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Conflicts of interest in the financial services industry: What should we do about them Commenti di Luigi Guiso Università di Sassari & CEPR.

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Presentazione sul tema: "Conflicts of interest in the financial services industry: What should we do about them Commenti di Luigi Guiso Università di Sassari & CEPR."— Transcript della presentazione:

1 Conflicts of interest in the financial services industry: What should we do about them Commenti di Luigi Guiso Università di Sassari & CEPR

2 Cosa fanno i CI? Prospettiva del Rapporto: –I Conflitti di interesse emergono quando un provider di servizi finanziari ha interessi multipli che creano incentivi a fare un uso improprio o a nascondere informazioni necessarie per il buon funzionamento dei mercati CI consiste nel potenziale abuso di un vantaggio informativo e la prospettiva di questo abuso scoraggia gli investitori

3 CONFLITTI DI INTERESSSI NEI MERCATI FINANZIARI COME FARVI FRONTE: LAPPROCCIO DEL RAPPORTO MERCATI: BASARSI SULLA DISCIPLINA DEL MERCATO QUANTO PIU POSSIBILE SISI REGOLAMENTAZIONE: EVITARE INTERFERENZE DIRETTE (e.g. separazione delle funzioni) Usare la regolamentazione per migliorare il funzionamento del mercato Dare al mercato: -informazione (accrescere la disclosure) -Incentivi adeguati a monitorare e punire deviazioni NO

4 Domanda Dove bisognerebbe tracciare la linea tra disciplina di mercato e regolamentazione ? La regolamentazione è costosa (ma efficace nel breve periodo) La disciplina di mercato è posto costosa (ma è improbabile che sia efficace nel breve periodo, quando si genera parecchia pressione) Il rapporto spinge per una prospettiva di lungo periodo La risposta alla domanda sopra dipende molto da quanto bene funzionano I mercati. Dove si situa lItalia?

5 La mia prospettiva Focalizzerò sui CF sulle banche –Gran parte dellintermediazione in Italia è attraverso le banche –Dal 1993 abbiamo un sistema di Banca Universale ma i CI non sono stati regolamentati (perché?: forse perché una larga parte del sistema bancario era pubblico; fugace menzione TU 98 ) –CI nelle banche Universali sono potenzialmente importanti e in qualche modo più difficili da contenere

6 Fonti di conflitti Almeno tre fonti di conflitto, e originano dalla molteplicità di compiti delle BU –Tra lattività di sottoscrizione, quella di erogatore di prestiti alle imprese e di gestore (delegato) del portafoglio della clientela: possono trasferire il rischio a clienti inesperti (è il caso su cui la letteratura si è maggiormente soffermata ) –Manager del portafoglio proprio e gestore delegato del portafoglio della clientela: può ri-bilanciare il portafoglio proprio trasferendo il alla clientela –Emittenti di titoli propri (obbligazioni) e gestore delegato del portafoglio della clientela : possono abusare del vantaggio informativo di cui godono e sovra-prezzare i propri titoli

7 Lapproccio se ne occupa il mercato Poiché la fedeltà e lattaccamento della clientela è parte importante del capitale delle istituzioni finanziarie esse hanno incentivi molto forti a trattare bene e in modo equo I propri clienti. Un consumatore può a basso costo spostare la gestione dei suoi affari da un offerente con una dubbia reputazione alla concorrenza. Pertanto, le istituzioni finanziari hanno incentivi potenti a mantenere una reputazione di onestà e di fairness (George Benston) –Questa è una visione (sovra) ottimistica. Diversi ostacoli si frappongono alloperare dei mercati. Mi concentro su alcuni di questi con riferimento allItalia N.B. la mia conclusione non è che dovremmo basarci esclusivamente sulla regolamentazione ma piuttosto usare la regolamentazione per migliorare il funzionamento del mercato

8 Limitazioni al meccanismo di mercato: 1A Ritorno dallo sfruttamento dei CI può essere molto elevato –Incentivi più forti a sfruttare CI quando la profittabilità è bassa Più concorrenza in Italia negli anni 90 ha molto ridotto il margine di interesse e le rendite delle banche nei mercati locali. Alcuni possono aver sfruttato CI per sopravvivere –Quando lo stock market è in boom e i risparmiatori sono disposti a prendere più rischio come negli anni 90 Fortissimo spostamento da attività prive a attività rischiose maggiore in Italia che in Europa. La quota in azioni dal 19% al 43% (da 24 a 34 in EU). I costi di switching da un intermediario a unaltro non sono bassi: Le stesse ragioni che danno guadagni di efficienza nella BU creano limiti alla mobilità della clientela. Complementarietà nei servizi finanziari implicano più elevati costi di switching

