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La l.r. 10 novembre 2014, n. 65 Sintesi delle principali novità in tema di disciplina urbanistica Avv. Enrico Amante Arezzo, 27 aprile 2015.

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1 La l.r. 10 novembre 2014, n. 65 Sintesi delle principali novità in tema di disciplina urbanistica Avv. Enrico Amante Arezzo, 27 aprile 2015

2 Premesse  La legge 65/2014 è frutto di…  Proposta di Giunta (pdl 282)  Emendamenti di Consiglio  Concertazione con AA.LL. (CAL) Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

3 Premesse  La legge 65/2014 consegue a… una lunga gestazione una rapida “chiusura”  contiene numerosi refusi nel drafting  non è allineata al d.l. “sblocca italia” come convertito Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

4 La copianificazione  La copianificazione (e la presupposta delimitazione del territorio urbanizzato) costituisce uno dei cardini concettuali della legge (parte urbanistica), insieme a: edilizia sociale (E.R.P.) - art. 63 rigenerazione urbana - artt. da 122 a 128 pianificazione strutt.intercomunale- art semplificazioni procedimentali - artt. da 29 a 35 – 111 e 112 Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

5 La copianificazione.  Per copianificazione si intende (nella legge 65/2014):  il parere obbligatorio e vincolante che la Regione deve rilasciare quale condizione per il perfezionamento di talune previsioni degli strumenti della pianificazione (territoriale e/o urbanistica)  parere che deve essere reso nell’ambito di una conferenza (di natura politica) tra Ente locale, Provincia, Regione e altri comuni interessati da effetti territoriali della previsione (conferenza di copianificazione) Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

6 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  Il territorio urbanizzato è costituito da i centri storici, le aree edificate con continuit à dei lotti a destinazione residenziale, industriale e artigianale, commerciale, direzionale, di servizio, turistico-ricettiva, le attrezzature e i servizi, i parchi urbani, gli impianti tecnologici, i lotti e gli spazi inedificati interclusi dotati di opere di urbanizzazione primaria. Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

7 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  Quindi, il perimetro: è stabilito ex lege e solamente declinato dal piano strutturale; rappresenta una fotografia dell ’ esistente (salva la rigenerazione e l ’ ERP) non è un “ progetto ” Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

8 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  L'individuazione del perimetro del territorio urbanizzato tiene conto: delle strategie di riqualificazione e rigenerazione urbana, ivi inclusi [?] gli obiettivi di soddisfacimento del fabbisogno di edilizia residenziale pubblica, laddove ci ò contribuisca a qualificare il disegno dei margini urbani. Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

9 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  Dunque: è possibile “ smarginare ” dall ’ esistente nella individuazione del perimetro del t.u.:  per esigenze di riqualificazione;  per il soddisfacimento di ERP sempre che ci ò “ contribuisca a qualificare il disegno dei margini urbani ” (cfr. A llegato 2 - Linee guida per la riqualificazione paesaggistica dei tessuti urbanizzati della città contemporanea) Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

10 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  NON costituiscono territorio urbanizzato: a) le aree rurali intercluse, che qualificano il contesto paesaggistico degli insediamenti di valore storico e artistico, o che presentano potenziale continuit à ambientale e paesaggistica con le aree rurali periurbane, cos ì come individuate dagli strumenti della pianificazione territoriale e urbanistica dei comuni, nel rispetto delle disposizioni del PIT; b) l ’ edificato sparso o discontinuo e le relative aree di pertinenza. Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

11 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  Il perimetro del territorio urbanizzato è individuato dal piano strutturale “ tenuto conto delle relative indicazioni del piano di indirizzo territoriale (PIT) ”  N.b. Nel PIT ciascuna scheda d ’ ambito contiene - nella parte relativa alle invarianti - la “ Carta del Territorio Urbanizzato ” ; cfr, art. 11 della disciplina Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

12 L’individuazione del perimetro del territorio urbanizzato  Le due regole “ auree ”  nel territorio non urbanizzato: non è consentita ex lege la previsione di nuovi insediamenti residenziali (art. 4: Non sono comunque consentite nuove edificazioni residenziali fuori del territorio urbanizzato) ogni previsione di nuova edificazione (diversa dal residenziale) è soggetta al parere obbligatorio e vincolante della Regione, da esprimersi in CdCP Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

13 Le ipotesi di copianificazione  Sono soggette alla CdCP:  A) le previsioni di trasformazione che comportano impegno di suolo non edificato all’esterno del perimetro del territorio urbanizzato, come definito all’articolo 4, commi 3 e 4, comprese quelle di cui all’articolo 64, comma 6 [i.e., la previsione di aree non agricole in territorio extraurbano ] Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

14 Le ipotesi di copianificazione  Sono soggette alla CdCP:  B) le previsioni di grandi strutture di vendita (o di aggregazioni di medie strutture aventi effetti assimilabili) a quelli delle grandi strutture, all’interno del perimetro del territorio urbanizzato, anche se si sostanziano in interventi di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente. Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

15 Le ipotesi di copianificazione  Sono soggette alla CdCP:  C) I Programmi aziendali pluriennali di miglioramento agricolo ambientale che prevedano deruralizzazioni a mio avviso, solo ove comportanti ulteriori impegni di suolo inedificato Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

