La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1. elementi di contabilità di stato 2.I controlli nella P.A 3. la gestione amministrativa delle scuole statali 4. la normativa sulle scuole paritarie.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1. elementi di contabilità di stato 2.I controlli nella P.A 3. la gestione amministrativa delle scuole statali 4. la normativa sulle scuole paritarie."— Transcript della presentazione:

1

2 1. elementi di contabilità di stato 2.I controlli nella P.A 3. la gestione amministrativa delle scuole statali 4. la normativa sulle scuole paritarie Milano, 26 marzo 2008Anna Armone

3 1997 cambia il bilancio dello Stato Note preliminari corredano la legge di bilancio In esse il Ministro dovrebbe illustrare al Parlamento il programma e gli obiettivi da raggiungere 1.I controlli nella P.A.

4 d.Lgs n. 297/1997 In sede di formazione del bilancio di previsione…..gli stanziamenti dei singoli stati di previsione sono determinati esclusivamente in relazione alle esigenze funzionali e agli obiettivi concretamente perseguibili, nell’ambito dell’esercizio delle funzioni di cui all’art. 3 del d.lgs n. 29/1993….nel periodo cui si riferisce il bilancio, tenuto conto degli oneri delle funzioni e dei servizi istituzionali e dei programmi e progetti presentati da ciascuna amministrazione, rimanendo preclusa ogni quantificazione basata sul mero calcolo della spesa incrementale 1.I controlli nella P.A.

5 Il sistema unico di contabilità economica Il sistema unico di contabilità economica pone in correlazione le risorse impiegate, i risultati conseguiti e le connesse responsabilità gestionali della dirigenza e fonda la propria funzionalità sui seguenti principi: l'individuazione della competenza economica dei fenomeni amministrativi, la correlazione tra le risorse necessarie e le destinazioni per cui esse vengono impiegate, ed il confronto tra budget e risultati ottenuti. Per consentire la valutazione economica della gestione - e quindi degli obiettivi perseguiti - il sistema contabile prende a riferimento il costo, cioè il valore delle risorse umane e strumentali - beni e servizi - effettivamente utilizzate, anziché la spesa, che rappresenta l'esborso monetario legato alla loro acquisizione. Diversamente dalla spesa, infatti, il costo sorge quando la risorsa viene impiegata: pertanto, viene valorizzato in relazione all'effettivo consumo della risorsa stessa ed è attribuito al periodo amministrativo in cui esso si manifesta, indipendentemente dal momento in cui avviene il relativo esborso finanziario. 1.I controlli nella P.A.

6 Elementi introduttivi sulla nuova classificazione del bilancio dello Stato Il bilancio dello Stato svolge tre funzioni principali: Funzione informativa Funzione allocativa Funzione informativa Strumento di rappresentazione delle risorse pubbliche disponibili Strumento per la decisione politica Strumento per la gestione delle risorse stanziate

7 Elementi introduttivi sulla nuova classificazione del bilancio dello Stato La legge di Bilancio 2008, per la prima volta, fonda le sue previsioni di spesa sulle Missioni e sui Programmi definiti d’intesa con le Amministrazioni centrali dello Stato Ogni stato di previsione della spesa è imperniato su: Centri di responsabilità amministrativa Unità previsionali di base Classificazione per funzioni obiettivo aspetto organizzativo aspetto contabile aspetto funzionale

8 Elementi introduttivi sulla nuova classificazione del bilancio dello Stato Stato di previsione Ministero beni culturali Stato di previsione Ministero Pubblica Istruzione Stato di previsione Ministero Economia e Finanze Nota preliminare Gestione economico- finanziaria Strategie di politica economico- finanziaria delineate nel DPEF

9 Note preliminari Dovrebbero individuare gli obiettivi che le Amministrazioni intendono conseguire con riferimento ai propri programmi; gli indicatori di efficienza ed efficacia che si intendono utilizzare per valutarne i risultati

10 Le linee generali della riclassificazione a seguito della legge di Bilancio 2008  Da un bilancio per centri di responsabilità (chi gestisce le risorse) ad un bilancio per funzioni (cosa viene fatto con le risorse)  Due livelli di aggregazione:  34 Missioni  169 programmi  Mantenimento di tutta l’informazione di dettaglio già esistente  Capitoli rimangono attribuiti a singoli centri di responsabilità Incoraggiare un’attenzione del dibattito rivolta ai programmi 2. elementi di contabilità di stato

