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Il contesto politico scolastico: Cittadinanza e Costituzione,Calendario civile, strategia di Lisbona, riforma Gelmini Maurizio Gusso (Milano, 25 febbraio.

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1 Il contesto politico scolastico: Cittadinanza e Costituzione,Calendario civile, strategia di Lisbona, riforma Gelmini Maurizio Gusso (Milano, 25 febbraio 2010)

2 Indice della relazione (I) 1. La normativa italiana ed europea su Edu- cazione alla cittadinanza e Storia: luci e om- bre 2. La necessità/utilità di valorizzare le risor- se della ricerca didattica. Un esempio: la so- lidarietà reciproca fra educazioni e discipli- ne e in particolare fra educazione alla citta- dinanza e Storia

3 Indice della relazione (II) 3. Leducazione alla cittadinanza interculturale e la Rete ELLIS 4. Solidarietà reciproca fra Storia ed educazione alla cittadinanza 5. Un approccio sensato al Calendario civile sco- lastico italiano, europeo e internazionale 6. Riferimenti bibliografici 7. Sitografia essenziale

4 1. La normativa italiana ed europea su Cittadinanza e Storia 1.1 La normativa europea 1.2 La normativa italiana

5 1.1 La normativa europea La strategia di Lisbona Le otto competenze chiave per lapprendimento per- manente previste dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre Programmi e siti europei di Educazione alla cittadi- nanza democratica/attiva Le raccomandazioni del Consiglio dEuropa a propo- sito dellinsegnamento della Storia Alcune ricorrenze europee o promosse dallEuropa

6 1.1.1 La strategia di Lisbona La strategia di Lisbona (o agenda di Lisbona o processo di Lisbona) prende il nome dal programma di riforme (rivolte a rendere leconomia dellUnione Europea la più com- petitiva al mondo e a raggiungere la piena occupazione attorno al 2020)) approvato dai Capi di Stato e di Governo dellUnione Europea nella riunione straordinaria del Consiglio europeo, svoltasi a Lisbona nel marzo Fra le priorità, quelle della conoscenza, della ricerca, dellinnovazione, della riforma del Welfare State, dellinclusione sociale, della riqualificazione del lavoro, del coordinamento europeo delle politiche dellistruzione, dellapprendimento lungo tutto larco della vita, delle pari opportunità, della lotta contro xenofobia e razzismo. Il processo di attuazione di tale programma è stato ostacolato e rallentato da vari fattori (resistenze e ritardi nazionali, accresciuta concorrenza internazionale, crisi economica mondiale ecc.), ma è stato rilanciato, seppur con obiettivi in parte ridimensionati, nel , e dal Trattato di Lisbona del dicembre Le sue priorità sono ancora valide, sebbene alcuni aspetti restino da approfondire. Cfr. Ian Davies, Leducazione e la cittadinanza europea. Un progetto educativo per la strategia di Lisbona, in Paolo Bernardi – Saura Rabuiti (a c. di), Le scienze sociali per la cittadinanza europea. Storia – Geografia – Educazione al patrimonio, I Quaderni di Clio 92, 2009, n.9, pp.9-33.

7 1.1.2 Le 8 competenze chiave per lapprendimento permanente (I) Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per lapprendimento permanente: 8 competenze chiave: 1. comunicazione nella madrelingua; 2. comunicazione nelle lingue straniere; 3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4. competenza digitale; 5. imparare a imparare; 6. competenze sociali e civiche; 7. spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8. consapevolezza ed espressione culturale.

8 1.1.2 Le 8 competenze chiave per lapprendimento permanente (II) Osservazioni critiche: sono competenze eterogenee: a) solo la competenza n. 5 (imparare a imparare) è effet- tivamente trasversale rispetto a tutte le discipline; b) le altre competenze rappresentano la proiezione trasver- sale di competenze proprie di singole discipline o aree di- sciplinari: linguistiche (nn.1-2), matematiche (n.3), scientifi- che (n.3), tecnologico-digitali (nn.3-4), sociali e civico-giu- ridiche (n.6), economiche (n.7) e artistico-culturali (n.8). Mancano, però, completamente competenze spaziali (o geografiche) e temporali (o storiche).

9 1.1.3 Programmi e siti europei di Educazione alla cittadinanza A) Sul 2005 Anno europeo della cittadinanza attraverso l'e- ducazione cfr. il sito tematico in italiano educazioneeducazione del sito del Consiglio dEuropa.www.coe.int B) Cfr. i siti tematici del Consiglio dEuropa - Education for Democratic Citizenship and Human Rights (in inglese) - Éducation à la Citoyenneté Démocratique at aux Droits de lHomme (in francese)

10 1.1.4 Le raccomandazioni del Con- siglio dEuropa a proposito di Storia A) Consiglio dEuropa, Recommendation 1283 (1996) on history and the learning of history in Europe: s/AdoptedTexts/Rec1283_en.pdfs/AdoptedTexts/Rec1283_en.pdf. B) Consiglio dEuropa, Recommendation Rec(2001)15 on history teaching in twenty-first-century Europe: s/AdoptedTexts/Rec(2001)15_en.pdfs/AdoptedTexts/Rec(2001)15_en.pdf. Cfr. V.Micocci, Linsegnamento della storia nei programmi del Consiglio dEuropa, Società e storia, 2004, n.103, pp

11 1.1.5 Alcune ricorrenze europee o promosse dallEuropa A) Il Giorno europeo o Festa dellEuropa (9 maggio). B) Altre ricorrenze: es.: - la Giornata internazionale contro lomofobia e la transfo- bia (17 maggio), ricorrenza internazionale promossa dal- lEuropa; - la Giornata europea delle lingue (26 settembre). A parte vanno considerati gli Anni Europei (per esempio: il 2005 Anno europeo della cittadinanza attraverso l'educa- zione: cfr. il sito tematico del Consiglio dEuropa EducazioneEducazione).

