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ASPETTI PSICOLOGICI NEL PAZIENTE STOMIZZATO ASL 17 Savigliano Dott.ssa Maria Teresa Molo Dott.ssa Valentina Mineccia.

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Presentazione sul tema: "ASPETTI PSICOLOGICI NEL PAZIENTE STOMIZZATO ASL 17 Savigliano Dott.ssa Maria Teresa Molo Dott.ssa Valentina Mineccia."— Transcript della presentazione:

1 ASPETTI PSICOLOGICI NEL PAZIENTE STOMIZZATO ASL 17 Savigliano Dott.ssa Maria Teresa Molo Dott.ssa Valentina Mineccia

2 APPROCCIO GLOBALE IDENTITA IMMAGINE CORPOREA RAPPRESENTAZIONE DI SÉ IMMAGINE SOCIALE EMOZIONI - SENTIMENTI PROGETTI DI VITA RELAZIONI

3 IL PIÙ GRANDE PREZZO DA PAGARE PER I PAZIENTI STOMIZZATI È RAPPRESENTATO DAL DISAGIO FISICO, PSICOLOGICO E DAL TRAUMA SOCIALE.

4 SCHEMA CORPOREO: RAPPRESENTAZIONE MENTALE DEL NOSTRO CORPO Interventi chirurgici demolitivi comportano variazione della rappresentazione mentale. mutamento dellimmagine corporea (mondo mentale, emozioni, sentimenti, ricordi legati al corpo e ad ogni sua parte) Effetti sullimmagine di sé: immagine mentale dellessere fisico, che si sviluppa dalla nascita e continua nel corso di tutta la vita e riguarda lindividuo dal p.d.v. fisico, cognitivo, emotivo, culturale, sessuale, economico. La sensazione di chi siamo permane costante anche se cambiamo continuamente per effetto del tempo che passa e a seguito dei cambiamenti di trucco, pettinatura, peso e così via.

5 Difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti repentini e permanenti subiti più che desiderati. Soprattutto quando comportano delle supposte disabilità. Oltre alla ferita fisica è la ferita psichica che deve rimarginarsi e guarire, in modo da permettere al soggetto di adattarsi alla nuova situazione in maniera accettabile, se non proprio soddisfacente. In ogni discorso che coinvolge il corpo è necessario considerare anche le emozioni che lo riguardano. vergogna, rabbia, senso di colpa, oltre ad ansia e depressione.

6 Nelle persone con stomosi si determina senso di violazione dei confini, degradazione, mutilazione, restrizione. Effetti dellintervento non sono direttamente legati alla severità della disabilità. Perché? IPOTESI SOCIOCULTURALI METAPSICOLOGICHE IPOTESI SOCIOCULTURALI Tutte le società hanno dato grande importanza alla funzione escretiva: in origine collegata alla fertilizzazione del suolo, quindi allabbondanza stessa. Miti, leggende, rituali, tabù hanno sempre circondato lapparato escretorio umano. Oggi, nelle società occidentali, esistono chiare norme sullobbligo di urinare o evacuare in luogo privato, lontano dagli altri.

7 D istorsione derivata da inaspettato cambiamento immagine corporea si esprime come distorsione di tutto il sé confusione e negatività nel modo di percepire sé stessi. Evacuazione assunta come schema dellessere in controllo o fuori del controllo di sé. Lacquisizione della continenza: tappa importante dello sviluppo del bambino, la cui perdita è vissuta come una regressione ad uno stadio infantile, di dipendenza. Orifici posizionati ai margini tra se stessi ed il modo esterno. Escrezione considerata ambigua, essendo e non essendo parte dellindividuo, passando dal suo interno allesterno attraverso i confini del corpo. La perfezione fisica è segno di purezza.

8 IPOTESI METAPSICOLOGICHE teoria psicoanalitica Freud 4 fasi di sviluppo del bambino che concorrono alla formazione del carattere: fasi orale, anale, fallica e genitale. In esse avviene una maturazione dei rispettivi apparati investiti da una carica di energia vitale, la libido. La stomizzazione interferirebbe con le caratteristiche di personalità legate alla fase anale. Cambiamento immagine corporea è oggettivamente legato allesteriorizzazione delle strutture fisiche che si usano per lescrezione e alla perdita di controllo sui fenomeni sensoriali che la accompagnano: rumori ed odori timori nelluscire in pubblico, timore di sporcarsi. Conseguenza diretta è levitamento di queste situazioni. Se da un lato si evita il disagio, dallaltro si crea una condizione di isolamento sociale, conferma di malattia e degradazione. Spesso gli individui che hanno subito un intervento di stomosi sono proprio loro a considerarsi stigmatizzati.