11 Missioni: 34  Individuano le principali finalità dello Stato  Rappresentano profili politico-istituzionali  Superano segmentazione tra amministrazioni: Es. Missione 7 “ordine pubblico e sicurezza” condivisa tra 4 Ministeri  Individuano le “risorse di settore” 2. elementi di contabilità di stato

12 Programmi: 168  Una missione – più programmi  Attribuiti a singoli Ministeri  “Aggregati omogenei di attività” (art. 2, co. 2 L. 94/97)  Criteri generali perseguiti per la definizione dei programmi: Indicare quanto più possibile risultati da conseguire (outcome) Omogeneità in termini dimensionali e di numerosità per missione Non vincolare i programmi all’attuale struttura amministrativa Denominazione dei programmi semplice ed evocativa dell’attività 2. elementi di contabilità di stato

13 Un esempio… Immigrazione e accoglienza Ministero dell’Interno Ministero della solidarietà sociale MissioneMinisteroProgramma Garanzie dei diritti e interventi per lo sviluppo della coesione sociale Gestione flussi migratori Flussi migratori per motivi di lavoro Interventi di integrazione sociale delle persone immigrate e in favore dei minori stranieri non accompagnati 2. elementi di contabilità di stato

14 La nuova struttura del bilancio Missioni Programmi Capitoli Macroaggregati Funzionamento Centri di Responsabilità Stato di previsione Ministero dell’Interno Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti Gestione flussi migratori Investimenti Interventi Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione cap Personale, amministrazione civile e risorse strumentali e finanziarie 2. elementi di contabilità di stato

15 Avvicinare bilancio e finanziaria Disegno di legge finanziaria speculare al bilancio:  Individuazione delle missioni  Raccordo tra disposizione normativa e programma (allegato conoscitivo)  Evidenza delle risorse complessivamente destinate al programma: somma delle risorse da bilancio e quelle incrementali/decrementali da Finanziaria  E’ il bilancio (non la Finanziaria) il documento fondamentale: la Finanziaria apporta meno del 2% delle risorse già disponibili Da notare: il bilancio riguarda solo le amministrazioni centrali. La P.A. comprende anche le amministrazioni locali e gli enti di previdenza 2. elementi di contabilità di stato

16 Bilancio e Finanziaria: esempio per una missione 2. elementi di contabilità di stato

17 programmazione Si ha attività di programmazione quando l’attività amministrativa, di intervento dell’economia, di gestione finanziaria dei pubblici poteri, è preventivamente definita nei suoi obiettivi e nel suo percorso e include la prefigurazione dei criteri e dei parametri per la verifica, misurazione e valutazione dei risultati (Manin Carabba) 1.I controlli nella P.A.

18 Sequenza della Programmazione Fissazione degli obiettivi fra loro compatibili e analisi valutativa delle possibili alternative per il loro raggiungimento Fase dell’implementazione, attraverso l’indicazione delle risorse, dei procedimenti e dei tempi attuativi Fase della misurazione e valutazione dei risultati 1.I controlli nella P.A.

19 Nella fase di programmazione si definiscono gli obiettivi e si individuano le risorse Art. 4 d.lgs n. 165/01: “Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare…e verificano la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti In questo contesto il budget è lo strumento operativo con cui si formalizzano gli obiettivi e le connesse risorse umane necessarie: costituisce lo strumento guida per il raggiungimento degli obiettivi 2. elementi di contabilità di stato

20 La fase di gestione costituisce il processo attivo di realizzazione degli obiettivi nella quale vengono rilevati, in termini di costo, gli eventi amministrativi che si verificano 2. elementi di contabilità di stato

21 La fase di controllo è volta a verificare, attraverso la misurazione e l’analisi degli scostamenti fra quanto previsto e l’effettivo andamento della gestione, il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Attraverso il costante controllo tra le risultanze della gestione e gli obiettivi programmati si possono individuare le cause delle differenze riscontrate e, quindi, intraprendere le necessarie azioni correttive 2. elementi di contabilità di stato

