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Le violenze giovanili nelle banlieues popolari francesi: dalla stigmatizzazione alla responsabilizzazione Manuel Boucher.

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Presentazione sul tema: "Le violenze giovanili nelle banlieues popolari francesi: dalla stigmatizzazione alla responsabilizzazione Manuel Boucher."— Transcript della presentazione:

1 Le violenze giovanili nelle banlieues popolari francesi: dalla stigmatizzazione alla responsabilizzazione Manuel Boucher

2 Una relazione in tre parti 1 – Ritorno sugli scontri del novembre 2005 : le ragioni della rabbia 2 – Lesperienza del ghetto 3 – verso una ricomposizione delle politiche urbane ?

3 1 – Ritorno sugli scontri del novembre 2005 : Elementi descrittivi -Dal 27 ottobre al 17 novembre, la Francia conosce i più importanti scontri urbani della sua storia contemporanea. - morte di due giovani di Clichy-sous-Bois elettrizzati dopo un inseguimento con la polizia - 21 notti di scontri -Un fenomeno di propagazione: allinizio nella regione parigina poi in tutta la Francia, incidenti segnalati in circa 300 comuni - Mobilitazione di poliziotti e gendarmi al giorno; 7 elicotteri impiegati bidoni della spazzatura bruciati ; auto incendiate; - Centinaia di edifici pubblici, negozi, bus devastati o bruciati ; - Più di 5000 interpellanze ; 600 incarcerazioni, per la maggior parte con rito abbreviato ; - Panico mediatico e politico; « coprifuoco » decretato l8 novembre 2005 e prolungato fino al 4 gennaio Gli scontri sono scoppiati nelle « zone urbane sensibili » (751 nel 2005 rappresentanti circa 4,7 milioni di persone).

4 Ritorno sugli scontri del 2005 : La propagazione degli scontri : la mediatizzazione di false idee Il profilo dei rivoltosi secondo il Ministero dellInterno Il profilo dei rivoltosi secondo le inchieste sociologiche sulle persone arrestate Dei comuni delinquentiGiovani in maggioranza sconosciuti alle forze dellordine per non aver subito altre condanne in passato Giovani non scolarizzatiGiovani in maggioranza scolarizzati ma fragili sul piano scolastico e nellinserimento professionale Persone molto giovaniI due terzi dei ragazzi delle rivolte hanno tra 16 e 18 anni Persone per la maggior parte straniereIl 90% di essi è francese ma la maggior parte (84%) è di origine straniera, principalmente magrebina Giovani con famiglie dorigine poligameLa maggior parte dei ragazzi fa parte di famiglie stabili e non divorziate, ma precarie sul piano socio-economico (una sola famiglia poligama) Giovani manipolati da gruppi islamistiI gruppi islamici sono stati attivi a ristabilire lordine Persone influenzate da gruppi rap violentiI rapper raccontano la realtà dei quartieri (speranza e disperazione) Gruppi organizzati di delinquentiAnche il Rensegnemeint Generaux (RG) ha confermato lorigine spontanea degli scontri

5 Gli « approcci marxisti » : le cause della rivolta sono strutturali, la rivolta è lespressione radicalizzata della lotta di classe in un contesto di privatizzazione e destrutturazione dello Stato Sociale. I rivoltosi rappresentano il ritorno delle classi pericolose (alienazione, frustazione, marginalizzazione politica e sociiale). Le violenze sono considerate come un mezzo legittimo di protesta per ottenere una parte delle risorse e del potere. Gli approcci dell « ingiustizia sociale e del razzismo » : la rivoltà è legata allaumento dellingiustizia sociale aggravata dal razzismo e dalle discriminazioni, in un contesto di de- industrializzazione, di disoccupazione di massa (più intensa tra le minoranze etniche), di razzsimo endemico della polizia. Gli approcci « funzionalisti » : le rivolte sono considerate anzitutto come dei fenomeni di delinquenza. E una spiegazione che si fonda sul concetto di marmaglia (estremisti, trafficanti di droga, istigatori, trublions). Gli scontri corrispondo ad una strategia orchestrata dalla sub-cultura malavitosa che domina nei quartieri cosiddetti sensibili. Le sommosse non sono in alcun caso considerate come una richiesta di aiuto ma piuttosto un appello al saccheggio e alla distruzione. Lo scoppiare degli scontri è legato al deficit di socializzazione familiare e alla distrutturazione delle agenzie di socializzazione tradizionali (scuola e famiglia). In questa prospettiva la polizia è considerata lultimo baluardo contro i disordini. 1 – Il modello esplicativo delle rivolte giovanili Le interpretazioni britanniche (Danièle Joly, 2007)

