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Ampliamento delle massime di Grice Logica della cortesia (gli aspetti cognitivi, centrali in Grice, si trovano qui indeboliti) Robin Lakoff (La logica.

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1 Ampliamento delle massime di Grice Logica della cortesia (gli aspetti cognitivi, centrali in Grice, si trovano qui indeboliti) Robin Lakoff (La logica della cortesia, 1978): due regole della competenza pragmatica: Robin Lakoff (La logica della cortesia, 1978): due regole della competenza pragmatica: Sii chiaro Sii chiaro Sii cortese Sii cortese Chiarezza e cortesia si trovano spesso in conflitto, in questo caso si preferisce la cortesia Chiarezza e cortesia si trovano spesso in conflitto, in questo caso si preferisce la cortesia Tre regole della cortesia: Tre regole della cortesia: Non ti imporre Non ti imporre Offri delle alternative Offri delle alternative Metti il destinatario a suo agio – sii amichevole Metti il destinatario a suo agio – sii amichevole

2 Leech (Principles of Pragmatics, 1983) Leech (Principles of Pragmatics, 1983) Massima del tatto: - minimizza il costo per lascoltatore (laspetto negativo dellatto) - massimizza il beneficio (laspetto positivo dellatto) La massima del tatto è un mezzo per evitare i conflitti: quando due persone parlano tra loro non solo negoziano il significato di ciò che si dicono ma negoziano continuamente la loro relazione. Non è sufficiente considerare la forma grammaticale: luso dellimperativo, ad es., non è necessariamente impositivo (es.: Entri pure, Venga venga); forme alternative di imperativo: modo infinito (ricette di cucina), forma impersonale (si potrebbe aprire la finestra).

3 Il modello di Brown e Levinson (1987) La nozione centrale di questo modello è quella goffmaniana di faccia, in quanto identità interazionale e immagine pubblica: - faccia negativa: autonomia e difesa del proprio territorio e auto- determinazione. Si basa essenzialmente sullevitamento, cioè sul salvare la faccia, conservando la libertà da imposizioni altrui; - faccia positiva: immagine positiva di sé, che implica anche lapprovazione e lapprezzamento da parte degli altri. Le azioni altrui possono minacciare la faccia negativa e positiva.

4 Brown e Levinson, 1978, 1987 Brown e Levinson individuano tre strategie principali di cortesia, basate sul criterio di razionalità di Grice come fondamento del comportamento Positiva: espressione della solidarietà, cooperazione, evitamento del conflitto Positiva: espressione della solidarietà, cooperazione, evitamento del conflitto Negativa: espressione delle limitazioni; uso di atti linguistici indiretti, distanza rituale Negativa: espressione delle limitazioni; uso di atti linguistici indiretti, distanza rituale Off record: lintenzione comunicativa non è chiara (vs on record: dove lintenzione comunicativa è chiara); restare nel vago, favorire implicature conversazionali Off record: lintenzione comunicativa non è chiara (vs on record: dove lintenzione comunicativa è chiara); restare nel vago, favorire implicature conversazionali A queste strategie corrispondono mezzi linguistici specifici (ad es. luso del passivo o del si impersonale per evitare di nominare lagente).

5 Secondo questo modello, i modi di codificare le strategie di cortesia passano nella struttura delle lingue, diventando parte della grammatica (lessicalizzazioni, trasformazioni sintattiche come il passivo) Secondo questo modello, i modi di codificare le strategie di cortesia passano nella struttura delle lingue, diventando parte della grammatica (lessicalizzazioni, trasformazioni sintattiche come il passivo) Idea fondamentale: la sistematica interazionale è basata in larga misura su principi universali. Ma le strategie per avvicinarsi e distanziarsi socialmente differiscono sistematicamente da una cultura allaltra, e allinterno delle culture tra sub-culture, categorie e gruppi. Idea fondamentale: la sistematica interazionale è basata in larga misura su principi universali. Ma le strategie per avvicinarsi e distanziarsi socialmente differiscono sistematicamente da una cultura allaltra, e allinterno delle culture tra sub-culture, categorie e gruppi. Questa prospettiva, come già quella di Robin Lakoff, è stata accusata di visione etnocentrica, in cui i valori e i principi di fondo sono occidentali e non universali. Questa prospettiva, come già quella di Robin Lakoff, è stata accusata di visione etnocentrica, in cui i valori e i principi di fondo sono occidentali e non universali. Vedi: L. Mariottini, La cortesia, Carocci, 2007

