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Carità Dallenciclica Deus Caritas est Benedetto XVI.

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Presentazione sul tema: "Carità Dallenciclica Deus Caritas est Benedetto XVI."— Transcript della presentazione:

1 Carità Dallenciclica Deus Caritas est Benedetto XVI

2 Etimologia di Enciclica L'enciclica (dal greco enkýklos, "in giro", "in circolo") è una lettera pastorale del Papa della Chiesa cattolica su materie dottrinali, morali o sociali, indirizzata ai vescovi della Chiesa stessa, e, attraverso di loro, a tutti i fedeli.PapaChiesa cattolicadottrinali moralivescovi Nella Chiesa cattolica anticamente era una lettera circolare inviata a tutte le chiese di una certa area. In tale accezione, la parola poteva essere utilizzata per qualsiasi comunicazione di un singolo vescovo. Le prime parole determinavano il titolo della enciclica. In epoca più recente tale documento pontificio è stato ripristinato in uso da papa Benedetto XIV. Il termine deriva dal latino encyclia che significa "generale" o "circolare", ed è anche alla base del termine "enciclopedia".papa Benedetto XIVlatinoenciclopedia La Chiesa ortodossa e quella anglicana mantengono ancora tale accezione del termine.

3 Premesse Data della firma del Papa, il 25 dicembre, solennità del Natale del Signore, dell'anno 2005, primo di Pontificato. Pubblicata il 25 gennaio 2006 È la prima enciclica del Papa

4 Altre informazioni parole+del+Papa/discorsi/ htm parole+del+Papa/discorsi/ htm Discorso del 18 gennaio del Papa. Egli stesso presenta lenciclica

5 [...] Nello stesso giorno, il 25 gennaio, inoltre sarà finalmente pubblicata la mia prima Enciclica, il cui titolo è già conosciuto "Deus caritas est", "Dio è amore". Il tema non è immediatamente ecumenico, ma il quadro e il sottofondo sono ecumenici, perché Dio e il nostro amore sono la condizione dellunità dei cristiani. Sono la condizione della pace nel mondo.

6 In questa Enciclica vorrei mostrare il concetto di amore nelle sue diverse dimensioni. Oggi, nella terminologia che si conosce, "amore" appare spesso molto lontano da quanto pensa un cristiano se parla di carità. Da parte mia, vorrei mostrare che si tratta di un unico movimento con diverse dimensioni.

7 L "eros", questo dono dellamore tra uomo e donna, viene dalla stessa fonte della bontà del Creatore, come pure la possibilità di un amore che rinuncia a sé in favore dellaltro. L "eros" si trasforma in "agape" nella misura in cui i due si amano realmente e uno non cerca più se stesso, la sua gioia, il suo piacere, ma cerca soprattutto il bene dellaltro. E così questo, che è "eros", si trasforma in carità, in un cammino di purificazione, di approfondimento. Dalla famiglia propria si spalanca verso la più grande famiglia della società, verso la famiglia della Chiesa, verso la famiglia del mondo.

8 Cerco anche di dimostrare come latto personalissimo che ci viene da Dio sia un unico atto di amore. Esso deve anche esprimersi come atto ecclesiale, organizzativo. Se è realmente vero che la Chiesa è espressione dellamore di Dio, di quellamore che Dio ha per la sua creatura umana, deve essere anche vero che latto fondamentale della fede che crea e unisce la Chiesa e ci dà la speranza della vita eterna e della presenza di Dio nel mondo, genera un atto ecclesiale. In pratica la Chiesa, anche come Chiesa, come comunità, in modo istituzionale, deve amare.

9 E questa cosiddetta "Caritas" non è una pura organizzazione, come altre organizzazioni filantropiche, ma necessaria espressione dellatto più profondo dellamore personale con cui Dio ci ha creati, suscitando nel nostro cuore la spinta verso lamore, riflesso del Dio Amore che ci rende sua immagine.

10 Prima che il testo fosse pronto e tradotto è passato del tempo. Adesso mi sembra un dono della Provvidenza, il fatto che proprio nel giorno nel quale pregheremo per lunità dei cristiani il testo sia pubblicato. Spero che esso possa illuminare e aiutare la nostra vita cristiana.

