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Contaminazione da virus nella catena alimentare. I virus hanno bisogno di cellule vitali in cui replicarsi per cui non alterano i cibi; Le malattie virali.

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Presentazione sul tema: "Contaminazione da virus nella catena alimentare. I virus hanno bisogno di cellule vitali in cui replicarsi per cui non alterano i cibi; Le malattie virali."— Transcript della presentazione:

1 Contaminazione da virus nella catena alimentare

2 I virus hanno bisogno di cellule vitali in cui replicarsi per cui non alterano i cibi; Le malattie virali sono causate da poche particelle infettanti (da 1 a 100); L’escrezione virale con le feci è abbondante (fino a 10 miliardi di particelle/gr per i rotavirus); Sono frequenti i portatori asintomatici; I virus a trasmissione enterica sono senza involucro e quindi resistenti a fattori ambientali; La trasmissione dei virus dagli animali è rara ad eccezione del virus dell’epatite E; Data l’estrema contagiosità dei virus enterici, la via alimentare è la prima causa di epidemia, generalmente la diffusione secondaria è interumana.

3 Infezioni virali Virus causa di gastroenteriti Virus caratterizzati da modalità di trasmissione fecale-orale, ma che non causano malattia gastrointestinale Virus causa di malattia gastrointestinale nell’ospite immunocompromesso

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7 Diffusione alimentare dei virus

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11 VIRUS EPATITE A RNA Picornavirus  Singolo sierotipo nel mondo  L’uomo è l’unico ospite naturale  Stabile a pH basso  Inattivato da alte temperature, formalina, cloro Non dà infezione cronica  Infezione acuta o infezione asintomatica  Anticorpi protettivi si sviluppano dopo l’ infezione e conferiscono immunità per tutta la vita

12 Patogenesi Penetra per via orale Replicazione virale nel fegato Virus presente nel sangue e nelle feci giorni dopo l’infezione La secrezione del virus può continuare fino a 3 settimane dopo l’insorgenza dei sintomi

13 Periodo d’incubazione 28 giorni (15-50 giorni di intervallo) Malattia non specifica per epatite A Possibilità di malattia sintomatica direttamente correlata all’età Bambini solitamente asintomatici, adulti sintomatici Caratteristiche cliniche

14 Epidemiologia Serbatoio Uomo Endemica Trasmissione Fecale-orale Distribuzione temporale Nessuna Contagio2 settimane prima a 1 settimana dopo l’insorgenza della malattia

15 Settimane Risposta Malattia clinica ALT IgM IgG HAV nelle feci Infezione Viremia INFEZIONE DA VIRUS EPATITE A

16 CONCENTRAZIONE DEL VIRUS IN VARI LIQUIDI BIOLOGICI Viral Hepatitis and Liver Disease 1984;9-22 J Infect Dis 1989;160: Feces Serum Saliva Urine Body Fluids Infectious Doses per mL

17 Contatto stretto persona-persona (e.g., contagio familiare, contagio sessuale, asili) Acque e cibi contaminati (e.g., mani infette degli operatori) Sangue (rara) (e.g., drogati, raramente trasfusioni) TRASMISSIONE EPATITE A

18 Endemicità Tasso di malattia Età di Infezione Trasmissione Prima infanzia Tarda infanzia/ giovani adulti Giovani adulti Elevato Moderato Basso Molto basso Variabile Elevato Basso Molto bassoAdulti Persona-persona; epidemie non frequenti Persona-persona; epidemie alimentari Persona-persona; epidemie alimentari Viaggiatori; epidemie non frequenti MODALITA’ DI TRASMISSIONE

19 PREVENZIONE EPATITE A Igiene (e.g., lavaggio delle mani) Sanificazione (e.g., acque) Vaccinazione (pre-esposizione) Immunoglobuline (pre- e post- esposizione)

20 PREPARAZIONE DI VACCINI INATTIVATI Virus attenuato coltivato in fibroblasti umani Prodotti purificati inattivati con formalina Adsorbiti ad un adiuvante di idrossido di alluminio

21 Age Volume2-Dose Schedule Vaccine(yrs) Dose (mL)(mos) HAVRIX ® # (EL.U.*)0.50, 6-12 >181, , 6-12 VAQTA ® ## (U**)0.50, 6-18 > , 6-12 * EL.U. – Enzyme-linked immunosorbent assay (ELISA) units ** Units # has 2-phenoxyethanol as a preservative ## has no preservative VACCINI anti-EPATITE A