6 Forme linguistiche di cortesia Atti indiretti Atti indiretti Implicature Implicature Mitigazione con funzione di: Mitigazione con funzione di: Deattualizzazione (narrativizzazione: volevo dire volevo chiedere) Deattualizzazione (narrativizzazione: volevo dire volevo chiedere) Cancellazione dellio (con funzione di schermo e di deresponsabilizzazione) Cancellazione dellio (con funzione di schermo e di deresponsabilizzazione)

7 Mitigazione Unisce la dimensione sociolinguistica (nozione goffmaniana di faccia e la dimensione psicolinguistica (costruzione del sé) Può operare su uno dei seguenti tre livelli: Contenuto proposizionale Contenuto proposizionale Indicatore di illocuzione Indicatore di illocuzione Origine deittica Origine deittica Al fine di modulare la distanza sociale ed emotiva

8 Meccanismi di mitigazione Sul piano proposizionale: Sul piano proposizionale: Vaghezza Vaghezza Attenuatori lessicali (hedges: Lakoff 1972; cespugli: Caffi) Attenuatori lessicali (hedges: Lakoff 1972; cespugli: Caffi) Sul piano illocutorio Sul piano illocutorio Carattere indiretto dellatto linguistico (siepi: Caffi) Carattere indiretto dellatto linguistico (siepi: Caffi) Futuro epistemico Futuro epistemico Imperfetto di cortesia Imperfetto di cortesia Sul piano dellorigine deittica (espressività) Sul piano dellorigine deittica (espressività) Deattualizzazione enunciativa (schermi: Caffi) Deattualizzazione enunciativa (schermi: Caffi) indicatori di soggettività indicatori di soggettività

9 Cespugli meccanismo della vaghezzaCespugli meccanismo della vaghezza Understatement o deintensificazioni del contenuto proposizionale (non si può definire propriamente; non è un vero e proprio) Understatement o deintensificazioni del contenuto proposizionale (non si può definire propriamente; non è un vero e proprio) Approssimazione (diciamo, per così dire: anche filler, riempitivo) Approssimazione (diciamo, per così dire: anche filler, riempitivo) Ipercooperazione (violazione della massima di quantità) Ipercooperazione (violazione della massima di quantità) Avverbi ed espressioni di punto di vista o di ambito (tecnicamente, mi sembra, direi, qualcosa del genere, una forma così: attenuano la categoricità dellatto verdettivo, perché rendono vaga lasserzione) Avverbi ed espressioni di punto di vista o di ambito (tecnicamente, mi sembra, direi, qualcosa del genere, una forma così: attenuano la categoricità dellatto verdettivo, perché rendono vaga lasserzione) Funzione: negoziazione e co-costruzione del senso

10 Siepi meccanismo della indirettezzaSiepi meccanismo della indirettezza Futuro epistemico o modale (sarà stato): attenuano limpegno rispetto alla verità; lasserzione si trasforma in ipotesi Futuro epistemico o modale (sarà stato): attenuano limpegno rispetto alla verità; lasserzione si trasforma in ipotesi Performativo attenuato (le proporrei, consiglierei); il condizionale attenua la forza assertiva e direttiva dellindicativo Performativo attenuato (le proporrei, consiglierei); il condizionale attenua la forza assertiva e direttiva dellindicativo Consultazione, negoziato (se vuole) Consultazione, negoziato (se vuole) Mitigazione esterna dellatto linguistico nella forma della giustificazione (spiegare perché si fa qualcosa attenua la forza di una proposta) Mitigazione esterna dellatto linguistico nella forma della giustificazione (spiegare perché si fa qualcosa attenua la forza di una proposta) Segnali di incertezza: pause, prolungamenti vocalici, intonazioni sospensive; indeboliscono il grado di adesione del parlante alla proposizione Segnali di incertezza: pause, prolungamenti vocalici, intonazioni sospensive; indeboliscono il grado di adesione del parlante alla proposizione Declassamento o slittamento dellatto (da assertivo a ipotetico, da verdettivo a comportativo o espressivo) Declassamento o slittamento dellatto (da assertivo a ipotetico, da verdettivo a comportativo o espressivo) Attenuazione della categoricità (se ho capito bene: riformulazione di controllo con funzione egoistica e altruistica) Attenuazione della categoricità (se ho capito bene: riformulazione di controllo con funzione egoistica e altruistica) Anche in questi casi aumenta la vaghezza degli enunciati

