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1 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 AUTOTUTELA GRUPPO DI LAVORO SUL CONTENZIOSO TRIBUTARIO.

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1 1 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 AUTOTUTELA GRUPPO DI LAVORO SUL CONTENZIOSO TRIBUTARIO

2 2 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 AUTOTUTELA LAutotutela nellAmministrazione Finanziaria è stata introdotta con l'art. 68 del D.P.R. 23/03/1992 n.287, abrogato dal D.P.R. 26/3/2001, n. 107, il quale disponeva che salvo che sia intervenuto giudicato, gli uffici dellAmministrazione Finanziaria possono procedere allannullamento totale o parziale, di propri atti riconosciuti illegittimi o infondati, con provvedimento motivato comunicato al destinatario dellatto. Con tale disposizione si è inteso dare un riconoscimento giuridico esplicito e di carattere generale al principio dellautotutela, fino ad allora sporadicamente rappresentato nellordinamento tributario, e la cui applicazione era limitata alla prassi amministrativa.

3 3 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 QUADRO NORMATIVO qArt. 68 DPR 27/03/1992 n. 287 ABROGATO; qD.L. 30/09/1994 n. 564, convertito con modificazioni dalla Legge 30/11/1994 n art. 2-quater; qD.M. 11/02/1997 n Regolamento recante norme relative all'esercizio del potere di Autotutela da parte degli organi dell'Amministrazione Finanziaria; qCircolare Ministero delle Finanze 08/07/1997 n. 195/E; qCircolare del 05/08/1998 n. 198/S del Direttore dellUfficio Centrale per linformazione del contribuente in materia di esercizio del potere di autotutela; qNota del 16/11/1999, n. 3/82993 del Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate D.R.E. Lombardia; qCircolare del 07/04/2000 n. 11/28093 del Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate D.R.E. Lombardia

4 4 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 CARATTERISTICHE qViene conseguita tramite procedimento interno della Pubblica Amministrazione; qnon prevede contraddittorio con gli interessati; qla Pubblica Amministrazione agisce nel proprio ed esclusivo interesse (interesse pubblico) e non secondo i principi di imparzialità propri degli organi giurisdizionali; qviene comunicata con provvedimento motivato al destinatario dellatto; qnel potere di annullamento o di revoca deve intendersi compreso anche il potere di disporre la sospensione degli effetti dellatto che appaia illegittimo o infondato.

5 5 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 PRESUPPOSTI qIllegittimità dell'atto, quale ad es: errore di persona; errore logico o di calcolo; errore sul presupposto dellimposta; doppia imposizione; mancata considerazione di pagamenti dimposta regolarmente eseguiti; mancanza di documentazione successivamente sanata; errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile dallA.F.; ecc. qspecifico e concreto interesse pubblico alla sua eliminazione.

6 6 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 COMPETENZA Il potere di annullamento e di revoca o di rinuncia alla imposizione in caso di autoaccertamento spetta allufficio che ha emanato l'atto illegittimo o che è competente per gli accertamenti d'ufficio ovvero in via sostitutiva, in caso di grave inerzia, alla Direzione regionale o compartimentale dalla quale l'ufficio stesso dipende (art. 1 D.M. 37/97). UFFICIO CHE HA EMANATO LATTO POTERE DI AUTOTUTELA DIREZIONE REGIONALE DA CUI LUFFICIO DIPENDE IN CASO DI GRAVE INERZIA

7 7 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 GRAVE INERZIA Non si procede al riesame; Non si comunica il risultato al contribuente; Il lasso di tempo della risposta è irragionevolmente lungo; Lammontare delle imposte, interessi e sanzioni è superiore a Euro ( 1 miliardo di Lire); Ricorrono dei casi di illegittimità palese dellatto di cui allarticolo 2, comma 1, del D.M. 37/97.

