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LA DISLESSIA : QUANDO E COSI DIFFICILE IMPARARE… Marcella Renis Università degli Studi di Catania Psicobiologia applicata- a.a. 2010-2011.

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1 LA DISLESSIA : QUANDO E COSI DIFFICILE IMPARARE… Marcella Renis Università degli Studi di Catania Psicobiologia applicata- a.a

2 COSA E LAPPRENDIMENTO SCOLASTICO ? E un aspetto specifico dellapprendimento in generale, che ha come fine listruzione e viene sollecitato in un momento dello sviluppo in cui… -i processi dimmagazzinamento -i processi di recupero dellinformazione -i processi di controllo …sono diventati maturi Anche se è giusto che la sua stimolazione inizi molto presto...

3 Vi sono due tipi dapprendimento Lapprendimento concettuale che dipende dalla comprensione e dal pensare (processo cognitivo). Lapprendimento automatico di abilità strumentali che è direttamente proporzionale allesercizio.

4 IN CLASSE… …chi non impara… Se escludiamo: i bambini che hanno un disturbo affettivo primario Quelli che hanno un ritardo cognitivo I bambini che hanno un deficit sensoriale Quelli che vivono in uno svantaggio socio-culturale I BAMBINI CHE RIMANGONO SONO QUELLI CHE HANNO UN DISTURBO DAPPRENDIMENTO

5 DIVERSE POSSONO ESSERE LE CAUSE DEL D.A. Deficit di elaborazione linguistica (Alunni più lenti nel comprendere le informazioni) Deficit dattenzione (Alunni distraibili, non si concentrano su nulla) Deficit di coordinazione visuo-motoria (Il cervello riceve messaggi misti dagli occhi e dalla mano)

6 D.A.= Disturbo dApprendimento D.A. non è Distratto e Asino !!! CONOSCERE IL PROBLEMA

7 Cosa pregiudica? E un Disturbo che determina difficoltà a volte molto rilevanti nellacquisizione delle cosiddette abilità scolastiche (difficoltà negli automatismi): – lettura – scrittura – calcolo ovvero di quelle abilità che costituiscono il nucleo principale dellistruzione, almeno nei primi anni di scolarizzazione

8 Nello specifico… Dislessia Evolutiva: quando un bambino, esposto a normale iter scolastico, non sviluppa o sviluppa in maniera molto incompleta o con grandi difficoltà la capacità di identificare in modo automatico la parola scritta.

9 Nello specifico… Disortografia Evolutiva: quando un bambino, dopo un congruo tempo di istruzione continua, non apprende o apprende in maniera incompleta o con grandi difficoltà la capacità di scrivere correttamente in modo automatico.

10 Nello specifico… Discalculia Evolutiva: quando un bambino, dopo un tempo elevato di istruzione continua, non raggiunge o raggiunge in maniera incompleta livelli di rapidità e di correttezza in operazioni di calcolo e di processamento numerico.

11 Le disabilità dapprendimento provocano, in bambini intellettualmente vivaci, DEI CONTRACCOLPI PSICOLOGICI: Perdita dellautostima Tendenza ad assumere ruoli aggressivi per compensare la difficoltà per compensare la difficoltà Regressione Regressione………………………

12 DIVERSE POSSONO ESSERE LE CAUSE DEL D.A. Deficit nellespressione orale Disnomia fenomeno della parola sulla punta della lingua Deficit di immagazzinamento e recupero dellinformazione Deficit nella lettura, nella scrittura o nel calcolo Disturbo Specifico dApprendimento DISLESSIA

13 Cosè la dislessia? riduzione funzionale, conseguente a ridotta capacità di compiere unattività nel modo considerato normale.(O.M.S.) invisibile visibile Disabilità : Disabilità fisiche Dislessia

14 Cosè la Dislessia? La Dislessia è un Disturbo Specifico dApprendimento che può verificarsi in soggetti senza deficit neurologici o sensoriali e può essere esacerbato in condizioni di svantaggio culturale, e socio-ambientale.

