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Sala Consilina, 20 Aprile 2007 1 Le dinamiche socio economiche le nuove emergenze delle Piccole e Medie Imprese ASSISTENZA A P.A. E P.M.I. PER LA REALIZZAZIONE.

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1 Sala Consilina, 20 Aprile Le dinamiche socio economiche le nuove emergenze delle Piccole e Medie Imprese ASSISTENZA A P.A. E P.M.I. PER LA REALIZZAZIONE E GESTIONE DEL P. I. GAC CERTOSA DI PADULA - Cod. intervento S CMV Territorio s.p.a.

2 Sala Consilina, 20 Aprile La Giunta Regionale ha approvato il 16 marzo 2007, con la Delibera n. 453 i tre Programmi per il periodo 2007 – 2013: Programma Operativo FESR Programma Operativo FSE Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Essi costituiscono, insieme al Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS), limpianto della Programmazione unitaria. La novità, rispetto al periodo precedente, consiste nel fatto che si prevede ununica programmazione delle risorse (Fondi Comunitari, Fondi FAS). Questa innovazione è stata proposta dalle Regioni meridionali e fatta propria dal Governo nellultima Legge Finanziaria. Il percorso appena concluso ha avuto inizio con lapprovazione del Documento Strategico Regionale il 1 agosto del Dunque, luso dei Fondi Comunitari si inserisce dentro una precisa strategia di sviluppo della Regione Campania. Alla definizione dei Programmi hanno contribuito attivamente e validamente sia le Parti economiche e sociali che Istituzionali, che continueranno a svolgere tale ruolo anche nellattuazione. La programmazione

3 Sala Consilina, 20 Aprile Cenni sulla normativa comunitaria Programmazione REGOLAMENTO (CE) N. 1083/2006 DEL CONSIGLIO (11 luglio 2006) - recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n.1260/1999. Gli obiettivi della politica comunitaria individuati dal Regolamento sono 3: a) obiettivo «Convergenza»: FESR, FSE e Fondo di coesione; b) obiettivo «Competitività regionale e occupazione»: FESR e FSE; c) obiettivo «Cooperazione territoriale europea»: FESR. L'obiettivo «Convergenza» è volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e regioni in ritardo di sviluppo migliorando le condizioni per la crescita e l'occupazione tramite l'aumento e il miglioramento della qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dell'innovazione e della società della conoscenza, dell'adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente e l'efficienza amministrativa.

4 Sala Consilina, 20 Aprile Cenni sulla normativa comunitaria Programmazione REGOLAMENTO (CE) N. 1083/2006 DEL CONSIGLIO (11 luglio 2006) - recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n.1260/1999. Le regioni ammissibili al finanziamento dei Fondi strutturali nell'ambito dell'obiettivo «Convergenza» sono quelle corrispondenti al livello 2 della classificazione comune delle unità territoriali per la statistica (di seguito: «il livello NUTS 2») ai sensi del regolamento (CE) n. 1059/2003 il cui prodotto interno lordo (PIL) pro capite, misurato in parità di potere di acquisto e calcolato sulla base dei dati comunitari per il periodo , è inferiore al 75 % del PIL medio dell'UE a 25 per lo stesso periodo di riferimento. [Art.5, comma 1 del Regolamento].

5 Sala Consilina, 20 Aprile La programmazione FONDIRISORSEFONDIRISORSE FESR 6.864,8FESR5.551,4 FSE 1.118,0FSE1.003,4 FAS4.068,4FAS3.165,6 TOTALE FS - FAS , ,4 FAS (Risorse già deliberate*) 585,0 FEASR 1.882,0FEOGA1.097,6 SFOP95,6 TOTALE14.518,2TOTALE10.913,6 *Delibera CIPE 3/2006 Le risorse complessive a disposizione della Regione Campania sono le seguenti: Rispetto al periodo , disporremo di 3,5 miliardi di euro in più, grazie al proficuo negoziato condotto con Bruxelles e al maggior apporto che, nella finanziaria, il Governo ha destinato al FAS. Queste risorse non sono sufficienti a determinare lo sviluppo della Campania, poiché esse incidono solo per il 20% sul PIL regionale. Infatti, tali risorse non sono da considerarsi sostitutive di quelle nazionali destinate al Sud del paese.

