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Escatologia - Lezione 28^ Capitolo XI Lescatologia.

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1 Escatologia - Lezione 28^ Capitolo XI Lescatologia

2 1^ questione: loggetto della speranza cristiana La risurrezione delluomo

3 Due premesse: Immortalità dellanima o resurrezione delluomo? a) Prospettiva dellintegrazione delle due visioni a) Prospettiva dellintegrazione delle due visioni: visione greca: immortalità dellanima, perché corpo/anima sono due sostanze estranee fra loro (solo la separazione consente allanima di essere immortale) visione biblica: alla fine dei tempi anche i corpi risorgono per condividere la sorte dellanima: riprovazione o beatitudine Due visioni poi integrate: mezza risposta ciascu- na al destino delluomo (cè immortalità e per tutta la persona)

4 b) Prospettiva della non giustapposizione b) Prospettiva della non giustapposizione (tesi di Ratzinger): -Sono due diverse visioni dinsieme, non addizionabili -Concludono con due concezioni di Dio-uomo- futuro che sono completamente differenti

5 Il croyable disponible Il credibile disponibile del nostro tempo Fattori culturali facilitatori della tesi dogmatica = risurrezione della CARNE riscoperta della indivisibilità delluomo percezione positiva della strutturazione corporea: modalità obbligatoria per realizzare lunico essere delluomo desiderio di una vita-al-di-là-della morte che può venir concepita soltanto come un diverso modo di esistere di tutto luomo. Questo non è altro che il contenuto di una Risurrezione dai morti (W. Pannenberg)

6 Qui la coerenza: il messaggio biblico non an- nuncia limmortalità dellanima separata dal corpo, ma la risurrezione delluomo intero difficoltà:come immaginare la risurrezione del corpo: corpi spirituali/gloriosi/celesti esenti dallobbligo della nutrizione della locazione spaziale uno stadio completamente mutato della materia (obiezione: non si tratta di unastrazione mitologica?) Contraddizione nellantropologia culturale: * non abbiamo un corpo – siamo un corpo * e allergia nei confronti del messaggio cristiano circa il corpo (questioni della bioetica)

7 Giudaismo coevo a Gesù: Resurrezione = idea diffusa ma discussa Mc 12,18-27 disputa con i sadducei (Mt 22,23-33) Gesù parte dalla convinzione diffusa che, alla fine del tempo, i morti risorgeranno e questa sorte riguarda sia i peccatori che i giusti i sadducei (conservatori) rifiutano la R. per il presupposto = R. è semplicemente una continuazione della vita di questa terra Gesù lo corregge: «Quando risorgeranno dai morti, non si ammoglieranno né si mariteranno, ma saranno come angeli in cielo» (Mc 12,25)

8 Resurrezione nella discontinuità = non è una mera prosecuzione dellesistenza terrena cioè una nuova perfezione corporale ma sem- pre dentro lo stesso continuum spazio- temporale della precedente MA Resurrezione = implica una trasformazione discontinuità non rappresentabile cosa può essere un corpo risuscitato al di là del tempo e dello spazio? (NT = corpo glorioso – corpo spirituale – corpo incorruttibile)

9 Spiegazione di Gesù ai Sadducei come angeli non significa essere senza corpo, ma partecipi alla vita divina, superando le funzioni biologiche della procreazione tipicamente terrestre trasformazione che si basa sulla potenza/ rivelazione di Dio come il Dio dei vivi: è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe i patriarchi allora non appartengono più al regno dei morti (sheol), ma vivono

10 Gesù: Io sono la risurrezione e la vita (Gv 11,25) Gesù (umano-divino) è luomo che forma una cosa sola col Padre luomo grazie al quale la natura umana è entrata nelleternità di Dio Cristo è anche allocuzione di Dio a noi: è il Verbo dialogante con Dio (il Padre) che vive eternamente e che gli comunica la vita Il Verbo è diretto agli uomini: chi crede nel Figlio ha la vita eterna (Gv 3,15)

11 Gesù: IO SONO la risurrezione e la vita Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?» (Gv 11,23-26) il risorgere non è un evento lontano, relegato alla fine dei tempi grazie alla fede in Cristo si realizza già adesso (risurrezione come dialogo divino-umano con Cristo, che è la presenza umanizzata di Dio)