15 DEFINIZIONE La dislessia evolutiva è una disabilità specifica dellapprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di unadeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e delle conoscenze generali. Da International Dyslexia Association 2003 La dislessia evolutiva è una disabilità specifica dellapprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di unadeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e delle conoscenze generali. Da International Dyslexia Association 2003

16 CI SONO DIVERSI GRADI… La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura e/o nel calcolo

17 CARATTERISTICHE I DSA presentano due caratteristiche : SPECIFICITA: Il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità circoscritto lasciando intatto il funzionamento dellintelletto; DISCREPANZA: Vi è una corrispondenza inversamente proporzionale tra le abilità nel dominio interessato e lintelligenza generale. I DSA presentano due caratteristiche : SPECIFICITA: Il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità circoscritto lasciando intatto il funzionamento dellintelletto; DISCREPANZA: Vi è una corrispondenza inversamente proporzionale tra le abilità nel dominio interessato e lintelligenza generale.

18 CARATTERISTICHE In presenza di situazioni socio-culturali particolari, derivanti da immigrazione, adozione, ecc…, bisognerà stare particolarmente attenti e cauti nel considerare il rischio sia dei FALSI POSITIVI (soggetti ritenuti a rischio di DSA le cui difficoltà sarebbero meglio spiegabili in relazione alla loro condizione etnico-culturale di svantaggio) sia dei FALSI NEGATIVI (soggetti ai quali, in virtù della loro condizione etnico-culturale, non viene diagnosticato un DSA ma che ne possiedono le caratteristiche).

19 -Nemici della dislessia son lignoranza sul problema e quindi i pregiudizi che permangono nella mente delle persone. ma -la mobilitazione e lattivismo dei dislessici stessi e delle loro associazioni, italiane, europee ed internazionali, attraverso la creazione di siti, forum, blog sul problema a migliorare la condizione del dislessico nella società decisamente contribuiscono…

20 I DSA spesso sono accompagnati da manifestazioni psicologiche I DSA spesso sono accompagnati da manifestazioni psicologiche....in particolare da ANSIA DA PRESTAZIONE FOBIA SCOLASTICA FOBIA SCOLASTICA EVITAMENTO DELLATTIVITA EVITAMENTO DELLATTIVITA DISTURBI DEL COMPORTAMENTO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO DEPRESSIONE INFANTILE DEPRESSIONE INFANTILE

21 Una scuola veramente inclusiva dovrebbe essere in grado di leggere tutti i bisogni educativi speciali (quelli con diagnosi e quelli senza diagnosi) e di individuare il fabbisogno reale di risorse aggiuntive per dare risposte necessarie e adeguate. L ICF fornisce un modello utile a questa lettura: –parla di salute, non di disabilità o di patologia; –la situazione di salute di una persona è considerata come la risultante globale delle influenze reciproche di molteplici fattori; –il termine disabilità è sostituito da attività, il termine handicap è sostituito da partecipazione. [Ianes, 2003]

22 Dal modello ICF è possibile ricavare una griglia (scheda per la definizione del fabbisogno di risorse per lindividualizzazione) che aiuta a leggere le diverse situazioni di difficoltà degli alunni. Alcune difficoltà saranno caratterizzate da problemi biologici, fisici e di capacità; altre da fattori contestuali, ambientali, oppure da limitazioni nella partecipazione sociale. [ibid.]

23 Le cause: caratteristica costituzionaledeterminata biologicamente Lo sviluppo delle conoscenze scientifiche ha permesso di stabilire che si tratta di una caratteristica costituzionale, determinata biologicamente e non dovuta a problemi psicologici o a disagio socio-culturale

24 La nosografia ufficiale (ICD-10, OMS 1992, DSM IV 2000, APA 1994) indica alcuni criteri condivisi a livello internazionale: Disturbo che si manifesta nella difficoltà di apprendere a leggere e a scrivere in ASSENZA DI: deficit intellettivi deficit neurologici deficit sensoriali ed IN PRESENZA DI: Istruzione adeguata ambiente socioculturale favorevole. CRITERI DIAGNOSTICI

25 Significativa discrepanza tra misura del QI e prestazioni alle prove di letto-scrittura. Disabilità di lettura significativa: performance (in termini di velocità e correttezza) in prove standardizzate di lettura collocata ad almeno 2 deviazioni standard al di sotto della media attesa per letà.

