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1 CONDOTTE AUTODISTRUTTIVE. PROBLEMI ETICI E BIOETICI? prof. Raffaele Sinno prof. Raffaele Sinno Docente di Bioetica ISSR di Benevento Docente di Bioetica.

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1 1 CONDOTTE AUTODISTRUTTIVE. PROBLEMI ETICI E BIOETICI? prof. Raffaele Sinno prof. Raffaele Sinno Docente di Bioetica ISSR di Benevento Docente di Bioetica ISSR di Benevento Università degli Studi di Bari. Università degli Studi di Bari.

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3 3 PER CONDOTTA AUTODISTRUTTIVA SINTENDE UN ATTO MEDIANTE IL QUALE UN SOGGETTO SI PROCURA LESIONI GRAVI FINO ALLA MORTE.

4 4 PER SUICIDIO ASSISTITO SINTENDE UN ATTO MEDIANTE IL QUALE UN MALATO SI PROCURALA MORTE GRAZIE ALLASSITENZA DELMEDICO: QUESTI PRESCRIVE I FARMACI NECESSARI AL SUICIDIO SU ESPLICITA RICHIESTA DEL SUO PAZIENTE E LO CONSIGLIA RIGUARDO LE MODALITA DI ASSUNZIONE LA CONDOTTA AUTODISTRUTTIVA PUÒ ESSERE UNAZIONE INTENZIONALMENTE DELIBERATA O, AL CONTRARIO, LEFFETTO DI UNA SERIE DI EVENTI IN SOGGETTI CON RIDOTTA O ANNULLATA CAPACITÀ DI INTENDERE, E RELAZIONARSI, CON IL MONDO CIRCOSTANTE.

5 5 SI DISTINGUONO DUE TIPI DI AUTOLESIONI: SI DISTINGUONO DUE TIPI DI AUTOLESIONI: AUTOLESIONI VOLONTARIE ; AUTOLESIONI VOLONTARIE ; AUTOLESIONI NON VOLONTARIE. AUTOLESIONI NON VOLONTARIE.

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7 7 IL TERMINE VOLONTARIO PONE UNA QUESTIO D ORDINE ETICO. LA VOLONTARIETÀ È SEMPRE SCELTA PROPORZIONALE, UN ADEGUAMENTO DELLA CONDOTTA A UN COMPORTAMENTO DELIBERATO, SOCIALMENTE VALIDO. LA VOLONTARIETÀ È SEMPRE SCELTA PROPORZIONALE, UN ADEGUAMENTO DELLA CONDOTTA A UN COMPORTAMENTO DELIBERATO, SOCIALMENTE VALIDO.

8 8 SE INTENZIONALITÀ INTENZIONALITÀ È COSCIENZA DEL PROPRIO AGIRE, E NELLA VOLONTÀ VOLONTÀ DELLA PERSONA CHE SI CONFORMANO LE SCELTE INDIVIDUALI A QUELLE COMUNITARIE.

9 9 LE CAUSE LESIVE MESSE IN OPERA DALLAGENTE PERSONA, ALLO SCOPO DI PRODURRE DANNI ORGANICI E FUNZIONALI SONO IN GENERE DI TRE ORDINI CAUSE MECCANICHE; CAUSE FISICHE ; CAUSE CHIMICHE CHIMICHE.

10 10 LE LESIONI POSSONO INTERESSARE LA CUTE, IL TESSUTOSOTTOCUTANEO, LE MUCOSE, GLI ORGANI ED APPARATI SINGOLARMENTE. SI POSSONO INGENERARE VERI STATI MORBOSI,COME LA RESTRIZIONE VOLONTARIA ALIMENTARE.

11 11 LE LESIONI CUTANEE PROVOCATE SONO DEFINITE PATOMIMIE E CONSISTONO IN FORME BOLLOSE O ULCEROSE, BEN DELIMITATE. SONO PROVOCATE DA SOSTANZE VEGETALI (RANUNCOLI), DA CAUSTICI ACIDI OD ALCALINI, O DA ANIMALI (CANTARIDI).

12 12 LE LESIONI DEL SOTTOCUTANEO SI POSSONO OTTENERE CON INIEZIONI DI PETROLIO, BENZINA, PARAFFINA, CON LA STESSA SALIVA, O CON LE INFISSIONI DI CORPI ESTRANEI LE LESIONI DEL SOTTOCUTANEO SI POSSONO OTTENERE CON INIEZIONI DI PETROLIO, BENZINA, PARAFFINA, CON LA STESSA SALIVA, O CON LE INFISSIONI DI CORPI ESTRANEI COME FRAMMENTI DI LEGNO. COME FRAMMENTI DI LEGNO.

13 13 LE LESIONI A CARICO DELLE MUCOSE RIGUARDANO LA CONGIUNTIVA E LURETRA CON LUSO DI SOSTANZE LE LESIONI A CARICO DELLE MUCOSE RIGUARDANO LA CONGIUNTIVA E LURETRA CON LUSO DI SOSTANZE TOSSICHE ED IRRITANTI O INFETTANTI. CLASSICA È LAUTOLESIONE CLASSICA È LAUTOLESIONE CON I SEMI DI RICINO.

14 14 PER LE INTOSSICAZIONI DA AUTOLESIONI QUELLE PIÙ FREQUENTI RIGUARDANO FARMACI AD AZIONE ELETTIVA COME LA DIGITALE E LA CHININA, O LUSO DELLACIDO PICRICO CHE SIMULA LITTERO.

15 15 UN VASTO CAPITOLO DELLE AUTOLESIONI VOLONTARIE RIGUARDA LASSUNZIONE DI METALLI TOSSICI DA PIOMBO, OPPURE LASSUNZIONE DI SOSTANZE PIRETOGENE, O L INTOSSICAZIONE VOLONTARIA DA MERCURIO.

16 16 NELLA DEFINIZIONE DI A.LESIONE VONTARIA SI DEVONO CONSIDERARE: LASPETTO TEMPORALE DELLA DECISIONE; IL CONFLITTO ETICO PSICOLOGICO; L EVENTO FINALE.

17 17 LASPETTO TEMPORALE DECISIONALE SINQUADRA NELLEVOLUZIONE E STRATIFICAZIONE DELLE MOTIVAZIONI IN PERSONALITÀ DEFINITE DISTURBATE, NON NECESSARIAMENTE PATOLOGICHE.

18 18 IL CONFLITTO ETICO E PSICOLOGICO ATTIENE AL CONCETTO DEL BIPOLARISMO, TRA SPINTE AUTOLESIONISTICHE E FATTORI FAVORENTI.