6 Sala Consilina, 20 Aprile Vettori regionali di spesa (sul totale delle risorse FESR, FSE e FAS ) Priorità QSN %Altre risorse Risorse umane 4,0 PON Istruzione di cui: istruzione 2,20 Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione 14,3 PON Ricerca e Sviluppo tecnologico – competitività sistemi produttivi Energia e ambiente 14,3 Energia rinnovabile 0,6 POI Energia rinnovabile e risparmio energetico Inclusione sociale e qualità della vita 7,0 di cui: sicurezza 1,40 PON Sicurezza di cui : Sanità 1,40 FAS Riserva nazionale Risorse naturali e turismo 12,4 POI Attrattori Culturali, Naturali e Turismo di cui: cultura 1,40 Reti e servizi per la mobilità 17,4 PON Reti e collegamenti per la mobilità FAS Riserva Nazionale Sistemi produttivi e occupazione 13,9 PON Ricerca e Sviluppo tecnologico – competitività sistemi produttivi Città e sistemi urbani 12,1 Apertura internazionale 1,0 Governance e assistenza tecnica 3,0 PON Governance e Assistenza Tecnica Totale 100

7 Sala Consilina, 20 Aprile Rispetto ai vettori di spesa previsti nel QSN, la Campania ha deciso di: - aumentare del 3,6% la quota destinata a Trasporti e mobilità - aumentare del 5,2% la quota destinata ai Sistemi Urbani - portare linvestimento in Ricerca al 3% del PIL regionale Inoltre: Per alcuni settori già oggetto di Programmi Nazionali e Programmi Interregionali ( in particolare, per sicurezza, sanità, turismo, energia, ricerca e istruzione ) sono state comunque assegnate risorse nei Programmi Regionali. Vettori regionali di spesa

8 Sala Consilina, 20 Aprile Programmi Operativi Nazionali con ricaduta in Campania di circa 7 Miliardi Istruzione, Ricerca e Competitività, Sicurezza, Reti e mobilità, Governance e Assistenza Tecnica Programmi Operativi Interregionali con ricaduta in Campania di circa 1 miliardo Energia rinnovabile e risparmio energetico Attrattori Culturali, Naturali e Turismo Programmi di settore delle Amministrazioni Nazionali Fondo Europeo per la Pesca Bilancio Regionale Le altre risorse

9 Sala Consilina, 20 Aprile I PRINCIPI ISPIRATORI Concentrazione vincolante, Integrazione, Programmazione partecipata, Concertazione Programmazione I PRINCIPI OPERATIVI Concentrazione tematica: riserva del 40% delle risorse disponibili su Grandi Programmi e Grandi Progetti razionalizzazione degli Aiuti alle imprese Concentrazione territoriale: Sub-delega ai Comuni con popolazione superiore ai abitanti (18 più Napoli) per Programmi di riqualificazione urbana Griglia di accesso alle risorse selezionando i Comuni con eccellenze o con forti identità, o sulla base della qualità dei servizi ai cittadini. Nella programmazione , si è verificata una sfasatura tra la programmazione della spesa e lattuazione dei progetti. Proprio per ovviare a ciò, lambizione del nuovo ciclo è di avere un numero consistente di progetti pronti fin dallinizio. Integrazione finanziaria: Integrazione di tutte le fonti di finanziamento aggiuntive con limpegno di far convergere verso questo disegno strategico anche le risorse del Bilancio regionale Integrazione gestionale: Saranno il Presidente della Giunta, in qualità di Autorità di Gestione dei tre Programmi, e la Giunta Regionale ad assicurare il governo unitario dellattuazione Concertazione : si prevedono azioni di compensazione a favore delle popolazioni che accetteranno interventi per il miglioramento delle politiche ambientali, come ad esempio la gestione dei rifiuti, facendosi carico di problematiche civili di interesse collettivo.

