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Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 1 Cap. V Il Bilancio desercizio delle imprese alberghiere.

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Presentazione sul tema: "Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 1 Cap. V Il Bilancio desercizio delle imprese alberghiere."— Transcript della presentazione:

1 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 1 Cap. V Il Bilancio desercizio delle imprese alberghiere

2 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 2 Definizione Un sistema di valori finalizzato alla rappresentazione sintetica degli aspetti economici, patrimoniali e finanziari della gestione al termine di un arco temporale prestabilito, indipendentemente dalla conclusione di ciascun atto di amministrazione.

3 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 3 Redazione complessa per: 1) Qualità delle rilevazioni elementari y Spesso poco rappresentative 2) Scelta delle finalità del bilancio y Condizione schemi e criteri di valutazione 3) Definizione dei criteri di valutazione y Derivano dalle finalità 4) Interferenze fiscali y Recenti riforme ne riducono gli effetti 5) Sinteticità y Rischio di incompletezza

4 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 4 Stakeholder interessati al bilancio zStato zCompagine Sociale zSoci potenziali zFinanziatori zFornitori zClienti zDipendenti zPersonale autonomo zConcorrenti zManagement

5 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 5 Lo Stato Motivi di carattere fiscale Nellordinamento tributario, infatti, il modello di rapporto tra norme civilistiche e fiscali può rendere determinante il risultato desercizio espresso dal bilancio per la misurazione delle imposte Ragioni di politica economica nella necessità per lo Stato di fondare la propria funzione di programmazione sui dati che provengono dalla economia e dalle realtà economiche presenti sul territorio Interessi di ordine pubblico Talvolta laddove leconomia è arretrata, maggiori sono i rischi di disordine pubblico, maggiore appare lattenzione per gli investimenti in sicurezza e la difesa interna e minore appare invece linteresse per nuovi investimenti produttivi e di sviluppo

6 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 6 La compagine sociale I soci e tutti coloro che sono titolari di unimpresa, si mostrano particolarmente interessati al bilancio desercizio che, fornendo informazioni sullo stato di salute dellimpresa, valorizza concretamente i diritti dei soci.

7 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 7 I Soci potenziali Dalle capacità di attrazione del mercato e dalle positività che emergono dal bilancio dellimpresa osservata dipendono le decisioni di investimento da parte di soggetti esterni allimpresa che si fondano prevalentemente sulle informazioni, poche ma sicure, tratte dal bilancio desercizio.

8 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 8 I Finanziatori I soggetti finanziatori che sovvenzionano limpresa e che attraverso il bilancio valutano il credito di fiducia da riconoscerle non possono trascurare gli elementi di giudizio ricavabili dal documento contabile

9 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 9 I Fornitori Sono coinvolti per due ragioni: - il fornitore è spesso anche un finanziatore e, quindi, deve poter conoscere le condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie del proprio cliente; - il fornitore potrebbe operare in un mercato monopsonistico o quasi monopsonistico, rivolgendosi ad uno o pochi clienti con la conseguenza che le vicissitudini economiche dellimpresa cliente, desumibili dal bilancio, si riflettono anche sulle prospettive di fornitura.

10 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 10 I Clienti La clientela deve essere in grado di sostituire in modo conveniente limpresa fornitrice i cui risultati economici e patrimoniali non consegnano allanalista prospettive future positive (soprattutto nel caso in cui limpresa opera in regime di monopolio)

11 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 11 I Dipendenti Il personale dipendente mostra interesse per i risultati aziendali di bilancio, in quanto la sua vita lavorativa è collegata anche allo stato di salute dellazienda

12 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 12 Il personale autonomo Il personale autonomo che collabora o presta la propria attività professionale allimpresa viene a volte attratta dai risultati di questultima. Linteresse verso il bilancio cresce al crescere delle dimensioni dellimpresa.

13 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 13 I Concorrenti I concorrenti possono acquisire dal bilancio un insieme di indicazioni di rilievo utili ad organizzare nuove azioni o a modificare quelle già intraprese

14 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 14 Il management Il management opera le proprie decisioni sulla base delle informazioni prodotte dal sistema informativo aziendale e dei risultati espressi dal bilancio desercizio. Inoltre il bilancio desercizio rappresenta per i managers un documento di valutazione contenente un implicito giudizio sul loro operato e che, spesso, serve anche di base per il calcolo di una frazione più o meno ampia della loro remunerazione

15 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 15 Rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria dellimpresa e il risultato economico dellesercizio (art c. c.) Il fine del bilancio assegnato dal legislatore italiano

