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E A 1 L.Puddu, S. Secinaro MASTER MIAS MASTER MIAP.

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Presentazione sul tema: "E A 1 L.Puddu, S. Secinaro MASTER MIAS MASTER MIAP."— Transcript della presentazione:

1 E A 1 L.Puddu, S. Secinaro MASTER MIAS MASTER MIAP

2 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 2 Il significato di un sistema di principi contabili differenziato per il settore non profit. Processi di globalizzazione unificazione standardizzazione dei comportamenti Proposizione di principi contabili settoriali per il non profit Principi contabili comuni e simili per tutte le categorie di aziende: non profit, pubbliche, imprese.

3 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 3 Sistemi di rilevazione e controllo Uniformità Differenziazione AMMINISTRAZIONE RAZIONALE ACCUMULAZIONE E DISTRIBUZIONE SPAZIO TEMPO

4 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 44 AMMINISTRAZIONE RAZIONALE Decisioni: bilancio preventivo Scostamenti: bilancio consuntivo Risultati: rilevazione contabile

5 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 5 L.Puddu, S. Secinaro ProgrammazioneEsecuzioneControllo FINANZIARIO Preventivo finanziario Rilevazioni di contabilità Rendiconto finanziario IMPIEGHI FONTI Variazione Finanziaria PATRIMONIALE Stato patrimoniale preventivo Stato Patrimoniale consuntivo ATTIVOPASSIVO Patrimonio netto ECONOMICO Conto Gestionale preventivo Rendiconto gestionale consuntivo COSTI Risultato economico positivo RICAVI Quadratura Rilevanza Bilancio preventivo Bilancio consuntivo

6 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 6 L.Puddu, S. Secinaro AZIENDE DI CONSUMOAZIENDE DI PRODUZIONE TIPOLOGIE DI AZIENDE AZIENDE NON PROFIT AZIENDE PUBBLICHE (ISTITUZIONI) IMPRESE IMPRESE COOPERATIVE FONTI/IMPIEGHI a) fonti di accumulazione del capitale: 1a) capitale sociale/fondo di dotazione SI (fondo di dotazione da utilizzare per gli scopi dellente) NO SI (capitale sociale da mantenere integro attraverso laccumulazione del reddito) SI (con limite massimo per socio e con voto capitario) 2a) Ricavi di mercato NO (con eccezione per le imprese sociali) NOSI 3a) tributi da potere impositivo NOSINO 4a) Contributi da terzi senza corrispettivo SI 5a) Disinvestimenti patrimoniali SI 6a) Debiti SI

7 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 7 L.Puddu, S. Secinaro AZIENDE DI CONSUMOIMPRESE DI PRODUZIONE TIPOLOGIE DI AZIENDE AZIENDE NON PROFIT AZIENDE PUBBLICHE (ISTITUZIONI) IMPRESEIMPRESE COOPERATIVE b) Impieghi del capitale: 1b) Remunerazione rimborso del capitale sociale/fondo di dotazione NO SI SI (con limiti e riserve indivisibili) 2-3-4b) Costi di gestione SI SI (con ristorni ai soci) 5b) Investimenti patrimoniali SI 6b) Rimborso debiti SI

8 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 8 L.Puddu, S. Secinaro Patrimonio Netto nelle Aziende non profit (Fondo di Scopo): Riserva di risorse volta a garantire la continuità della gestione e a tutelare gli interessi di terzi creditori ma in vista del raggiungimento degli scopi ideali dellente Rispetto alle imprese commerciali è praticamente inesistente la presenza di entrate proprie da ricavi e rispetto a quelle pubbliche non sono possibili processi di autofinanziamento per proventi tributari. Non è presente alcun diritto di proprietà dei fondatori o dei partecipanti allattività degli enti che non possono trasferire le quote, né hanno alcun diritto patrimoniale sia in caso di liquidazione che di recesso. Destinato a copertura del fabbisogno per spesa corrente, nel rendiconto gestionale, o per spesa di investimento. Ciò che residua resta a copertura di future necessità finanziarie.