22 Nella fase di consuntivazione si dà conto dell’effettivo utilizzo delle risorse e si forniscono le risultanze definitive della gestione 2. elementi di contabilità di stato

23 Cambiamento organizzativo e sistema dei controlli Focus dei modelli gestionali Focus dei modelli di controllo BUROCRATICO AUTOCONTROLLO PRESCRITTIVO Controllo formale (conformità e legittimità) sugli adempimenti Controllo sulle attività e sulle risorse assegnate Controllo sostanziale/manag eriale sui risultati Responsab ilizzazione su obiettivi e risultati coerenti con policies Adempime nto sulle azioni Rispetto formale delle norme 1.I controlli nella P.A.

24 Il cambiamento culturale Cultura dell’adempimento (modello burocratico) Cultura del risultato (modello manageriale) Controllo di legittimità Controllo di Gestione e strategico Controllo sul singolo atto Controllo sulla gestione complessiva 1.I controlli nella P.A.

25 Principi delineati dalla normativa Separazione dei compiti di direzione politica da quelli di direzione amministrativa Potere propositivo di obiettivi e programmi operativi dei dirigenti Monitoraggio dei bilanci, rilevazione e controllo dei costi Nuovo processo di bilancio pubblico che tiene conto del costo delle funzioni e dei servizi istituzionali Sistema di contabilità economica analitica unico per tutte le Amministrazioni Pubbliche 1.I controlli nella P.A.

26 Art. 1 Dlgs 286/99 richiama alle pubbliche amministrazioni la necessità di dotarsi di strumenti finalizzati a: Controllo di regolarità amministrativa e contabile per garantire la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa Controllo di gestione per verificare l’efficacia ed economicità dell’azione amministrativa anche al fine di ottimizzare il rapporto tra costi e rendimenti Valutazione della dirigenza per valutare le prestazioni del personale con qualifica dirigenziale Valutazione e controllo strategico per valutare l’adeguatezza delle scelte compiute nell’attuazione di piani, programmi e altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra obiettivi prefissati e risultati raggiunti IL SISTEMA DEI CONTROLLI 1.I controlli nella P.A.

27 La Direttiva si snoda su due piani: da una parte vengono richiamati gli indirizzi relativi all’attuazione, dal punto di vista amministrativo, dei provvedimenti già approvati dal Governo e dal Parlamento; dall’altra essa si pone come il momento di avvio della pianificazione strategica dell’azione di Governo per l’anno La programmazione strategica secondo la direttiva del PCM del 12 marzo I controlli nella P.A.

28 Il circuito della programmazione strategica 1.I controlli nella P.A.

29 Il diagramma della programmazione strategica e finanziaria 1.I controlli nella P.A.

30 Integrazione dei sistemi di controllo Controllo strategico Controllo di gestione Valutazione Dirigenti Apicali Valutazione Dirigenti non Apicali Controllo dei risultati Controllo di Regolarità Controllo delle procedure e degli atti 1.I controlli nella P.A.

31 CONTROLLI Obiettivi Politico Strategici Obiettivi Gestionali Controllo Strategico Controllo di Gestione Valutazione dirigenziale Controllo Amministrativo contabile Verifica attuazione scelte socio- economiche Verifica efficacia politica Verifica congruità tra obiettivi strategici, Programmi e Progetti Supporto a scelte strategiche Misurazione della creazione di valore per la collettività amministrata Analisi e valutazione obiettivi gestionali Analisi risorse utilizzate Valutazione e misurazione efficienza gestionale Analisi e valutazione qualità dei servizi Verifica legittimità dell’azione amministrativa 1.I controlli nella P.A.

32 La Programmazione ed il controllo Pianificazione e programmazione a medio termine Attività dell’unità produttiva Rilevazione dei risultati raggiunti Budget Misurazione ed analisi degli scostamenti Eventuali modifiche degli obiettivi Eventuali azioni correttive 1.I controlli nella P.A.

33 REQUISITO INDISPENSABILE PER IL CONTROLLO DI GESTIONE E’ LA DEFINIZIONE DA PARTE DI CIASCUNA AMMINISTRAZIONE DELLE MODALITA’ DI RILEVAZIONE E RIPARTIZIONE DEI COSTI TRA LE UNITA’ ORGANIZZATIVE E DI INDIVIDUAZIONE DEGLI OBIETTIVI PER CUI I COSTI SONO STATI SOSTENUTI (ART. 4 D.LGS 286/99) 1.I controlli nella P.A.

