La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La Società siciliana sotto il dominio arabo Usi e costumi Usi e costumiUsi e costumiUsi e costumi La lingua araba La lingua arabaLa lingua arabaLa lingua.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "La Società siciliana sotto il dominio arabo Usi e costumi Usi e costumiUsi e costumiUsi e costumi La lingua araba La lingua arabaLa lingua arabaLa lingua."— Transcript della presentazione:

1 La Società siciliana sotto il dominio arabo Usi e costumi Usi e costumiUsi e costumiUsi e costumi La lingua araba La lingua arabaLa lingua arabaLa lingua araba Arti e mestieri Arti e mestieriArti e mestieriArti e mestieri

2 Arti e mestieri La Sicilia musulmana è una società complessa: gli invasori e i loro discendenti sono arabi, concentrati soprattutto a Palermo ; i berberi invece si trovano specialmente fra Mazara e Girgenti. Gli arabi sono funzionari del governo e ufficiali ma anche commercianti e agricoltori; i berbe- ri sono soprattutto soldati e contadini. Gli uni e gli altri portano nellisola le tecniche dirrigazione e canalizzazione nelle quali sono molto esperti, date le difficili condizioni della terra africana da cui provengono.

3 Molto intenso è anche il commercio : Il legno abbondante, soprattutto nelle foreste della Sicilia orientale (Etna, Madonie, Peloritani) ma anche intorno a Castrogiovanni (Enna), Corleone e Girgenti,è esportato in Africa e in Spagna. Da Girgenti vengono esportati il salgemma, il cuoio e le pelli. Vengono importati invece olio, spezie e oro.

4 Arabeschi, ceramiche, miniature … Gli artisti arabi manifestano la loro creatività nelle arti minori, dalla ceramica ai bronzi, dalle miniature ai tessuti : una produzione ricchissima, caratterizzata da una fantasia decorativa inimitabile Sono motivi geometrici in un numero illimitato di combinazioni e dintreccio; motivi floreali stilizzati e ripetuti più volte; caratteri grafici disposti con tale eleganza da trasformarsi in puro motivo ornamentale; figure di animali eseguite a linee semplici; anche la figura umana, semplificata, è ridotta ad elemento decorativo. In riferimento a questa straordinaria fantasia decorativa dimostrata dagli Arabi è stato coniato il termine «arabesco», a significare qualsiasi decorazione complessa e raffinata. La ceramica è impiegata per creare coppe, anfore, stoviglie… e per rivestire con mattonelle smaltate pareti interne ed esterne. Si tratta di ceramica invetriata, decorata con colori verde e marrone, a barrette verticali, ritrovata soprattutto nellarea urbana di Palermo. vasi dalle forme diverse espressione dellartigianato arabo Bacino siculo- normanno decorato con una forma ovale (Caltagirone ) Anforette di terracotta non invetriata di forma tipicamente islamica Con le miniature si illustrano: † libri di scienza, poesie, fiabe; † tessuti per tappezzerie e soprattutto tappeti.

5 Le formelle possono essere utilizzate sia tagliate in tessere per comporre mosaici, sia intere, disegnate e colorate. I musulmani hanno impiegato il colore in architettura come nessun altro popolo, rivestendo tanto linterno quanto lesterno dei loro edifici di tinte brillanti e ricchi disegni. Il sistema più diffuso è limpiego di formelle vetrinate. I principali stili di decorazione sono quattro: calligrafico, geometrico, floreale, arabescato. LA CERAMICA Esempi di pavimentazione e di decorazione

6 Nelle comunità stanziali i tappeti servono a ricoprire le zone sacre di santuari e moschee, a dimostrare la ricchezza e il buon gusto di mercanti e principi, a in- staurare lucrosi commerci. Sono ricchi di colori caldi e luminosi e posso- no fare giochi di bellezza. I disegni che sono raffigurati sui tappeti hanno tutti forme geometriche. I colori rosa e rosso sono ottenuti da una pianta vegetale: la robbia. Il colore giallo è ricavato dallo zafferano e il colo- re blu dallindaco blu. Il colore nero, poco utilizzato, è estratto dalla lana tosata degli animali neri. I TAPPETI I TAPPETI Lannodatura e la tessitura di tappeti è una classica arte delle popolazioni nomadi. Le donne filano e tessono la lana e il pelo delle greggi allevate dai loro uomini; trovano i colori naturali nelle piante e negli insetti dellambiente in cui vivono. I prodotti dei loro telai costituiscono larredamento per chi passa la vita in una tenda, a contatto con il suolo.

