La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

52° Convegno Nazionale di Studio degli Economi di Comunità CONTROLLO DI GESTIONE E MONITORAGGIO DELLATTIVITA. INDICATORI GESTIONALI Dr. ssa ROMINA REGOLI.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "52° Convegno Nazionale di Studio degli Economi di Comunità CONTROLLO DI GESTIONE E MONITORAGGIO DELLATTIVITA. INDICATORI GESTIONALI Dr. ssa ROMINA REGOLI."— Transcript della presentazione:

1 52° Convegno Nazionale di Studio degli Economi di Comunità CONTROLLO DI GESTIONE E MONITORAGGIO DELLATTIVITA. INDICATORI GESTIONALI Dr. ssa ROMINA REGOLI Roma, Ottobre 2012

2 OBIETTIVI DELLINCONTRO Acquisire spunti di riflessione sul controllo di gestione nella fase ordinaria e in fase di riorganizzazione delle opere. Interpretazione del proprio ruolo e la propria dimensione oggi. Dr.ssa Romina REGOLI

3 PIANIFICAZIONE BUDGETING REPORTING E CONTROLLO AZIONE E MISURAZIONE STRATEGIE revisione piano Revisione budget Azioni correttive Modificazione delle strategie Potremmo partire da qui: Dr.ssa Romina REGOLI

4 PIANIFICAZIONE BUDGETING REPORTING E CONTROLLO AZIONE E MISURAZIONE STRATEGIE revisione piano Revisione budget Azioni correttive Modificazione delle strategie Potremmo partire da qui: Dr.ssa Romina REGOLI

5 Il tempo che viviamo ci chiede di guardare oltre o forse, di guardare indietro! … o forse, di GESTIRE? Dr.ssa Romina REGOLI

6 ECONOMIA GESTIONALE e VITA RELIGIOSA Il tema gestionale è stato poco popolare tra i religiosi e, tuttavia, non può essere estraneo alla Vita Consacrata; esso vi deve occupare il giusto posto. Sono molte le ripercussioni che esso ha nella missione delle congregazioni; la missione non può prescindere dalla gestione delle opere; leconomia la finanza non possono prescindere dalla GESTIONE.. Dr.ssa Romina REGOLI

7 LECONOMIA che intendiamo noi, deve essere un economia al servizio della missione. Pertanto deve essere uneconomia solidale, sana. Dr.ssa Romina REGOLI

8 GESTIONE, professionalità e Vangelo. Unopera professionalmente ben gestita può permettere di Avere per Dare e di Avere per Portare avanti la missione del gruppo religioso. Solo così diventa possibile la solidarietà, una solidarietà accurata ed operativa. Nel Vangelo troviamo importanti criteri che non sono affatto contrari a una buona amministrazione, ma bensì offrono alla stessa orizzonti nuovi. Dr.ssa Romina REGOLI

9 GESTIRE

10 DEFINIAMO LA GESTIONE ATTIVITA OPPORTUNAMENTE SVOLTA VERSO IL CONSEGUIMENTO DI UN CERTO RISULTATO DESIDERATO, OVVERO ATTIVITA SVOLTA DA TUTTI COLORO CHE SONO PREPOSTI O CHE SONO CAPACI DI AGIRE IN MODO CONGRUENTE E CONSEGUENZIALE PER IL CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI DELLORGANIZZAZIONE Dr.ssa Romina REGOLI

11 CONCETTO DI RUOLO ORGANIZZATIVO LO SPAZIO DI ATTIVITA AFFIDATO AD UNA PERSONA CHE OCCUPA UNA DETERMINATA POSIZIONE ALLINTERNO DEL SISTEMA ORGANIZZATIVO E DEFINITO DA UN OBIETTIVO FONDAMENTALE. PER SPAZIO SI INTENDE UN INSIEME DI AREE AREA PRESCRITTA AREA DISCREZIONALE AREA INNOVATIVA Obiettivo fondamentale Dr.ssa Romina REGOLI