10 Sala Consilina, 20 Aprile Titolo ProgettoMeuro FRIEL -Impianto eolico di Andretta e Bisaccia122,6 Metropolitana di NA (Stazione Municipio)76 Metropolitana di NA (tratta Municipio-Garibaldi)187,2 Metropolitana di NA (tratta Vanvitelli-Dante)92,7 Metropolitana di Na (Tratta Dante-Municipio)123,3 Circumvesuviana (Torre Annunziata-Pompei)64,2 Real Albergo dei Poveri51,6 Periodo 2000 – 2006: 7 Grandi Progetti Periodo 2007 – 2013: 50 Grandi Programmi e Grandi Progetti Su cui concentrare il 40% delle risorse disponibili. Per la realizzazione dei Grandi Programmi e Grandi Progetti si farà riferimento anche allelenco di Studi di Fattibilità. Grandi Progetti

11 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR – Assi e obiettivi ASSI PRIORITARIOBIETTIVI SPECIFICI 1. Sostenibilità ambientale ed attrazione culturale e turistica a) RISANAMENTO AMBIENTALE b) RISCHI NATURALI c) RETE ECOLOGICA d) ENERGIA e) LE RISORSE CULTURALI f) SISTEMA TURISTICO 2. Competitività del sistema produttivo regionale a) RICERCA, INNOVAZIONE E SOCIETA DELLINFORMAZIONE b) SVILUPPO DELLA COMPETITIVITA c) INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E LOGISTICA INDUSTRIALE d) INTERNAZIONALIZZAZIONE E ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI 3. Benessere sociale e qualità della vita a) RIGENERAZIONE URBANA b) BENESSERE, SICUREZZA E QUALITA DELLA VITA 4. Accessibilità e trasporti a) CORRIDOI EUROPEI b) PIATTAFORMA LOGISTICA INTEGRATA c) ACCESSIBILITA DELLE AREE INTERNE E PERIFERICHE d) MOBILITA SOSTENIBILE AREE METROPOLITANE E SENSIBILI e) PORTUALITA 5. Assistenza tecnica e cooperazione territoriale a) ASSISTENZA TECNICA b) COOPERAZIONE TERRITORIALE

12 Sala Consilina, 20 Aprile POR FSE – Assi e obiettivi ASSI PRIORITARIOBIETTIVI SPECIFICI 1. Adattabilità a) Sviluppare sistemi di formazione continua e sostenere ladattabilità dei lavoratori b) Favorire linnovazione e la produttività attraverso una migliore organizzazione e qualità del lavoro c) Sviluppare politiche e servizi per lanticipazione e gestione dei cambiamenti, promuovere la competitività e limprenditorialità 2. Occupabilità d) Aumentare lefficienza, lefficacia, la qualità e linclusività delle istituzioni del mercato del lavoro e) Attuare politiche del lavoro attive e preventive, con particolare attenzione allintegrazione dei migranti nel mercato del lavoro, allinvecchiamento attivo, al lavoro autonomo e allavvio di imprese f) Migliorare laccesso delle donne alloccupazione e ridurre le disparità di genere 3. Inclusione Sociale g) Sviluppare percorsi dintegrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati per combattere ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro 4. Capitale umano h) Elaborazione, introduzione e attuazione delle riforme dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro per migliorarne lintegrazione e sviluppare loccupabilità, con particolare attenzione allorientamento i1) Aumentare la partecipazione allapprendimento permanente, anche attraverso provvedimenti intesi a ridurre labbandono scolastico e le disparità di genere rispetto alle materie i2) Aumentare laccesso allistruzione iniziale, professionale e universitaria, migliorandone la qualità l) Creazione di reti tra università, centri tecnologici di ricerca, il mondo produttivo e istituzionale con particolare attenzione alla promozione della ricerca e dellinnovazione 5. Transnazionalità e interregionalità m) Promuovere la realizzazione e lo sviluppo di iniziative e di reti su base interregionale e transnazionale, con particolare riferimento alle buone pratiche 6. Assistenza Tecnica n) Migliorare lefficacia e lefficienza dei Programmi Operativi attraverso azioni e strumenti di supporto 7. Capacità Istituzionale o) Migliorare le politiche, la programmazione, il monitoraggio e la valutazione a livello nazionale, regionale e locale, per aumentare la governance nel territorio p) Rafforzare la capacità istituzionale e dei sistemi nellimplementazione delle politiche e dei Programmi

