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BAMBINI IPERATTIVI E DISATTENTI A SCUOLA Giorgia Sanna – Pedagogista 18 aprile 2015 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

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Presentazione sul tema: "BAMBINI IPERATTIVI E DISATTENTI A SCUOLA Giorgia Sanna – Pedagogista 18 aprile 2015 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -"— Transcript della presentazione:

1 BAMBINI IPERATTIVI E DISATTENTI A SCUOLA Giorgia Sanna – Pedagogista 18 aprile /07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

2 … e poi c’è la SCUOLA 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

3 Difficoltà di comunicazione scuola-famiglia 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - Insegnanti Informati dall’Infanzia danno tempo al bambino e rassicurano i genitori, che poi convocano a scuola Confermano la disponibilità, ma elencano le azioni inadeguate del bambino e il grado di disturbo che provoca Genitori Già in difficoltà a casa, spesso arrivano sulla difensiva Difendono il bambino, minimizzano i comportamenti inadeguati e pensano “eccessive” alcune richieste della scuola Si sentono inadeguati come genitori e vivono il figlio come un “piccolo mostro”; devono accettare le lamentele di tutti e accettare che il bimbo non “matura”

4 Difficoltà di comunicazione scuola-famiglia 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - Insegnanti Pensano a carenze educative o problemi familiari Si incrementa la “sensibilità” ai comportamenti negativi Aumentano note e comunicazioni Non vedono miglioramenti e diminuisce la disponibilità a comprendere il disturbo, anche per l’idea che la famiglia non faccia la sua parte Genitori Pensano, in modo consolatorio, che siano gli insegnanti a non saper gestire il figlio Difendono il bambino, minimizzano i comportamenti inadeguati e pensano “eccessive” alcune richieste della scuola Cresce la sensazione di impotenza (possono solo punire) e diminuisce l’effetto sul comportamento del bambino

5 Rapporto scuola-famiglia Quindi che si può fare? Proporre soluzione intrascolastiche: Noi abbiamo pensato di fare queste cose Frequenti comunicazioni scuola-famigliacomunicazioni Leggere in modo obiettivo il comportamento del bambino: 1.Quali potenzialità 2.Scopi del suo comportamento scorretto 3.Quali fattori contingenti influenzano, positivamente e negativamente 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

6 Favorire l’efficacia dell’insegnante 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - Accettare il disturboConoscere il disturboRestare calmiMantenere delle routine e regolaritàFare richieste chiare e comunicare con chiarezza

7 Favorire l’efficacia dell’insegnante 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - Conoscere gli elementi che scatenano le crisiEssere positiviUtilizzare tecniche di gestione efficaci e coerentiCondividere i problemi

8 Difficoltà nell’ascolto, nel portare a termine i lavori, mancata inibizione dell’impulsività, scarsa organizzazione del lavoro e dei materiali. Apprendimento scolastico In generale il rendimento scolastico risulta inferiore a quello atteso in base alle potenzialità cognitive

9 Lavori lunghi Compiti che richiedono organizzazione e pianificazione (es. problemi) Studio orale Prendere appunti Prove di comprensione del testo Produzioni del testo (senza un metodo specifico) Interrogazioni che richiedano discorsi articolati ed esaustivi, specie su argomenti studiati un po’ di tempo prima I compiti più difficoltosi

10 Una grande variabilità di prestazioni Quali sono i fattori che influenzano le prestazioni? Il momento della giornata La fatica L’incremento della complessità del compito La richiesta di strategie più sofisticate Il livello di stimolazione ambientale Una serie di immediate contingenze associate al compito La presenza di un supervisore adulto

11 ADHD e Disturbi dell’apprendimento DAS ADHD Scarsi risultati scolastici portano a scarsa motivazione, quindi disattenzione e iperattività ADHD DAS I sintomi del ADHD causano basse prestazioni scolastiche DAS ADHD Esiste una comorbidità su base neurobiologica comune

12 Qual è il cuore del problema? 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

13 Non riesce a regolare Concentrazione e attenzione sostenuta; completamento del lavoro Comportamento motorio; goffaggine; atti pericolosi Autostima; autoefficacia; ruoli gratificanti Comp. Sociale Rispetto delle regole Motivazione; impegno e sforzo Impulsività; disordine nel lavoro Gestione delle emozioni; tolleranza della frustrazione Pianificazione e soluzione di problemi; selezione delle info rilevanti

14 Eteroregolando! Come aiutare chi ha scarso autocontrollo? 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - Predisporre un ambiente facilitante

