lgs. 626: Art. 21 : Informazioni dei lavoratori Art. 21 : Informazioni dei lavoratori Art. 22 : Formazione dei lavoratori Art. 22 : Formazione dei lavoratori Art. 35 : Uso delle attrezzature di lavoro: obblighi del datore di lavoro Art. 35 : Uso delle attrezzature di lavoro: obblighi del datore di lavoro

40 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre Come si risolve il problema della sicurezza degli edifici di proprietà di unamministrazione ma concessi in uso ad un altro ente ?

41 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa – Gli adempimenti relativi agli interventi strutturali, di messa a norma e di manutenzione, necessari per assicurare la sicurezza delle infrastrutture e relativi impianti assegnati in uso allINFN, restano a carico dellUniversità. Gli obblighi relativi ai predetti interventi si ritengono assolti da parte del Direttore di Sezione con la richiesta del loro adempimento all Università competente. Ferme restando le responsabilità di cui ai punti precedenti, laddove le Parti ravvisino linteresse reciproco a procedere nellassolvimento degli adempimenti di cui al presente comma attraverso azioni congiunte, potranno stabilire le modalità di intervento mediante accordi specifici – L Università, fatto salvo lottenimento delle richieste autorizzazioni di Legge, consente allINFN di effettuare, previo accordo tra il Direttore del Dipartimento ed il Direttore della Sezione, eventualmente anche a spese dellINFN, modifiche di destinazioni duso e/o interventi di ristrutturazione dei locali, degli impianti e degli arredi messi a disposizione della Sezione, per la migliore utilizzazione ai fini dellattività di ricerca…. PROTOTIPO DI CONVENZIONE PER SEZIONI Frascati, 25 ottobre 2004

42 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa l attività dellISTITUTO hanno il dovere di attuazione degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza I.N.F.N.: GLI OBBLIGHI DI DATORE DI LAVORO, DIRIGENTI, PREPOSTI Il Datore di lavoro (direttore di Sezione) I Dirigenti (capigruppo) I preposti (responsabili dei servizi) esercitadirigonosovrintendono sullattuazione degli obblighi e degli adempimenti di sicurezza (c.d. vigilanza oggettiva ) hanno il dovere di vigilanza sullosservanza da parte dei singoli lavoratori (c.d. vigilanza soggettiva ) 41 Frascati, 25 ottobre 2004

43 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 42 Frascati, 25 ottobre 2004 Il termine "dirigente" in materia di sicurezza non sta ad indicare una qualifica formale, ma una FUNZIONE : sostituire il datore di lavoro in settori di attività nei limiti in cui il datore non può provvedere direttamente, e sempre che sia messo in condizione di agire in piena autonomia, cioè con il trasferimento dei poteri necessari per operare. Dirigente in materia di sicurezza

44 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 43 Lorganizzazione di un gruppo misto sotto la direzione funzionale di un capo-gruppo, comporta (per la Corte di Cassazione) la creazione di una funzione di Responsabilità di fatto che a sua volta determina una sorta di che a sua volta determina una sorta di Dirigente Di Fatto Frascati, 25 ottobre 2004

45 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 44 Frascati, 25 ottobre obblighi del dirigente …. Il Principio di effettivitá delle funzioni ha portato la Cassazione a considerare dirigente anche il soggetto che, pur non ricoprendo nellorganigramma tale posizione, aveva di fatto impartito lordine di effettuare un lavoro. Chi dà in concreto lordine di effettuare un lavoro assume di fatto la mansione di dirigente sicché ha il dovere di accertarsi che il lavoro venga fatto nel rispetto delle norme antinfortunistiche, senza lasciare ai lavoratori –non soliti ad eseguirlo- la scelta dello strumento da utilizzare.

46 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre ….effettuata (da parte del datore di lavoro) la Valutazione del rischio, inerente lesposizione a fumo passivo, compete ai dirigenti e ai preposti dare attuazione in modo concreto e rigoroso agli obblighi di protezione nei confronti dei lavoratori interessati (nella fattispecie è stata riconosciuta la responsabilità penale per omicidio colposo e di conseguenza quella risarcitoria civile, in capo ai dirigenti e preposti che non avevano impedito il decesso di una lavoratrice -già affetta da asma- dovuto a crisi respiratoria causata, sia pure solo in parte, dallinalazione di fumo passivo - Tribunale Milano ).

