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Simulazione e simulatori a supporto della programmazione comunale di Arnaldo Vecchietti Brescia - 9 settembre 2011 Una città per contare Convegno Nazionale.

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Presentazione sul tema: "Simulazione e simulatori a supporto della programmazione comunale di Arnaldo Vecchietti Brescia - 9 settembre 2011 Una città per contare Convegno Nazionale."— Transcript della presentazione:

1 Simulazione e simulatori a supporto della programmazione comunale di Arnaldo Vecchietti Brescia - 9 settembre 2011 Una città per contare Convegno Nazionale Unione Statistica Comuni Italiani Auditorium di Santa Giulia

2 aiuta nella presa delle decisioni favorisce la co-decisione facilita la valutazione dimpatto delle politiche pubbliche Gestione delle politiche pubbliche La simulazione:

3 Simulare il funzionamento del Sistema

4 Simulare per gestire politiche pubbliche Politiche di sviluppo urbano Politiche gestionali Politiche assistenziali

5 Politiche di sviluppo urbano Demografia e city management Ambiente e Salute Valore aggiunto territoriale

6 Politiche gestionali Programmazione personale Programmazione obiettivi Sistemi Qualità e Sicurezza DSS Progettazione

7 Politiche Assistenziali Dimensionamento strutture ricovero

8 DSS Progettazione Supporto alla progettazione Supporto alla formazione

9 MOSIPS- Modeling and Simulation of the Impact of Public Policies on SMEs FP7 – ICT – Obiettivo: sviluppare un sistema di simulazione per decisori locali che permetta la visualizzazione dinamica dei diversi impatti socio-economici delle politiche pubbliche. Ottobre 2011 – Ottobre 2013 Azioni future

10 flussi livelli Gestire flussi e livelli

11 Applicazione del simulatore demografico Saldo naturaleSaldo migratorio -= Popolazione 1 natimorti - = immigratiemigrati - = tntn tmtm titi tete rilevazione traslazione scenarizzazione Politiche pubbliche valutazione ex ante analisi diagnosi abc Analisi di sensitività Gestione base dati Gestione modello Monitoraggio valutazione ex post P0+P0+

12 Primi risultati sui contenuti della simulazione Il risultato simulato più evidente di quanto appena visto è che con laumento del tasso di natalità e attraverso interventi mirati di selezione dei flussi migratori si potrebbe assestare la popolazione su livelli pressoché invariati nel periodo. Leffetto positivo di crescita della componente giovanile, oltre a ridurre ulteriormente il tasso di senilizzazione potrebbe dare origine a condizioni demografiche favorevoli per leconomia a partire dagli anni quaranta, quando arriveranno sul mercato del lavoro le generazioni nate negli anni 10 e 20.

13 Rappresentatività delle variabili - sintassi la distinzione tra i concetti di variabile flusso e variabile livello è funzionale alla rappresentazione dellinerzia con cui i sistemi evolvono nel tempo. Lutilizzo dei termini livello e flusso, infatti, si basa sulla metafora del contenitore di liquido e della valvola, o rubinetto, che riempie e svuota il contenitore stesso. Le variabili livello rappresentano lo stato puntuale del sistema. Le variabili flusso contengono le indicazioni per cambiare lo stato di queste ultime. Le variabili ausiliarie rappresentano le costanti e i parametri che condizionano il comportamento dei flussi

14 Per decidere in modo efficace dobbiamo: capire, modellizzare, simulare. processo 2 Modellizzare ( diagramma dei flussi); 3 Simulare il funzionamento del sistema (sistema di equazioni). 1 Capire la struttura del sistema/problema ( cicli causali);

15 Capire la struttura del sistema/problema. Comprendere le cause strutturali che provocano il comportamento del sistema/problema

16 Modellizzare. Tradurre i cicli causali in modo da facilitare la scrittura delle equazioni per il computer

17 Simulare il funzionamento del sistema. Scrivere le equazioni del sistema

18 Le variabili di un sistema si influenzano tra di loro Le variabili si influenzano reciprocamente generando nel tempo circuiti a retroazione di informazione che mettono assieme: circuiti a retroazione di informazione Variabili di stato del sistema; Informazioni; Variabili che a seguito delle informazioni retro-agiscono sulle variabili di stato; Cambiamento di stato del sistema.