19 19 LA QUESTIONE DEI SUBSTRATI SOCIALI, FAVORENTI LATTO DELLAUTOLESIONE, È STATA INDICATA E STUDIATA DALLA LA QUESTIONE DEI SUBSTRATI SOCIALI, FAVORENTI LATTO DELLAUTOLESIONE, È STATA INDICATA E STUDIATA DALLA DICHIARAZIONE DI DIFESA SULLE AUTOLESIONI E LE RACCOMANDAZIONI PER PREVENIRE IL SUICIDIO. DICHIARAZIONE DI DIFESA SULLE AUTOLESIONI E LE RACCOMANDAZIONI PER PREVENIRE IL SUICIDIO. O.N.U., SETTEMBRE O.N.U., SETTEMBRE RACCOMANDAZIONE O.M.S., 10 SET RACCOMANDAZIONE O.M.S., 10 SET

20 20 I FATTORI SOCIALI FAVORENTI LE AUTOLESIONI VOLONTARIE SONO : LASSUNZIONE DI ALCOOL; LASSUNZIONE DI DROGHE CLASSICHE O DI ALLUGINOGENI ; LA DEPRESSIONE NELLA SUA FORMA DI CLUSTER SOCIALE.

21 21 IN TALE RAPPORTO SI INDICAVA CHE IN TALE RAPPORTO SI INDICAVA CHE LASSUNZIONE CRONICA DI ALCOOL È RESPONSABILE DI UN QUINTO DI TUTTI I SUICIDI, E RAPPRESENTA ATTUALMENTE IL PRINCIPALE FATTORE SOCIALE NEI GIOVANI, CON UNA PREOCCUPANTE CRESCITA NELLA POPOLAZIONE AL DI SOTTO DI 18 ANNI DETÀ.

22 22 LAUMENTO DELLE DROGHE PSICO ALLUCINOGENE PSICO ALLUCINOGENE È IN STRETTA CORRELAZIONE CON LAUMENTO DELLE AUTOLESIONI DISTRUTTIVE, GIUNGENDO A RAPPRESENTARE IL 20 %

23 23 LA DEPRESSIONE COME FENOMENO SOCIALE INDOTTO, È LA PRINCIPALE CAUSA DI AUTOLESIONI NEL MONDO. BEAUTRAUIS, IN UNO STUDIO DEL 2000, AFFERMA CHE ESSA RAPPRESENTERÀ NEL FUTURO IL 90% DI TUTTI I CASI DI SUICIDIO, ASSUMENDO UNA VERA E PROPRIA EMERGENZA SOCIALE. Beautrais AL., Risk for suicide and attempted suicide among young people. A national report prepared for National Health and Medical Research Council, Canberra, 2000.

24 24 IN OGNI SITUAZIONE PSICOATTUDIDINALE SI POSSONO ENUCLEARE PROBLEMI ETICI DI CARATTERE GENERALE : IN OGNI SITUAZIONE PSICOATTUDIDINALE SI POSSONO ENUCLEARE PROBLEMI ETICI DI CARATTERE GENERALE : 1)Una scarsa autostima generata o indotta da più fattori; 2)Un errata considerazione dei valori della vita; 3) Limpostazione educativa non armonica con la personalità del soggetto.

25 25 Lautostima Lautostima dipende da un buon livello di autocontrollo Leducazione Leducazione è fondamentale per l autostima equilibrata; Bassi Bassi livelli di autostima conducono ad un piacere di breve durata di tipo sostitutivo. FATTORI ETICI CHE REGOLANO LAUTOSTIMA :

26 26 LAUTOSTIMA DELLINDIVIDUO NON ATTIENE ALLA ESCLUSIVA FORMAZIONE PSICOLOGICA, MA ALLA FORMAZIONE LAUTOSTIMA DELLINDIVIDUO NON ATTIENE ALLA ESCLUSIVA FORMAZIONE PSICOLOGICA, MA ALLA FORMAZIONE DEL CENTRO PERSONALE.

27 27 LA CONSIDERAZIONE CHE OGNUNO DI NOI HA DEL VALORE DELLA VITA SICURAMENTE SI EDUCA, E CONTEMPORANEAMENTE SI SOVRASTRUTTURA OGGETTIVAMENTE LA CONSIDERAZIONE CHE OGNUNO DI NOI HA DEL VALORE DELLA VITA SICURAMENTE SI EDUCA, E CONTEMPORANEAMENTE SI SOVRASTRUTTURA OGGETTIVAMENTE NEL CENTRO PERSONALE.

28 28 IL PRINCIPIO ETICO IL PRINCIPIO ETICO PRIMUN NON NOCERE PRIMUN NON NOCERE RIGUARDA IL PRIMO IL LIVELLO DEL SELF, E SOLO SUCCESSIVAMENTE IL NON SELF.

29 29 I TRE LIVELLI DELLA VITA: QUELLO BIOLOGICO; PSICHICO; SPIRITUALE; SI INTEGRANO O SI STRUTTURANO?

30 30 NELLAUTOLESIONE LA VISIONE DELLA VITA È ALTERATA NEI SUOI LIVELLI DINTEGRAZIONE, NELLAUTOLESIONE LA VISIONE DELLA VITA È ALTERATA NEI SUOI LIVELLI DINTEGRAZIONE, E DI SOVRASTRUTTURAZIONE. E DI SOVRASTRUTTURAZIONE.

31 31 IL CENTRO PERSONALE (VOLONTARIO) NON FONDA QUELLO NON FONDA QUELLOPSICOLOGICO(MOTIVAZIONALE) CHE NON COORDINA QUELLO BIOFISIOLOGICO

32 32 VIENE SCARDINATO IL PARADIGMA ETICO VIENE SCARDINATO IL PARADIGMA ETICO CHE AFFERMA: CHE AFFERMA: AGIRE SEMPER SEQUITUR ESSE AGIRE SEMPER SEQUITUR ESSE

33 33 LAUTOLESIONE VOLONTARIA FRANTUMA LAUTOLESIONE VOLONTARIA FRANTUMA LUNITARIETÀ E LINTEGRITÀ LUNITARIETÀ E LINTEGRITÀ DELLA PERSONA. DELLA PERSONA.

34 34 CI SONO DATI CASISTICI, RIGUARDO LE LESIONI AUTODISTRUTTIVE DI TIPO VOLONTARIO CHE POSSONO GIUNGERE FINO AL SUICIDIO ?

35 35 I DATI SONO INDIRETTAMENTE I DATI SONO INDIRETTAMENTE ESTRAPOLABILI DA QUELLI INTERNAZIONALI, ED EUROPEI, SUL SUICIDIO.