12 IL RUOLO DEL …GESTORE (O CONGREGAZIONE?) al fine del conseguimento di obiettivi, costi e tempi STABILITI individua impegna e coordina Le risorse Il GESTORE È colui che Dr.ssa Romina REGOLI

13 CONOSCENZE TECNICHE Indispensabili per la comprensione e conduzione delle attività del progetto CAPACITA GESTIONALI Per affrontare le complessità tipiche di ogni progetto Il GESTORE possiede

14 IMPOSTARE UNATTIVITA, UNOPERA pianificando le tante variabili e controllando lo stato di avanzamento dei lavori fino alla conclusione; INTUIRE e ANTICIPARE LE RICHIESTE DEL MERCATO E DEI CLIENTI (OSPITI); INTUIRE e ANTICIPARE LE PROBLEMATICHE tecniche insite nella GESTIONE; COORDINARE LE RISORSE che sono tante ed eterogenee; COMPORTARSI DA LEADER; PRENDERE DECISIONI E RISOLVERE naturali CONFLITTI che possono sorgere. Le capacità gestionali servono in particolare per:

15 Complessità della gestione delle varie opere Rischi (gestionali, finanziari, economici) Ristrutturazione organizzativa (flessibilità) Pianificazione e stima preventiva di prezzi CHI GESTISCE HA DELLE DIFFICOLTA: Dr.ssa Romina REGOLI

16 PIAFINIFICAZIONE CHI GESTISCE DEVE PIANIFICARE! COSE LA PIANIFICAZIONE? E IL LAVORO DI TRADUZIONE DEGLI OBIETTIVI INDIVIDUATI NELLA FASE DI PIANIFICAZIONE IN UNA STRUTTURA ORGANIZZATA IN MODO TALE DA CONSENTIRNE IL RAGGIUNGIMENTO. (Reperimento risorse- azioni da compiere – loro sequenzialità anche temporale – attribuzione di ruoli, responsabilità competenze) Dr.ssa Romina REGOLI

17 17 1.OBIETTIVI DELLA GESTIONE Cosa deve essere fatto 2.ATTIVITA DA SVOLGERE Come deve essere fatto 3. COMPETENZE NECESSARIE Quali conoscenze, capacità 4.DEFINIZIONE ED ASSEGNAZIONE Chi lo deve fare 5.SCHEDULING DELLA GESTIONE Quando si deve fare 6.DEFINIZIONE ED ASSEGNAZIONE RISORSE ECONOMICHE DEL GESTIONE Quanto costa 7.SISTEMA DI CONTROLLO Come verificare 8.PUNTI DI ATTENZIONE E MODALITA DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI Quali fattori di rischio IL PIANO DI GESTIONE: STRUTTURA MATRICE DEGLI OBIETTIVI E DELLE ATTIVITA MATRICE DI RESPONSABILITA Rappresentazioni Temporali BUDGET DI GESTIONE SISTEMA DI REPORTING SISTEMA INFORMATIVO Tecniche e sistemi di supporto Dr.ssa Romina REGOLI

18 PIAFINIFICAZIONE CHI GESTISCE DEVE CONTROLLARE! CONTROLLI ED INDICI DI MONITORAGGIO Dr.ssa Romina REGOLI

19 I controlli esterni Il controllo interno I Sistemi di Controllo Collegio dei revisori Collegio sindacale Società di revisione Controllo manageriale Controllo strategico Controllo Gestionale Controlli interni ed esterni Dr.ssa Romina REGOLI

20 I CONTROLLI GESTIONALI Devono puntare alla verifica del grado di continuità GESTIONALE. In questa prospettiva assumono significato e valore ANCHE le tradizionali verifiche: - di cassa (e delle altre attività finanziarie) DUNQUE STIAMO PARLANDO DI CONTROLLI gestionali - gestionali finalizzati a verificare lesistenza e la sussistenza del patrimonio organizzativi - organizzativi con particolare riferimento allanalisi del sistema di controllo interno. Dr.ssa Romina REGOLI

