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DIDATTICA E LABORATORIO DELLA LETTERATURA ITALIANA Prof.ssa Francesca Maria Vanini.

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Presentazione sul tema: "DIDATTICA E LABORATORIO DELLA LETTERATURA ITALIANA Prof.ssa Francesca Maria Vanini."— Transcript della presentazione:

1 DIDATTICA E LABORATORIO DELLA LETTERATURA ITALIANA Prof.ssa Francesca Maria Vanini

2 10 giugno 2014 – Sommario (A043) La scuola e la voce degli scrittori: Pasolini La programmazione e la progettualità nella didattica e nella didattica della letteratura italiana Come programmare alla luce delle Indicazioni nazionali ministeriali Definizione di: 1. Obiettivi formativi, 2. Unità di Apprendimento, 3. Assi culturali, 4. Capacità/conoscenze/abilità/competenze, 5. competenze chiave per l’apprendimento permanente

3 Pier Paolo Pasolini “Il lavoro del maestro è come quello della massaia, bisogna ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell’indifferenza. (…) per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose e emozionanti…” [Bisogna tener conto] "in concreto delle contraddizioni, dell'irrazionale e del puro vivente che è in noi. (...) Può educare solo chi sa cosa significa amare.” Pier Paolo Pasolini, Romans [Guanda 1994]

4 Programmare consente di… Raggiungere più efficacemente gli obiettivi Sviluppare e perfezionare l’affiatamento e l’efficienza del gruppo di lavoro (consiglio di classe, collegio docenti, dipartimento, équipe progettuale, ecc.) Individuare strategie didattiche e di apprendimento duttili e adattabili alle diverse situazioni e ai diversi contesti Scegliere percorsi didattici e di apprendimento miranti al raggiungimento degli standard richiesti anche mediante opportune selezioni che non mortifichino né la didattica, né il conseguimento dei risultati Monitorare costantemente il processo di apprendimento Giungere a una valutazione e a un’autovalutazione più consapevoli

5 Obiettivi formativi Si legge nelle Indicazioni nazionali: “Il cuore del processo educativo si ritrova, quindi, nel compito delle istituzioni scolastiche e dei docenti di progettare le Unità di Apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi […] e volte a garantire la trasformazione delle capacità di ciascuno in reali e documentate competenze.” (Indicazioni nazionali scuola sec. 1° grado)

6 Fasi principali della Programmazione 1. Analisi della situazione di partenza: composizione della classe/destinatari del progetto (numero, provenienza, contesto, ecc.) 2. Accertamento del possesso dei prerequisiti e di conoscenze/abilità/competenze pregresse preventivamente verificate in ingresso Definizione di: 3. Obiettivi formativi abilità/competenze 4. OSA (Obiettivi specifici di apprendimento) 5. Scansione in Unità di apprendimento 6. Tempi 7. Mediazione didattica: metodologie, modalità didattiche che si intende adottare (anche per singole unità) e strumenti 8. Verifiche: diverse tipologie da adottare (anche per unità), descritte con precisione 9. Valutazione (Importante!!!): illustrata anche con allegati contenenti schemi o griglie apposite e/o certificazione delle competenze acquisite 10. Predisposizione di attività di recupero (IDEI)

7 Obiettivi formativi: caratteristiche “Gli OF sono collocati al centro dell’UA perché rappresentano, a tutti gli effetti, il centro o il perno attorno a cui tutta l’UA ruota. Devono avere: a. unità interna (relativamente autonomi e isolabili per unificare il fine formativo) b. articolazione (conoscenze, abilità, competenze…) Devono essere: a. adatti (se intersecano effettivamente capacità già disponibili di quel alunno e quella classe) b. significativi (se mettono in tensione queste capacità, indirizzandole verso un guadagno percepito come importante: delle competenze ben delimitate e concrete, senso, motivazione) Devono dire: a. ciò che c’è da imparare e assimilare trasformandolo in competenza concreta, il compito unitario in situazione b. come si deve imparare e assimilare specificando gli standard” (Puricelli E., Le Unità di apprendimento e gli obiettivi formativi, in Scuola e Didattica, 15/10/2003)

8 Didattica Apprendimento 4 assi culturali Competenze chiave di cittadinanza Competenze Conoscenze Abilità Competenze : l’agire basato sulle conoscenze ed abilità acquisite, adeguato, in un determinato contesto, a rispondere in modo soddisfacente e socialmente riconosciuto, a un bisogno, o a risolvere un problema Conoscenze: assimilazioni di informazioni relative a un settore (teoriche e pratiche). Abilità : applicazione di conoscenze per portare a termine compiti e risolvere problemi. Sono cognitive e pratiche.

