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Governare le contrapposizioni. Come rendere fecondi i conflitti aziendali.

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Presentazione sul tema: "Governare le contrapposizioni. Come rendere fecondi i conflitti aziendali."— Transcript della presentazione:

1 Governare le contrapposizioni. Come rendere fecondi i conflitti aziendali

2 Perché nasce il conflitto

3 il conflitto vi dà lopportunità di approfondire il vostro grado di empatia e intimità nei confronti dei vostri avversari. La vostra rabbia trasforma laltro in un demone o un furfante stereotipato. Un atteggia- mento difensivo,parimenti,vi impedirà di comunicare apertamente con il vostro oppositore o di ascoltare attentamente ciò che dice. Daltro canto, una volta che comincerete a dialogare con quella persona, farete rinascere il lato umano della sua personalità e riuscirete, di rimando, a esprimere il vostro. Inoltre, se gestirete i conflitti con integrità essi vi porteranno ad una crescita della consapevolezza ed a un miglioramento di voi stessi. La rabbia incontrollata, un atteggiamento difensivo e la vergogna vanno a minare tali possibilità. Tutti si sentono meglio una volta risolti i problemi e trovata una soluzione e si sentono peggio quando soccombono o falliscono nel risolverli ………

4 Lamara verità è che le vittorie rabbiose portano ad una sconfitta a lungo termine. Gli sconfitti si ritirano, si sento- no traditi e perduti, e conserveranno tale sentimento per il conflitto successivo. Il conflitto può essere visto semplice- mente come un modo per imparare qualcosa di più in me- rito a ciò che non funziona e a come risolvere il problema. Lutilità della soluzione dipende da quanto profonda sia la vostra comprensione del problema. Questo è legato alla vostra capacità di ascoltare, che dipende, a sua volta, dal- larresto del ciclo di escalation e dalla ricerca di opportuni- tà e di miglioramenti. K.Cloke,J.Goldsmith, Resolving conflicts at work: A complete guide for everyone on the job,Jossey Bass, St.Francisco, 2000, pp. 25,27,29

5 Tronco cerebrale Corteccia cerebrale Sistema Limbico

6 Il sistema limbico Il sistema limbico controlla: Le emozioniLe emozioni La memoria a lungo termineLa memoria a lungo termine LattenzioneLattenzione Il coordinamento dei movimentiIl coordinamento dei movimenti Ed è 80 mila volte più veloce della neocorteccia80 mila volte più veloce della neocorteccia

7

8 centro emozionale controllore di volo CORTECCIAtraduttore

9 Perché avviene la reazione Il sistema emozionale si occupa interamente della sicurezza. Quando qualcosa ci minaccia, il nostro corpo si attiva predisponendosi alla sopravvivenza.

10 Il ciclo della reazione PREPARAZIONE INTERPRETAZIONE ESCALATION evento scatenante reazione stato

11 Escalation

12 PUNTI DI SCELTA PUNTO DI SCELTA PREPARAZIONE INTERPRETAZIONE ESCALATION evento scatenante reazione de-escalation prevenzione intervento veloce PUNTO DI SCELTA stato

13 Andare verso un equilibrio Prevenzione: cambio di stato Nota I segnali di allarme. Fai un cambiamento: Respira Muoviti Ristruttura/ Cambia la cornice Gioca Apprezza Preparazione Interpretazione Reazione Evento scatenante Escalation Stato

14 Andare verso un equilibrio Preparazione Interpretazione Reazione Evento scatenante Escalation Stato 2. Intervento veloce: comportamenti alternativi Crea nuove risposte Valuta/ cambia i giudizi Stai come osservatore

15 Andare verso un equilibrio Preparazione Interpretazione Reazione Evento scatenante Escalation Stato 3. De-escalation: Pausa di 6 secondi Rallenta il ciclo Riconnetti I pensieri e le emozioni Distraiti Ristruttura/ Cambia lacornice Cambia lemozione sottostante

16 Riconoscere i sentieri emozionali ll cervello umano segue dei sentieri (chiamati anche schemi), o vie neurali. Insiemi di idee e sentimenti che diventano i nostri filtri per interpretare il mondo. Sebbene alcuni sentieri siano altamente funzionali, molti sono disfunzionali e ci guidano a decisioni povere. Riconoscere gli schemi è il primo passo per saperli valutare e sviluppare così una scelta consapevole sul comportamento da attivare.

17 Schemi mentali Quando evento scatenante Io reazione

18 Il pensiero sequenziale Questa abilità permette di esaminare le conseguenze e le relazioni di causa ed effetto delle nostre scelte. È la chiave per ridurre limpulsività e rappresenta il primo passo verso la gestione di sé. Il pensiero sequenziale utilizza entrambe le nostre intelligenze quella emotiva e quella cognitiva – è un processo di pensiero sui sentimenti e di sentimento dei pensieri per identificare Le scelte migliori.