16 Le ipotesi di copianificazione  La legge prevede talune eccezioni (previsioni che, pur comportando impegno di suolo extraurbano, non sono soggette alla CdCP): l’individuazione ad opera del PIT di ambiti territoriali per la localizzazione di interventi sul territorio di competenza regionale e relative prescrizioni; l’individuazione ad opera del PTC di ambiti territoriali per la localizzazione di interventi di competenza provinciale e relative prescrizioni; gli interventi di adeguamento delle infrastrutture lineari esistenti; gli interventi attinenti alla sicurezza e al pronto soccorso sanitario... Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

17 Struttura della CdCP  La conferenza di copianificazione decide a maggioranza [dei votanti]...  Il parere sfavorevole espresso dalla Regione è vincolante, salvo che in presenza di piano strutturale intercomunale, ed è espressamente motivato con riferimento ai profili di cui al comma (i.e., coerenza con il PIT, insussistenza di alternative, etc.) Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

18 Il procedimento di copianificazione  La CdCP verifica che: le previsioni proposte siano conformi al PIT; non sussistano alternative sostenibili di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e infrastrutture esistenti,  e indica gli eventuali interventi compensativi degli effetti indotti sul territorio. Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

19 La perequazione territoriale  I nuovi impegni di suolo comportanti effetti territoriali sovracomunali sono oggetto di perequazione territoriale ai sensi dell’articolo 102 con le modalità indicate dalla conferenza di copianificazione nel pronunciamento Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

20 La perequazione territoriale  La perequazione territoriale è finalizzata a redistribuire e compensare i vantaggi e gli oneri sia di natura territoriale che ambientale derivanti dalle scelte effettuate con gli strumenti della pianificazione territoriale ed urbanistica e presuppone la formalizzazione di un accordo tra gli enti locali interessati. Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

21 La perequazione territoriale  3. L’accordo di cui al comma 2, può prevedere la costituzione di un fondo finanziato dagli enti locali nel quale confluiscono i proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione relativi agli interventi oggetto dell’accordo, risorse proprie degli enti stessi, imposte locali sugli immobili e altre entrate fiscali, anche di scopo, inerenti la realizzazione degli interventi. Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

22 La perequazione territoriale  E se gli Enti partecipanti alla CdCP non raggiungono l’intesa sugli aspetti perequativi?  La localizzazione della previsione è subordinata all’intesa sulla perequazione territoriale?  Qual è il ruolo dei Comuni privi di diritto di voto ma interessati…? Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

23 Il nuovo ruolo della legge  La legge assume così una funzione inedita: non si limita ad enunciare degli obiettivi, ma è permeata di contenuti pianificatori  L’art. 4 sull’individuazione del territorio urbanizzato appare estratto da una disciplina di Piano strutturale comunale  Il legislatore si sostituisce così al pianificatore, confondendo i due diversi livelli. Tradizionalmente: alla legge spetta la definizione dei grandi obiettivi, degli atti e dei procedimenti ai piani, nei diversi livelli istituzionali, la definizione dei contenuti Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

24 Il nuovo ruolo della Regione  La minuziosa disciplina fa sì che la decisione sullo “smarginamento” assuma carattere di legittimità più che di opportunità (si tenderà a valutare le previsioni non in base al merito pianificatorio quanto alla conformità a legge) Firenze E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

25 Profili di sostenibilità della disciplina  La sostenibilità per gli Uffici regionali  La sostenibilità per gli Enti locali (2 anni per adeguarsi al PPR; tre o cinque anni per rifare il PS…) NB Se non fosse per il regime transitorio, rischio collasso immediato del sistema Arezzo 27 aprile 2015E. Amante

26 La pianificazione attuativa  Consistenti novità della legge 65/2014 concernono la pianificazione attuativa A) la previsione generalizzata dei P.A. per gli interventi di ristrutturazione urbanistica e per la “gestione” dei crediti edilizi compensativi (art. 107, comma 4). Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

27 La pianificazione attuativa  B) la minuziosa disciplina delle modalità di coinvolgimento delle proprietà minoritarie “resistenti” (art. 108)  Art. 27, comma 5, l. 166/2002 sui Programmi di riabilitazione urbana (TAR Toscana, Sez. I, 19 aprile 2012, n. 785 contra Cons. St. Sez. IV, 18 novembre 2014, n. 5661; 21 gennaio 2013, n. 323)  Art. 23 legge urb. in tema di comparto (3/4)  Art. 30 legge 457/78 in tema di PDR (3/4) Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

28 La pianificazione attuativa C) La dettagliata individuazione dei contenuti del Piano attuativo (art. 109) Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

29 La pianificazione attuativa D) La necessaria comunicazione sui tempi stimati per l’istruttoria (art. 111, comma 2: entro 60 gg dalla proposizione sono comunicati al proponente i tempi stimati per l’adozione)  Il tema dell’art. 22 l. 136/1999: Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

30 La pianificazione attuativa E) l’approvazione “per silentium” in caso di mancanza di mancata presentazione di osservazioni (art. 111, comma 5: … Qualora non siano pervenute osservazioni, il piano diventa efficace a seguito della pubblicazione sul B.U.R.T. dell'avviso che ne d à atto). Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

31 La pianificazione attuativa  F) L’introduzione di particolari ipotesi di varianti semplificate al P.A. (art. 112) Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante

32 La pianificazione attuativa  Restano invarianti altri tradizionali temi, quali: La decadenza quinquennale delle previsioni di piano operativo che demandano alla pianif. attuativa (art. 95) La sorte del piano attuativo decorsi dieci anni dalla approvazione La competenza alla approvazione (giunta o consiglio?) Colle val d’Elsa 9 aprile 2015E. AmanteArezzo 27 aprile 2015E. Amante


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