12 1.2 La normativa italiana Mancanza di una normativa organica, coesa e unitaria La riforma Fioroni La riforma Gelmini Il Calendario civile scolastico

13 1.2.1 Mancanza di una normativa organica, coesa e unitaria La normativa vigente è la risultante eterogenea di scelte le- gislative e normative di ispirazioni pedagogiche e politico- scolastiche contrastanti: a) la riforma Moratti, contrapposta al precedente tentativo più organico di riordino dei cicli Berlinguer/De Mauro; b) la riforma Fioroni; c) la riforma Gelmini (di fatto riforma Gelmini-Tremonti). Manca, perciò, una normativa organica, coesa e unitaria (anche nel senso della coerenza del curricolo verticale).

14 1.2.2 La riforma Fioroni Le 8 competenze chiave di cittadinanza previste alla fine del nuovo biennio obbligatorio Pregi e limiti della rifor- ma Fioroni

15 competenze chiave di cittadinanza previste a fine biennio DM (Ministero Fioroni): 8 competenze chiave di cittadinanza da ac- quisire al termine dellistruzione obbligatoria: 1. imparare ad imparare; 2. progettare; 3. comunicare; 4. collaborare e partecipare; 5. agire in modo autonomo e responsabile; 6. risolvere problemi; 7. individuare collegamenti e relazioni; 8. acquisire ed interpretare linformazione; da declinare in 4 assi culturali: I)dei linguaggi; II)matematico; III)scientifico-tecnologico; IV)storico-sociale.

16 Pregi e limiti della riforma Fioroni Pregi e limiti del tentativo (DM ) di rein- terpretare criticamente le otto competenze chiave per lap- prendimento permanente europee, trasformandole in otto competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dellistruzione obbligatoria, da applicare a quattro Assi culturali, fra cui quello storico-sociale Pregi e limiti delle Indicazioni per il curricolo per la scuola dellinfanzia e per il primo ciclo distruzione alle- gate al DM

17 Pregi e limiti delle 8 com- petenze chiave di cittadinanza (I) A) Pregi: tutte e 8 le competenze sono effettivamente tra- sversali e vanno applicate ai 4 Assi culturali, fra cui quello storico-sociale. B) Limiti: le 3 competenze specifiche dellasse storico-so- ciale non sono competenze sistemiche fondative dellasse ed epistemicamente e formativamente aggiornate, ma una sommatoria di macrocompetenze (una geostorica, generi- ca, troppo aggregata e scritta male; una civico-giuridica; u- na economica, piuttosto riduttiva); non è chiaro il loro nesso con le 8 competenze trasversali; chi le ha scritte non ha te- nuto conto della ricerca didattica nellarea geo-storico-so- ciale.

18 Pregi e limiti delle 8 com- petenze chiave di cittadinanza (II) Competenze specifiche dellasse storico-so- ciale (nuovo biennio obbligatorio): I) Comprendere il cambiamento e la diversi- tà dei tempi storici in una dimensione diacro- nica attraverso il confronto fra epoche e in u- na dimensione sincronica attraverso il con- fronto fra aree geografiche e culturali.

19 Pregi e limiti delle 8 com- petenze chiave di cittadinanza (III) II) Collocare lesperienza personale in un si- stema di regole fondato sul reciproco ricono- scimento dei diritti garantiti dalla Costituzio- ne, a tutela della persona, della collettività e dellambiente.

20 Pregi e limiti delle 8 com- petenze chiave di cittadinanza (IV) III) Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio.

21 Pregi e limiti delle Indicazioni per il primo ciclo A) Pregi: sono state scritte in modo unitario da sot- tocommissioni formate da esperti di didattica della Storia e della Geografia, che hanno tenuto conto delle ricerche didattiche disciplinari integrandole. B) Limiti: non sono state adeguatamente supporta- te da un piano di formazione dei docenti, né prese in debita considerazione dagli estensori delle Indi- cazioni per il secondo ciclo.

22 1.2.3 La riforma Gelmini Limiti nel metodo Limiti nel merito (comuni in larga parte alla riforma Moratti e alla riforma Gelmini e molto più vistosi di quelli delle riforme Berlinguer-De Mauro e Fioroni) Cittadinanza e Costituzione

23 Limiti nel metodo A) Mancato coinvolgimento delle forze sociali e professionali (es.: associazioni disciplinari della scuola) nella formulazione dei Regolamenti e delle Indicazioni nazionali per gli obiettivi specifici di ap- prendimento. B) Riforma imposta a Parlamento, Paese e case editrici senza rispetto dei tempi di formalizzazione e di attuazione.

24 Limiti nel merito A) Limiti di carattere generale: es.: - riduzione dei finanziamenti alla scuola pubblica; - svuotamento del nuovo obbligo di istruzione, spendibile anche nellistruzione e formazione professionale regionale e nellapprendistato; - maggiore arretratezza delle scelte per i Licei (scarso rilievo dato ad abilità, competenze e laboratori) rispetto a quelle per gli Istituti tecnici e professionali. B) Limiti riguardanti specificamente Storia e Geografia: es.: - Geografia è prevista nellarea di istruzione solo nei bienni dei Licei; - riduzione dellorario di Storia e Geografia nei bienni dei Licei; - Storia nel nuovo biennio obbligatorio termina con lAlto Medio Evo, anziché con letà contemporanea, anche negli Istituti professionali e nei corsi serali (ex Progetto Sirio), in cui prima era previsto un insegnamento di storia contempora- nea.