9 Immagine corporea e autostima sono importanti per tutti gli individui, al di là di cultura, credo, religione e background sociale e hanno anche un profondo effetto su vita sociale, su modalità di interagire con gli altri, su capacità di raggiungere soddisfazioni personali. Un intervento di stomosi richiede: grande capacità di adattamento e accettazione di un importante cambiamento corporeo, che richiede una fase di transizione. QUESTA TRANSIZIONE È UNO STATO INDEFINIBILE E CONTROLLATO DA UN RITUALE CHE CON PRECISIONE SEPARA I PAZIENTI DAL LORO VECCHIO STATO, LI SEGREGA PER UN CERTO PERIODO (NELLOSPEDALIZZAZIONE) ED INFINE DECRETA IL LORO INGRESSO NELLA LORO NUOVA CONDIZIONE

10 2 ordini di fattori interferiscono su adattamento a nuova immagine corporea, interna ed esterna: 1. ELEMENTI SPECIFICI di PERSONALITÀ DEL SOGGETTO 2. AMBIENTE in cui il soggetto si trova Esistono persone equilibrate. Cè chi perde interesse per il futuro, che considera privo di soddisfazioni. Chi, sentendosi sfortunato, pretende ogni sorta di attenzione ed aiuto dagli altri. Chi si sente una nullità e non si ritiene in grado di fare da solo. Chi invece nega a sé stesso ogni limitazione, finendo di mettersi in situazioni problematiche. Alcuni possono essere rigidi e perfezionisti, non accettare il minimo difetto e considerare lapparire come lelemento essenziale della loro esistenza. Cè molta difficoltà ad accettare i cambiamenti in chi aveva unautostima eccessivamente alta o era orgoglioso dellaspetto fisico e dava molta importanza a come gli altri lo percepivano.

11 LA MINACCIA ALLINTEGRITÀ DEL CORPO, IL DANNO FISICO PERMANENTE, LA PERDITA DI AUTONOMIA E CONTROLLO SFIGURANO IL CORPO, MA ANCORA DI PIÙ LA MENTE

12 Il pz stomizzato non corrisponde allo stereotipo di normalità: confini corpo violati, processi su cui non ha controllo e segnali fisici che indicano qualcosa di inusuale e cattivo. Senso di perdita e fallimento. Preoccupazione per incontinenza e odori diventano caratteristiche che definiscono lidentità sociale e le relazioni sociali, quasi che il vivere con gli altri fosse articolato solo su questi aspetti. Se le esperienze concrete non confermano le idee anticipatorie sulle reazioni negative degli altri, in breve tempo i preconcetti spariranno. Se lambiente esterno manifesterà un qualche disagio, fosse solo perchè non sa come reagire o è condizionato aumenteranno le difficoltà per un adeguato reinserimento sociale.

13 D A UN PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO LADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO DELLA PROPRIA IMMAGINE CORPOREA ORIGINA UN PROCESSO DI LUTTO ARTICOLATO IN 5 STADI: 1. PERCEZIONE DI UNA NUOVA CONDIZIONE (evitamento e negazione) 2. ALLARME (ansia, agitazione, insicurezza) 3. RICERCA (preoccupazione per la perdita) 4. SOFFERENZA (sentimenti di perdita interna e di mutilazione) 5. CONCLUSIONE (tentativo di costruzione di una nuova identita)

14 Anche se il cambiamento dellimmagine corporea interessa un aspetto privato del sé e non coinvolge direttamente il sé pubblico, i vissuti del soggetto investono inevitabilmente la sfera sociale. LA DIFFICOLTÀ INCONTRATA NEL RISTABILIRE RELAZIONI INTERPERSONALI E NEL RIPRENDERE COMPORTAMENTI SOCIALI SI RIFLETTE IN UN IMPOVERIMENTO DELLA VITA DEGLI STOMIZZATI PEGGIORAMENTO DELLA QUALITÀ DI VITA

15 LINTERVENTO TERAPEUTICO I concetti di salute e di malattia fanno riferimento a un determinato contesto culturale: sarà proprio il modo in cui una società definisce e risponde a certi tipi di differenze a determinare lo svantaggio sperimentato dai disabili. Da Modello Medico che enfatizza il danno biologico a Modello Sociale che determina il concetto che lo stomizzato si forma di sé stesso. AUTOSTIMA: essenziale per una buona qualità di vita. Latteggiamento del contesto che vive intorno allo stomizzato, bisognoso di aiuto per affrontare la propria mutata condizione, è fondamentale!

