La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

IMPOSIZIONE SUI REDDITI DI CAPITALE E I REDDITI DIVERSI CARATTERISTICHE DELLIMPOSIZIONE EFFETTI DELLIMPOSIZIONE CRITERI DIMPUTAZIONE CATEGORIE DI REDDITO.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "IMPOSIZIONE SUI REDDITI DI CAPITALE E I REDDITI DIVERSI CARATTERISTICHE DELLIMPOSIZIONE EFFETTI DELLIMPOSIZIONE CRITERI DIMPUTAZIONE CATEGORIE DI REDDITO."— Transcript della presentazione:

1 IMPOSIZIONE SUI REDDITI DI CAPITALE E I REDDITI DIVERSI CARATTERISTICHE DELLIMPOSIZIONE EFFETTI DELLIMPOSIZIONE CRITERI DIMPUTAZIONE CATEGORIE DI REDDITO Soggetti passivi Presupposto Base imponibile Sistemi dapplicazione Credito dimposta Sistema ordinario Risparmio amministrato Risparmio gestito Cassa Competenza

2 CATEGORIE DI REDDITO Lart.6 del TUIR classificai singoli redditi in: i redditi fondiari, derivanti da terreni e fabbricati; i redditi di capitale, derivanti dallimpiego di capitale; i redditi di lavoro dipendente, stipendi e salari; i redditi di lavoro autonomo, derivanti dallo svolgimento di arti e libere professioni; i redditi dimpresa, derivanti dallesercizio di unattività dimpresa; i redditi diversi, derivanti da attività speculative e altre simili. Per tutte queste categorie di reddito, ai fini dellimposizione nei confronti dei soggetti passivi non residenti, si devono considerare solo i redditi prodotti sul territorio italiano. Passeremo ora ad analizzare due categorie di reddito: Redditi di capitale Redditi diversi

3 Lart.41 del TUIR stabilisce che rientrano tra i redditi di capitale quelli derivanti dallimpiego di capitale in attività che possono essere distinte in prestiti o altre forme di credito e in partecipazioni in società o enti soggetti allimposta sul reddito delle persone giuridiche. NOTA: oggetto della tassazione non è il capitale investito, ma gli interessi che da questo vengono ricavati I redditi di capitali vengono divisi dal legislatore in Diversi gruppi I REDDITI DI CAPITALE

4 1.Interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti, compresa la differenza tra la somma percepita alla scadenza e quella data in mutuo in deposito 2. Interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari e degli altri titoli diversi dalle azioni e titoli similari, compresa la differenza tra la somma percepita o il valore normale dei beni ricevuti alla scadenza e il prezzo di emissione 3. I proventi derivanti da cessione a termine di obbligazioni o titoli similari 4. Le rendite perpetue e le prestazioni annue 5. I compensi per prestazione di fideiussione o di altra garanzia 6.Gli utili derivanti da partecipazioni in società ed enti soggetti allirpeg, escluse quelle spettanti a soci fondatori e promotori della sapa e srl. 7.Gli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione 8. Gli utili corrisponsti ai mandanti o fiducianti e ai loro aventi causa dalle società o dagli enti che hanno ad oggetto la gestione di patrimoni 9. Gli altri interessi non aventi natura compensativa e ogni altro provento in misura definita derivante dallimpiego di capitale Rientrano tra i redditi di capitale: Tassazione dei redditi di capitale

5 I REDDITI DIVERSI Secondo lart. 81 del TUIR sono riconducibili nella categoria dei redditi diversi i proventi non identificabili in alcuna delle altre categorie reddituali (stabilite dallart.6 del TUIR), perché privi delle caratteristiche e dei requisiti loro proprie. Inoltre il legislatore fornisce unelencazione tassativa dei redditi rientranti in questa categoria. Elencazione dei redditi diversi

6 Rientrano tra i redditi diversi: 1.Le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni o lesecuzione di opere intese a renderli edificabili, e successiva vendita, anche parziale dei terreni e degli edifici; 2.Le plusvalenze realizzate mediante la cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di 5 anni, esclusi quelli ricevuti per donazione o successione e le unità urbane utilizzate come abitazione principale del cedente o dei familiari; 3. Le vincite alle lotterie, ai concorsi a premio, ai giochi e alle scommesse ecc.; 4. I redditi derivanti dallutilizzazione economica di brevetti, opere dingegno e simili da parte di terzi; da attività commerciale e da lavoro autonomo svolti occasionalmente; dallassunzione di obblighi di fare, non fare e permettere; dalla concessione in usufrutto e sublocazione di immobili, dallaffitto, dalla concessione in uso e dalla locazione di beni mobili; 5. I redditi di beni immobili situati allestero; 6.I redditi fondiari non determinabili catastalmente. Tassazione dei redditi diversi