36 36 NEL MONDO LA % DEL SUICIDIO SI È ATTESTATA INTORNO AL 14, 1% OGNI ABITANTI, CON UN AUMENTO VERTIGINOSO IN ALCUNE AREE MONDIALI QUALI LINDIA, SFATANDO LIDEA DI UNA DIRETTA PROPORZIONE TRA SOCIETÀ CONSUMISTICHE-EDONISTICHE, E SCELTE AUTOLESIVE.

37 37 I DATI SULLE LESIONI AUTODISTRUTTIVE TROVERANNO UNA LORO SPECIFICA COLLOCAZIONE NEL 2009, QUANDO SARANNO PUBBLICATI I RISULTATI DELLA COMMISSIONE EUROPEA I DATI SULLE LESIONI AUTODISTRUTTIVE TROVERANNO UNA LORO SPECIFICA COLLOCAZIONE NEL 2009, QUANDO SARANNO PUBBLICATI I RISULTATI DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER I DIRITTI DELLE DONNE E LUGUAGLIANZA DI GENERE. PER I DIRITTI DELLE DONNE E LUGUAGLIANZA DI GENERE.

38 38 PER I DATI SULLE AUTOLESIONI FONDAMENTALE È IL RAPPORTO WIDMER PER I DATI SULLE AUTOLESIONI FONDAMENTALE È IL RAPPORTO WIDMER ( ) DELLA REPUBBLICA ELVETICA. LA SVIZZERA SI È ATTESTALA AL 19,1% DI SUICIDI E TENTATI SUICIDI, CON UN DATO SORPRENDENTE. IL 2% DI TUTTI I DECESSI ERA DA RICONDURRE AD UNA TENTATA AUTOLESIONE.

39 39 AD OGNI SUICIDIO CORRISPONDONO 15 AD OGNI SUICIDIO CORRISPONDONO 15 TENTATIVI DI AUTOLESIONI GRAVI, CHE NON TERMINANO CON LA PERDITA DELLA VITA. Rapporto Widmer, Suicidio e prevenzione in Svizzera, Aprile 2005, p12. Rapporto Widmer, Suicidio e prevenzione in Svizzera, Aprile 2005, p12.

40 40 I DATI DELLO STATO FEDERALE ELVETICO I DATI DELLO STATO FEDERALE ELVETICO DIMOSTRANO UN AUMENTO IN DIMOSTRANO UN AUMENTO IN PERCENTUALE ANNUA DELLA PRATICA PERCENTUALE ANNUA DELLA PRATICA DELLE LESIONI AUTODISTRUTTIVE. DELLE LESIONI AUTODISTRUTTIVE.

41 41 I DATI ITALIANI RIGUARDO LE AUTOLESIONI SONO ESTRAPOLABILI DALLA STATISTICA GIUDIZIARIA DEL 2003 : SUICIDI REALIZZATI 3.361; SUICIDI REALIZZATI 3.361; TENTATI SUICIDI * TENTATI SUICIDI * * giustizia in cifre.istat.it, 2003.

42 42 UNA PRIMA CAUSA TRA I GIOVANI DEL UNA PRIMA CAUSA TRA I GIOVANI DEL TENTATO SUICIDIO E DELLE LESIONI AUTOPROCURATE È LINSUCCESSO SCOLASTICO. IN GIAPPONE LA % SUPERA IN GIAPPONE LA % SUPERA IL 50.

43 43 SECONDA CAUSA È LABUSO DELLA SECONDA CAUSA È LABUSO DELLA SOSTANZE ALLUCINOGENE. STUDI CONFERMANO IL RAPPORTO STUDI CONFERMANO IL RAPPORTO TRA LUSO DELLE DROGHE SINTETICHE ED I TENTATIVI DI SUICIDO ED I TENTATIVI DI SUICIDO.

44 44 TERZA CAUSA: TERZA CAUSA: LA SOLITUDINE ESISTENZIALE. LA SOLITUDINE ESISTENZIALE.

45 45 QUARTA CAUSA: QUARTA CAUSA: DISTURBI EMOZIONALI E PSICHICI. DISTURBI EMOZIONALI E PSICHICI.

46 46 RICERCA EPIDEMIOLOGICA DELL A.B.A. RICERCA EPIDEMIOLOGICA DELL A.B.A. NEL 2000, TUTTI I DATI RELATIVI A SITUAZIONI EMERGENTI DI ANORESSIA E BULIMIA, SI ACCOMPAGNAVANO AD AUTOLESIONI NEL 4,6 % DEI CASI.

47 47 NELLE RACCOMANDAZIONI OMS DEL 2005:STRATEGIE DI PREVENZIONE SUL SUICIDIO NELLE RACCOMANDAZIONI OMS DEL 2005:STRATEGIE DI PREVENZIONE SUL SUICIDIO SI RIBADISCE IL CONCETTO, DETTATO DALLA STATISTICA, CHE UN PRECEDENTE TENTATIVO DI AUTOLESIONE AUMENTA IL RISCHIO DI UN SUCCESSIVO ATTO SUICIDIARIO DEL 40 %, E CHE IL 15 % DELLE PERSONE CHE HANNO GIÀ TENTATO DI TOGLIERSI LA VITA RIESCE NEL LORO INTENTO. DALLA STATISTICA, CHE UN PRECEDENTE TENTATIVO DI AUTOLESIONE AUMENTA IL RISCHIO DI UN SUCCESSIVO ATTO SUICIDIARIO DEL 40 %, E CHE IL 15 % DELLE PERSONE CHE HANNO GIÀ TENTATO DI TOGLIERSI LA VITA RIESCE NEL LORO INTENTO.

48 48 LE RACCOMANDAZIONI DEL NUOVO DOCUMENTO PER LIMITARE LE AUTOLESIONI, CHE POSSONO ARRIVARE AL SUICIDIO, SONO DI CINQUE LIVELLI. LE RACCOMANDAZIONI DEL NUOVO DOCUMENTO PER LIMITARE LE AUTOLESIONI, CHE POSSONO ARRIVARE AL SUICIDIO, SONO DI CINQUE LIVELLI.

49 49 1 RACCOMANDAZIONE : 1 RACCOMANDAZIONE : LA PROPORZIONALE RIDUZIONE DI TALI ATTI SI PUÒ OTTENERE, NELLE PERSONE CON DISTURBI PSICHICI, CON LA COSTITUZIONE DI SPECIALIZZATE UNITÀ PSICHIATRICHE, CAPACI DI RELAZIONARSI CON STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE. LA PROPORZIONALE RIDUZIONE DI TALI ATTI SI PUÒ OTTENERE, NELLE PERSONE CON DISTURBI PSICHICI, CON LA COSTITUZIONE DI SPECIALIZZATE UNITÀ PSICHIATRICHE, CAPACI DI RELAZIONARSI CON STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE.