26 1) PRECOCE E TEMPESTIVA 2) FATTA BENE… 3) DA PROFESSIONISTI COMPETENTI, PRESSO LE ASL/ASP QUANDO ??? A metà della I elementare è possibile individuare ritardi di automatizzazione della decodifica e della transcodifica dei processi di letto-scrittura. Ciò permette di iniziare un processo abilitativo specifico per ridurre le difficoltà. Il trattamento logopedico dovrebbe già cominciare!!! Al termine della II elementare è possibile fare una diagnosi precisa di dislessia, disortografia, disgrafia Al termine della III elementare è possibile fare una diagnosi precisa di discalculia LA DIAGNOSI

27 EPIDEMIOLOGIA In Italia: 3-6% della popolazione in età scolare. Lincidenza dipende oltre che da fattori eredo-genetici, anche dalla complessità della lingua (paesi lingua anglofona incidenza 10%) M>F : rapporto 4/1 (Galaburda et al. 1985) M=F: (Shaywitz 2001)

28 IPOTESI ETIOPATOGENETCHE 1)FONOLOGICA Problemi nel rappresentare e richiamare i suoni: difficoltà nella memoria fonologica e nel segmentare coscientemente i suoni (deficit corteccia frontale sx). 2) MAGNOCELLULARE Difficoltà uditiva e visiva, dove la discriminazione tra fonemi che richiede unanalisi di frequenza molto precisa è peggiore nei dislessici rispetto ai controlli.

29 IPOTESI ETIOPATOGENETCHE IPOTESI DEFICIT DI AUTOMATIZZAZIONE Processi elementari (decodifica e transcodifica nella letto- scrittura) devono poter divenire, dopo un periodo di esposizione allesercizio-allenamento-ripetizione, automatici. Processo automatico: processamento dellinformazione in modo veloce ed efficiente senza attenzione focale e con scarso dispendio di risorse cognitive. Tale abilità risulta essere organizzata dal cervelletto (Nicolson e Fawcett, 1992)

30 UN GENE PRODUCE UNA SUBUNITA PROTEICA O UNA PROTEINA O PIU PROTEINE…

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33 GENETICA IPOTESI GENETICA Ereditabilità: ranges compreso tra 30-70% Varianti genetiche che influenzano la dislessia: devono essere completamente identificate, ma studi di linkage hanno mappato il potenziale rischio relativo ad alcuni loci di diversi cromosomi tra i quali il – 6 – 15 – 18. Ad oggi i geni indicati come candidati per la dislessia sono: Kiaa0319, Dcdc2 e DYXC1C1 tutti coinvolti nella migrazione neuronale durante lo sviluppo della neo-corteccia cerebrale

34 Journal of Medical Genetics,2004 A locus on 15q15-15qter influences dyslexia: further support from a transmission/disequilibrium study in an Italian-speaking population (Journal of Medical Genetics, 41: 42-46, 2004 ). Uno studio recente è stato effettuato dal gruppo del prof. M. Mazzone- Univ. Catania

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45 ISTOPATOLOGIA 1)Displasie architettoniche: eccesso di circonvoluzioni, lamine affusolate, assente organizzazione colonnare. 2) Ectopie: zone di ectopia, gruppi di cell. che presentano deficit di migrazione nella corteccia. INOLTRE: Assenza di asimmetria del lobo temporale (Steinmetz e Galaburda, 1991). Lassimmetria cerebrale mostra meno fibre del corpo calloso nellistmo. Sono più presenti connessioni intra- emisferiche, nelle simmetrie cerebrali più connessioni interemisferiche (Galaburda, 1990) SONO STATE RISCONTRATE:

46 NEUROIMMAGING 1)Planum temporali simmetrici o con asimmetria invertita, dx più esteso del sx, (Hynd e coll. 1991). 2) Maggior asimmetria nei lobi parietali, lobo parietale sx, (Robichon et al. 2000). 3) Riduzione della sostanza grigia del lobo temporale (Eliez, 2000).

47 NEUROIMMAGING FUNZIONALE 1)Diminuzione dellattivazione nella regione temporale di sinistra e nel giro frontale inferiore. PET (Rumsey e coll. 1992), fRMN (Paulesu e coll. 1996; Shaywitz e coll. 1998; Temple 2000). 2) Alterazioni cerebellari, una simmetria degli emisferi cerebellari. PET (Finch 2002).

48 NEUROFISIOLOGIA 1)Gli ERP (potenziali evocati cognitivi) sono un indice sensibile per analizzare il percorso temporale dei processi cognitivi e delle basi neurali sottostanti. 2) P300: deflessione positiva nella regione centroparietale dello scalpo, nei soggetti dislessici la P300 risulta aumentata in latenza e ridotta in ampiezza. Conclusioni Le alterazioni neurobiolgiche sono unimportante spunto per attuare un programma riabilitativo specifico.