25 Cittadinanza e Costituzione A)Legge 169/2008, art.1: Cittadinanza e Costituzione (C&C) entro il monte ore dellarea storico-geografica / storico-sociale: sperimentazio- ne nazionale e azioni di sensibilizzazione/ formazione del personale della scuola. B) Documento dindirizzo MIUR per la sperimentazione di C&C ( ) C) Bando di concorso per la sperimentazione di C&C (Decreto 114 del dellANSAS ex INDIRE) D) Sito ANSAS ex INDIRE Il Ministro è stato costretto a fare marcia indietro: C&C non è una ma- teria con monte ore e voto autonomi, ma un insegnamento in parte trasversale, ancorché appoggiato a Storia (con o senza Geografia) o a Diritto ed Economia.

26 1.2.4 Il Calendario civile scolastico (I) Con unespressione un po gergale viene chiamato Calendario civile scolastico un in- sieme di feste e ricorrenze civili in vari modi riconosciute dal calendario scolastico ufficia- le o valorizzate sul piano didattico dal Mini- stero dellIstruzione e/o dagli Istituti scolasti- ci e/o dai docenti di un determinato Paese.

27 1.2.4 Il Calendario civile scolastico (II) La legislazione e la normativa italiane prevedono, accanto alle feste religiose nazionali e locali, una serie di festività civili. A) Festività nazionali (riconosciute anche come giorni di vacanza) significative anche da un punto di vista formativo-didattico: la Festa/Anniversario della Liberazione (25 apri- le); la Festa del lavoro/dei lavoratori (primo maggio); la Festa della Repubblica italiana (2 giugno).

28 1.2.4 Il Calendario civile scolastico (III) B) Festività mobili nazionali (non riconosciute come giorni di vacanza) significa- tive anche da un punto di vista formativo-didattico: la Giornata dellUnità Nazio- nale e delle Forze Armate (prima domenica di novembre). C) Solennità e ricorrenze civili nazionali (non riconosciute come giorni di vacan- za) significative anche da un punto di vista formativo-didattico: - il Giorno della Memoria (27 gennaio); - il Giorno del Ricordo (10 febbraio); - il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e interna- zionale e delle stragi di tale matrice (9 maggio). Occorre, poi, aggiungere la Giornata Nazionale della Bandiera (7 gennaio), fe- steggiata principalmente a Roma e a Reggio Emilia, e la Giornata nazionale del Braille (21 febbraio). A parte vanno considerate le ricorrenze civili europee (cfr. punto 1.1.5) e inter- nazionali (es.: la Giornata internazionale della donna: 8 marzo; la Giornata in- ternazionale della pace: 21 settembre; la Giornata Mondiale dei Diritti Umani: 10 dicembre).

29 2. Necessità/utilità di valorizzare le risorse della ricerca didattica 2.1 Necessità/utilità di non limitarsi alle fonti normative, ma di valorizzare le risorse delle sensate esperienze della ricerca educativa e didattica 2.2 Solidarietà reciproca fra educazioni e discipline e in particolare fra educazione alla cittadinanza e discipline geo-storico-sociali

30 2.1 Necessità di valorizzare le risorse della ricerca didattica (I) Dati i limiti delle normative scolastiche e migratorie europee e italiane, si rende necessaria una sorta di rivoluzione co- pernicana: a) assumere le sensate esperienze della ricerca didatti- ca, le Carte internazionali dei diritti umani e i processi par- tecipativi democratici come stella polare/bussola delle- ducazione alla cittadinanza; b) assumere le normative scolastiche e migratorie europee e italiane come linee di costa per una navigazione non solo costiera (cittadinanza locale e nazionale), ma transo- ceanica (cittadinanza interculturale e planetaria).

31 2.1 Necessità di valorizzare le risorse della ricerca didattica (II) Conviene riallacciarsi criticamente alle ipotesi di curricolo verticale positivamente continuo/discon- tinuo di Storia, Geografia, Studi sociali/Scienze so- ciali, Economia e Diritto, sperimentate negli ultimi anni in Italia e in altri Paesi e/o proposte dalle as- sociazioni disciplinari di Storia, Geografia, Econo- mia e Diritto e Scienze sociali con cui il MIUR ha protocolli dintesa e/o convenzioni (es.: Clio 92, INSMLI, LANDIS; AIIG; AEEE – Italia; Passaggi).

32 2.2. Solidarietà reciproca fra Storia ed Educazione alla cittadinanza Educazioni e discipline: una solidarietà reci- proca Solidarietà reciproca fra nuove educazioni e discipline: il caso Storia La solidarietà reciproca fra Storia ed Educa- zione alla cittadinanza come caso particolare della solidarietà reciproca fra discipline e nuove educa- zioni

33 2.2.1 Educazioni e discipline: una solidarietà reciproca Le educazioni di prima gene- razione Le educazioni di seconda ge- nerazione (nuove educazioni) Solidarietà reciproca fra nuove educazioni e discipline/aree discipli- nari

34 Le educazioni di prima generazione Educazioni di prima generazione: educazioni… linguistico-comunicativa/letteraria; estetica/artistica/allimmagine; musicale; psicomotoria; scientifica; tecnologica; informatica e matematica; filosofica; spaziale/geografica; temporale/storica.

35 Le educazioni di seconda generazione (nuove educazioni) Nuove educazioni: educazioni… alla cittadinanza democratica e ai diritti umani; interculturale; alle pari opportunità/pedagogia della differen- za; alla pace; al patrimonio; ai media; allo sviluppo sostenibile; alla salute.