50 50 2 RACCOMANDAZIONE : T ALI T ALI UNITÀ PSICHIATRICHE HANNO IL COMPITO DEFFETTUARE PERIODICHE REVISIONI DEI TRATTAMENTI IN ATTO SULLA DEPRESSIONE SEGUENDO TALI LINEE GUIDA : a)Che a)Che tale trattamento sia comprensivo ed effettivo; b) b) Il trattamento farmacologico sia adeguato ; c) c) Considerare ogni potenziale soggetto come un individuo capace di recare, in qualsiasi momento,un grave danno alla sua incolumità: un potenziale suicida.

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52 52 3 Raccomandazione : 3 Raccomandazione : IL SISTEMA DELLA SALUTE PUBBLICA PROMUOVA PROGRAMMI, D INFORMAZIONE E RESPONSABILIZZAZIONE DELLA POPOLAZIONE PER IL TRATTAMENTO DEI DISORDINI MENTALI, E DI TUTTE QUELLE SITUAZIONI DI GRAVE DISADATTAMENTO SOCIALE,CHE INDUCONO A GRAVI COMPORTAMENTI AUTOLESIVI. IL SISTEMA DELLA SALUTE PUBBLICA PROMUOVA PROGRAMMI, D INFORMAZIONE E RESPONSABILIZZAZIONE DELLA POPOLAZIONE PER IL TRATTAMENTO DEI DISORDINI MENTALI, E DI TUTTE QUELLE SITUAZIONI DI GRAVE DISADATTAMENTO SOCIALE,CHE INDUCONO A GRAVI COMPORTAMENTI AUTOLESIVI.

53 53 4 RACCOMANDAZIONE: 4 RACCOMANDAZIONE: DEVONO ESSERE CONCORDATI PROGRAMMI EDUCATIVI, IN CUI SI ATTUINO DEVONO ESSERE CONCORDATI PROGRAMMI EDUCATIVI, IN CUI SI ATTUINO PERCORSI PROTETTIVI AL SUICIDIO : Esigenza di esplicazione dei fattori individuali; Esigenza di esplicazione dei fattori individuali; Competenze dascolto sociale; Competenze dascolto sociale; Programmi di ricerca che elevino la fiducia a Programmi di ricerca che elevino la fiducia a fattore di crescita fattore di crescita Puntare ad una relisenza verificata.* Puntare ad una relisenza verificata.*

54 54 IL CONCETTO DI RESILENZA VIENE INSERITO IN QUESTA RACCOMANDAZIONE, DA UN PROGRAMMA TERRITORIALE AUSTRALIANO LIFE A FRAMEWORK FOR PREVENTION OF SUICIDE AND SELF–HARM IL CONCETTO DI RESILENZA VIENE INSERITO IN QUESTA RACCOMANDAZIONE, DA UN PROGRAMMA TERRITORIALE AUSTRALIANO LIFE A FRAMEWORK FOR PREVENTION OF SUICIDE AND SELF–HARM CHE INDICAVA: CHE INDICAVA: - PROMOZIONE DEL BENESSERE E RESILENZA; - POTENZIAMENTO DELLA VERIFICA TERRITORIALE DEI SOGGETTI A RISCHIO; SOGGETTI A RISCHIO; - OFFERTE DECENTRALIZZATE E SOSTEGNO DELLE FASCE DI POPOLAZIONE A RISCHIO; POPOLAZIONE A RISCHIO; - PARTENIERTATI CON MINORANZA ETNICHE. Richardson G.E., Mental health Promontion trough Resilience Education., in International Journal of Emergency Mental Health 2002, 4: of Emergency Mental Health 2002, 4:

55 55 PER RESILENZA SINTENDE LA CAPACITÀ PSICHICA E FISICA DI SUPERARE LE SITUAZIONI DIFFICILI COME UNA GRAVE MALATTIA, LA PERDITA DI UNA PERSONA PER RESILENZA SINTENDE LA CAPACITÀ PSICHICA E FISICA DI SUPERARE LE SITUAZIONI DIFFICILI COME UNA GRAVE MALATTIA, LA PERDITA DI UNA PERSONA CARA,UN LUNGO PERIODO DI DISOCCUPAZIONE SENZA CONSEGUENZE CRONICHE. A FAVORIRE IL GRADO DI RESILENZA DI UNA PERSONA SONO IL CONTESTO SOCIALE ED ECONOMICO, LA VITA BIOLOGICA E LA VISIONE POSITIVA DELLA VITA CHE EGLI POSSIEDE.

56 56 5. RACCOMANDAZIONE : 5. RACCOMANDAZIONE : SOSTENERE LA FAMIGLIA INTEGRANDOLA IN UN SISTEMA, DI TASK FORCE, RIVOLTO ALLA DIFESA DEI SOGGETTI PIÙ A RISCHIO.

57 57 IL DOCUMENTO O.M.S. INDICA COME LA % DEI TENTATI SUICIDI È IN RELAZIONE A : NON ESCLUSIVA CORRELAZIONE CON LA MALATTIA PSICHICA; PRESENZA DI CONTEMPORANEE MALATTIE INVALIDANTI; ABUSO DI ALCOOL E DI F.PSICO- ALLUCINOGENI FATTORI SOCIALI FAVORENTI IL DISTACCO DALLA SOCIETÀ;

58 58 RECENTEMENTE NUMEROSI RICERCATORI HANNO IPOTIZZATO UN FATTORE COMUNE TRA LE CONDOTTE AUTOAGGRESSIVE E QUELLE DI TIPO ETEROAGGRESSIVE LEGATE DALLA RIDUZIONE DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI. QUESTI STUDI HANNO RIPROPOSTO LA QUESTIONE DI UN CONTROLLO DI TIPO NEUROBIOLOGICO SULLAUTOAGRESSIVITA.

59 59 ESISTE UN DETERMINISMO NEUROBIOLOGICO NELLAUTOAGRESSIONE ? NELLAUTOAGRESSIONE ?

60 60 DIVERSI AUTORI, ( Linnoilla et.coll, 1983), HANNO RICONFERMATO I CLASSICI STUDI DI ASBERG DEL 1976, SULLA CORRERALZIONE TRA BASSI LIVELLI DI 5-IDROSSIINDOLACETICO NEI SOGGETTI VIOLENTI CON DESIDERI IMPULSIVI, O CHE AVEVANO EFFETTUATO UN AUTO AGGRESSIONE.