7 Gli artigiani islamici Gli artigiani islamici non sono mai stati semplici esecutori, ma sono riusciti ad affermare i propri sistemi di lavorazione perché considerati cardini di un pensiero che mediava gli influssi di tutte le grandi civiltà del passato. Erano organizzati in maestranze o gruppi integrati, in corporazioni di mestieri. Grazie al loro affiatamento, acquisito in comunità di lavoro stabili, alla suddivisione dei compiti, alla disponibilità di mezzi strumentali di cantiere, ottenevano appalti notevoli. Gli edifici costruiti miravano allesaltazione della stereometria, al dispiegamento delle superfici, al virtuosismo decorativo.

8 Hanno continuato la loro opera anche sotto il dominio di altri popoli perché i nuovi regnanti, considerata la loro maestria, si sono impegnati a non opprimerli con leggi ingiuste. Prova evidente sono le tante costruzioni arabo – normanne che caratterizzano la Sicilia. Palermo: San Giovanni degli Eremiti, tipico esempio di costruzione arabo normanna

9 USI E COSTUMI ARABI USI E COSTUMI ARABI La Sicilia, dopo la conquista, gode di un lungo periodo di pace e prosperità e viene inserita in un'area ricca culturalmente ed economicamente : il mondo islamico, grazie alla facilità delle comunicazione, alla disponibilità delle risorse produttive, tecnologiche e ideologiche e all'uso dell'arabo come lingua franca. Tra i musulmani di Sicilia non ci sono soltanto gli arabi e i berberi : ci sono anche quelli provenienti dalle altre terre conquistate (Spagna, Egitto, Siria, africa nera) e i greci e i latini convertiti.

10 ALCUNI Musulmani illustri I Musulmani di Sicilia hanno contributo intensamente allo sviluppo delle scienze teologiche: Muhammad ben Khurâsân e Ismâ'îl ben Khalaf nella raccolta e nell'approfondimento degli ahâdîth. Assad ben al-Fûrat e Yahyâ ben Umar nello studio di diritto o figh. Abd Allâh, di origine siciliana, ha tradotto all'arabo un trattato greco di botanica di Dioscuride. Nelle scienze linguistiche ricordiamo: Mûsâ ben Asbagh, Abû abd-Allâh Muhammad al-Kattâni ( ) e Sa'îd ben Fat'hûn. Come poeti siculo-arabi ricordiamo: Abd al-Rahmân ben Hassan, Ja'far ben yûssuf e Ibn al-Khayyât.

11 I dotti sono soliti spostarsi nell' Umma (mondo islamico) sia per frequentare altri dotti, sia per apprendere o per insegnare. Questo rende vivace la circolazione delle idee. Le biblioteche sono importanti punti di riferimento. Lo studio degli astri era molto diffuso e l'astronomia è loro debitrice di molto termini: azimut, zenit, nadir, ecc... Astronomi allopera con i loro strumenti di misurazione Una miniatura raffigurante una biblioteca araba

12 ….RELIGIOSAMENTE ….RELIGIOSAMENTE la Sicilia occidentale viene intensamente islamizzata, quasi al 50%. I Cristiani (cattolici e greco-ortodossi) rimasti nell'Isola sono generalmente tollerati e protetti, ma nella condizione di dhimmî (condizione che comporta il pagamento di una tassa da parte degli aderenti ad una religione rivelata viventi sotto la protezione dell'autorità musulmana). Proibiscono però la costruzione di nuove chiese anzi, nei primi tempi, alcune sono trasformate in moschee. A conquista affermata, chiese cattoliche e monasteri bizantini coesistono con i templi islamici. Col tempo e con laumento del numero dei musulmani, lorganizzazione religiosa cristiana si assottiglia: quando arrivano i Normanni trovano nellisola un solo vescovo di rito greco e nessun vescovo cattolico. La religione dei conquistatori si diffonde progressivamente nei conquistati sia per i matrimoni misti sia perché i vassalli e gli schiavi, convertendosi, sperano di migliorare le loro condizioni. Nel caso di matrimoni misti i figli maschi prendevano la religione del padre e le femmine quelle della madre: la coesistenza dei culti nellambito della stessa famiglia rappresenta la principale garanzia della tolleranza religiosa. Come nel resto dei territori musulmani, gli arabi praticano la poligamia anche in Sicilia.