36 Solidarietà reciproca franuove educazioni e discipline Educazioni e discipline: una solidarietà reciproca Alcuni esempi lombardi di in- trecci fra nuove educazioni e discipli- ne Quattro terreni su cui pratica- re forme sostenibili di interdisciplinarità

37 Educazioni e discipline: una solidarietà reciproca (I) Per armonizzare le due anime di ogni insegnante (generalista/globale e specialista/disciplinare) oc- corre compiere andirivieni/viaggi di andata e ritor- no fra educazioni e discipline. A) Quando si parte dalla singola educazione, occorre declinarne le finalità/competenze trasver- sali in obiettivi/competenze disciplinari scrostando le incrostazioni autoreferenziali delle materie din- segnamento per individuare i nuclei fondanti delle discipline di ricerca sottostanti.

38 Educazioni e discipline: una solidarietà reciproca (II) B) Quando si parte dalla singola materia dinsegna- mento, rispetto ad essa le educazioni possono essere considerate come dei blocchi o filoni ricorrenti di finalità/obiettivi; contenuti (temi/problemi); strategie didattiche (metodi, tecniche, strumenti ecc.); fra loro coerenti, alla cui luce rileggere ogni insegnamento disciplinare, usando la singola educazione come un selet- tore/organizzatore trasversale di contenuti disciplinari.

39 Alcuni esempi lombardi di intrecci fra educazioni e discipline A) Progetto interistituzionale Portare il mondo a scuola ( ): 10 ONG / Organizzazioni non governative lombarde e Provveditorati di Mi- lano e Como. B) Iniziative (2004-…) del gruppo Portare il mondo a scuola: una deci- na di ONG lombarde. C) Iniziative (2006-…) della Rete lombarda ELLIS (Educazioni, lettera- ture e musiche, lingue, scienze storiche e geografiche): 7 associazioni disciplinari, 6 ONG, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, AN- SAS – NTL (Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dellAutonomia Scola- stica – Nucleo Territoriale Lombardia) ex IRRE Lombardia, Uffici Scola- stici di varie province lombarde, reti di scuole… D) Pubblicazioni dellIRRSAE/IRRE Lombardia sul curricolo verticale di area geo-storico-sociale.

40 Quattro terreni per forme sostenibili di interdisciplinarità A) Da una parte, si tratta di rivedere i curricoli di- sciplinari alla luce delle finalità delle nuove edu- cazioni. B) Dallaltra, è possibile costruire forme di interdi- sciplinarità più fine su 4 terreni: finalità/obiettivi; contenuti tematizzati/problematizzati; metodi di ricerca; strategie didattiche (metodologie didattiche, tecniche, strumenti ecc.).

41 2.2.2 Solidarietà reciproca edu- cazioni/discipline: il caso Storia Solidarietà reciproca fra Storia ed Educazioni… 1.alla cittadinanza democratica e ai diritti umani; 2.interculturale; 3.alle pari opportunità / pedagogia della differen- za; 4.alla pace; 5.al patrimonio; 6.ai media; 7.allo sviluppo sostenibile; 8.alla salute.

42 2.2.3 Solidarietà reciproca fra Sto- ria ed educazione alla cittadinanza La solidarietà reciproca fra Storia ed educa- zione alla cittadinanza è un caso particola- re della solidarietà reciproca fra discipline e nuove educazioni. Approfondiremo tale solidarietà reciproca nel punto 4.

43 3. Leducazione alla cittadinanza interculturale e la Rete ELLIS 3.1 La Rete lombarda ELLIS 3.2 Leducazione alla cittadinanza interculturale (ECI) come sintesi fra educazione alla cittadinanza ed educazione interculturale 3.3 Leducazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani 3.4 Leducazione interculturale: una ridefinizione necessaria 3.5 Piste di lavoro per lECI

44 3.1 La Rete lombarda ELLIS Che cosè la Rete lombarda ELLIS e da chi è composta? Principale valore aggiunto della Rete ELLIS

45 3.1.1 Che cosè la Rete lombarda ELLIS e da chi è composta? (I) La Rete lombarda ELLIS (Educazioni, Letterature e musi- che, LIngue,Scienze storiche e geografiche) è formata da - 7 associazioni disciplinari (ADI-SD, AIIG, Clio 92, GI- SCEL, IRIS, LEND e SIEM); - 6 ONG (ASPEm, CeLIM, Fratelli dellUomo, ICEI, Mani Tese - CRES e Save the Children Italia); - ANSAS - NTL (ex IRRE Lombardia) e US (Ufficio Scola- stico) Regionale per la Lombardia; - équipe provinciali (reti di scuole, US provinciali, altre as- sociazioni e ONG ecc.).

46 3.1.1 Che cosè la Rete lombarda ELLIS e da chi è composta? (II) 7 associazioni disciplinari aderenti: -ADI-SD (Associazione degli Italianisti italiani – Sezione didattica); -AIIG (Associazione Italiana Insegnanti Geografia); -Clio 92 – Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia; -GISCEL (Gruppo di intervento e studio nel campo delle- ducazione linguistica, costituitosi nellambito della Socie- tà di linguistica italiana); -IRIS (Insegnamento e ricerca interdisciplinare di storia); -LEND (Lingua e Nuova Didattica); -SIEM (Società Italiana per lEducazione Musicale).

47 3.1.1 Che cosè la Rete lombarda ELLIS e da chi è composta? (III) 6 ONG (Organizzazioni non governative) aderenti: - ASPEm (Associazione Solidarietà Paesi Emer- genti); - CeLIM (Centro Laici Italiani per le Missioni); - Fratelli dellUomo; - ICEI (Istituto Cooperazione Economica Interna- zionale); - Mani Tese – CRES (Centro ricerca educazione allo sviluppo); - Save the Children Italia.