6 2 Il modello esplicativo delle rivolte giovanili Le interpretazioni francesi (Frédéric Ocqueteau, 2007) Quattro approcci principali Le sommosse sono delle « rivolte protopolitiche» : si tratta di analisi di ispirazione marxista. Le sommosse sono delle « rivolte di protesta » da parte delle vittime del processo di ghettizzazione avviato da circa 20 anni nelle banlieues popolari francesi : si tratta di spiegazioni basate sui temi dell« ingiustizia sociale e del razzismo ». Le sommosse sono lespressione di « razionalità collettive » di due tipi : - In un caso, la sommossa è considerata come unazione collettiva per fronteggiare lumiliazione e le discriminazioni: la violenza delle rivolte dei giovani di quartiere incalzate quotidianamente dalla polizia costituisce una rivolta contro « le forze di oppressione». - nellaltro caso, le rivolte sono confuse con le « violenze urbane » gratuite prodotte da casseurs delinquenti (rioteux) pronti a distruggere per puro piacere. Essi cercano delle sensazioni forti, del « frisson » (Roché, 2006) ma allo stesso tempo calcolano il rapporto di forze che ingaggiano con la polizia.

7 1 – I modelli esplicativi delle rivolte giovanili Le interpretazioni francesi I primi tre approcci sottolineano che gli scontri devono essere pensati: - politicamente : si tratta di un rapporto tra la società dominante e le classi popolari, di solito quelle derivanti dallimmigrazione, disprezzate - razionalmente: si tratta di unazione collettiva razionale, una sorta di reazione di fronte ad ingiustizie diventate insopportabili, - Lultimo approccio (ricerca di sensazioni forti a carattere ludico per la co- produzione della violenza, dei giovani e della polizia) si inscrive in maniera più diretta nella prospettiva criminologica e funzionalista.

8 2 – Lesperienza del ghetto Le immagini del disordine Giovani ribelli « bande » di quartiere - estetica della violenza Predominanza del rapporto di forza – esacerbazione del rapporto noi/loro

9 una dimensione quotidiana dominata dalla « galère » : inedia, delusione, disincanto, attesa, sentimento di inutilità, sentimento di ingiustizia, fatalismo interiorizzazione della relegazione, della stigmatizzazione e delletnicizzazione del quartiere unesperienza sopportabile perchè vissuta in gruppo lesterno è uno « spazio freddo » ed escludente il quartiere è uno « spazio caldo »: rassicurante, socievole, conviviale, « le mura parlano » « Le fait dêtre dans un même endroit, de côtoyer les mêmes gens à force cela crée des liens. Que ce soit positif ou négatif cela crée toujours des liens. A force dêtre dans le même lieu, même si des gars vont décider de faire des trucs dans le vice, ils vont être unis quand même, il y a un certain type de solidarité même si cest dans la connerie. » Un jeune rebelle rappeur 2 – Lesperienza del ghetto

10 I gruppi nel quotidiano : Condividono lesperienza individuale e collettiva, il sentimento di appartenenza, « communauté de quartier », limportanza della temporalità : Attività notturna, territorio occupato/militarizzato, Terra di missione per i promotori della moralità alcuni giovani percepiscono il quartiere come uno spazio di reclusione: « Je ne critique pas les gens du quartier mais je trouve quils ne sont pas assez ouverts. La plupart des gens du quartier ne sont pas assez curieux, ils sont dans un engrenage. Depuis que je suis parti dici (la Cité), je me suis dit : plus jamais les quartiers ! Au quartier, ils laissent pourrir les gens ! Même si par rapport à moi, il y a beaucoup de jalousie, jai saisi lopportunité de quitter le quartier. » Un jeune « débrouillard » 2 – lesperienza del ghetto