15 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - OSSERVAZIONE COMPORTAMENTALE In situazioni non strutturate Durante attività ripetitive In situazioni noiose In presenza di molte distrazioni Con sorveglianza minima Quando si richiede attenzione sostenuta o sforzo mentale Durante attività al proprio ritmo In situazioni altamente strutturate In situazioni nuove Quando il bambino è impegnato in attività interessanti Quando il bambino viene seguito individualmente In un contesto controllato e sorvegliato Quando vengono elargite frequenti ricompense L’ADHD peggiora particolarmente L’ADHD può non essere osservabile

16 Nei bambini con Adhd spesso le azioni negative non sono intenzionali, ma vi è scarsa capacità di prevedere le conseguenze I bambini con Adhd: sottovalutano i pericoli non si rendono conto di ferire gli altri compiono azioni «scorrette» senza prevedere la punizione Prevedere ciò che accadrà è alla base del processo decisionale 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

17 I bambini iperattivi e disattenti e l’ambiente...Quando si è iperattivi qualcosa funziona diversamente… mancanza di inibizione scarse capacità di gestione dello sforzo e di autoregolazione percezione del tempo COSA SUCCEDE IN PRATICA? Nell’interazione, allora, diventa necessario essere: ESSENZIALI FEEDBACK IMMEDIATI RAPIDI 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

18 1.Predisposizione di un contesto scolastico facilitante 2.Individuazione di modalità didattiche funzionali 3.Interventi sul comportamento Si struttura in 3 linee: Intervento in ambito scolare 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

19 1.Predisposizione di un contesto facilitante 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - Organizzazione degli spazi: ordinato ≠ organizzato Routine e regole: aumento capacità di previsione e autoregolarsi Attività strutturate nei momenti liberi e di transizione: diminuzione dei tempi «vuoti» di attesa Organizzazione dei materiali: prevedibilità

20 Definire tempi di svolgimento e difficoltà dei compiti Modalità che favoriscono la tenuta attentiva (ad es. spezzettare i compiti,..) Procedure di controllo del lavoro Regole che contrastino l’impulsività Peer tutoring, Apprendimento cooperativo Il bambino ADHD fa lezione alla classe Attività con il computer 2. Didattica 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

21 Osservare: cosa accade e quando cosa faccio prima o cosa dopo come è il bambino quando è tranquillo quando sta per… ci sono segnali anticipatori? Fornire informazioni di ritorno: va bene così; non così ma… (diamo sempre l’informazione di quello che va bene) Selezionare comportamenti da modificare (incrementare o estinguere): non possiamo agire su tutto, necessario fissare degli obiettivi su alcuni aspetti 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - 3. Intervento sul comportamento

22 Utilizzo della gratificazione: i rimproveri e cosa non va di loro lo conoscono bene, glielo diciamo continuamente Utilizzo di contratti comportamentali: essere espliciti e condividere cosa si intende fare Punire solo se necessario: dopo aver prima lavorato su punti di forza e accordi con contratti educativi Favorire l’uso delle comunicazioni di merito: quando fanno bene comunichiamolo alla famiglia formalmente 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista - 3. Intervento sul comportamento

23 TRASMETTERE REGOLE EFFICACI 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

24 COME FORMULARE LE REGOLE e QUANDO USARLE REGOLE EFFICACI e INEFFICACI – Descrizioni mirate piuttosto che descrizioni vaghe di un comportamento: Se vuoi imparare a fare i triangoli esegui 1 scheda al giorno (descrizione precisa). Se vuoi migliorare nel fare le cornici ne devi farne molte (descrizione vaga); [da Garry M. Pear J. (2000) (trad. Italiana a cura di Moderato P. e Rovetto F.), Strategie e tecniche per il cambiamento, McGraw-Hill, Milano] 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

25 COME FORMULARE LE REGOLE e QUANDO USARLE REGOLE EFFICACI e INEFFICACI – Conseguenze certe piuttosto che conseguenze improbabili: Ogni volta che riordini l’angolo libri alla fine avrai 3 figurine (probabile); Lavarsi le mani prima di prendere la caramella, ma i bambini sanno che la maestra non verifica questa regola (conseguenza improbabile). [da Garry M. Pear J. (2000) (trad. Italiana a cura di Moderato P. e Rovetto F.), Strategie e tecniche per il cambiamento, McGraw-Hill, Milano] 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

26 COME FORMULARE LE REGOLE e QUANDO USARLE REGOLE EFFICACI e INEFFICACI – Scadenze definite piuttosto che mancanza di scadenze. Entro quanto tempo deve essere fatto X? Quanto tempo per X? Il premio arriva dopo X… [da Garry M. Pear J. (2000) (trad. Italiana a cura di Moderato P. e Rovetto F.), Strategie e tecniche per il cambiamento, McGraw-Hill, Milano] 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