48 3.1.2 Principale valore aggiunto della Rete ELLIS -Armonizzazione della domanda e dellofferta di formazio- ne, allincrocio fra educazioni e discipline, nei sistemi for- mali (scuole di ogni ordine/grado), non formali e informali di istruzione/educazione. - Dialogo interculturale e rete fra una pluralità di soggetti: ONG, associazioni disciplinari e culturali, reti di scuole, isti- tuzioni scolastiche, università/istituti di ricerca, Beni cultura- li, enti locali ecc.. - Solidarietà reciproca fra educazioni e discipline. - Sito

49 3.2 Cittadinanza interculturale: sin- tesi di cittadinanza ed intercultura I Da tempo nella produzione scientifica si parla di - Multicultural Citizenship: es.: W.Kymlicka, Multicultural Ci- tizenship. A Liberal Theory of Minority Rights, Oxford Uni- versity Press, Oxford, 1995 (tr.it.: La cittadinanza multicul- turale, Il Mulino, Bologna, 1999); - Cittadinanza interculturale: es.: M.Tarozzi, Cittadinanza interculturale. Esperienza educativa come agire politico, La Nuova Italia, Firenze, Più recentemente si è iniziato a parlare di educazione in- terculturale alla cittadinanza: cfr. A.Portera – P.Dusi – B. Guidetti (a c. di), Leducazione interculturale alla cittadinan- za. La scuola come laboratorio, Carocci, Roma, 2010.

50 3.2 Cittadinanza interculturale: sin- tesi di cittadinanza ed intercultura II La Rete ELLIS ha utilizzato lespressione educa- zione alla cittadinanza interculturale (ECI) per un approccio integrato - alleducazione alla cittadinanza e - alleducazione interculturale, che tenga conto del carattere inclusivo, plurisca- lare/ad albero e duale/plurale della cittadinanza (v. punto 3.3.1).

51 3.3 Leducazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani Rinnovamento del concetto di cittadi- nanza Costituzioni italiana/europea e Carte internazionali dei diritti La dimensione europea delleducazio- ne alla cittadinanza

52 3.3.1 Rinnovamento del concetto di cittadinanza Ridefinizione necessaria della cittadinanza come a) democratica/inclusiva; b) attiva/partecipata; c) consapevole/intenzionale, responsabile e sostenibile; d) globale/pluridimensionale; e) pluriscalare/ad albero (dal tronco della cittadinanza planetaria e dei diritti umani ai rami e alle fronde della citta- dinanza europea, nazionale e locale, anziché dal tronco della cittadinanza nazionale verso i rami e le fronde della cittadinanza locale, europea e planetaria; cfr. il saggio di Antonio Papisca cit. al punto 6.2); f) duale (di genere) / plurale.

53 3.3.2 Costituzioni italiana/europea e Carte internazionali dei diritti La Costituzione italiana (analogamente a quella europea e alle Carte internazionali dei diritti) come nodo a) storico e storiografico, da contestualizzare nella storia dItalia e nel dibattito storiografico, come prodotto storico e processo aperto e non irreversibile; b) sociopolitico-istituzionale, come Legge fondamentale dello Stato, come patto sociale plurale e oggetto di dibattito giuridico e politico; c) etico-civile; d) formativo-didattico.

54 3.3.3 La dimensione europea delleducazione alla cittadinanza Nellottica di un approccio interculturale alleducazione alla cittadinanza in dimensione europea, ma non eurocentrica, lidentità/integrazione europea può essere intesa come a) una delle dimensioni dellidentità personale/sociale/culturale con cui sintreccia; b) la risultante globale di tante identità/integrazioni settoriali (culturale, sociale, economica, politica ecc.); c) un processo storico aperto, con contraddizioni fra - diverse Europe (settentrionale/meridionale, orientale/occidentale; di- verse lingue e culture); - Europa originaria, Europe extraeuropee doltremare e immigrati; - europeismo, piccole patrie, nazionalismi ecc.; - elementi di unitarietà e differenziazione; d) il prodotto degli sguardi europei e non europei sullEuropa.

55 3.4 Leducazione interculturale: una ridefinizione necessaria Dalla presa datto del carattere multiculturale proprio di ogni identità per- sonale/società/cultura a unapprossimazione graduale alle varie forme di alte- rità e al dialogo interculturale (cfr. Franco Cassano, op.cit. al punto 6.3) Necessaria revisione di ogni forma di essenzializzazione dei concetti di Cultura e di Identità (cfr. i testi di Aime, Fabietti e Remotti cit. al punto 6.3) Oltre una concezione astorica, statica, unidimensionale e assolutizzan- te delle Culture: una concezione storica, dinamica, multidimensionale, relativi- stica/contestuale, conflittuale e relazionale della pluralità delle culture come pluralità relazionale (cfr. il testo di Pietro Rossi cit. al punto 6.3) Oltre lo pseudouniversalismo riduzionista e assimilazionista e il relativi- smo filosofico assoluto: il relativismo relativo o metodologico (Pietro Rossi) Lidentità personale come combinatoria di vari tratti identitari (individua- li, di specie, genere/sesso, età, generazione, ruolo, geoambientali, socioecono- mici, politici, culturali ecc.) Lantropologia reciproca (cfr. il testo a c. di Alain Le Pichon e Letizia Caronia cit. al punto 6.3): gli uni visti dagli altri e gli altri visti dagli uni.