12 Fase apostolica: S. Paolo 1Ts 4,13-18 : un ritorno immediato del Signore? alcuni cristiani, però, sono già morti, senza aver fatto esperienza della parusia: sono esclusi dalla speranza? Paolo risponde: i defunti non sono in posizione di svantaggio rispetto a noi. Quando il Signore verrà, infatti, « prima risusciteranno i morti in Cristo» e poi, tutti insieme, risuscitati e viventi si andrà incontro al Signore

13 La risurrezione dei credenti trova il suo fondamento nel destino di Gesù. Egli pure arrivò alla gloria attraverso la morte e la risurrezione: «Noi crediamo che Gesù è morto e poi è risuscitato. Allo stesso modo crediamo che Dio riporterà alla vita, insieme con Gesù quelli che sono morti credendo in lui» (1Cor 15,3) A Corinto: confessano la risurrezione di Gesù ma non la risurrezione dei morti concentrazione della salvezza sul presente e così interiorizzata da escludere la salvezza del corpo

14 Reazione di Paolo ne vede una minaccia ai fondamenti della fede e della salvezza di Cristo ( incarnatoria - escatologica ) Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti (1Cor 15,20) Cristo è risorto non per sé solo, ma come primizia la risurrezione gloriosa dei credenti sarà un prolungamento/partecipazione della risurrezione di Cristo.

15 1Cor 15,42-44: come sarà il corpo dei risorti? Come sarà la nostra risurrezione? Con quale corpo si risusciterà? Esiste davvero un corpo nato dalla risurrezione o è un linguaggio cifrato per dire la immortalità della persona? La questione esorbita dai confini della immaginazione umana e del mondo a noi accessibile Spiegazione ardita di Paolo con immagini (il seme) in parte estranee alla nostra cultura, ma il senso sostanziale rimane

16 Paolo parte dal realismo della risurrezione della carne: né la carne, né il sangue possono ereditare il regno di Dio, né la corruzione può ereditare la incorruttibilità (v. 50) Cè un deciso contrappunto di fronte a un realismo meramente intra-mondano, di tipo quasi fisico per mettere in luce un realismo cristiano, che va oltre la fisica, un realismo nello Spirito.

17 I presupposti dellantropologia paolina: Soma = corpo ma anche soggetto Soma-soggetto indica simultaneamente: 1)sarx = corpo in senso storico-terreno (fisico- chimico) 2)pneuma = spirito oppure lio stesso che ora si presenta in un corpo fisio-chimicamente percettibile ma che può apparire in modo definitivo sotto laspetto di una realtà ultra- fisica In Paolo lopposizione vera è tra il corpo che vive secondo la carne e il corpo vivente nello stile dello Spirito

18 In definitiva: per Paolo la risurrezione degli esseri corporei non è la risurrezione dei corpi, ma quella delle persone non la ricostituzione dei corpi di carne (strutture biologiche) che è impossibile: il corruttibile non può diventare incorruttibile ma nella diversità specifica caratterizzata dalla vita della risurrezione come si è presentata esemplarmente nel Signore risorto latteggiamento aperto della chiesa nei con- fronti della cremazione mostra che la R. non è la conservazione di un cadavere (anche se è forma più brutale di distruzione del corpo)

19 «Si semina nella corruzione, si risorge nellincorruttibilità, si semina nello squallore, si risorge nello splendore; si semina nellinfermità, si risorge nella potenza; si semina un corpo naturale, risorge un corpo spirituale» (1Cor 15,42-44) ricorso alla metafora del seme: continuità/discontinuità (seme-pianta) risusciteremo con questo stesso corpo mortale e corruttibile, trasformato in immortale e incorruttibile.

