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INTERVISTA VIRTUALE A S.PAPERT Esposito Nunzia MATRICOLA 3511531.

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Presentazione sul tema: "INTERVISTA VIRTUALE A S.PAPERT Esposito Nunzia MATRICOLA 3511531."— Transcript della presentazione:

1 INTERVISTA VIRTUALE A S.PAPERT Esposito Nunzia MATRICOLA

2 Papert è il più grande studioso internazionale delle modalità attraverso le quali i bambini possono usare il computer per migliorare il proprio apprendimento e studio.

3 1. Distinto professor Papert come nasce questo libro “CONNECTED FAMILY”? Questo libro è rivolto alle FAMIGLIE e alle SCUOLE, istituzioni che non possono più fare a meno di avere il computer e di utilizzarlo. Esso è una guida per genitori e insegnanti, che hanno bisogno non tanto di sapere come è fatto un computer, o sapere quanto i computer aiutino i bambini, questo è risaputo. Genitori ed insegnanti hanno piuttosto bisogno di conoscere come i bambini imparano e poter usare il computer come strumento di riflessione delle loro modalità di apprendimento.

4 2. Allora i corsi che si fanno di alfabetizzazione informatica non sono molto utili? Più che di alfabetizzazione informatica dovremmo parlare di DIMESTICHEZZA. Più che di alfabetizzazione informatica dovremmo parlare di DIMESTICHEZZA. Molto spesso si parla di alfabetizzazione informatica facendo riferimento all’apprendimento dell’ABC del funzionamento del computer. I bambini sono profondamente analfabeti perché non hanno imparato che attraverso il computer si possono realizzare PROGETTI INDIVIDUALI e PERSONALI. In questo senso è meglio parlare di dimestichezza informatica. A tal proposito vorrei citare un passo esemplificativo presente nel mio libro: “[…] la parola dimestichezza esprime l’aspetto più importante del tipo di conoscenza che i bambini dovrebbero avere nei confronti della tecnologia. C’è molta differenza tra l’avere una conoscenza anche profonda ma scolastica di una lingua straniera ed il parlarla in maniera fluida e naturale. Conosco persone che non hanno mai avuto meno di 10 in francese e che potrebbero raccontarvi tutto sulle diverse forme dei verbi, ma che in un supermercato di Parigi avrebbero qualche problema a chiedere dove poter trovare i detersivi. Molti corsi di alfabetizzazione informatica ottengono che gli studenti acquisiscano molti concetti sui computer e sulle modalità di utilizzo, ma che quando essi si trovino in una situazione poco familiare, annaspino e incespichino come qualcuno che cerca la parola giusta in una lingua straniera di cui ha una qualche conoscenza però senza confidenza”. Si acquisisce confidenza nell’uso della tecnologia nello stesso modo in cui questa viene raggiunta nell’apprendimento di una lingua straniera. La naturalezza si sviluppa attraverso la pratica. Molto spesso si parla di alfabetizzazione informatica facendo riferimento all’apprendimento dell’ABC del funzionamento del computer. I bambini sono profondamente analfabeti perché non hanno imparato che attraverso il computer si possono realizzare PROGETTI INDIVIDUALI e PERSONALI. In questo senso è meglio parlare di dimestichezza informatica. A tal proposito vorrei citare un passo esemplificativo presente nel mio libro: “[…] la parola dimestichezza esprime l’aspetto più importante del tipo di conoscenza che i bambini dovrebbero avere nei confronti della tecnologia. C’è molta differenza tra l’avere una conoscenza anche profonda ma scolastica di una lingua straniera ed il parlarla in maniera fluida e naturale. Conosco persone che non hanno mai avuto meno di 10 in francese e che potrebbero raccontarvi tutto sulle diverse forme dei verbi, ma che in un supermercato di Parigi avrebbero qualche problema a chiedere dove poter trovare i detersivi. Molti corsi di alfabetizzazione informatica ottengono che gli studenti acquisiscano molti concetti sui computer e sulle modalità di utilizzo, ma che quando essi si trovino in una situazione poco familiare, annaspino e incespichino come qualcuno che cerca la parola giusta in una lingua straniera di cui ha una qualche conoscenza però senza confidenza”. Si acquisisce confidenza nell’uso della tecnologia nello stesso modo in cui questa viene raggiunta nell’apprendimento di una lingua straniera. La naturalezza si sviluppa attraverso la pratica.