56 3.5 Piste di lavoro per lEducazio- ne alla cittadinanza interculturale A) Pratiche di democrazia/ cittadinanza nella vita quotidiana scolastica/ extrascolastica. B) Revisione dei curricoli disciplinari/di area alla luce delleducazione alla cittadinanza interculturale: esempi: - conoscenza e storicizzazione delle Carte internazionali dei diritti e della Costituzione italiana; - approccio comparato ai diversi sistemi costituzionali, politici e giuri- dici; - conoscenza e storicizzazione di specifici diritti e processi di democra- tizzazione; - conoscenza delle principali teorie giuridiche/politiche, contestualizzate nei processi storici dei loro tentativi di attuazione.

57 4. Solidarietà reciproca fra Storia ed educazione alla cittadinanza 4.1 Come rivedere la storia alla luce delle- ducazione alla cittadinanza interculturale (ECI) 4.2 Apporti specifici della storia allECI

58 4.1 Come rivedere la storia alla luce dellECI LECI, come le altre Educazioni, può essere assunta co- me un complesso di finalità educative, di analizzatori e se- lettori problematizzanti, alla cui luce rileggere curricoli, pro- grammi, piani di lavoro, manuali ecc.. LECI stimola la sostituzione del canone storiografico-sco- lastico tradizionale, troppo etnocentrico (italocentrico, euro- centrico e occidentaleggiante) e sessocentrico, con un ca- none storiografico-formativo interculturale e a geometria variabile, attento alle distinzioni e agli intrecci fra le dimen- sioni locale, regionale, nazionale, continentale e planetaria degli spazi e delle identità personali.

59 4.2 Apporti specifici della storia allECI Il passaggio dalla Storia alle storie, fra storiografia e didattica della storia Contributi specifici della dimensione storica allECI

60 4.2.1 Il passaggio dalla Storia alle storie, fra storiografia e didattica I processi storici di mondializzazione e glocalizzazione, la inversione della corrente migratoria e lavvento della so- cietà post-industriale portano allemergere di nuovi sog- getti storici e alla crisi della Storia universale. La World History, la storia di genere e gli studi postcolo- niali rimettono in discussione i tradizionali etnocentrismi e sessocentrismi della Storia universale, imponendo un ap- proccio interculturale e comparativo e una pluralità di sog- getti, soggettività, generi, tempi e scale spaziali.

61 4.2.2 Contributi specifici della dimensione storica allECI La storiografia, come ogni disciplina, offre allECI importanti risorse: paradigmi, modelli e categorie interpretativi, proce- dure, metodi, tecniche, strumenti, linguaggi ecc.. In particolare, un approccio plurale, comparato, globale, pluriscalare e interculturale alla cittadinanza comporta il ri- corso a una storia plurale, comparata, globale, pluriscalare e interculturale e un approccio storico, interculturale e com- parato ai differenti quadri di civiltà e ai diversi processi di democratizzazione e di negazione, limitazione, attuazione ed estensione dei diritti.

62 5. Un approccio sensato alCalendario civile scolastico 5.1 Necessità di un approccio sistemico alla progettazione curricolare e alla programmazione collegiale come antidoto alla sua frantumazione conseguente alla proliferazione del- le commemorazioni. 5.2 Necessità di un approccio critico ai complessi rapporti fra memoria/oblio, storia, storiografia, loro usi sociali e a- busi. 5.3 La storicizzazione dei contesti/processi storici in cui si inseriscono gli eventi del Calendario civile scolastico co- me antidoto alla loro rimozione o monumentalizzazione re- torica.

63 6. Riferimenti bibliografici 6.1 Educazioni e discipline geo-storico-sociali 6.2 Revisione critica dei concetti di cittadinanza e di diritti umani 6.3 Revisione critica dei concetti di cultura, identità e alterità 6.4 Educazione civica ed Educazione alla cittadinanza 6.5 DallEducazione civica a Cittadinanza e Costituzione 6.6 Educazione alla cittadinanza europea 6.7 Educazione interculturale 6.8 Educazione alla cittadinanza interculturale 6.9 Educazione civica / alla cittadinanza e storia 6.10 Educazione interculturale e storia

64 6.1 Educazioni e discipline geo-storico-sociali - Aa.Vv., Per un curricolo continuo di formazione geostorico-sociale nella scuola di base, IRRSAE Lombardia, Milano, 1994, voll.2 (in particolare cfr. M.Gusso, Per un curricolo in- novativo di formazione geostorico-sociale e Filoni ricorrenti e unità didattiche strategiche, vol.I, pp e ) - Aa.Vv., Scienze geostorico-sociali per un curricolo verticale. Dalla Ricerca-Azione alla Sperimentazione Assistita, ivi, 1998 (in particolare cfr. M.Gusso, Educazioni e area geo- storico-sociale: una solidarietà reciproca, pp.29-38) - S.Citterio – M.Salvarezza (a c. di), Larea geostorico-sociale. Dalla ricerca ai curricoli, Angeli, Milano, 2004 (in particolare cfr. M.Gusso, Lapproccio allarea: problemi di metodo e proposte, Il contributo della storia e Ipotesi per un curricolo continuo di area, pp.48-55, e ) - M.Gusso – M.Medi, Area geo-storico-sociale, in C.Fiorentini – E.Testa (a c. di), Istruzio- ne professionale. Idee per il curricolo del biennio, Regione Toscana / Assessorato Istru- zione Formazione Lavoro - CIDI, Firenze - Roma, 2010, pp M.Medi, Per un curricolo verticale di storia nel quadro dellarea geo-storico-sociale, 2009, scaricabile da - ONG Lombarde – IRRSAE Lombardia – Provveditorato agli Studi di Milano (a c. di), Portare il mondo a scuola, CRES – Edizioni Lavoro, Roma, 1999