19 Il feedback

20 Tipi di feedback Feedback negativo fra forza e posizione (un solo stato di equilibrio) Feedback positivo fra forza e posizione (più stati di equilibrio) equilibrio instabile

21 In un Sistema, alcune variabili ne influenzano altre trasformando le informazioni in azioni di cambiamento dello stato del sistemavariabili Il Sistema è il frutto dei circuiti con retroazione di informazione, attivati nel tempo

22 Processo realizzativo dei modelli dinamici della realtà. 1- Sviluppo di una mappa di alto livello che individui i punti simulabili; 2- Definizione del tipo di variabili (accumuli, flussi, convertitori) e costruzione diagrammi S&F; 3- Raccolta di dati storici significativi; 4- Sviluppo del modello di simulazione; 5- Simulazione nel tempo e ricerca degli stati stabili; 6- Analisi e Riproduzione evoluzioni su casi noti; 7- Validazione del modello; 8- Analisi di sensitività; 9- Sviluppo e verifica ipotesi di politiche di controllo; 10- Sviluppo e verifica strategie di controllo;.

23 Processo realizzativo degli scenari. 1- Ipotesi e sviluppo di condizioni esterne (scenari) legate al modello; 2- Identificazione fattori di cambiamento, di incertezza e di tempistiche che hanno forte impatto sulle politiche e strategie modellate; 3- Preparazione scenari limite best-worst; 4- Simulazione andamenti nei diversi scenari preparati; 5- Verifica e discussione andamento del modello nei casi a cui è stato sottoposto.

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25 struttura personale in servizio costo del personale Simulatore Dinamico delle Cessazioni dal Servizio (SDCS) situazione nei CDR

26 . personale in servizio pensionamenti assunzioni spesa personale spesa per assunzioni minori spese per pensionamenti produttività Il Simulatore mette in relazione: età anagrafica, consistenza e spesa del personale per simulare luscita dal sistema del singolo dipendente. Viene simulata ( a parità di condizioni organizzative e tecnologiche) la produttività accessoria da generare per coprire le cessazioni non ripristinate a causa del vincolo di turn-over in essere.

27 La previsione tendenziale a legislazione costante è stata simulata, in questo esempio, applicando le condizioni in essere al Il personale assunto viene allocato ad un unico CDR virtuale. La spesa viene calcolata considerando come costo entrante quello medio a valori costanti. Operando in questo modo si rileva che la dotazione di personale comunale di fine periodo si riduce a poco più di un terzo di quella attuale mentre la spesa si dimezza. A compiti e risultati invariati, la produttività di fine periodo, per mantenere il livello di efficienza relativa in essere nel sistema, deve aumentare di circa il 93%.

28 In assenza del dato relativo allanzianità di servizio si è prodotto lo scenario base dove il pensionamento considerato è quello di vecchiaia a 65 anni anagrafici. In questo quadro non vengono aggiunte le assunzioni rese possibili rispettando il vincolo del 20%. Larco temporale considerato permette allultimo assunto dellanno di partenza di raggiungere unanzianità di servizio di almeno 40 anni. La stima dei pensionamenti basata sulla vecchiaia lascia aperta lincognita relativa allanzianità che in molti casi potrebbe essere raggiunta precedentemente, determinando quindi lanticipazione delleffettivo pensionamento

29 La variabilità del ciclo di turn-over viene simulata alle medesime condizioni (restrizione delle assunzioni) previste per il quinquennio , attualizzate allultimo anno del quinquennio precedente (2008).

