La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Economia delle aziende non profit Prof. Antonello Zangrandi Anno accademico 2002-2013 Le aziende non profit: bilancio e obbligo informativo del terzo settore.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Economia delle aziende non profit Prof. Antonello Zangrandi Anno accademico 2002-2013 Le aziende non profit: bilancio e obbligo informativo del terzo settore."— Transcript della presentazione:

1 Economia delle aziende non profit Prof. Antonello Zangrandi Anno accademico Le aziende non profit: bilancio e obbligo informativo del terzo settore

2 Lobbligo informativo esplicito nel terzo settore

3 La necessità di redigere un bilancio desercizio, prima ancora che da ragioni di natura civilistica o fiscale, è determinata dallesigenza di controllo e trasparenza della gestione. Non presentando proprietari (SHAREHOLDER) in senso tipico, lazienda non profit deve essere totalmente trasparente verso tutti i soggetti sociali interessati (stakeholder), senza escludere o privilegiare alcuno nellinformazione delle proprie attività. Lobbligo informativo esplicito del terzo settore

4 La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

5 Il Codice Civile (artt e ss) prevede lobbligo di tenere apposite scritture contabili esclusivamente per le imprese commerciali, disponendo poco o nulla per i soggetti del Terzo Settore. Ai fini civilistici dunque, mancano norme di portata generale che obblighino allo stesso modo tutti gli enti non profit a tenere i libri contabili e quindi a redigere il bilancio. Ne deriva una grande eterogeneità nei criteri di redazione Coop sociali stesse norme delle società per azioni Alla totale assenza di regole La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

6 Art c.c. Libri obbligatori e altre scritture contabili. [I]. L'imprenditore che esercita un'attività commerciale [2195] deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari [2215, 2216]. [I]. L'imprenditore che esercita un'attività commerciale [2195] deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari [2215, 2216]. [II]. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e della fatture spedite. [II]. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e della fatture spedite. [III]. Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori [2083]. La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

7 Legge 11 agosto 1991, n.266 Legge quadro sul volontariato Stabilisce per questo tipo di organizzazioni lobbligo generale di formazione del bilancio, senza però darne nessuna indicazione circa il tipo ed i criteri per la redazione. La legge si limita a fissare il contenuto minimo di tale documento, stabilendo che ad esso devono almeno risultare: I beni, i contributi e i lasciti ricevuti. La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

8 Ai fini civilistici, mancano norme di carattere generale che obblighino allo stesso modo tutte le ANP a tenere libri contabili e, quindi, a redigere il bilancio; lobbligo delle scritture contabili è previsto dalla legge esclusivamente per i soggetti che esercitano attività di impresa commerciale ai sensi dellarticolo 2195 del codice civile, mentre nessun obbligo in tal senso è previsto per chi non assume la qualificazione di imprenditore commerciale. Nellordinamento giuridico italiano non esiste a tuttoggi una trattazione organica delle norme riguardanti il settore non profit. La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

9 Art c.c. Imprenditori soggetti a registrazione Sono soggetti all`obbligo dell`iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano: 1) un`attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi; 2) un`attività intermediaria nella circolazione dei beni; 3) un`attività di trasporto per terra, o per acqua o per aria; 4) un`attività bancaria o assicurativa; 5) altre attività ausiliarie delle precedenti (c.c.1754). Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano (disp. di att.al c.c 100, 200). La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

10 Il primo libro del Codice Civile risente dellepoca in cui fu concepito (1942). Nel primo libro sono considerate le figure dellassociazione, della fondazione e del comitato. La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

11 L unico obbligo previsto nel primo libro del codice civile è contenuto nellarticolo 20, che riguarda la convocazione dellassemblea delle associazioni riconosciute: Lassemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una volta lanno per lapprovazione del bilancio. Lassemblea delle associazioni deve essere convocata dagli amministratori una volta lanno per lapprovazione del bilancio. La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

12 Allassenza di norme civilistiche in materia, suppliscono, a titolo puramente indicativo, alcune Raccomandazioni emanate dalla Commissione Aziende Non Profit del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, le quali potrebbero assumere una funzione sostitutiva in presenza di una norma giuridica pressochè assente e che offre solo una indicazione di massima circa lobbligo di redazione del bilancio. La mancanza di uniformità nella redazione del bilancio di esercizio

