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ETANOLEMIA IN PRONTO SOCCORSO: ESPERIENZA GENOVESE P.Cremonesi*, S.Vigna^, R.Tramalloni*, C.Costaguta*, F. Zanella*, M. Sartini° ° DISSAL Università degli.

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1 ETANOLEMIA IN PRONTO SOCCORSO: ESPERIENZA GENOVESE P.Cremonesi*, S.Vigna^, R.Tramalloni*, C.Costaguta*, F. Zanella*, M. Sartini° ° DISSAL Università degli Studi di Genova * E.O. Ospedali Galliera – Genova ^ Regione Liguria- Genova INTRODUZIONE Il consumo di alcol è considerato il terzo fattore di rischio per la salute dopo tabacco e ipertensione arteriosa. I meccanismi lesivi solo molteplici: oltre alle patologie legate all'assunzione cronica (cirrosi epatica, cardiopatia dilatativa, gastrite cronica...), l'alcol è associato a gravi traumatismi, auto o etero lesività, dipendenza, disordini mentali e comportamentali, con pesanti implicazioni socio-sanitarie. Studi compiuti sul territorio nazionale dimostrano modifiche del modello di assunzione di alcol con la definizione di due gruppi a rischio: uno costituito da soggetti adulti e/o anziani caratterizzato da assunzione di bevande a ridotto contenuto alcolico (vino) abituale, a completamento dei pasti, non sempre in quantità moderata. L'altro gruppo è costituito in prevalenza da giovani e giovanissimi, con assunzione di superalcolici in quantità elevate, in momenti ricreazionali, al di fuori dei pasti o in sostituzione di essi. Va inoltre sottolineato l'aumento di assunzione di alcolici nella popolazione femminile e il contributo crescente degli stranieri residenti in Italia. La situazione varia sensibilmente da regione a regione, richiedendo monitoraggio capillare per impostare azioni di prevenzione mirate alla popolazione locale. INTRODUZIONE Il consumo di alcol è considerato il terzo fattore di rischio per la salute dopo tabacco e ipertensione arteriosa. I meccanismi lesivi solo molteplici: oltre alle patologie legate all'assunzione cronica (cirrosi epatica, cardiopatia dilatativa, gastrite cronica...), l'alcol è associato a gravi traumatismi, auto o etero lesività, dipendenza, disordini mentali e comportamentali, con pesanti implicazioni socio-sanitarie. Studi compiuti sul territorio nazionale dimostrano modifiche del modello di assunzione di alcol con la definizione di due gruppi a rischio: uno costituito da soggetti adulti e/o anziani caratterizzato da assunzione di bevande a ridotto contenuto alcolico (vino) abituale, a completamento dei pasti, non sempre in quantità moderata. L'altro gruppo è costituito in prevalenza da giovani e giovanissimi, con assunzione di superalcolici in quantità elevate, in momenti ricreazionali, al di fuori dei pasti o in sostituzione di essi. Va inoltre sottolineato l'aumento di assunzione di alcolici nella popolazione femminile e il contributo crescente degli stranieri residenti in Italia. La situazione varia sensibilmente da regione a regione, richiedendo monitoraggio capillare per impostare azioni di prevenzione mirate alla popolazione locale. MATERIALI E METODI Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007 sono stati analizzate le schede di intervento di soggetti, visitati presso il Pronto Soccorso dell'E.O. Ospedali Galliera, che sono stati sottoposti a dosaggio dell'etanolo per motivazioni cliniche o medico legali. Sono stati considerati solo i soggetti con età superiore ai 16 anni. I dati raccolti sono stati elaborati con STATA SE9. MATERIALI E METODI Dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007 sono stati analizzate le schede di intervento di soggetti, visitati presso il Pronto Soccorso dell'E.O. Ospedali Galliera, che sono stati sottoposti a dosaggio dell'etanolo per motivazioni cliniche o medico legali. Sono stati considerati solo i soggetti con età superiore ai 16 anni. I dati raccolti sono stati elaborati con STATA SE9. RISULTATI La concentrazione media di etanolo nel sangue nei pazienti è risultata pari a 1.40±1.56 g/L con una concentrazione massima di 7.7 g/L. Il 70.88% dei soggetti sono di sesso maschile ed il 46.35% del campione ha un età compresa tra i 31 ed i 50 anni. La concentrazione di etanolo nel sangue è stata raggruppata per fasce, il 45.92% dei soggetti a cui è stata valutata la concentrazione di etanolo nel sangue sono risultati negativi, l1.69% con una concentrarne tra 0.1 e 0.49 g/L, il 4.47 tra 0.5 g/L (valore limite per il codice della strada) e 1 g/L, il 10.17% tra 1 e 2 g/L, il 17.1% tra 2 e 3 g/L ed il 20.65% superiore a 3 g/L (fig. 1). Percentualmente le concentrazioni più alte si sono ritrovate nella fascia di età tra i 51 ed i 65 anni dove il 54.14% dei soggetti ha più di 0.5 g/L di etanolo nel sangue ed in particolare il 30.17% ne ha più di 3.0 g/L (fig. 2). Nel campione in esame è stata anche valutata la provenienza dei soggetti, nel 75.65% dei casi erano soggetti residenti in Italia, l8.94% erano comunitari ed il 15.42% extracomunitari (fig. 3). RISULTATI La concentrazione media di etanolo nel sangue nei pazienti è risultata pari a 1.40±1.56 g/L con una concentrazione massima di 7.7 g/L. Il 70.88% dei soggetti sono di sesso maschile ed il 46.35% del campione ha un età compresa tra i 31 ed i 50 anni. La concentrazione di etanolo nel sangue è stata raggruppata per fasce, il 45.92% dei soggetti a cui è stata valutata la concentrazione di etanolo nel sangue sono risultati negativi, l1.69% con una concentrarne tra 0.1 e 0.49 g/L, il 4.47 tra 0.5 g/L (valore limite per il codice della strada) e 1 g/L, il 10.17% tra 1 e 2 g/L, il 17.1% tra 2 e 3 g/L ed il 20.65% superiore a 3 g/L (fig. 1). Percentualmente le concentrazioni più alte si sono ritrovate nella fascia di età tra i 51 ed i 65 anni dove il 54.14% dei soggetti ha più di 0.5 g/L di etanolo nel sangue ed in particolare il 30.17% ne ha più di 3.0 g/L (fig. 2). Nel campione in esame è stata anche valutata la provenienza dei soggetti, nel 75.65% dei casi erano soggetti residenti in Italia, l8.94% erano comunitari ed il 15.42% extracomunitari (fig. 3). Figura 1 Distribuzione percentuale del campione nelle varie fasce di concentrazione delletanolo Figura 2. Frequenza percentuale di concentrazione di etanolo divisa per le fasce di età (100% per fascia di età) DISCUSSIONE Riteniamo che lo studio del fenomeno dell'assunzione di alcolici attraverso i dati di Pronto Soccorso possa contribuire alla definizione del quadro locale, contribuendo all'attivazione di piani di prevenzione adeguati alla popolazione ligure. DISCUSSIONE Riteniamo che lo studio del fenomeno dell'assunzione di alcolici attraverso i dati di Pronto Soccorso possa contribuire alla definizione del quadro locale, contribuendo all'attivazione di piani di prevenzione adeguati alla popolazione ligure. Figura 3. Distribuzione percentuale del campione in base alla provenienza SIMEU VI Congresso Nazionale, Rimini novembre 2008


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