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P RINCIPI DI I NFORMATICA C ORSO DI L AUREA IN S CIENZE B IOLOGICHE Gennaro Cordasco e Rosario De Chiara Laboratorio ISISLab.

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Presentazione sul tema: "P RINCIPI DI I NFORMATICA C ORSO DI L AUREA IN S CIENZE B IOLOGICHE Gennaro Cordasco e Rosario De Chiara Laboratorio ISISLab."— Transcript della presentazione:

1 P RINCIPI DI I NFORMATICA C ORSO DI L AUREA IN S CIENZE B IOLOGICHE Gennaro Cordasco e Rosario De Chiara Laboratorio ISISLab 2

2 C OPIARE LE FORMULE : R IFERIMENTO R ELATIVO Accade spesso di dover inserire la stessa formula in diverse celle. Loperazione può essere eseguita tramite i comandi copia e incolla La formula viene incollata in una cella destinazione in modo intelligente, adattando cioè gli argomenti (utilizzando la loro posizione relativa).

3 E SEMPIO : R IFERIMENTO R ELATIVO

4 E SERCIZIO : R IPETIZIONE DI UNA FORMULA LUNGO UNA COLONNA Data una tabella contenente lo stipendio orario ed il numero di ore lavorate per ogni lavoratore, si vuole calcolare lo stipendio complessivo.

5 E SERCIZIO : R IPETIZIONE DI UNA FORMULA LUNGO UNA COLONNA Data una tabella contenente lo stipendio orario ed il numero di ore lavorate per ogni lavoratore, si vuole calcolare lo stipendio complessivo. CopiaIncolla Per selezionare più celle contemporaneamente è sufficiente scorrere su di esse tenendo premuto il tasto sinistro del mouse

6 R IPETIZIONE DI UNA FORMULA LUNGO UNA RIGA Una formula può essere applicata a celle adiacenti lungo una riga in modo del tutto analogo al caso precedente: scrivere la formula in corrispondenza della prima cella da calcolare selezionare la cella contenente la formula da ripetere copiare la formula (ctrl + c oppure dal menù) selezionare le celle nelle quali si vuole copiare la formula incollare la formula (ctrl + v oppure dal menù)

7 E SERCIZIO : R IPETIZIONE DI UNA FORMULA LUNGO UNA RIGA Data una tabella contenente per ogni lavoratore il numero di ore di lavoro ordinario ed il numero di ore di lavoro straordinario si vuole calcolare il totale delle ore di lavoro.

8 E SERCIZIO : R IPETIZIONE DI UNA FORMULA LUNGO UNA RIGA Soluzione Copia Incolla

9 C OPIARE LE FORMULE : R IFERIMENTO ASSOLUTO Nel ricopiare una formula da una cella a unaltra si può anche richiedere che un dato riferimento non sia relativizzato alla posizione della cella di destinazione, ma che rimanga identico (del tutto o solo in parte) a quello di partenza. Il riferimento assoluto di una cella si specifica inserendo il carattere $ prima della lettera della colonna oppure prima del numero della riga (o in entrambi i punti) della cella stessa.

10 C OPIARE LE FORMULE : R IFERIMENTO ASSOLUTO Ad esempio: Se specifichiamo $C$3 in una data formula, allora nelloperazione di copia/incolla della formula, il riferimento verrà mantenuto fisso alla cella C3 Se specifichiamo $C3 in una data formula, allora nelloperazione di copia/incolla della formula, il riferimento alla colonna C verrà mantenuto fisso mentre quello alla riga rimane relativo Se specifichiamo C$3 in una data formula, allora nelloperazione di copia/incolla della formula, il riferimento alla colonna rimane relativo mentre quello alla riga 3 sarà assoluto.

11 E SEMPIO : R IFERIMENTO ASSOLUTO Per esempio: moltiplicare una serie di numeri per 2 Una soluzione errata Usando i riferimenti relativi il copia e incolla crea dei problemi

12 E SEMPIO : R IFERIMENTO ASSOLUTO Per esempio: moltiplicare una serie di numeri per 2 Una soluzione errata Che cosè successo? I riferimenti (relativi) a tutte le celle coinvolte nella formula cambiano nella direzione in cui abbiamo copiato la formula B2 è vuoto ed è interpretato come 0 !!!!