16 IMPORTANTE lavoro di informazione e sensibilizzazione con i familiari cui reazioni possono andare da incoraggiamento e supporto a insistenza e coercizione, dalla non partecipazione a causa della malattia, alla esclusione del paziente; tenere a mente che la risposta pre-operatoria di paziente e familiari riflette il tipo di relazione che esisteva fra loro prima dellinsorgenza della malattia. Il maggior aiuto allo stomizzato viene dal coniuge, dai parenti, dallinfermiere. LINFERMIERE SVOLGE UN RUOLO PROTETTIVO CON LA SUA PRESENZA.

17 LAPPROCCIO TERAPEUTICO IDEALE E INTEGRATO PSICOLOGO INFERMIERE VOLONTARI MEDICO

18 Preparazione psicologica del paziente e dei parenti prima e dopo lintervento adeguata informazione. Alle dimissioni: cura continua e presenza di una figura esperta di riferimento Nel primo periodo post operatorio il paziente è in una fase di cambiamento corporeo e di ri-identificazione; è in uno stato ambiguo e la presenza degli infermieri lo protegge. Potrebbero sorgere complicazioni sessuali e sulla stabilità della coppia; Potrebbe sorgere nella donna il desiderio di procreare (collaborazione col ginecologo). ESSERE INFORMATI CHE TUTTO CIÒ È POSSIBILE PUÒ AIUTARE LA PERSONA A NON SENTIRSI UN DISABILE CONDANNATO A UNA VITA ISOLATA E SENZA PIACERI.

19 LE RELAZIONI CON GLI ALTRI Argomento non sempre preso in considerazione dal corrente modello di intervento terapeutico La malattia cronica è un tema interpersonale piuttosto che individuale e ladattamento al cambiamento è necessario non solo per lindividuo colpito ma anche per lunità sociale: LA QUALITÀ DELLE RELAZIONI è il fattore chiave che favorisce tale adattamento. Nonostante la riconosciuta importanza di questo aspetto, non è ancora chiaro come si possano mantenere le relazioni sociali di fronte ai grandi cambiamenti di vita. Sappiamo però che capire limpatto che la presenza della malattia esercita a livello di famiglia, amicizia, colleghi di lavoro, comunità è fondamentale!

20 L ANELLO DEBOLE NELLORGANIZZAZIONE DELLA CURA AL PAZIENTE STOMIZZATO E RAPPRESENTATO DALLA TRANSIZIONE DALLOSPEDALE A CASA Nel pianificare le dimissioni, è importante che linfermiere conosca le dinamiche della famiglia di ogni paziente e quali possano essere i bisogni del paziente stesso. Le tipologie di risposta della famiglia che il paziente può incontrare nel periodo post-operatorio riflettono le tipologie di risposta del periodo preoperatorio. I pazienti raccontano allinfermiere fatti e informazioni utili a strutturare un piano di dimissioni adeguato alle loro necessità

21 DIFFERENZE NEL POST OPERATORIO Atteggiamento della partner variabile: dallaiuto al disgusto (atteggiamento che aumenta il senso di degradazione del paziente). Alcuni pazienti preferiscono porre limiti alle cure della partner, convinti che il ruolo delluomo sia mostrarsi autosufficiente e indipendente. Pensano che diversamente possono essere rifiutati. Questi pazienti hanno costruito una difesa contro la possibilità di rifiuto. Altri hanno laspettativa che le donne automaticamente presteranno loro questo tipo di cura (abitudine al ruolo). Per quanto riguarda le pazienti donne, dopo il periodo immediato di convalescenza a casa, il partner deve generalmente tornare al proprio lavoro. Pochi partner uomini provvedono alligiene personale e allassistenza, ma i più sono disposti ad aiutare nei compiti sussidiari come fare la spesa e le pulizie, lavare, cucinare e preparare i presidi per lo stoma.

22 SESSUALITÀ, CONTRACCEZIONE E GRAVIDANZA Mettere il paziente nelle condizioni di ritornare socialmente normale e produttivo riabilitarlo nella sua globalità, esorcizzando 2 tabù: 1. sessualità 2. disabilità Difficoltà ad occuparsi della SESSUALITÀ DEL PAZIENTE inesperienza o estremo imbarazzo Limitato tempo ricovero scarsa possibilità di creare rapporto approfondito, indispensabile per trattare un argomento difficile come la sessualità.