13 Sala Consilina, 20 Aprile ASSI PRIORITARIOBIETTIVI PRIORITARI 1. Miglioramento della competitività del settore agricolo attraverso il sostegno alla ristrutturazione Promozione dellammodernamento e dellinnovazione nelle imprese e dellintegrazione lungo le filiere Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale Potenziamento delle dotazioni infrastrutturali fisiche e telematiche Miglioramento capacità imprenditoriale e professionale degli addetti al settore agricolo e forestale e sostegno al ricambio generazionale 2. Protezione dellambiente attraverso il sostegno alla gestione sostenibile del territorio Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturalistico Tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche superficiali e profonde Riduzione dei gas serra Tutela del territorio 3. Miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali e sostegno alla diversificazione Miglioramento dellattrattività dei territori rurali per le imprese e la popolazione Mantenimento e/o creazione di nuove opportunità occupazionali in aree rurali 4. Approccio Leader Rafforzamento della capacità progettuale e gestione locale Valorizzazione delle risorse endogene dei territori PSR – Assi e obiettivi

14 Sala Consilina, 20 Aprile Programma Operativo FESR: 5 Assi, 19 obiettivi specifici, 35 obiettivi operativi Programma Operativo FSE: 7 Assi, 15 obiettivi specifici, 71obiettivi operativi Programma per lo Sviluppo Rurale: 4 Assi, 38 Misure I Programmi Nel periodo 2000 – 2006 il POR si componeva di 7 Assi e 68 Misure. Lo sforzo di ridurre il numero delle misure operative nel ciclo 2007 – 2013 sconta il fatto che la normativa comunitaria prevede lelaborazione di tre programmi monofondo e che, nel caso del PSR, ha predeterminato sia il numero degli Assi sia il numero delle Misure. Per venire incontro alle sollecitazioni pervenute dalle Parti sociali, rispetto al Programma con esse concertato, le azioni del POR FESR sono state ridotte da 260 a 141.

15 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione I contenuti strategici dellAsse Lobiettivo globale dellAsse è sostenere la competitività del sistema produttivo regionale, attraverso: il potenziamento della ricerca e delle TIC; la promozione delluso della conoscenza; linnalzamento dei vantaggi competitivi; lapertura internazionale; e quindi, secondo una visione complessiva dello sviluppo delleconomia regionale, attraverso la realizzazione di una radicale opera di ammodernamento della sua struttura ed attraverso unazione diretta ad eliminare ovvero a mitigare le diseconomie che ne penalizzano la capacità competitiva.

16 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione I contenuti strategici dellAsse Il rafforzamento ed il potenziamento del settore della ricerca, per il trasferimento tecnologico a favore delle imprese e per la diffusione dellinnovazione nel tessuto produttivo, costituisce il primo elemento della strategia. La Regione Campania ritiene necessario incidere sugli ostacoli alla crescita del sistema produttivo, prevedendo: una razionalizzazione del sistema degli aiuti alle imprese – attraverso luso coordinato di uno strumento generalista e di incentivi concentrati su settori specifici e territori circoscritti, ritenuti strategici per lo sviluppo delleconomia regionale; puntando prioritariamente sul tessuto delle piccole e medie imprese, promuovendo grandi progetti industriali e produttivi nei settori di eccellenza, anche sfruttando le opportunità derivanti da aggregazioni con grandi imprese; incentivando il rafforzamento della competitività dei settori e degli attori più penalizzati dalla globalizzazione e dalla concorrenza internazionale.