11 Schermi meccanismo della de-attualizzazione enunciativaSchermi meccanismo della de-attualizzazione enunciativa Depersonalizzazione : cancellazione della prima persona e sua sostituzione con altre persone (enallage; footing); messa a distanza, che può equivalere sul piano proposizionale ad un rafforzamento della verità dellenunciato (vedi discorso scientifico: massima precisione e informatività, minima vaghezza) Depersonalizzazione : cancellazione della prima persona e sua sostituzione con altre persone (enallage; footing); messa a distanza, che può equivalere sul piano proposizionale ad un rafforzamento della verità dellenunciato (vedi discorso scientifico: massima precisione e informatività, minima vaghezza) De-attualizzazione e narrativizzazione: volevo chiedere De-attualizzazione e narrativizzazione: volevo chiedere Asserzione generica proverbiale con funzione di ipergeneralizzazione (quando studi ti nevrotizzi) Asserzione generica proverbiale con funzione di ipergeneralizzazione (quando studi ti nevrotizzi) Inserimento tangenziale di un argomento (es. oltre tutto: modifica della dispositio con funzione di attenuazione, vedi anche cespugli) Inserimento tangenziale di un argomento (es. oltre tutto: modifica della dispositio con funzione di attenuazione, vedi anche cespugli) In conclusione: i mezzi di mitigazione servono sia a negoziare e ritrattare il contenuto proposizionale, sia a modificare la distanza tra gli interlocutori.

12 Logica del linguaggio quotidiano I logici formali dicono che il linguaggio quotidiano non ha logica. In effetti il linguaggio quotidiano non ha forse una logica, ma ha una retorica, che è poi la logica dei concetti sfumati. (Eco, Trattato di semiotica generale, 1975)

13 Scheda di analisi riassuntiva

14 Chi parla? Istanza enunciativa (Benveniste), strategie oggettivanti o soggettivanti Analisi degli indessicali: Analisi degli indessicali: Pronomi personali (io, noi, impersonale) Pronomi personali (io, noi, impersonale) Pronomi dimostrativi Pronomi dimostrativi Come si rivolge il parlante al destinatario? Come si rivolge il parlante al destinatario? Strategie della distanza (impersonali) Strategie della distanza (impersonali) Strategie di ammiccamento (uso del tu) Strategie di ammiccamento (uso del tu) Strategie di prossimità (io+tu) Strategie di prossimità (io+tu) Strategie di complicità (far parlare il tu) Strategie di complicità (far parlare il tu) Footing (Goffman) Animatore (portavoce dellatto locutorio) Animatore (portavoce dellatto locutorio) Autore (responsabile dellatto illocutorio) Autore (responsabile dellatto illocutorio) Personaggio (protagonista portatore del punto di vista) Personaggio (protagonista portatore del punto di vista)

15 Come parla? Dire e non dire (Grice) Modalità: atteggiamento assunto dal parlante nei confronti del contenuto proposizionale Modalità: atteggiamento assunto dal parlante nei confronti del contenuto proposizionale Verbi di atteggiamento proposizionale: credo, penso, deduco (Benveniste): strategie di mitigazione vs forme di assertività Verbi di atteggiamento proposizionale: credo, penso, deduco (Benveniste): strategie di mitigazione vs forme di assertività Verbi fattivi (sappiamo che), verbi implicativi, sintagmi nominali definiti (presupposizioni): detto non detto (Grice) Verbi fattivi (sappiamo che), verbi implicativi, sintagmi nominali definiti (presupposizioni): detto non detto (Grice) Implicature: strategie per dire più di quanto effettivamente si dica (Grice), attivando la cooperazione del destinatario Implicature: strategie per dire più di quanto effettivamente si dica (Grice), attivando la cooperazione del destinatario

16 Indicatori di mitigazione Risorse linguistiche che attenuano la certezza o la perentorietà di determinati concetti o asserzioni e collocano il parlante in una posizione di apertura rispetto allinterlocutore o al contesto, segnalano cioè la disponibilità a negoziare le proprie affermazioni con luditorio: forme avverbiali (forse), forme avverbiali (forse), Elementi frasali (una sorta di, in un certo senso, una specie, per modo di dire, per così dire) Elementi frasali (una sorta di, in un certo senso, una specie, per modo di dire, per così dire) Elementi verbali (sembra che, si dice che) Elementi verbali (sembra che, si dice che) Forme sintattiche interrogative (e uso del no? nella chiusura di una frase o di un discorso). Forme sintattiche interrogative (e uso del no? nella chiusura di una frase o di un discorso).