9 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 9 L.Puddu, S. Secinaro OBBLIGHI DI CONTABILITA E BILANCIO -PRINCIPI FISCALI (TUIR) - PRINCIPI CONTABILI (OIC, AGENZIA PER IL TERZO SETTORE, CNDCEC)

10 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 10 I principi fiscali che regolano gli obblighi contabili degli enti commerciali: Separazione tra attività istituzionale ed attività commerciale Predisposizione del bilancio anche per lattività istituzionale Ripartizione dei costi promiscui secondo un rapporto predeterminato L.Puddu, S. Secinaro

11 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 11 L.Puddu, S. Secinaro In funzione del volume dei ricavi e delle caratteristiche dellente, lattività commerciale va gestita con uno di questi regimi contabili: - Regime super-semplificato (art.20, comma 3, DPR 600/73) - Regime forfetario (ex L.398/1991) - Regime di contabilità semplificata (art.18 DPR 600/73) - Regime di contabilità ordinaria (art.14, 15, 16, 20 DPR 600/73) - Regime previsto per le Onlus

12 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 12 L.Puddu, S. Secinaro SEMPLIFICAZIONI DEGLI ADEMPIMENTI (art.20, terzo comma DPR 600/73) Gli enti non commerciali soggetti alla determinazione forfetaria del reddito (comma 1, art.109 bis del TUIR) che hanno conseguito nellanno solare precedente: - ricavi non superiori a ,71 euro (per servizi) - ricavi non superiori a ,84 euro (altri casi) ASSOLVONO GLI OBBLIGHI CONTABILI SECONDO LE DISPOSIZIONI DI CUI AL COMMA 166 ART.3 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1996 N.662 (CONTRIBUENTI MINORI)

13 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 13 L.Puddu, S. Secinaro ADEMPIMENTI PER I CONTRIBUENTI MINORI REGIME SUPER-SEMPLIFICATO Entro il giorno 15 del mese successivo Devono annotare lammontare complessivo, distinto per aliquota, delle operazioni fatturate Devono annotare, qualora non vi sia lobbligo di fatturazione, le operazioni effettuate in ciascun mese Devono annotare i compensi ed i corrispettivi delle operazioni non rilevanti ai fini IVA Entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi Devono annotare il valore di eventuali rimanenze

14 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 14 L.Puddu, S. Secinaro REGIME FORFETARIO LEGGE DEL 16 DICEMBRE 1991, n.398 REQUISITO SOGGETTIVO Associazioni sportive dilettantistiche Associazioni senza scopo di lucro e pro-loco (art.9-bis del DL 30 dicembre 1991, n.417 aggiunto alla legge di conversione del 6 febbraio 1992, n. 66) REQUISITO OGGETTIVO Limite ai proventi derivanti da attività commerciali non superiori a euro (comma 3 art.25 della L.133/99)

15 CONTABILITA SEPARATA OBBLIGATORIA D.LGL. 4/12/1997 n.460 in modifica del D.P.R.917/86 GLI ENTI NON COMMERCIALI SONO OBBLIGATI A RILEVARE SEPARATAMENTE ATTIVITA COMMERCIALE ATTIVITA ISTITUZIONALE 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

16 MODALITA DI RILEVAZIONE IN CONTABILITA SEPARATA D.LGL. 4/12/1997 n.460 in modifica del D.P.R.917/86 N.B: Gli enti soggetti alle disposizioni in materia di contabilità pubblica sono esonerati dallobbligo di tenere la contabilità separata qualora siano osservate le modalità previste per la contabilità pubblica obbligatoria (art.109-bis,c.4, TUIR) SISTEMI CONTABILI DISTINTI SCRITTURE ONNICOMPRENSIVE CON APPOSITI CONTI E SOTTOCONTI 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

17 REGIME PREVISTO PER LE ONLUS ART.20-BIS DPR 600/73 LE RILEVAZIONI DEVONO ESSERE ESEGUITE (a pena di decadenza dai benefici fiscali) In relazione allattività complessivamente svolta In relazione alle attività direttamente connesse 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

18 SCRITTURE CONTABILI SEMPLIFICATE Gli obblighi contabili sono assolti con il rendiconto delle entrate e delle spese complessive per: Onlus che nellesercizio di attività occasionali e connesse non hanno conseguito, nellanno precedente, proventi di ammontare superiore a ,69 Organizzazioni di volontariato iscritte negli appositi registri (ai sensi della legge n.266/91) Organizzazioni non governative riconosciute idonee (ai sensi della legge n. 49/1987) 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