61 61 IL CONCETTO DELLA PREDETERMINAZIONE GENETICA, CON SCHEMI DI CONDOTTA DI GENETICA, CON SCHEMI DI CONDOTTA DI TIPO STEREOTIPATO, DA SOLA NON SPIEGA TIPO STEREOTIPATO, DA SOLA NON SPIEGA IL COMPORTAMENTO AUTOAGGRESSIVO. IL COMPORTAMENTO AUTOAGGRESSIVO. LA VITA DI UN UOMO DIPENDE SEMPRE LA VITA DI UN UOMO DIPENDE SEMPRE DALLINTERAZIONE TRA NATURA E CULTURA, DALLINTERAZIONE TRA NATURA E CULTURA, COME INDIVIDUO E PERSONA EGLI POSSIEDE LA FACOLTA DI RIFLETTERE E MODULARE LE RISPOSTE, INTEGRANDOLE IN SISTEMI DI VALUTAZIONE COMPLESSI.

62 62 E CERTO CHE ESISTONO UNA SERIE DI COMPORTAMENTI AUTOAGGRESSIVI IN CUI SI PUO AFFERMARE CHE ESISTA UNA VULNERABILITA GENICA ( ELLIOT, 1990). E NOTO CHE ESISTE UNA CORRELAZIONE E NOTO CHE ESISTE UNA CORRELAZIONE GENICA CON IL GENOTIPO XXYY A 47 CROMOSOMI IN CUI SI OSSERVANO UN AUMENTO DELLAGGRESSIVITA CONTRO SE STESSI E LAMBIENTE CHE LI CIRCONDA

63 63 ALTRI FATTORI GNETICI SONO IMPUTABILI NEL DISTURBO DEL DEFICIT DELLATTENZIONE, O NELLA SINDROME DEL DISCONTROLLO EPISODICO DEGLI IMPULSI E NELLE SINDROMI DEL DISTURBO DI PERSONALITA ANTISOCIALE. I DISTURBI SAREBBERO COLLEGATI AD UNA BASSA PRODUZIONE DI SEROTONINA E ALLA CONTEMPORANEA IPERPRODUZIONE NORADRENERGICA.

64 64 IN QUESTE SINDROMI BORD-LINE, DEI DISTURBI DELLA PERSONALITA, IL FATTORE GENICO E CORRELATO AD UN INTEGRAZIONE DI FATTORI BIOLOGICI ED AMBIENTALI, COME HANNO EVIDENZIATO GLI STUDI DI REID 1978, E QUELLI ULTERIORI DI ELLIOT DEL 1997.

65 65 LE PRINCIPALI STRUTTURE ANATOMICHE CHE SONO COINVOLTE NEL CONTROLLO DELLA AGGRESSIVITA SONO : AGGRESSIVITA SONO : 1) I NUCLEI DELLAMIGDALA; 2) LE FORMAZIONI IPPOCAMPALI; 3) LE AREE DEL RAFE DEL FASCIO MEDIALE DEL DIENCEFALO; DEL DIENCEFALO; 4) LA CORTECCIA PREPIRIFORME 5) IL TUBERCOLO OLFATTORIO; 6) IL NUCLEO TEGMENTALE DEL FASCICOLO DORSALE LONGITUDINALE; DORSALE LONGITUDINALE; 7) IL NUCLEO CENTRALE SUPERIORE.

66 66 LE CARATTERISTICHE CLINICO-SEMIOLOGICHE DELLATTO AUTOAGGRESSIVO SONO DELLATTO AUTOAGGRESSIVO SONO CARATTERIZZATE DA : CARATTERIZZATE DA : TEMPERAMENTI VIOLENTI; TEMPERAMENTI VIOLENTI; IRRITABILITA A MICCIA CORTA ; IRRITABILITA A MICCIA CORTA ; FREQUENTI VIOLENZE FISICHE ; FREQUENTI VIOLENZE FISICHE ; COMPORTAMENTI IMPULSIVI; COMPORTAMENTI IMPULSIVI; TENTATIVI FREQUENTI DAUTOLESIONI COME TENTATIVI FREQUENTI DAUTOLESIONI COME SALTARE FUORI DALLA MACCHINA N MOVIMENTO, SALTARE FUORI DALLA MACCHINA N MOVIMENTO, DEFENESTRARSI ; DEFENESTRARSI ; FREQUENTI CONFLITTI CONTRO LAUTORITA FREQUENTI CONFLITTI CONTRO LAUTORITA

67 67 NELLE TEORIE CLASSICHE LATTO PRESUICIDARIO ERA CONSIDERATO PREDITTIVO DI UNO SVILUPPO PSCHICO PATOLOGICO PRESUICIDARIO ERA CONSIDERATO PREDITTIVO DI UNO SVILUPPO PSCHICO PATOLOGICO.

68 68 LA SINDROME DEL PRESUICIDIO O DELLAUTOAGGRESSIONE RIPETUTA EINDICATA DA TRE ELEMENTI FONDAMENTALI DELLAUTOAGGRESSIONE RIPETUTA EINDICATA DA TRE ELEMENTI FONDAMENTALI LA EINENGUN; LA EINENGUN; LAGGRESSIVITA REPRESSA CONTRO SE STESSO; LAGGRESSIVITA REPRESSA CONTRO SE STESSO; LE FANTASIE SUICIDIE LE FANTASIE SUICIDIE

69 69 IL TENTATO SUICIDIO O LA GRAVE AUTOLESIONE E UN GESTO SOSTENUTO DA UNA RICHIESTA DI AIUTO. E PARADOSSALMENTE UN RICHIAMO DEGLI ALTRI VERSO SE STESSO.

70 70 LA CONDOTTA AUTOAGGRESSIVA RAPPRESENTA UN FENOMENO DRAMMATICO, DOVE MOTIVAZIONI CONSCE ED INCONSCE SI INTRECCIANO, DOVE COSTANTE E LA NON TOLLERANZA DI UNA SITUAZIONE ATTUALE, E DOVE SEMPRE E PRESENTE UN SENTIMENTO DI VUOTO ESISTENZIALE. FIZZOTTI E GISMONDI, 1991

71 71

72 72 PARERE DEL COMITATO DI BIOETICA PARERE DEL COMITATO DI BIOETICA 17 LUGLIO 1998, SULLA PREVENZIONE DEL 17 LUGLIO 1998, SULLA PREVENZIONE DEL SUICIDIO E DELLE AUTOLESIONI. SUICIDIO E DELLE AUTOLESIONI.