47 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 46 Frascati, 25 ottobre 2004 Corte di Cassazione Al preposto compete - in via autonoma - la direzione e la sorveglianza dei lavoratori per evitare che questi possano eseguire operazioni e manovre avventate. Ne consegue che, in caso di infortunio, la responsabilità del preposto non sarà mai oggettiva o di posizione, bensí fondata sullinosservanza di precisi obblighi correlati alla sua funzione di vigilanza.

48 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre La legislazione non dà una definizione di preposto, ma affianca ripetutamente a tale figura il verbo sovraintendere come riepilogativo della totalità dei suoi obblighi istituzionali. Figure classiche di preposto sono: caporeparto, capo-officina, capo servizio, capufficio. FUNZIONI DEL PREPOSTO COLLABORA ai fini dellattuazione delle misure di sicurezza decise ed organizzate dal datore di lavoro (o dal dirigente che lo rappresenta) per il concreto svolgimento dellattività lavorativa CONTROLLA che i lavoratori usino i dispositivi di sicurezza individuali e gli altri mezzi di protezione e si comportino in modo da non creare pericoli per sé e per gli altri. VERIFICA se, nello svolgimento delle lavorazioni, si presentino rischi imprevisti e prende le opportune cautele. ATTUA il piano di manutenzione delle macchine e predispone verifiche e controlli sulle stesse per garantirne la perfetta efficienza. SEGNALA prontamente al datore di lavoro pericoli e carenze dei sistemi di protezione. (Cassazione , , )

49 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 48 Frascati, 25 ottobre 2004 E irrilevante loccasionalità dellincarico dato di preposto a un certo soggetto. Anche se lincarico è occasionale, ciò non toglie che in rapporto a questo incarico egli svolga ed abbia tutti gli obblighi tipici del preposto. Cassazione Sono altresì irrilevanti anche i poteri di spesa : I dirigenti ed i preposti possono anche non avere grandi poteri decisionali e di spesa, ma hanno comunque il grande compito di rilevare e di segnalare, a chi possiede i poteri decisionali e di spesa, le situazioni di carenza nelle misure di sicurezza. Cassazione Esiste un preposto anche se non cè una formale nomina da parte del datore di lavoro : limportante è accertare lesistenza di un modello organizzativo che preveda una divisione di compiti con il datore di lavoro e la preminenza organizzativa di un certo soggetto, da considerarsi quindi preposto a tutti gli effetti, sugli altri lavoratori. Da ciò si ritiene provato che il soggetto svolge il ruolo di preposto. Cassazione

50 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 49 Frascati, 25 ottobre 2004 Il Preposto (e il Dirigente) ha obblighi di Legge soltanto se ha ricevuto una delega ? I preposti e i dirigenti rispondono in quanto preposti e dirigenti: non cè bisogno che il datore di lavoro abbia fatto un atto in cui affermi che tale soggetto assume gli obblighi in materia di sicurezza. Ad esempio il responsabile di un Servizio INFN di Officina Meccanica, per il fatto stesso di essere responsabile di questo Servizio (a mio avviso si tratta di un preposto) ha degli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro: non può non preoccuparsi di tutelare la sicurezza delle persone che operano nel Servizio. Questo vale per chiunque: il capoofficina, il caposquadra, il capo dellufficio personale…Questultimo, molto spesso, ritiene di esserne esente in quanto non sintende di sicurezza: no, invece, perché se capita un infortunio nellufficio del personale è un problema suo, perché dovrà dimostrare di essersi occupato di garantire la sicurezza del personale da lui coordinato.

