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M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO1 5f_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO (ultima modifica 16/12/2011) Campi variabili nel tempo e Equazioni di Maxwell.

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1 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO1 5f_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO (ultima modifica 16/12/2011) Campi variabili nel tempo e Equazioni di Maxwell Il modello elettrostatico è stato definito con il vettore intensità del campo elettrico, e il vettore densità di flusso elettrico (spostamento dielettrico). Le equazioni differenziali fondamentali sono: Per i mezzi lineari e isotropi (non necessariamente omogenei), vale la relazione costitutiva:

2 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO2 Il modello del campo elettrico è stato definito con il vettore intensità del campo elettrico, e il vettore densità di di corrente Le equazioni differenziali fondamentali sono: La I°relazione rappresenta la legge delle tensioni in forma locale. La II° relazione rappresenta la legge delle correnti in forma locale Per i mezzi lineari e isotropi (non necessariamente omogenei), vale la relazione costitutiva:

3 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO3 Il modello magnetostatico è stato definito con il vettore densità di flusso magnetico magnetico, e il vettore intensità del campo magnetico. Le equazioni differenziali fondamentali sono: Per i mezzi lineari e isotropi, vale la relazione costitutiva:

4 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO4 Il modello del campo magnetostatico In condizioni statiche (le grandezze di campo non variano nel tempo) il campo elettrico e lo spostamento elettrico con il campo magnetico e linduzione magnetica sono coppie di grandezza separate e indipendenti. Il modello del campo elettrico Il modello del campo elettrostatico

5 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO5 Ossia in condizioni statiche le grandezze del modello elettrostatico e non sono legate alle grandezze del modello magnetostatico e e alle grandezze del modello elettrico e. Ma in un mezzo conduttore, possono coesistere un campo elettrico e un campo magnetico e formano un campo elettromagnetico. In un mezzo conduttore un campo elettrico statico causa un flusso costante di correnti di densità, e questo subito dopo genera un campo magnetico statico, ma il campo elettrico statico è indipendente dal campo magnetico statico generato, che non interferisce con esso. Gli effetti cambiano se il campo elettrico non è statico. Per comprendere questi effetti si intende studiare come una variazione di campo elettrico generi una variazione di campo magnetico e viceversa.

6 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO6 Per comprendere i fenomeni elettromagnetici in regime tempo- variante, è necessario introdurre un modello elettromagnetico nel quale le grandezze relative al modello elettrostatico e e quelle relative al modello magnetostatico e e quelle del campo elettrico e siano propriamente correlate. Legge di Faraday della induzione elettromagnetica Michael Faraday nel 1831, scoprì sperimentalmente che in una spira conduttrice viene indotta una forza elettromotrice (f.e.m.) quando varia il flusso magnetico concatenato con la spira. La relazione quantitativa tra la f.e.m. indotta e la velocità di variazione del flusso concatenato, basata su dati empirici, è nota come legge di Faraday e costituisce un postulato fondamentale.

7 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO7 Postulato fondamentale della induzione elettromagnetica Lintensità del campo elettrico in una regione dove la densità del flusso magnetico varia con il tempo è non conservativa e non può essere espressa con il gradiente di un potenziale scalare, ma è valida la legge di Faraday in forma differenziale: Facendo lintegrale superficiale su una superficie aperta S delimitata da un contorno C e applicando il teorema di Stokes, si ottiene la legge di Faraday in forma integrale:

8 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO8 Legge di Faraday in un campo magnetico costante in forma differenziale e integrale. Se il campo magnetico è costante, le equazioni precedenti diventano: Ciò dimostra la generalità delle equazioni dalle quali sono state ottenute.

9 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO9 La variazione della induzione può essere dovuta a una variazione delle correnti che generano il campo o a uno spostamento del conduttore nel campo magnetico. Per determinare lespressione generale della legge di Faraday, indicando con la velocità di spostamento del conduttore si esamineranno i seguenti tre casi: 1.circuito fisso in un campo magnetico variabile nel tempo 2.conduttore in movimento in un campo magnetico statico 3.circuito in movimento in un campo magnetico variabile nel tempo (sovrapposizione degli effetti dei casi 1 e 2).