13 Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nel 2001 ha elaborato 5 raccomandazioni. La prima raccomandazione si intitola documento di presentazione di un sistema rappresentativo dei risultati di sintesi delle aziende non profit e vi si propone uno schema di bilancio in cinque parti: 1. Stato patrimoniale (lo schema di stato patrimoniale ricalca quello dellarticolo 2424 cc ha però delle specificità legate allattività istituzionale) 2. Rendiconto della gestione (in luogo del conto economico delle soc. commerciali, esso è costituto a sezioni contrapposte e gli oneri sono classificati per destinazione) Raccomandazioni C.N.D.C.

14 Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nel 2001 ha elaborato 5 raccomandazioni. 3. bilancio è stato assoggettato a revisione, le esenzioni fiscali di cui gode la azienda e le donazioni ad essa erogate, il numero dei dipendenti, i criteri di valutazione adottati, il contenuto e la movimentazione delle voci più significative dello SP e dei fondi vincolati, la analisi delle voci più rilevanti esposte nel rendiconto della gestione) 4. Prospetto di movimentazione dei fondi (è considerato un elemento fondamentale per rendere noto leffettivo utilizzo delle risorse a disposizione dellOrganizzazione. Deve essere specificato se i fondi sono sottoposti a vincolo dal donante, dallorgano direzionale o se non sono sottoposti a vincolo). Raccomandazioni C.N.D.C.

15 Il bilancio desercizio Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nel 2001 ha elaborato 5 raccomandazioni. 5. Relazione di missione (deve contenere i dati quantitativi, anche non monetari, della attività svolta. In particolare devono essere descritte le azioni destinate a produrre lutilità sociale attesa, e le scelte gestionali concernenti le attività istituzionali). Raccomandazioni C.N.D.C.

16 Linee Guida CNDC

17 Le Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti Non Profit. LAgenzia per le ONLUS al fine di rispondere all'esigenza degli enti del Terzo Settore di dotarsi di sistemi di rendicontazione ad hoc (partendo dalle raccomandazioni del CNDC) che tengano conto, da una parte, della necessità di perseguire l'economicità della gestione, oltreché l'efficacia e l'efficienza della stessa e, dall'altra parte, delle caratteristiche che differenziano tali enti dalle società commerciali, ha recentemente (2008) presentato Le Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti Non Profit.

18 I documenti di bilancio illustrati dalle linee guide e che costituiscono nel loro complesso il bilancio di esercizio sono: Lo Stato Patrimoniale (Art cc); Il Rendiconto gestionale; La Nota Integrativa; La Relazione di missione.

19 Le Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti Non Profit. Gli enti di maggiori dimensione potranno integrare il Rendiconto gestionale con adeguati Conti Economici (in forma scalare secondo lo schema Art c.c.) gestionali atti a rappresentare la dinamica dei costi e ricavi delle attività tipiche. Gli enti di minore dimensione, almeno per quanto attiene le entrate, con proventi e ricavi inferiori ai ,00 potranno optare in luogo dei documenti di cui ai punti 1 e 2, per un rendiconto finanziario predisposto con i criteri di cassa e non di competenza opportunamente integrato da un prospetto delle attività patrimoniali in essere alla data di riferimento del bilancio. Economia delle aziende non profit

20 Le Linee guida e schemi per la redazione dei Bilanci di Esercizio degli Enti Non Profit. Gli enti gestiti in forma societaria, quali le cooperative e le imprese sociali, potranno riclassificare le informazioni ed i dati secondo gli schemi proposti. Economia delle aziende non profit

