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1. 2 Che cosa è la Bioetica E una disciplina che si è andata costituendo nella seconda metà del XX secolo sulla spinta delle trasformazioni scientifiche.

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2 2 Che cosa è la Bioetica E una disciplina che si è andata costituendo nella seconda metà del XX secolo sulla spinta delle trasformazioni scientifiche e tecniche delle discipline biomediche Riguarda linsieme delle questioni etiche suscitate dai nuovi modi di trattare la vita degli esseri umani, degli animali e dellambiente

3 3 Il termine Bioetica E stato proposto per la prima volta nel 1970 dalloncologo americano Van Rensslaer Potter: in Bioethics: A bridge to the future, 1971 proponeva uno studio interdisciplinare rivolto ad assicurare la sopravvivenza della biosfera La Bioetica si è poi sviluppata in USA ed in Europa soprattutto come riflessione sulle questioni proprie della vita umana

4 4 E lecito fare tutto ciò che è possibile ?

5 5 Una ricerca di un mondo che cambia La bioetica si colloca in unepoca in cui: sono caduti i grandi punti di riferimento etico- religiosi della tradizione le società odierne hanno carattere multiculturale domina il pluralismo dei valori e delle scelte morali Tutto ciò Amplia enormemente la sfera della responsabilità soggettiva

6 6 E la filosofia ? E chiamata a riflettere criticamente su questioni pratiche dal grande significato umano e sociale Deve compiere un riesame dei valori del passato alla luce dei problemi e delle possibilità del presente

7 7 Bioetica: ricerca interdisciplinare scienze biomediche filosofia psicologia antropologia sociologia diritto teologia …

8 8 Bioetica: pratica interdisciplinare I Comitati Etici: sono costituiti da esperti delle diverse discipline hanno il compito di: –approvare protocolli di ricerca –esprimere pareri su casi delicati

9 9 Alcuni dei temi coinvolti, ma non gli unici Manipolazione genetica Fecondazione artificiale Eutanasia Prolungamento artificiale della vita Diagnosi prenatale …

10 10 Qualche esempio di dilemma etico 1.La Rivoluzione Genetica con la mappatura del genoma, annunciata nel 2000 da ricercatori USA, si aprono enormi possibilità di: Ampliare le conoscenze sul funzionamento di cellule, organi e organismi Risalire allorigine genetica di alcune malattie Correggere le sequenze geniche anomale (terapia genica) Sviluppare tests genetici per individuare malattie, predisposizione ad esse o possibilità di trasmetterle ereditariamente

11 11 Alcune questioni etiche della rivoluzione genetica (C.N.B.) Discriminazione genetica Determinismo genico Eugenetica Brevettabilità di geni Rischio di non trasparenza delle decisioni relative a linee o progetti di ricerca genica

12 12 Sulla base di questi rischi, lOrganizzazione del Genoma Umano (HUGO) definisce criteri guida e procedure per assicurare alcuni standards etici e individua alcuni principi: Il genoma umano come Patrimonio Comune dellUmanità Adesione alle norme internazionali sui diritti delluomo Rispetto per valori, cultura, integrità di chi è soggetto di ricerche genetiche Rivendicazione dei principi della dignità e libertà umane

13 13 Le istituzioni pubbliche dovrebbero quindi: evitare che le informazioni genetiche vengano usate per obiettivi eticamente inaccettabili. tutelare lAUTONOMIA delle persone

14 14 2. La Fecondazione artificiale E linsieme delle tecniche con cui è possibile far nascere un essere vivente senza rapporto eterosessuale. Esistono tecniche in vivo (es. inseminazione) ed in vitro (FIVET) Può essere realizzata in modo autologo (ovulo-seme- utero della coppia) o eterologo (es. seme esterno, ovulo esterno, utero in affitto, …) Può consentire a genitori portatori di malattie genetiche la diagnosi pre-impianto

15 15 Alcune questioni etiche della fecondazione artificiale E lecito forzare la natura e fare la parte di Dio ? E lecito che coppie omosessuali lesbiche possano accedere alla riproduzione assistita ? E lecito che coppie omosessuali gay possano accedervi tramite un utero in affitto ? E lecito che una single ricorra a tale metodo ? E lecito disporre del destino degli embrioni non impiantati e crioconservati ?

