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I totalitarismi. Origine del termine La parola venne usata per la prima volta nellItalia degli anni 20 dagli antifascisti contro le tendenze liberticide.

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Presentazione sul tema: "I totalitarismi. Origine del termine La parola venne usata per la prima volta nellItalia degli anni 20 dagli antifascisti contro le tendenze liberticide."— Transcript della presentazione:

1 I totalitarismi

2 Origine del termine La parola venne usata per la prima volta nellItalia degli anni 20 dagli antifascisti contro le tendenze liberticide del regime e venne subito recepita in senso positivo dai fascisti Sintetizzava laspirazione a una identificazione totale tra Stato e società

3 Definizione Totalitario è quel regime che non si accontenta di controllare la società ma pretende di trasformarla in nome di una ideologia totalitaria appunto, che la pervada interamente attraverso luso combinato del terrore e della propaganda

4 I totalitarismi reprimono qualsiasi dissenso per mezzo di un potente apparato poliziesco e, allo stesso tempo, cercano di mobilitare i cittadini attraverso il monopolio delleducazione, dellistruzione e dei mezzi di comunicazione di massa

5 Secondo G. Mosse il totalitarismo, in particolare quello nazista, fu la conseguenza del processo di nazionalizzazione delle masse. Quando le masse divennero protagoniste della nuova politica,bandiere, inni, simboli di vario genere, cerimonie pubbliche, cortei, parate, costruirono una nuova estetica della politica che produsse codici di riconoscimento e di identificazione collettiva capaci di parlare al cuore di grandi masse scarsamente alfabetizzate

6 Con il regime nazista lestetica della politica raggiunse il suo momento di massimo sviluppo. Ma anche il fascismo italiano e il regime sovietico stalinista sono stati definiti regimi totalitari (più o meno perfetti) per la presenza di elementi comuni: partito unico e rifiuto delle libertà politiche, culto del capo, terrore contro i nemici, propaganda e repressione

7 Ma il totalitarismo non deve essere confuso con i regimi autoritari tradizionali come il franchismo in Spagna e il salazarismo in Portogallo. Nei regimi autoritari di vecchio stampo mancava la volontà di mobilitare le masse e di riceverne il consenso

8 Perché lItalia fu il I paese europeo in cui la nuova destra del XX secolo conquistò il potere? Perché essa costituiva lanello debole della vecchia Europa liberale come la Russia costituiva lanello debole delle potenze europee imperialiste La nazionalizzazione della masse non era stata profonda come in GB, Fr, Germ dove erano state inserite nella vita politica

9 In Italia le radici del liberalismo erano meno profonde che in GB, la nazione non era nata da una rivoluzione di popolo come nella Francia del 1789 e non esisteva il concetto di volk romantico tedesco Il Paese anche dopo lunificazione era rimasto diviso tra Nord e Sud

10 Il Risorgimento aveva visto la contrapposizione tra la tendenza monarchico-liberale e la repubblicano- democratica Era rimasta attiva una componente repubblicana antisistema rafforzata dal movimento socialista e operaio

11 Il Partito socialista italiano era a maggioranza massimalista, cioè rivoluzionario e nel 1919 decise di aderire alla Internazionale comunista

12 LItalia del dopoguerra e il biennio rosso La delusione delle masse contadine e operaie e il mito della rivoluzione bolscevica La grave situazione economico-finanziaria: deficit, inflazione, disoccupazione per la riconversione produttiva : Londata di lotte ed agitazioni sociali (occupazione delle terre, scioperi dei braccianti) delle leghe rosse e bianche e degli ex combattenti La repressione e le riforme (lONC)

13 Tumulti e manifestazioni contro il caroviveri Scioperi operai per i contratti e i salari Gli scioperi nei servizi pubblici Lavanzata dei socialisti e dei cattolici (Sturzo e il PPI nel 1919) Il congresso di Livorno del PSI e la nascita del PCI (1921)

14 Il fascismo La reazione squadrista al movimento socialista I Fasci di combattimento di Mussolini (1919) e il primo programma fascista: repubblica, controllo operaio delle aziende, terre ai contadini ex combattenti, politica estera di potenza, lotta contro socialisti, antiparlamentarismo

15 1920: il ritorno di Giolitti al governo 1921: le elezioni anticipate e i blocchi nazionali (liberali, nazionalisti e fascisti>35) Un parlamento frammentato

16 Le aggressioni squadristiche contro le sedi del PSI, le camere del lavoro ecc; le spedizioni punitive, gli omicidi (le vendette del triangolo rosso nel II dopoguerra) Il PSI impreparato allautodifesa e disorganizzato La connivenza delle forze dellordine con il fascismo

17 Il fascismo come risposta della borghesia agraria e dei ceti medi impauriti dallestremismo rivoluzionario socialista e dal pericolo della rivoluzione proletaria? No: il movimento di occupazione delle fabbriche del 1920, culmine del biennio rosso, aveva avuto uno sbocco sindacale e politico e non rivoluzionario