21

22 Gli ENP che effettuano, nellambito istituzionale, raccolte pubbliche di fondi devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio, un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione (art. 20 DPR 600/73); Gli ENP che effettuano, nellambito istituzionale, raccolte pubbliche di fondi devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dellesercizio, un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione (art. 20 DPR 600/73); Gli enti che hanno ricevuto il contributo del 5 per mille, devono redigere un apposito e separato rendiconto – corredato da una relazione illustrativa - nel quale devono indicare in modo chiaro e trasparente quale sia stata la destinazione delle somme percepite. La redazione di questo documento dovrà essere effettuata entro un anno dalla ricezione del contributo (art.8 del D.P.C.M 19/3/2008). Gli enti che hanno ricevuto il contributo del 5 per mille, devono redigere un apposito e separato rendiconto – corredato da una relazione illustrativa - nel quale devono indicare in modo chiaro e trasparente quale sia stata la destinazione delle somme percepite. La redazione di questo documento dovrà essere effettuata entro un anno dalla ricezione del contributo (art.8 del D.P.C.M 19/3/2008). Norme fiscali

23 I contenuti essenziali della riforma fiscale D.Lgsv. 460/1997

24 Risultato del disegno di riforma fiscale del Terzo Settore che ha avuto come obiettivi principali i seguenti: 1.Riformulazione e revisione delle norme del testo unico delle imposte sui redditi (artt ) indirizzate prevalentemente ad organizzazioni associative che rivolgono la loro attenzione allinterno della struttura (associati); 2.Introduzione di una nuova figura fiscale, definita Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) caratterizzata dalla esclusiva finalità solidaristica della propria attività Decreto Legislativo n.460 del 4 dicembre 1997 I contenuti essenziali della riforma fiscale

25 Alcune considerazioni riassuntive…

26 1.Non esistono obblighi specifici a carico delle ANP fatta salva lindicazione dellart.20 del C.C.; 2.La tenuta della contabilità e la dimostrazione dei risultati attraverso bilanci o rendiconti diventano tuttavia necessari per godere delle agevolazioni fiscali previste dal Decreto Legislativo 460/97; 3.La contabilità e il bilancio diventano obbligatori quando lente svolge, oltre allattività istituzionale, anche attività commerciale; Considerazioni riassuntive

27 1.In generale si indicano gli enti appartenenti al Terzo Settore con le espressioni aziende non profit, enti non profit, enti senza diretto scopo di lucro, ecc. 2.In sede civilistica, manca attualmente una definizione comprensiva di queste realtà. Il legislatore fiscale, a partire dalla riforma tributaria del 70, ha coniato una propria definizione, quella di ente non commerciale. Considerazioni riassunive

28 Le scritture contabili degli enti non commerciali

29 Art. 20 del D.P.R. 29 settembre 1973, n.600 Dispone che è applicabile a questi enti, limitatamente alle attività commerciali eventualmente esercitate, la disciplina delle scritture contabili delle imprese commerciali. Evidenziando, la non rilevanza, dal punto di vista fiscale, dellattività istituzionale. Dal 1° gennaio 1998, gli enti non commerciali hanno lobbligo della tenuta della contabilità separata per le attività commerciali esercitate. E indubbio che la contabilità separata permette di individuare con immediatezza lattività commerciale svolta dallente ed i risultati ad essa connessi. Le scritture contabili degli enti non commerciali

30 Dallobbligo di tenere una contabilità separata discende lesigenza di individuare quali sono i beni relativi a detta attività. Art.109 III comma del T.U. Imposte sui Redditi, il quale dispone: per lindividuazione dei beni relativi allimpresa si applicano le disposizioni di cui allart.77, commi 1 e 3 bis. Il comma 1 dispone che lente non commerciale deve indicare i beni (mobili e immobili) utilizzati per lo svolgimento di attività commerciale, quindi relativi allimpresa, in un inventario redatto e vidimato ai sensi dellart del codice civile. Le scritture contabili degli enti non commerciali

31 Art c.c.Redazione dell'inventario. [I]. L'inventario deve redigersi all'inizio dell'esercizio dell'impresa e successivamente ogni anno, e deve contenere l'indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all'impresa, nonché delle attività e delle passività dell'imprenditore estranee alla medesima; [II]. L'inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite, il quale deve dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti o le perdite subite. Nelle valutazioni di bilancio l'imprenditore deve attenersi ai criteri stabiliti per i bilanci delle società per azioni, in quanto applicabili [2425]; [III]. L'inventario deve essere sottoscritto dall'imprenditore entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette.