20 Conclusioni bibliche La R. è immortalità della persona : salvezza dellunico e indiviso soggetto umano: questa ipostasi continua a sussistere sebbene trasfigurata per il mondo greco lessere umano tipico è il prodotto di una disintegrazione e come tale non sopravvive per colpa della sua eterogenea costituzione (anima e corpo seguono due diverse vie)

21 La R. è immortalità dialogica: risurrezione significa richiamo alla vita (il verbo eghéiro) limmortalità non è il fluire di una ovvia facoltà del non-poter-morire (il potere autonomo di una parte delluomo di per sé indistruttibile), ma dalla libera volontà di Dio che ama la sua creatura e non vuole che sparisca (cf Gb 19,25; Sal 73,23; 2Mac 7,9) limmortalità biblica non proviene dal potere del soggetto ma dal suo essere incluso nel dialogo col suo Creatore Ecco perché non si parla di immortalità ma di risurrezione, cioè richiamo alla vita

22 J. Ratzinger: Lessere uniti a Cristo, reso possibile dalla fede, è già una iniziale vita di risurrezione che ha ormai vinto la morte (Fil 1,23; 2Cor 5,8; 1Tss 5,10) Il dialogo con Dio instaurato dalla fede è già vita eterna irriducibile alla morte Lidea di fondo non è quella della restituzione dei corpi alle anime dopo un lungo intervallo di tempo ma che il soggetto-uomo rivivrà in quanto amato dal Dio col quale è in dialogo e che non permetterà che egli scompaia

23 Dunque: lidea biblica è quella di una immortalità accordata per via di risurrezione : È un -Concetto integralmente umano di immortalità -Concetto dialogico (umano-divino) di immortalità

24 Obiezione dal confronto tra il concetto filosofico e biblico di immortalità Immortalità biblica = risurrezione dialogica: chiamata al risveglio da parte di Cristo immortalità soprannaturale: obiezioni: solo per le persone pie? miracolistica? Immortalità filosofica = sopravvivenza è possedere unanima non materiale immortale immortalità naturale: per ogni singolo uomo in quanto tale

25 Risposta di J. Ratzinger: avere unanima spirituale significa essere un interlocutore nel dialogo con Dio: una creatura chiamata da Dio ad un perenne dialogo con Lui Per la Bibbia: anima designa luomo storico (non in senso dualistico greco) lessenziale immortalità delluomo si fonda sulla sua creaturalità: luomo creato in Cristo è pola- rizzato costitutivamente su Dio (= la protolo- gia è già cristologica) questo è il destino di tutti gli uomini, non solo di chi è esplicitamente in dialogo con Cristo

26 La R. è attesa per gli ultimi giorni Visione greca: lanima è un assoluto in sé estranea al corpo e perciò senza storia (non è bisognosa di altri esseri) Per la visione biblica unitaria la vita relazionale/comunitaria è costitutiva: se luomo deve sopravvivere la dimensione sociale della sua natura non può venire esclusa Credo la comunione dei santi = superata lidea (scolastica) di anima separata È luomo (soggetto intero) che continuerà a vivere nelle sue relazioni (non unanima isolata)

27 Lelemento comunitario è parte della defini- zione di uomo (persona) dunque rientra nel futuro Lavvenire del singolo individuo umano perverrà allo stadio unico perfetto unicamente quando anche il futuro della umanità risulterà adempiuto Nellultimo giorno riceverà il tocco perfettivo anche il destino del singolo uomo, perché si è adempiuto ormai il destino dellumanità La meta non è una beatitudine privata, ma la realizzazione del tutto (ricapitolazione di tutte le cose in Cristo – Dio tutto in tutti: 1Cor 15,28 )

28 Perciò Risurrezione: alla fine della storia e nella comunione di tutti gli altri esseri umani è il carattere profondamente unitario della immortalità umana (J. Ratzinger) Cristo risorto è risorgente nel suo Corpo ecclesiale (qui lo stato intermedio?)

29 La fede ecclesiale nella risurrezione Difficoltà antiche: lo scacco di san Paolo davanti allAreòpago di Atene (At 17,32) Epoca patristica (almeno 10 monografie per correggere le eresie intraecclesiali) Agostino: «in nessunaltra cosa la fede cristiana incontra tante contraddizioni quanto a proposito della risurrezione della carne»

30 Argomento principaIe dei Padri: Dallincarnazione alla risurrezione della carne lincarnazione di Gesù è ordinata alla risurrezione di ogni carne: Se la carne non doveva essere salvata, il Verbo di Dio non si sarebbe fatto carne. Che motivo avrebbe avuto di guarire le membra di carne e di ristabilirle nella loro forma originaria, se ciò che egli guariva non doveva essere salvato? (Ireneo) dallincarnazione alla risurrezione funziona tutta leconomia della chiesa e dei sacramenti, una sorta di corpo a corpo tra il Cristo e noi.