30 Il periodo di maggiore criticità tra luscita di risorse e il loro ripristino avverrà tra il 2011 e il E nella seconda metà di questo decennio che leffetto demografico interno e limpatto delle regole sul turn over massimizzeranno il loro effetto congiunto.

31 Con le regole attualmente in vigore sono ammesse assunzioni: nel 2009 pari al 10% delle cessazioni del 2008, nel 2010 pari al 20%, lo stesso per il 2011, mentre per il 2012 la percentuale passa al 50% e il 2013 al 100%. In un quinquennio vengono quindi ripristinati i 2/5 delle risorse umane cessate nellanno finale del quinquennio precedente. Fino al 2035 ( a parità di condizioni) si realizzerebbero le condizioni di massima discordanza tra le risorse cessate e quelle ripristinabili. La situazione tende a stabilizzarsi nella parte finale del periodo considerato.

32 La struttura per età dellorganico evidenzia la preponderanza dei nati dal 1955 al Lelevata età media dei dipendenti e la relativa compattezza delle coorti centrali evidenzia che nel prossimo decennio limpatto delle cessazioni sarà critico per le condizioni operative dei servizi.

33 Il comparto dirigenziale è massicciamente concentrato attorno alla data centrale di presunto pensionamento del 2015

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35 Il maggior impatto da pensionamenti nei prossimi dieci anni interesserà: le Scuole materne, i Nidi, la Polizia municipale, lIstruzione e i Servizi demografici. In particolare dal 2015 al 2020 ( salvo effetto anticipato da anzianità di servizio) potranno cessare tra i 100 e i 180 dipendenti/anno. Per quanto riguarda i servizi citati le uscite potrebbero venire ripristinate solo a condizione che a partire dal 2010 venisse predisposto un piano delle assunzioni per il mantenimento dei livelli attuali di servizio. Diversamente le regole in vigore non ammetteranno assunzioni sufficienti a ripristinare le dotazioni di personale specifico ( maestre di scuola materna ed educatrici). Mentre un terzo circa dei Dirigenti in servizio arriveranno al pensionamento attorno al 2015 le posizioni organizzative saranno interessate dal fenomeno in modo più articolato.

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37 facsimile

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39 Demografia e Politica Economica Locale Il simulatore permette di evidenziare il risultato di incrementi o decrementi della natalità e dellattrattività del sistema locale considerato. In questo modo si possono sia prevedere i risultati nel futuro di cambiamenti odierni che, allopposto, dimensionare a ritroso i risultati da conseguire nelle fasi di implementazione della politica demografica locale. Pertanto, la demografia assume, un ruolo fondamentale nel processo di presa delle decisioni della comunità urbana, rappresentandone una obiettiva componente strutturale da monitorare in corso dopera di tutte le politiche pubbliche territoriali. Basta infatti, aggiungere ad ogni piano pluriennale pubblico un riferimento quantitativo che giustifichi lazione intrapresa in termini di risultato quantitativo sulla popolazione, per avere a disposizione una proxy incontrovertibile di risultato.

40 Flussi e Livelli Agendo sui cursori ( tasso di natalità di autoctoni/stranieri e attrattività nei confronti di elementi nazionali o stranieri) si individuano immediatamente i risultati nel tempo. Le dimensioni osservate sono sia di tipo demografico che socio-economico.

41 Demografia e city management La demografia, grazie alla estrapolazione dei dati e alla costruzione di scenari futuri di riferimento, permette di ridurre lincertezza, di dimensionare i costi fissi e quelli variabili sostenibili sia da unorganizzazione che da un territorio. La demografia fornisce strumenti fondamentali per la comprensione di cosa avviene in un territorio (PIL compreso), quando e, probabilmente, anche perché avviene. Non tener conto della demografia è per chi si occupa di territori un errore grave. Scenari che non mirano, deterministicamente, alla previsione del preciso dimensionamento della popolazione nel tempo ma allindividuazione di un punto di riferimento di massima. Punto al quale riferirsi per tracciare una rotta in termini di strategie di contrasto o rinforzo di problemi e/o soluzioni.