13 Musulmane o cristiane le donne siciliane dei ceti superiori vestono con grande raffinatezza: indossano abiti di seta ricamati in oro, si avvolgono in drappi e veli colorati (scialli) e portano scarpe dorate.

14 Nel palazzo reale di Palermo il tiraz o fabbrica tessile produce stoffe pregiate tessute con fili doro e pietre preziose. Gli abiti e gli scialli sono deposti in cofani davorio intagliato o di legno e avorio, prodotti da artigiani di eccezionale bravura.

15 LA MUSICA Levoluzione della musica araba segue di pari passo levoluzione della conquista: assimilando il folclore dei paesi conquistati, i musicisti arabi sono soliti accompagnarsi con strumenti tipici per allietare il loro pubblico.

16 I musulmani amano molto la vita sociale. Di solito si riuniscono il venerdì, giorno di festa. A queste riunioni partecipano solo uomini. Bevono sciroppi di frutta e tè. T engono alle buone maniere e il comportamento a tavola è ineccepibile: mangiano a piccoli bocconi, masticano bene, non mangiano aglio e cipolla, non si leccano le dita e non usano gli stuzzicadenti. Il gentiluomo musulmano si lava ogni giorno, si profuma con acqua di rose, si depila le ascelle e si trucca gli occhi. Per la strada ogni tanto si ferma davanti ai numerosi portatori di specchi per controllare e accomodare la propria acconciatura. Si veste con eleganza e non indossa pantaloni rattoppati. I passatempi preferiti dei gentiluomini sono la lotta dei galli, gli scacchi e la caccia. Tra il popolo erano diffusi il gioco dei dadi e quello della tavola reale. Grande importanza ha anche il rituale del lavaggio delle mani. La famiglia e gli ospiti attingono all'acqua servita da una brocca con un asciugamano e una saponetta, senza alzarsi da tavola. Il rituale del lavaggio Il lavabo

17 Soldato arabo armato di lancia e scudo Pugnali arabi

18 IL CALENDARIO ISLAMICO In ambito islamico per determinare linizio del mese fa fede la visibilità della luna, pertanto le date sono sempre suscettibili di anticipo o posticipo di 24 ore.

19 IL CALENDARIO DELLEGIRA e dei musulmani …. breve presentazione Il calendario dell egira inizia con un evento religioso significativo: il viaggio del profeta Maometto e dei suoi compagni dalla città della Mecca alla città di Medina. Il primo anno del calendario è indicato con 1 AH, in cui AH significa Anno Hegirae, ovvero anno della migrazione. Lanno 1 AH coincide con lanno 622 d.C. I discepoli di Maometto sentirono il bisogno di un sistema di registrazione temporale che li aiutasse a obbedire alle leggi e alle discipline spirituali del Profeta. Il libro sacro dei musulmani, il Corano, stabiliva un sistema di misurazione del tempo secondo il ritmo naturale della luna. Bastava un semplice calendario lunare per soddisfare le esigenze delle tribù nomadi dellArabia, perché la loro vita non dipendeva dal ciclo del sole per la coltivazione e per la raccolta. Limpiego regolare di un calendario islamico fu stabilito intorno al 634 d.C., sotto la guida di Umar, il secondo califfo (il capo civile e religioso più importante). In quei tempi, il mese di Muharram divenne il primo mese dellanno, anche se il viaggio di Maometto dalla Mecca ebbe luogo nel mese di Rabiul- Avval. Furono definiti linizio e la fine di ogni mese, e ad ogni mese venne dato un nome. Non venne fatto nessun tentativo per sincronizzare lanno di 12 mesi lunari con lanno solare. Lanno lunare è più breve allincirca di 11 giorni rispetto a quello solare. Il primo giorno del primo mese del calendario dellegira coincide con lequinozio di primavera solo una volta ogni 32 anni e ½.

20 IL GIORNO Per i musulmani il giorno inizia al tramonto e si conclude al tramonto del giorno seguente. Il giorno ha una durata di 24 ore. Nessun giorno del fine settimana viene considerato giorno di riposo come il Shabbat ebreo o la domenica cristiana, perché, secondo i musulmani, non è possibile che Dio si sia sentito stanco dopo avere creato il mondo. Tuttavia AL-Jumah (venerdì) è un giorno speciale, perché Maometto entrò per la prima volta nella Medina. Al-Jumah divenne il giorno dellAssemblea (ovvero della preghiera della congregazione), secondo le parole di Maometto: O voi credenti! Quando nel giorno di riunione religiosa udite linvito alla preghiera, affrettatevi alla chiamata del Dio, abbandonate ogni interesse mondano. E meglio per voi. Se lo sapeste! ( Corano 62, 9).