21 Controllo organizzativo Controllo amministrativo (rispetto regole, procedure) Controllo sociale (tramite gruppi informali) Controllo individuale Complesso di strumenti volti ad influenzare il comportamento dei soggetti che operano allinterno della organizzazione Strumenti Formali Informali Sistemi di ricompensa/punizione; carriera, remunerazione, formazione Variabili soft: Cultura, valori conoscenza, meccanismi di apprendimento Dr.ssa Romina REGOLI

22 Definizione di controllo interno Il controllo interno è un processo, svolto dalle diverse responsabilità INTERNE della struttura / istituzione, che si prefigge di fornire una ragionevole sicurezza sulla realizzazione degli obiettivi rientranti nelle seguenti categorie: + efficacia ed efficienza della gestione; + attendibilità delle informazioni di bilancio; + conformità alle leggi e ai regolamenti in vigore. Dr.ssa Romina REGOLI

23 Commento alla definizione Dunque, il controllo interno è: + un processo: un mezzo mirato ad un fine e non un fine per se stesso; + svolto da persone + volto a dare una ragionevole sicurezza (non assoluta) + raggiungere gli obiettivi (o che si è in linea) Dr.ssa Romina REGOLI

24 La storia del controllo La fase iniziale… Controlli perchè? Sembrano necessari... E ciò senza particolari valutazioni. Sembra Che operare più controlli sia meglio che farne meno. I responsabili Della attività seguono il business altri i controlli Il governo del controllo ossia la...perchè governo? Perchè abbiamo obiettivi da presidiare cui condurre Lorganizzazione, perchè dobbiamo massimizzare lefficacia E lefficienza e conoscere i costi, perchè dobbiamo Garantire responsabilità e trasparenza ai vari portatori dinteressi Il governo del rischio Il governo del rischio sostenibile Dr.ssa Romina REGOLI

25 IL GOVERNO DEI RISCHI La sopravvivenza di unorganizzazione è assicurata dalla sua capacità di creare valore per i portatori di interesse (stakeholder). Tutte le organizzazioni devono affrontare eventi incerti e la sfida di chi ha la responsabilità della conduzione è di determinare il quantum di incertezza accettabile per creare il valore. INCERTEZZA RISCHI OPPORTUNITA VALORE Dr.ssa Romina REGOLI

26 Unopportunità da poter e saper sfruttare La consapevolezza del rischio comporta la necessità di evoluzione da un modello orientato alla effettuazione dei controlli previsti dalle discipline di riferimento (controlli contabili, fiscali, giuridici …), ad un approccio finalizzato al governo dei rischi, in cui i controlli assumono un ruolo strumentale alla prevenzione dei rischi medesimi. LEVOLUZIONE DEL MODELLO: dai controlli al modello dei rischi Dr.ssa Romina REGOLI

27 le principali… 4.Mifid, Basilea II, Funzione Compliance 2. D.lgs. 231/01 3.L. 262/02 5.Modelli organizzativi normativa di settore Vari ambiti: reati societari, market abuse, riciclaggio, sicurezza di lavoro, PA… Qualità, Sicurezza (D.Lgs 81/08), Controllo di gestione Affidabilità del reporting finanziario Disposizioni del settore bancario e finanziario 1.Codice di Autodisciplina Borsa Italiana Corporate governance società quotate Un mondo di controlli Dr.ssa Romina REGOLI

28 le principali… 4.Accreditamento e Joint Commision Commision 2. Revisore esterno 3.Auditing di Qualità 5.Standard internazionali Affidabilità dellinformativa societaria Corretta tenuta della contabilità Rispetto delle condizioni di cittadinanza Coerenza con le procedure di qualità Coerenza con i requisiti di funzionamento organizzativi e strutturali 1.Collegio Sindacale Adeguatezza dellassetto organizzativo, amministrativo e contabile Un mondo di controlli Dr.ssa Romina REGOLI

29 le principali… 4.Verifiche ispettive 2. Progetti ONG MAE 3.Progetti FSE 5.Authority Certificazione dellinerenza della spesa …… Certificazione dellinerenza della spesa Controlli della pubblica amministrazione 1.Bilancio delle ONLUS Relazione di uno o più revisori Un mondo di controlli Dr.ssa Romina REGOLI

