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Differenze tra socializzazione e sviluppo sociale Socializzazione le competenze sociali del bambino, fino agli anni 60, erano concepite in chiave di acculturazione.

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Presentazione sul tema: "Differenze tra socializzazione e sviluppo sociale Socializzazione le competenze sociali del bambino, fino agli anni 60, erano concepite in chiave di acculturazione."— Transcript della presentazione:

1 Differenze tra socializzazione e sviluppo sociale Socializzazione le competenze sociali del bambino, fino agli anni 60, erano concepite in chiave di acculturazione o di acquisizione del controllo degli impulsi o di addestramento al ruolo, secondo prospettive centrate sui processi di apprendimento o sul ruolo di modellamento svolto dalladulto Oggi si parla di Sviluppo sociale il neonato, considerato un essere sociale fin da subito, diventa sempre più consapevole e competente grazie alla funzione di mediatore o di interlocutore svolta dalladulto nellorganizzare competenze e capacità

2 Caratteristiche distintive dellapproccio contestualista sono: La volontà di riformulare in prospettiva sistemica i problemi posti dalla psicologia classica Lesigenza di concettualizzare la persona, lambiente e le relazioni tra essi in termini di sistemi e di subsistemi allinterno del sistema Il tentativo di esprimere la causalità dei processi psicologici sempre in modo reciproco e bidirezionale (Requisito della reciprocità)

3 La nozione di causalità più importante per il pensiero occidentale è stata quella rappresentata dal determinismo classico e dal meccanicismo. Essa viene definita in termini di relazioni tra eventi antecedenti (cause) ed eventi conseguenti (effetti), dato che il tempo è considerato linare, mentre i fenomeni scorrono in modo sequenziale dal passato al futuro (A B) Causalità lineare Causalità reciproca Secondo tale tipo di causalità si può affermare che non solo A e B si influenzano simultaneamente lun laltro, ma che un cambiamento qualsiasi allinterno di A o di B rappresenta una funzione dellorganizzazione delle variabili nel cui contesto essi sono collocati

4 Offre la possibilità di cogliere la dinamica dei mutamenti sociali ponendo a confronto lo stato di ogni variabile e le sue modalità di organizzazione al Tempo t1 con quelle al Tempo ti, allinterno di una rete, il campo causale, entro cui il cambiamento di una qualsiasi variabile viene interpretato come una conseguenza dellazione dellintero campo di variabili Permette il superamento del concetto di causalità lineare Rifiuta le posizioni che sottolineano il primato degli aspetti biologici (quali i riduzionismi e i determinismi su base genetica o biologica) Rifiuta le posizioni che sottolineano il primato del contesto (quali il determinismo culturale) La prospettiva contestualistico-evolutiva

5 Una definizione di sviluppo nella prospettiva contestualisto-evolutiva: Lo sviluppo individuale implica processi incrementale e di trasformazione che, attraverso il flusso delle interazioni tra gli aspetti attuali della persona e i suoi attuali contesti, producono una successione di cambiamenti relativamente duraturi, e tali da incrementare o rendere più complessa larticolazione dei tratti strutturali e funzionali della persona e i paradigmi delle sue interazioni con lambiente, mantenendo al tempo stesso unorganizzazione coerente e ununità strutturale e funzionale della persona come un tutto inscindibile. (Ford e Lerner, 1992)

6 Effetti di primo ordine Il paradigma consueto è focalizzato su sistemi diadici: è interessato, cioè, a rilevare linfluenza esercitata da A su B o da B su A Rappresentano una classe di effetti resi palesi dallapproccio ecologico e rivelano come linterazione di A e B può essere influenzata da una terza componente C. Essi compaiono a livelli successivi del sistema e rivelano prospettive nuove per la ricerca Effetti di secondo ordine

7 della strutturazione fisica e delle risorse disponibili nel suo ambiente di vita delle modalità che caratterizzano i sistemi sociali diretti, cioè le interazioni faccia a faccia e le relazioni che si verificano nei setting immediati e concreti della sua quotidianità degli scambi sociali che si verificano al di fuori di tali setting ma che hanno un ruolo nel condizionare la gamma delle sue possibilità comportamentali Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo lapproccio contestualista implica che, per comprendere e studiare i processi evolutivi del bambino ed i suoi cambiamenti psicologici, occorre tenere contemporaneamente conto:

8 Microsistema Scuola Microsistem a Coetanei Macrosistema politica sociale e dei servizi Esosistema Condizioni di vita e di lavoro Mesosistema relazioni tra microsistemi Microsistem a Famiglia Approccio ecologico di Broenfenbrenner

9 Bronfenbrenner formula la nozione di ambiente ecologico. Esso viene concepito come una serie ordinata di strutture concentriche incluse luna nellaltra Microsistema Mesosistema Esosistema Macrosistema

10 Microsistema Viene definito come quel complesso di relazioni esistenti tra la persona e lambiente di un contesto contenente lindividuo stesso: «Un contesto si definisce come un luogo con particolari caratteristiche fisiche in cui i partecipanti sono impegnati in particolari attività, in particolari moli, per un particolare periodo di tempo. I fattori di luogo, tempo, caratteristiche fisiche, attività, partecipanti e ruolo costituiscono gli elementi del contesto». Il microsistema è rappresentato dallesperienza di una persona relativamente a tale contesto. Esso è da intendere come «complesso di attività, di ruoli e di relazioni interpersonali con il quale lindividuo durante lo sviluppo è in contatto diretto in un particolare contesto: così, per esempio, il contesto della casa, quello della scuola o del gruppo dei compagni». Mesosistema Si delinea come sistema di microsistemi: in quanto comprende «le interrelazioni tra due o più contesti ambientali, ai quali lindividuo partecipa attivamente». Bronfenbrenner cita come esempio di mesosi­stema di un bambino, le relazioni tra casa, scuola e gruppo di coetanei che abitano nelle vicinanze della sua abitazione o, nel caso di un adulto, le relazioni tra famiglia, lavoro e vita sociale.

11 Esosistema E costituito da «uno o più contesti ambientali di cui lindividuo non è partecipante attivo, ma in cui si verificano eventi che determi­nano ciò che accade nel contesto ambientale comprendente lindividuo stesso» o che, viceversa, sono causati da ciò che accade nel contesto. Lesosistema si riferisce, quindi, a due o più contesti ambientali, di cui uno, pur non essendo esperito direttamente dallindividuo, finisce per influenzare lambiente in cui la persona è in contatto diretto. Nel caso di un bambino, vengono citati come esempi di esosistema il posto di lavoro dei genitori, la classe frequentata dal fratello più grande, le attività del consiglio scolastico locale, la televisione o il rapporto tra i processi intrafamiliari e lambiente di lavoro di uno dei genitori. Macrosistema Rappresenta il contesto sovrastrutturale che condiziona micro-, meso- ed esosistema; tale contesto è legato a culture, subculture e organizzazioni sociali più ampie, con i relativi sistemi di norme, credenze, rappresentazioni sociali e aspettative rilevanti ai fini dello sviluppo. Esso: «consiste delle congruenze di forma e di contenuto dei sistemi di livello più basso (micro - meso - ed esosistema) che si danno, o si potrebbero dare, a livello di subcultura o di cultura, considerate come un tutto, nonché di un sistema di credenze o di ideologie che sottostanno a tali congruenze».

12 Sviluppo delle competenze sociali Lo sviluppo delle competenze sociali si basa sulla comprensione che le persone sono dotate di stati interni, emozioni, pensieri, intenzioni, scopi, che orientano il comportamento e le relazioni con gli altri e con il sistema di norme e di valori sociali Comprension e degli altri Comprension e di Sé Procede parallelamente SOCIALITÀ Scambio tra individualità percepite come separate e distinte una dallaltra Requisiti indispensabili

13 La coscienza di Sé coscienza di Sé La coscienza di Sé consiste nella consapevolezza di possedere unidentità separata e si basa sul processo di differenziazione e sulla rappresentazione del Sé come unentità oggettiva che è sentita come interna, ma anche pensata come esterna. La coscienza di Sé si articola in: Sé esistenziale Componente implicita del Sé che organizza lesperienza Sé categorico Componente esplicita del Sé che deriva dallautoconsapevolezza