23 Infermieri si trovano nellunica posizione di dover stabilire con i loro pazienti uno rapporto che li renda capaci di esplorare pensieri e paure sottostanti. Emerge, da parte dei pazienti, lutilità di ricevere informazioni circa gli effetti dellintervento sulla sessualità già prima delloperazione: chi le riceve ne è molto soddisfato e rileva un miglioramento nel rapporto di coppia. Laddove ciò non avviene nascono forti limitazioni nella relazione con il coniuge. LA PRESENZA DI PROBLEMI SESSUALI NEL POSTOPERATORIO INFLUISCE NEGATIVAMENTE SULLADATTAMENTO GENERALE E SU QUELLO SESSUALE SIA A MEDIO CHE LUNGO TERMINE.

24 Quando un paziente uomo viene informato della possibilità di avere problemi di erezione in seguito allintervento risponde che non è importante: ciò che conta è che lui stia bene; Dopo alcuni mesi dalloperazione il problema dellerezione ritorna centrale per la vita del paziente: viene richiesto laiuto del chirurgo o degli infermieri specializzati. Se il medico ignora la domanda, il paziente si sente colpevole di aver chiesto qualcosa in più invece di essere grato al chirurgo per averlo salvato.

25 Un intervento corretto da parte dellinfermiere si articola in quattro fasi centrate su: - interesse per lorgano malato - sul disabile che reagisce con la propria personalità - sulla relazione operatore-paziente - sulle idee delloperatore sulla sessualità. Possono esserci alterazioni legate allintervento stesso. E indispensabile che linfermiere conosca con precisione lestensione dellintervento chirurgico effettuato e verifichi che il paziente ha capito le conseguenze dellintervento. Le complicazioni possibili sono disturbi dellerezione nelluomo e dispareunia nella donna e disturbi del desiderio in entrambi. Cambiamenti nellattività sessuale possono diventare causa di destabilizazione del matrimonio e in alcune circostanze addirittura portare alla sua rottura.

26 Spesso la donna colostomizzata è più interessata ad effusioni di tenerezza ed amore, mentre luomo considera indispensabile la capacità di penetrare. Il disagio nellavere una protesi durante il rapporto può inibire i pazienti che allinizio si preoccupano che possa aprirsi o cadere. E importante che linfermiere abbia fiducia nelle proprie conoscenze sessuali e se non si sente in grado di dare un aiuto indirizzi il paziente ad un esperto. Non deve aspettarsi che sia il paziente a parlare della sua vita sessuale: questi non lo farà quasi mai, sentendosi a disagio nellaffrontare questo discorso.

27 Latteggiamento degli adulti per la sessualità, dopo una stomosi, è diverso a seconda che abbiano o meno una relazione stabile. La sensazione è di aver cambiato gli elementi del contratto di coppia e per questo si teme che la relazione finisca. Questo pensiero è rafforzato da un atteggiamento di rifiuto della disabilità o da una resistenza da parte del partner ad adattarsi ai cambiamenti necessari a superare la malattia. Qualche volta la paura di una separazione dà invece la carica per fare progressi.

28 ADOLESCENZA La necessità di subire una stomosi permanente nelladolescenza può essere devastante. Gli adolescenti possono viverlo come la fine della vita, che per loro è appena allinizio. Sia i ragazzi che le ragazze hanno il timore di non essere attraenti per laltro sesso. Domande più importanti sono QUANDO e se DIRE O NON DIRE al potenziale fidanzato/a di aver subito una stomosi Risposta non facile: vantaggi e svantaggi *onestà nel dirlo * difficoltà a iniziare una relazione problematica *inganno della fiducia riposta nel partner.

29 DIVERSITA DI GENERE Nella società contemporanea la diversità di genere è riconosciuta. Ciò nonostante esiste ancora lidea di una dominanza eterosessuale, anche nella medicina e nel sistema sanitario. Le difficoltà a parlare della vita sessuale del paziente aumentano coi pazienti omosessuali e bisessuali ancora più svantaggiati. Linfermiere può trovare difficile instaurare una buona relazione terapeutica con i pazienti bisessuali che hanno una relazione stabile eterosessuale ma possono anche avere altre relazioni occasionali con entrambi i sessi. Relazione terapeutica si basa sul linguaggio utilizzato, che dovà essere familiare e comprensibile per il paziente. Linfermiere con unattitudine negativa nei confronti dei pazienti omosessuali si trova ostacolato dalla mancanza di conoscenza e simpatia a far fronte alle loro necessità specifiche.