13 E SEMPIO : R IFERIMENTO ASSOLUTO Per esempio: moltiplicare una serie di numeri per 2 La soluzione: usare i riferimenti assoluti Rieffettuiamo loperazione di copia e incolla e … Inseriamo il dollaro prima delluno (faremo sempre riferimento alla riga 1 quando la formula sarà copiata o spostata)

14 E SEMPIO 2: R IFERIMENTO ASSOLUTO Sommare 2 e 2, 10 e 2, 12 e 2, 33 e 2, 6 e 2, 11 e 2, e mettere i risultati nelle celle A3, B3, C3, D3, E3, F3 In questo caso è necessario bloccare la colonna

15 E SEMPIO 3: R IFERIMENTO ASSOLUTO Divisione di tutti i numeri della zona rettangolare A2 :F4 per 10 In questo caso è necessario bloccare si riga che colonna

16 E SEMPIO 3: R IFERIMENTO ASSOLUTO Divisione di tutti i numeri della zona rettangolare A2 :F4 per 10

17 E SERCIZIO : R IFERIMENTO ASSOLUTO Data la tabella precedente, si voglia sottrarre alle ore di lavoro straordinario una quantità di ore memorizzata in nella cella B7. Usando i riferimenti relativi il copia e incolla crea dei problemi

18 E SERCIZIO : R IFERIMENTO ASSOLUTO Usando i riferimenti relativi il copia e incolla crea dei problemi B8=0 !!!!

19 E SERCIZIO : R IFERIMENTO ASSOLUTO Soluzione riferimento assoluto alla riga 7. B8=0 !!!!

20 E SERCIZI Si realizzi un foglio elettronico per il calcolo della lunghezza del cateto di un triangolo rettangolo a partire dalla lunghezza dellipotenusa e della lunghezza dellaltro cateto. Si tabuli il risultato per diverse combinazioni delle lunghezze di partenza.

21 E SERCIZI Si realizzi un foglio elettronico per il calcolo della lunghezza del cateto di un triangolo rettangolo a partire dalla lunghezza dellipotenusa e della lunghezza dellaltro cateto. Si tabuli il risultato per diverse combinazioni delle lunghezze di partenza.

22 I G RAFICI I grafici consentono di trasformare informazioni numeriche in informazioni visive di più semplice comprensione rappresentando i dati in modo più efficace Attraverso i grafici i valori di ogni riga e colonna del foglio di lavoro diventano una serie di dati visualizzabili. Ad ogni serie di dati (= gruppo di dati correlati tra loro) è associato un colore (e/o uno stile) Excel ci permette di creare grafici di diverso tipo, attraverso semplici procedure guidate.

23 I G RAFICI Consideriamo i seguenti dati Con pochi click è possibile ottenere Cambiando i dati allinterno del foglio il grafico si aggiorna automaticamente

24 I G RAFICI E bene ricordare che la rappresentazione grafica di un insieme di dati numerici deve aiutare la comprensione di un dato fenomeno, e deve fornire al lettore una informazione sintetica e facile da interpretare. I grafici presentati in un lavoro scientifico o anche divulgativo dovrebbero essere sempre accompagnati dalle tabelle dei valori numerici per permettere al lettore di valutare in modo critico quanto espresso dal grafico.

25 I G RAFICI La scelta del tipo di grafico è determinata dal tipo di informazioni che si vogliono rappresentare e dagli aspetti del fenomeno che si vogliono evidenziare.

26 I G RAFICI I possibili tipi di grafici che si possono tracciare a partire da una tabella di dati numerici sono molti Nella scelta di una particolare rappresentazione grafica le esigenze (o tentazioni …) di tipo estetico sono secondarie rispetto allesigenza di: adeguarsi al tipo di misura rilevata e agli aspetti del fenomeno che si vogliono evidenziare tramite il grafico.

27 I G RAFICI I grafici creati con un foglio elettronico vengono automaticamente aggiornati se cambiano i valori delle celle alle quali fanno riferimento.

28 T IPI DI G RAFICI Istogrammi Adatti a rappresentare frequenze Sullasse delle ascisse vengono riportate le classi, su quello delle ordinate le frequenze di casi riscontrati Ogni classe è rappresentata da un rettangolo la cui base è costante e la cui altezza è proporzionale alla frequenza della classe La tecnica di realizzazione di questo tipo di grafici si basa sul principio di proporzionalità tra aree e frequenze rappresentate. Data la regolarità della figura geometrica rettangolo, linterpretazione da parte del lettore è molto intuitiva

29 T IPI DI G RAFICI Istogrammi multipli Nel caso si voglia dare una rappresentazione grafica di più serie di dati, listogramma multiplo raggruppa i valori delle diverse serie di dati rispetto alle classi.