49 EVOLUZIONE NATURALE DELLA DE Prime fasi di acquisizione (1^ elementare) Difficoltà e lentezza nellacquisizione del codice alfabetico e nellapplicazione delle mappature grafema-fonema. Controllo limitato delle operazioni di analisi e sintesi fonemica con errori che alterano in modo grossolano la struttura fonologica delle parole lette. Accesso lessicale limitato o assente anche quando le parole sono lette correttamente. Capacità di lettura, come riconoscimento, di un numero limitato di parole

50 Per la scrittura Deficit nellidentificazione dei singoli suoni che compongono la parola (b?/d?) Deficit nella discriminazione di suoni affini (f/v, c/g, t/d, p/b) Deficit nella corrispondenza tra i suoni e le lettere che li rappresentano nella scrittura Per la lettura Faticoso e impreciso riconoscimento delle lettere scritte Lentezza nella transcodifica segno-suono Difficoltà nella sintesi fonemica EVOLUZIONE NATURALE DELLA DE

51 Fasi successive (2^- 4^ elementare) Graduale acquisizione del codice alfabetico e delle mappature grafema-fonema che non sono pienamente stabilizzate. Possono persistere difficoltà nel controllo delle mappature ortografiche più complesse. Lanalisi e la sintesi fonemica restano operazioni laboriose e scarsamente automatizzate. Migliora laccesso lessicale, anche se resta limitato alle parole più frequenti. EVOLUZIONE NATURALE DELLA DE

52 Per la lettura, si verifica una divaricazione tra le due strategie prevalenti di lettura: Strategia linguistica: più rapida, meno accurata (sostituzioni di parole o di parti della parola) Strategia fonologica: meno rapida, più accurata (errori nelle parole che fanno eccezione). Per la scrittura Difficoltà nei fonemi complessi (ch, gn, gl gh, sc) Errori nelle parole omofone non omografe (luna/luna, lascia/lascia, letto/letto) EVOLUZIONE NATURALE DELLA DE

53 Fase finale (5^ elementare e medie) Padronanza quasi completa del codice alfabetico e stabilizzazione dellemappature grafema-fonema. Lanalisi, la sintesi fonemica e laccesso lessicale cominciano ad automatizzarsi, almeno con le parole di uso più frequente. Limitato accesso al lessico ortografico. Scarsa integrazione dei processi di decodifica e comprensione: la lettura resta stentata. EVOLUZIONE NATURALE DELLA DE

54 UN MODELLO DI LETTURA Analisi Ortografica PAROLA SCRITTA Lessico Ortografico Sistema Semantico Lessico Fonologico Buffer Fonemico PAROLA SCRITTA Trascodifica grafema-fonema

55 Programma di rieducazione della dislessia attraverso un potenziamento della via lessicale (Stella). Il modello ad una via messo a punto da Stella: il modello del doppio accesso non tiene più per spiegare il processo di acquisizione della lettura. Ogni lettore esperto dispone di un magazzino di lessico ortografizzato che permette di leggere con accessi diretti le parole ed in particolare le parole ad alta frequenza (processing in parallelo), senza la necessità di effettuare la conversione grafema-fonema (processing seriale). UN MODELLO DI LETTURA

56 LETTURA FONOLOGICA Lapido munato bacuto miotra notole ecchiu lapiro quodre amizio gamapi falaso tigomo nivaba barloma giagna dagumi buglia strova defito fromopu irrole scorpi pilcone tifola beniro enchea vostia fucido avelli vicepo chiore digato

57 LETTURA LESSICALE Socdno una riccrea dlelUnvrsetiià di Carbmdgie loidrne dlele lertete alliternno di una praloa non ha imprtzaona a ptato che la pimra e lulimta saino nllea gusita psoizoine. Anhce se le ltteere snoo msese a csao una peonrsa può leggere linetra fasre sneza poblremi. Ciò è dovuto al ftato che il nstoro celverlo non lgege ongi sigonla leterta ma tiene in cosinaderzione la prolaa nel suo inesime. Icnrebidile he?