19 ANAGRAFE DELLE ONLUS D.LGS. 460/97 Liscrizione allanagrafe ha carattere costitutivo ai fini della qualificazione come Onlus dei enti interessati; Il modello di comunicazione è stato approvato dal D.M. del 19 gennaio Sono esonerati dallobbligo di comunicazione allanagrafe le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni non governative e le cooperative sociali 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

20 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 20 L.Puddu, S. Secinaro PRINCIPI CONTABILI PER GLI ENTI NON PROFIT PRINCIPIO N. 1 (OIC, AGENZIA PER IL TERZO SETTORE, CNDCEC) QUADRO SISTEMATICO PER LA PREPARAZIONE E LA PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DEGLI ENTI NON PROFIT

21 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 21 L.Puddu, S. Secinaro a. Associazioni riconosciute (art. 14 e segg., c.c.); b. fondazioni riconosciute (art. 14 e segg., c.c.); c. associazioni non riconosciute (art. 36 e segg., c.c.); d. comitati (art. 39 e segg., c.c.); e. fondazioni e associazioni bancarie (D.Lgs , n.356, e L , n.461; D.Lgs , n. 153); f. organizzazioni di volontariato (L , n.266); g. cooperative sociali (L , n.381); h. associazioni sportive (L , n. 398); i. organizzazioni non governative (art. 28, L , n. 49); j. enti di promozione sociale (art.3, co. 6, L , n.287); k. enti lirici (D.Lgs , n.367); l. centri di formazione professionale (L , n. 845 ); m. istituti di patronato (L , n. 152); n. associazioni di promozione sociale (L , n.383); o. imprese sociali (D.Lgs , n. 155, e decreti ministeriali del 24 gennaio 2008) A CHI E RIVOLTO

22 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 22 PRESUNZIONI CONTABILI: -CONTINUITA AZIENDALE: si assume che lazienda non abbia né intenzione né bisogno di cessare né di ridurre significativamente il livello della propria attività; -COMPETENZA ECONOMICA: influenza delle dinamiche finanziarie rispetto alla rappresentazione del valore economico (alle imprese minori è consentita la redazione del bilancio secondo il principio di cassa) 22 L.Puddu, S. Secinaro

23 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 23 FINALITA REDAZIONE DEL BILANCIO: -RAPPRESENTAZIONE VERITIERA E CORRETTA: le stime e le misurazioni devono essere compatibili e coerenti con le previsioni del management aziendale; -RICERCA DI ELEVATO LIVELLO DI RESPONSABILIZZAZIONE (ACCOUNTABILITY): le attività poste in essere dallorganizzazione devono essere esplicitate in unottica di trasparenza e attenzione alle collettività 23

24 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 24 I PRINCIPI GENERALI DI BILANCIO (i postulati): -Prevalenza della sostanza sulla forma: se i prospetti ; -RICERCA DI ELEVATO LIVELLO DI RESPONSABILIZZAZIONE (ACCOUNTABILITY): le attività poste in essere dallorganizzazione devono essere esplicitate in unottica di trasparenza e attenzione alle collettività 24 L. Puddu, S. Secinaro

25 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 25 I PRINCIPI GENERALI DI BILANCIO (i postulati): -Prevalenza della sostanza sulla forma: se i prospetti quantitativi non esprimono tale principio, la Nota Integrativa e la Relazione di Missione devono contenere le informazioni necessarie per una rappresentazione veritiera e corretta; -Comprensibilità: chiara e intelleggibile imputazione degli elementi alle specifiche poste di bilancio; -Imparzialità (neutralità): se le decisioni degli utilizzatori non sono orientate in direzione divergente rispetto a quella coerente 25

26 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 26 I PRINCIPI GENERALI DI BILANCIO (i postulati): -Prudenza: richiede cautela in fase di stima, affinché attività e proventi non siano sovrastimati e le passività e gli oneri non siano sottostimati -Comparabilità e coerenza: confrontare i risultati con quelli di altri o con gli anni passati; -Annualità -Significatività: le informazioni significative sono quelle in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori 26