30 Proliferare di funzioni di controllo con diversi approcci Molteplici modelli di valutazione del Sistema di Controllo sia interno che esterno Carenza di coordinamento tra i diversi attori Gli EFFETTI Dr.ssa Romina REGOLI

31 Efficienza Efficacia dellazione di governance Oneri complessivi della gestione del sistema superiori ai benefici ottenuti in termini di contenimento dei rischi Copertura parziale o frammentata dei rischi I rischi Dr.ssa Romina REGOLI

32 Comitato per il Controllo Interno Controllo Organizzazione Collegio Sindacale Risk Management Internal Auditing Responsabile, Gestore Organismo di Vigilanza Sistema di Controllo Interno Società di revisione Visione integrata Controllo di qualità Dr.ssa Romina REGOLI

33 Conseguenze organizzative Maggiore integrazione nel senso di convergenza parallela tra strutture dedicate ad attività conseguenziali (compliance – internal auditing) Migliore dialogo e coordinamento tra gestori delle attività e gestori del rischio Creazione di uno STAFF UN TEAM DI FIDUCIA dove OGNUNO FACCIA IL SUO E SECONDO LE REALI COMPETENZE Dr.ssa Romina REGOLI

34 Reattività Robustezza Pertinenza agli obiettivi Verifiche di anomalia Disponibilità risorse Verifiche conformità al piano Politiche di Rischio Obiettivi di controllo Obiettivi di controllo Adeguatezza Danno Costi del controllo Costi di risoluzione Piano Funzionamento Efficienza Tempestività, costo/beneficio, affidabilità delle informazioni, qualità, prevenzione illeciti Progettare il sistema Dr.ssa Romina REGOLI

35 L'analisi e la valutazione del Sistema di controllo interno presuppone quindi di poter dare una risposta alle seguenti domande: esiste un sistema ufficiale di riferimento all'interno dellente? (regolamenti, direttive consolidate,procedure scritte,ecc.) il funzionamento effettivo segue le regole? Quali deviazioni e per quali motivi? le regole, nel loro complesso, sono in grado di garantire un adeguato controllo interno? Quali elementi di debolezza e di forza sono stati riscontrati (elementi di SWOT Analysis) Elementi di valutazione…

36 Tipologie di controlli Dr.ssa Romina REGOLI

37 CONTROLLI GENERALI sulla STRUTTURA ORGANIZZATIVA Possibili esemplificazioni

38 CONTROLLI GENERALI sulla PROTEZIONE DEI BENI Dr.ssa Romina REGOLI

39 Per attuare una efficace attività di controllo di gestione è fondamentale disporre di dati ed informazioni utili a monitorare le prestazioni del contesto controllato. Questi dati ed informazioni, per lo più di carattere contabile ed analitico, verranno aggregati in indici e rapporti che permettono la creazione di un cruscotto di monitoraggio da cui acquisire riscontri ed evidenze sulleffettivo andamento della gestione dellopera. Dr.ssa Romina REGOLI Controlli sulla gestione

40 Se consideriamo, ad esempio, la gestione di una casa per ferie, i dati fondamentali da rendere disponibili per le successive analisi e aggregazioni potrebbero essere: Entrate e uscite (flussi finanziari attuali e futuri) Dettaglio dei costi mensili (utenze, biancheria, tovagliato, alimenti - divisi per pasti e colazioni, materiali pulizie e cortesia, materiali vari, manutenzione, etc.) Dettaglio dei costi del personale (distinti per reparto /centro di costo) Dettaglio dei ricavi (distinti per vendita camere e pasti erogati) Dettaglio delle prenotazioni già confermate e loro importo Numero di presenze Dr.ssa Romina REGOLI Controlli sulla gestione