11 linteriorizzazione di codici singolari : Inadattamento rispetto a nuove situazioni, conformismo delle condizioni, Conformismo deviante, strategie di contro-stigmatizzazione « Quand je suis sorti du quartier jai dû faire un effort pour apprendre un certain langage pour passer des diplômes. Jai dû apprendre un langage que je navais jamais entendu. Quand je suis arrivé à Paris on me parlait, je disais : quoi ? quoi ? Tu peux répéter ? Les mecs ils me disaient, quoi tu comprends pas… Par contre, quand je leur parlais, ils ne me comprenaient pas non plus parce que moi je leur parlais mode ghetto et eux ils ne parlaient pas mode ghetto ! Quand ils me parlaient dun truc que je ne comprenais pas, jallais chercher la définition et je la gardais pour moi. Maintenant, lorsque jutilise ces mots dans certaines de mes phrases, des personnes qui ne comprennent pas me disent : arrête de faire ton baratin, de te prendre pour un professeur, un scientifique. » « A certains entretiens dembauche, des mecs de quartier ne savent pas sadapter. Certains se pointent avec une casquette alors que cest considéré comme une manque de respect. » Un jeune « débrouillard » 2 – Lesperienza del ghetto

12 giovani che non si vedono come degli esclusi ma come dei furbi « Nous on est des jeunes débrouillards. Même si on a pas de boulot on saura toujours se démerder pour trouver de largent. Mais il ny a pas que le deal. Il y en a qui sortent des lignes de vêtement, dautres qui vendent des albums de musique. Cest vrai certains vendent des plaquettes de shit mais cest dans lespoir de mettre de largent de côté pour partir sur un bon projet honnête. » Un jeune « rebelle » in un contesto di marginalizzazione, i giovani cercano di superare in modo autonomo le loro difficoltà di inserimento: la maggior parte degli operatori sociali sono percepiti come degli impostori, ipocriti, incapaci di aiutarli ad inserirsi « Les papys cest des vendus. Ils ne sont pas là pour nous aider, ils sont juste là pour gratter de largent ou pour devenir maires. Ils se sont même fait poursuivre par la justice parce quils grattaient largent des maisons de quartier. » Un jeune « rebelle » d'origine africaine « Ils (les papys) essaient de bien se faire voir. Quand ils font un truc, il y a toujours quelque chose derrière, ce nest pas pour nous. Pour être honnête, personne fait quelque chose pour nous : cest toi et ta galère. Cest la débrouille. » Un jeune « rebelle » d'origine africaine 2 – L esperienza del ghetto

13 3- Verso una ricomposizione del policing urbano ? Una domanda centrale : Dopo gli scontri dellautunno del 2005, esistono delle forme originali di policing che permettono agli attori sociali in interazione con i giovani ribelli di sviluppare delle pratiche di intervento che favoriscano la regolazione sociale?

14 3- Verso una ricomposizione del policing urbano ? Gli attori della regolazione Attori e organizzazioniLogiche di azione Organizzazioni caritative (soccorso cattolico,…) Servizi sanitari e sociali (CCAS,CMS,CAF,…) Istruzione Pubblica (Education National) Strutture socio-culaturali (MJC, Maisons de quartiers, CLSH,…) Inserzione, formazione ed impiego (ANPE, Mission Local) Assistenza Istruzione Socializzazione-integrazione Autonomizzazione Inserzione Mediazione Organizzazioni neo-comunitariste Organizzazioni religiose Organizzazioni etnoculturali Strutture di mediazione etnoculturale Etnicizzazione Comunitarizzazione (Communalisation) Competizione Mediazione Aiuto reciproco Socializzazione-integrazione

15 Assenza di relazioni tra i giovani « ribelli» e gli attori sociali « istituzionali » gli operatori sociali «dellesterno » : Distanza, paura dei giovani « chauds », priorità dellassistenza agli adulti gli operatori sociali « dell interno » : Vivono nei quartieri e/o hanno un forte ancoraggio relazionale nella città punti in comune con gli operatori sociali <

16 Il campo dellinternvento sociale è particolarmente influenzato dalla logica etnica della pacificazione sociale - La professionalizzazione del lavoro sociale è coincisa con un periodo di sviluppo dello stato sociale e di conflittualizzazione dei rapporti sociali; -In un contesto di diluizione dello stato sociale solidale e di ricomposizione del controllo sociale, si assiste ad un processo di complessificazione, precarizzazione, deprofessionalizzazione,ed etnicizzazione dellazione sociale; - Sviluppo delletnicizzazione, della razzizzazione degli operatori sociali di « origine straniera » in parallelo ad un processo di dualizzazione dellintervento sociale 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