5 3. Qual è allora l’approccio metodologico più idoneo nell’utilizzare le tecnologie con i bambini? La proposta metodologica che dovrebbe essere fatta è quella di IMPARARE AD IMPARARE attraverso un approccio di co-costruzione della conoscenza attraverso una modalità ludico-esperienziale. Dalla mia esperienza ho costatato che i bambini aiutati e supportati, assieme a software semplici e fruibili, trasformano il loro entusiasmo per giocare, in entusiasmo per programmare i loro computer games e questo li porta a scoprire cose nuove sul gioco, sul funzionamento del computer e sull’educazione (piccola digressione proprio quello che è successo a me usando Iplozero) La proposta metodologica che dovrebbe essere fatta è quella di IMPARARE AD IMPARARE attraverso un approccio di co-costruzione della conoscenza attraverso una modalità ludico-esperienziale. Dalla mia esperienza ho costatato che i bambini aiutati e supportati, assieme a software semplici e fruibili, trasformano il loro entusiasmo per giocare, in entusiasmo per programmare i loro computer games e questo li porta a scoprire cose nuove sul gioco, sul funzionamento del computer e sull’educazione (piccola digressione proprio quello che è successo a me usando Iplozero)

6 4. Come ci si deve comportare allora di fronte ai video giochi commercializzati? Ogni volta che si apprende qualcosa, si apprendono due grandi realtà: una riguarda ciò che si aveva intenzione di apprendere, l’altra riguarda il metodo di apprendimento utilizzato. Ogni volta che si apprende qualcosa, si apprendono due grandi realtà: una riguarda ciò che si aveva intenzione di apprendere, l’altra riguarda il metodo di apprendimento utilizzato. Nello scegliere i giochi/attività al computer è necessario tener conto di questi due aspetti, e non cadere nell’errore, ad esempio per quanto riguarda la matematica, di considerare la matematica come risposta in modo automatico a delle domande. Nello scegliere i giochi/attività al computer è necessario tener conto di questi due aspetti, e non cadere nell’errore, ad esempio per quanto riguarda la matematica, di considerare la matematica come risposta in modo automatico a delle domande. Dietro ad un APPRENDIMENTO EFFICACE vi sta un APPRENDIMENTO DOMESTICO, legato alla vita quotidiana, alla realtà, all’esperienza e all’intuizione. Dietro ad un APPRENDIMENTO EFFICACE vi sta un APPRENDIMENTO DOMESTICO, legato alla vita quotidiana, alla realtà, all’esperienza e all’intuizione. Poi vi è un APPRENDIMENTO SCOLASTICO più formalizzato e necessario, molto utile ma che per essere significativo necessita dell’esperienza e dell’intuizione. Poi vi è un APPRENDIMENTO SCOLASTICO più formalizzato e necessario, molto utile ma che per essere significativo necessita dell’esperienza e dell’intuizione. Tenuto conto di questo, rispetto ai giochi multimediali, vi sono tre approcci: Tenuto conto di questo, rispetto ai giochi multimediali, vi sono tre approcci: - GIOCHI ISTRUZIONISTI (è necessario essere scettici di fronte a questi giochi perché il bambino è assolutamente passivo); - GIOCHI COSTRUZIONISTI (è necessario avere software adatti ed imparare ad usarlo prima noi adulti e poi presentarlo ai bambini); - GIOCHI COSTRUZIONISTI (è necessario avere software adatti ed imparare ad usarlo prima noi adulti e poi presentarlo ai bambini); - IMPARARE AD IMPARARE (costruire un gioco in famiglia) Le critiche ai software educativi sono: - ruolo attivo della macchina e non del bambino; - il software è ingannevole nelle sue pubblicità (Esempio: comprate questo software perché vostro figlio imparerà senza accorgersene. Non va mai dimenticato che IL MIGLIOR APPRENDIMENTO E’ QUELLO GODUTO E CONSAPEVOLE); - no feedback sotto forma di commento giusto o sbagliato (il bambino deve poter fare pratica ed essere consapevole delle cose giuste o sbagliate). I principi da seguire per la scelta dei software sono: - ruolo attivo del bambino; - possibilità di condividere le attività; - scegliere software interessanti anche per l’adulto, chiari e con più livelli; - avere a disposizione diversi software tra cui scegliere.