51 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 50 Frascati, 25 ottobre 2004 E responsabile dei reati di cui agli art. 590 C.P. e 7 d.lgs. 626 il soggetto che, pur senza essere investito di delega volontaria da parte del datore di lavoro, svolga le funzioni di preposto ed abbia assunto in concreto il compito di accompagnare un lavoratore autonomo in un sopralluogo al fine di predisporre un preventivo di spesa. Linformazione verbale –ai lavoratori autonomi e alle ditte appaltatrici- dei rischi specifici esistenti nellambiente di lavoro è un obbligo di sicurezza che (benché posto a carico del datore di lavoro e del dirigente ex art. 7 d.lgs. 626) si svolge a livello meramente esecutivo-attuativo, per cui la sua concreta esecuzione, in relazione alla complessità e grandezza dellimpresa, spetta a coloro che in concreto operino a contatto con i lavoratori autonomi e quindi anche ai preposti (Pretore Tolmezzo )

52 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa ….. obblighi del preposto …. Quando le misure di sicurezza non sono rispettate dai lavoratori, il preposto non deve limitarsi a benevoli richiami, ma deve prontamente informare il datore di lavoro o il dirigente legittimato a infliggere richiami formali e sanzioni a carico dei lavoratori riottosi. Il richiamo può concretizzarsi nello strumento giuridico previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro…… 51 Frascati, 25 ottobre 2004

53 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Art. 28 – Codice disciplinare 4. La sanzione disciplinare del rimprovero verbale viene comminata nel rispetto della dignità personale del dipendente per le infrazioni di cui al presente comma, quando esse siano di lieve entità. Le sanzioni disciplinari, dal rimprovero scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione, si applicano, graduando lentità delle sanzioni in relazione ai criteri di cui ai commi 1 e 2, per le seguenti infrazioni: d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro, quando non ne sia derivato un pregiudizio per il servizio o per gli interessi dellEnte o di terzi. Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale Serie generale – n Frascati, 25 ottobre 2004

54 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Si tenga conto, a questo proposito che, talvolta, datore di lavoro, dirigente e preposto sono stati assolti in sede penale perché avevano effettuato dei richiami al lavoratore, quindi non avevano tollerato quella situazione di insicurezza; ciononostante il lavoratore aveva persistito nella condotta imprudente Frascati, 25 ottobre

55 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 54 Preposto alla vigilanza antinfortunistica Corte di Cassazione La presenza di un preposto alla regolarita del lavoro puo esimere il datore di lavoro dallobbligo della sorveglianza sulle operazioni al fine di evitare che si verifichino imprudenze da parte dei lavoratori. Frascati, 25 ottobre 2004

56 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Il Datore di Lavoro risponde per culpa in eligendo del comportamento del preposto inesperto alla direzione dei lavori, che lo stesso datore abbia mantenuto in servizio, malgrado la sua manifesta incompetenza e laltrettanto inadeguatezza del suo metodo di lavoro Cassazione 23 giugno

57 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Il dirigente e il preposto in materia di sicurezza prescindono dalla qualifica formale. Puoi organizzare strutturalmente un servizio ? Puoi dare istruzioni? Puoi dirigere il lavoro altrui ? In tal caso sei un dirigente. Sei incaricato di sovraintendere una certa procedura di sicurezza emanata da altri ? Sei incaricato di vigilare sui lavoratori ? Allora sei un preposto. Frascati, 25 ottobre

58 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa 57 Frascati, 25 ottobre 2004 Lavoratori Docenti Ricercatori Tecnologi Tecnici Amministrativi Docenti a contratto Collaboratori Studenti Dottorandi Borsisti Tirocinanti Specializzandi Assegnisti Frequentatori Cultori della materia Visitatori F.A.I. Co.co.co.

59 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 58

60 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 59

61 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 60

62 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 61

63 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 62

64 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 63

65 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 64

66 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004 Gruppo OTIS 65

67 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Gruppo OTIS 66 Paolo Villani I.N.F.N. – Pisa Frascati, 25 ottobre 2004