10 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO10 1)Circuito fisso in un campo magnetico variabile nel tempo Per un circuito fisso con un contorno C e una superficie S si può scrivere: essendo la f.e.m. indotta nel circuito con contorno C e il flusso magnetico attraverso la superficie S si ottiene che :

11 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO11 La legge di Faraday è diventata: Essa stabilisce che: la forza elettromotrice indotta in un circuito chiuso stazionario è uguale alla velocità di incremento (o decremento) del flusso magnetico che concatena il circuito, cambiata di segno, perché è tale da opporsi alla f.e.m. che ha generato il flusso. Ossia, il segno negativo sottolinea che la f.e.m. indotta causerà una corrente che percorrerà il circuito chiuso in direzione tale da opporsi alla direzione del flusso magnetico concatenato. Questa asserzione è nota come legge di Lenz. Su tale fenomeno è basato il funzionamento del trasformatore.

12 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO12 2) Conduttore in movimento in un campo magnetico statico Quando un conduttore si muove con velocità in un campo magnetico statico ( che non varia nel tempo), una forza magnetica causerà il libero movimento degli elettroni nel conduttore che saranno trascinati verso una estremità del conduttore, lasciando laltra estremità carica positivamente. Questa separazione delle cariche positive e negative crea una forza Coulombiana di attrazione. Il processo di separazione delle cariche continua sino a quando le forze elettriche e magnetiche si bilanciano luna con laltra e si raggiunge, in un uno tempo molto breve, uno stato di equilibrio dl

13 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO13 Per un osservatore in movimento con il conduttore non si ha un movimento apparente, e la forza magnetica per unità di carica: può essere interpretata per analogia con i campi elettrostatici come un campo elettrico indotto agente lungo il conduttore che produce una tensione: In generale se il conduttore in movimento è una parte di un circuito chiuso C, la fem generata nel circuito con contorno C è: Per le proprietà del prodotto vettoriale solo la parte del circuito che si muove in direzione non parallela al campo magnetico, contribuisce alla fem V.

14 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO14 3) Circuito in movimento in un campo magnetico variabile nel tempo Quando una carica q si muove con velocità in una regione dove esistono sia un un campo elettrico e un campo magnetico, la forza elettromagnetica su q, come risulta da misurazioni effettuate in laboratorio, è data dalla equazione della forza di Lorenz, secondo la quale la forza totale agente sulla carica q è pari alla somma della forza elettrica e della forza magnetica : Per un osservatore che si muove con la carica q, non cè alcun movimento apparente e la forza sulla carica q può essere interpretata come dovuta da un campo elettrico equivalente, dove:

15 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO15 Quindi se un conduttore con un contorno C e una superficie S, si muove con una velocità in un campo, si ottiene la relazione, valida per un circuito in movimento in un campo magnetico che varia nel tempo, che rappresenta la forma generale della legge di Faraday : f.e.m. indotta nel conduttore in movimento in un campo di induzione variabile f.e.m. indotta dovuta alla variazione della induzione nel tempo f.e.m. mozionale dovuta al movimento del circuito allinterno di un campo di induzione.

16 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO16 Oltre alle considerazioni fatte sulle interazioni dei campi elettrici e magnetici, occorre tenere presente che deve essere sempre verificato il principio di conservazione della carica, secondo il quale : e il modello magnetostatico: deve essere modificato in condizioni di campo elettrico variabile adattandolo affinchè risulti coerente al principio di conservazione della carica e si ottiene ( vedi pag. successiva *) :

17 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO17 (*) Infatti calcolando la divergenza del primo e del secondo membro della relazione il modello magnetostatico per deve essere, per lidentità nulla, dovrebbe essere: Ma quando la densità di carica varia nel tempo, quindi per rendere coerente la relazione : essendo: lequazione adattata, valida quando le grandezze di campo variano nel tempo diventa:

18 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO18 Poiché lequazione adattata per i campi variabili nel tempo: diventa:

19 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO19 Per essere coerenti con lequazione di continuità e le condizioni di funzionamento con le grandezze variabili nel tempo, entrambe le equazioni rotoriche valide per lelettrostatica e per la magnetostatica sono state opportunamente generalizzate: Con le due equazioni generalizzate, si hanno complessivamente quattro equazioni differenziali coerenti, note come equazioni di Maxwell che possono essere espresse anche in forma integrale, applicando il teorema di Stokes e il teorema della divergenza.