9 ASSI CULTURALI (All. al DM 139 del 22/08/2007) I contenuti degli Assi culturali previsti dall’allegato al relativo Decreto ministeriale, infatti, rappresentano un opportuno tentativo di verticalizzazione del curriculum di studi (comprendendo peraltro anche “conoscenze e abilità” da raggiungere già al termine del primo ciclo di istruzione secondo le relative Indicazioni vigenti) finalizzato al raggiungimento di uno “zoccolo di saperi e competenze” comune ai percorsi liceali, tecnici e professionali e ai percorsi dell’istruzione e dell’istruzione e formazione professionale. Uno “zoccolo comune”, dunque, da integrare e declinare a seconda delle specificità dei percorsi.

10 ASSI CULTURALI (All. al DM 139 del 22/08/2007) Asse linguisticoAsse matematico Asse tecnologico- scientifico Asse storico sociale

11 DEFINIZIONI (Bertagna G., Dalle conoscenze/abilità alle capacità/competenze: il significato pedagogico e metodologico di una transizione )  “Capacità. Per capacità si intende una potenzialità, una propensione dell’essere umano, nel nostro caso dell’allievo, a fare, pensare, agire in un certo modo. Riguarda ciò che una persona può fare, pensare e agire, senza per questo aver già trasformato questa sua possibilità (poter essere) in una sua realtà (essere). Si può dire che riguardino la sua “natura”.  Conoscenze sono il prodotto dell’attività teoretica dell’uomo. Nella scuola, sono soprattutto quelle ricavate dai risultati della ricerca scientifica, accumulatisi nella «cultura» di una civiltà. Riguardano, quindi, il sapere che una società intende trasmettere alle nuove generazioni, e non obliare, perché, a suo avviso, non è solo «importante e valevole» in sé, ma anche perché, se interiorizzato, è ritenuto particolarmente generativo, condizione per l’ulteriore e inesauribile potenziamento di sé.  Abilità sono la condizione e il prodotto della razionalità tecnica dell’uomo. Sono anch’esse sapere, ma del fare: si riferiscono, quindi, al saper fare. Non sono fare, ma appunto un fare di cui si sanno, si comprendono le ragioni, le procedure, gli scopi, i prodotti  Competenze. Sono l’insieme delle buone capacità potenziali di ciascuno portate al miglior compimento nelle particolari situazioni date: ovvero indicano quello che siamo effettivamente in grado di fare, pensare e agire, adesso, nell’unità della nostra persona, dinanzi all’unità complessa dei problemi e delle situazioni di un certo tipo (professionali e non professionali) che siamo chiamati ad affrontare e risolvere in un determinato contesto.”

12 ALLEGATO alla Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente. (18/12/2006) 1. comunicazione nella madrelingua; 2. comunicazione nelle lingue straniere; 3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4. competenza digitale; 5. imparare a imparare; 6. competenze sociali e civiche; 7. spirito di iniziativa e imprenditorialità e 8. consapevolezza e espressione culturale

13 Fase progettuale di un’UA “esplicitazione di uno o più obiettivi formativi integrati, ossia individuazione e articolazione dell’apprendimento unitario da promuovere;” “pianificazione della mediazione didattica, ossia scelte metodologiche, attività, aspetti organizzativi, tempi, ecc.;” “indicazione delle modalità di verifica e certificazione, o meglio di controllo e documentazione degli esiti.” (Puricelli E., Le Unità di apprendimento e gli obiettivi formativi, in Scuola e Didattica, 15/10/2003)

14 Fase progettuale di un’UA “Progettazione a bassa risoluzione: inizialmente le UA non potranno che essere uno schema con pochi contenuti essenziali che si andrà riempiendo e completando strada facendo. Una programmazione così concepita tende ad assumere i caratteri di un diario di bordo: solo a queste condizioni la funzione ideativa non sarebbe concentrata all’inizio, ma presente e diffusa in ogni momento del processo, come attività di aggiustamento, articolazione e progressiva chiarificazione al servizio dell’apprendimento, a partire dall’operare concreto.” (Puricelli E., Le Unità di apprendimento e gli obiettivi formativi, in Scuola e Didattica, 15/10/2003)

15 Bibliografia Baldacci M., “Tra Unità Didattica e Unità di Apprendimento”, Estratto parziale da Unità didattica, in “Voci della scuola” IV, Tecnodid, Napoli, 2004 Baldacci M., Unità di apprendimento e programmazione, Napoli, Tecnodid 2005 Bertagna G., Dalle conoscenze/abilità alle capacità/competenze: il significato pedagogico e metodologico di una transizione, pro manuscripto, in Bertagna G., “Saperi disciplinari e competenze”, in Studium educationis, n. 3/2009 Puricelli E., “Unità di apprendimento: tre prospettive sulle Unità di Apprendimento”, in Voci della scuola, Tecnodid, Napoli, anno 2003


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