7 5. Come si spiega il crescente numero di bambini affezionati all’uso del computer e più in generale delle nuove tecnologie? Esiste un affetto profondo e sempre più diffuso tra i bambini e i computer e molti genitori sono preoccupati di questo. Per capire questo nuovo legame è necessario comprendere COME UN BAMBINO APPRENDE: - APPRENDIMENTO DOMESTICO (il bambino esplora il mondo e ogni cosa è degna di essere guardata) - APPRENDIMENTO SCOLASTICO (il bambino si rende conto che il mondo è molto più grande e non è possibile esplorarlo tutto allo stesso modo, mediante l’esperienza diretta. Ed allora cambiano le modalità di acquisizione delle conoscenze ed essi diventano più dipendenti dall’adulto. A livello emotivo questo cambiamento non avviene in modo neutro perché il bambino perde quella soddisfazione di poter fare da solo). Il computer, ma in generale i nuovi media, offrono la possibilità di mantenere alta l’aspettativa dell’imparare da solo e i genitori, come gli insegnati non possono comportarsi come dei cyberstruzzi e non cogliere questo cambiamento.

8 6. Professor Papert, vi sono però anche molti bambini che non amano molto usare il computer, come si spiega? Il non piacer usare il computer nasce dall’ambiente in cui è inserito il bambino. Il computer può rientrare come altri strumenti esempio i libri nella cultura familiare, utilizzandoli con i bambini e per realizzare percorsi personali. Non dobbiamo mai dimenticarci che i bambini assorbono giudizi, idee, valutazioni, atteggiamenti dall’ambiente in cui sono immersi e questo anche in riferimento all’uso del computer. Il loro non piacere ad usare il computer nasce dall’ambiente in cui sono immersi: ciò che fa piacere il computer oppure no è l’uso individuale e indipendente che ne deriva. Non esiste che il computer non piaccia in assoluto, come per la musica esistono generi diversi e qualcuno piace e qualcun altro no, lo stesso vale per il computer, ci sarà qualche attività in cui ci si diverte di più e che si svolge più volentieri ed altre no.

9 7. Quale dovrebbe essere l’atteggiamento corretto dei genitori? I genitori dovrebbero imparare dai loro figli e per farlo è necessario creare uno spazio comune di CONDIVISIONE e di lavoro ASSIEME. L’atteggiamento corretto è quello di LASCIAR FARE AI BAMBINI e IMPARARE DA LORO, con tale pratica è possibile accostarsi e rispettare i vari stili di apprendimento e le varie competenze di ognuno. È importante per sollecitare i bambini ad imparare riconoscere qual è il loro modo di imparare, e allo stesso tempo ai genitori fa bene riflettere sul proprio stile di apprendimento. Per riconoscere e rispettare come il nostro bambino impara è fondamentale fermarsi a pensare come noi impariamo cose nuove, con quali modalità e strategie.

10 8. Possiamo allora dire che questa dovrebbe essere anche la metodologia usata dagli insegnanti a scuola? Ebbene sì. La scuola non ha fatto grandi cambiamenti rispetto all’uso del computer. Essa è rimasta piuttosto resistente al cambiamento. Le FORZE PROPULSIVE per il cambiamento a scuola sono:  INDUSTRIA INFORMATICA (che ha tutte le intenzioni di entrare nel mondo della scuola e ha tutti i requisiti per farlo)  BISOGNO DI NUOVI APPROCCI PER L’APPRENDIMENTO  POTERE DEI BAMBINI (ogni bambino che apprende attraverso il computer è un agente di cambiamento e rinforza la cultura dell’apprendimento attraverso le nuove tecnonologie)

11 9. Quindi lei è ottimista rispetto all’uso dei computer? Riguardo alla tecnologia non sono un’inguaribile ottimista, ma sono sicuro che le nuove tecnologie miglioreranno l’apprendimento dei bambini, e non solo anche degli adulti. Non solo i genitori sono preoccupati dell’utilizzo così massiccio del computer. Vi sono infatti i CYBERCRITICI che avvertono delle disastrose conseguenze nell’uso del computer, e i CYBERUTOPISTI che invece ne decantano le meraviglie. Chi ha ragione? A livello superficiale entrambi dicono cose giuste: i primi possono dimostrare quanti soldi sono stati investiti con scarsi risultati; i secondi prospettano con la rivoluzione digitale una vita migliore. E rispetto l’apprendimento? Le nuove tecnologie possono migliorare tantissimo l’apprendimento dei bambini, è sicuramente importante usare un APPROCCIO CRITICO e COSTRUTTIVO. Vorrei riportare un esempio fatto nel mio libro: “Jenny è una bambina che faceva molta fatica in grammatica, perché la percepiva lontana dalla sua intenzionalità. Il computer le ha permesso di legare la grammatica formale con quella intuitiva (intuizione ed esperienza sono fondamentali per l’apprendimento)”. L’utilizzo del computer porterà un megacambiamento, che non è relativo solo alla specifica attività svolta, ma è globale e non dobbiamo né nasconderci né averne paura.