21 LA SETTIMANA Il calendario dellegira adotta la tradizione ebraica e cristiana di raggruppare 7 giorni assieme per formare lunita che chiamiamo settimana. I GIORNI DEL CALENDARIO E DELLEGIRA AraboItalianoEquivalente gregoriano Al-AhadPrimo giornoDomenica Al-IthnaynSecondo giornoLunedì Ath-ThulathaaTerzo giornoMartedì Al-ArbaaaQuarto giornoMercoledì Al-KhameesQuinto giornoGiovedì Al-JumabSesto giornoVenerdì As-SabtSettimo giornoSabato

22 IL MESE Ogni mese del calendario dellegira inizia circa 2 giorni dopo la prima comparsa del novilunio, quando incomincia a disegnarsi nel cielo la mezzaluna. I mesi presero i nomi del vecchio calendario arabo pagano. Lo schema qui di seguito riporta i nomi, lordine e la lunghezza dei mesi. I MESI DEL CALENDARIO DELLEGIRA OrdineNome araboLunghezza 1Muharram30 2Safar29 3Rabiul-Avval30 4Rabiuth-Thani29 5Jamadiyul-Avval30 6Jamadiyuth-Thani29 7Rajab30 8Shaban29 9Ramadan30 10Shavval29 11Dhil-Qadih30 12Dhil-Hijjih29

23 LANNO Il calendario dellegira è basato su un ciclo di 30 anni composto di 360 mesi lunari. E un calendario molto preciso; infatti sfalsa solo di un giorno ogni 2500 anni rispetto al calcolo del tempo lunare. Gli anni comuni hanno 354 giorni, mentre gli anni bisestili ne hanno 355. E difficile convertire con precisione una data gregoriana in una data dellegira senza usare una tabella. 100 anni gregoriani corrispondono approssimativamente a 103 anni dellegira; ogni 100 anni dellegira sono circa 97 anni gregoriani. Coloro che seguono il calendario gregoriano non festeggiano il cambiamento del secolo fino allanno 2000, mentre i musulmani hanno celebrato il nuovo secolo solo alcuni anni fa, quando entrarono nel loro XV secolo. Secondo il calendario gregoriano tale evento si è verificato il 19 novembre ( Nel sito: www. Arab. It è possibile ………………. )

24 FESTIVITA, GIORNI SACRI E ANNIVERSARI Al-Jumah (preghiera del venerdì) Il venerdì a mezzogiorno ogni musulmano di sesso maschile deve partecipare al culto pubblico (le donne ne sono esentate). I musulmani si riuniscono a pregare nella moschea locale o,in mancanza di questa, in un luogo pubblico, e sono guidati da un Imam (sacerdote). Dopo aver completato le preghiere dapertura, l Imam tiene il Khuthah (sermone) e in seguito legge alcuni passaggi del Corano. Per completare la seduta di preghiera, ogni fedele può recitare delle preghiere di propria scelta a bassa voce. Secondo alcuni musulmani, il venerdì è il giorno del compleanno di Adamo. IL GIORNO DEL SUK Ogni Venerdì non si lavora, è il giorno dedicato alla preghiera. E il giorno del suk, il mercatino dove si possono trovare oggetti di artigianato, profumi, tappeti, volumi del Corano e cassette con brani e canti religiosi.

25 Particolari in un suk

26 Ras Al-Sana (Capodanno, 1 Muharram) Le celebrazioni del Capodanno sono di diverso tipo: vanno dai festeggiamenti ai digiuni. Una delle tradizioni osservate ricorda la leggenda dellalbero della vita che si trova al limitare del Paradiso: secondo la leggenda, ogni foglia dellalbero corrisponde a un essere umano presente nel mondo. Alla vigilia dell1 Muharram un angelo scuote lalbero vigorosamente facendo cadere molte foglie. Coloro il cui nome si trova sulle foglie cadute sono destinati a morire entro la fine dellanno. I musulmani commemorano questo evento offrendo preghiere per i morti e leggendo passaggi tratti dal Corano che promettono la vita dopo la morte. In alcune zone i musulmani si vestono a lutto, erigono delle tende nere e le decorano con fiori e lampade accese. Donne, uomini e bambini si raccolgono nelle strade per scambiarsi auguri, in particolare per la protezione dellangelo della morte. Alcuni si scambiano anche regali e monete. Il martirio di Husayn (10 Muharram) Il 10 Muharram i musulmani sciiti onorano la memoria dell Imam Husayn, nipote del profeta Maometto, rappresentando delle scene della sua vita che si concludono con la morte di Husayn in battaglia. A volte viene fatto sfilare nelle strade un cavallo bianco dipinto a strisce rosse o macchiato di sangue. Unaltra usanza è quella di distribuire bevande a base di succo di frutta, in memoria della sete patita da Husay n sul campo di battaglia. La commemorazione del martirio di Husayn, unoccasione triste e solenne, è estremamente carica di emotività, e la gente esprime liberamente il proprio dolore per la sua perdita.