27 ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE ATTIVITA’ L’ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI - La disposizione dei banchi: -può favorire la partecipazione del bambino ADHD e del resto della classe; in relazione alla situazione da gestire si può valutare quale sia l’organizzazione migliore; -Considerare NON solo la dislocazione spaziale dei banchi MA anche quali interazioni con l’ambiente, con i pari e l’insegnante è possibile ne scaturiscano. Allo scopo è utile porsi alcune domande … 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

28 ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE ATTIVITA’ Dalla cattedra si vede il bambino? È favorito lo scambio sguardo insegnante- bambino? - È facilmente raggiungibile? 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

29 ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE ATTIVITA’ Ha compagni vicino a lui e come sono questi bambini? Tranquilli o vivaci? Circondare il bambino ADHD di MODELLI POSITIVI, spt. se il bambino li considera tali. Se un bambino si alza con quanti compagni entra in contatto? E’ rivolto verso la finestra? Quanti compagni osserva dal suo posto? 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

30 ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE ATTIVITA’ POTENZIALI DISTRATTORI ALL’INTERNO DELL’AULA: Cartelloni Cestino Porta Finestre Orologio Compagni vicini Armadi/librerie E’ difficile eliminare tutte le fonti di distrazione MA è importante tenerne conto nella disposizione e nell’organizzazione dell’aula. 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

31 LE ATTIVITA’ DIDATTICHE 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

32 ORGANIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE ATTIVITA’ «ADHD E COMPITI A CASA» (Daffi e Prandolini, Erickson) 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

33 Materiali e strumenti ordinati: A che cosa serve una cassetta degli attrezzi: Selezionare i materiali Scegliere solo quelli utili per il compito Come si usa: Verificare giornalmente e prima del compito il contenuto Chiedersi cosa: mi serve per questo compito? Si prende solo quello che serve nell’immediato Mentre si svolge il compito la cassetta rimane chiusa Dopo il compito si ripone tutto nella cassetta La cassetta rimane accessibile al bambino pur con le regole di cui sopra 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

34 La parete delle informazioni: Menu del giorno A che cosa serve: Ritrovare facilmente tutte le informazioni Ridurre il rischio di distrazione Favorire l’organizzazione. Utile anche per il docente Focalizzare l’attenzione dell’alunno su dati o avvisi che l’adulto ritenga importanti. Come si usa: La parete delle informazioni va sempre mantenuta aggiornata e visibile al bambino, per questo non è consigliabile scegliere un ambiente che preveda di montare e smontare all’occorrenza lo spazio informazioni. 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

35 Il tempo per rigenerarsi: A che cosa serve: 1: La consegna. Prima dell’avvio delle attività consegneremo al nostro alunno le ricaricard. Atteniamoci alla regola secondo la quale il soggetto ADHD ha un tempo di azione di circa 15/20 minuti (ovviamente molto dipende dall’età e dal tipo di compito, ogni tutor dovrà scoprire la durata “ideale” di una proficua sezione di lavoro procedendo, almeno all’inizio, per prove ed errori). Se ipotizziamo 1 ora di attività effettiva per portare a termine tutti i compiti possiamo consegnare al bambino 1 carta cambio attività, 2 pit stop e una pausa, rimanderemo ovviamente la merenda al termine dei compiti. Se ipotizziamo 2 ore di attività effettiva dovremo invece consegnare tutte le carte presenti nell’allegato (2 cambio attività, 3 pit stop, 3 pause e 1 merenda). Non è consigliabile prevedere più di 2 ore di effettivo lavoro sui compiti per un bambino con disturbo dell’attenzione e/o iperattività, ciò significherebbe chiedere troppo al bambino e rischiare di non ottenere i risultati attesi 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

36 Il tempo del compito: A che cosa serve: Il righello dà al soggetto la possibilità di riconoscere in ogni momento in quale sottofase del compito si trova e, di conseguenza, cosa viene lui richiesto in quel particolare stadio. A sostegno delle competenze meta cognitive e della gestione del tempo vi è l’aggiunta di una finestrella dove inserire l’ora di inizio della fase corrente. 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

37 I tempi dei compiti: il puzzle intelligente 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

38 I tempi dei compiti: il puzzle intelligente 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

39 I tempi dei compiti: il puzzle intelligente 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

40 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

41 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -

42 GRAZIE PER L’ATTENZIONE 17/07/2015 Giorgia Sanna - Pedagogista -


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