22 Pre-esposizione – Viaggiatori in regioni endemiche per HAV Post-esposizione (entro 14 giorni) Routine – Familiari e contatti intimi Situazioni specifiche – istituzioni (e.g., asili) – Stessa fonte di esposizione (e.g., cibo preparato da personale infetto) PREVENZIONE EPATITE A IMMUNOGLOBULINE

23 Hepatitis A in USA

24 Multistate outbreak of hepatitis A virus infections linked to pomegranate seeds from Turkey Confirmed outbreak-related cases of hepatitis A

25 Tassi di incidenza per abitanti dell’ epatite A, per il periodo in Italia biennio epidemia legata al consumo di frutti di bosco congelati in modo particolare nelle Regioni del Nord e del Centro Italia 1992, nel 1994 e nel 1997, i picchi epidemici associati al consumo di frutti di mare crudi in alcune Regioni dell’Italia meridionale Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta

26 Epatite A da frutti di bosco In Italia sono stati notificati casi di Epatite A dal 1/1/2013 al 28 /2/ 2014 Tutte le sequenze virali italiane disponibili, in totale 367, sono state confrontate con la sequenza di riferimento “outbreak” e con altri ceppi di riferimento corrispondenti ai diversi genotipi di HAV (IA, IB, IIA, IIB, IIIA, IIIB). Il 67.3% dei casi (247/367) presenta la sequenza “outbreak” (genotipo IA con sequenza KF182323) o una sequenza altamente correlata. La sequenza virale da frutti di bosco surgelati, identica a quella dei casi, suggerisce che tale alimento possa essere fonte comune di infezione. Nel rimanente 32.7% dei casi (120/367) si osserva la presenza di ceppi non correlati alla sequenza “outbreak”, di genotipo IA (24.5%), IB (7.9%) ed 1 solo caso di genotipo IIIA.

27 Cluster di Epatite A segnalati in EPIS/EWRS al L’attuale epidemia di epatite A ha colpito diversi Paesi europei (Italia, Irlanda, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Svezia). Si sono verificati 10 casi di Epatite A in turisti stranieri che hanno soggiornato in Italia causate da un virus appartenente al genotipo 1A con sequenza KF Nel luglio 2013, l’Irlanda e la Francia hanno segnalato casi di Epatite A associati al consumo di frutti di bosco, causati da un virus identico a quello dell’epidemia Italiana, senza storia di viaggi in Italia. In ottobre l’Olanda ha segnalato all’ ECDC 9 casi di Epatite A con sequenza identica a quella isolata nell’epidemia italiana, senza storia di viaggi in Italia. Pertanto l’epidemia è stata classificata come “multistate”, dal momento che coinvolge più di un paese europeo. Tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 hanno riportato casi con sequenza identica a quella italiana, in assenza di storia di viaggio in Italia, Gran Bretagna e Svezia. In 4 paesi del Nord Europa (Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia) dall’Ottobre 2012 all’Aprile 2013 sono stati segnalati 71 casi, di cui 28 confermati (ceppo HAV genotipo IB, diverso da quello italiano). La fonte di infezione è stata individuata epidemiologicamente in frutti di bosco surgelati. In 6 paesi UE da Novembre 2012 ad Aprile 2013 si sono verificati 80 casi di Epatite A, di cui 15 confermati (ceppo HAV genotipo IB, diverso da quello isolato nel focolaio precedente).

28 Analisi di tracciabilità sui frutti di bosco surgelati L’analisi comparata dei dati di tracciabilità ha avuto l’obiettivo di rappresentare le filiere distributive a monte dei lotti contaminati. Le ipotesi esplorate contemplavano sia la possibile contaminazione dei frutti freschi in fase di coltivazione e raccolta (contaminazione primaria), sia possibili meccanismi di contaminazione crociata nelle successive fasi di congelamento e distribuzione degli ingredienti. A tal fine sono state adottate le seguenti definizioni: Lotto confermato: lotto di frutti di bosco (marca frutti bosco + numero lotto) per il quale l’analisi di laboratorio abbia consentito di accertare la presenza da virus HAV in almeno un campione Lotto sospetto: lotto di frutti di bosco (marca frutti bosco + numero lotto) consumato da almeno un paziente con Epatite A con esordio clinico nel corso del 2013, esclusi i lotti confermati Prodotto possibile: marca di frutti di bosco consumata da almeno un paziente con Epatite A con esordio clinico nel corso del 2013, e per il quale non si hanno indicazioni sul numero di lotto.

