La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA introduzione all ERGONOMIA COGNITIVA e allo USER CENTRED.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA introduzione all ERGONOMIA COGNITIVA e allo USER CENTRED."— Transcript della presentazione:

1 UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA introduzione all ERGONOMIA COGNITIVA e allo USER CENTRED DESIGN Maria Cristina Caratozzolo MARIA CRISTINA CARATOZZOLO

2 UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA "La scienza scopre. L'industria applica. L'uomo si adegua". motto della fiera mondiale dell'industria di Chicago, 1933 …mentre tutti diamo la colpa a noi stessi, il vero responsabile – il cattivo design – passa inosservato. E lora di cambiare D. Norman, 1996

3 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA oggetti quotidiani… 1. Molta dellinformazione è NEL MONDO Cartelli stradali appunti

4 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 1. Molta dellinformazione è NEL MONDO 2. Non è richiesta grande precisione

5 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 1. Molta dellinformazione è NEL MONDO 2. Non è richiesta grande precisione 3. Ci sono VINCOLI NATURALI

6 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA

7 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 1. Molta dellinformazione è NEL MONDO 2. Non è richiesta grande precisione 3. Ci sono VINCOLI NATURALI 4. Ci sono VINCOLI CULTURALI - semaforo - volume

8 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA Memoria nella testa e memoria nel mondo C.A.P. Numeri di telefono PIN cellulare PIN bancomat/carte di credito Password varie Codice fiscale Targa auto Misure e taglie Compleanni/età Indirizzi … promemoria = segnale + messaggio

9 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA COGNIZIONE DISTRIBUITA Gli artefatti non sono solo oggetti fisici neutrali, hanno una funzione, legata allesperienza e alle capacità degli esseri umani Conoscere come funzionano gli esseri umani è fondamentale per una buona progettazione

10 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA l ERGONOMIA COGNITIVA è lo studio e la valutazione dei processi cognitivi coinvolti nellinterazione tra individuo e tecnologia e lattività di progettazione che tenga conto di questi processi ha lobiettivo di adattare ambienti, strumenti e prodotti alle capacità cognitive e alle competenze degli utenti, cioè alla loro mente.

11 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA Video

12 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA INTERFACCIA: Qualunque cosa permetta la comunicazione tra due sistemi differenti. - livello sensoriale: relazione fisica tra artefatto e utilizzatore - livello linguistico: dialogo attraverso linguaggio o immagini - LUOGO DELLINTERAZIONE

13 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA da Norman, 1990 linterfaccia deve portare alla formazione di una corretta rappresentazione del funzionamento del sistema nella mente dellutilizzatore i MODELLI MENTALI

14 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA GLI STADI DELLAZIONE Elementi fondamentali dellazione sono: ESECUZIONE: cosa si vuole fare VERIFICA: definire se quello che si è fatto raggiunge lobiettivo

15 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA GLI STADI DELLAZIONE ESECUZIONE: 1 - formare uno SCOPO 2 - formare unINTENZIONE 3 - decidere lAZIONE 4 - compiere lAZIONE VERIFICA:5- percepire lo STATO DEL MONDO 6- interpretarlo 7- VALUTARE il risultato

16 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA GLI STADI DELLAZIONE ESECUZIONE: problema della relazione tra intenzione e azioni possibili (affordance) GOLFO DELLESECUZIONE: cosa posso fare con questo oggetto? Come? VERIFICA:problema del rapporto tra azioni e stato del mondo (feedback) GOLFO DELLA VALUTAZIONE: loggetto ha recepito il mio comando? Che effetto ha avuto?

17 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA PRINCIPI DI DESIGN: 1- AFFORDANCE: invito alluso di un oggetto (a chair affords sitting: affords is for) Come posso usare questo oggetto?? -Sportelli -Maniglie, manopole

18 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA PRINCIPI DI DESIGN: 2- VISIBILITY: le parti funzionali devono essere visibili e fornire segnali naturali – natural design Cosa posso fare con questo oggetto??

19 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA PRINCIPI DI DESIGN: 3- MAPPING: mettere in relazione ciò che si vuole e ciò che si può fare

20 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA

21 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA PRINCIPI DI DESIGN: 4- FEEDBACK: fornire uninformazione di risposta allazione

22 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA Se un errore è possibile, qualcuno prima o poi lo farà..

