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Oggi ieri nell’edizione manzoniana. Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi,

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Presentazione sul tema: "Oggi ieri nell’edizione manzoniana. Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi,"— Transcript della presentazione:

1 oggi ieri nell’edizione manzoniana

2 Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

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4 Cittadina della Lombardia che sorge sulle sponde del braccio meridionale del lago di Como, vicino al punto in cui esso si restringe diventando simile al corso di un fiume (come descritto nel cap. I): all'epoca della vicenda era poco più di un borgo di campagna e il paesino dei due promessi sposi si trova non lontano da lì, essendo una delle "terre" che si trovano nel suo territorio, nei pressi del ponte di Lecco. cap. Ipaesino

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7 Fu costruito da Azzone Visconti tra il 1336 e il Di importanza strategica per la vicinanza del confine veneziano, era fortificato e presidiato da una guarnigione con un proprio autonomo castellano.

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10 E’ l’unica parte delle fortificazioni di origine viscontea sopravvissuta integra agli abbattimenti decretati alla fine del secolo XVIII. Il Borgo fortificato, di forma triangolare, era completamente cinto dalle mura difensive fin dal tempo di Azzone Visconti. Il castello vero e proprio nel Seicento ospitava la guarnigione spagnola di cui parla Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi e occupava una superficie di circa metri quadri. La costruzione dava da un lato verso l’attuale p.za XX settembre e dall’altro verso un porticciolo cintato.

11 È l'inespugnabile fortezza in cui vive e opera l'innominato, situata in un punto imprecisato lungo il confine tra il Milanese e il Bergamasco e distante non più di sette miglia dal palazzotto di don Rodrigo: il luogo è descritto all'inizio del cap. XX, quando il signorotto vi si reca per chiedere l'aiuto del potente bandito nel rapimento di Lucia e fin dall'inizio si presenta come un castello truce e sinistro, specchio fedele della personalità del signore che vi risiede.innominato Bergamasco palazzottodon Rodrigo cap. XXLucia

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13 È la residenza di don Rodrigodon Rodrigo Sorge come una piccola fortezza squadrata su un'altura, a circa tre miglia dal paese e a quattro dal convento di Pescarenico: è descritto nel cap. V, quando padre Cristoforo si reca lì per parlare con il nobile nel vano tentativo di farlo recedere dai suoi propositi su Lucia,Pescarenicocap. Vpadre CristoforoLucia

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17 Piccolo centro a sud del ponte di Lecco, posto sulla riva sinistra dell'Adda nel punto in cui il lago di Como si restringe (come spiegato nella celebre descrizione iniziale del cap. I): all'epoca della vicenda del romanzo era un minuscolo villaggio di pescatori, mentre attualmente è un sobborgo industriale della stessa cittadina di Lecco.LeccoAdda cap. I

18 È il recinto di forma rettangolare posto esternamente alle mura di Milano, vicino a Porta Orientale, destinato al ricovero degli appestati durante l'epidemia di peste del 1630.Milanopeste

19 Sorge nel XV secolo per accogliere i malati di peste. Deve la fama ai Promessi Sposi. Nel '900 è demolito. Oggi in Porta Venezia ne resta uno spicchio, circondato da tanti locali

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21 Il presente lavoro è in fase di elaborazione, in quanto si arricchirà dei contributi degli alunni Prof.ssa Scaffidi Limbiate, 29 ottobre 2014


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