27 Ashura (10 Muharram) Alcuni musulmani celebrano il 10 Muharram anche per un altro evento felice: essi ricordano lo sbarco dellarca di Noè dopo il diluvio. Una leggenda narra la gioia provata da Noè nel momento in cui si rese conto di essere sopravvissuto al diluvio e di trovarsi di nuovo sulla terraferma. Egli chiese alla moglie di preparare un dolce per festeggiare il felice evento. La moglie raccolse fichi, uva passa, datteri e noci e creò un dolce speciale. I musulmani che osservano questa tradizione amano preparare e servire un piatto simile in occasione di questa festività. Mauled Al-Nabi (compleanno di Maometto, 11 Rabiul- Avval) Il compleanno del Profeta è levento più gioioso celebrato durante lanno musulmano. La giornata ha inizio con lesplosione di petardi e il tuono dei cannoni. In alcuni paesi musulmani vengono organizzate fiere e processioni, in altri si narrano ai bambini splendide fiabe sulla nascita e linfanzia di Maometto. In questa festività vengono decorate le moschee, vengono recitati versetti del Corano, le comunità pianificano le festività e le famiglie organizzano le feste. Poiché la data reale della nascita di Maometto non è conosciuta, alcuni musulmani hanno scelto di celebrarla lo stesso giorno della sua morte.

28 Il digiuno del Ramadan (1-30 Ramadan) Il nono mese è dedicato al digiuno. Mese di Ramadan : In quel periodo fu fatto scendere il Corano, guida delle genti, orientamento per gli umani, documento per la giusta direzione e per la discriminazione. Chiunque fra voi è presente al sorgere della luna nuova, digiuni… ( Corano 2, 185). Il nome Ramadan deriva dal termine arabo ramz, che significa bruciare, probabilmente perché con losservanza del digiuno si intendeva bruciare i peccati. Lo scopo del digiuno per tutti i musulmani osservanti è lo sviluppo dellautodisciplina e dellautocontrollo. Durante il digiuno i musulmani si alzano e fanno colazione prima dellalba. Si astengono dal cibo e dalle bevande durante la giornata, e interrompono il digiuno con la cena dopo il tramonto. Il mese del digiuno è delicato alla preghiera, alla penitenza e alla stretta osservanza delle leggi islamiche. Oggi la data dinizio di Ramadan è stabilita dallOsservatorio navale del Cairo, in Egitto.