29 Raccomandazioni del Ministero della Salute Sebbene tutti i lotti risultati positivi alle analisi siano stati prontamente ritirati e richiamati dal mercato, non si esclude l’eventualità che altri mix di frutti di bosco surgelati/congelati contaminati, diversi da quelli oggetto di allerta possano essere presenti sul mercato. Il Ministero della salute raccomanda, quindi, di consumare i frutti di bosco congelati/surgelati solo cotti, facendoli bollire (portandoli a 100°C) per almeno 2 minuti. Quindi: utilizzare i frutti di bosco surgelati solo per preparazioni portate a 100° (temperatura di ebollizione) per almeno 2 minuti, ad esempio salse o marmellate non impiegare i frutti di bosco crudi per guarnire i piatti (ad esempio la superficie di una crostata, semifreddi, yogurt ecc.) lavare accuratamente i contenitori e gli utensili usati per maneggiare i frutti di bosco scongelati.

30 Virus epatite E Virus ad RNA a singolo filamento sprovvisto di envelope appartiene al genere Hepevirus ed alla famiglia Hepeviridae

31 Distribuzione di HEV Rappresentano il 25% delle infezioni virali sporadiche non-ABC

32 Distribuzione dei genoptipi

33 Epidemiologia del virus dell’epatite E Genotipi 1-4 sono responsabili di infezione nell’uomo Genotipi 1 e 2 hanno come serbatoio l’uomo. L’infezione è spesso asintomatica. Genotipi 3 e 4 possono infettare l’uomo ed altre specie animali, quali roditori e suini. Genotipi 3 e 4 sono responsabili di antropozoonosi trasmesse per vie alimentare.

34 Epatite E - Caratteristiche cliniche Periodo d’incubazione: 40 giorni (15-60 giorni) Tasso di mortalità:1%-3% 15%-25% in gravidanza Severità malattia:Aumenta con l’età Cronicizzazione: negli immunodepressi

35 Infezione virus epatite E Settimane dopo l’esposizione Titolo Sintomi ALT IgG anti-HEV IgM anti-HEV Virus nelle feci

36 Epatite E a decorso cronico

37 Maggioranza dei focolai epidemici dovuti ad acque contaminate da feci Trasmissione da persona a persona è minima Infezioni di viaggiatori in aree endemiche per HEV Epatite E - Caratteristiche epidemiologiche

38 Evitare di bere acqua (e bibite con ghiaccio) non potabile, molluschi crudi, verdure crude e frutta non sbucciata IG da donatori di paesi occidentali non prevengono l’infezione Efficacia di IG da donatori di aree endemiche non è nota Vaccino? Misure di prevenzione e controllo per i viaggiatori nelle regioni endemiche

39 Molti virus trasmessi per via alimentare causano diarrea acuta nell’uomo e negli animali

40 Gastroenteriti da Rotavirus 7 gruppi (A-G: A, B e C infettano l’uomo ) ed 2 sottogruppi I,II ( quelli più frequenti nell’uomop ) sierotipi G-specifici (15: G1-G4 sono prevalenti ) and P-specifici (13)

41 Patogenesi gastroenterite da rotavirus Riduzione superficie intestinale Alterazione funzionale assorbimento Alterazione assorbimento per danno cellulare Stimolazione del sistema nervoso enterico Alterata permeabilità epiteliale Effetti enterotossigeni di proteina NSP4 (aumenta secrezioni cloruri Ca-dipendente)

42 sono la causa più frequente di diarrea nei bambini al di sotto dei 5 anni sono anche importanti agenti etiologici di gastroenterite acuta Dal 1972, anno in cui un calicivirus ( il virus di Norwalk) è stato identificato nelle feci, il numero di virus associati a gastroenterite acuta è progressivamente aumentato., che causano diarrea negli animali, sono ora essere stati dimostrati causare diarrea anche nell’uomo ROTAVIRUS ASTROVIRUSCALICIVIRUSADENOVIRUS ENTERICI CORONAVIRUSESPICOBIRNAVIRUSESPESTIVIRUSES TOROVIRUSES

43 Le gastroenteriti virali hanno due distiniti profili epidemiologici: - malattia endemica (diarrea infantile) - malattia epidemica (epidemie in vari gruppi di età).