12 10. Molti genitori pensano che sia rischioso usare il computer e soprattutto navigare in Internet, lei cosa consiglia? È vero che ci sono dei pericoli soprattutto per quanto riguarda la RETE ad esempio: - informazioni non adatte per i bambini; - informazioni non adatte per i bambini; - comunicazioni ingannevoli - comunicazioni ingannevoli I genitori possono avere due reazioni: - impedire ai bambini di mettersi in contatto con persone indesiderate; - permettere ai bambini di connettersi solo ad un sito Quel che è importante è aiutare i bambini a sviluppare un atteggiamento critico rispetto all’utilizzo e alla gestione delle nuove tecnologie, e questo è legato alle tecnologie informatiche.

13 11. Cosa intende per cultura della famiglia? Il computer è un’ importante risorsa per la famiglia per migliorare la COESIONE FAMILIARE e la CULTURA DELL’APPRENDIMENTO della famiglia. Per cultura dell’apprendimento si intende il modo in cui la famiglia considera l’apprendimento: convinzioni, idee, attività preferite, stili di apprendimento.

14 12. Traducendo il titolo “Connected Family”, leggo “Connessione Familiare”, cosa significa? Il computer come le altre tecnologie potrebbe essere funzionale alla coesione familiare nel senso che i genitori imparano dai bambini, costruiscono insieme qualche attività. I bambini imparano con molta più naturalezza e immediatezza il funzionamento dei nuovi media, mentre gli adulti lo fanno con più difficoltà, essendo per loro un linguaggio “secondo” rispetto ai loro figli. Ed allora quale occasione migliore per avere i propri figli come maestri? Ciò che stupisce noi adulti è il MODO SPONTANEO e fatto da tentativi ed errori con il quale il bambino impara e non ha paura del fallimento. Rispetto alle nuove tecnologie i bambini soffrono della loro opacità, e cioè della loro scarsa trasparenza e accessibilità rispetto al loro funzionamento interno; in passato il bambino piccolo era vicino al papà che metteva a posto il motore delle macchina con il cofano motore aperto ed imparava un sacco di cose sul funzionamento dell’autovettura; con il computer questa cosa non si può fare, ma utilizzando il WEB i bambini possono esplorare e capire come funziona una pagina multimediale ad esempio.

15 13. Mi stupisce molto parlare di valori a proposito di tecnologie, sto proprio realizzando una tesi sui valori quali strumento per riscoprire l’essenzialità dell’uomo. Più che di valori relativi alle tecnologie, si può parlare di valori relativi all’apprendimento. È indispensabile quando si parla di apprendimento soffermarsi anche sui VALORI DI ONESTA’ E RISPETTO DEGLI INDIVIDUI. L’inganno riguarda la capacità di mentire e di non trovare il giusto senso e significato delle attività che si fanno. Per migliorare le attività di apprendimento dobbiamo STIMOLARE IL BAMBINO CHE AGISCE. Molti bambini sono portati a dire: “Ma io non sono capace nei calcoli!”, espressione che non nasce da una mancanza del bambino, ma dal fatto di non essere mai stato condotto sulla giusta strada dell’apprendimento, ma ad esempio attraverso il computer è possibile creare una Matelandia virtuale, il paese della matematica, nel quale si impara facendo.

16 14. Per il futuro, professor Papert, cosa dobbiamo aspettarci? Le tecnologie porteranno un megacambiamento al quale non potremmo sottrarci. Tale cambiamento non è solo relativo alle attività svolte o ai prodotti commercializzati, ma sarà globale. Porterà ad un cambiamento culturale nel concepire la didattica e i materiali che si possono utilizzare.


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