27 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 27 LINEE GUIDA PER LA PREPAZIONE E LA PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DELLE AZIENDE NON PROFIT (Agenzia per il Terzo Settore)

28 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 28 OBIETTIVI DEL SISTEMA INFORMATIVO CONTABILE: -la conoscenza e la comunicazione di informazioni alle differenti categorie di soggetti interessati (sostenitori, destinatari dellattività, operatori interni, partner commerciali e finanziari, collettività di riferimento, pubblica amministrazione); -la ricerca di unazione di guida e di indirizzo allattività dei differenti organi e funzioni interne attraverso informazioni sistematiche e significative; -La ricerca delle condizioni con cui garantire trasparenza e accountability allazione dellazienda. 28

29 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 29 I DOCUMENTI CHE COMPONGONO IL BILANCIO -STATO PATRIMONIALE -RENDICONTO DELLA GESTIONE -NOTA INTEGRATIVA -RELAZIONE DI MISSIONE Per gli enti che svolgono rilevante attività produttiva (ospedali, scuole, centri di assistenza, musei ecc.), il rendiconto della gestione può essere integrato con appositi CONTI ECONOMICI GESTIONALI, finalizzati a rappresentare i costi e ricavi di ciascuna attività 29

30 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 30 STATO PATRIMONIALE: PRINCIPALI DIFFERENZE CON LE IMPRESE COMMERCIALI -Non esistono i riferimento alle società controllanti, in forza del carattere di autogoverno degli enti non profit; -Nel patrimonio netto si evidenziano: - FONDO DI DOTAZIONE INIZIALE - PATRIMONIO LIBERO (risultato gestionale dellesercizio in corso e degli esercizi precedenti) - PATRIMONIO VINCOLATO (fondi vincolati per scelte operate da terzi donatori o da organi istituzionali e da riserve statutarie vincolate – conti esercizi parziali) 30

31 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 31 STATO PATRIMONIALE: ATTIVO 31 Anno t Anno t-1 A) Quote associative ancora da versare B) Immobilizzazioni I - Immobilizzazioni immateriali: 1) costi di ricerca, sviluppo e di pubblicità 2) diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno 3) spese manutenzioni da ammortizzare 4) oneri pluriennali 5) Altre II - Immobilizzazioni materiali: 1) terreni e fabbricati 2) impianti e attrezzature 3) altri beni 4) Immobilizzazioni in corso e acconti 5) …. III - Immobilizzazioni finanziarie 1) partecipazioni 2) crediti di cui esigibili entro l'esercizio successivo 3) altri titoli Totale immobilizzazioni (B)

32 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 32 STATO PATRIMONIALE: ATTIVO 32 Anno t Anno t-1 I - Rimanenze: 1) materie prime, sussidiarie, e di consumo 2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 3) lavori in corso su ordinazione 4) prodotti finiti e merci 5) acconti II - Crediti: 1) verso clienti di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 2) verso altri di cui esigibili oltre l'esercizio successivo III – Attività finanziarie non immobilizzate 1) partecipazioni 2) altri titoli IV – Disponibilità liquide 1) depositi bancari e postali 2) assegni 3) denaro e valori in cassa Totale attivo circolante(C) D) Ratei e risconti Totale attivo

33 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 33 STATO PATRIMONIALE: PASSIVO 33 PASSIVO Anno t Anno t-1 A) Patrimonio netto I - Fondo di dotazione dellente II Patrimonio vincolato 1) riserve statutarie 2) fondi vincolati per decisione degli organi istituzionali 3) fondi vincolati destinati da terzi III - Patrimonio libero 1) risultato gestionale esercizio in corso 2) riserve accantonate negli esercizi precedenti B) Fondi per rischi ed oneri 1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili 2) Altri C) Trattamento di fine rapporto lavoro subordinato

34 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 34 L.Puddu, S. Secinaro D) Debiti 1) debiti verso banche esigibili oltre l'esercizio successivo 2) debiti verso altri finanziatori esigibili oltre l'esercizio successivo 3) acconti di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 4) debiti verso fornitori di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 5) debiti tributari di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 6) debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 7) altri debitI esigibili oltre l'esercizio successivo Totale E) Ratei e risconti Totale passivo STATO PATRIMONIALE: PASSIVO