31 Tertulliano Questa carne che Dio ha messo insieme con le sue mani ad immagine di Dio, che egli animò con il suo soffio a somiglianza della sua potenza di vita, che egli ha stabilito perché abitasse in tutta la sua opera, ne gioisse e la dominasse, che ha rivestito dei suoi misteri e dei suoi insegnamenti,… questa carne non risorgerebbe, dopo essere stata tante volte cosa di Dio? Via via, il pensiero che Dio possa abbandona re ad una distruzione eterna lopera delle sue mani; loggetto delle cure della sua intelligenza, linvolucro del suo soffio, la regina della sua creazione, lerede della sua liberalità, il sacerdote della sua religione, il soldato che gli rende testi- monianza, la sorella del suo Cristo. Noi sappiamo che Dio è buono. Dal suo Cristo veniamo a sapere che egli il solo ad essere molto buono. È lui che ordina lamore del prossimo sulle orme del suo, lui stesso fa, quindi, quanto comanda: ama la carne che è il suo prossimo per molti motivi (Tertulliano)

32 Nei primi secoli lannuncio della speranza cristiana nella risurrezione passa attraverso la liturgia il battesimo come attualizzazione della Risurrezione del Signore in attesa di partecipare della sua condizione: il battesimo è piccola resurrezione leucaristia come farmaco di immortalità (Ignazio A.) Ireneo, (contro gnosi): se il pane e il calice divengono Eucaristia come possono dire che la carne non è capace di ricevere la vita eterna? LEucaristia è per Ireneo principio di immortalità che coincide con la Risurrezione. La liturgia alimenta la speranza cristiana: Dio, mediante i sacramenti, struttura le persone, disponendole alla vittoria sulla morte, grazie allo Spirito che agisce nei sacramenti. Il soggetto che origina la Risurrezione è lo Spirito

33 Le dichiarazioni del magistero : La R. è dottrina costante della Chiesa: dal Simbolo apostolico alla professione di fede di Paolo VI Precisazioni: la risurrezione è un evento escatologico: avrà luogo «lultimo giorno», «alla venuta di Cristo», «il giorno del giudizio», «alla fine del mondo»; la risurrezione è un evento universale: risusciteranno «tutti gli uomini» o «tutti i morti»; luniversalità così affermata ha la sua ragion dessere nel dato del NT: una risurrezione dei giusti e dei peccatori (Gv 5,29; cfr. Mt 25,46)

34 Il concetto di risurrezione include lidentità corporea: i morti risorgono «con i propri corpi»; «in questa carne nella quale ora viviamo»; «con i propri corpi, quelli che ora possie- dono»; è una risurrezione «di questa carne e non di unaltra». senso di questa insistenza nellidentità del corpo (o della carne) è illustrato in un testo del concilio XI di Toledo: «Crediamo che risusciteremo non in una carne aerea o di qualsiasi altro tipo, come alcuni delirano, ma in questa, nella quale viviamo, sussistiamo e operiamo».

35 NB nei documenti magisteriali che parlano di risurrezione della carne Carne equivale a mondo degli uomini (cf il senso biblico di: ogni carne vedrà la salvezza di Dio)

36 Modi e tempi della risurrezione sviluppi teologico-dogmatici della speranza della risurrezione: come e quando cioè ipotesi di determinazione: 1)dellidentità delluomo risorto 2)e della temporalità della risurrezione

37 Identità del corpo risuscitato lidentità tra corpo terrestre e corpo glorioso delluomo Passi del NT = 1Cor 15,53: «Questo corpo corruttibile deve rivestire lincorruttibilità e questo corpo mortale deve rivestire limmortalità» Magistero: Lateranense IV (1215): «Qui omnes cum suis propriis resurgent corporibus, quae nunc gestant»