42 Struttura sistemica del modello Equazione del sistema

43 Cicli di retroazione la variazione in un senso di una variabile porta, attraverso catene di tipo causa-effetto ad ulteriori variazioni nella stessa direzione o in direzione opposta.

44 Sub modello STRANIERI

45 Sub modello AUTOCTONI

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47 Flussi e livelli

48 La popolazione residente è aumentata in modo costante dalla fine della guerra, raggiungendo il massimo nel 1976 ( abitanti). Da quel momento risulta abbastanza stabile, attorno ai abitanti. Dividendo demografico

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50 Il dividendo demografico rappresenta leffetto cumulato della riduzione dei costi legati al mantenimento del gruppo demografico dei giovani e i benefici derivanti dalle nascite dei periodi precedenti. Esauritosi leffetto del dividendo demografico, la dinamica dello sviluppo locale ha cominciato ad essere sostenuta dal movimento migratorio. Movimento che ha riprodotto flussi in entrata omogenei con quelli degli anni 50/60 ma, nel contempo, ha aumentato significativamente quelli in uscita, determinando la centralità dei fattori attrattivi della città. Il dividendo demografico

51 Il saldo naturale è strutturalmente calante dagli anni 70. In quel periodo avviene la seconda transizione demografica che caratterizza lentrata della città nel regime demografico moderno. La transizione demografica associa il declino della mortalità alla riduzione del tasso di natalità. La prima transizione demografica ha portato alla modernità, la seconda alla contemporaneità. I motivi della seconda transizione demografica sono più duno: migliori e maggiori opportunità di impiego per le donne portano allaumento dei costi opportunità associati ai compiti domestici e alla cura e lallevamento dei figli. Il lavoro femminile è diventato necessario per compensare la più debole situazione salariale delluomo e per conservare lo standard di vita della famiglia. Anche per le donne, il lavoro è diventato un mezzo di realizzazione personale

52 A Verona il tasso di natalità è inferiore a quello di sostituzione. Il calo delle nascite, è coinciso con lentrata nel mondo del lavoro delle generazioni precedenti, quelle del boom demografico degli anni 50 e 60. Lazione congiunta di questi fattori ha determinato una consistente riduzione dellindice di dipendenza strutturale.

53 2001 Nel gruppo degli adulti troviamo le più elevate frequenze per età, frutto della natalità degli anni 50 –70 (i nati degli anni 50 – 70 sono gli adulti di oggi).

54 2001 Indipendentemente dal sesso di appartenenza e dalla maggior longevità delle femmine, la composizione per età dei residenti al mette in evidenza due picchi di frequenza, relativi alle età dei 37 e dei 55 anni. Picchi corrispondenti alle date di nascita del 1945 e 1965 (baby boom veronese). La distribuzione della popolazione di origine straniera è maggiormente concentrata tra i 25 e i 35 anni

55 2007 La stessa distribuzione si rileva al , dove sono evidenti i due picchi precedentemente citati, spostati in avanti di sei anni.

56 2007 Lo stesso accade per la distribuzione delle femmine. La distribuzione della popolazione di origine straniera allunga lampiezza delle età più rappresentate verso i 40 anni, quasi raddoppiando le consistenze ed evidenziando una più elevata natalità. Mentre i maschi anziani, nel 2001, diminuiscono di numero in modo costante, già a partire dai 65 anni di età, la contrazione più marcata delle femmine avviene solo dopo gli 80 anni di età. Differenziale questo, tra femmine e maschi, dovuto alle morti avvenute durante la seconda guerra mondiale.

57 2001 / 2007 Anziani Già nel 2007 leffetto differenziale tra i sessi, si attenua e i due trend, pur mantenendo il differenziale genetico di longevità a favore delle femmine condividono la stessa pendenza.