17 Indicatori di assertività Forme avverbiali: certamente, assolutamente Forme avverbiali: certamente, assolutamente Elementi verbali: è facile constatare che, è evidente che, tutti sanno che, sappiamo che Elementi verbali: è facile constatare che, è evidente che, tutti sanno che, sappiamo che Forme sintattiche dichiarative Forme sintattiche dichiarative Effetto di senso: perentorietà e chiusura

18 Con quale intenzione comunicativa? (Austin e Searle) Funzioni della illocutività (Benveniste) Interrogazione: enunciazione costruita per suscitare una risposta Interrogazione: enunciazione costruita per suscitare una risposta Intimazione: ordini, richieste, realizzati da categorie come limperativo e il vocativo Intimazione: ordini, richieste, realizzati da categorie come limperativo e il vocativo Asserzione: comunicazione di certezza Asserzione: comunicazione di certezza Quali atti prevalgono? verdettivi, esercitivi, commissivi, comportativi, espositivi (Austin) verdettivi, esercitivi, commissivi, comportativi, espositivi (Austin) Rappresentativi, direttivi, commissivi, espressivi, dichiarativi (Searle; sulla questione dei dichiarativi cfr. Benveniste) Rappresentativi, direttivi, commissivi, espressivi, dichiarativi (Searle; sulla questione dei dichiarativi cfr. Benveniste) Quali indicatori di illocuzione? Prosodici (tono, enfasi) Prosodici (tono, enfasi) Sintattici (modi e tempi verbali) Sintattici (modi e tempi verbali) Lessicali (verbi illocutori, intestazioni, espressioni frasali) Lessicali (verbi illocutori, intestazioni, espressioni frasali) Latto è felice o infelice, riuscito o no? Qual è la direzione di adattamento parole-mondo?

19 Linguistica testuale

20 La linguistica testuale non individua propriamente un nuovo oggetto dell indagine linguistica ma inaugura un diverso modo di fare linguistica (Conte 1977) La linguistica testuale non individua propriamente un nuovo oggetto dell indagine linguistica ma inaugura un diverso modo di fare linguistica (Conte 1977) il testo è il segno linguistico originario il testo è il segno linguistico originario i testi sono la forma specifica di esistenza del linguaggio i testi sono la forma specifica di esistenza del linguaggio l oggetto della linguistica non è l enunciato ma il testo (unità comunicativa) l oggetto della linguistica non è l enunciato ma il testo (unità comunicativa)

21 Scopi della teoria del testo Specificazione di cosa fa di un testo un testo Specificazione di cosa fa di un testo un testo Definizione del concetto di competenza testuale Definizione del concetto di competenza testuale Differenziazione dei tipi testuali (ricerca di costanti) Differenziazione dei tipi testuali (ricerca di costanti)

22 Cosè il testo? Un insieme di enunciazioni tematicamente coerente e dotato di una riconoscibile funzione comunicativa (cfr. Schmidt 1982). Un insieme di enunciazioni tematicamente coerente e dotato di una riconoscibile funzione comunicativa (cfr. Schmidt 1982). Bertinetto (1981:9): un insieme di frasi (al limite una sola frase) tematicamente coerente, dotato di funzione comunicativa riconoscibile in rapporto a un preciso potenziale illocutivo, situato all interno di un azione comunicativa concreta (ossia individuabile nel tempo e nello spazio). Bertinetto (1981:9): un insieme di frasi (al limite una sola frase) tematicamente coerente, dotato di funzione comunicativa riconoscibile in rapporto a un preciso potenziale illocutivo, situato all interno di un azione comunicativa concreta (ossia individuabile nel tempo e nello spazio). Un testo risulta dal connubio indispensabile tra fattori linguistici ed extralinguistici, tra forma linguistica e situazioni comunicative, il che ne fa un prodotto sociale complesso e formalmente diversificato (Cicalese 1999: 170). Un testo risulta dal connubio indispensabile tra fattori linguistici ed extralinguistici, tra forma linguistica e situazioni comunicative, il che ne fa un prodotto sociale complesso e formalmente diversificato (Cicalese 1999: 170). Rastier (2003: 39) una sequenza linguistica empirica attestata, prodotta nell ambito di una pratica sociale determinata e fissata su un supporto qualsiasi Rastier (2003: 39) una sequenza linguistica empirica attestata, prodotta nell ambito di una pratica sociale determinata e fissata su un supporto qualsiasi