44 La caratteristica delle infezioni da Rotavirus e Calicivirus è l’esordio acuto di vomito o diarrea (acquosa senza muco, sangue e leucociti). I virus sono rilasciati nelle feci fino a 3 settimane dopo la malattia. Caratteristiche cliniche delle gastroenteriti virali

45 VIRUS INFLUENZALI AVIARI Molti differenti sottotipi del virus influenzale di tipo A Frequentemente il sottotipo H5N1 Sono diffusi in Asia ed in Europa Orientale Sono spesso causa di epidemie del pollame Modalità di trasmissione: Saliva Secrezioni nasali Feci

46 TRASMISSIONE INTERSPECIFICA DEGLI ORTHOMYXOVIRUS DI TIPO A BARRIERE DI SPECIE I virus A degli uccelli non replicano normalmente nell’uomo e viceversa i virus dell’uomo non replicano negli uccelli RESTRIZIONE NELLA GAMMA DEGLI OSPITI La glicoproteina H (emoagglutinina) riconosce gli oligosaccaridi della membrana cellulare I recettori oligosaccaridici degli uccelli sono diversi da quelli dell’uomo

47 Recettori dei virus INFLUENZALI AVIARI nell’epitelio respiratorio I virus influenzali aviari riconoscono molecole di acido sialico legate a galattosio da legame  -2,3 (SA  -2,3 Gal), i virus influenzali umani recettori (SA  -2,6Gal), che sono i recettori più abbondanti di tutto il tratto respiratorio. I recettori (SA  -2,3 Gal) sono poco abbondanti sulle cellule epiteliali della mucosa nasale, mentre sono più abbondanti sulle cellule alveolari. Ciò spiegherebbe perché H5N1 può essere trasmesso dagli uccelli all’uomo, dove si replicherebbe nel basso tratto respiratorio, ma difficilmente da un uomo ad un altro.

48 TRASMISSIONE DEGLI ORTHOMYXOVIRUS DI TIPO A ALL’UOMO PASSAGGIO DIRETTO: dagli uccelli all’uomo DUE MODALITA’ POSSIBILI: un virus degli uccelli infetta l’uomo o il suino adattandosi ai recettori dei mammiferi (drift) un virus degli uccelli infetta l’uomo o il suino adattandosi ai recettori dei mammiferi (drift) un virus degli uccelli e un virus umano possono infettare contemporaneamente l’uomo o il suino e si verifica il riassortimento (shift) un virus degli uccelli e un virus umano possono infettare contemporaneamente l’uomo o il suino e si verifica il riassortimento (shift) RUOLO MEDIATORE DEL SUINO: Il suino possiede entrambi i recettori umani e aviari

49 TRASMISSIONE La trasmissione all’uomo avviene solo per contatto diretto con l’animale ammalato - specie se in scarse condizioni igieniche La trasmissione all’uomo avviene solo per contatto diretto con l’animale ammalato - specie se in scarse condizioni igieniche Non è stata dimostrata la trasmissione da uomo a uomo Non è stata dimostrata la trasmissione da uomo a uomo

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52 STRATEGIE PER EVITARE UNA PANDEMIA STRATEGIE A BREVE TERMINE vaccinazione e soppressione degli animali vaccinazione e soppressione degli animali vaccinazione delle persone che lavorano a contatto con gli animali contro l'influenza comune vaccinazione delle persone che lavorano a contatto con gli animali contro l'influenza comune limitazione dei viaggi nelle zone dove è stato rilevato limitazione dei viaggi nelle zone dove è stato rilevato

53 STRATEGIE A LUNGO TERMINE STRATEGIE A LUNGO TERMINE aumento delle norme igieniche negli allevamenti e riduzione dei contatti tra il pollame allevato e i volatili selvatici aumento delle norme igieniche negli allevamenti e riduzione dei contatti tra il pollame allevato e i volatili selvatici modifica delle norme di allevamento intensivo nelle regioni dove gli animali vivono in condizioni poco igieniche con le persone modifica delle norme di allevamento intensivo nelle regioni dove gli animali vivono in condizioni poco igieniche con le persone modifica delle norme per la vendita di polli incoraggiando l'acquisto di carni già macellate e confezionate al posto di animali vivi modifica delle norme per la vendita di polli incoraggiando l'acquisto di carni già macellate e confezionate al posto di animali vivi incremento della disponibilità del vaccino ad uso veterinario e diminuzione dei costi dello stesso incremento della disponibilità del vaccino ad uso veterinario e diminuzione dei costi dello stesso


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