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17 17 Alcune opinioni a confronto La posizione ufficiale della Chiesa Cattolica è NO a tutti questi quesiti Ovviamente, questi temi sono ampiamente dibattuti nellambito del mondo laico

18 18 La legge italiana (40 del 02/04) Esclude la fecondazione eterologa Permette la fecondazione solo a coppie eterosessuali in età fertile e dopo accertamento di sterilità o infertilità Ogni coppia può tentare la fecondazione di al massimo 3 ovuli per volta Impone di trasferire subito nellutero tutti gli embrioni ottenuti Vieta il congelamento degli embrioni esclude la possibilità di verificare la presenza di malattie genetiche negli embrioni e quindi di selezionare quelli sani costringe la donna all'impianto di tutti gli embrioni ottenuti (anche quelli malati) senza che vi sia la possibilità per la donna di interrompere il trattamento ammette lobiezione di coscienza vieta la ricerca scientifica sugli embrioni.

19 19 Opinioni a confronto sullembrione Per la Chiesa Cattolica sin dal concepimento la vita umana si deve considerare vita personale Per il mondo laico lembrione fino al 14° giorno è totipotente e non può ancora considerarsi un individuo biologico indivisibile e unico

20 20 3. Le Cellule Staminali Sono cellule totipotenti, cioè in grado di differenziarsi verso vari tessuti Sono una grande speranza della medicina per la cura di diverse patologie: malattie neurologiche, infarto cardiaco, trapianti, gravi ustioni, … Si possono ottenere o da embrioni ottenuti mediante clonazione (entro il 14° giorno) o con maggiori difficoltà estraendole da tessuti maturi

21 21 4. La Clonazione clonazione riproduttiva –nascita di un nuovo individuo clonazione terapeutica –per ottenere le cellule staminali embrionali Cè un accordo pressoché unanime sulla illiceità della clonazione riproduttiva umana Invece, cè un acceso dibattito e forti divergenze etiche sulla liceità della clonazione terapeutica

22 22 Un motivo FORTE di illiceità della clonazione riproduttiva umana E inaccettabile la riduzione delluomo a mezzo per altri fini Dobbiamo richiamarci allimperativo Kantiano, elevato a massima universale, di trattare luomo come fine e mai come mezzo

23 23 5. Eutanasia Letteralmente Buona Morte, o Dolce Morte Si intende una pratica di anticipazione della morte di pazienti terminali in condizioni clinicamente irreversibili Sul piano logico leutanasia va distinta dallomicidio perché non implica malvagità o violenza Si dibatte sulleutanasia soprattutto da quando è possibile tenere in vita artificialmente un malato irreversibile per tempi lunghissimi

24 24 Varie forme di eutanasia Eutanasia passiva: Interruzione di trattamenti ordinari Interruzione di trattamenti di sostegno vitale Eutanasia attiva: Assistenza al suicidio Azioni mirate a causare la morte desiderata dal paziente

25 25 Le questioni etiche delleutanasia I laici: Leutanasia come frutto di scelta responsabile basata sullautonomia è moralmente accettabile La fine della vita umana è un evento disponibile della persona direttamente coinvolta Non è un dovere quello di vivere comunque in assenza di dignità e qualità della vita

26 26 Le questioni etiche delleutanasia I cattolici: Leutanasia è moralmente inaccettabile. Provocarla significa abdicare alla dignità delluomo, che risiede non nella sofferenza ma nel suo sperare al di là di ciò che può vivere oggi, nel credere in un assoluto valore La vita è sacra in ogni suo momento, dal concepimento alla morte naturale. La morte, così come la nascita, non è un evento disponibile.