58 2001 / 2007 Giovani I giovani fino a 14 anni risultano stabilmente equidistribuiti fra le età, denotando un andamento stabile della natalità nellultimo quindicennio. Nel caso degli stranieri si osserva che, a conferma dellaumento della natalità, la loro numerosità è negativamente correlata alletà.

59 Traslazioni Se usiamo i rilevamenti puntuali, riferiti al 2001 e al 2007, come situazioni rappresentative della fase di stazionarietà demografica in cui si trova la città, possiamo ipotizzare (per il gruppo degli adulti con ampio margine di certezza) le situazioni evolutive al 2015, al 2021 e al Procediamo escludendo limpatto del saldo migratorio differenziale[a] e traslando il gruppo dei giovani 2001 al 2015, quello del 2007 al 2021 e 2036[b].[a][b]

60 Traslazioni Il risultato ci presenta una situazione in cui la classe di età più rappresentata nel 2015 sarà quella dei cinquantaduenni, nel 2021, quella dei cinquantottenni, nel 2036, quella degli ultra sessantacinquenni, tra la popolazione autoctona.

61 Nel 2040, leffetto del baby boom sul mercato del lavoro locale sarà completamente esaurito Nel 2040 il differenziale tra popolazione adulta autoctona e straniera si ridurrà in modo assai significativo. Le estrapolazioni possibili su dati effettivamente rilevati si concludono a questa data. Da qui in avanti dovremo continuare attraverso lelaborazione di scenari.

62 Lo scenario base Rappresenta lo scenario naturale di evoluzione della situazione a fattori ( escludendo il saldo migratorio) e presenta due comportamenti del sistema caratterizzati da diverso tasso generico di natalità pari mediamente all1,2 % per la popolazione autoctona e al 2 % per quella straniera. nonostante il tasso di natalità della popolazione straniera sia superiore a quello della popolazione autoctona, non si raggiunge il tasso necessario a garantire lequilibrio naturale pari al 2,5 %.

63 Lo scenario base la popolazione scende dai circa abitanti del 2007 ai circa del 2057, dando origine ad un saldo negativo di circa abitanti. La popolazione autoctona passa da persone circa del 2007, a circa del 2057, con una contrazione di unità. La popolazione di origine straniera passa da persone circa nel 2007 a circa nel 2057

64 Lo scenario base il modello utilizzato ha considerato la popolazione come composta dalle due componenti : autoctona; straniera. La struttura del modello è, in entrambe i casi, la medesima e deriva i totali dalla somma dei due specifici movimenti evidenziati in modello 1. Il modello considera il solo saldo naturale e ricava i suoi tassi dallosservazione del periodo 1946/2006. I tassi applicati al modello per la scenarizzazione sono stati randomizzati attorno al tasso medio dellultimo quinquennio ( ).

65 Scenario 1 Nello scenario considerato la dinamica della popolazione giovane (fino ai 14 anni) è sempre in crescita per la componente straniera, mentre è in discreta contrazione per la componente autoctona.

66 Scenario 1 La dinamica della popolazione adulta (fino ai 65 anni) è abbastanza stabile nella Componente straniera e in netta discesa per la componente autoctona.

67 Scenario 1 La dinamica della popolazione anziana (oltre i 65 anni) è opposta tra le componenti: si riduce nella componente autoctona mentre aumenta in quella straniera.

68 Scenario 1 Lindice di dipendenza strutturale e lindice di vecchiaia tendono ad avvicinarsi e stabilizzarsi nel corso del tempo con una forte riduzione del secondo e un lieve aumento del primo. A partire da questa osservazione andrà affrontato il tema di come almeno garantire (attraverso il miglioramento della produttività totale dei fattori[i][i] – TFP - del sistema) lassorbimento dellincremento di dipendenza strutturale sulla parte attiva della popolazione, previsto. Verosimilmente si tratterà di una variazione della TFP del 15/20% circa, che andrà recuperato intervenendo sulla qualità dei fattori della produzione e sulla capacità del sistema territoriale di ampliare la sua frontiera di produzione, sviluppando e applicando buona ricerca e accrescendo il potenziale produttivo del territorio. [i][i] Data una generica funzione di produzione, la produttività totale dei fattori è il rapporto tra la quantità di output e la quantità aggregata di input, in qualche modo misurate. La crescita nella produttività totale dei fattori rappresenta quella crescita nelloutput che non è spiegata dalla crescita nelluso di input. Non si dispone di dati comparabili a livello locale. Tuttavia losservazione della produttività nazionale comparata a livello internazionale nel passato (anche recente) non è certo confortante.