65 6.2 Revisione critica dei concetti di cittadinanza e di diritti umani - A.Cassese, I diritti umani nel mondo contemporaneo, Laterza, Roma- Bari, 2004 (X ed.; I ed.: ivi, 1988) - A.Cassese, I diritti umani oggi, ivi, 2010 (II ed.; I ed.: ivi, 2005) - P.Costa, Cittadinanza, ivi, 2009 (II ed.; I ed.: ivi, 2005) - M.Flores (dir.), Diritti Umani. Cultura dei diritti e dignità della persona nellepoca della globalizzazione, UTET, Torino, 2006, voll.6, più un kit con due DVD video (Viaggio nei diritti umani) e un CD ROM (Lipertesto dellopera) - G.Moro, Manuale di cittadinanza attiva, Carocci, Roma, A.Papisca, Cittadinanza e cittadinanze, ad omnes includendos: la via dei diritti umani, in M.Mascia (a c. di), Dialogo interculturale, diritti uma- ni e cittadinanza plurale, Marsilio, Venezia, 2007, pp D.Zolo (a c. di), La cittadinanza. Appartenenza, identità, diritti, Later- za, Roma-Bari, 1999 (II ed.; I ed.: ivi, 1994)

66 6.3 Revisione critica dei concetti di cultura, identità e alterità - M.Aime, Eccessi di culture, Einaudi, Torino, F.Cassano, Approssimazione. Esercizi di esperienza del- laltro, Il Mulino, Bologna, 2003 (nuova ed.; I ed.: ivi, 1989) - U.Fabietti, Lidentità etnica. Storia e critica di un concetto equivoco, Carocci, Roma, 2010 (II ed.; I ed.: La Nuova Ita- lia Scientifica, Roma, 1995) - A.Le Pichon – L.Caronia (a c. di), Sguardi venuti da lonta- no. Unindagine di Transcultura, Bompiani, Milano, F.Remotti, Contro lidentità, Laterza, Roma-Bari, 2009 (V ed.; I ed.: ivi,1996) - F.Remotti, Lossessione identitaria, ivi, P.Rossi, Cultura e antropologia, Einaudi, Torino, 1983

67 6.4 Educazione civica ed Educazione alla cittadinanza - F.Audigier, Concetti di base e competenze chiave per lEducazione alla Cittadinanza Democratica, Scuola e città, 2002, n.1, pp A.Cavalli – G.Deiana, Educare alla cittadinanza democratica. Etica civile e giovani nella scuola dellautonomia, Carocci, Roma, M.Corda Costa (a c. di), Formare il cittadino. Laboratorio di educazio- ne civica per la scuola secondaria, La Nuova Italia, Firenze, D.Invernizzi, Cittadini under 18, EMI, Bologna, B.Losito (a c. di), Educazione civica e scuola. La seconda indagine IEA sulleducazione civica: studio di caso nazionale, Angeli, Milano, L.Luatti (a c. di), Educare alla cittadinanza attiva. Luoghi, metodi, di- scipline, Carocci, Roma, M.Santerini, Educare alla cittadinanza. La pedagogia e le sfide della globalizzazione, ivi, 2001 e M.Santerini, La scuola della cittadinanza, Laterza, Roma-Bari, 2010

68 6.5 DallEducazione civica a Cittadinanza e Costituzione - M.Ambel – C.Schirru (a c. di), Per una cittadinanza inten- zionale, Dossier di Insegnare, 2009, n.2 - L.Corradini (a c. di), Cittadinanza e Costituzione. Discipli- narità e trasversalità alla prova della sperimentazione na- zionale. Una guida teorico-pratica per docenti, Tecnodid, Napoli, L.Corradini – G.Refrigeri (a c. di), Educazione civica e cultura costituzionale. La via italiana alla cittadinanza euro- pea, Il Mulino, Bologna, 1999

69 6.6 Educazione alla cittadinanza europea - F.Audigier, Per un approccio comparativo delleducazione alla cittadinanza in alcuni curricula europei, Ibis, Como-Pavia, 2007 (con il CD-ROM Léducation à la citoyenneté. The citizenship education. Leducazione alla cittadinanza) - S.Baggiani – A.Turchi (coord.), Leducazione alla cittadinanza nelle scuole in Europa, INDIRE / Unità italiana di Eurydice, Firenze, I.Davies, Leducazione e la cittadinanza europea. Un progetto educativo per la strategia di Lisbona, in P.Bernardi – S.Rabuiti (a c. di), Le scienze sociali per la cittadinanza europea. Storia – Geografia – Educazione al patrimonio, I Qua- derni di Clio 92, 2009, n.9, pp G.Deiana (a c. di), Educare allEuropa. Una sfida per la scuola, Unicopli, Mila- no, F.Marostica, Cittadinanza/cittadinanze e educazione/istruzione, in R.M.Ávila – B.Borghi – I.Mattozzi (a c. di), Leducazione alla cittadinanza europea e la for- mazione degli insegnanti. Un progetto educativo per la strategia di Lisbona / La educación de la ciudadanía y la formación del profesorado. Un proyecto e- ducativo para la estrategia de Lisboa, Pàtron, Bologna, 2009, pp

