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LASEK tecnica personale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA ISTITUTO DI OFTALMOLOGIA Direttore: Prof. Giuseppe Ferreri P. Colosi G. Fichera D. Rizzo N. Foti.

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Presentazione sul tema: "LASEK tecnica personale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA ISTITUTO DI OFTALMOLOGIA Direttore: Prof. Giuseppe Ferreri P. Colosi G. Fichera D. Rizzo N. Foti."— Transcript della presentazione:

1 LASEK tecnica personale UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MESSINA ISTITUTO DI OFTALMOLOGIA Direttore: Prof. Giuseppe Ferreri P. Colosi G. Fichera D. Rizzo N. Foti Ragusa Aprile 2006

2 LASEK Laser-Assisted Sub -Epithelial Keratectomy La Lasek e una variante della PRK che consiste nel realizzare un flap epiteliale incernierato ad h 12 e nel riposizionarlo dopo il trattamento laser (Camellin, 1998).

3 LASEK versus PRK nessuna controindicazione VANTAGGI Riduzione del dolore Protezione epiteliale dalle infezioni Recupero funzionale più rapido Riduzione dellhaze SVANTAGGI Apparentemente nessuno DIFFICOLTA Ritrattamenti Cicatrici (chirurgia incisionale)

4 VARIABILI Tipo di anestetico N. instillazioni Intervallo Durata anestesia Composizione Tempo Modalità asciugatura Lavaggio Anestesia Alcolizzazione Possibili combinazioni : diverse migliaia !

5 TECNICA PERSONALE Casistica di oltre casi Anestesia: Ossibuprocaina cloridrato 4mg. una goccia ogni 15 minuti per 1 ora. Alcolizzazione: Soluzione di alcol etilico al 20% in acqua distillata per 25 secondi. Asciugatura con merocel. Lavaggio: Soluzione ipotonica di BSS con acqua distillata al 50%. Asciugatura con merocel.

6 Flap epiteliale: Distacco del margine della zona alcolizzata con spatola e ribaltamento con merocel Riposizionamento del flap: Dopo lavaggio della superficie trattata con BSS Lente a contatto 5-7 giorni. TECNICA PERSONALE Casistica di oltre casi

7 LAUTOMAZIONE riguarda i tempi di alcolizzazione, aspirazione e lavaggio con il risultato di una procedura più semplice e standardizzata. Marcatore: Il diametro va da 7.5 a 9 mm e prevede tre vie autonome, due per linfusione ed una per laspirazione dei liquidi. Unità centrale: Sistema con tre pompe peristaltiche indipendenti collegata al marcatore e comandata da PC. Software: Possibilità di settare tutti i parametri (tempi di infusione e di aspirazione con relativi intervalli) e di eseguire lintera procedura in un tempo.

8 TECNICA PERSONALE Colosi 1999 Casistica di oltre casi

9 LEPITELIO (30 prelievi) Fissazione immediata: lepitelio corneale appena prelevato in corso di lasek mantiene la sua classica stratificazione e conserva parametri ultrastrutturali legati ad una condizione di normale vitalità cellulare. Sezione semifine dopo rimozione (Blu di toluidian 700x) Al di sotto dello strato basale non è presente alcuna struttura assimilabile alla membrana basale. Strati intermedi di epitelio corneale (MET 13200x) Si osservano 4 cellule poligonali con giunzioni intercellulari di tipo desmosomico.

10 LEPITELIO Coltura organotipica: Losservazione dellepitelio corneale mantenuto in coltura organotipica fino alle 48 ore successive al prelievo ci ha consentito di verificare che, nonostante una parziale disorganizzazione degli strati superficiali ed intermedio, lo strato basale mantiene i suoi caratteri di vitalità. Il comportamento epiteliale in coltura sembra mostrare un andamento bifasico con decrescente vitalità fino a 48 ore e successiva colonizzazione di elementi basali. Sezione semifine dopo 24 ore (Blu di toluidina 900x) A strato basale integro è evidente la dilatazione degli spazi intercellulari degli strati intermedio e superficiale. Strati intermedi dopo 24 ore (MET 78000x)) Spazio intercellulare dilatato con giunzioni desmosomiche conservate.

11 LEPITELIO Coltura da espianto: la vitalità delle cellule epiteliali proliferanti è stata valutata con il test live-dead che ha fornito prove certe di vitalità. 6° giorn0 microscopio a contrasto di fase (Tripan Blue 0.1% 350x) Le aree chiare che non hanno assunto il colorante sono indice di vitalità cellulare.

12 CONCLUSIONI meno ciarlare… più laserare! grazie


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