23 Testo come azione socio- comunicativa I testi sono sempre testi-in-funzione collocati entro giochi d azione comunicativi. In quanto tali essi sono sempre determinati e definiti dal punto di vista sia sociale che linguistico (Schmidt 1982) (parlanti differenti e mestieri differenti si correlano con diverse realizzazioni della testualità).

24 Competenza comunicativa e competenza testuale La competenza testuale è parte integrante della competenza comunicativa e nella situazione attuale, in cui le varietà diatopiche risultano indebolite rispetto al passato, la competenza testuale diviene una dimensione centrale della sociolinguistica e della pragmatica: vi si intersecano la variazione diastratica (la capacità di produzione testuale si correla al livello di istruzione e ai riferimenti culturali del parlante), la variazione diafasica (diversi argomenti e aree disciplinari richiedono diverse tipologie testuali) e diamesica (il testo è sensibile alla variazione diamesica, sebbene la nozione stessa vada intesa indipendentemente dal tipo di canale utilizzato).

25 Criteri della testualità Il testo è una unità comunicativa che soddisfa sette criteri di testualità: a) coesione, b) coerenza, c) intenzionalità, d) accettabilità, e) informatività, f) situazionalità, g) intertestualità. Il testo è una unità comunicativa che soddisfa sette criteri di testualità: a) coesione, b) coerenza, c) intenzionalità, d) accettabilità, e) informatività, f) situazionalità, g) intertestualità. Lassenza di uno dei sette criteri determina testi anomali, malformati, mentre in assenza di coerenza è la stessa qualifica di testo che viene a cadere. La condizione veramente necessaria per poter assegnare lo status di testo a una sequenza di frasi è la coerenza in quanto globale unità di senso (Conte 1977) Lassenza di uno dei sette criteri determina testi anomali, malformati, mentre in assenza di coerenza è la stessa qualifica di testo che viene a cadere. La condizione veramente necessaria per poter assegnare lo status di testo a una sequenza di frasi è la coerenza in quanto globale unità di senso (Conte 1977)

26 È possibile trovare delle costanti? Lesecuzione di intenzioni allinterno di una società è per il singolo già in larga misura preformata strutturalmente sotto forma di tipi di interazione. Lesecuzione di intenzioni allinterno di una società è per il singolo già in larga misura preformata strutturalmente sotto forma di tipi di interazione. Cfr. Wittgenstein: per avere lintenzione di giocare a scacchi devo conoscere il gioco degli scacchi. Cfr. Wittgenstein: per avere lintenzione di giocare a scacchi devo conoscere il gioco degli scacchi.

27 Criteri della testualità Coesionelivello sintattico Coerenzalivello semantico Intenzionalitàemittente Accettabilitàricevente Informatività contenuto testuale Situazionalitàcontesto Intertestualitàrelazione con gli altri testi

28 Coerenza Criterio che distingue un testo da un non-testo Due accezioni di coerenza Assenza di contraddizioni (consistency) (a parte obiecti) Assenza di contraddizioni (consistency) (a parte obiecti) Organicità (integrazione della parti nel tutto: testo come unità di senso strutturata) (coherence); implica lintenzionalità comunicativa e latteggiamento dellinterprete (accettabilità) (a parte subiecti): rinvio al principio di cooperazione e alla nozione di implicatura Organicità (integrazione della parti nel tutto: testo come unità di senso strutturata) (coherence); implica lintenzionalità comunicativa e latteggiamento dellinterprete (accettabilità) (a parte subiecti): rinvio al principio di cooperazione e alla nozione di implicatura