58 Se prendiamo un alunno dalla mente sveglia e non gli permettiamo di imparare, lui è preso dal desiderio di dimostrare che non è lunico a fare fatica…è subito pronto a sottolineare gli errori degli altri…a ridere…a fare il pagliaccio

59 SI PUO FARE QUALCOSA? Riabilitazione: un trattamento riabilitativo tempestivo consente di rafforzare o riattivare le funzioni deficitarie e potenziare le altre presenti. Sono possibili due tipi di intervento: - puntare sullautomatizzazione dei processi di lettura (aumento della correttezza e rapidità nellaccesso al testo) - aiutare il bambino ad utilizzare le strategie acquisite, ad organizzarsi meglio di fronte a testi complessi e a mettere in atto accorgimenti che lo aiutino nello studio

60 UN D.A. NON COMPRESO E NON DIAGNOSTICATO… COMPORTA SOVENTE IL CONSIGLIO, DA PARTE DEL DOCENTE, DI NON PROSEGUIMENTO DEGLI STUDI… NOI PERDIAMO INTELLIGENZE E CAPACITA … AD OGGI SI OSSERVA CHE AGLI STUDI SUPERIORI PERVENGONO GIOVANI PER LE CUI FAMIGLIE UN DIPLOMA O UNA LAUREA SONO, PER MOTIVI DIVERSI, OBIETTIVI IMPRESCINDIBILI!

61 NON E NECESSARIA LINSEGNANTE DI SOSTEGNO!!! SERVE PIUTTOSTO UN BUON LAVORO EFFETTUATO DALLA DOCENTE CURRICULARE CHE DEVE SAPER INTEGRARE IL DISLESSICO E VALORIZZARLO E VALORIZZARLO COME RISORSA PER LA CLASSE COME RISORSA PER LA CLASSE

62 LA DIDATTICA DELLA SPECIALE NORMALITA ED I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI…

63 COSA PUO FARE LINSEGNANTE Linsegnante con il suo metodo non può causare la dislessia ma può aggravarne gli effetti. Giacomo Stella Questi sotto elencati sono consigli di buona pratica ricordando che molto spesso ciò che utilizziamo per il bambino con DSA si rivela molto utile per tutti i suoi compagni. Linsegnante con il suo metodo non può causare la dislessia ma può aggravarne gli effetti. Giacomo Stella Questi sotto elencati sono consigli di buona pratica ricordando che molto spesso ciò che utilizziamo per il bambino con DSA si rivela molto utile per tutti i suoi compagni.

64 CI SONO SOSPETTI DI DISLESSIA … Cosa fare - PARLARE CON I GENITORI - PARLARE CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO - RIVOLGERSI ATTTRAVERSO LA FAMIGLIA AGLI SPECIALISTI per: – UNA DIAGNOSI - UNA EVENTUALE TERAPIA LOGOPEDICA - UNA TERAPIA DI SOSTEGNO PSICOLOGICO (utile per i ragazzini più grandi)

65 INDICATORI PER GLI INSEGNANTI Elementi da osservare nella Scuola dellInfanzia: Disturbo del linguaggio; Inadeguatezza nei giochi metafonologici; Difficoltà a memorizzare filastrocche; Difficoltà nella manualità fine; Goffagine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, ecc..; Inadeguato riconoscimento destra / sinistra Elementi da osservare nella Scuola dellInfanzia: Disturbo del linguaggio; Inadeguatezza nei giochi metafonologici; Difficoltà a memorizzare filastrocche; Difficoltà nella manualità fine; Goffagine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, ecc..; Inadeguato riconoscimento destra / sinistra

66 INDICATORI PER GLI INSEGNANTI Elementi da osservare nella Scuola Primaria: Difficoltà a memorizzare sequenze ( mesi, giorni, ordine alfabetico,…); Difficoltà a copiare dalla lavagna; Utilizzo difficoltoso dello spazio-pagina; Lentezza nellacquisizione del codice alfabetico e della corrispondenza grafema/fonema; Scrittura speculare di grafemi e numeri; Errori fonologici nella fase alfabetica della scrittura (inversioni, sostituzioni, omissioni, intrusioni); Difficoltà con i digrammi e trigrammi; Scarsa competenza metafonologica ; Difficoltà grafo-motorie; Elementi da osservare nella Scuola Primaria: Difficoltà a memorizzare sequenze ( mesi, giorni, ordine alfabetico,…); Difficoltà a copiare dalla lavagna; Utilizzo difficoltoso dello spazio-pagina; Lentezza nellacquisizione del codice alfabetico e della corrispondenza grafema/fonema; Scrittura speculare di grafemi e numeri; Errori fonologici nella fase alfabetica della scrittura (inversioni, sostituzioni, omissioni, intrusioni); Difficoltà con i digrammi e trigrammi; Scarsa competenza metafonologica ; Difficoltà grafo-motorie;