20 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO20 Queste equazioni generalizzate sono valide per qualunque punto dello spazio e in particolare quando le grandezze di campo non variano nel tempo, le relazioni si riducono a quelle valide per i modelli elettrostatici ed magnetostatici. se:

21 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO21 Il modello matematico per la risoluzione dei campi può essere descritto mediante le seguenti Equazioni di Maxwell in forma differenziale vettoriale e in forma integrale vettoriale Legge di Faraday Legge di Ampere Legge di Gauss

22 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO22 Equazioni donda convenzionali in funzione delle grandezze di campo Le equazioni di Maxwell sono equazioni differenziali alle derivate parziali con più variabili che generalmente presentano difficoltà di risoluzione. Un metodo comune per ridurre la complessità matematica è quello di formulate il problema in termini di equazioni donda, nelle quali in ogni equazione compare una sola grandezza di campo. Per ottenerle si calcola il rotore del primo e del secondo membro delle equazioni di Maxwell rotoriche:

23 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO23 Equazioni donda convenzionali (in funzione delle grandezze di campo) a) Calcolando il rotore della prima equazione: si ottiene: Nella ipotesi di un mezzo omogeneo ed isotropo:

24 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO24 Quindi in generale si ha:

25 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO25 b) Analogamente partendo dalla espressione del rotore del campo : calcolando il rotore del rotore si ottiene:

26 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO26 Equazioni donda convenzionali In definitiva si ottiene che : Per le proprietà dei vettori:

27 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO27

28 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO28 Equazioni donda convenzionali in presenza di sorgenti Questa è la forma delle equazioni convenzionale delle equazioni delle onde elettromagnetiche valide per una regione omogeneea ed isotropa in presenza di sorgenti ( ): La prima equazione dellonda magnetica è omogenea, mentre la seconda equazione del campo elettrico al contrario non lo è. Questo implica che tutti i fenomeni elettromagnetici siano generati di da una distribuzione di cariche ρ.

29 M. Usai 5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO 29 Equazioni donda convenzionali per una regione priva di sorgenti Questa è la forma delle equazioni convenzionale delle onde elettromagnetiche valide per una regione omogeneea ed isotropa priva di cariche fisse e in movimento: ( ) Entrambe le equazioni diventano omogenee: 0 0 0

30 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO30 Procedimento più intuitivo (per ottenere le stesse espressioni delle equazioni donda in una regione priva di sorgenti) ****************************************************** Equazioni donda in una regione priva di sorgenti Si intende ora risolvere problemi di propagazione che riguardano la propagazione di onde elettromagnetiche in una regione dello spazio priva di cariche libere dove e sono entrambi uguali a zero. In altri termini si vuole studiare non solo come sono originate le onde magnetiche, ma come si propagano focalizzando questo ultimo aspetto.

31 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO31 Equazioni donda in una regione priva di sorgenti Se londa si propaga in un mezzo non conduttore (con conducibilità = 0 o γ=0), lineare, isotropo e omogeneo caratterizzato da e le equazioni di Maxwell diventano:

32 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO32 Si sono ottenute delle equazioni differenziali del primo ordine nelle due variabili e. Esse possono essere combinate per ottenere equazioni differenziali del secondo ordine nella sola o. Infatti calcolando il rotore del rotore della equazione: essendo: si ottiene: con 0

33 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO33 In modo analogo si ottiene una equazione in. Le equazioni così ottenute sono chiamate: Equazioni donda vettoriali omogenee : con In coordinate cartesiane ciascuna di esse equivale a tre equazioni donda scalari unidimensionali, omogenee. Ciascuna componente dei campi deve soddisfare equazioni del tipo: le cui soluzioni rappresentano le onde.

34 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO34 Equazioni donda vettoriali omogenee convenzionali (in funzione delle grandezze di campo) Queste equazioni si chiamano equazioni della diffusione essendo analoghe (formalmente identiche) alle equazioni utilizzate per risolvere problemi di diffusione del calore. Esse servono per determinare la distribuzione del campo in mezzi non conduttori, ossia in una regione dello spazio priva di cariche libere dove e sono entrambi uguali a zero. *******************************************************

35 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO35 Funzioni potenziale scalare V e vettoriale Il concetto di potenziale vettore magnetico é stato introdotto per la solenoidalità del vettore : per cui per le proprietà degli operatori vettoriali, esso é esprimibile come: nella forma differenziale, in base alla legge di Faraday: si ottiene una relazione tra il campo elettrico e il vettore potenziale in forma compatta:

36 M. Usai 5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO 36 Poiché risulta che la somma delle due quantità vettoriali tra parentesi é irrotazionale, essa può essere espressa come il gradiente di un potenziale scalare per le proprietà del calcolo vettoriale ossia: dalla quale si ottiene: In condizioni statiche:, con V potenziale elettrico scalare e potenziale magnetico vettoriale.