30 T IPI DI G RAFICI A barre Un grafico a barre mette a confronto singoli elementi. Le categorie sono organizzate verticalmente e i valori orizzontalmente per evidenziare il confronto dei valori anziché la variazione nel tempo. I grafici a barre in pila mostrano le relazioni dei singoli elementi rispetto al totale.

31 T IPI DI G RAFICI Grafici per punti (o a linee) Si adattano bene a rappresentare variazioni della grandezza rappresentata in ordinata rispetto alla grandezza rappresentata in ascissa Per evidenziare meglio landamento della grandezza analizzata si può usare un grafico per punti uniti da una spezzata Anche in questo caso si possono confrontare andamenti di più serie di dati.

32 T IPI DI G RAFICI Grafici ad Area Un grafico ad area evidenzia l'entità delle variazioni nel tempo e poiché visualizza la somma dei valori tracciati, illustra anche le relazioni delle parti rispetto al totale.

33 T IPI DI G RAFICI Grafici a dispersione XY (Scatter plot) Per rappresentare landamento congiunto di una coppia di grandezze A, B Sullasse x si rappresentano i valori della grandezza A, sullasse y quelli della grandezza B Può aiutare ad individuare una relazione di dipendenza tra due grandezze.

34 T IPI DI G RAFICI Grafici a Torta Indicati per mettere in evidenza la ripartizione di un insieme piuttosto che la consistenza delle singole parti La tecnica si basa sempre sul principio della proporzionalità, questa volta tra laria dei settori circolari (o ampiezza del loro angolo) e le frequenze rappresentate. Per la visualizzazione di settori molto piccoli è possibile raggruppare alcuni settori in un solo settore per poi rappresentarli con unaltra torta o con un istogramma

35 T IPI DI G RAFICI Grafici a Torta

36 T IPI DI G RAFICI Grafici ad anello Simili ai grafici a torta, ma consentono di rappresentare più serie di dati, disponendoli su diversi anelli concentrici.

37 T IPI DI G RAFICI Grafici a radar Confrontano le serie di dati rispetto ad un punto centrale. Strutturati come uno schermo radar (losservatore si trova al centro) da cui vengono emessi i segnali radar (asse dei valori) in tutte le direzioni. I punti adiacenti sono congiunti con una linea creando poligoni per facilitare la localizzazione dei gruppi di dati diversi Adatti alla rappresentazione di valori aggregati di serie di dati.

38 T IPI DI G RAFICI Grafici a radar

39 T IPI DI G RAFICI Grafici a radar

40 T IPI DI G RAFICI Grafici a bolle Simile ai grafici a dispersione XY in cui una dimensione è rappresentata dallampiezza delle bolle che rappresentano i dati Permette di rappresentare 3 dimensioni

41 T IPI DI G RAFICI Grafici azionari Grafici delle quotazioni azionarie massime, minime e di chiusura. Adatti alla rappresentazione di Prezzi di azioni Rappresentazioni di dati scientifici (es. variazioni di pressione atmosferica).

42 T IPI DI G RAFICI Grafici azionari

43 C OME SI CREA UN GRAFICO Per generare un grafico si esegue il comando Grafico dal Menu Inserisci. La generazione del grafico procede a passi. Nel primo passo si definisce la tipologia di grafico.

44 C OME SI CREA UN GRAFICO Nel secondo passo si definisce l'organizzazione dei dati.

45 C OME SI CREA UN GRAFICO Nel terzo si sceglie il layout del grafico

46 C OME SI CREA UN GRAFICO Infine si stabilisce se il grafico deve essere un oggetto del foglio corrente, oppure un nuovo foglio.

47 G RAFICI O SSERVAZIONI Un grafico dovrebbe sempre essere accompagnato da una legenda chiara che ne faciliti la lettura, e specifichi per esempio le unità di misura, il tipo di grandezza rappresentato in ascissa e in ordinata. Un grafico non deve essere troppo affollato e deve avere dimensioni adeguate allo spazio utilizzato Se lintervallo di variazione dei valori rappresentati è troppo ampio, il grafico diviene poco leggibile. In questo caso è utile utilizzare una scala logaritmica per uno o per entrambi gli assi cartesiani Scelte diverse fatte nella rappresentazione grafica possono avere un impatto informativo diverso.


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