41 Numero di camere Numero di pasti erogati Numero di offerte effettuate sul web Statistiche accesso sito web Numero di indirizzi acquisiti dagli ospiti con autorizzazione privacy Riscontri degli ospiti sulla soddisfazione e gradimento e segnalazioni Etc. Dr.ssa Romina REGOLI Controlli sulla gestione

42 Aggregando i dati in funzione degli aspetti che maggiormente si vuol tenere sotto controllo, è possibile strutturare, ad esempio su base mensile, i seguenti strumenti di monitoraggio: 1.Cash flow previsionale: inteso come la differenza tra le entrate e le uscite monetarie previste per un determinato periodo 2.Forecast: fatturato previsto per il periodo futuro sulla base delle prenotazioni già confermate. 3.Andamento fatturato su budget: rapporto % di conseguimento dellobiettivo di fatturato prefissato 4.Andamento costi su budget: rapporto % di conseguimento dellobiettivo riduzione/mantenimento dei costi in rapporto al fatturato di periodo 5.Saturazione: rapporto % tra camere occupate e disponibili 6.Ristorazione: rapporto % tra pasti erogati e ospiti presenti Dr.ssa Romina REGOLI

43 7.Costo pasto: rapporto tra costo ristorazione (alimenti, utenze, personale) e numero di pasti erogati; 8.Costo presenza: rapporto tra costi riferiti a singola presenza (biancheria, prodotti colazioni, materiale cortesia, pulizie, costi generali) e numero presenze periodo; 9.Costo camera: rapporto tra costi riferiti a singola camera (biancheria, prodotti colazioni, materiale cortesia, pulizie, costi generali) e numero camere vendute nel periodo; 10.Ricavo medio per camera: rapporto tra ricavi da vendita camera e numero di camere vendute; Dr.ssa Romina REGOLI Controlli sulla gestione

44 11.Andamento costo per tipologia di acquisto: confronto mensile dei costi riferiti alle diverse tipologie di acquisto (alimenti, materiale pulizia e cortesia, utenze, manutenzione, servizi, etc.) Lanalisi continua di tali rapporti ed indici consente un controllo sistematico sulla gestione della struttura dando ai Responsabili della Casa la possibilità di implementare tutte le azioni necessarie per correggere eventuali scostamenti rispetto ai parametri ed obiettivi gestionali stabiliti allinizio dellanno. Dr.ssa Romina REGOLI Controlli sulla gestione

45 La Crisi? Ci salva LA PROVVIDENZA! Dr.ssa Romina REGOLI

46 QUANTO SPAZIO DIAMO ALLA PROVVIDENZA NELLA NOSTRA VITA E NELLE NOSTRE OPERE? Dr.ssa Romina REGOLI

47 La prima Provvidenza è il nostro lavoro. Laffidamento alla Provvidenza non ci esime da un nostro impegno produttivo. Noi dobbiamo IMPEGNARCI ma non PREOCCUPARCI. Noi dobbiamo IMPEGNARCI ma non PREOCCUPARCI. Dr.ssa Romina REGOLI

48 Ogni Fondatore ha saputo ben coniugare la fiducia nella Provvidenza e impegno operativo. I poveri, maestri per noi, ci insegnano a vivere con fiducia nella Provvidenza. Dr.ssa Romina REGOLI

49 La Provvidenza è limpegno a collaborare con lazione provvidente di Dio, di tale collaborazione fa parte anche una accurata gestione dei beni affidati. Proviamo a definirla: Dr.ssa Romina REGOLI

50 Per questo la responsabilità è ancora più grande, per questo è importante GESTIRE ed ATTUARE UN CONTROLLO DI GESTIONE PUNTUALE SU OGNI OPERA … … perché CONCLUSIONI Dr.ssa Romina REGOLI

51 … perché il mondo è la sfida del cristiano Grazie per lattenzione. Dr.ssa Romina REGOLI


Scaricare ppt "52° Convegno Nazionale di Studio degli Economi di Comunità CONTROLLO DI GESTIONE E MONITORAGGIO DELLATTIVITA. INDICATORI GESTIONALI Dr. ssa ROMINA REGOLI."

Presentazioni simili


Annunci Google