38 Come spiegare lidentità tra corpo terrestre e corpo glorioso? Da scartare lidentità materiale tra corpo glorioso e corpo terrestre (il mio composto biologico) Il corpo glorioso non va concepito come una ricostruzione delle strutture biologiche e degli elementi che lo composero nella vita terrestre in un organismo che muta continuamente è difficile accertare quali siano di fatto le «nostre» molecole, che devono essere fissate per tutta leternità (corpo di un bimbo - vecchio) E i casi estremi (Atenagora di Atene: i pesci che mangiano i naufraghi; e i portatori di handicap fisici o amputazioni)?

39 Da scartare lipotesi sostenuta già nel Medioevo (Durando di San Porziano, 1334) dellidentità formale tra il corpo terrestre e il corpo di risurrezione lidentità sarebbe salvaguardata dallanima e non dalla materia mutevole ripresa da L. Billot = sostiene che lanima è il principio dellidentità e della stabilità del corpo, nonostante il mutamento che si verifica nella sua materia organica, nella sua crescita e nella sua corruzione

40 Critiche: teoria imparentata con quella della trasmigrazione delle anime (?!) la tradizione ecclesiastica,dottrinale e liturgica ritiene che il corpo risuscitato comprenda «le reliquie» del corpo terrestre Il culto delle reliquie, infatti, sembra attribuito non solo in rapporto a una corporeità che in passato fu tempio dello Spirito Santo,ma anche in riferimento al futuro, come reliquie, cioè, del futuro corpo di risurrezione

41 Posizione corretta non identità materiale o identità formale, ma identità personale. Ciò pone laccento sulla dimensione di concretezza e di storicità delluomo che si è realizzato nella sua vita determinata spazialmente e temporalmente è lo stesso soggetto-uomo storico (= soma), individualizzato e realizzato nel suo contesto sociale, che è il soggetto della risurrezione

42 Limmagine biblica «uscire dalla tomba» vuol dire che saremo proprio noi, noi medesimi e tuttavia diversi come Gesù che, dopo la risurrezione, era lo stesso e tuttavia diverso, tanto che nelle apparizioni agli apostoli, essi, pur sapendo che egli era il Signore, al primo momento non lo riconoscevano

43 simbolicità Corporeità (più che carne) socialità «Il volto della persona umana contiene stenograficamente la sua biografia» (Theodor Bovet) 1Corinzi 13,8 La carità non avrà mai fine Mt 25: nudo, affamato, assetato… luomo intero: con tutta la storia della sua esistenza, con tutti i suoi rapporti con gli altri, ha un futuro

44 Non la semplice restaurazione delle strutture terrestri della corporeità. Il corpo della risurrezione implica un adempimento della presente corporeità in negativo attraverso il superamento dei suoi limiti attuali: la sua soggezione alla corruzione e la sua impenetrabilità, per cui resiste alla direzione dello Spirito e diviene così fardello dellanima (Sap 9,15) in positivo attraverso la realizzazione dei suoi aspetti positivi, quali: la presenza al cosmo sensibile, la comunicabilità e lunità con gli altri uomini

45 Risurrezione corporea significa : non è solo lio nudo delluomo (ammesso che possa esserci qualcosa di simile) ad essere salvato attraverso la morte nel qual caso ogni storia terrena verrebbe definitivamente abbandonata e tutti i rapporti con gli altri uomini risulterebbero privi di importanza risurrezione corporea significa che anche la storia di unesistenza e di tutti i suoi rapporti è destinata a entrare nel compimento e a far parte, definitivamente, delluomo risuscitato

46 Corporeità non partendo da uninterpretazione del corpo inteso come semplice realtà fisica: «Dio non ama soltanto le molecole che si trovano nel corpo al momento della morte. Egli ama un corpo segnato da tutta la fatica, ma anche dallinstancabile nostalgia di un pellegrinaggio; un corpo che nel corso di questo pellegrinaggio ha lasciato molte tracce in un mondo, che grazie a queste tracce è diventato più umano. Risurrezione del corpo significa che nulla di tutto questo è andato perduto davanti a Dio, poiché egli ama luomo. Dio ha raccolto tutte le lacrime e nessun sorriso gli è sfuggito. Risurrezione del corpo significa che luomo ritrova presso Dio non solo il suo ultimo istante, ma tutta la sua storia» (Wilhelm Breuning)