17 Attori sociali traumatizzati dalle rivolte Gli attori sociali (operatori sociali, membri delle associazioni, forze dellordine) svolgono delle funzioni « latenti » e « manifeste » orientate alla gestione dei disordini urbani In tale contesto non si pone la questione dellinserimento e dellinclusione dei giovani « ribelli» ma quella del processo di contenimento delle rivolte giovanili Nei quartieri popolari, lo spettro delle rivolte diviene la principale preoccupazione dellazione pubblica. 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

18 Verso una ricomposizione del policing urbano? Gli attori della sicurezza Attori e organizzazioniLogiche di azione Polizia Imprese di sicurezza Strutture di mediazione- sicurezza Bailleurs sociaux Trasporti pubblici Gruppi di vigilanza repressione dissuasione sorveglianza- autosorveglianza sicurizzazione

19 Nel filone delle analisi funzionaliste delle violenze urbane, il dibattito attuale sul policing urbano e sullo sviluppo della « polizia delle città » « police des villes », contribuisce a ripensare dei modi di intervento nuovi, più complessi e maggiormente capaci di produrre controllo sociale. Si tratta di adattare gli interventi alle situazioni locali e integrare gli abitanti nella co-produzione della sicurezza 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

20 In un contesto ossessionato dalle rivolte, gli attori sociali si mobilitano, innazitutto, per contenere i disordini urbani Lorganizzazione dellazione pubblica in un quadro politico sociale/sicuritario si traduce nella incorporazione degli attori sociali nella « police des villes » (polizia delle città). 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

21 I dibattiti sul policing urbano Rinnovamento e complessificazione delle modalità di intervento per produrre controllo sociale - Integrazione degli abitanti nella co-produzione della sicurezza Due principali strategie di gestione del rischio : -Territorializzazione delle politiche di sicurezza urbana (agire sulle persone) - Sviluppo della « prevenzione situazionale » (trattare i luoghi) 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

22 Lazione « sulle persone » : -Ricomposizione del controllo sociale « comunitario>> -(Famiglie disgregate, istruzione deficitaria,…) - Evitare la costituzione di gangs Coivolgere gli abitanti per ristabilire il controllo sociale contributo alla sicurezza nelle strade 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

23 Costruire una «nuova prevenzione » Combinare la dissuasione e listruzione per lottare contro l insicurezza civile Cooperazione di partners tradizionali della « politique de la ville » (organismi delledilizia residenziale pubblica e popolare, polizia, magistratura, municipalità, servizi sociali, associazioni, abitanti) Gli « abitanti» collaborano con i poteri pubblici e gli attori sociali para-pubblici contribuendo alla co-produzione della sicurezza 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

24 Sviluppare il capitale sociale Il capitale sociale come « risorsa » : - Dare speranza ai giovani dei quartieri popolari e farli partecipare alla ricchezza della vita urbana come fattore di pacificazione nelle città Il capitale sociale come « fattore di sviluppo » : - Favorire la costruzione di « relazioni orizzontali » orientati verso lauto-controllo e lauto-sorveglianza - Costituzione di « comunità locali » che si mobilitano contro lanonimato, linciviltà e linsicurezza 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

25 Il precetto della partecipazione La nostalgia del modello « comunitario classico »: - Si valorizza la creazione di « gruppi di vigilanza » - Si incentiva la denuncia di persone presumibilmente devianti - Ogni sconosciuto o individuo « non-conforme » è percepito come una potenziale minaccia Esempio nel quartiere della Madeleine : Delle madri di famiglia di origine sub-sahariana sono sistematicamente sollecitate dai mediatori sociali che collaborano con la polizia e il potere politico locale a sorvegliare i giovani « un pò troppo numerosi» che si riuniscono nella strada Regolarmente considerate come delle figure esemplari per la restaurazione dellautorità genitoriale, queste madri sono spinte a denunciare i presunti delinquenti al fine di evitare la contaminazione degli altri giovani. 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