17 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione I contenuti strategici dellAsse Infine, saranno contemplati interventi per favorire la riconversione produttiva e/o il riposizionamento strategico dei comparti in declino individuati nellanalisi di contesto. La strategia dellAsse è completata dagli interventi in materia di internazionalizzazione, che saranno incentrati su azioni volte a favorire lattrazione di capitali esterni, lapertura verso i mercati globali, privilegiando larea del Mediterraneo.

18 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Le priorità dellAsse 2. Il Programma Operativo definisce, per lAsse 2, alcune priorità, nello specifico: 1.Promozione, valorizzazione, e diffusione della ricerca e dellinnovazione per la competitività; 2.Competitività dei sistemi produttivi e occupazione; 3.Apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi, risorse. Cerchiamo di capire in cosa consistono queste 3 priorità.

19 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Priorità: Promozione, valorizzazione, e diffusione della ricerca e dellinnovazione per la competitività. Consolidamento dei Centri di Competenza (Che devono essere in grado di operare in una logica di mercato). Concentrazione: favorire laggregazione, di tali centri, in forme consortili. Incoraggiare la partecipazione dei privati nel settore della ricerca. Determinare una concentrazione delle risorse in progetti di grande qualità e di forte impatto (ad esempio, cluster/distretti tecnologici). Incentivare il collegamento tra impresa e ricerca. Nuova imprenditorialità nei settori innovativi (spin off da impresa o da ricerca). Sviluppo della Società dellInformazione verso le imprese ed i cittadini. Ridurre il digital divide, mediante la diffusione, nelle aree più marginali della banda larga e la promozione delluso generalizzato delle TIC nelle P.M.I.

20 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Priorità: Competitività dei sistemi produttivi e occupazione. Lo sviluppo della capacità competitiva del sistema produttivo regionale sarà sostenuto attraverso forme di incentivazione di tipo selettivo e territoriale, nonché mediante una serie di interventi sui fattori di contesto, volti a ridurre le esternalità negative. 1.Enfatizzare le specializzazioni produttive, i progetti innovativi, i settori ed i territori strategici per leconomia regionale, attraverso un forte investimento volto a stimolare i processi di aggregazione fra imprese e il consolidamento di filiere produttive (crescita di un sistema territorio). 2.Si favorirà il riposizionamento e la valorizzazione dei settori tradizionali – ma strategici – per leconomia regionale: in particolare, le imprese artigiane orienteranno le scelte di integrazione verso la costituzione di filiere produttive strategiche, la definizione e lattivazione di strumenti mirati al sostegno ed alla produzione, anche su scala sovra regionale, della produzione artigianale tipica e di qualità.

21 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Priorità: Competitività dei sistemi produttivi e occupazione. 3.Qualificare e/o riorientare le produzioni appartenenti ai comparti in declino, per rafforzare quelle tipologie di impresa che risentono maggiormente della concorrenza internazionale e per favorire lo sviluppo di attività economiche nelle aree rurali e in quelle soggette a spopolamento e a desertificazione produttiva. 4.Infrastrutture economiche: nuovi poli produttivi integrati (dopo una verifica sul fabbisogno effettivo di nuove aree); miglioramento della sostenibilità economica ed ambientale delle aree industriali esistenti (potenziamento di servizi di logistica industriale e qualificazione del sistema dei servizi alle imprese). 5.Facilitare laccesso al credito e alla finanza di impresa da parte del sistema produttivo regionale.