29 La vera essenza del Ramadan Il termine indica il nono mese del calendario musulmano ( coincide allincirca con il nostro mese di Marzo). La pratica del Ramadan è da sempre accompagnata da una serie di luoghi comuni, nati forse a causa dellignoranza delle persone estranee alla religione islamica, ma in ogni caso da sfatare. In primo luogo non è vero, come molti pensano, che i bambini vengano obbligati a fare il Ramadan fin da giovanissimi, infatti i ragazzi sono soliti cominciare verso i anni di età, vale a dire quando il fisico è già in grado di sopportare certi sforzi. Inoltre la pratica del Ramadan non avviene in modo brusco, ma graduale: per il primo anno si cerca di astenersi dal bere e dal mangiare per un giorno, lanno successivo si tenta di farlo per due giornate e così via. Molti invece non sanno che spesso sono i giovani stessi a pregare i genitori di poter cominciare a praticare il Ramadan, pur avendo unetà inferiore a quella scelta di norma. Questo accade perché il ragazzo si sente spinto per propria natura ad imitare i grandi in modo da essere considerato maggiormente da loro e crescere più velocemente. Quando il giovane porta a termine la sua prima giornata di Ramadan, nei giorni successivi si fa una festa in suo onore mentre se non riesce ad astenersi dal mangiare o dal bere durante larco della giornata si può fare uno strappo alla regola: questo dimostra che si rispettano i limiti fisici della persona. A questo proposito dobbiamo aggiungere che non sono tenute a seguire il Ramadan alcune categorie di persone come donne in gravidanza, persone malate, ecc… Chi è estraneo alla religione islamica è solito identificare il Ramadan esclusivamente come astinenza dal bere e dal mangiare durante larco della giornata, in realtà si tratta di un atto di rinuncia a qualsiasi fonte di piacere materiale: la religione islamica non obbliga i fedeli ad una qualche sorta di ascetismo assoluto, ma tutto questo porta il credente ad un livello più alto sia da un punto di vista fisico sia spirituale. Ad esempio, se durante il giorno vengono provati i cosiddetti dai morsi della fame, il pensiero del fedele si rivolge verso quelle persone che quella situazione devono viverla quotidianamente e non per loro volontà (e questo può spingere a fare la carità). Se noi occidentali provassimo a vedere il Ramadan sotto questa luce, probabilmente non ci apparirebbe più come un qualcosa da vedere con distacco, ma come un elemento della cultura islamica da apprezzare.

30 Eedu-l-Fitr (festa dellinterruzione del digiuno, 1-3 Shavval) Esistono due feste Eed, ognuna delle quali è una forma di ringraziamento.Eedu-l-Fitr, a volte chiamata la Piccola Festa, segna la fine del mese di digiuno del Ramadan. I musulmani si rallegrano ed esprimono la propria gratitudine a Dio per i loro successi personali e per la loro vittoria sulle debolezze umane. Il primo giorno i musulmani esprimono il loro ringraziamento distribuendo elemosine ai poveri ed ai bisognosi. Il capofamiglia offre una somma di denaro equivalente al costo di un pasto per ogni membro della sua famiglia. Nei giorni seguenti ognuno indossa abiti nuovi, e vengono organizzate feste sontuose. Ai bambini vengono regalati dolciumi e denaro per acquistare giocattoli o oggetti necessari per la scuola. Gli amici si scambiano regali e bigliettini dauguri. Entrambe le festività Eed sono innanzi tutto feste religiose, in cui si condividono con amici e familiari cibi preparati appositamente per loccasione. Hajj (pellegrinaggio, 7 Dhil-Hijjih) Il pellegrinaggio è un momento in cui i musulmani, uomini e donne, cercano di arricchirsi e di rinnovarsi spiritualmente. Ogni musulmano deve compiere un pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita. Durante questo rituale tutti gli uomini, dai re agli schiavi, diventano uguali.

31 Eedu-l-Adha (la festa del sacrificio, 10 DhiHijjih) La festa del Sacrificio (laltra festa Eed ) commemora levento storico della devozione di Abramo quando gli fu chiesto di sacrificare il proprio figlio Ismaele. Abramo dimostrò la sua completa obbedienza a Dio con la sua volontà di compiere quellazione, anche se poi non fu portata a termine (vedi Genesi 22,15, dove secondo la tradizione ebraica era il figlio di Isacco, non Ismaele, che Abramo doveva sacrificare). Oggi vengono sacrificati ritualmente animali come le pecore, le capre e i cammelli, la cui carne viene distribuita ai poveri ed ai bisognosi.

32 LA CUCINA ARABA La cucina araba è molto ricca e varia. Le "Kafta" sono polpette di carne, aromatizzate con le spezie che gli Arabi introducono nei loro commerci nel Mediterraneo; zafferano, cumino, cardamomo, cannella ne ricordano l'intensa attività commerciale. I dolci, raffinatissimi a base di mandorle e miele, aromatizzati con essenze deliziose come la rosa e il fiore d'arancio evocano i racconti delle Mille e una notte.le spezie Mille e una notte I "Falafel" sono polpettoni di fave o di ceci, molto popolari in Egitto. Si dice fossero già conosciute ai tempi dei Faraoni. Il piatto più conosciuto è il "Couscous". L'arabo non mangia volentieri da solo, nelle famiglie più tradizionali tutti si riuniscono attorno ad un basso tavolo rotondo, e si servono attingendo ad un unico grande piatto. Non si usano posate, i bocconi si prendono servendosi del pane. ra Tra gli antipasti più tipici si hanno : il "Brik", una sfoglia preparata con farina gialla, ripiena di uova, oppure tonno, prezzemolo, sale e pepe; il "Hummuk hurriyya", a base di carote bollite, macinate in salsine aromatiche e speziate. Un piatto di couscous