27 27 Nel dibattito sulleutanasia rientra anche la questione del TESTAMENTO BIOLOGICO Espressione della volontà di una persona, quando è in condizioni di perfetta lucidità, riguardo a terapie che vuole o non vuole accettare laddove si trovasse nella incapacità di esprimere il suo consenso alle cure proposte (consenso informato) per malattie irreversibili e invalidanti

28 28 Etica della sacralità della vita E la posizione cattolica, che si fonda su un presupposto irrinunciabile: la vita è sacra e inviolabile La vita, infatti, è depositaria della volontà divina. Dio ha immesso in ogni organo un fine specifico. La medicina deve solo ristabilire il naturale funzionamento del corpo, ma non può modificare i piani di Dio. Luomo, in quanto persona, ha la capacità di riportare sé, le cose, il suo corpo alla loro destinazione autentica

29 29 Etica della sacralità della vita Come è intesa, allora, la bioetica ? Come frontiera etica E una riflessione sui limiti da porre alla scienza e alle biotecnologie Ci si deve chiedere: fino a che punto luomo può esercitare un dominio sulla propria vita e quella altrui ? Per fare scelte responsabili occorre richiamarsi a valori morali assoluti

30 30 Etica della qualità della vita Non ammette un valore assoluto posto per principio, che non ammetta eccezioni. Il valore, o la qualità della vita, è una nozione che ammette gradazioni. La ricerca scientifica e le terapie mediche devono mirare a garantire un soddisfacente e dignitoso livello di qualità della vita Il paziente deve poter scegliere le cure cui sottoporsi in piena AUTONOMIA

31 31 Manifesto di Bioetica Laica, 1996 Il valore della conoscenza è un valore etico fondamentale Luomo è parte della natura e non è contro di essa, può interagire con essa La conoscenza è la fonte principale del progresso umano Voler conoscere la propria natura biologica ed intervenirvi non è violenza o nichilismo, ma amore della conoscenza mirato alla diminuzione delle sofferenze altrui

32 32 La filosofia si pone domande fornisce strumenti razionali ma non dà risposte definitive

33 33 Jonas: il principio responsabilità La bioetica rientra in unetica globale adatta alla civiltà tecnologica Età pre-tecnologica: la natura vista come entità fissa, immutabile, poco manipolabile. Rapporto uomo- natura equilibrato luomo si considerava non manipolabile e la medicina serviva a ristabilire lequilibrio naturale letica tradizionale riguardava le scelte umane compiute qui ed ora senza conseguenze di lunga durata (etica dellintenzione) Età -tecnologica: la natura è manipolabile dalluomo. Rapporto uomo- natura squilibrato luomo si considera come entità manipolabile e la medicina può intervenire sulla vita e sulla morte nelletà tecnologica occorre anche unetica della responsabilità, che preveda le conseguenze di lunga durata delle nostre azioni

34 34 Il nuovo imperativo morale: Agisci in modo tale che gli effetti della tua azione siano compatibili con la continuazione di una vita autenticamente umana Jonas identifica nuovi soggetti di diritto da considerare quando compiamo delle scelte: Lambiente fisico e gli uomini del futuro

35 35 Engelhardt: letica senza a-priori e necessaria unetica post-moderna, consapevole dellesistenza di differenti visioni morali Propone unetica senza a-priori religiosi o filosofici: bioetica come struttura laica di razionalità in unepoca di incertezza Nelle società multiculturali bisognerà far riferimento ad un comune e neutro linguaggio bioetico La discussione razionale sarà il mezzo usato da uomini tra loro diversi per raggiungere accordi sui dilemmi etici: bioetica come mediatrice tra conoscenze e credenze In mancanza di una comune visione filosofico-morale, lunica autorità cui far ricorso è il consenso libero e informato Primo principio della bioetica è lautonoma decisione del soggetto della cura

36 36 Bioetica: Livelli Istituzionali Unesco: –Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani Governo Italiano: –Comitato Nazionale per la Bioetica

37 37 Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani (Unesco, 2005) La Dichiarazione si basa su un parere del Comitato internazionale di bioetica (IBC) presieduto da Leonardo De Castro (Filippine) e Giovanni Berlinguer (Italia) che affermava la necessità di sviluppare un senso comune universale per promuovere la comprensione e la coesione in relazione alle nuove categorie etiche e alle nuove possibilità pratiche che emergono dalla scienza e dalla tecnologia