22 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Priorità: Apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi, risorse. Tale priorità ha il duplice scopo di: stimolare e sostenere i processi di internazionalizzazione delle strutture economiche; promuovere il territorio come insediamento competitivo di risorse e capitali provenienti dallestero. Conseguentemente, si agirà: 1.per favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese campane che operano nei settori più competitivi e nelle aree strategiche di penetrazione; 2.per sostenenere lattrazione di investimenti sul territorio regionale, privilegiando, anche in questo caso, i settori ad alto valore aggiunto e le filiere produttive.

23 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Gli Obiettivi Specifici dellAsse 2. LAsse 2, come si è visto, ha 4 Obiettivi Specifici (ex Misure): 2.a) RICERCA, INNOVAZIONE E SOCIETA DELLINFORMAZIONE; 2.b) SVILUPPO DELLA COMPETITIVITA; 2.c) INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E LOGISTICA INDUSTRIALE; 2.d) INTERNAZIONALIZZAZIONE E ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI. Vediamo nel dettaglio quali sono tali obiettivi.

24 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Gli Obiettivi Specifici dellAsse 2. 2.a) RICERCA, INNOVAZIONE E SOCIETA DELLINFORMAZIONE: Accrescere la capacità di ricerca pubblica e privata, promuovere il trasferimento tecnologico e linnovazione del sistema produttivo, incentivare la propensione delle imprese e dei sistemi produttivi ad investire in R&ST e favorire la diffusione della Società dellInformazione. Si intende riorganizzare, integrare e rafforzare lofferta di innovazione su scala regionale, incoraggiando il sostegno alla ricerca da parte dei privati, migliorando e rafforzando i collegamenti tra Impresa e Ricerca – sistema imprenditoriale e sottosistemi scientifici - con la finalità di promuovere il trasferimento tecnologico. Linnovazione non deveriguardare solo specifiche o isolate funzioni, ma estendersi in modo pervasivo sia nei prodotti, sia nei processi di ogni settore produttivo di beni e servizi, invadendo il settore primario (agricoltura e filiere agro-alimentari), quello industriale, ed infine il terziario classico ed avanzato.

25 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Gli Obiettivi Operativi dellObiettivo Specifico 2.a) RICERCA, INNOVAZIONE E SOCIETA DELLINFORMAZIONE. LObiettivo Specifico 2.a) si compone di 2 obiettivi operativi. Obiettivo Operativo 2.1 RICERCA E INNOVAZIONE PER LE IMPRESE: Potenziare il sistema della ricerca applicata e pre-competitiva, attraverso il rafforzamento della cooperazione tra il sistema produttivo e le reti di eccellenza, la concentrazione tra i sistemi della conoscenza ed i sistemi territoriali, sostenendo il trasferimento tecnologico e linnovazione di processo e di prodotto. Obiettivo operativo 2.2 SOCIETA DELLINFORMAZIONE : Promuovere la Società dellInformazione e della conoscenza verso le imprese ed i cittadini,attraverso il completamento della dotazione delle infrastrutture immateriali, promuovendo la diffusione di servizi innovativi on line e abbattendo il divario digitale di tipo sociale, fisico e geografico.

26 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Gli Obiettivi Operativi dellObiettivo Specifico 2.b. SVILUPPO DELLA COMPETITIVITÀ. LObiettivo Specifico 2.b) si compone di 2 obiettivi operativi. Obiettivo operativo 2.3. SISTEMI E FILIERE PRODUTTIVE: Incentivare lo sviluppo dei sistemi e delle filiere produttive, con priorità alle forme di aggregazione fra imprese, ai settori strategici, innovativi, con più alto grado di specializzazione, favorendo, al contempo, la riconversione produttiva dei comparti in declino e il riposizionamento strategico dei settori e dei soggetti più penalizzati dalla concorrenza internazionale. Obiettivo operativo 2.4. CREDITO E FINANZA INNOVATIVA : Migliorare la capacità di accesso al credito delle imprese presenti sul territorio regionale, anche attraverso strumenti di finanza innovativa.