29 Coesione Meccanismi di superficie che tengono insieme un testo Concordanza (articolo, aggettivo, nome / soggetto, verbo) Concordanza (articolo, aggettivo, nome / soggetto, verbo) Legami costruiti da Legami costruiti da Ripetizione Ripetizione Parafrasi e rinvii forici (anafora e catafora) (funzioni dellarticolo determinativo e indeterminativo; dei due punti, degli incapsulatori anaforici, ecc.) Parafrasi e rinvii forici (anafora e catafora) (funzioni dellarticolo determinativo e indeterminativo; dei due punti, degli incapsulatori anaforici, ecc.) Ellissi (il più potente ed economico dei fattori coesivi) Ellissi (il più potente ed economico dei fattori coesivi) Connettivi Connettivi

30 Tipi testuali come macroatti linguistici Ogni enunciazione testuale è il compimento di un atto di comunicazione ricorrente nella società e normalizzato nella sua struttura Ogni enunciazione testuale è il compimento di un atto di comunicazione ricorrente nella società e normalizzato nella sua struttura Nella retorica classica: Nella retorica classica: Narrativi, descrittivi, argomentativi, espositivi Secondo Werlich (1976): Secondo Werlich (1976): Narrativi, descrittivi, argomentativi, informativi, regolativi Secondo Beaugrande-Dressler (1981): Secondo Beaugrande-Dressler (1981): Narrativi, descrittivi, argomentativi Vedi anche F. Sabatini, Rigidità-esplicitezza vs elasticità-implicitezza: possibili parametri massimi per una tipologia di testi, in Skytte e Sabatini (a cura di), Linguistica testuale comparativa, Copenhagen, 1999 C. Lavinio, Comunicazione e linguaggi disciplinari, Carocci, 2004

31 Tipologia di Werlich Basata sui seguenti criteri: Basata sui seguenti criteri: Modalità basilari di conoscenza Modalità basilari di conoscenza Percezione dello spazio Percezione dello spazio Percezione del tempo Percezione del tempo Comprensione mediante analisi e sintesi Comprensione mediante analisi e sintesi Valutazione di concetti messi in relazione Valutazione di concetti messi in relazione Pianificazione di comportamenti Pianificazione di comportamenti Intenzione comunicativa Intenzione comunicativa Focalizzazione (sfondo e primo piano) Focalizzazione (sfondo e primo piano) Strumenti sintattici Strumenti sintattici Distinzione tra realtà e finzione Distinzione tra realtà e finzione

32 Tipo narrativo Funzione (Intenzione comunicativa): raccontare un fatto, una storia Funzione (Intenzione comunicativa): raccontare un fatto, una storia Foreground: azioni, eventi, relativi a persone, oggetti, relazioni, concetti colti nel contesto temporale Foreground: azioni, eventi, relativi a persone, oggetti, relazioni, concetti colti nel contesto temporale Matrice cognitiva: capacità di cogliere le differenze e interrelazioni tra le percezioni relative al tempo (schemi) Matrice cognitiva: capacità di cogliere le differenze e interrelazioni tra le percezioni relative al tempo (schemi) Strumenti sintattici: subordinazione Strumenti sintattici: subordinazione Struttura: tipo predicativo Struttura: tipo predicativo Generi e forme finzionali: racconti, romanzi, novelle, poesia epica, barzelletta Generi e forme finzionali: racconti, romanzi, novelle, poesia epica, barzelletta Generi e forme non finzionali: biografie, articoli di cronaca, relazioni di viaggio, corrispondenze di inviati speciali Generi e forme non finzionali: biografie, articoli di cronaca, relazioni di viaggio, corrispondenze di inviati speciali Risponde alla domanda: Chi ha fatto cosa quando? Macro-atto linguistico: espositivo, rappresentativo

33 Tipo descrittivo Funzione: delineare le caratteristiche di una persona, un paesaggio, un oggetto Funzione: delineare le caratteristiche di una persona, un paesaggio, un oggetto Foreground: fenomeni (persone, cose, stati di cose, relazioni) colti nel contesto spaziale Foreground: fenomeni (persone, cose, stati di cose, relazioni) colti nel contesto spaziale Matrice cognitiva: Capacità di cogliere le differenze e interrelazioni delle percezioni relative allo spazio. Schemi di rappresentazione mentale di oggetti o ambienti tipici colti nella loro staticità (frames e schemata). Matrice cognitiva: Capacità di cogliere le differenze e interrelazioni delle percezioni relative allo spazio. Schemi di rappresentazione mentale di oggetti o ambienti tipici colti nella loro staticità (frames e schemata). Generi e forme non finzionali: descrizione interna a testi che narrano eventi reali; descrizione interna a testi espositivi (enciclopedie, dizionari, ecc.); descrizione tecnico-scientifica, indovinello, carta di identità Generi e forme non finzionali: descrizione interna a testi che narrano eventi reali; descrizione interna a testi espositivi (enciclopedie, dizionari, ecc.); descrizione tecnico-scientifica, indovinello, carta di identità Generi e forme finzionali: descrizione interna a testi narrativi finzionali, poesia lirica. Generi e forme finzionali: descrizione interna a testi narrativi finzionali, poesia lirica. Risponde alla domanda: che cosa è dove rispetto a cosa? Macro-atto linguistico: espositivo, rappresentativo