7 I SOGGETTI PASSIVI I Soggetti passivi sono tutte le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato che sono tenute al pagamento dellimposta. Analizzando più attentamente i soggetti passivi notiamo che: i residenti scontano limposta su tutti i redditi ovunque prodotti, in Italia e allestero. Lordinamento italiano, al fine di evitare che uno stesso reddito sconti una doppia imposizione internazionale, riconosce un credito dimposta. In ragione di questultimo lo Stato restituisce al contribuente limposta versata dal medesimo allestero in modo tale che esso possa decurtare il tributo già pagato dallimposta complessiva. i non residenti sono soggetti ad imposizione solo per i redditi prodotti in Italia. Lart.20 del TUIR stabilisce quali redditi considerare prodotti nel territorio dello Stato. Questi sono: -I redditi fondiari -I redditi dimpresa -I redditi di capitale -I redditi diversi -i redditi di lavoro dipendente -I redditi da società di persone -I redditi di lavoro autonomo

8 IL PRESUPPOSTO Il presupposto dimposta cioè levento o il fatto a cui la legge ricollega il sorgere dellobbligazione tributaria, è il possesso di redditi, in denaro o in natura, che rientrano in una delle categorie espressamente indicate dal art.6 del TUIR. Il possesso è il criterio tramite il quale è possibile riferire il reddito ad un soggetto determinato.

9 LA BASE IMPONIBILE Si definisce base imponibile la grandezza sulla quale si deve applicare laliquota per la determinazione dellimposta. Da un punto di vista pratico essa è costituita dal reddito complessivo netto riconducibile al soggetto passivo. Questultimo si determina sommando i redditi che concorrono a formarlo e sottraendo solo le perdite derivanti da attività dimpresa in contabilità semplificata e da lavoro autonomo, anche in forma associata. Di conseguenza Reddito fondiario + Reddito di lavoro dipendente Reddito di capitale + + / - Reddito di lavoro autonomo Reddito dimpresa + / - + Redditi diversi = REDDITO COMPLESSIVO

10 SISTEMI DAPPLICAZIONE La tassazione delle attività finanziarie, ossia delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate e non qualificate, di titoli non rappresentativi di merci, di certificati di massa, di valute estere, di metalli preziosi, di quote di partecipazione ad organismi dinvestimento collettivo, di rapporti produttivi di redditi di capitale, crediti pecuniari ecc., può avvenire in base a tre distinti criteri alternativi. Risparmio amministrato Sistema ordinario Risparmio gestito

11 SISTEMA ORDINARIO Questo tipo di tassazione, obbligatoria per la cessione di partecipazioni qualificate, impone al contribuente, che non abbia optato per il regime amministrato o per quello gestito, ad includere in dichiarazione le plusvalenze o le minusvalenze derivanti da Corrispettivo percepito - costo o valore di acquisto della partecipazione ceduta + costi sostenuti dal contribuente per conseguirlo= Plusvalenze o minusvalenze Sulla base imponibile così determinata il contribuente è tenuto ad applicare unimposta sostitutiva del 27% qualora si tratti di partecipazioni qualificate, ovvero del 12.5% negli altri casi.

12 RISPARMIO AMMINISTRATO Il regime del risparmio amministrato è lalternativa a quello della dichiarazione per chi ha un contratto di deposito titoli presso una banca. Per quanto riguarda i redditi di capitale il contribuente subisce le normali ritenute dimposta o le imposte sostitutive del 12,5%; mentre per i redditi diversi linvestitore privato che sceglie questo regime delega la banca di cui è cliente il calcolo dellimposta sostitutiva del 12,5% sulle plusvalenze realizzate e percepite. La banca assolverà tutti gli obblighi tributari, ad esclusione di quelli relativi ai proventi provenienti da partecipazioni qualificate e ai prelievi di valute sui depositi in valuta estera. Questo regime garantisce lanonimato del risparmiatore nei confronti dellAmministrazione Finanziaria, perché la banca non deve segnalare a nessun organo istituzionale le operazioni di compravendita effettuate dal cliente. La banca inoltre consente di compensare le plusvalenze con le minusvalenze realizzate con la possibilità di riportare le perdite nei periodi dimposta successivi (4 anni).

13 RISPARMIO GESTITO In regime di risparmio gestito, il contribuente, sempre per il tramite degli intermediari finanziari abilitati per legge, sceglie di sottoporre a tassazione lincremento di valore del patrimonio investito, al netto dei redditi esenti e di quelli già tassati, secondo specifiche aliquote stabilite dalla legge. Il risultato di gestione comprende anche i dividendi, gli interessi derivanti dai titoli di grandi emittenti e titoli esteri, i proventi delle operazioni di pronti contro termine, riporti e mutui, di titoli garantiti nonché interessi dei depositi e conti correnti. Questi redditi, a differenza di quello che avviene nel sistema del risparmio amministrato ove ogni singola operazione è considerata singolarmente e autonomamente, possono essere compensati con eventuali minusvalenze. Anche per il contribuente che opta questo regime è garantito lanonimato ed è consentita la compensazione tra plusvalenze e minusvalenze sopportate nellanno o riportate da periodi precedenti, nonché il riporto di perdite eventuali nei periodi dimposta successivi.