16 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 16 Considerazioni sulle finalità civilistiche del bilancio zGenerico ed inefficace zAppare come principio generale zNon considera stime, congetture e astrazioni zFine palese: quadro fedele zFine occulto: difesa dellintegrità del capitale

17 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 17 Considerazioni sulle finalità civilistiche del bilancio In realtà il Bilancio deve rappresentare ciò che è realmente accaduto e ciò che economicamente appare corretto considerare come se fosse effettivamente accaduto

18 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 18 Quantità di bilancio z Oggettive o quantità misura z Presunte y Stimate y Congetturate z Astratte

19 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 19 Quantità oggettive (o quantità-misura) Oggetto di mero accertamento; Hanno una sola espressione vera in assoluto (altre sono false); Non sono oggetto di valutazioni opinabili Esempi: quantità monetarie: -entrate/uscite di cassa -valori nominali di crediti/debiti quantità non monetarie: quantità delle materie -ore di lavoro -numero titoli, ecc.

20 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 20 Quantità presunte stimate Tutte quelle che si accolgono in luogo di quantità economiche accertate, quando queste siano mal determinabili per insufficienza di informazioni o di conoscenza o per lindeterminazione di fattori o condizioni che concorrono a configurarle. Oggetto di apprezzamenti incerti entro il limite delle quantità economiche assolute; Sostituiscono, talvolta temporaneamente, quantità-misura mal determinabili; Sono oggetto di valutazioni opinabili; Sono verificabili a posteriori Esempi: - presunto valore di realizzo di alcuni crediti - valore della fatture da ricevere o da emettere per merce già ricevuta/consegnata - ratei attivi e passivi (provvigioni da liquidare, interessi attivi/passivi).

21 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 21 Quantità presunte congetturate Non esprimeno grandezze in se stesse esistenti e possono essere variamente concepite e configurate secondo le astrazioni e le ipotesi che si ammettono nella loro determinazione. Non presentano una unica espressione monetaria, non costituiscono una possibile approssimazione al vero. Oggetto di apprezzamenti incerti entro il limite delle quantità economiche assolute; Sostituiscono, talvolta temporaneamente, quantità-misura mal determinabili; Sono oggetto di valutazioni opinabili; NON sono verificabili a posteriori Esempi: - quote dammortamento - rimanenze desercizio - capitalizzazione di valori comuni

22 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 22 Quantità astratte Esprimono una realtà che non è esistita, non esiste e non esisterà; Configurate in funzione di date ipotesi ed astrazioni; Vere non in assoluto, ma in funzione di quelle ipotesi ed astrazioni; Non hanno una sola espressione vera in assoluto. Esempi: -Reddito di esercizio > Capitale di funzionamento; -Configurazioni di costo; -Medie statistiche.

23 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 23 Principi di redazione Regole fondamentali per la redazione del bilancio Codice civile (artt e 2423 bis c.c.) Organismo italiano di Contabilità (O IC )

24 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 24 Principi di redazione previsti dal Codice civile (art bis) zChiarezza zPrudenza zContinuazione zFunzione economica Prevalenza sostanza su forma zRealizzazione zSeparatezza zCostanza zDeroga yGenerale ySpeciale

25 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 25 Il principio della Chiarezza La chiarezza del bilancio va valutata nei confronti dei destinatari che dovrebbero essere in grado di risalire, attraverso la sua analisi, alla ricostruzione della dinamica economica e finanziaria dellimpresa. Precetti: z distinta indicazione dei singoli componenti di reddito e di patrimonio, classificati in voce omogenee e senza compensazioni z netta individuazione dei componenti ordinari da quelli straordinari del reddito desercizio z separata classificazione dei costi e dei ricavi della gestione tipica dagli altri costi e ricavi desercizio

26 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 26 Il principio della Prudenza Il principio si sostanzia nellobbligo per i redattori del bilancio di verificare i diversi possibili ragionevoli valori delle attività, dei ricavi, delle passività e dei costi, scegliendo tra questi il più basso per le attività e i ricavi ed il più alto per le passività e i costi. Il principio si fonda sulla necessità di preservare il patrimonio dellimpresa da determinazioni contabili del reddito che indurrebbero a conclusioni sullandamento economico della gestione caratterizzate da eccesso di entusiasmo.

27 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 27 Il principio della Continuazione La valutazione delle voci deve essere fatta nella prospettiva della continuazione della attività, ossia ponendosi nella presunzione della prosecuzione futura dellimpresa. In questo senso il principio si sostanzia in una vera e propria ipotesi generale, collegata alla caratteristica di istituto duraturo che normalmente si attribuisce alla impresa.