32 Regimi contabili

33 I regimi contabili applicabili agli enti non commerciali per lattività di impresa dipendono dalle dimensioni assunte da tale attività: 1.Regime di contabilità ordinaria; 2.Regime di contabilità semplificata; 3.Regime contabile super semplificato; Regimi contabili

34 Regime di contabilità ordinaria 1.Volume annuo di ricavi superiore a Euro ,14 -servizi- 2.Volume annuo di ricavi superiore a Euro ,90 -altro- a.Libro giornale; b.Libro inventari; c.Registro dei beni ammortizzabili; d.Scritture ausiliarie di magazzino; e.Libri e scritture dei sostituti di imposta; CivilisticoCivilisticoFiscaleFiscaleFiscale

35 Regime di contabilità ordinaria 1.Se lente commerciale effettua operazioni rilevanti ai fini IVA, deve tenere anche i libri obbligatori previsti per questa imposta: a.Registro delle fatture emesse; b.Registro dei corrispettivi; c.Registro degli acquisti;

36 Regime di contabilità semplificata 1.Volume annuo di ricavi NON superiore a Euro ,14 -servizi- 2.Volume annuo di ricavi NON superiore a Euro ,90 -altro- La contabilità semplificata è costituita da registri tenuti ai fini dellimposta sul valore aggiunto integrati con: Le operazioni non soggette a tale imposta; Le operazioni di fine esercizio (ratei, risconti, fatture da ricevere e da emettere, ecc.)

37 Regime di contabilità super semplificata 1.Volume annuo di ricavi NON superiore a Euro ,71 -servizi- 2.Volume annuo di ricavi NON superiore a Euro ,84 -altro- ANP che optano per la determinazione forfettaria del reddito in base allart.109bis (d.lgs.460/97 a partire dal ) del Testo Unico delle imposte sui redditi: Può adempiere ai propri obblighi contabili attraverso delle scritture complessive mensili direttamente sui registri IVA oppure in un apposito prospetto conforme al modello approvato con il decreto ministeriale 11 febbraio 1997.

38 Rendicontazione delle attività di fund raising

39 Gli enti non commerciali che in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione, pongano in essere attività di raccolta pubblica di fondi attraverso lofferta di beni di modico valore o di servizi ai sovventori, hanno lobbligo di predisporre un apposito e separato rendiconto, dal quale devono risultare in modo chiaro e trasparente, anche a mezzo di una relazione illustrativa, le entrate e le spese relative a ciascuno degli eventi indicati. Entro 4 MESI dalla chiusura dellesercizio Rendicontazione delle attività di fund raising

40 Poiché si tratta di dimostrare operazioni finanziarie, ove laspetto economico ha scarsa rilevanza, il rendiconto potrebbe avere natura finanziaria (entrate e uscite). Rendicontazione delle attività di fund raising

41 Entrate Oblazioni in contanti Oblazioni mediante versamento in c/c bancario/postale Incasso vendita beni acquisiti gratuitamente Incasso vendita beni acquisiti a titolo oneroso Incasso prestazioni di servizi Totale entrate Uscite Acquisto beni da cedere Rimborso spese volontari Spese postali e di spedizione Spese occupazione suolo pubblico Spese per utenze varie Altre spese Totale uscite Risultato netto della raccolta Totale a pareggio Rendiconto Raccolta Pubblica di Fondi del 00/00/0000 Rendicontazione delle attività di fund raising

42 Le scritture contabili delle ONLUS

43 Il decreto di riforma degli enti non profit ha previsto per queste figure due diverse categorie di scritture contabili: 1. quelle che interessano lattività complessivamente svolta; 2. quelle che interessano le attività direttamente connesse; Le ONLUS devono tenere delle scritture contabili cronologiche (ordinate temporalmente) e sistematiche (composte in sistema) ed in grado di esprimere con compiutezza (tutti gli accadimenenti devono essere rilevati) ed analiticità (in base alle varie attività, cfr. fund raising) le operazioni poste in essere in ogni periodo della gestione. Le scritture contabili delle onlus