47 Ciò che rimane è il nucleo essenziale delluomo: la persona. Il condensato di spiritualità corporea e di corporeità spiritualizzata maturato in questa esistenza terrena continuerà a sopravvivere, seppure in maniera diversa dallattuale. Ciò rimane imperituro perché custodito nella memoria di Dio (J. Ratzinger)

48 Conferme bibliche Conferme bibliche: il corpo del Crocifisso-Risorto Lo riconoscono nella continuità (è il Signore) Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! (Gv 20,16) mostrò loro le mani e il costato (Gv 20,19) …a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano (Gv 20,27) Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore (Gv 21,12)

49 Ma i testi affermano anche la discontinuità la forma dessere e il modo di comunicazione coi suoi (= corporeità del Risorto) sono cambiati e il riconoscimento non è immediato: Quando già era lalba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù (Gv 21,4) es. il corpo del Risorto trascende le leggi dello spazio e del tempo …mentre erano chiuse le porte del luogo…, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro (Gv 20,19)

50 Il tempo della risurrezione il problema dello stato intermedio delle anime tra la morte del singolo uomo e il momento finale (lescatologia intermedia) Escatologia individuale Escatologia collettiva Risurrezione della carne e giudizio finale Giudizio particolare e retribuzione (dellanima?!) …………

51 Dogma evoluto nel confronto coi teologi orientali la disputa tra Giorgio Bardanes (per la Chiesa greca) e fra Bartolomeo (francescano che era legato di Gregorio IX per lunione con i greci) Bardanes (in nome della Chiesa greca) si oppone al fuoco del purgatorio contro i latini = solo al giudizio universale è pronunciata la sentenza definitiva per ciascuno Le anime dei defunti (per i greci) non gioiscono della beatitudine celeste,né subiscono i patimenti dellinferno, né il fuoco del purgatorio, prima del giorno del giudizio o prima che sia emessa la sentenza definitiva del giudice sovrano

52 Fra Bartolomeo (per la Chiesa latina) sosteneva: il giudizio delle anime ha luogo subito dopo la morte il fuoco del purgatorio purifica quelle che devono ancora purificarsi dai peccati

53 Altro tentativo di unione col concilio di Lione (1274): si afferma: coloro che muoiono nella carità, ma non hanno ancora pienamente soddisfatto per i peccati commessi e per le loro omissioni sono purificati le anime pienamente purificate e quelle che non hanno commesso peccato attuale dopo il battesimo «sono immediatamente ricevute in cielo» per le anime di coloro che muoiono «con il solo peccato originale», la professione si esprime con il rigore delle formule agostiniane

54 la formula di fede afferma limmediata retribuzione piena dopo la morte che implica «il giudizio particolare» e non intende sminuire il giudizio finale universale, al quale tutti gli uomini con i loro corpi dovranno comparire per rendere conto delle proprie azioni (Rm 14,10-12; 2Cor 5,10).

55 Qui sono le basi della ripartizione dellescatologia in due fasi: 1)una individuale intermedia, che si realizza immediatamente dopo la morte, per cui luomo è giudicato (giudizio particolare) e ammesso alla beatitudine o alla dannazione 2) laltra collettiva finale, che si compie con la risurrezione corporea alla fine della storia e con il giudizio universale. Le due fasi sono concepite «cronologicamente» distinte; la prima è manifestamente unescato- logia che ha lanima separata come «soggetto»

56 Momento dogmatico di riferimento per lescatologia individuale è la costituzione apostolica Benedictus Deus del 29 gennaio 1336 di Benedetto XII la retribuzione avviene subito dopo la morte La definizione riguarda il subito dopo la morte non cè tra la morte, la visio beatifica o la perdizione nessun lasso di tempo