73 73 LAUTOLESIONE NON RIVESTE SOLO LASPETTO PREDITTIVO DELLA LESIONE FISICO-BIOLOGICA, DI SQUILIBRIO PSICHICO OPPURE DI SEMPLICE INDICAZIONE CRIMINOLOGICA, MA ASSUME TUTTE QUESTE VALENZE IN UN SIGNIFICATO ETICO. IN UN SIGNIFICATO ETICO.

74 74 LAUTOLESIONE PUÒ ESSERE COMPRESA CON LAUTOLESIONE PUÒ ESSERE COMPRESA CON ATTENZIONE PSICOLOGICA, RELAZIONATA NELLE SUE VALENZE SOCIOLOGICHE, ATTENZIONE PSICOLOGICA, RELAZIONATA NELLE SUE VALENZE SOCIOLOGICHE, INDAGATA NELLE MOTIVAZIONI ANTROPOLOGICHE, STUDIATA NELLE COMPLESSITÀ CRIMINOLOGICHE, E NECESSITA DELLA VALUTAZIONE ETICA, INTESA COME CONDITIO DI POSSIBILITÀ–NON POSSIBILITÀ.

75 75 LA POSSIBILITÀ O MENO DI UN ATTO LA POSSIBILITÀ O MENO DI UN ATTO VOLONTARIO AUTODISTRUTTIVO E IN RELAZIONE: 1.ALLA LIBERTÀ DEL SOGGETTO; 2.AL VALORE DI DIGNITA DELLA VITA E MORTE; 3. AL VALORE DELLA SUA QUALITÀ; 4. ALLA DISPONIBILITÀ O MENO DELLA VITA.

76 76 E PARADOSSALE CONSIDERALRO UN ATTO DI LIBERTÀ PERCHÉ TALE GESTO ANNULLA, LA SOPPRESSIONE TOTALE DELLA LIBERTÀ. E UN END POINT. L AUTOLESIONE RIDUCE IL LIVELLO DI LIBERTÀ, E RIDUCE LUOMO A CREATURA REGOLATA DALLISTINTIVITÀ, DALLA PASSIONE, NON DALLA CRESCITA ARMONICA TRA CORPO, PSICHE E SPIRITO L AUTOLESIONE RIDUCE IL LIVELLO DI LIBERTÀ, E RIDUCE LUOMO A CREATURA REGOLATA DALLISTINTIVITÀ, DALLA PASSIONE, NON DALLA CRESCITA ARMONICA TRA CORPO, PSICHE E SPIRITO.

77 77 LA LIBERTA DEL SOGGETTO NON PUO LA LIBERTA DEL SOGGETTO NON PUO ANNULLARE IL VALORE INTRINSECO ANNULLARE IL VALORE INTRINSECO DELLA PERSONA. Il COMUNE DENOMINATORE NELLA VITA Il COMUNE DENOMINATORE NELLA VITA SI RIFERISCE AL CONCETTO DI CREATURA CHE HA IL COMPITO DI PRESERVARE LA SUA IDENTITA BIOLOGICA–PSCIHICA –SPIRITUALE.

78 78 LIDENTITA GENICA, QUELLA PSICOLOGICA, LIDENTITA GENICA, QUELLA PSICOLOGICA, E COMUNITARIA SI CONIUGA E SIDENTIFICA NEL VALORE RELAZIONALE DELLA PERSONA UMANA. E LESPRESSIONE AUTOREFERENZIALE E LESPRESSIONE AUTOREFERENZIALE DELLA VITA.

79 79 LA VITA BIOLOGICA, LA VITA BIOGRAFICA, LA VITA BIOLOGICA, LA VITA BIOGRAFICA, LESPERIENZA PSICO-SOCIALE, E QUELLA SPIRITUALE, DI UNA PERSONA SONO UN SPIRITUALE, DI UNA PERSONA SONO UN SUO ESCLUSIVO PATRIMONIO ? SUO ESCLUSIVO PATRIMONIO ?

80 80 NELLA CULTURA POSTMODERNA SI E DETERMINATO UNA PERDITA DI SENSO DEL SIGNIFICATO DELLA VITA. PER TALE MOTIVO LA STESSA MORTE NON RAPPRESENTA PIU UN LIMITE ESISTENZIALE.

81 81 LA LIBERA MORTE VIENE A ME, LA LIBERA MORTE VIENE A ME, PERCHÉ IO LA VOGLIO. PERCHÉ IO LA VOGLIO., Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno Friedrich Wilheim Nietzsche, Così parlò Zarathustra. Un libro per tutti e per nessuno

82 82 LA MORTE E NELLA FILOSOFIA ESISTENZIALISTA UN PESO E UNA BENEDIZIONE UN PESO E UNA BENEDIZIONE.

83 83 PESO COME POSSIBILITA PERMANENTE; BENEDIZIONE BENEDIZIONE COME NECESSITA FINALE.

84 84 LA VITA PUO ESSERE CONSIDERATA UN LA VITA PUO ESSERE CONSIDERATA UN DONO DA CHI SOTIENE LA SUA SACRALE DONO DA CHI SOTIENE LA SUA SACRALEINTANGIBILITA. UNA CREATURA CHE PRESERVA UNA CREATURA CHE PRESERVA LIMAGO CHE DIO LE HA FORNITO. LIMAGO CHE DIO LE HA FORNITO.

85 85 LA SACRALITA DELLA VITA SOTTENDE LA SACRALITA DELLA VITA SOTTENDE UNA VISIONE ONTOLOGICA DELLA VITA.

86 86 NELLA VISIONE SACRALE SACRALE : La La vita possiede un intrinseco ed infinito valore; sua preservazione è il primo imperativo morale; Tutte Tutte le vite hanno eguale valore; Lessere umano non è padrone della vita.

87 87 LA VITA E CONTEMPORANEAMENTE LA VITA E CONTEMPORANEAMENTE SINTESI TRA IL SUO VALORE SACRALE E SUA SINTESI TRA IL SUO VALORE SACRALE E SUA CONTESTUALIZZAZIONE QUALTITIVA. CONTESTUALIZZAZIONE QUALTITIVA.

88 88 ABBIAMO IL COMPITO DI PRESERVARE ABBIAMO IL COMPITO DI PRESERVARE LIMMAGINE CHE LA VITA CI HA DONATO, LIMMAGINE CHE LA VITA CI HA DONATO, POICHE IN ESSA SAIMO INSCRITTI, NON COME PESO, E CON RESPONSABILTA DOBBIAMO TRATTARLA. J. TESTART, LA VITA IN VENDITA, LINDAU,TORINO, 2004, p.122.