28 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 28 Il principio della prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali Il bilancio nella sua formazione e nella sua redazione deve poter rappresentare gli aspetti economici sostanziali della gestione aziendale ricercando la massima concordia possibile con gli aspetti formali. I redattori del bilancio sono obbligati quindi ad individuare la sostanza economica dei singoli accadimenti prima ancora della loro esatta considerazione formale, evitando di preferire la rappresentazione formale alla rappresentazione sostanziale.

29 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 29 Il principio della Realizzazione Si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dellesercizio. Con questo requisito, i redattori del bilancio sono obbligati ad escludere dalla formazione del reddito i componenti positivi presunti, frutto di congetture o stime. Il ricavo si considera (comunemente) realizzato quando: - È completato il processo che origina il risultato economico; - È avvenuto lo scambio, - Esiste la correlazione dei ricavi conseguiti con i costi sostenuti

30 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 30 Il principio della Competenza Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dellesercizio, indipendentemente dalla data dellincasso o del pagamento (competenza in senso economico e non numerario, finanziario o di cassa).

31 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 31 Il principio della Separatezza Gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente. La finalità è quella di evitare che, attraverso una valutazione di tipo complessivo, si effettuino compensazioni di perdite presunte relative ad alcuni elementi del capitale.

32 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 32 Il principio della Costanza (consistency) I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio allaltro. Il principio si sostanzia nel mantenimento da parte del compilatore del bilancio, il quale in un dato esercizio abbia operato la scelta di una tra le procedure contabili, di cui poteva liberamente disporre, di quella scelta iniziale nel corso dei successivi esercizi per poter concretamente raggiungere obiettivi di comparabilità. La eventuale deroga, da effettuarsi in casi eccezionali, deve essere riportata nei suoi motivi e nei suoi effetti nella nota integrativa.

33 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 33 Il principio della Deroga Generale Se, in casi eccezionali, lapplicazione dei principi di redazione risulta essere incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, il principio non deve essere applicato. Il principio della Deroga Speciale In casi eccezionali, sono consentite deroghe al principio della costanza dei criteri di valutazione

34 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 34 I Principi contabili e Le norme tecnico-professionali La disciplina civilistica è stata integrata da norme tecnico-professionali emanati dalla Commissione dei Consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri per la statuizione dei principi contabili. La Commissione è stata recentemente sostituita da uno standard setter nazionale, la Fondazione OIC – Organismo italiano di contabilità.

35 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 35 Principi di redazione OIC zUtilità zPrevalenza della sostanza sulla forma (idem Codice Civile) zComprensibilità (idem Codice Civile principio Chiarezza) zNeutralità (imparzialità) zPrudenza zPeriodicità zComparabilità zOmogeneità = unica moneta di conto (euro) zContinuità (costanza) zCompetenza zSignificatività zCosto base delle valutazioni zConformità ai principi zCompletezza della nota integrativa zVerificabilità dellinformazione

36 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 36 Il principio della Utilità del bilancio desercizio per i destinatari e completezza dellinformazione Un bilancio è utile se completo nelle informazioni attese dai destinatari, ovvero se configurato in modo tale da poter essere compiutamente analizzato.

37 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 37 Il principio della Periodicità (imparzialità) Il postulato ha lobiettivo di evitare/ridurre i condizionamenti nei procedimenti di valutazione. Esso si sostanzia nellindurre i redattori del bilancio verso il giusto bilancio, frutto della applicazione tecnicamente competente e moralmente onesta del procedimento di formazione del bilancio, che richiede sempre e comunque discernimento, oculatezza e senso critico per quanto concerne gli elementi ad intervento soggettivo.

38 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 38 Il principio della Periodicità della misurazione del risultato economico e del patrimonio aziendale Il postulato conferma il riferimento del bilancio al periodo amministrativo, in genere coincidente con lanno solare.

39 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 39 Il principio della Comparabilità Il postulato riguarda la possibilità, offerta dalla uniformità della rappresentazione delle poste e dalla costanza dei criteri di valutazione applicati, di porre a confronto bilanci della stessa impresa tra due esercizi diversi (comparabilità temporale), ovvero bilanci di imprese diverse per il medesimo esercizio (comparabilità spaziale)

40 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 40 Il principio della Omogeneità La moneta di conto utilizzata deve essere identica per tutti i valori rappresentati

41 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 41 Il principio della Competenza Fissa i criteri con cui rilevare e misurare gli eventi economici avvenuti nel corso dellesercizio da accogliere nel bilancio desercizio (esclusione del criterio della competenza numeraria). Si basa sulle seguenti regole: a. i ricavi devono essere riconosciuti di competenza quando il processo produttivo dei beni o dei servizi è stato completato e lo scambio si è verificato; b. i costi devono essere stretti in correlazione con i ricavi; tale correlazione può realizzarsi: - per associazione di causa ad effetto tra costi e ricavi; - per ripartizione dellutilità o funzionalità pluriennale sulla scorta di metodologie razionali e sistemiche; - per imputazione diretta di costi al conto economico dellesercizio per esaurita fecondità o sopraggiunta impossibilità ad essere fecondi nel periodo amministrativo dei fattori produttivi connessi.