34 Le fasi del controllo di gestione Il tipico meccanismo di controllo di gestione consente di individuare tre fasi durante le quali si esercita il controllo stesso: Controllo preventivo = Prima della gestione Controllo concomitante = durante la gestione Controllo consuntivo = dopo la gestione 1.I controlli nella P.A.

35 Il meccanismo del Controllo di Gestione programmazione gestione Rilevazione dei costi Azioni correttive controllo Analisi scostamenti Budget Definizione di obiettivi, risorse, azioni e tempi mediante la redazione del budget Rilevazione degli eventi di gestione in concomitanza al loro manifestarsi 1.I controlli nella P.A.

36 Ogni apparato deve determinare (d.lgs n. 286/1999): le unità responsabili della progettazione e del controllo di gestione le unità organizzative al livello delle quali si intende misurare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa le procedure di determinazione degli obiettivi gestionali e dei soggetti responsabili il complesso dei prodotti e delle finalità dell’azione amministrativa gli indicatori specifici per misurare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità 1.I controlli nella P.A.

37 Il Sistema di Rilevazione Il controllo di gestione è un processo direzionale, che necessita di adeguati strumenti contabili, cioè di un sistema informativo per il controllo economico – finanziario di gestione CONTABILITA’ GENERALE CONTABILITA’ ANALITICA SISTEMA DI BUDGET ANALISI SCOSTAMENTI INFORMAZIONI EXTRACONTABILI piano dei conti Indicatori fissati dall’amministrazione 1.I controlli nella P.A.

38 Il modello logico di riferimento per la costruzione del sistema di valutazione della performance INPUT OUTPUTOUTCOME / IMPATTO Tempo, risorse, tecnologie, ecc CONTROLLO DI GESTIONE / PROJECT MANAGEMENT Numero di prodotti, valore prodotti, ecc. CONTROLLO DI GESTIONE / PROJECT MANAGEMENT Risultati nel breve periodo cosa si è ottenuto nel breve termine Risultati nel medio periodo Quali azioni sono scaturite nel medio termine Impatti nel lungo periodo Qual è l’impatto sulle condizioni finanziarie, economich e e sociali SISTEMA DI MONITORAGGIO DELLA PERFORMANCE 1.I controlli nella P.A.

39 La gestione formale dell’istituzione scolastica Gestione formaleGestione informale Responsabilità formali Effetti sulla qualità interna ed esterna del servizio La gestione delle istituzioni scolastiche 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

40 Gli effetti della gestione sulle prestazioni Gestione formale Legittimità dell’azione amministrativa Amministrazione e contabilità didattica La gestione delle istituzioni scolastiche 3. la gestione amministrativa delle scuole statali Gestione amministrativa

41 Collegio dirigente ATA Attività didattica e formativa Attività gestionale Attività amministrativa e di supporto Consiglio Attività di indirizzo e controllo 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

42 equiordinazione La strana composizione…… Collegiodirigente Consiglio Attività di indirizzo e controllo Attività didattica e formativa Attività gestionale Attività di indirizzo e controllo 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

43 Art. 4 d.lgs 165/01 “le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall’altro” Art. 4 d.lgs 165/01 “le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall’altro” 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

44 Piano dell'offerta formativa è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il Piano è adottato dal consiglio di circolo o di istituto. Attività di indirizzo e……….. 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

45 controllo Si tratta di vero “controllo” ? Se si, quando ? 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

46 Articoli del regolamento di contabilità Art. 2 Il Consiglio approva il Programma annuale entro il 15 dicembre dell’anno prima quello di riferimento Art. 18 corredato dalla relazione del Collegio dei revisori, è sottoposto, entro il 30 aprile, all’approvazione del Consiglio Art. 33 Il Consiglio delibera in ordine………… Al Consiglio spettano le deliberazioni relative alla determinazione dei criteri e dei limiti per lo svolgimento, da parte del dirigente, delle seguenti attività negoziali………………. 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