37 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO37 Nel caso più generale di campi variabili con il tempo: lintensità del campo elettrico dipende sia: dalle concentrazioni di carica attraverso il termine, sia dai campi magnetici tempo-variabili attraverso il termine _______________ Per ottenere un modello esaustivo dei campi elettromagnetici variabili nel tempo non possono essere trascurati gli effetti di ritardo temporale dovuti alla velocità di propagazione finita (non infinitamente grande).

38 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO38 Campi in condizioni quasi statiche Solo quando la e variano molto lentamente nel tempo (con frequenze molto basse) e la regione di interesse del campo, ha dimensioni piccole rispetto alla lunghezza donda, é possibile utilizzare le formule valide per le condizioni di funzionamento statiche per determinare V e ottenibili dalle equazioni di Poisson: che sostituite nella relazione : consentono di risolvere i campi in condizioni quasi statiche.

39 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO39 I Campi quasi statici sono approssimazioni e la loro definizione e consente di risolvere i problemi elettromagnetici con la Teoria dei circuiti Quando la frequenza f della sorgente é alta e le dimensioni della regione di interesse non sono molto più piccole della lunghezza donda (v=velocità di trasmissione nel mezzo f=frequenza), le soluzioni quasi statiche non sono valide. Campi variabili nel tempo Devono essere presi in considerazione gli effetti dei ritardi temporali e le emissione di radiazioni elettromagnetiche dalle antenne.

40 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO40 Potenziale vettore magnetico In elettrostatica conviene definire un potenziale elettrico scalare che presuppone che il campo sia irrotazionale. Non si può fare lo stesso per i campi magnetici, perché in generale il loro rotore é diverso da zero. Le equazioni risolutive sono complesse, ma si possono ottenere molte semplificazioni sfruttando la seguente identità vettoriale: In base a tale identità lequazione: é sempre soddisfatta se si definisce un vettore tale che : Per definire in modo univoco occorre aggiungere unaltra condizione. A tal fine useremo la convenzione di Coulomb:

41 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO41 Si può ora esplicitare calcolando il rotore di : avendo assunto la convenzione di Coulomb si ottiene: essendo: Dalle due espressioni di si ottiene: che presenta delle analogie con l equazione di Poisson ma a differenza di questultima è funzione di grandezze vettoriali. Per la similitudine formale é chiamato potenziale vettore magnetico. 0

42 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO42 In coordinate cartesiane lequazione equivale a tre equazioni scalari: La risoluzione della equazione vettoriale di equivale alla soluzione di un sistema di tre equazioni scalari: una equazione per ciascuna componenti: A x, A y,e A z.

43 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO43 Riassumendo nel caso più generale di campi variabili con il tempo lintensità del campo elettrico dipende da V ma anche da che da il potenziale vettore magnetico è espresso con lequazione: che, in coordinate cartesiane, equivale a tre equazioni scalari:

44 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO44 Equazioni donda non omogenee in funzione del potenziale vettore e del potenziale scalare V Per la legge di Ampere o II° equazione di Maxwell: e per le relazioni costitutive: si può scrivere: essendo: e

45 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO45 Ma il rotore del rotore di un vettore può essere espresso come: per cui: Poiché la definizione di un vettore richiede la specificazione sia del rotore che della divergenza, essendo il rotore di definito da: possiamo scegliere opportunamente il valore della sua divergenza.

46 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO46 La divergenza di è quindi definita con la condizione di Lorentz per i potenziali (coerente con lequazione di continuità): da cui si ottiene lequazione dellonda non omogenea per il potenziale vettore : Si chiama equazione donda perché le sue soluzioni sono onde che viaggiano ad una velocità pari u=

47 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO47 Lequazione donda corrispondente per il potenziale scalare V può essere ottenuta sostituendo la relazione: dalla equazione di Maxwell ed essendo, si ottiene: che per costante diventa:

48 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO48 Per ottenere una relazione espressa con una sola grandezza, si utilizza la condizione di Lorentz : dalla espressione : si ottiene lequazione donda non omogenea per il potenziale scalare V

49 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO49 Nel caso di campi statici le equazioni donda non omogenee si riducono alle equazioni di Poisson. Riassumendo: Equazioni donda non omogenee Equazioni di Poisson e soluzioni V potenziale elettrico scalare e potenziale magnetico vettoriale.