11 DallEnciclica 1. « Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l'immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell'uomo e del suo cammino. Inoltre, in questo stesso versetto, Giovanni ci offre per così dire una formula sintetica dell'esistenza cristiana: « Noi abbiamo riconosciuto l'amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto ».1 Gv 4, 16Prima Lettera di Giovanni

12 Abbiamo creduto all'amore di Dio così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva.

13 Nel suo Vangelo Giovanni aveva espresso quest'avvenimento con le seguenti parole: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui... abbia la vita eterna» (3, 16). Con la centralità dell'amore, la fede cristiana ha accolto quello che era il nucleo della fede d'Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità e ampiezza. Nel suo Vangelo Giovanni3, 16

14 L'Israelita credente, infatti, prega ogni giorno con le parole del Libro del Deuteronomio, nelle quali egli sa che è racchiuso il centro della sua esistenza: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze » (6, 4-5).Libro del Deuteronomio6, 4-5

15 Gesù ha unito, facendone un unico precetto, il comandamento dell'amore di Dio con quello dell'amore del prossimo, contenuto nel Libro del Levitico: « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (19, 18; cfr Mc 12, 29-31). Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4, 10), l'amore adesso non è più solo un « comandamento », ma è la risposta al dono dell'amore, col quale Dio ci viene incontro.Libro del Levitico19, 18Mc 12, Gv 4, 10

16 Gesù Cristo rivela il vero amore 12 (…)Nella sua morte in croce si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l'uomo e salvarlo amore, questo, nella sua forma più radicale. Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui parla Giovanni (cfr 19, 37), comprende ciò che è stato il punto di partenza di questa Lettera enciclica: «Dio è amore» (1 Gv 4, 8). È lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve ora definirsi che cosa sia l'amore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare.19, 371 Gv 4, 8

17 Attraverso lEucaristia… L'immagine del matrimonio tra Dio e Israele diventa realtà in un modo prima inconcepibile: ciò che era lo stare di fronte a Dio diventa ora, attraverso la partecipazione alla donazione di Gesù, partecipazione al suo corpo e al suo sangue, diventa unione. La « mistica » del Sacramento che si fonda nell'abbassamento di Dio verso di noi è di ben altra portata e conduce ben più in alto di quanto qualsiasi mistico innalzamento dell'uomo potrebbe realizzare.

18 DallEucaristia la Comunione, la Chiesa 14. Ora però c'è da far attenzione ad un altro aspetto: la « mistica » del Sacramento ha un carattere sociale, perché nella comunione sacramentale io vengo unito al Signore come tutti gli altri comunicanti: « Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane », dice san Paolo (1 Cor 10, 17). L'unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. Io non posso avere Cristo solo per me; posso appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi.1 Cor 10, 17

19 La comunione mi tira fuori di me stesso verso di Lui, e così anche verso l'unità con tutti i cristiani. Diventiamo « un solo corpo », fusi insieme in un'unica esistenza. Amore per Dio e amore per il prossimo sono ora veramente uniti: il Dio incarnato ci attrae tutti a sé. Da ciò si comprende come agape sia ora diventata anche un nome dell'Eucaristia: in essa l'agape di Dio viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi e attraverso di noi.

20 Solo a partire da questo fondamento cristologico- sacramentale si può capire correttamente l'insegnamento di Gesù sull'amore. Il passaggio che Egli fa fare dalla Legge e dai Profeti al duplice comandamento dell'amore verso Dio e verso il prossimo, la derivazione di tutta l'esistenza di fede dalla centralità di questo precetto, non è semplice morale che poi possa sussistere autonomamente accanto alla fede in Cristo e alla sua riattualizzazione nel Sacramento: fede, culto ed ethos si compenetrano a vicenda come un'unica realtà che si configura nell'incontro con l'agape di Dio.

21 La consueta contrapposizione di culto ed etica qui semplicemente cade. Nel « culto » stesso, nella comunione eucaristica è contenuto l'essere amati e l'amare a propria volta gli altri. Un' Eucaristia che non si traduca in amore concretamente praticato è in se stessa frammentata. Reciprocamente come dovremo ancora considerare in modo più dettagliato il « comandamento » dell'amore diventa possibile solo perché non è soltanto esigenza: l'amore può essere « comandato » perché prima è donato.

22 Al n° 30 si parla dei mezzi di comunicazione sociale utili per il servizio alla carità … ma non viene menzionata la dimensione comunicativa dello stesso Dio Amore … Allora bisogna chiedere altrove riflessioni sullargomento … Ci serviremo di un articolo di Maria Cristina Carnicella, teologa e studiosa della dimensione comunicativa di Dio per capirne di più…

23 Articolo su teologia e comunicazione M. C. CARNICELLA, Teologia e comunicazione: affinità e conflitti,in «Ricerche teologiche», 1 (1991),


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