42 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 42 Il principio del Costo quale principio base delle valutazioni Il criterio del costo risulta essere il criterio prevalentemente impiegato nella valutazione delle poste di bilancio della impresa in funzionamento (sia nellambito della disciplina del codice civile che nellambito delle regole fissate attraverso i principi contabili). Motivazioni: - il costo dei fattori produttivi impiegati durante lesercizio esprime non soltanto la spesa sostenuta per la loro acquisizione, ma anche il valore economico delle utilità e delle fecondità che questi fattori sono in grado di arrecare nel processo produttivo e formativo del risultato economico dellesercizio; - il riferimento al parametro del costo è quello che consente di limitare la discrezionalità e linterpretazione soggettiva dei redattori nelle valutazioni di bilancio; - il criterio del costo si dimostra di facile impiego ed immediata applicazione in tutti i contesti di impresa.

43 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 43 Il principio del conformità del complessivo procedimento di formazione del bilancio ai corretti principi contabili Il postulato discende dalla ovvia quanto importante necessità di rendere coerente le attività poste in essere e seguite nella redazione del documento con i principi contabili da osservare ed applicare ove possibile. Il postulato intende allargare le regole sul bilancio alla organizzazione e alle procedure necessarie per la formazione dello stesso, sostanziandosi in un vero e proprio futuro giudizio di conformità.

44 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 44 Il principio della verificabilità dellinformazione Il postulato della verificabilità dellinformazione soddisfa unesigenza di garanzia e di tutela avvertita dai diversi destinatari del bilancio. Con la verificabilità si garantisce infatti al lettore del bilancio di poter ricostruire in qualunque momento e per qualunque punto del bilancio il procedimento di formazione seguito, le ipotesi formulate, i criteri adottati, le deroghe operate, le finalità poste alla base dellintera redazione.

45 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 45 Il principio della funzione informativa e completezza della nota integrativa al bilancio Il postulato assegna alla nota integrativa e alle altre informazioni complementari una decisiva funzione informativa e di completamento, avendo il duplice scopo di illustrare i valori di bilancio e di integrarli di dati e di notizie altrimenti non rinvenibili nei prospetti principali di stato patrimo- niale e conto economico. La nota integrativa non deve essere intesa come una sostituzione della corretta contabilizzazione, ma piuttosto come un elemento complementare di esplicazione della contabilizzazione, in grado di spiegare i valori senza sostituirli.

46 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 46 Le valutazioni di bilancio La valutazione tende ad attribuire agli elementi dellazienda un valore, cioè la quantità di moneta che può ritenersi equivalente a ciascun bene. I criteri di valutazione sono numerosi e molto diversi fra loro

47 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 47 Criteri di valutazione da scegliere in relazione alle finalità attribuite al bilancio 1) COSTO STORICO: corrispettivo già pagato per lacquisto a) Costo primo o aggregazioni più ampie; b) Costo storico effettivo; c) Costo medio: - Media semplice; - Media ponderata per movimento o per periodo d) Costo standard - Ideali, o normali, o di base.

48 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 48 1) COSTO STORICO – Segue: corrispettivo già pagato per lacquisto e) Costo contabile - Lifo (last in, first out) > continuo o a scatti;- Fifo (first in, first out); - Nifo (next in, first out);- Loifo (lowest in, first out); - Hifo (highest in, first out); f) Costo storico rivalutato g) Costo storico diminuito dellammortamento

49 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 49 Criteri di valutazione 2) VALORE NOMINALE 3) PRESUNTO VALORE DI ESTINZIONE 4) PREZZO CORRENTE o valore attuale di scambio o presunto valore di realizzo attuale

50 Il Bilancio dEsercizio Prof. Walter Palermo 50 Criteri di valutazione - segue 5) PRESUNTO RICAVO FUTURO 6) COSTO di RIACQUISTO o di rimpiazzo 7) CAPITALIZZAZIONE del REDDITO 8) CAPITALE NETTO RETTIFICATO (Equity method)


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