47 Articoli del regolamento di contabilità Art. 35 Copia dei contratti e delle convenzioni conclusi con l’ordinaria contrattazione è messa a disposizione del Consiglio di istituto nella prima riunione utile ed affissa all’albo della scuola. Una relazione sull’attività negoziale svolta dal dirigente è presentata alla prima riunione successiva del Consiglio di istituto 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

48 Art. 4….Ratifica i decreti di prelievo dal fondo di riserva entro 30 gg dal provvedimento del Dirigente e modifica in conseguenza il programma annuale Art. 6 Verifica, entro il 30 giugno, le disponibilità finanziarie dell’istituto nonché lo stato di attuazione del programma e delibera le modifiche proposte dal ds o dalla Giunta Art. 17 …Stabilisce l’entità del fondo per le minute spese del Direttore, in sede di approvazione del programma 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

49 La funzione dirigenziale del coordinamento non è una potestà autonoma ma è l’esercizio di alcuni poteri indispensabili alla soddisfazione di esigenze unitarie dell’istituzione 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

50 Il dirigente scolastico è organo di gestione gestione Azione didattico educativa Attività amministrativa e gestionale La gestione delle istituzioni scolastiche 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

51 Gestione finanziaria :chi decide e come Dirigente scolastico “responsabile delle gestione finanziaria…” Indirizzi del consiglio Programmazione didattica Contrattazione integrativa La gestione delle istituzioni scolastiche comprese le scuole paritarie 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

52 Sistema organizzativo Struttura funzionale con parziale discrezionalità amministrativa a supporto dell’attività di gestione Ufficio di Segreteria 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

53 Il direttore s.g.a “sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l’organizzazione….”. La norma parla di “autonomia operativa”, cioè di azioni realizzative di obiettivi, che possiamo riportare ad un’attività sovraordinata che è quella dirigenziale. Vista la funzionalità dell’attività amministrativa e gestionale all’attività di istruzione e formazione, sarebbe incoerente un’azione del direttore sga che non fosse rapportabile agli obiettivi istituzionali che provengono dall’elaborazione del collegio dei docenti e dall’attività programmatoria del dirigente. 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

54 Gestione amministrativo contabile:chi decide e come dirigentedirettore Direttive Autonomia organizzativa 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

55 L’introduzione del Programma annuale ha modificato la struttura del Pof Parte generale Parte speciale Stabile nella programmazione a medio termine Mobile annualmente, secondo le disponibilità finanziarie 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

56 Il sistema degli obiettivi per una corretta gestione Obiettivi strategici vengono definiti dall’organo politico. Possono anche essere pluriennali Obiettivi operativi costituiscono gli obiettivi di azione relativi al ciclo annuale di bilancio ed alle risorse assegnate. Rappresentano specificazioni degli obiettivi strategici 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

57 In quali documenti la scuola individua e declina gli obiettivi? 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

58 In quale documento si trovano gli obiettivi strategici? In quale documento si trovano gli obiettivi operativi? Atto di indirizzo del Consiglio Pof Programma Annuale Schede progetto Schede attività relazione cii 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

59 Utilizzo prevalente degli indicatori nella scuola OBIETTIVI STRATEGICI OBIETTIVI OPERATIVI indicatori di risultato e di impatto vengono definiti nel pof Indicatori di realizzazione (fisica e finanziaria) e di risultato (didattico- formativo) Vengono definiti nelle schede progetto/attività 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

60 D.S.G.A.Collegio Consiglio di istituto Attività di programmazione Programmazione generale Programmazione didattica Programmazione finanziaria Attività integrata 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

61 Due documenti correlati, ma profondamente distinti Il Programma annuale rappresenta l’evidenziazione contabile della complessiva gestione di ciascuna istituzione scolastica Il Piano dell’offerta formativa si riferisce esclusivamente all’offerta formativa, che incontra due livelli di pianificazione. 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