50 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO50 Condizioni elettromagnetiche al contorno Per risolvere problemi elettromagnetici che interessano regioni con parametri costitutivi, e diversi, é necessario conoscere le condizioni al contorno che le grandezze devono soddisfare nelle interfacce. Le condizioni al contorno si ottengono applicando le equazioni di Maxwell nella forma integrale in una piccola regione nella interfaccia tra i due mezzi, analogamente a quanto fatto per ottenere le condizioni al contorno per i campi elettrostatici e magnetostatici.

51 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO51 Le condizioni al contorno per le componenti tangenziali e normali di e di si ottengono dalle equazioni di Maxwell in forma integrale: Le equazioni sono analoghe a quelle trovate per i campi elettrostatici e magnetostatici in quanto il contributo della integrazione dei termini risulta trascurabile.

52 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO52 Analogamente le condizioni al contorno per le componenti tangenziali e normali di e di si ottengono dalle equazioni di Maxwell in forma integrale: Le equazioni sono analoghe a quelle trovate per i campi elettrostatici e magnetostatici, perché ricavate dalla stesse equazioni della divergenza.

53 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO53 Per le condizioni al contorno in un campo elettromagnetico valgono le seguenti condizioni generali: la componente tangenziale di un campo é continua attraverso linterfaccia: la componente tangenziale di un campo é discontinua attraverso linterfaccia dove é presente una corrente superficiale, e la variazione é determinabile con lequazione: La componente normale del campo é discontinua attraverso una interfaccia dove esiste una carica superficiale e la discontinuità è determinabile con lequazione: la componente normale del campo é continua attraverso linterfaccia:. v

54 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO54 Interfaccia tra due mezzi lineari privi di perdite Un mezzo lineare privo di perdite può essere specificato dalla permettività la permettività con = 0. Generalmente non ci sono ne cariche libere, ne correnti nella interfaccia tra i due mezzi privi di perdite. Nelle equazioni generali che esprimono le condizioni al contorno si pone ; ottenendo le condizioni al contorno tra due mezzi privi di perdite.

55 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO55 Interfaccia tra un dielettrico e un conduttore perfetto In generale sarà Supponendo il mezzo 1 dielettrico e il mezzo 2 conduttore perfetto, le equazioni generali per una interfaccia diventano:

56 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO56 Interfaccia tra un dielettrico e un conduttore perfetto Un conduttore è perfetto se ha una conducibilità infinita. In realtà esistono solo buoni conduttori con una conducibilità dellordine di 10 7 [S/m] come largento, il rame loro e lalluminio. Esistono materiali superconduttori che a temperature (temperature criogeniche) di utilizzo molto basse hanno una conducibilità che può superare [S/m]. Si tratta di materiali ceramici. Nella risoluzione di problemi di campi, per quanto riguarda le condizioni al contorno, si ottengono risultati approssimati accettabili, se si considerano i buoni conduttori come conduttori perfetti.

57 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO57 Allinterno del conduttore il campo elettrico é nullo, e le cariche presenti si distribuiscono solo sulla superficie. Le interrelazioni attraverso le equazioni di Maxwell comportano che anche siano nulli allinterno del conduttore in condizioni di funzionamento tempo variante. Se si considera una interfaccia tra un dielettrico privo di perdite (mezzo 1) e un perfetto conduttore (mezzo 2), per il mezzo conduttore 2 si può subito scrivere:

58 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO58 Le condizioni al contorno si riducono alle seguenti: dal lato del mezzo1 (dielettrico) dal lato del mezzo2 (conduttore perfetto) il versore normale é uscente dal mezzo 2. é normale uscente dalla superficie del conduttore, se la superficie é caricata positivamente é normale entrante nella superficie del conduttore, se la superficie é caricata negativamente.

59 M. Usai5e_EAIEE CAMPI VARIABILI NEL TEMPO59 Inoltre dalle precedenti relazioni: si può dedurre che: Le correnti nei mezzi con conducibilità finita sono espresse in termini di densità di corrente volumica, e le densità di corrente superficiali sono definite come correnti che fluiscono attraverso uno spessore infinitesimale sono nulle. Ciò consente di ritenere che la componente tangenziale di sia continua attraverso linterfaccia con un conduttore avente conducibilità finita.


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