33 il "Tagin", uno sformato di patate (una sorta di gatò) con la stessa sfoglia del Brik, composto da verdura, piselli, carote e formaggio; il riso con lo zafferano, con carne di vitello o di pollo con la salsa; Tra i primi abbastanza gustosi ci sono: il famoso "couscous", un impasto a base di semola, che viene preparato con carne di agnello e arricchito con spezie, legumi e verdure. Altri cibi serviti come secondi, sono: la "Merghez", una salsiccia piccante con dentro cipolla e aromi; la "Muhammara", una pasta di noci con olio d'oliva, cumino e peperoncino che si spalma sul pane arabo.

34 LA LINGUA ARABA Grazie all'Islam la lingua araba, che oggi è parlata da più di 200 milioni di persone, è arrivata fino a noi. Il Corano, libro sacro dei musulmani è scritto in arabo. La lingua araba ha la particolarità di essere molto ricca di consonanti e povera di vocali. Queste vocali, le stesse dell'italiano, vengono pronunciate in modo attenuato e talvolta il nostro orecchio fa fatica a distinguerle. Delle 28 lettere ben 17 hanno un suono assolutamente diverso rispetto all'alfabeto italiano. Con le consonanti di questa lingua si può produrre qualsiasi suono che la gola umana possa emettere, per questo, l'arabo è considerato una delle lingue più ricche anche da questo punto di vista. L'arabo grazie alla lettura del Corano, sempre identica nei secoli, ha conservato intatta questa ricchezza di suoni evitando l'usura fonetica subite generalmente dalle altre lingue nel corso della loro evoluzione.

35 La cosa più curiosa della lingua araba è che le parole sono molto spesso formate dall'insieme di sole tre lettere, chiamate la radice, legate tra loro in vari modi, per esempio: LAFADA (la radice è L.F.D) = Pronunciare ; NABATA (la radice è N.B.T) = Germogliare ; MALAKA(la radice è M.L.K) = Possedere ; NADARA (la radice è N.D.R) = Guardare ; WASANA (la radice è W.S.N) = Pesare ; SAKANA (la radice è S.K.N) = Abitare ; TALABA(la radice è T.L.B) = Domandare ; DARABA (la radice è D.R.B) = Picchiare ecc...

36 Per indicare colui che fa un azione generalmente si mette una " i " davanti alla seconda consonante per esempio: da KATABA (la radice è K.T.B) =Scrivere, avremo KATIB (scrittore) da MALAKA (la radice è M.L.K) = Possedere, avremo MALIK (colui che possiede; re) da WARATA (la radice è W.R.T) =WARATA, avremo WARIT (erede).

37 Per i nomi che indicano un luogo, spesso la regola più semplice è quella di mettere un " ma " subito prima della radice. Allora avremo: MAKTAB = ufficio o scrivania ; MANBAT = vivaio ; MAGHREB = punto dove il Sole tramonta, occidente ; MASHREQ = punto dove il Sole sorge, oriente ; MANDAR = panorama, vista ; MANZIL = casa

38 L'alfabeto arabo L'alfabeto arabo è composto da 28 lettere; esse si scrivono e si leggono da destra a sinistra. Non esistono le maiuscole. Per scrivere una lettera, seguire il senso delle frecce:

39 Alcune precisazioni sulla pronuncia delle singole lettere della lingua araba lingua araba lingua araba diventa a, i, u, a seconda della posizione della hamza rispetto alla barra verticale corrisponde al suono della lettera b corrisponde al suono della lettera t si pronuncia come th inglese in thing si pronuncia come la g dolce (giallo, giovedì) si pronuncia fortemente aspirata, simile alla c tra vocali in toscana (la casa) si pronuncia come la "jota" spagnola (José) o come la ch tedesca (nacht) corrisponde al suono della lettera d

40 si pronuncia come la th dolce inglese (the, this) corrisponde al suono della lettera r corrisponde al suono della lettera s sonora (riso, cosa ) corrisponde al suono della lettera s sorda (sigaretta, asta ) si pronuncia come sc (sci, sciarpa)