62 Il Dirigente Scolastico  è responsabile dell’attività gestionale;  predispone il Programma annuale, di cui scrive la relazione di accompagnamento; Il Direttore dei Servizi generali ed amministrativi  è responsabile della tenuta della contabilità, delle registrazioni, degli adempimenti fiscali;  svolge attività tecnica di ricognizione degli strumenti da utilizzare nella stesura della programmazione annuale;  redige e aggiorna le schede illustrative finanziarie dei progetti; La Giunta esecutiva  propone il Programma annuale al Consiglio d’Istituto entro il 31 ottobre; Il Collegio dei docenti  elabora il Piano dell'offerta formativa base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti; Il singolo docente/team docenti/staff dirigente  elabora i progetti didattici  realizza i progetti  svolge il monitoraggio e la valutazione dei progetti Il Consiglio di Istituto  fissa le linee generali sulle attività della scuola  approva il Programma annuale entro il 15 dicembre. Il Collegio dei revisori  esprime il parere (non obbligatorio) di regolarità contabile sul Programma annuale entro 5 giorni prima della riunione del Consiglio d’Istituto; Gli attori 3. la gestione amministrativa delle scuole statali

63 La scuola paritaria

64 legge , n. 62 La legge , n. 62 ha dato attuazione all’art. 33, comma 4, della Costituzione, che affida alla legge ordinaria il compito di "fissare i diritti e gli obblighi" cui sono tenute le scuole non statali, al fine di assicurare ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente (e quindi "pari") a quello degli alunni delle scuole statali 4. la normativa sulle scuole paritarie

65 La legge n. 62/2000 offre un’interpretazione squisitamente giuridica del concetto di parità legge , n. 62 (rilasciare titoli di studio aventi valore legale, assicurando un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali). (rilasciare titoli di studio aventi valore legale, assicurando un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali). insieme delle regole (corrispondenza con gli ordinamenti generali dell’istruzione, coerenza con la domanda formativa delle famiglie, adozione di requisiti di "qualità ed efficacia" fissati dalla legge) che le istituzioni si impegnano a rispettare, per avere titolo ad esercitare legalmente compiti di istruzione 4. la normativa sulle scuole paritarie

66 Art. 33 Cost. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. 4. la normativa sulle scuole paritarie

67 La verifica del rispetto di tali condizioni, previste analiticamente dal comma 4 dell’art. 1 della legge, consente di attribuire alle istituzioni richiedenti il riconoscimento di scuola paritaria (privata o di ente locale). Si tratta di un atto concessivo, che implica ulteriori doveri legge , n la normativa sulle scuole paritarie

68 I doveri la garanzia della libertà di insegnamento (in sintonia, comunque, con il "progetto educativo della scuola") la garanzia della libertà di insegnamento (in sintonia, comunque, con il "progetto educativo della scuola") la non obbligatorietà per gli alunni delle attività extra-curriculari di carattere confessionale, la non obbligatorietà per gli alunni delle attività extra-curriculari di carattere confessionale, l’assoggettamento alla valutazione dei processi e degli esiti da parte del sistema nazionale di valutazione l’assoggettamento alla valutazione dei processi e degli esiti da parte del sistema nazionale di valutazione 4. la normativa sulle scuole paritarie

69 Art. 1, comma 3, l. n. 62/2000 Alle scuole paritarie private è assicurata piena libertà per quanto concerne l'orientamento culturale e l'indirizzo pedagogico-didattico. Tenuto conto del progetto educativo della scuola, l'insegnamento è improntato ai princípi di libertà stabiliti dalla Costituzione 4. la normativa sulle scuole paritarie

70 Le scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico, accolgono chiunque, accettandone il progetto educativo, richieda di iscriversi, compresi gli alunni e gli studenti con handicap. Il progetto educativo indica l'eventuale ispirazione di carattere culturale o religioso. Non sono comunque obbligatorie per gli alunni le attività extra-curriculari che presuppongono o esigono l'adesione ad una determinata ideologia o confessione religiosa 4. la normativa sulle scuole paritarie

71 legge , n. 62 Requisiti per ottenere il riconoscimento di parità La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta in possesso dei seguenti requisiti : a.un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione; un piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti; attestazione della titolarità della gestione e la pubblicità dei bilanci; b.la disponibilità di locali, arredi e attrezzature didattiche propri del tipo di scuola e conformi alle norme vigenti; c.l’istituzione e il funzionamento degli organi collegiali improntati alla partecipazione democratica; d.l’iscrizione alla scuola per tutti gli studenti i cui genitori ne facciano richiesta, purché in possesso di un titolo di studio valido per l’iscrizione alla classe che essi intendono frequentare; e.l’applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio; f.l’organica costituzione di corsi completi: non può essere riconosciuta la parità a singole classi, tranne che in fase di istituzione di nuovi corsi completi, ad iniziare dalla prima classe; g.personale docente fornito del titolo di abilitazione; h. contratti individuali di lavoro per personale dirigente e insegnante che rispettino i contratti collettivi nazionali di settore. 4. la normativa sulle scuole paritarie