68 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Decreto Legislativo 19 dicembre 1994 n IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO-PENALE PRESCRIZIONE AL CONTRAVVENTORE CON TERMINE PER LA REGOLARIZZAZIONE Accertamento della contravvenzione Visita Ispettiva dellOrgano di Vigilanza Comunicazione al Pm della notizia di reato, ma sospensione del procedimento penale VERIFICA DELLA REGOLARIZZAZIONE ALLO SCADERE DEL TERMINE ADEMPIMENTO DELLA PRESCRIZIONE PAGAMENTO DI UNA SOMMA PARI A UN QUARTO DEL MASSIMO DELLAMMENDA PREVISTA PER LA CONTRAVVENZIONE COMMESSA COMUNICAZIONE AL PM DELLAVVENUTA REGOLARIZZAZIONE PROVVEDIMENTO DI ARCHIVIAZIONE ED ESTINZIONE DEL REATO MANCATO ADEMPIMENTO DELLA PRESCRIZIONE IL PROCEDIMENTO PENALE RIPRENDE IL SUO CORSO Frascati, 25 ottobre 2004

69 Paolo Villani © I.N.F.N. – Pisa Distribuzione responsabilità 2. Distribuzione responsabilità Tre principi 3. Tre principi Resp. penale A 4. Resp. penale A Resp. penale B 5. Resp. penale B Resp.=Potere A 7. Resp.=Potere A 8. Resp.=Potere B 8. Resp.=Potere B Principio effettività 9. Principio effettività Linea operativa/consultiva 10. Linea operativa/consultiva S.P.P. compiti 11. S.P.P. compiti Linee portanti 12. Linee portanti Centralità datore 13. Centralità datore Valutazione rischio A 14. Valutazione rischio A 15. Valutazione rischio B 15. Valutazione rischio B Formazione - Informazione 16. Formazione - Informazione Resp. lavoratori A 17. Resp. lavoratori A Resp. lavoratori B 18. Resp. lavoratori B Oggetto del seminario 1. Oggetto del seminario Gerarchia linea operativa 19. Gerarchia linea operativa Datore I.N.F.N. 20. Datore I.N.F.N. Datore Datore 3 Datore Datore Datore Datore 2 Datore Datore 4 Datore Datore 5 Datore Datore 6 Datore Datore 7 Obblighi indelegabili A 28. Obblighi indelegabili A Obblighi indelegabili B 29. Obblighi indelegabili B Dipendenza funzionale 30. Dipendenza funzionale 31. Chi accoglie personale 31. Chi accoglie personale Laboratori esterni 32. Laboratori esterni Sicurezza in trasferta 33. Sicurezza in trasferta Infortunio - Estero A 34. Infortunio - Estero A Infortunio – Estero B 35. Infortunio – Estero B Tre requisiti per esenzione resp. 36. Tre requisiti per esenzione resp. 37. Culpa in vigilando 37. Culpa in vigilando Vigilanza Giurisprudenza 53. Vigilanza Giurisprudenza. Atti citazione 38. Atti citazione. Edifici - domanda 39. Edifici - domanda. Edifici - risposta 40. Edifici - risposta. Schema INFN 41. Schema INFN. Dirigente - definizione 42. Dirigente - definizione. Dirigente di fatto A 43. Dirigente di fatto A. Dirigente di fatto B 44. Dirigente di fatto B. Fumo passivo 45. Fumo passivo. Preposto – obbligo vigilanza 46. Preposto – obbligo vigilanza. Funzioni preposto 47. Funzioni preposto. Preposto ex Cassazione 48. Preposto ex Cassazione. Preposto e delega 49. Preposto e delega. Preposto–sopralluogo per appalti 50. Preposto–sopralluogo per appalti. Preposto-benevoli richiami 51. Preposto-benevoli richiami. Art.28 CCNL Enti Ricerca 52. Art.28 CCNL Enti Ricerca. Preposto-Culpa in eligendo B 55. Preposto-Culpa in eligendo B. Sei preposto! 56. Sei preposto!. Lavoratore Lavoratore 1. Lavoratore Lavoratore 2. Lavoratore Lavoratore 3. Lavoratore Lavoratore 4. Lavoratore Lavoratore 5. Lavoratore Lavoratore 6. Lavoratore Lavoratore 7. Lavoratore Lavoratore 8. Lavoratore Lavoratore 9. Ispezione 67. Ispezione. Preposto-Culpa in eligendo A 54. Preposto-Culpa in eligendo A. Lavoratori 57. Lavoratori Frascati, 25 ottobre RC Assitalia 6. RC Assitalia


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