57 Concetti centrali della Benedictus Deus dopo lascensione di Cristo, tutte le anime dei morti (dei giusti) subito hanno o la visione di Dio o la dannazione, ancora prima della risurrezione dei corpi e del giudizio finale la visione di Dio è beatitudine/vita/riposo eterno, non cè nulla di sostanziale da attendere queste anime non possono più compiere atti di fede/speranza questa visione non verrà meno per far posto ad una visione superiore alla fine dei tempi chi muore in uno stato di separazione totale (peccato mortale) subito dopo la morte è destinato allinferno alla fine dei tempi tutti compariranno davanti al Cristo-Giudice con il loro corpo

58 Quale è il senso di tutto ciò? si trattava di vedere se levento cristologico della risurrezione devessere ritenuto determinante agli effetti del destino ultimo dellumanità ragionamento: Cristo nella discesa agli inferi (sheol – soggiorno dei dormienti nella morte che attendono…) ha recuperato alla beatitudine tutti i giusti dellAT (da Abele il giusto in poi) Questo può essere usato come paradigma della situazione finale oppure non più? Se si, dalla Pasqua-Ascensione in poi, il destino dellumanità dopo la morte è cambiato in senso salvifico: non cè più da attendere poiché da ora si può morire nel Signore ed essere con Cristo per sempre.

59 Asserzione centrale della Benedictus Deus: non cè dunque più un tempo di attesa per la pienezza della beatitudine dopo la morte! Sembra che la definizione si serva dello stato intermedio come strumentario terminologico per definire la visione beatifica/dannazione subito dopo la morte. Tuttavia la costituzione presenta due limiti : la comprensione della risurrezione come neutra : non è più partecipazione e configurazione alla risurrezione di Cristo, ma è una risurrezione in attesa del giudizio si perde la dimensione comunitaria delleschaton, rimane lescatologia individuale.

60 Rilettura moderna dello stato intermedio teologi protestanti posizione estrema: propone di sopprimere la fase dellescatologia intermedia, riducendo lescatologia allunica fase della risurrezione finale Ragioni: -luomo muore totalmente: non cè sussistenza dellanima; perciò non ha senso parlare di escatologia intermedia; la risurrezione è come una nuova integrale creazione delluomo -lo sdoppiamento dellescatologia sarebbe più un problema greco (1= la sola anima; 2 = tutto luomo e luniverso) che biblico.

61 posizione moderata (esponenti: O. Cullmann e H. Menoud) -cè uno stadio intermedio, ma non di giudizio o retribuzione -lintervallo che va dalla morte alla risurrezione generale sarebbe come un assopimento delluomo (una dormitio) in attesa della risurrezione dei corpi

62 teologi cattolici Due correnti: 1) lidea dellanima separata dopo la morte andrebbe superata in una prospettiva di «immediata risurrezione»: K. Rahner = luomo, subito dopo la morte, non evade in una condizione di «io isolato dal mondo», ma accede a una presenza «pancosmica», che è già in qualche modo un inizio di nuova corporeità. L. Boros = parla di «immediata risurrezione» dopo la morte luomo si adempie nella sua personale integrità in attesa di un complemento che avrà luogo nel momento in cui sarà trasformato integralmente il mondo.

63 2) teologi cattolici (ispirati anche da K. Barth) come G. Biffi, P. Benoit, L. Boff, G. Greshake-G. Lohfink la fine del singolo coincide con il giudizio finale universale trascendendo la durata cronologica del tempo, alla morte luomo si trova nel nunc aeterniiatis in coincidenza con la risurrezione finale Lescatologia intermedia esprimerebbe la dimensione personale reale dellunica escatologia collettiva superata lidea di una distinzione cronologica delle due fasi dellescatologia (individuale e collettiva) non è più necessario parlare di «anima separata», poiché luomo, dopo la morte, non avrebbe più bisogno di attendere una futura risurrezione

64 Queste prospettive cattoliche cercano di rispettare i dati dogmatici dellesistenza di un giudizio e duna retribuzione immediata presentano però delle difficoltà riguardo: alla dottrina della purificazione dei suffragi dellassunzione di Maria.