27 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Gli Obiettivi Operativi dellObiettivo Specifico 2.c. INSEDIAMENTI PRODUTTIVI E LOGISTICA INDUSTRIALE. LObiettivo Specifico 2.c) si compone di 1 obiettivo operativo. Obiettivo operativo 2.5. INFRASTRUTTURE INDUSTRIALI ED ECONOMICHE: Recuperare, valorizzare e/o completare le aree industriali esistenti, dando priorità agli insediamenti in aree urbane periferiche e al riutilizzo di edifici dismessi, e realizzare nuovi poli produttivi integrati, a seguito di opportune verifiche sul reale fabbisogno di nuova infrastrutturazione in campo industriale.

28 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Gli Obiettivi Operativi dellObiettivo Specifico 2.d. INTERNAZIONALIZZAZIONE E ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI. LObiettivo Specifico 2.d) si compone di 1 obiettivo operativo. Obiettivo operativo 2.6. APERTURA INTERNAZIONALE: Sostenere linternazionalizzazione di imprese, processi e prodotti, privilegiando i settori più competitivi e le aree strategiche di penetrazione, e favorire lattrazione di capitali e flussi di consumo provenienti dallestero.

29 Sala Consilina, 20 Aprile LE PROVINCE La delega allattuazione delle politiche di lavoro e istruzione, completando il percorso di decentramento, in coerenza con il disegno di legge in materia La conferma della competenza delle Province in materia di agricoltura La funzione sostitutiva nelle deleghe alle città superiori a abitanti, nel caso di gravi inadempienze La partecipazione agli Accordi di Reciprocità mediante cofinanziamento I PARCHI In continuità con il ciclo precedente, la valorizzazione dei Parchi quali soggetti di sviluppo integrato tra lambiente, il turismo e lagricoltura, per rafforzare i piccoli comuni e valorizzare le Comunità Montane nel contesto delle realtà e delle economie rurali, prevedendo lassegnazione di sovvenzioni globali GLI ACCORDI DI RECIPROCITA Lutilizzo degli Accordi di Reciprocità come strumenti di razionalizzazione dei programmi e delle esperienze di sviluppo locale esistenti sul territorio Utilizzo prioritario delle rinvenienze del POR 2000/2006 per il consolidamento dei Progetti Integrati a partire dai loro progetti portanti LAccordo di Programma Quadro sarà lo strumento di attuazione delle deleghe e delle Sovvenzioni globali Programmazione partecipata La GOVERNANCE degli interventi, oltre ai Comuni, verrà perseguita a livello territoriale mediante:

30 Sala Consilina, 20 Aprile POR FESR Le politiche per le Piccole e Medie Imprese nellAsse 2 – Competitività del sistema produttivo regionale Programmazione Dotazione Finanziaria dellAsse 2. Lasse 2 ha una dotazione finanziaria complessiva pubblica pari a Euro, e la partecipazione statale e comunitaria è uguale ( di Euro ciascuno).

31 Sala Consilina, 20 Aprile Conclusioni Nella programmazione , si è verificato uno sfasamento tra programmazione della spesa e realizzazione dei progetti. Lambizione del nuovo ciclo è di avere già un numero consistente di progetti pronti fin dallinizio. Al fine di garantire il rapido avvio della nuova programmazione, la Regione Campania ha già individuato una serie di strumenti in grado di accelerare la predisposizione di progetti cantierabili e la rendicontazione della spesa: Parco progetti: sono pervenuti 1144 Progetti, e circa 800 per il Turismo Studi di Fattibilità: il cui elenco è stato condiviso con le Parti Sociali Fondo di rotazione per la Progettazione esecutiva Programma 100 Giovani per lEuropa Concorso di idee EU-GENIO – Talenti per lEuropa per la presentazione di idee- progetto innovative riguardanti le tipologie di interventi individuati nei Programmi


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