18 Il fascismo si rafforzò e si estese quando londata ribellistica si era indebolita e il movimento operaio e socialista era passato alla difensiva La stessa nascita del PCI non fece altro che indebolire il movimento Mussolini non rispose a una sfida ma la lanciò

19 1922: La scissione del PSI e la nascita del PSU con a capo Giacomo Matteotti Lo sciopero legalitario contro lo squadrismo e la violenza fascisti e a difesa delle libertà costituzionali

20 28 ottobre 1922: la Marcia su Roma e il colpo di Stato Il rifiuto del re (un re attivo) di firmare lo stato dassedio proposto dal presidente del consiglio Facta per disperdere le squadre fasciste Lappoggio della monarchia e lincarico di governo a Mussolini (violazione dello Statuto materiale)

21 : il governo di coalizione (fascisti, popolari, nazionalisti, liberali) Gli strappi alla carta costituzionale e la fascistizzazione delle istituzioni: 1922: il Gran Consiglio del fascismo 1/1923: la MVSN

22 Il sostegno della Chiesa /7/1923: la legge elettorale Acerbo (2/3 dei seggi alla coalizione con il 25% dei voti) Elezioni del 1924: I brogli e la vittoria del listone nazionale egemonizzato dai fascisti La denuncia dei brogli, il rapimento e luccisione di Matteotti

23 Il momento di sbandamento di Mussolini, le critiche e gli attacchi della stampa libera e dellopinione pubblica La secessione dellAventino Gennaio 1925: lassunzione della responsabilità politica dellomicidio Matteotti da parte di Mussolini e linizio della dittatura

24 a cospetto di tutto il popolo italiano io mi assumo da solo la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se il fascismo è stato una associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere Perquisizioni, arresti, sequestri di giornali, omicidi antifascisti

25 La dittatura Il partito unico Il consenso: un consenso imposto dallalto attraverso i meccanismi di controllo sociale e di inquadramento delle masse nel PNF e nelle sue strutture collaterali (sindacato unico, dopolavoro, enti assistenziali e organizzazioni varie)

26 La mobilitazione e lorganizzazione delle masse e lorientamento dellopinione pubblica (una nuova politica) Luso dei moderni mezzi di comunicazione di massa (radio, cinema), dello sport e del tempo libero organizzato per inquadrare le masse e creare luomo nuovo

27 Le leggi fascistissime ( ) La fine della libertà di parola e di stampa, di scioperi e di manifestazione Labolizione di tutti i partiti e dei sindacati Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato e le condanne degli antifascisti al carcere, al confino e allesilio Labolizione dei sindaci e i podestà

28 La fine delle libere elezioni e i plebisciti, la Camera dei Fasci e delle Corporazioni 1929: i Patti Lateranensi 1)Trattato: il Vaticano, religione di Stato 2)La Convenzione finanziaria: il risarcimento 3)Il Concordato: il matrimonio religioso con effetti civili, la religione cattolica e linsegnamento

29 La repressione: lOVRA, la milizia, il tribunale speciale Il consenso e lorganizzazione: il Dopolavoro, lOpera Balilla, i fasci femminili, i GUF

30 Un totalitarismo imperfetto o meglio incompiuto La presenza di altri attori: il re, il papa, la diplomazia, lesercito I poteri forti e le amministrazioni parallele Le ACLI

31 La politica economica I fase liberista e del risanamento finanziario con De Stefani ( ): politica liberista, privatizzazioni, riduzione spesa pubblica, licenziamento di impiegati pubblici, pareggio del bilancio II fase neoprotezionista e del dirigismo monetario con Volpi ( ): battaglia del grano, quota 90, il sistema corporativo

32 III fase dei salvataggi bancari e delleconomia mista ( ): la crisi del 29, lintervento dello Stato nelleconomia (1931>IMI e 1933>IRI), deficit spending, deflazione e repressione lotte sociali, lavori pubblici, la bonifica integrale (prosciugamento, sistemazione idraulica, valorizzazione agricola con nuovi villaggi e nuove colture)

33 IV fase dellautarchia e delleconomia di guerra ( ): le sanzioni e lautosufficienza, il basso tenore di vita e il basso ritmo di crescita

34 La politica estera I fase ( ): revisionismo, lavvicinamento allIntesa, la I politica coloniale (Libia, Somalia, Eritrea), il tentativo di annessione dellAustria da parte di Hitler sventato da Mussolini (1934), la conferenza di Stresa e la condanna del riarmo tedesco (1935)

35 II fase ( ): limperialismo fascista, laggressione alla Etiopia, la condanna da parte della SN e le sanzioni contro lItalia, lavvicinamento alla Germania nazista,la guerra civile spagnola e lasse Roma- Berlino (1936), lAnschluss (1938), il Patto dacciaio (1939) e lintervento automatico a favore dellalleato


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