69 Scenario 1 Questa situazione dipende dallevoluzione prevedibile nei diversi raggruppamenti di età considerati. Nel periodo considerato: i giovani e gli anziani rimangono sostanzialmente stabili (effetto della stabilità del tasso di natalità utilizzato pari alla media del quinquennio e della chiusura del ciclo del baby boom ); gli adulti si riducono di un terzo circa.

70 Scenari possibili Lo spazio delimitato con linea tratteggiata ha un suo limite superiore, caratterizzato da scenari ad elevata natalità e attrattività e un limite inferiore, caratterizzato da scenari a bassa natalità e attrattività. Lo strumento permette la simulazione demografica dinamica con range sufficientemente a garantire un ampia forbice di iniziative sostenibili sul territorio. Iniziative che permettono di prendere in considerazione sia tassi possibili (ma improbabili) di natalità superiori al 2,1% e saldo migratorio positivo di individui/anno che, tassi possibili (ma improbabili) di natalità dello 0,6 % con saldo migratorio pari a zero.

71 Condivisione diagnosi Se non intervengono politiche specifiche nei prossimi anni, il vuoto demografico, verrà, molto probabilmente colmato in modo disordinato e orientato a massimizzare la soddisfazione di chi arriva senza considerare i bisogni di chi accoglie. Le azioni possibili in termini di politica demografica non devono essere sopravalutate. Il tasso di natalità non si incrementa né rapidamente né facilmente. La dinamica economica incide sulla popolazione principalmente tramite migrazioni mentre lelemento demografico agisce sulleconomia attraverso lazione delle componenti naturali. In altri Paesi sono state condotte esperienze significative. Esperienze francesi e tedesche evidenziano che si possono costruire politiche demografiche in grado di contrastare le tendenze al declino della natalità.Il problema a questo riguardo consiste prevalentemente nel monitorare lefficacia delle politiche pubbliche a questo fine attivate, dimensionandone lentità e simulandone e preventivamente lefficacia.

72 Dallo scenario base alle policies Valutare quali politiche specifiche di aumento graduale del tasso di natalità sono sostenibili a livello locale. Quale spesa è necessaria per portare il tasso di natalità dallattuale 12 ca per mille al 15 per mille? Attivare ricerche ed approfondimenti ad hoc che permettono di conoscere gli stati in essere delle variabili flusso e livello. Se lobiettivo non viene raggiunto nel tempo stabilito cè senzaltro almeno un motivo che con luso del simulatore può essere rapidamente individuato. Su questo vincolo vengono effettuate altre simulazioni fino a quando il risultato non viene raggiunto rispettando il vincolo di spesa. Il simulatore, supportato dal monitoraggio continuo dei risultati e dalla misurazione dello scostamento tra risultato auspicato e risultato verificato alimenta un intero ciclo di mandato

73 Esempio di politiche da attivare A seguito delle politiche di tipo A la popolazione tende a mantenere consistenze di poco inferiori a quelle del 2007.

74 Ipotesi di politiche da attivare La dinamica della popolazione giovane è sempre in crescita sia per la componente autoctona che per quella straniera.

75 Ipotesi di politiche da attivare La dinamica della popolazione adulta riduce la contrazione nelle dimensioni della componente autoctona e la divaricazione a forbice dello scenario naturale di modello 1 tra la le componenti.