72 Le istituzioni di cui ai commi 2 e 3 sono soggette alla valutazione dei processi e degli esiti da parte del sistema nazionale di valutazione secondo gli standard stabiliti dagli ordinamenti vigenti. legge , n la normativa sulle scuole paritarie

73 Alle scuole paritarie, senza fini di lucro, che abbiano i requisiti di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, è riconosciuto il trattamento fiscale previsto dallo stesso decreto legislativo n. 460 del 1997, e successive modificazioni legge , n la normativa sulle scuole paritarie

74 Nota , prot. n. 165: Scuole paritarie Pubblicizzazione dell'offerta formativa. nell'ambito della sostanziale parità di trattamento, deve essere estesa alle scuole paritarie la possibilità di pubblicizzare la propria offerta formativa, negli incontri che abitualmente vengono organizzati dai dirigenti scolastici, per i genitori degli alunni che frequentano la quinta elementare o la terza media. Pertanto si ritiene che debba essere garantita anche alle scuole paritarie la possibilità di partecipare a dette riunioni, fermo restando che analogo diritto, sempre nella logica della completezza dell'informazione, va concesso alle scuole statali rispetto ad analoghe riunioni eventualmente organizzate dalle paritarie. 4. la normativa sulle scuole paritarie

75 C.M , n. 163: Legge , n. 62 "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione". Prime indicazioni applicative. 1.1 La definizione di scuola paritaria, gestita da Enti diversi dallo Stato, da privati e da persone giuridiche appartenenti a Stati membri dell'Unione Europea, da Enti religiosi italiani o da Enti religiosi stranieri dipendenti dalla S. Sede che abbiano ottenuto la personalità giuridica in Italia, si estende a tutta la fascia dell'istruzione. 4. la normativa sulle scuole paritarie

76 La scuola paritaria svolge un servizio pubblico, improntato ai principi costituzionali ed è aperta a tutti. Il progetto educativo identifica la singola scuola esprimendo l'eventuale orientamento culturale e/o religioso. Il piano dell'offerta formativa determina il curricolo obbligatorio per gli alunni (nella quota definita a livello nazionale e nella quota riservata) e programma le attività extracurricolari C.M , n. 163: Legge , n. 62 "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione". Prime indicazioni applicative. 4. la normativa sulle scuole paritarie

77 Il riconoscimento della parità esige che il servizio scolastico erogato corrisponda agli ordinamenti generali dell'istruzione, sia coerente con la domanda formativa delle famiglie e sia caratterizzato da requisiti di qualità ed efficacia C.M , n. 163: Legge , n. 62 "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione". Prime indicazioni applicative. 4. la normativa sulle scuole paritarie

78 All'Amministrazione scolastica compete l'accertamento del possesso originario e della permanenza dei requisiti elencati all'art.1 comma 4 della legge e delle condizioni di esercizio del servizio pubblico di cui allo stesso art. 1 commi 2 e 3. C.M , n. 163: Legge , n. 62 "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione". Prime indicazioni applicative. 4. la normativa sulle scuole paritarie

79 I SOGGETTI DECISIONALI RISPETTO AL POF Il soggetto gestore Fissa gli indirizzi generali e opera scelte di gestione e amministrazione. Approva il POF. COLLEGIO DOCENTI Elabora il Piano Soggetto gestore Tiene i rapporti con gli EE.LL. nella fase di fissazione degli indirizzi generali, predisponendo le condizioni per la realizzabilità del POF 4. la normativa sulle scuole paritarie


Scaricare ppt "1. elementi di contabilità di stato 2.I controlli nella P.A 3. la gestione amministrativa delle scuole statali 4. la normativa sulle scuole paritarie."

Presentazioni simili


Annunci Google