9 Limitazioni al meccanismo di mercato: 1B Cambiamenti nell organizzazione interna delle banche e nella struttura dei compensi possono aver creato incentivi a sfruttare CI –negli anni 90 molte hanno adottato schemi di compensazione basati sulla performance –concorrenza tra dipartimenti interni può incoraggiare lo sfruttamento di CI per raggiungere il budget La struttura di governance delle banche e quella proprietaria possono risultare in una bassa sensibilità alla perdita di reputazione

10 Limitazioni al meccanismo di mercato: 2 I risparmiatori devono essere informati e capaci di riconoscere potenziali conflitti di interesse per punire comportamenti non corretti –Tanto più informati e capaci sono i risparmiatori, tanto minore lincentivo a sfruttare CI In Italia più che in altri paesi –risparmiatori poco informati e più inconsapevoli –le istituzioni finanziarie difettano di trasparenza Inoltre le banche sono la fonte principale delle informazioni finanziarie e agiscono da consulenti finanziari

11 Financial Transparency and Investor Literacy Financial institutions' transparency Economic literacy France Germany Italy Netherlands Sweden United Kingdom United States

12 Assets awareness Variable% Aware Aware of stocks64.0 Aware of mutual funds51.0 Aware of investment accounts34.0 Aware of corporate bonds52.0 Index of financial information – risky assets only 48.0

13 Istruzione tra i detentori di attività rischiose CountryCompulsory school High schoolCollege France Italy Netherlands United States

14 Source of information when deciding how to allocate savings Fonte% che usa la fonte Intermediario dove compri il titolo72.5 Experts of the field4.4 Specialized press3.3 Specialized web pages0.9 Friends, relatives and colleagues8.9 Family members17.5 Fonte dellinformazione nelle decisioni di allocazione dei risparmi

15 In sintesi Sia le caratteristiche dei risparmiatori Italiani –Basso livello di istruzione generale –Basso livello di istruzione finanziaria –Disponibilità ad investire in titoli più rischiosi – raccolta delle informazioni principalmente dagli intermediari E degli intermediari finanziari –Banca universale (non regolamentata) –Aumentata concorrenza e bassa profittabilità –Riorganizzazione interna delle banche hanno creato un ambiente molto favorevole allo sfruttamento dei CI

16 Proposte: 1 Basarsi sul mercato e la perdita di reputazione come deterrente contro i CI. Richiede che info sia disponibile e vi sia labilità a elaborarla Accrescere la trasparenza degli intermediari –OK far dischiudere più informazione su potenziali CI, sullorganizzazione interna, la composizione del portafoglio proprio etc. Ma le vittime dei CI non sono solo poco informati –esse hanno un livello di istruzione generale e finanziaria basso - i.e. bassa capacità di elaborare qualunque informazione venga loro dischiusa. Occorre rendere linformazione intelligibile al risparmiatore meno esperto e smaliziato

17 Proposte: 2 Introdurre la valutazione delle banche in questa dimensione affidando a un professionista terzo la predisposizione di un bank-fairness index –Simile al rating ma diretto a valutare la capacità (serietà) della banca come gestore di portafogli –Fatto da professionisti che hanno lexpertise per valutare Valutazione elevata se una banca Ha una organizzazione interna che scoraggia labuso di CI Distribuisce molta info Ha personale qualificato per disseminare informazione etc. –BFI facilmente comprensibile anche dai consumatori meno esperti

18 Proposte:3 Favorire la mobilità dei risparmiatori e sostenere le politiche che riducono i costi di switching Incoraggiare ladozione di codici di condotta –Non consentire neanche alle banche la vendita diretta di titoli propri alla loro clientela o consentirla se la banca ha si dota di un bank-fairness index Affidare in modo esplicito alla vigilanza prudenziale il compito di supervisione sullo sfruttamento dei CI


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