67 INDICATORI PER GLI INSEGNANTI Lettura lenta con errori (salti di riga, ripetizione di riga, confusione tra grafemi p/b/d; a/e/o; u/n; m/n); Difficoltà di calcolo a mente entro il 10; Lentezza ed errori nella enumerazione allindietro da 20 a 0; Difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifra; Difficoltà a memorizzare le procedure delle operazioni aritmetiche; Difficoltà di attenzione; Racconta i fatti quotidiani con occhi particolari e in tempi lunghi perdendo spesso luso di termini anche di uso quotidiano (disnomia); Difficoltà nella lettura dellorologio; Lettura lenta con errori (salti di riga, ripetizione di riga, confusione tra grafemi p/b/d; a/e/o; u/n; m/n); Difficoltà di calcolo a mente entro il 10; Lentezza ed errori nella enumerazione allindietro da 20 a 0; Difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifra; Difficoltà a memorizzare le procedure delle operazioni aritmetiche; Difficoltà di attenzione; Racconta i fatti quotidiani con occhi particolari e in tempi lunghi perdendo spesso luso di termini anche di uso quotidiano (disnomia); Difficoltà nella lettura dellorologio;

68 INDICATORI PER GLI INSEGNANTI Difficoltà nel ricordare le date importanti o il proprio numero di telefono; Difficoltà nel pianificare ed organizzare le proprie attività; Difficoltà nella gestione del tempo; Ha poca autostima e sicurezza di sé. Difficoltà nel ricordare le date importanti o il proprio numero di telefono; Difficoltà nel pianificare ed organizzare le proprie attività; Difficoltà nella gestione del tempo; Ha poca autostima e sicurezza di sé.

69 Il corretto atteggiamento con la famiglia e con gli specialisti è di… - FIDUCIA RECIPROCA - COMUNICAZIONE E CONDIVISIONE - AZIONI COORDINATE: incontrarsi spiegarsi raccontarsi verificare

70 IMPORTANTE in classe è porre attenzione: A OGNI SINGOLO ALUNNO accoglienza ALLATTEGGIAMENTO:non giudicante ALLA DIDATTICA: competente ALLORGANIZZAZIONE DELLA CLASSE: creare relazioni

71 Se infatti è vero che i DSA hanno una base biologica che rende difficile leffettuazione automatica di alcune operazioni.. Linsegnante deve ricordare che questo substrato biologico non è di per sé modificabile. Ciò che può essere modificato, attraverso un lungo esercizio, è lerrore funzionale che tale struttura provoca.

72 Quale strategia suggerire allalunno dislessico ?

73 Metodo dellAuto-osservazione Auto-monitoraggio IL BAMBINO IMPARA AD OSSERVARE E A VALUTARE IL PROPRIO COMPORTAMENTO IMPARA A DARSI LE ISTRUZIONI VERBALI NECESSARIE ALLESECUZIONE DI UN COMPITO QUESTI METODI AVVICINANO LALUNNO ALLAUTONOMIA

74 TENERE CONTO DELLE DIVERSE POTENZIALITA DI OGNI ALUNNO Valorizzare ogni sforzo accettare i piccoli progressi rinforzare e incoraggiare E importante laspetto psicologico e mettersi nei panni degli alunni

75 OGNI GIORNO… adeguare la didattica agli alunni con disturbi di apprendimento averli in mente quando si scrive alla lavagna, quando si detta, quando si danno i compiti...

76 GIUSTIZIA Non significa dare a tutti le stesse cose, ma dare a ciascuno ciò che a ciascuno è necessario. Per essere giusti bisogna trattare gli alunni in difficoltà diversamente.