14 CREDITO DIMPOSTA Per evitare la duplicazione della tassazione a carico del socio (nel momento della percezione dei dividendi) con la tassazione a carico della società (nel momento della produzione degli utili), la legge ha creato un meccanismo, chiamato credito dimposta, che fa recuperare al socio lIRPEG pagato dalla società. Il credito si calcola sullammontare lordo dei dividendi, cioè al lordo della ritenuta a titolo dimposta del 12.5%. Non è applicabile nel caso di cedolare secca ed è uguale al 56.25% per le distribuzioni di dividendi deliberate a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello in corso all , e al 53.85% per quelle deliberate a decorrere dal periodo dimposta successivo a quello in corso all Per quanto riguarda il meccanismo di applicazione, il credito dimposta si aggiunge al dividendo nella determinazione del reddito imponibile e si sottrae allimposta da pagare.

15 CRITERI DIMPUTAZIONE Esistono due criteri fondamentali che ispirano la determinazione dei redditi. Essi sono il principio di cassa e di competenza. Il primo determina il reddito tenendo conto del momento nel quale esso viene percepito mentre il secondo pone lattenzione sul momento in cui si verifica loperazione e risulta indipendente dalla percezione. Il principio di cassa viene applicato ai redditi di capitale, di lavoro autonomo e indipendente e ai redditi diversi. Il principio di competenza viene invece adottato per i redditi fondiari e dimpresa. Principio di cassa: -redditi di capitale - redditi diversi -redditi di lavoro dipendente -redditi di lavoro autonomo Principio di competenza: -redditi fondiari -redditi dimpresa

16 TASSAZIONE DEI REDDITI DI CAPITALE La determinazione del reddito di capitale avviene sommando gli interessi e gli utili o altri proventi percepiti nel periodo dimposta dal contribuente senza la possibilità di portare in deduzione le eventuali perdite o le spese di produzione. Si può quindi affermare che questo tipo di reddito viene calcolato al lordo e applicando il principio di cassa. Riforme introdotte dal D.Lgs n.461 Reddito di capitale = Interessi + Utili + Altri proventi (al lordo) Il D.Lgs n.461 ha riordinato, a partire dal 1° luglio 1998, le aliquote delle ritenute e delle imposte sostitutive. Inoltre ha previsto lapplicazione della ritenuta a titolo dacconto per tutti i contribuenti fatta eccezione delle persone fisiche non imprenditori e dei soggetti passivi non residenti per i quali è prevista una ritenuta a titolo dimposta.

17 RIFORME INTRODOTTE DAL D.Lgs n.461 A partire dal 1° luglio 1998 la tassazione dei redditi di capitale si differenzia in base al tipo di reddito e alla natura del soggetto percettore. Gli utili derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate in società o altri enti soggetti a IRPEG o di partecipazioni rientranti nel patrimonio di imprese individuali o società commerciali, non vengono assoggettate ad alcun prelievo da parte dellente partecipato ma devono essere inclusi nella dichiarazione dei redditi e godono del credito dimposta. Gli utili derivanti da altri tipi di partecipazioni, sono soggette a ritenuta dimposta del 12.50%. Costituiscono eccezioni a quanto appena affermato i percettori che abbiano optato per il regime del risparmio gestito o per lapplicazione del regime previsto per le partecipazioni qualificate o relative allimpresa. E prevista una ritenuta a titolo dimposta del 27% nei confronti dei soggetti esenti da Irpeg e sugli utili corrisposti a soggetti non residenti nel territorio dello Stato in relazione a partecipazioni non relative a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

18 LA TASSAZIONE DEI REDDITI DIVERSI Anche la disciplina fiscale dei redditi diversi o capital gains, è stata modificata a partire dal 1° luglio Il legislatore ha esteso limposizione a tutte le possibili forme di rendite finanziarie, al fine di evitare discriminazione qualitativa ed ha introdotto accanto al sistema ordinario, due nuovi criteri di applicazione dellimposta quali il risparmio amministrato e il risparmio gestito. Sistemi di applicazione La tassazione dei guadagni di capitale (da non confondere con i redditi di capitale), dipende dal tipo di partecipazione sociale (qualificata o non qualificata) posseduta dal contribuente. Si considera partecipazione qualificata la cessione di azioni e di ogni altra partecipazione al patrimonio o al capitale della società, superiori al 2 o al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria rispettivamente delle società quotate in borsa e di quelle non quotate. Sono da considerarsi ancora partecipazioni qualificate quelle al capitale o al patrimonio superiori al 5% o al 25% a seconda che si tratti di società quotate o non quotate.

19 BIBLIOGRAFIA Libri consultati: -Scienza delle finanze e diritto tributario, A.Balestrino e M.Pierro, Simone per la scuola Siti consultati: --


Scaricare ppt "IMPOSIZIONE SUI REDDITI DI CAPITALE E I REDDITI DIVERSI CARATTERISTICHE DELLIMPOSIZIONE EFFETTI DELLIMPOSIZIONE CRITERI DIMPUTAZIONE CATEGORIE DI REDDITO."

Presentazioni simili


Annunci Google