35 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 35 RENDICONTO GESTIONALE Ha la finalità di rappresentare il risultato gestionale (positivo/negativo) di periodo e illustrare, attraverso il confronto tra proventi/ricavi e costi/oneri di competenza dellesercizio, come si sia pervenuti al risultato di sintesi. Il risultato si ottiene confrontando limpiego e la destinazione dei fattori produttivi (costi di gesitone) ed i ricavi (che si definiscono tali se si formano a segutio di uno scambio) e proventi (contribuzioni, lasciti, donazioni) 35 L.Puddu, G. Büchi, L. M. Manzi

36 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 36 L.Puddu, S. Secinaro RENDICONTO GESTIONALE 1) Oneri da attivit à tipiche 1) Proventi e ricavi da attivit à tipiche 1.1) Acquisti 1.1) Da contributi su progetti 1.2) Servizi 1.2) Da contratti con enti pubblici 1.3) Godimento beni di terzi 1.3) Da soci ed associati 1.4) Personale 1.4) Da non soci 1.5) Ammortamenti 1.5) Altri proventi e ricavi 1.6) Oneri diversi di gestione 1.6) …. 1.7) … 2) Oneri promozionali e di raccolta fondi 2) Proventi da raccolta fondi 2.1) Raccolta 1 2.2) Raccolta 2 2.3) Raccolta 3 2.4) Attivit à ordinaria di promozione 2.4) Altri 3) Oneri da attivit à accessorie 3) Proventi e ricavi da attivit à accessorie 3.1) Acquisti 3.1) Da Attivit à connesse e/o gestioni commerciali accessorie 3.2) Servizi 3.2) Da contratti con enti pubblici 3.3) Godimento beni di terzi 3.3) Da soci ed associati 3.4) Personale 3.4) Da non soci 3.5) Ammortamenti 3.5) Altri proventi e ricavi 3.6) Oneri diversi di gestione 3.6) ) … 4) Oneri finanziari e patrimoniali 4) Proventi finanziari e patrimoniali 4.1) Su rapporti bancari 4.1) Da rapporti bancari 4.2) Su prestiti 4.2) Da altri investimenti finanziari 4.3) Da patrimonio edilizio 4.4) Da altri beni patrimoniali 4.5) Oneri straordinari 4.5) Proventi Straordinari 5) Oneri di supporto generale 5.1) Acquisti 5.2) Servizi 5.3) Godimento beni di terzi 5.4) Personale 5.5) Ammortamenti 5.6) Altri oneri 5.7) …

37 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 37 RENDICONTO GESTIONALE: STRUTTURA PER DESTINAZIONE Vengono evidenziate le aree gestionali o segmenti di attività omogenei in: -Attività tipica o di istituto -Attività promozionale e di raccolta fondi -Attività accessoria -Attività di gestione finanziaria e patrimoniale -Attività di supporto generale 37

38 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 38 ATTIVITA TIPICA DI ISTITUTO: PROGETTI Progetto … A)Proventi: diretti B)Oneri: - specifici: imputazione diretta - comuni a più attività: imputazione con stima del consumo SCHEMA PER OGNI PROGETTO E SINTESI NEL RENDICONTO DI GESTIONE Non vanno ribaltati sui progetti perché sono specifica voce del rendiconto: -Oneri finanziari -Oneri straordinari -Oneri di supporto generale 38

39 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 39 RENDICONTO GESTIONALE: STRUTTURA PER DESTINAZIONE -Rappresentazione dei valori a sezioni contrapposte -Classificazione dei proventi in base alle loro origine (contributi su progetti, da contratti con enti pubblici, da raccolta fondi, ecc…) -Classificazione degli oneri ripartiti per aree gestionali (a esempio il costo del personale non è indicato nel valore complessivo, ma ripartito in relazione alle aree gestionali) 39

40 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 40 CONTO ECONOMICO GESTIONALE Gli enti che svolgono una rilevante attività produttiva tipica possono predisporre, ad integrazione del Rendiconto Gestionale, un Conto Economico in forma scalare secondo lo schema di cui allarticolo 2425 cc, atto a rappresentare i costi e i ricavi di tale attività produttiva. Il risultato del Conto Economico confluisce nel rendiconto gestionale a sezioni contrapposte, nellarea gestionale delle attività tipiche. 40