77 UTILIZZARE LE RISORSE DEI COMPAGNI DI CLASSE spiegare presto la dislessia in classe Sfruttare linsegnamento cooperativo : utilizzare le strategie per la formazione e la conduzione dei gruppi

78 SCUOLA PRIMARIA: IN CLASSE PRIMA Individuare gli alunni che fanno fatica nellapprendimento e si trovano in difficoltà Ripetere le prove di scrittura ogni settimana Ripetere le prove di riconoscimento/lettura delle singole lettere/sillabe/parole Proporre lavori per tutta la classe, e/o per un piccolo gruppo e/o individualmente

79 SCUOLA PRIMARIA: IN CLASSE PRIMA COSA FARE PER TUTTI STAMPATO MAIUSCOLO SCRITTURA SPONTANEA LETTURA PER ANTICIPAZIONE - PROPOSTE DI LAVORO FONOLOGICO - LETTURA SILENZIOSA GIORNALIERA

80 NELLE CLASSI SUCCESSIVE COSA FARE PER LALUNNO DISLESSICO Uso di strategie compensative e dispensative insieme a:. UN LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO. CONCETTI SPIEGATI. CONTENUTI SELEZIONATI : lavorare per ridurre i testi far lavorare a piccoli gruppi

81 INOLTRE COSA FARE Lavoro mirato alle difficoltà Studio in classe da soli/insieme Interrogazioni programmate Verifiche( brevi/chiare/su 1 argomento) Molto lavoro pratico ed esercizi insieme Materiale audiovisivo, cd, computer, registratore

82 NELLA PROPRIA CLASSE Linsegnante impara a : - CONDURRE IL LAVORO FONOLOGICO -RICONOSCERE LE TIPOLOGIE DEGLI ERRORI -FARE UN BILANCIO ORTOGRAFICO -FARE UN BILANCIO DELLA LETTURA: velocità correttezza comprensione -FARE UN BILANCIO DELLA PARTE ESECUTIVA DELLA MATEMATICA

83 IN CLASSE CI SONO PIU DOCENTI: IMPORTANTE LACCORDO TRA DOCENTI confrontarsi e concordare:. LINGUAGGIO SEMPLICE E CHIARO. CONCETTI SPIEGATI E NON DATI PER SCONTATO Selezione dei contenuti lavorare per ridurre i testi far lavorare a piccoli gruppi e individualmente

84 LAVORARE SUL METODO DI STUDIO sottolineatura fare degli schemi fare degli appunti esposizione LAVORARE SULLA ELABORAZIONE DI UN TESTO pianificazione attraverso dei punti stesura revisione

85 La risposta al Disturbo dApprendimento non è la MOTIVAZIONE LA MOTIVAZIONE Può farci fare al meglio delle nostre possibilità quello che già sappiamo fare

86 STRUMENTI COMPENSATIVI E MISURE DISPENSATIVE Nei confronti degli alunni con Disturbi Specifici dellApprendimento (segnalati dagli specialisti)

87 STRUMENTI COMPENSATIVI E DISPENSATIVI Proprio per tutte le difficoltà che deve vivere un dislessico nelle varie attività scolastiche esistono degli strumenti COMPENSATIVI che lo possono rendere autonomo. Questo è un obiettivo importante perché se riesce a far da solo si sentirà come gli altri aumentando la sua autostima e migliorando così le prestazioni.

88 STRUMENTI COMPENSATIVI Computer: + controllo sintattico + controllo ortografico + sintesi vocale tabella dei mesi, tabella dellalfabeto e dei vari caratteri tabella delle misure, tabella delle formule geometriche tavola pitagorica calcolatrice audio registratore o lettore MP3 (con cuffia) vocabolario multimediale Computer: + controllo sintattico + controllo ortografico + sintesi vocale tabella dei mesi, tabella dellalfabeto e dei vari caratteri tabella delle misure, tabella delle formule geometriche tavola pitagorica calcolatrice audio registratore o lettore MP3 (con cuffia) vocabolario multimediale

89 STRUMENTI COMPENSATIVI enciclopedia informatica multimediale su CD ROM Libro parlato (centri) Audiolibro testi scolastici con allegati CD ROM testi in formato PDF – Biblioteca Digitale A.I.D. scanner - OCR internet enciclopedia informatica multimediale su CD ROM Libro parlato (centri) Audiolibro testi scolastici con allegati CD ROM testi in formato PDF – Biblioteca Digitale A.I.D. scanner - OCR internet