14 I diversi livelli di consapevolezza Consapevolezza primaria Coincide con il Sé esistenziale e si basa: sulla percezione immediata e precoce proveniente dalle informazioni sensoriali sulla comunicazione verbale e non verbale nelle interazioni diadiche Consapevolezza secondaria Coincide con il Sé categorico e si basa: sulla capacità di rappresentazione e di autoriflessione sullo sviluppo delle competenze linguistiche La consapevolezza di Sé si articola in:

15 Comparsa della consapevolezza secondaria Uso di termini verbali Uso di termini verbali che si riferiscono a se stessi e agli altri come entità distinte (me, tu, noi, …) categorie esteriori Capacità di utilizzare alcune categorie esteriori quali il sesso, letà, i lineamenti e laspetto fisico per identificare se stesso consapevolezza di Sé La consapevolezza di Sé, che appare tra i 15 e i 18 mesi, è segnalata da alcuni indicatori: Autoriconoscimento Autoriconoscimento capacità di percepire la propria immagine fisica e di riconoscerla come stabile e continua nel tempo e nello spazio

16 Capacità di comprendere che gli altri sono entità separate dotate di caratteristiche specifiche, diverse dalle proprie COSCIENZA DEGLI ALTRI familiarità Unindicazione indiretta del riconoscimento degli altri è la familiarità, cioè il riconoscimento dellestraneo e la sua identificazione come diverso da sé e dalle persone familiari Lewis, Brooks La paura dellestraneo è una risposta adattiva allestraneità di un segnale di pericolo, capace di favorire i comportamenti di vicinanza alla madre, utili per la sopravvivenza Bowlby Connessione tra sviluppo del Sé e reazione allestraneo: i bambini utilizzano gli schemi di conoscenza relativi al Sé per comprendere gli altri, valutandoli come simili o non simili a me

17 La rappresentazione degli altri Il bambino, tra i 12 e i 18 mesi, inizia a riconoscere gli altri non più solo sulla base di singoli tratti esteriori e comportamenti, ma tramite unattività di riflessione e valutazione che porta alla creazione di: rappresentazioni mentali Riconoscimento delle emozioni degli altri Stabilità degli oggetti e delle persone nel tempo e nello spazio

18 Indicatori della coscienza degli altri colpa, vergogna e imbarazzo La comparsa delle emozioni sociali (colpa, vergogna e imbarazzo) e la loro espressione indica che il bambino è consapevole delleffetto che il giudizio degli altri o le trasgressioni esercitano sul Sé Se il bambino manifesta tali emozioni vuole dire che attribuisce agli altri stati psicologici interni e diversi dai propri teoria della mente La nascita di una teoria della mente, ossia la comprensione dei desideri, dei pensieri e del punto di vista attraverso cui gli altri vedono e sentono la realtà

19 Indicatori dellevoluzione del concetto di Sé e dellaltro Acquisizione dello spirito di iniziativa, industriosità e superamento del senso di inferiorità (Erikson) Sviluppo di attività autonome e del gusto per la competizione Sensibilità allopinione degli adulti, con cui il bambino tende ad identificarsi Attenzione ai ruoli e al modo in cui vengono svolti Attenzione alle norme e al loro significato interpersonale comparsa del gioco sociale (Piaget) Incremento delle capacità metacognitive promosso dal legame di attaccamento Acquisizione dellabilità di cogliere la prospettiva dellaltro capacità di role taking Incremento della capacità narrativa, ora maggiormente centrata sulle caratteristiche psicologiche di Sé e degli altri

20 Nascita del senso dellautostima AUTOSTIMA Si compone di un insieme di valutazioni che riguarda il Sé nei suoi diversi aspetti di Sé fisico, capacità sociali e identità. A partire dagli 8 anni limmagine di Sé si arricchisce di autovalutazioni complessive relative a qualità e capacità personali, soggettivamente percepite e ben valutate attraverso lautodescrizione Il senso dellautostima è promosso da: Desiderio di essere accettati Vulnerabilità al giudizio degli altri Consapevolezza delle proprie competenze


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