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IL COINVOLGIMENTO DEI CAREGIVER DI SOGGETTI CON DISTURBI MENTALI IN PERCORSI PSICOEDUCATIVI Pioli R., Cattalini A., Caletti G., Lussignoli G., Lamanna.

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Presentazione sul tema: "IL COINVOLGIMENTO DEI CAREGIVER DI SOGGETTI CON DISTURBI MENTALI IN PERCORSI PSICOEDUCATIVI Pioli R., Cattalini A., Caletti G., Lussignoli G., Lamanna."— Transcript della presentazione:

1 IL COINVOLGIMENTO DEI CAREGIVER DI SOGGETTI CON DISTURBI MENTALI IN PERCORSI PSICOEDUCATIVI Pioli R., Cattalini A., Caletti G., Lussignoli G., Lamanna L., Zanetti O.,Erica R.* *Centro S. Giovanni di Dio – Fatebenefratelli, Via Pilastroni n ° 4, 25125, Brescia, *Centro S. Giovanni di Dio – Fatebenefratelli, Via Pilastroni n ° 4, 25125, Brescia, E noto che i familiari di pazienti affetti da demenza soffrono di un notevole carico fisico e psicologico. Le persone che si occupano di un paziente affetto da demenza giocano un ruolo importante non solo per i malati che assistono ma anche per la società. In Italia l 80% dei pazienti affetti da demenza vivono a domicilio e ricevono supporto dai familiari, generalmente figlie e mogli. Questo studio è stato condotto per isolare i bisogni dei familiari di tipo medico, psicologico, educativo e sociale espressi da un campione di 112 familiari di pazienti affetti da demenza di grado moderato severo (MMSE= 9 ± 7) ricoverati presso la U.O. per la riabilitazione delle demenze per impostare interventi di supporto il più possibile individualizzati SOGGETTI E METODI Sono stati valutati un gruppo di 112 caregiver primari (69% femmine e 31% maschi di età media anni) di pazienti affetti da demenza di grado moderato-severo (MMSE: 9±7), ricoverati presso la U.Ospedaliera. Per ciascun caregiver sono state raccolte le seguenti informazioni: 1.Variabili socio-demografiche: età, sesso, grado di parentela con il paziente, coabitazione con il paziente etc. 2.Presenza o assenza di una badante allinterno del nucleo familiare; 3.Indicatori di carico oggettivo: ai familiari viene chiesto quante ore di vigilanza (supervisione) o di assistenza (cura per ADLs) dedicano al pz. ogni giorno ; 4.Questionario sulla conoscenza della malattia di Alzheimer (Cornell, 1996); 5.Il burden dei caregivers è stato valutato tramite il Caregiver Burden Inventory (CBI; Novak e Guest, 1989); 6.I sintomi depressivi sono stati valutati tramite la Center for epidemiological studies depression scale(CES-D; Radloff, 1977). 7.Lansia di stato e di tratto è stata valutata tramite lutilizzo dello STATE-TRAIT ANXIETY INVENTORY STAIY1; STAIY2 (Spielberger, 1980). 8.I bisogni espressi dai caregiver sono stati valutati tramite lutilizzo di un questionario che indaga i seguenti aspetti: (a) bisogni di tipo medico; (b) bisogni di tipo educativo (ad esempio relativamente alla gestione non farmacologica di disturbi cognitivi e comportamentali); (c) bisogni di tipo emotivo e di supporto psicologico; (d) bisogno di conoscere i servizi sociali disponibili. BISOGNO DI ELABORARE ALCUNE REAZIONI EMOTIVE Carico oggettivo 11±7 7± * Carico evolutivo 9±5 6± * Carico sociale 6±5 2± * Carico emotivo 4±3 2± * CES-D 25±13 16± * STAI Y1 55±12 46± Tab. 1- Caratteristiche socio-demografiche di 112 caregiver primari RISULTATI M (DS) N % Età Sesso Femmine Maschi Scolarità 11 5 Ore di vigilanza 5 ± 5 Ore di assistenza 4 ± 4 Badante Si No I risultati mettono in evidenza che nonostante ci sia attenzione da parte dei sanitari alle problematiche espresse dal caregiver, una percentuale elevata di familiari che assistono pazienti affetti da disturbi mentali esprime il bisogno di ricevere maggiori informazioni relativamente alla conoscenza della malattia. Ciò richiede la messa a punto di nuove strategie di informazione, comunicazione e coinvolgimento. IN SINTESI SI INDIVIDUANO LE SEGUENTI AREE IN CUI ATTIVARE PERCORSI DI MIGLIORAMENTO: 1.Pianificazione di strategie per aiutare i familiari nella gestione dei disturbi cognitivi e comportamentali. 2.Strategie di sostegno emotivo per familiari che lo richiedono. 3.I bisogni psicologici espressi dai familiari sono inoltre correlati con i livelli di ansia e depressione. 4.Programmi mirati, cognitivo-comportamentali, per la gestione dellansia e dello stress. M (DS) M (DS) f Sig. CONCLUSIONI Yes No BISOGNO DI CONOSCENZA DI STRATEGIE DI COPING EFFICACI Carico fisico 8±4 5± * Carico emotivo 4±3 2± * CES-D 26±12 17± * STAI Y1 55±12 46± * Note: Significance limit set at p<0.05 BISOGNI DI TIPO MEDICO Conoscenza della diagnosi Si No Conoscenza relativa alla demenza Si No Terapia farmacologica Si No BISOGNI DI TIPO EDUATIVO Conoscenza di strategie di comunicazione efficace Si No Corretta gestione dei disturbi cognitivi Si No Corretta gestione dei disturbi comportamentali Si No Counselling o training per le badanti Si No BISOGNI DI SUPPORTO EMTIVO E PSICOLOGICO Strategie di coping per la gestione dello stress Si No Elaborazione di reazioni emotive: ansia, senso di colpa, depressione, rabbia, senso di solitudine, imbarazzo Si No Problemi di accettazione della malattia Si No Problemi relativi al cambiamento di ruolo Si No Elaborazione del lutto Si No Supporto nella fase finale della malattia Si 8 6 No Supporto nella fase di inserimento in struttura Si No Tab. 2 – Bisogni espressi dai familiari di pazienti con demenza Tab. 3 – Associazione tra i bisogni dei caregiver e il carico fisico e psicologico Presso lIRCCS Centro S.Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia sono attivati percorsi psicoeducativi di supporto ai caregiver sia di utenti con problematiche psichiche sia ai caregiver di utenti con problematiche di demenza. E noto che nelle psicosi gli interventi psicoeducativi per utenti e familiari (Mosher e Keith, 1980) hanno un ruolo fondamentale per migliorare la qualità di vita degli utenti e dei familiari, per aumentare ladesione al trattamento e per ridurre gli eventi critici. PERCORSO PSICOEDUCATIVO PER FAMILIARI DI PERSONE CON DISTURBO PSICOTICO RICOVERATE PRESSO UNA U.O. OSPEDALIERA Soggetti coinvolti: 36 familiari di cui 18 genitori, 8 coniugi, 10 sorelle-fratelli Numero incontri: 5 ognuno della durata di 2 ore circa PROGRAMMA: Primo incontro: informazione sui disturbi mentali (prima parte), consegna di materiale informativo ad hoc e compilazione assistita degli strumenti di valutazione. Secondo incontro: discussione sul materiale informativo consegnato e informazione sui disturbi mentali (seconda parte) Terzo incontro: abilità di comunicazione (ascolto attivo, riassumere il contenuto, esprimere disaccordo) ed esercitazione in gruppo Quarto incontro: abilità di comunicazione (esprimere emozioni positive e negative) ed esercitazioni in gruppo Quinto incontro: problem solving, esercitazioni in gruppo e compilazione assistita dei questionari di fine intervento STRUMENTI DI VALUTAZIONE UTILIZZATI : -QOF. Questionario sulle opinioni dei familiari rispetto ai disturbi psichici (Magliano L.) -RSE, Rosenberg Self-Esteem Scale (Rosenberg 1965; Prezza M., Trombaccia F.R., Armento L., 1997): la scala RSE misura lautostima globale e comprende 10 item -COPE, Coping Orientation to problems experienced (Sica C., Novara C., Dorz S., Sanavio E., 1997) Il Cope è uno strumento multidimensionale finalizzato alla misurazione di diverse modalità di coping ossia di fronteggiamento, mediante le quali gli individui rispondono a situazioni stressanti. Si compone di 60 item raggruppabili in 15 differenti sottoscale che costituiscono ciascuna una specifica modalità di coping -SIBr: è una scala di autovalutazione della assertività e delle interazioni sociali. La scala prevede due dimensioni, una considera il disagio percepito nelle situazioni sociali indicate, laltra la frequenza di emissione di tali comportamenti. Lo strumento auto-compilativo, è composto di 25 item per ogni forma e permette lindividuazione di un profilo e di un punteggio totale per le due dimensioni. -WHOQOL BRIEF (WHOQOL Group 1995, trad. it. De Girolamo G. et al., 2000)è uno strumento autocompilato che deriva dalla versione completa del WHOQOL-100. Lo strumento comprende 26 items ed indaga 4 aree che rappresentano il costrutto della qualità della vita: area fisica, area psicologica, area delle relazioni sociali e area dellambiente. -QPF Questionario sui problemi familiari (Morosini et al. 1991, Magliano L., 2006) Il QPF è una versione modificata di un questionario autosomministrato sviluppato dallIstituto Nazionale di Sanità di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Psichiatria dellUniversità di Napoli (Morosini 1991). Esso consiste di 29 item, raggruppati nelle seguenti 5 dimensioni: carico oggettivo carico soggettivo supporto ricevuto dai professionisti e dai membri della rete sociale nei momento critici attitudine positiva dei familiari verso il paziente criticismo dei familiari verso il comportamento del paziente Tali strumenti vengono somministrati allinizio, alla fine e dopo tre mesi dallinterruzione del programma. OBIETTIVI: - A umentare la conoscenza sui disturbi mentali e le terapie farmacologiche - Acquisire nuove strategie comunicative più efficaci - migliorare le strategie di coping e di problem solving - Riduzione del carico soggettivo ed oggettivo PRIMI RISULTATI PRELIMINARI: il programma di supporto è attualmente in corso; le suggestioni preliminari evidenziano una riduzione signficativa che si mantiene anche al fallow up a tre mesi del carico familiare soggettivamente percepito misurato attraverso il QPF. Si evidenzia inoltre una percentuale significativa di aumento della condivisione circa limportanza dellaiuto ricevuto dal congiunto malato attraverso un intervento riabilitativo individualizzato. Il campione è ancora limitato, tuttavia questi primi risultati ci consentono di sottolineare limportanza e la necessità del coinvolgimento dei familiari al fine di garantire una migliore qualità di vita a tutto il nucleo familiare. Il ridotto carico familiare e quindi emotivo consente una maggior disponibilità allascolto e al dialogo e questo facilita il benessere individuale e del contesto.


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