34 Tipo argomentativo Funzione: sostenere una tesi su basi logiche Funzione: sostenere una tesi su basi logiche Foreground: relazione tra concetti (similarità, contrasti ecc.), argomento, valutazione Foreground: relazione tra concetti (similarità, contrasti ecc.), argomento, valutazione Matrice cognitiva: giudizio, capacità di giudicare e di scegliere tra i concetti esaminati quelli più convincenti e probanti (Plans) Matrice cognitiva: giudizio, capacità di giudicare e di scegliere tra i concetti esaminati quelli più convincenti e probanti (Plans) Strumenti testuali: parallelismo, parafrasi Strumenti testuali: parallelismo, parafrasi Generi e forme non finzionali: arringa giudiziaria, saggi scientifici, discorsi politici e dibattiti in generale, articoli di fondo, recensioni Generi e forme non finzionali: arringa giudiziaria, saggi scientifici, discorsi politici e dibattiti in generale, articoli di fondo, recensioni Generi e forme finzionali: poesia celebrativa, dialogo filosofico. Generi e forme finzionali: poesia celebrativa, dialogo filosofico. Risponde alla domanda: perché? Macro-atto linguistico: verdettivo

35 Tipo informativo Funzione: fornire notizie utili su personaggi, argomenti o fatti Funzione: fornire notizie utili su personaggi, argomenti o fatti Foreground: analisi (scomposizione) e sintesi (composizione) degli elementi costitutivi dei concetti Foreground: analisi (scomposizione) e sintesi (composizione) degli elementi costitutivi dei concetti Matrice cognitiva: comprensione (capacità di capire) (schemata) Matrice cognitiva: comprensione (capacità di capire) (schemata) Generi e forme non finzionali: lezione, manuale scolastico, saggio divulgativo, recensione informativa, abstract, orari dei treni, avvisi Generi e forme non finzionali: lezione, manuale scolastico, saggio divulgativo, recensione informativa, abstract, orari dei treni, avvisi Generi e forme finzionali: poesia didascalica Generi e forme finzionali: poesia didascalica Macro-atto linguistico: espositivo

36 Tipo regolativo Funzione: indicare norme da rispettare. Funzione: indicare norme da rispettare. Foreground: comportamento futuro altrui (e/0 proprio Foreground: comportamento futuro altrui (e/0 proprio Matrice cognitiva: capacità di pianificare il comportamento e di smembrarlo in una successione di azioni (Plans) Matrice cognitiva: capacità di pianificare il comportamento e di smembrarlo in una successione di azioni (Plans) Generi e forme non finzionali: enunciazione di norme da rispettare, obblighi e divieti, istruzioni, regole di giochi, ricette di cucina, regolamenti, statuti, leggi, testi pubblicitari (però anche argomentativi e informativi) Generi e forme non finzionali: enunciazione di norme da rispettare, obblighi e divieti, istruzioni, regole di giochi, ricette di cucina, regolamenti, statuti, leggi, testi pubblicitari (però anche argomentativi e informativi) Generi e forme finzionali: poesia (o canzone di lotta), di incitazione allazione, di propaganda politica Generi e forme finzionali: poesia (o canzone di lotta), di incitazione allazione, di propaganda politica Tono perlocutivo, frequenza di forme imperative Tono perlocutivo, frequenza di forme imperative Macro-atto linguistico: esercitivo, direttivo

37 Il problema del riferimento Realtà Referente reale Extratestuale e extra- linguistico Testo Referente testuale (oggetto concettuale specifico) Piano del senso Segno (significato e significante) Risultato dell astrazione e della decontestualizzazione parlanti lingua Atto di riferimento non linguistico Atto di riferimento linguistico


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