26 Il precetto della partecipazione Lemergere delle « comunità di responsabilità » depoliticizza gli attori sociali rispetto alla produzione strutturale dellinsicurezza : «linternallizzazione» sposta le spiegazioni e le cause generali (politica, economica, sociale) dei fenomeni di violenza e di insicurezza verso gli individui La « partecipazione » degli abitanti dei quartieri di edilizia popolare nella gestione dei rischio delle rivolte giovanili : - « conscience malheureuse », nuova forma di dominazione - Subordinazione dellindividualità alla collettività normativa - Auto-pacificazione 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

27 Co-produzione della sicurezza o de-costruzione della solidarietà ? Lideologia della «polizia delle città » : - Depoliticizza il dibattito sulla regolazione sociale - sinscrive nellambito dellideologia liberale-sicuritaria - Contribuisce ad una classificazione dei « buoni» et dei « cattivi » abitanti -Complessificaizone delle tecniche del controllo -delle classi popolari « pericolose », dei « nemici dallinterno » -Le rivendicazioni degli abitanti, solitamente dei giovani, sono considerate come sediziose e non sono affrontate istituzionalmente o politicamente -- limportante è militarizzare lo spazio e pacificare gli abitanti 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

28 Co-produzione della sicurezza o de-costruzione della solidarietà ? Lideologia della « polizia delle città » : Gli abitanti « partecipativi» sono considerati come dei supplenti per viglilare e mantenere « lordine nella strada » Si tratta di pacificare linsieme delle turbolenze amalgamate ad inciviltà, violenza e delinquenza. Gli abitanti sono considerati come dei rappresentanti delle « comunità » e di alcune categorie (età, genere, etnia, religione,…). Essi sono sorvegliati e/o strumentalizzati nella produzione del controllo sociale locale (appelli alla denuncia, alla prevenzione dei rischi,…) Delegittimazione dellidea cheè possibile combattere in profondità le logiche dellesclusione, della stigmatizzazione e della discriminazione 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

29 Co-produzione della sicurezza o de-costruzione della solidarietà ? La co-produzione della sicurezza non è la co-produzione della solidarietà La prima considera gli individui definiti « per défaut » come dei potenziali criminali da controllare e sorvegliare La seconda considera gli individuicome degli attori-soggetti solidali e interdipendenti che si autonomizzano attraverso la conflittualizzazione dei rapporti sociali La « polizia delle città » mira a contenere i nuovi esclusi della mondializzazione La «polizia delle città » si avvantaggia della decomposizione di una organizzaizone sociale basata sulla solidarietà collettiva. Essa mira alla gestione del rischio rappresentato dalle popolazioni « anomaliques » 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

30 Rompere con il ritorno dellideologia struttural-funzionalista Necessità di ripensare il rapporto con gli abitanti dei quartieri popolari - Riconoscimento degli individui liberi e autonomi, capaci di conflittualizzare e politicizzare la loro mobilitazione La spiegazione della violenza attraverso il vuoto sociale non è più soddisfacente La violenza di alcuni giovani è innaznitutto la conseguenza del loro « conformismo deviante » - Prigionieri di unimmagine svalorizzante (vittime) e stigmatizzante (violenti) - il problema è liper-integrazione in uno spazio ghettizzato Gli attori sociali devono rompere con le logiche normative e di stigmatizzazione - Fabbricare il conflitto, privilegiare gli spazi di conflittualizzazione - Soggettivazione e riconoscimento 3- Verso una ricomposizione del policing urbano?

31 La « polizia delle città », una soluzione per favore la mobilità sociale dei giovani che vivono l esperienza del ghetto? Dal lato del sistema : - Intensificazione ecomplessificazione del controllo sociale nei quartieri popolari Una molteplicità di attori sociali cerca di co-produrre la pacificaizone sociale -(Stato, comuni, dipartimenti, associazioni, organismi degli alloggi popolari, -polizia, organismi parapubblici, abitanti, ecc.) - Una molteplicità di logiche di azione (assistenza, socializzazione, repressione, mediazione, etnicizzazione, ecc.) - Una pluralità di spazi di intervento (Sociale, culturale, urbano) Si tratta di neutralizzare le capacità di creare disordine di persone e di determinati gruppi sociali e culturali