89 89 E POSSIBILE UTILIZZARE UN CRITERIO TELEOLOGICO CHE CI FACCIA RICONOSCERE LA DIGNITÀ DELLA VITA, LA SUA INDISPONIBILITÀ?

90 90 LA VITA È SACRA LA VITA È SACRA PERCHÉ QUALITATIVAMENTE VALIDA, E QUALITATIVAMENTE UNICA PERCHÉ SACRA. PERCHÉ QUALITATIVAMENTE VALIDA, E QUALITATIVAMENTE UNICA PERCHÉ SACRA. R. SINNO, CONFRONTI FONDATIVI IN BIOETICA. LA VITA TRA SACRALITÀ E QUALITÀ, R. SINNO, CONFRONTI FONDATIVI IN BIOETICA. LA VITA TRA SACRALITÀ E QUALITÀ, LEVANTE, BARI, 2002, p.116. LEVANTE, BARI, 2002, p.116.

91 91 LA VISIONE CONSEGUENZIALISTA SI LA VISIONE CONSEGUENZIALISTA SI ATTIENE AL PRINCIPIO CHE LA VITA ATTIENE AL PRINCIPIO CHE LA VITA E UN DONO, E UN DONO, DI CONSEGUENZA E INTANGIBILE. DI CONSEGUENZA E INTANGIBILE.

92 92 NELLA VISIONE PROPORZIONALSTA, LINTAGIBILITA DELLA VITA LINTAGIBILITA DELLA VITA E PROPORZIONATO E RELAZIONATO E PROPORZIONATO E RELAZIONATO AGLI EFFETTI POSITIVI O NEGATIVI AGLI EFFETTI POSITIVI O NEGATIVI DELLAZIONE, ALLINTENZIONALITA DELL AGENTE MORALE, ALLE PROPORZIONALITA DELLE CONSEGUENZE DELLATTO.

93 93 IL TENTATO SUICIDO È UN GESTO INTIMAMENTE SOLITARIO. INTIMAMENTE SOLITARIO. L AUTOLESIONE ACQUISTA L AUTOLESIONE ACQUISTA UNA NEGAZIONE DELLA RELAZIONALITÀ, UNA NEGAZIONE DELLA RELAZIONALITÀ, PRIMA CHE DEL DANNO BIOLOGICO. PRIMA CHE DEL DANNO BIOLOGICO.

94 94 E FONDAMENTALE EVITARE DI NEGARE IL PROBLEMA. QUESTO FENOMENO È DRAMMATICAMENTE PRESENTE NEL TENTATIVO DI NASCONDRE LE AUTOLESIONI. SI TENTA DI CONFINARLE AD ESCLUSIVI PROBLEMI PSCICHICI, O DI PATOLOGIE COMPORTAMENTALI.

95 95 LA PREVENZIONE DELLE SINDROMI AUTOLESIVE DEVE OTTEMPERARE UNA VALUTAZIONE CLINICA, PER CUI DEVONO ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONI LE LA PREVENZIONE DELLE SINDROMI AUTOLESIVE DEVE OTTEMPERARE UNA VALUTAZIONE CLINICA, PER CUI DEVONO ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONI LE ESPERIENZE DEL SOGGETTO, ED IL MECCANISMO DI ADATTAMENTO ALLO STRESS.

96 96 LA PREVENZIONE ETICA DELLE SINDROMI AUTODISTRUTTIVE SI FONDA SU DI UN PERCORSO CHE FACCIA EMERGERE UN DIALOGO, IN CUI I SOGGETTI POTREBBERO ATTIVARE MECCANISMI DI DIFESA NEI CONFRONTI DELLE IDEE AUTOLESIVE.

97 97 I MECCANISMI DI DIFESA QUALI LA NEGAZIONE, LA BANALIZZAZIONE, LA RAZIONALIZZAZIONE ED IL FATALISMO SONO ORIENTATI AL RECUPERO DEL SENSO PERSONALE. UNA FIDUCIA NEL RECUPERO DEL SENSO RELAZIONALE, CON LA CAPACITÀ DI AUTOPROIETARSI NEL FUTURO.

98 98 PARTICOLARE ATTENZIONE BIOETICA RIGUARDA LA SINDROME AUTOLESIVA DI MUNCHAUSEN. SI TRATTA DI UNDISORDINE MENTALE CHE COLPISCE MADRI CHE RACCONTANO MALATTIE E SINTOMI FANTASTICI SUI FIGLI, IN QUALCHE CASO ARRIVANDO A CAUSARNE LA MORTE.

99 99 LA SINDROME FU SCOPERTA DAL PEDIATRA INGLESE ROY MEADOW CHE, SU LANCET, SEGNALÒ IL CASO DI UNA MADRE CHE SOMMINISTRAVA AL FIGLIO, PER 15 MESI, DOSI TOSSICHE DI SALE, PROCURANDOGLI VOMITO E DIARREA, CON RICOVERO SUCCESSIVO, CUI SEGUIVA UN ULTERIORE PEGGIORAMENTO, QUANDO IL BAMBINO VENIVA DIMESSO A DOMICILIO.

100 100 E UNA PERSONALITÀ DEVIATA DI TIPO PASSIVO-AGGRESSIVO,PARANOIDE, NARCISICTICA, CHE SI MIMITEZZA FACILMENTE IN UN SOGGETTO MORBOSAMENTE LIGIA AL DOVERE E AI PRECETTI EDUCATIVI.PARADOSSAMENTE È UNA MAMMA IPERPROTETTIVA, CHE È CONTRO OGNI FORMA DI DANNO SULLA VITA. E CONTRO LABORTO ED IL SUICIDIO, MA INTANTO IL SUO AMORE OSSESIVO UCCIDE.

101 101 LA RIFLESSIONE BIOETCA TRAE UNA SERIE DI LA RIFLESSIONE BIOETCA TRAE UNA SERIE DI CONSIDERAZIONI SULLE AUTOLESIONI : CONSIDERAZIONI SULLE AUTOLESIONI : 1. CONSIDERAZIONE. 1. CONSIDERAZIONE. COMPORTAMENTI NON CRITICI SUL SENSO DELLA VITA POSSONO, IN PARTICOLARI PREDISPOSIZIONI EPIGENETICHE, CONDURRE A DEVIANZE AUTOLESIONISTE.