23 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA Errare è umano… LAPSUS – facciamo molte cose insieme… - di cattura tra procedure simili (percorsi noti) - di descrizione (azione giusta su oggetto sbagliato) - indotti dai dati (dati sensoriali, come numeri) - di associazione (associazioni di idee) - cessata attivazione

24 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA Errare è umano… MISTAKES – abbiamo idee sbagliate livello di consapevolezza, elaborazioni ad alto livello di complessità

25 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA PRINCIPI DI DESIGN: 5- CONSTRAINTS: funzioni che vincolano luso dello strumento (fisici, semantici, culturali, logici) Tappo del serbatoio auto Funzioni obbliganti Suoni e visibilità

26 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA USER-CENTRED DESIGN -Focalizzare lattenzione sugli UTENTI e sulle loro necessità -Analizzare lATTIVITA che il sistema deve supportare -VALUTARE con gli utenti il sistema e la sua capacità di soddisfare i requisiti prima della realizzazione finale - PROGETTARE ITERATIVAMENTE attraverso più cicli di Progettazione – Valutazione - Riprogettazione

27 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 4 FASI 1- ANALISI degli UTENTI (caratteristiche e requisiti) dellATTIVITA che il sistema deve supportare dei CONTESTI DUSO 2- PROTOTIPAZIONE Individuare la FUNZIONE di un oggetto e dargli CONCRETEZZA attraverso una FORMA

28 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA 4 FASI 3- VALUTAZIONE in itinere e finale 4- RIPROGETTAZIONE accogliere gli spunti di re-design emersi in fase di valutazione

29 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA

30 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA

31 MARIA CRISTINA CARATOZZOLO UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA La progettazione è un percorso di avvicinamento progressivo alla soluzione attraverso una successione di approssimazioni RICORDA: ACT dare corpo da unidea, concretizzarla in uno sketch o in un prototipo REFLECT criticare, riflettere su quanto si è prodotto, valutarne ladeguatezza rispetto allo scopo che ci si è posti CHANGE modificare le proprie scelte, sia con piccoli cambiamenti che con cambi drastici di direzione

32 1- Usare un linguaggio semplice e naturale 2- Parlare il linguaggio dellutente Il linguaggio utilizzato deve essere familiare per lutente. Etichette, descrizioni e didascalie inserite nellinterfaccia devono fare riferimento a parole, frasi e concetti familiari allutente.

33 4- RIPROGETTAZIONE 3- Minimizzare il carico di memoria degli utenti: Favorire il riconoscimento (che si può tradurre in utilizzo di icone, menù, box di dialogo a scelta, etc.) rispetto al ricordo (es. sistemi a riga di comando) 4- Coerenza dellinterfaccia: coerenza negli effetti: le stesse parole, oggetti ed azioni devono necessariamente avere lo stesso effetto in situazioni equivalenti; coerenza nel linguaggio e nella grafica: gli stessi strumenti e lo stesso tipo di informazioni dovrebbero essere collocati nella stessa posizione anche in diverse schermate; consistenza negli input: le stesse informazioni e il loro formato devono essere coerenti allinterno di unapplicazione.

34 4- RIPROGETTAZIONE 5- Fornire un feedback adeguato: per informare lutente di cosa sta facendo, quale è il risultato dellazione che ha appena compiuto Fornire un feedback adeguato evita spesso che l'utente commetta errori. 6- Fornire chiare vie duscita: Le procedure da seguire per abbandonare il lavoro corrente ed uscire dal programma.

35 4- RIPROGETTAZIONE 7- Flessibilità ed efficienza duso: Lutente dovrebbe essere posto in condizione di interagire con un'applicazione secondo le proprie necessità. prevedere degli shortcuts per gli utenti esperti (es. skip intro) 8- Aiutare gli utenti a riconoscere e correggere gli errori: è importante che gli utenti siano aiutati a individuare, riconoscere e correggere gli errori commessi. E fondamentale fornire messaggi di errore che, con un linguaggio chiaro e semplice, indichino il tipo di problema e suggeriscano la soluzione adeguata.

36 4- RIPROGETTAZIONE 9- Prevenire gli errori: impedendo di selezionare azioni illegali, o creando delle funzioni vincolanti per le azioni irreversibili. 10- Estetica e design minimalista: Linformazione che si trova sullinterfaccia deve essere rilevante e contenere solo i dettagli necessari per eseguire il compito. Ridurre il numero di elementi disponibili rende più facile l'identificazione e la scelta tra le varie funzioni.

37 Consigli per la lettura: DiNocera (2004) Che cosè lergonomia cognitiva. Roma, Carocci. Nielsen J., Mack R. (1995) Usability inspection methods. New York, Wiley. Norman D. A. (1996) La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani. Firenze, Giunti. Norman D. A. (1995) Le cose che ci fanno intelligenti. Milano, Feltrinelli.


Scaricare ppt "UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SICENZE DELLA COMUNICAZIONE CORSO DI INTERAZIONE UOMO-MACCHINA introduzione all ERGONOMIA COGNITIVA e allo USER CENTRED."

Presentazioni simili


Annunci Google