90 STRUMENTI DISPENSATIVI Parallelamente, in maniera commisurata alle necessità individuali e allentità del disturbo di apprendimento, si dovrà garantire la dispensa da alcune attività: Lettura a voce alta; scrittura veloce sotto dettatura; ricopiare dalla lavagna; uso del vocabolario; uso mnemonico delle tabelline; Parallelamente, in maniera commisurata alle necessità individuali e allentità del disturbo di apprendimento, si dovrà garantire la dispensa da alcune attività: Lettura a voce alta; scrittura veloce sotto dettatura; ricopiare dalla lavagna; uso del vocabolario; uso mnemonico delle tabelline;

91 STRUMENTI DISPENSATIVI dispensa, ove necessario, dallo studio delle lingue straniere in forma scritta; programmazione di tempi più lunghi per prove scritte ; riduzione del carico di lavoro; interrogazioni programmate; valutazione delle prove scritte ed orali che tengano conto del contenuto e non della forma. dispensa, ove necessario, dallo studio delle lingue straniere in forma scritta; programmazione di tempi più lunghi per prove scritte ; riduzione del carico di lavoro; interrogazioni programmate; valutazione delle prove scritte ed orali che tengano conto del contenuto e non della forma.

92 PEP (Percorso Educativo Personalizzato) Per non lasciare nulla al caso e perché la nostra didattica diventi efficace, sarebbe auspicabile preparare il PEP con la collaborazione del team docente. Deve essere un documento unico per tutte le discipline e deve contenere: Un carattere flessibile; Un linguaggio semplice; Un collegamento con la normativa. Per non lasciare nulla al caso e perché la nostra didattica diventi efficace, sarebbe auspicabile preparare il PEP con la collaborazione del team docente. Deve essere un documento unico per tutte le discipline e deve contenere: Un carattere flessibile; Un linguaggio semplice; Un collegamento con la normativa.

93 PEP (Percorso Educativo Personalizzato) Le strategie metodologiche terranno conto: Tempi di elaborazione; Tempi di produzione; Quantità dei compiti; Comprensione delle consegne; Uso e scelta dei mediatori didattici che facilitano lapprendimento (immagini, schemi, mappe). Le strategie metodologiche terranno conto: Tempi di elaborazione; Tempi di produzione; Quantità dei compiti; Comprensione delle consegne; Uso e scelta dei mediatori didattici che facilitano lapprendimento (immagini, schemi, mappe).

94 PEP (Percorso Educativo Personalizzato) Il documento conterrà: Strumenti compensativi; Misure dispensative; Modalità di verifica; Criteri di valutazione; Accordi con la famiglia; Firme di sottoscrizione: - Team di classe; - Dirigente; - Referente dislessia (non obbligatorio); - Genitori (meglio anche se non obb.); - studente (in base alletà); Tecnico (non obb.) Il documento conterrà: Strumenti compensativi; Misure dispensative; Modalità di verifica; Criteri di valutazione; Accordi con la famiglia; Firme di sottoscrizione: - Team di classe; - Dirigente; - Referente dislessia (non obbligatorio); - Genitori (meglio anche se non obb.); - studente (in base alletà); Tecnico (non obb.)

95 VALUTAZIONE Infine la VALUTAZIONE TENGA CONTO : DEI PUNTI DI FORZA E DELLE DIFFICOLTA DI OGNI SINGOLO ALUNNO DEI PUNTI DI PARTENZA E SIA EDUCATIVA E DINAMICA

96 Strutturare il compito di apprendimento Organizzazione del gruppo classe Ambiente per lapprendimento Scelta dei saperi Creare e gestire un clima relazionale un clima relazionale Interazione tra compagni Modalità di coinvolgimento La comunicazione da parte dellinsegnate Attenzione ai processi cognitivi e metacognitivi Riflessioni degli allievi sul loro apprendimento Individuazione di criteri di verifica e valutazione Progettare il contesto di apprendimento di apprendimento Scelta dei mediatori didattici Individuazione di Strategie facilitanti Scelta di strumenti e loro uso

97 Normativa di riferimento DPR 275/99 Legge 53/03 Nota MIUR 4099/A4 del Nota MIUR 26/A4 del Nota MIUR 1787 del Nota MIUR 4798 del OM n° 22 del

98 DISTURBI DAPPRENDIMENTO DISTURBI DAPPRENDIMENTO La vera sfida è educare chi non lo ha


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