38 38 Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani (Unesco, 2005) Alcuni principi Rispetto dei diritti e della dignità umana Priorità degli interessi individuali al di sopra dei soli interessi di scienza e società Autonomia Consenso Informato Protezione degli individui vulnerabili Eguaglianza, giustizia ed equità Non discriminazione e non stigmatizzazione Rispetto per le diversità culturali e pluralismo Solidarietà e cooperazione Protezione delle generazioni future Protezione dellambiente, della biosfera e delle biodiversità

39 39 Comitato Nazionale per la Bioetica La composizione del Comitato Nazionale per la Bioetica si avvale di studiosi provenienti da diverse aree disciplinari in coerenza con la natura intrinsecamente pluridisciplinare della bioetica I principali compiti sono: Elaborare un quadro riassuntivo dei programmi, degli obbiettivi e dei risultati della ricerca e della sperimentazione nel campo delle scienze della vita e della salute dell'uomo Formulare pareri e indicare soluzioni, anche ai fini della predisposizione di atti legislativi, per affrontare i problemi di natura etica e giuridica Promuovere la redazione di codici di comportamento per gli operatori dei vari settori interessati a favorire una corretta informazione dell'opinione pubblica.

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41 41 Le difficoltà dei Comitati etici: lesempio italiano del C.N.B. (1996) Il Comitato ha espresso unanimemente una serie di indicazioni circa i trattamenti moralmente illeciti nei confronti degli embrioni umani, a qualunque stadio del loro sviluppo: - produzione di embrioni a fini sperimentali, commerciali o industriali; - generazione multipla di esseri umani geneticamente identici mediante fissione gemellare o clonazione; - creazione di chimere; - produzione di ibridi uomo-animale; - trasferimento di embrioni umani in utero animale o viceversa.

42 42 Le difficoltà dei Comitati etici: lesempio italiano del C.N.B. (1996) Una parte del Comitato ritiene che tale illiceità sussista incondizionatamente anche nei casi seguenti: - soppressione o manipolazione dannosa di embrioni; - diagnosi preimpianto finalizzata alla soppressione di embrioni in caso di malattia; - formazione in vitro di embrioni di cui non si intenda provvedere all'impianto

43 43 Le difficoltà dei Comitati etici: lesempio italiano del C.N.B. (1996) Il Comitato ha unanimemente ritenuto moralmente leciti: - eventuali interventi terapeutici in fase sperimentale su embrioni, quando siano finalizzati alla salvaguardia della vita e della salute dei medesimi; - le sperimentazioni su embrioni morti ottenuti da aborti.

44 44 Le difficoltà dei Comitati etici: lesempio italiano del C.N.B. (1996) Una parte del Comitato ritiene che la liceità morale si estenda ad alcuni casi ben precisi, ossia: - la produzione di embrioni a fini procreativi; - la decisione di non impiantare embrioni nel caso in cui, a seguito di diagnosi preimpianto, questi risultino affetti da gravi malformazioni o patologie genetiche; - l'utilizzazione per scopi sperimentali o terapeutici di embrioni freschi o crioconservati che siano biologicamente inadatti all'impianto; - l'utilizzazione per scopi sperimentali o terapeutici di embrioni crioconservati in "stato di abbandono", purché il loro ulteriore sviluppo non venga protratto oltre il termine in cui, in caso di sviluppo normale, avrebbero potuto impiantarsi.

45 45 Definizione di morte (Comitato Nazionale per la Bioetica) Perdita totale ed irreversibile della capacità dellorganismo di mantenere autonomamente la propria unità funzionale La morte può essere accertata con criteri anatomici, cardiaci o neurologici

46 46 Modalità per laccertamento e la certificazione di morte in Italia (L. 578 \29\12\1993 e D.L. 22\8\1994) Accertamento della morte per arresto cardiaco Respirazione e circolo cessate per un intervallo di tempo tale da comportare la perdita irreversibile di tutte le funzioni dellencefalo Accertamento della morte nei soggetti affetti da lesioni encefaliche e sottoposti a misure rianimatorie Cessazione irreversibile di tutte le funzioni dellencefalo

47 47 La morte cerebrale Il concetto di morte cerebrale è stato accettato legalmente per la prima volta dalla Finlandia nel 1971 E attualmente accettato da più di 30 nazioni il concetto che la morte del cervello corrisponde alla morte dellindividuo


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