76 Ipotesi di politiche da attivare La dinamica della popolazione anziana mantiene sostanzialmente invariato il comportamento dello scenario naturale di modello 1. Dove si riduce nella componente autoctona mentre aumenta in quella straniera.

77 Ipotesi di politiche da attivare Lindice di dipendenza strutturale si mantiene sostanzialmente ai livelli di modello 1, mentre quello di vecchiaia si abbassa sensibilmente a fine periodo.

78 Politiche A

79 Ipotesi ed esempi di politiche da attivare Politiche che devono rendere sinergiche o compatibili le dinamiche strutturali della città, con il contesto e i vincoli posti dal sistema generale. Politiche che devono dar vita ad una serie di impulsi di cambiamento concentrati su elementi strutturali del sistema (che permettano di aumentare il tempo disponibile per la cura dei figli, senza diminuzione di reddito famigliare). Politiche plurime e multidimensionali (non necessariamente dotate di elevati budget finanziari) per le quali sia evidente la reattività della popolazione alle iniziative assunte. Applicando le politiche di tipo A, relative al contrasto del declino del tasso di natalità (per quanto effettivamente fattibile a livello locale) e allattrazione di talenti (politiche tipo B), si ottiene nellesempio una forte riduzione della decrescita rilevata nella situazione delineata dallo scenario base. La situazione con tasso di natalità pari al 15 per mille e con attrattività selettiva pari a 200 individui annui, stabilizzati nel corso di tutto il periodo, permetterebbe almeno di contrastare la riduzione della popolazione residente. In questo caso la popolazione totale di fine periodo ammonterebbe a circa individui

80 Dimensionamento policies Policy APolicy BPolicy CPolicy D Comune Servizio Pubblico vincolo

81 Gestione performances Policy APolicy BPolicy CPolicy D Comune A1 A2 A3 B1 B2 B3 C1 C2 C3 Servizio 1 Servizio 2 Servizio 3

82 Esempi di supporto del simulatore alle politiche da attivare Per incrementare la natalità vanno attivate politiche di nicchia in grado di separare la parte irreversibile del fenomeno di riduzione della fertilità femminile, quella prevalentemente originata da fattori socioculturali, da quella reversibile prevalentemente dovuta a fattori economici. Oltre ai classici investimenti infrastrutturali si potrebbero attivare interventi specifici a bassa intensità di capitale, accordi, convenzioni, ecc. Intervenendo ad esempio su target selezionati per età della donna e tipo di datore di lavoro, si potrebbero finanziare misure di congedo tipo 150 ore. Se alle politiche relative a modello 2 si sommassero quelle relative a modello 3, la situazione potrebbe venire stabilizzata entro un paio di mandati amministrativi e poi mantenuta per tutto il periodo considerato.

83 Politiche B In questo caso le misure attrattive dovrebbero riguardare un certo numero individui allanno (tra talenti e manodopera qualificata) e dare origine ad una politica territoriale di gestione dei flussi migratori in collaborazione con i Paesi e le istituzioni coinvolte in un accordo internazionale tra città di arrivo e città di partenza dei migranti. Laccordo dovrebbe prevedere periodi di studio e titoli di accesso da conseguire prima di stabilirsi sul territorio di arrivo come già ampiamente sperimentato dallo Stato Israeliano in questi decenni.