19 Elementi di teoria della comunicazione

20 La comunicazione interpersonale La comunicazione interpersonale, al di là del semplice e puro interscambio di informazioni, è caratterizzata dallinstaurarsi di un rapporto, di un legame tra gli interlocutori. Questa dimensione relazionale esercita una pesante influenza anche sullaspetto del contenuto se conta molto ciò che si dice conta ancora di più come lo si dice

21 La comunicazione interpersonale Raramente le persone dicono quello che desiderano dire e quasi mai sono ascoltate e capite per quello che credono aver detto. Se desideriamo dire 100 verbalizziamo70 linterlocutore sente60 capisce40 ricorda30

22 Quando si comunica adulto Linguaggio v erbale - parole, testo »buon controllo Linguaggio paraverbale - tono/ritmo/volume/accento »controllo medio Linguaggio del corpo (o non verbale) - gesti/postura/distanza/mimica »controllo basso bambino

23 Obiettivo di comunicazione (far pensare/dire/fare) Far comprendere il mio messaggio Ascolto Verifica INSIDIE

24 VI È GENERALMENTE UNA STRETTA CORRELAZIONE TRA LATTEGGIAMENTO INTERIORE E QUELLO ESTERIORE

25 Lefficacia della comunicazione dipende dalla congruenza tra Contenuto Linguaggio paraverbale Linguaggio del corpo La congruenza convince

26 Il processo comunicativo MESSAGGIO canale FEED-BACK interferenze E obiettivo R effetto codificadecodifica

27 Leffetto distorsione B 1 B A CIO CHE A COMUNICA, MA NON E NELLE SUE INTENZIONI CIO CHE A HA INTENZIONE DI COMUNICARE ARCO DI DISTORSIONE CIO CHE B1 RECEPISCE

28 Il come prevale sul che cosa Tono, volume, ritmo … 38% 7% Come? Contenuto Che cosa? 55% Linguaggio del corpo

29 SE E (EMITTENTE) SPIEGA QUALCOSA A R (RICEVENTE) E QUESTI NON LO CAPISCE DEL TUTTO, OPPURE LO CAPISCE IN MODO PARZIALE O SBAGLIATO, LA RESPONSABILITÀ IN REALTÀ È DI E SE E (EMITTENTE) SPIEGA QUALCOSA A R (RICEVENTE) E QUESTI NON LO CAPISCE DEL TUTTO, OPPURE LO CAPISCE IN MODO PARZIALE O SBAGLIATO, LA RESPONSABILITÀ IN REALTÀ È DI E VERO NON È QUELLO CHE SI DICE. VERO È QUELLO CHE LALTRO SENTE VERO NON È QUELLO CHE SI DICE. VERO È QUELLO CHE LALTRO SENTE

30 Saper ascoltare

31 Far crescere lempatia Lempatia è labilità di riconoscere e rispondere in maniera appropriata alle emozioni delle altre persone. È la chiave per capire gli altri, formare Relazioni interpersonali durevoli e di fiducia.

32 Cosa significa usare lempatia? Empatia significa avere la capacità di identificarsi con laltro e vedere il mondo dal suo punto di vista. Per stabilire empatia occorre sospendere il proprio giudizio morale o valutazione dallesterno e, pur immedesimandosi con laltro, mantenere la consapevolezza dei confini tra la propria identità e quella dellaltro. Empatia è riconoscere che i sentimenti dellaltro sono reali per lui. Sviluppare capacità empatica è condizione necessaria per comprendere davvero le opinioni, i vissuti, le motivazioni, gli atteggiamenti dellaltro, senza sovrapporre il proprio punto di vista

33 SENTIRE SENTIRE Funzione fisica che svolgiamo in modo istintivo ASCOLTARE ASCOLTARE Funzione attiva. Cerchiamo di cogliere tutti i segnali del nostro interlocutore: le pause, le esitazioni, i sospiri, i cambiamenti nel tono della voce, e soprattutto il suo stato danimo

34 Non si tratta semplicemente di udito. Questo è solo la base, la funzione fisica per cui le orecchie percepiscono le onde sonore. Esistono tre altri aspetti ugualmente importanti: linterpretazione di quanto si è udito, che condiziona la buona o cattiva comprensione la valutazione che permette di giudicare linformazione e di decidere come usarla la reazione basata su quello che si è udito, interpretato e valutato Cosa significa ascolto?

35 1.Cerchiamo sempre dei punti di interesse in ciò che ascoltiamo 2.Giudichiamo sempre il contenuto, e non la presentazione 3.Non eccitiamoci troppo facilmente 4.Ascoltiamo anche i concetti 5.Assumiamo un atteggiamento flessibile 6.Sforziamoci di ascoltare 7.Evitiamo le distrazioni quando ascoltiamo 8.Esercitiamo il più possibile la nostra mente 9.Manteniamo il più possibile la nostra mente aperta 10.Sfruttiamo il fatto che il pensiero è più veloce della parola …10 suggerimenti per diventare dei buoni ascoltatori

36 …la maggior parte delle persone ascolta in modo inefficiente Dopo aver ascoltato unesposizione orale di 10 minuti, lindividuo medio ha udito, compreso, valutato appieno e assorbito circa la metà di quanto gli è stato detto. Nel giro di 48 ore questo dato si riduce di un ulteriore 50%, fino a raggiungere un livello finale di efficacia del 25%. UN QUARTO In altre parole noi comprendiamo ed assorbiamo solo UN QUARTO di quanto ci viene detto!

37 …il saper ascoltare è unattività dinamica come il parlare Il saper ascoltare è unimportante fattore di comunicazione, purtroppo molto spesso trascurato. Il saper ascoltare è unattività come il parlare: troppe persone ritengono che la responsabilità principale di ogni buona comunicazione spetti a colui che parla. Cerchiamo invece di pensare a come le comunicazioni migliorerebbero se tale responsabilità venisse suddivisa almeno al 50% tra chi parla e chi ascolta!


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