41 si pronuncia come la s di sigaretta ma con maggior enfasi questo suono si ottiene sollevando la lingua verso il palato ed appoggiandola contro i denti è simile al suono della lettera t ma si ottiene appoggiando la punta della lingua sulla parte anteriore del palato il suono è simile ad una z enfatica è si ottiene mettendo la punta della lingua tra i denti. E molto simile al suono della lettera d suono gutturale e laringeo che proviene dalla parte più profonda della gola suono simile alla r francese (rue, rouge) e a quello prodotto dal gargarismo corrisponde al suono della lettera f il suono è simile ad una "k" pronunciato con un forte raschio del palato

42 corrisponde al suono della lettera k corrisponde al suono della lettera l corrisponde al suono della lettera m corrisponde al suono della lettera n il suono è simile alla "h" aspirata inglese (house) o tedesca (haben) si pronuncia come la u semivocalica (uomo, uopo) si pronuncia come la i semivocalica (ionico, iugoslavo).

43 Nota (1) : la "hamza" si scrive sempre nello stesso modo qualunque sia la sua posizione all'interno della parola. Dal punto di vista fonetico possiamo grossolanamente paragonare la "hamza" ad un'interruzione del suono. Nota (2) : all'inizio di una parola, la "a" è generalmente breve. Quando è mediana o finale è sempre lunga. LA PRONUNCIA LETTERA FINALE DI PAROLA LETTERA IN MEZZO ALLA PAROLA LETTERA INIZIALE DI PAROLA NOME LETTERA Hamzah Vedere nota (2) Alif Corrisponde al suono della lettera b Ba Corrisponde al suono della lettera t Ta COME SCRIVERE LE LETTERE DELL'ALFABETO ARABO Vedere nota (1)

44 LA PRONUNCIA LETTERA FINALE DI PAROLA LETTERA IN MEZZO ALLA PAROLA LETTERA INIZIALE DI PAROLA LETTERA ISOLATA NOME LETTERA Si pronuncia come th inglese in thing Tha Si pronuncia come la g gutturale (giallo, giovedì) Gim Si pronuncia fortemente aspirata, simile alla c tra vocali in toscana (la casa) Ha Si pronuncia come la "jota" spagnola (José) o come la ch tedesca (nacht) Kha Corrisponde al suono della lettera d Dal Si pronuncia come la th dolce inglese (the, thisi) Dhal Corrisponde al suono della lettera rRa Corrisponde al suono della lettera s sonora (riso, cosa) Zay

45 LA PRONUNCIA LETTERA FINALE DI PAROLA LETTERA IN MEZZO ALLA PAROLA LETTERA INIZIALE DI PAROLA LETTERA ISOLATA NOME LETTE RA Corrisponde al suono della lettera s sorda (sigaretta, asta) Sin Si pronuncia come sc (sci, sciarpa) Shin Si pronuncia come la s di sigaretta ma con maggior enfasi Sad Questo suono si ottiene sollevando la lingua verso il palato ed appoggiandola contro i denti Dad E' simile al suono della lettera t ma si ottiene appoggiando la punta della lingua sulla parte anteriore del palato Ta Il suono è simile ad una z enfatica e si ottiene mettendo la punta della lingua tra i denti. È molto simile al suono della lettera d Za

46 LA PRONUNCIA LETTERA FINALE DI PAROLA LETTERA IN MEZZO ALLA PAROLA LETTERA INIZIALE DI PAROLA LETTERA ISOLATA NOME LETTER A Suono gutturale e laringeo che proviene dalla parte più profonda della gola Ayn Suono simile alla r francese (rue, rouge) e a quello prodotto dal gargarismo Gayn Corrisponde al suono della lettera f Fa Il suono è simile ad una "k" pronunciata con un forte raschio del palato Qaf Corrisponde al suono della lettera k Kaf Corrisponde al suono della lettera l Lam

47 LA PRONUNCIA LETTERA FINALE DI PAROLA LETTERA IN MEZZO ALLA PAROLA LETTERA INIZIALE DI PAROLA LETTERA ISOLATA NOME LETTE RA Corrisponde al suono della lettera m Mim Corrisponde al suono della lettera n Nun Il suono è simile alla "h" aspirata inglese (house) o tedesca (haben) Ha Si pronuncia come la u semivocalica (uomo, due) Waw Si pronuncia come la i semivocalica (ionico, iugoslavo) Ya


Scaricare ppt "La Società siciliana sotto il dominio arabo Usi e costumi Usi e costumiUsi e costumiUsi e costumi La lingua araba La lingua arabaLa lingua arabaLa lingua."

Presentazioni simili


Annunci Google