44 La norma nulla dice circa il metodo contabile da adottare Le scritture contabili delle onlus

45 IMPRESA SOCIALE

46 IMPRESA SOCIALE Legge 118/05 Decreto Legislativo 155/06 le imprese sociali sono organizzazioni private senza scopo di lucro che esercitano in via stabile e principale unattività economica (per attività principale si intende quella ove i relativi ricavi sono superiori al 70% dei ricavi complessivi dellimpresa sociale organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale,diretta a realizzare finalità di interesse generale). LImpresa Sociale

47 I settori di attività in cui possono operare le imprese sociali sono definite all'articolo 2 del d.lgs.155/2006: assistenza sociale assistenza sociale assistenza sanitaria e socio sanitaria assistenza sanitaria e socio sanitaria educazione educazione istruzione istruzione tutela ambientale tutela ambientale tutela dei beni culturali tutela dei beni culturali formazione universitaria formazione universitaria formazione extrascolastica formazione extrascolastica turismo sociale turismo sociale servizi strumentali alle imprese sociali resi da enti composti in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un'impresa sociale. servizi strumentali alle imprese sociali resi da enti composti in misura superiore al 70% da organizzazioni che esercitano un'impresa sociale. Settori di attività

48 Possono inoltre diventare imprese sociali le organizzazioni che, indipendentemente dall'ambito di attività, svolgono attività di impresa per l'inserimento di lavoratori disabili e svantaggiati se questi costituiscono almeno il 30% del personale. L'attività non deve avere prioritariamente finalità mutualistica, ovvero non può essere rivolta esclusivamente a soci. Settori di attività

49 I vantaggi principali si riscontrano nella responsabilità patrimoniale (in caso di patrimoni superiori a euro, delle obbligazioni assunte risponde solo l'organizzazione, non i soci) e nella possibilità di avvalersi di volontari nel limite del 50% dei lavoratori. Principali agevolazioni

50 LIMPRESA SOCIALE in base al decreto legge attuativo deve redigere due documenti che per natura individuano dei risultati. LImpresa Sociale

51 Art 10 (scritture contabili) Comma 1, (omissis) redigere e depositare presso il registro delle imprese un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale ed economica dellimpresa (omissis). (dora in poi chiamato Bilancio di esercizio) Comma 2, (omissis) redigere e depositare presso il registro delle imprese il Bilancio Sociale (omissis) LART.1, comma 1, possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private, ivi compresi gli enti di cui al libro V del codice civile (omissis). Alcune di queste forme non hanno obbligo di deposito di bilancio. Obbligo che nasce nel momento in cui diventano IMPRESA SOCIALE. LImpresa Sociale: scritture contabili

52 FUNZIONE di VERIFICA che gli obblighi di legge siano rispettati: Destinazione degli utili allo svolgimento dellattività statutaria o ad incremento del patrimonio (Art. 3 comma 1).Destinazione degli utili allo svolgimento dellattività statutaria o ad incremento del patrimonio (Art. 3 comma 1). Vietata distribuzione, anche in forma indiretta, di utili e avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi e riserve in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori (Art. 3, comma 2).Vietata distribuzione, anche in forma indiretta, di utili e avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi e riserve in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori (Art. 3, comma 2). LImpresa Sociale: il bilancio di esercizio

53 FUNZIONE di CALCOLO del REDDITO di ESERCIZIO: PROFITTO/UTILE grandezza poco significativa per valutare i risultati nellimpresa sociale;PROFITTO/UTILE grandezza poco significativa per valutare i risultati nellimpresa sociale; Il PROFITTO presuppone una gestione volta alla minimizzazione dei costi ed alla massimizzazione dei ricavi. Ben difficilmente allinterno di una impresa sociale la gestione è animata da questa tendenza. Una volta raggiunto il limite di sopravvivenza economica (equilibrio economico) la gestione dovrebbe tendere alla massimizzazione dei costi (aumento della produttività) ed alla minimizzazione dei ricavi.Il PROFITTO presuppone una gestione volta alla minimizzazione dei costi ed alla massimizzazione dei ricavi. Ben difficilmente allinterno di una impresa sociale la gestione è animata da questa tendenza. Una volta raggiunto il limite di sopravvivenza economica (equilibrio economico) la gestione dovrebbe tendere alla massimizzazione dei costi (aumento della produttività) ed alla minimizzazione dei ricavi. LImpresa Sociale: il bilancio di esercizio