70 6.7 Educazione interculturale Cfr. M.Gusso, Bibliografia, in E.Perillo (a c. di), Storie plurali. Insegnare la storia in pro- spettiva interculturale, Angeli, Milano, 2010, pp Più in particolare, cfr. - Consiglio dEuropa, Libro bianco sul dialogo interculturale Vivere insieme in pari digni- tà, Consiglio dEuropa, Strasburgo, 2008, scaricabile da pdf - D.Demetrio – G.Favaro, Didattica interculturale. Nuovi sguardi, competenze, percorsi, Angeli, Milano, 2004 (II ed.; I ed.: ivi, 2002) - G. Favaro – L.Luatti (a c. di), Lintercultura dalla A alla Z, ivi, E.Nigris (a c. di), Educazione interculturale, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Mi- lano, Osservatorio nazionale per lintegrazione degli alunni stranieri e per leducazione inter- culturale, La via italiana per la scuola interculturale e lintegrazione degli alunni stranieri, Ministero della Pubblica Istruzione, Roma, 2007, scaricabile da - F.Pinto Minerva, Lintercultura, Laterza, Roma-Bari, 2008 (VI ed.; I ed.: ivi, 2002) - M.Santerini, Intercultura, La Scuola, Brescia, 2003

71 6.8 Educazione alla cittadinanza interculturale - W.Kymlicka, La cittadinanza multiculturale, Il Mulino, Bo- logna, 1999 (ed.or.: Multicultural Citizenship. A Liberal Theory of Minority Rights, Oxford University Press, Oxford, 1995) - A.Portera – P.Dusi – B.Guidetti (a c. di), Leducazione in- terculturale alla cittadinanza. La scuola come laboratorio, Carocci, Roma, M.Simeoni, La cittadinanza interculturale. Consenso e confronto, Armando, Roma, M.Tarozzi, Cittadinanza interculturale. Esperienza educa- tiva come agire politico, La Nuova Italia, Firenze, 2005

72 6.9 Educazione civica / alla cittadinanza e storia - A.Brusa – F.Fiore, Educazione civica e storia, in L.Luatti (a c. di), op.cit., pp A.Delmonaco, Verso una cittadinanza europea? Il contesto italiano, in R.M.Á- vila e altri (a c. di), op.cit., pp R.Dondarini, Alla cittadinanza attraverso la storia. Luci ed ombre in movimen- to nel panorama italiano, ivi, pp M.Gusso, Educazione civica e storia: una solidarietà reciproca, in Aa.Vv., Atti del Convegno Regionale Educazione civica e cultura costituzionale: un nuovo orizzonte culturale dellEducazione scolastica, Sovrintendenza Scolastica Re- gionale per la Lombardia, Milano, 1999, pp M.Gusso, La trasversalità della dimensione storica e i suoi apporti alleduca- zione alla cittadinanza interculturale, 17 ottobre 2009, scaricabile da cliccando su testo integrale - F.Pingel, Può Clio insegnarci a diventare cittadini europei?, in R.M.Ávila e altri (a c. di), op.cit., pp ; riprodotto in P.Bernardi – S.Rabuiti (a c. di), op. cit., pp.35-56

73 6.10 Educazione interculturale e storia - A.Brusa – A.Brusa – M.Cecalupo, La terra abitata dagli uomini, Progedit, Bari, 2003 (II ed.; I ed.: ivi, 2000) - A.Brusa – L.Cajani (a c. di), La storia è di tutti, Carocci, Roma, M.Ceccanti – W.Rinaldi (a c. di), Lincontro con laltro. Educazione Interculturale e Sto- ria, Emmedi, Lucca, M.Gusso, Dimensione planetaria della storia ed educazione interculturale, in S.Presa (a c. di), Che storia insegno questanno. I nuovi orizzonti della storia e il suo insegnamento, Regione Autonoma Valle dAosta / Assessorato allIstruzione e Cultura – Direzione delle Politiche Educative – Ufficio Ispettivo Tecnico, Aosta, 2004, pp , scaricabile da - L.Landi (a c. di), Di chi è questa storia? Proposte didattiche per le classi multiculturali, Carocci Faber, Roma, I.Mattozzi, Un sapere storico universale è possibile nella scuola primaria? Linsegna- mento della storia con i quadri di civiltà, I Quaderni di Clio 92, 2007, n.7 - M.Medi, Il curricolo di storia, in M.Clementi (a c. di), La scuola e il dialogo interculturale, Fondazione ISMU, Milano, 2008, pp E.Perillo (a c. di), op.cit. - P.Todeschini, Insegnare con i concetti la storia in prospettiva interculturale, Angeli, Mila- no, 2009

74 7. Sitografia essenziale - Insegnare/apprendere storia. Didattica della storia e delle scienzehttp://storiairreer.it sociali, sito dellANSAS ex IRRE Emilia-Romagna - sito di Clio 92, socio di Euroclio e membro della Rete ELLISwww.clio92.it - Education for Democratic Citizen-www.coe.int/t/dg4/education/edc/default_EN.asp? ship and Human Rights, sito del Consiglio dEuropa sullEducazione alla cittadinanza - History Teaching, sito delwww.coe.int/t/dg4/education/historyteaching/default_EN.asp Consiglio dEuropa sullinsegnamento della storia - sito in inglese di Euroclio (European Association of History Educators)www.euroclio.eu - portale dellINSMLI (Istituto nazionale per la storia del movi-www.italia-liberazione.it mento di liberazione in Italia) - sito del LANDIS (Laboratorio nazionale per la didattica della sto-www.landis-online.it ria), socio dellINSMLI e di Euroclio - sottosito del CRES (Centrowww.manitese.it/cosa-facciamo/educazione-allo-sviluppo ricerca educazione allo sviluppo) del sito di Mani Tese - sito di Portare il mondo a scuolawww.portareilmondoascuola.it - sito della Rete ELLISwww.reteellis.it - sito di IRIS (Insegnamento e ricerca interdisciplinare di storia), so-www.storieinrete.org cio di Clio 92 e del LANDIS e membro della Rete ELLIS


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