102 102 OGNI FORMA DI BIPOLARISMO ETICO È ALTRETTANTO PERICOLOSO PER LINSORGENZA DI UNA VISIONE DELLA VITA NON STRUTTURATA SUL SENSO NON STRUTTURATA SUL SENSO RELAZIONALE DELLA PERSONA; 2: CONSIDERAZIONE ETICA

103 103 NESSUN QUADRO DI DEVIANZA, SIA ESSO INDOTTO O ACQUISITO, PUÒ ALLONTANARSI DA UN RECUPERO BASATO SU UN EDUCAZIONE GLOBALE, ATTENTA, PERCEPITA, VERIFICATA. 3: CONSIDERAZIONE ETICA 3: CONSIDERAZIONE ETICA

104 104 EDUCAZIONE AL RISPETTO DELLA PROPRIA E ALTRUI VITA. VITA. EDUCAZIONE ALLA VOLONTÀ, COME CAPACITA DI EDUCAZIONE ALLA VOLONTÀ, COME CAPACITA DI VERIFICA DEL PROPRIO IO PERSONALE. VERIFICA DEL PROPRIO IO PERSONALE. EUDUCAZIONE AL PENSIERO CRITICO COME PEVENZIONE EUDUCAZIONE AL PENSIERO CRITICO COME PEVENZIONE DELLE AUTOLESIONI; DELLE AUTOLESIONI; EDUCAZIONE ALLA LIBERTÀ, INTESA COME CAPACITÀ EDUCAZIONE ALLA LIBERTÀ, INTESA COME CAPACITÀ DEQUILIBRIO E CRESCITA ; DEQUILIBRIO E CRESCITA ; LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE CON GLI ALTRI IN UN LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE CON GLI ALTRI IN UN VIAGGIO COMUNE; VIAGGIO COMUNE; EDUCAZIONE A SAPER GESTIRE IL CONFLITTO; EDUCAZIONE A SAPER GESTIRE IL CONFLITTO; EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ NON COME IMPOSIZIONE EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ NON COME IMPOSIZIONE MA COME CONDIVISIONE MA COME CONDIVISIONE

105 105 I PUNTI CARDINE ETICI PER AVVIARE PROGRAMMI DI SICUREZZA SOCIALE SONO: PROPORRE UNA VOLONTARIETA COSTRUITA SUL CONFRONTO, PER NON GENERARE SOCIETA INDIVIDUALISTICHE E SOLIPSISTICHE;

106 106 PROPORRE ALTERNATIVE ETICHE A STILI PROPORRE ALTERNATIVE ETICHE A STILI DI VITA NECROFILI E NON BIOFILI.

107 107 UN SISTEMA DI CONTROLLO NON LEGALISTA, IN CUI SI PROGETTI LA CONDIVISIONE ED IL RECUPERO, PIUTTOSTO CHE LA PUNIZIONE FINE A SE STESSA. LEGALISTA, IN CUI SI PROGETTI LA CONDIVISIONE ED IL RECUPERO, PIUTTOSTO CHE LA PUNIZIONE FINE A SE STESSA. PUNIRE DOVREBBE SEMPRE TRADURSI NEL PUNIRE DOVREBBE SEMPRE TRADURSI NEL RICONDURRE LUNITARIETA NELLA RICONDURRE LUNITARIETA NELLACOLLETTIVITA.

108 108 TALI PRESUPPOSTI SONO SEMPRE RISPETTATI?

109 109 I PRINCIPI BIOETICI DEVONO ESSERE NEI CASI LIMITE : CONTESTUALIZZATI ; VIVIFICATI; RIMANERE PROBLEMATICI NON RISOLUTIVI. D. GRACIA, PROCEDIMENTOS DE DECISION IN ETICA CLINICA, MADRID, 1991, p.30.

110 110 DOVERE ETICO DI INFORMARE. FONDAMENTO DEL RAPPORTO TRA OPERATORE DELLA SALUTE E CITTADINO CHE TENTA LAUTOLESIONE. DOVERE ETICO DI INFORMARE. FONDAMENTO DEL RAPPORTO TRA OPERATORE DELLA SALUTE E CITTADINO CHE TENTA LAUTOLESIONE.

111 111 COMUNICAZIONE; COMPRENSIONE; COMPRENSIONE; CONSIDERAZIONE CONSIDERAZIONE PER LE MOTIVAZIONI; COSTRUZIONE COSTRUZIONE DEL DIALOGO.

112 112 LE AUTOLESIONI SONO, ANCORA OGGI, NEL 90 % DEI CASI, LEGATI ALLA PERDITA DI SPERANZA, AL SENSO DI FRUSTRAZIONE, ALLINUTILITA SOCIALE PERCEPITA.

113 113 I PROBLEMI PSICOLOGICI, E IL VISSUTO DI UNA PERSONA CHE HA TENTATO DI UNA PERSONA CHE HA TENTATO UN AUTOLESIONE, DEVONO ESSERE ESAMINATI NON BUROCRATIZZATI.

114 114 UN NUOVO MODELLO DI MEDICINA UN NUOVO MODELLO DI MEDICINA SOCIALE CAPACE DI CONIUGARE SOCIALE CAPACE DI CONIUGARE CONSEGUENZIALITA E PROPORZIONALITA

115 115 LA FONDAMENTALE RISPOSTA E UN ACCOMPAGNAMENTO REALE, FONDATO NON SULLA GHETTIZZAZONE ETICA, LA FONDAMENTALE RISPOSTA E UN ACCOMPAGNAMENTO REALE, FONDATO NON SULLA GHETTIZZAZONE ETICA, PSICOLOGICA, SOCIOLOGICA, CON LA FACILE ILLUSIONE DI UNA RISOLUZIONE CRIMINOLOGICA. RISOLUZIONE CRIMINOLOGICA.

116 116 È FACILE SOLLEVARE QUESTIONI MA NON DARE RISPOSTE È FACILE SOLLEVARE QUESTIONI MA NON DARE RISPOSTE Socrate

117 117 LA VITA NON PUÒ RIVOLTARSI CONTRO SE STESSA. E LA SCONFITTA DEL SIGNIFICATO DELLA NOSTRA PRESENZA, SIA ESSA CREATA, SIA PERCEPITA, O CONDIVISA.

118 118 DOBBIAMO COSTRUIRE UNA GIUSTIZIA DOBBIAMO COSTRUIRE UNA GIUSTIZIA INTERGENERAZIONALE, CHE RICONOSCA CHE LA VITA POSSA CONTINUARE A NARRARE LE SUE INESPLICABILI VICENDE DINFNITO LE SUE INESPLICABILI VICENDE DINFNITO.


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