54 Sistema di rendicontazione in grado evidenziare le esternalità prodotte, ossia i benefici sociali derivanti dallattività dellimpresa sociale. (Andreaus, 2005) LImpresa Sociale: il bilancio sociale

55 Art 10, comma 2, Lorganizzazione che esercita limpresa sociale deve, inoltre, redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio sociale, secondo linee guida adotatte con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita lAgenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, in modo da rappresentare losservanza delle finalità sociali da parte dellimpresa sociale. LImpresa Sociale: il bilancio sociale

56 Il Bilancio Sociale

57 Che cosa è un bilancio? fine di un esercizio E un documento strutturato che unazienda presenta alla fine di un esercizio e che rendiconta in maniera sintetica i risultati ottenuti.

58 Cosa si intende per sociale? Concetto generico Sicuramente non valenza economica

59 Rendicontazione Tipo di rendicontazione Strumento Forma Destinatari Economica Ambientale Sociale Altro (etico, sostenibilità) Bilancio tradizionale Bilancio Ambientale Bilancio/ Rapporto sociale, bilancio di missione Dettata dalla norma Prassi consolidata Prassi non ancora consolidata Shareholder/ stakeholder economici Altri stakeholder Le rendicontazioni: schema di sintesi Sociale L.Hinna, 2002

60 Fornitori Capitali Lavoro Clienti Impresa Pubblicità Bilancio Ieri…

61 IMPRESA Associazioni di commercio Dipendenti Comunità Fornitori Governo Investitori Gruppi politici Clienti Oggi…

62 Profit Vs Non Profit

63 Le finalità nel profit Pubbliche relazioni: dare un immagine positiva dellazienda Strategia sociale: verificare i risultati raggiunti rispetto agli stakeholder Miglioramento delle relazioni industriali

64 Comunicare la missione perseguita Rendicontare i risultati conseguiti e le azioni poste in essere per raggiungerli Verificare la coerenza tra mission e risultati Garantire la trasparenza –Amministrativa, gestionale, istituzionale Le finalità nel non profit

65 Due funzioni per il bilancio sociale Strumento di comunicazione Strumento di rendicontazione

66 Il bilancio sociale delle aziende pubbliche e delle aziende non profit

67 Il Bilancio Sociale (BS) È un documento che rende conto in una prospettiva sia consuntiva sia programmatica della missione e delle strategie formulate, delle risorse utilizzate e delle attività realizzate, dei risultati prodotti e degli effetti determinati considerando congiuntamente linsieme degli stakeholder dellorganizzazione e la pluralità delle dimensioni (economica, sociale, ambientale)

68 MISSIONE OBIETTIVI RISORSE ALLOCATE INTERVENTI REALIZZATI LA LOGICA DI RENDICONTAZIONE SOCIALE RISULTATI OTTENUTI EFFETTI PRODOTTI RICOSTRUIRE LA CATENA DI SENSO

69 I contenuti del Bilancio Sociale Lidentità –Il contesto –La storia –La visione e la missione (finalità, attività, valori) –L'assetto istituzionale e la struttura organizzativa –La mappatura dei portatori di interessi Le risorse –Le risorse umane –Le risorse economico-finanziarie –Le risorse di rete I risultati –Le aree di rendicontazione

70 1. Fase preparatoria 2. Elaborazione 3. Comunicazione 4. Miglioramento Il processo di elaborazione: partecipato, graduale e permanente

71 Alcuni benefici del bilancio sociale Portare in superficie, assumere consapevolezza, mettere nero su bianco Mettere ordine: nelle riflessioni, nella documentazione, nei dati Effettuare delle scoperte: sullorganizzazione e sui suoi rapporti con lesterno Individuare possibili processi di miglioramento Disporre di una presentazione sintetica e completa dellorganizzazione Aumentare la propria accountability


Scaricare ppt "Economia delle aziende non profit Prof. Antonello Zangrandi Anno accademico 2002-2013 Le aziende non profit: bilancio e obbligo informativo del terzo settore."

Presentazioni simili


Annunci Google