41 Semplificazione per gli enti minori: Rendiconto degli incassi, dei pagamenti e Situazione patrimoniale. Soggetti con ricavi e proventi inferiori a Euro annui un solo prospetto: IL RENDICONTO DEGLI INCASSI, DEI PAGAMENTI E SITUAZIONE PATRIMONIALE un solo prospetto: IL RENDICONTO DEGLI INCASSI, DEI PAGAMENTI E SITUAZIONE PATRIMONIALE rilevazione dei fatti amministrativi secondo il principio di cassa riduzione delle scritture alcune voci dello Stato Patrimoniale possono essere solo descritte senza valorizzazione. rilevazione dei fatti amministrativi secondo il principio di cassa riduzione delle scritture alcune voci dello Stato Patrimoniale possono essere solo descritte senza valorizzazione. 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

42 Rendiconto degli incassi, dei pagamenti e Situazione patrimoniale Il rendiconto è suddiviso in due sezioni: Riporta i flussi monetari in entrate e in uscita, manifestatisi nel corso del periodo amministrativo. I valori sono confrontati con quelli dellesercizio precedente e sono distinti a seconda che siano relativi alla gestione corrente o alla gestione in conto capitale. Fornisce le informazioni sulle più significative voci che compongono lattivo e il passivo dellazienda non profit, senza vincolo di quadratura - Sezione B, Situazione Attività e Passività. - Sezione A, Incassi e Pagamenti; 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

43 RENDICONTO DEGLI INCASSI, DEI PAGAMENTI E PATRIMONIALE Periodo amministrativoTT-1 SEZIONE A Incassi e Pagamenti Dati Euro A1 Incassi della gestione Attività tipiche Raccolta di fondi Attività accessorie Incassi straordinari Dotazione Altri incassi sub totale A2 Incassi in c/capitale Incassi derivanti da disinvestimenti Incassi da prestiti ricevuti sub totale A3 Totale incassi 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

44 RENDICONTO DEGLI INCASSI, DEI PAGAMENTI E PATRIMONIALE Periodo amministrativoTT-1 A4 Pagamenti della gestione Attività tipiche Attività promozionali e di raccolta fondi Attività accessorie Attività di supporto generale Pagamenti straordinari Altri pagamenti sub totale A5 Pagamenti in conto capitale Investimenti Rimborso debiti sub totale A6 Totale pagamenti Differenza tra incassi e pagamenti A7 Fondi liquidi iniziali A8 Fondi liquidi a fine anno 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

45 SEZIONE B Situazione attività e passività al termine dell'anno CategorieDettagliEuro B1 Fondi liquidi Totale fondi liquidi Concordanza con il totale sezione A8 DettagliEuro B2 Attività monetarie e finanziarie 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

46 DettagliCosto (optional) Valore corrente (optional) B3 Attività detenute per la gestione dell'ente (basta anche semplice elenco: è possibile Una esposizione di sintesi con dettaglio nei documenti amministrativi) DettagliAmmontare dovutoScadenza (optional) B4 Passività 12/10/ L.Puddu, S. Secinaro

47 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 47 NOTA INTEGRATIVA DEVE INDICARE, TRA LALTRO, INFORMAZIONI SU: -PRINCIPI ADOTTATI PER LA REDAZIONE DEL BILANCIO DESERCIZIO -CRITERI APPLICATI PER VALUTAZIONE SINGOLE VOCI DI STATO PATRIMONIALE E RENDICONTO GESTIONALE -INFORMAZIONI DETTAGLIATE SULLA MOVIMENTAZIONE DEI BENI RICEVUTI A TITOLO GRATUITO 47

48 E A SEZIONE DI RAGIONERIA G. FERRERO 48 RELAZIONE DI MISSIONE È il documento che accompagna il bilancio in cui gli amministratori espongono e commentano le attività svolte nellesercizi, oltre che le prospettive sociali. Deve fornire informazioni su: 1)Missione e identità; 2)Attività istituzionali; 3)Attività strumentali. 48


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