32 La « polizia delle citta », una soluzione per favorire la mobilità sociale dei giovani che vivono lesperienza del ghetto? Nella riorganizzazione dello Stato sociale/sicuritario, i quartieri popolari giocano un ruolo ben preciso - Produrre il sentimento di insicurezza, il razzismo e la violenza - Legittimare lo sviluppo di una società di tipo liberale/sicuritaria Nei giovani dei quartieri popolari urbani, questa dinamaica produce degli effetti: - Sentimento di ingiustizia, dominazione, riproduzione sociale - Produzione di violenza simbolica, fisica, morale, psicologica,…

33 Mentre i quartieri popolari costituiscono loggetto delle politiche « correttrici » da circa un trentennio, i processi di stigmatizzazione sono diventati routinari Gli abitanti dei quartieri popolari, in particolare i giovani, non sono solo trumentalizzati, ma rischiano di essere reificati e disumanizzati. Essi possono diventare loggetto del processo di reificazione : loblio del riconscimento degli individui reificati consente c he questi subiscano la violenza.

34 E possibile cancellare la reificazione dei giovani dei quartieri popolari urbani ? Dal lato degli attori: Interventi sociali che stabiliscono una intereazione/relazione specifica - rispetto, riconoscimento reciproco, contro-stigmatizzazione, soggettivazione - sviluppo dello spirito critico, emancipazione - rifiuto dellimposizizone di un rapporto sociale di dominazione Essi sono costretti a produrre una forma di « sur-engagement » per « salvare la pelle » - esaurimento, alienazione, assoggettamento Gli attori sociali che intervengono devono sollevare delle sfide - Combattere il processi di « reificazione reciproca » -Ricosruire un progetto politico in materia di solidarietà collettiva - Sviluppare gli spazi di costruzione di rapporti di riconoscimetno reciproco e soggettivazione - Sprigionare ambiti di « creatività » personale

35 La complessificazione del controllo sociale Sociale socializzazione Culturale etnicità Urbano sicurezza, tranquillità pubblica Organizzazioni Organizzazioni caritative Servizi sociali e sanitari Istruzione pubblica Strutture socioculturali Inserimento, formazione ed impiego Imprese pubbliche e parapubbliche Organizzazioni neocomunitarie, religiose, etno-culturali Strutture di mediazione interculturale Logiche di azione Assistenza Istruzione Socializzazione/integrazione Emancipazione Inserimento Mediazione Etnicizzazione Comunitarizzazione Mediazione Aiuto reciproco e mutua assistenza Socializzazione integrazione Effetti sulle persone Dipendenza (-) Stigmatizzazione (-) Violenza simbolica (-) Patologia sociale, culturale e familiare (-) Competizione (-) Fiducia in se (+) Solidarietà organica (+) Autonomizzazione(+) Contro stigmatizzazione(+) Riconoscimento(+) Regolazione e coesione sociale(+) Essenzializzazione (-) Razzizazione (-) Ripiegamento comunitarista (-) Controllo morale (-) Solidarietà meccanica (+) Adattamento (+) Contro stigmatizzazione (+) Riconoscimento (+) Partecipazione sociale e culturale (+) Negoziazione (+) Organizzazione sociale (+) Conflittualizzazione (+) Polizia Imprese di sicurezza Strutture di mnediazione- sicurezza Enti per lalloggio sociale Trasporto pubblico Gruppi di abitanti Repressione Sorveglianza Autosorveglianza Securizzazione insercurizzazione Violenze (-) Tensioni (-) Sospetto (-) Hetnification (-) Umiliazione (-) Discriminazione (-) Disorganizzaizone sociale (-) Inserimento (+) Regolazione (+) Reificazione (-)

36 Legittimazione del rafforzamento delle pratiche securitarie negli spazi di ghettizzazione e non solo Dérapage capovolgimento dello stato di diritto (Castel, 2003) Ghettizzazione e stigmatizzazione dei quartieri popolari urbani Sviluppo del conformismo deviante e delle pratiche delinquenziali giovanili Legittimazione delle risposte repressive e dellauto-controllo Rafforzamento delle logiche di reificazione reciproca e co-produzione della violenza (auto-profezia che si avvera) La ghettizzazione urbana : sintomo o alibi di un trattamento securitario della questione sociale ?


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