84 Ipotesi di politiche da attivare Il risultato simulato più evidente di quanto appena visto è che con laumento del tasso di natalità e attraverso interventi mirati di selezione dei flussi migratori si potrebbe assestare la popolazione su livelli pressoché invariati nel periodo. Leffetto positivo di crescita della componente giovanile, oltre a ridurre ulteriormente il tasso di senilizzazione potrebbe dare origine a condizioni demografiche favorevoli per leconomia a partire dagli anni quaranta, quando arriveranno sul mercato del lavoro le generazioni nate negli anni 10 e 20. In ogni caso andrà affrontato il tema di come almeno garantire (attraverso il miglioramento della produttività totale dei fattori[i] – TFP - del sistema) lassorbimento dellincremento di dipendenza strutturale sulla parte attiva della popolazione, previsto. Verosimilmente si tratterà di una variazione della TFP del 15/20% circa, che andrà recuperato intervenendo sulla qualità dei fattori della produzione e sulla capacità del sistema territoriale di ampliare la sua frontiera di produzione, sviluppando e applicando buona ricerca e accrescendo il potenziale produttivo del territorio.[i] [i] Data una generica funzione di produzione, la produttività totale dei fattori è il rapporto tra la quantità di output e la quantità aggregata di input, in qualche modo misurate. La crescita nella produttività totale dei fattori rappresenta quella crescita nelloutput che non è spiegata dalla crescita nelluso di input. Non si dispone di dati comparabili a livello locale. Tuttavia losservazione della produttività nazionale comparata a livello internazionale nel passato (anche recente) non è certo confortante.

85 Il simulatore La conoscenza che deriva dalla gestione della struttura di relazioni sistemiche necessaria per costruire il simulatore può finalmente permettere di gestire, a livello comunale e/o di sistema locale del lavoro, delle vere e proprie politiche economiche territoriali (PET). Politiche che, grazie alla conoscenza di dettaglio della struttura presa in considerazione, possono venire calibrate con precisione sia in termini di target che di somma messa a disposizione. Politiche, quasi-sperimentali, che possono essere monitorate nei loro effetti con discreta facilità, riducendo lonerosità della valutazione entro confini conosciuti ex-ante.

86 Il simulatore congedo parentale il simulatore permette la verifica immediata del dimensionamento economico di una policy. Intervento che, in questo caso, consiste nella concessione di una certa quantità di ore retribuite di congedo di maternità per un biennio ad un target scelto sia in base a motivi di opportunità tecnica della policy (la fascia detà della madre) che di sostenibilità economica dellazione (il numero previsto di figli e la disponibilità economica dellEnte). In questo caso la politica di sostegno ipotizzata agisce su di una catena di effetti abbastanza corta e su di una leva direttamente a valle del problema strutturale (bassa natalità). Agendo sui tre cursori relativi alletà della madre, alle ore di permesso da concedere e al rimborso orario ipotizzato, si determina lampiezza e la profondità dellintervento comunale.

87 Analisi di sensitività A valle della simulazione, lo strumento utilizzato permette inoltre la realizzazione dellanalisi di sensitività necessaria per valutare a priori quale policy avrà maggiore impatto sulla popolazione ( ). Lanalisi di sensitività valuta leffetto su anche di minime variazioni delle costanti considerate nei cursori. I valori di sensitività sono interpretabili come pendenze di una retta e misurano leffetto del cambiamento della costante (variabile con cursore) su. Se, ad esempio, la modifica della costante: valore aggiunto per addetto, determinasse un valore di sensitività di , questo vorrebbe dire che un cambiamento unitario nel valore della costante (valore aggiunto per addetto) determina un cambiamento in di un fattore pari a: Quanto più elevato è il valore dei coefficienti di sensitività tanto maggiori saranno le variazioni positive o negative dei risultati effettivi rispetto a quelli risultanti dalle simulazioni. Le alternative che presentano valori più bassi di sensitività risultano meno rischiose perché le loro prospettive sono meno vulnerabili al variare delle grandezze da cui dipendono. Lanalisi di sensitività mira a migliorare il processo decisionale, rendendo possibile la valutazione della robustezza della decisione presa (ipotesi simulata). Lanalisi evidenzia i fattori il cui valore conviene meglio stimare e quelli che risulta opportuno mantenere sotto stretto controllo in fase di esecuzione del progetto. Lanalisi relativa alla costante: tasso di natalità, come è naturale aspettarsi, mantengono per tutto il periodo considerato un intervallo di confidenza del 99%.

88 Analisi di sensitività La stessa analisi, vista da un diverso punto di vista, evidenzia le frequenze relative, riscontrate nei 200 cicli di simulazione considerati.

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