30 Il paziente omosessuale è indotto a parlare delle proprie esperienze e fantasie solo se ha fiducia in chi lo ascolta. Lattitudine può cambiare in modo appropriato quando si eliminano i pregiudizi. Se un paziente omosessuale percepisce un trattamento omofobico da parte del personale sanitario, cercherà un trattamento più professionale. Limpatto più forte per i pazienti omosessuali è un intervento chirurgico che richieda lasportazione del retto. Anche se il riferimento stereotipo al sesso tra uomini gay è di un soggetto attivo ed uno passivo, non è sempre così. E infatti comune che entrambi i partner si scambino i ruoli. In conseguenza di un intervento chirurgico di questo tipo uno dei problemi è che mentre sarà possibile continuare ad avere un rapporto sessuale di penetrazione attiva non sarà possibile il contrario.

31 FONDAMENTALE esaustivo counselling preoperatorio rivolto a entrambi i partner per prevenire lalto rischio suicidiario, lisolamento sociale e lauto-mutilazione della stomosi. Potrebbe essere necessario, per questa tipologia di pazienti, coinvolgere altri profili professionali che conoscano ed abbiano dimestichezza con tali problematiche. Laiuto fornito agli uomini gay per comprendere ed affrontare la perdita di un aspetto della loro sessualità li rende più forti nellandare avanti. Nellattuale servizio sanitario gli infermieri ed i medici devono familiarizzarsi col fatto che esista la sessualità del paziente, quale che sia: solo così potrà essere fornita una cura olistica. Certo la chirurgia della stomosi è salva-vita ma ciò non deve significare fine della sessualità

32 CONCLUDENDO… E indispensabile aiutare il paziente a riprendere una vita il più normale possibile, risolvendo quelle difficoltà che da solo non è in grado di fronteggiare. Il lavoro dèquipe, inteso come rete di parzialità tecniche, prevede operatori che: discutano dei principi generali e delle situazioni specifiche, concordino sullindirizzo terapeutico e sulle linee alle quali attenersi nella relazione con il paziente. Il paziente è attento alle comunicazioni che riceve: percepire un disaccordo, seppur piccolo, lo allarma facendogli temere i risvolti che questa situazione può creargli. Fondamentale prevedere unorganizzazione del lavoro che consenta agli operatori di adempiere ai compiti prestabiliti nelle riunioni dèquipe.

33 LA RETE CREATA ATTORNO AL PAZIENTE DEVE PROTEGGERE E SOSTENERE, NON IMBRIGLIARE E LIMITARE. Medici, infermieri e psicologi rivestono un ruolo fondamentale ma sono i pari a offrire a paziente e a familiari un concreto specchio della realtà. Dal punto di vista operativo è auspicabile lorganizzazione di un gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto (AMA) che accompagni il paziente nel percorso che farà in ospedale e nel successivo rientro a casa. Confrontarsi con chi ha già fatto un analogo percorso, osservarne aspetto fisico e capacità relazionali, renderà meno angosciosa loperazione e consentirà di pensarsi protagonista della propria vita futura.

34 Linfermiere enterostomista, oltre ad essere il riferimento primo del paziente stomizzato, ha la possibilità di sensibilizzare pazienti e familiari affinché siano disponibili a creare e partecipare al gruppo di AMA. Ha inoltre la possibilità di dare informazioni sul post operatorio e laiuto di cui necessita il paziente nel caso in cui non sia ancora operativo ed esistente un gruppo AMA: indirizzare ad esempio alle associazioni che operano in questo ambito.

35 UN PAZIENTE: RITROVO SEMPRE DUE ME, IL RIVESTIMENTO ESTERIORE CHE E VISIBILE AGLI ALTRI E LA SOSTANZA INTERNA CHE NON LO E. IL RIVESTIMENTO ESTERNO E IL MIO CORPO E LA FACCIATA ATTRAVERSO LA QUALE IL MONDO MI GIUDICA, SALVO IN POCHE OCCASIONI. LA PARTE INTERIORE E LA MIA MENTE, IL MIO CARATTERE, LA MIA COSCIENZA E IL MIO VERO ESSERE. TOGLIETE OGNI TRACCIA DELLA MIA CONDIZIONE FISICA E VI RITROVERETE CON UN UOMO NORMALE.


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