8 8 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 COMPETENZA Nel caso in cui limporto dellimposta, sanzioni ed accessori oggetto di annullamento o di rinuncia all'imposizione in caso di autoaccertamento superi Euro (un miliardo di lire), l'annullamento è sottoposto al preventivo parere della direzione regionale o compartimentale da cui l'ufficio dipende (art. 4 D.M. 37/97). UFFICIO CHE HA EMANATO LATTO POTERE DI AUTOTUTELA PREVENTIVO PARERE DELLA DIREZIONE REGIONALE DA CUI LUFFICIO DIPENDE PER IMPORTI SUPERIORI A EURO (1 MILIARDO DI LIRE)

9 9 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 ATTI ANNULLABILI Oggetto di annullamento dufficio possono essere: qtipici atti di imposizione quali: avvisi di accertamento, di liquidazione, di irrogazione di sanzioni, qtutti gli altri atti che comunque incidano negativamente nella sfera giuridica del contribuente quali ad es.: il ruolo, gli atti di diniego di agevolazioni fiscali; gli atti di diniego di rimborso di imposte indebitamente versate.

10 10 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 LIMITI qLesercizio del potere di annullamento in via di autotutela trova un limite insuperabile nel giudicato e cioè nellesistenza di una sentenza passata in giudicato che abbia pronunziato sul merito del rapporto tributario cui inerisce latto che, in ipotesi, si vorrebbe annullare. qPertanto lautotutela è esercitabile anche : in pendenza di giudizio; qualora siano scaduti i termini di impugnazione; qualora la sentenza passata in giudicato abbia accertato soltanto ragioni pregiudiziali e non sia entrata nel merito della controversia.

11 11 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 EFFETTI qLannullamento avviene con efficacia ex tunc, anche se non può spingersi fino alla eliminazione di situazioni irrevocabili esauritesi nel tempo; qNon obbliga lUfficio, in linea di principio, allannullamento degli atti consequenziali (es. cartella esattoriale emessa a seguito di un avviso di rettifica o accertamento annullato) anche se, per evitare insanabili contraddizioni, sarebbe auspicabile un comportamento coerente; qIn caso di autotutela esercitata in pendenza di giudizio questo si estingue per cessata materia del contendere ai sensi dellart. 46 del D. Lgs. 546/92. In tal caso il comma 3 dellart. 46 predetto dispone che le spese del giudizio estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

12 12 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 EFFETTI qLa riconducibilità dellautotutela esercitata in pendenza di giudizio ad una delle ipotesi di cessata materia del contendere e la conseguente applicazione dellart. 46, comma 3, che prevede che le spese del giudizio estinto restino a carico della parte che le ha anticipate, è stata ampiamente criticata da dottrina e giurisprudenza in quanto lesiva dei principi di soccombenza, di equità, di uguaglianza, di difesa. qCon la sentenza della Corte Costituzionale 12 luglio 2005, n. 274, si è dichiarata lillegittimità costituzionale dellarticolo 46, comma 3, nella parte in cui si riferiva alle ipotesi di cessazione di materia del contendere diverse dai casi di definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge.

13 13 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 MODALITA OPERATIVE qLe eventuali richieste di annullamento (in carta libera) o di rinuncia allimposizione in caso di autoaccertamento avanzate dai contribuenti sono indirizzate agli uffici che hanno emesso latto di cui si chiede lannullamento; in caso di invio di richiesta ad ufficio incompetente, questo è tenuto a trasmetterla allufficio competente, dandone comunicazione al contribuente. qDelleventuale annullamento, o rinuncia allimposizione in caso di autoaccertamento, è data comunicazione al contribuente, allorgano giurisdizionale davanti al quale sia eventualmente pendente il relativo contenzioso nonché - in caso di annullamento disposto in via sostitutiva - allufficio che ha emanato latto.

14 14 a cura del Gruppo di Studio Contenzioso Tributario 22/11/07 TERMINI qLa legge non prevede termini entro i quali lAmministrazione Finanziaria debba rispondere alle istanze di autotutela indirizzatele dai contribuenti, né termini per lautonoma revisione critica dei propri atti. qLa circolare ministeriale del 07/04/2000 n. 11/28093 del Dipartimento delle Entrate D.R.E. Lombardia ha tuttavia disposto che gli uffici si adoperino affinché il riesame venga effettuato e lesito venga comunicato entro un termine ragionevole che si può determinare in 120 giorni dal ricevimento dellistanza. 120 gg.


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