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66 2^ questione Il giudizio

67 Verrà nella gloria Il ritorno di Gesù alla fine dei tempi è annunciato spesso nel Nuovo Testamento. parusiaè chiamato parusia, da un termine greco che significa presenza o arrivo. un terreno delicato: si tratta dellavvenire e di un intervento divino nel nostro mondo ricorso alle immagini bibliche, con tratti molto antropomorfici

68 Il discorso escatologico di Gesù (sinottici; es. Mt 24,4-44) scenario apocalittico: annuncia una lunga fase di disordini sociali e religiosi (falsi profeti, falsi messia, tribolazioni e prove, perturbazioni cosmiche) prima dellapparizione del Figlio delluomo (titolo escatologico – legato al giudizio), cioè del Cristo

69 Come va decodificato questo messaggio? (sembra) che al mondo accadrà quello che è accaduto a Gesù: la risurrezione generale e la venuta del Figlio delluomo saranno precedute da una agonia dolorosa, analoga alla passione di Gesù come Gesù ha fatto lesperienza del parossismo nella lotta contro il male al momento della sua fine qualche cosa di analogo si riprodurrà alla dimensione della sua chiesa e del mondo Anche in Paolo lo scenario del ritorno del Figlio delluomo prevede un tempo di prova (1 Ts 5,3), che sfocerà nella vittoria definitiva sui nemici (1Cor 15,26)

70 Rischi interpretazione frettolosa dei segni del nostro tempo e pronostico cronologico fatto alla luce di queste descrizioni (cfr il cambiamento di millennio) Gesù stesso ricorda ai suoi discepoli: Voi non conoscete né il giorno né lora (Mt 25,13) e dichiara anche di ignorare lui stesso il tempo della fine (Mt 24,36).

71 Verrà a giudicare Il ritorno del Cristo è salvifico 1)passaggio definitivo dellumanità nel mondo di Dio 2)e compimento ultimo della salvezza portata dalla prima venuta di Gesù Questa salvezza passa per un giudizio che dà un valore drammatico alla fine dei tempi La posta in gioco inerente a ciascuna esistenza umana (linvestimento della propria libertà) si concentra su questo giorno ultimo

72 AT = lannuncio del Giorno del Signore un intervento terribile di Dio nei grandi avvenimenti della storia di Israele descritto con immagini apocalittiche ciò che si verifica ora nella storia concreta di Israele (ad es. lesilio, la siccità, i nemici) orienta verso lattesa di ciò che si verificherà nellultimo giorno per Israele come anche per le nazioni

73 NT = con la venuta di Gesù esso è diventato il «Giorno del nostro Signore Gesù Cristo» (1Cor 1,8). conserva in parte laspetto di giorno dellira (Rom 2,5) ma è innanzitutto un giorno di salvezza: se è lapparire della signoria di Dio è ammissibile che essa non si imponga in un ambito della umanità (la fetta dei reprobi?) È salvezza che dà luogo ad un giudizio, perché Dio darà a suo Figlio il potere di giudicare, perché è Figlio delluomo (Gv 5,27)

74 Il NT presenta il giudizio di Gesù in vari modi: un giudizio dinanzi a un tribunale (Mt 5,25-26; Lc 18,1-8) una resa dei conti (Mt 18,23-35; 25,14-30; Lc 16,1-8) la paga degli operai (Mt 20,1-16) la separazione delle pecore dai capri (Mt 25, ) o dei pesci buoni da quelli cattivi (Mt 13,47- 50). il Kyrios scopre il velo della storia e ne rive- la lordito salvifico, gettando luce sulla verità di ogni azione umana e di ogni situazione storica

75 Il giudizio è già presente (escatologia di Gv) due diverse concezioni escatologiche (non facilmente armonizzabili) In primo piano sta lescatologia presente: la salvezza e il giudizio si verificano nellincontro con Gesù: -Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo ma gli uomini hanno preferito le tenebre (Gv 3,19) -chi crede ha la vita eterna, non viene giudicato, è già passato dalla morte alla vita (5,24) -chi non crede è già giudicato (3,18), su di lui rimane lira di Dio (3,36)

76 Qui si fonda il fatto che la vita cristiana implica unattività di giudizio della coscienza umana, individuata a più livelli: Il giudizio di conversione radicale = il battesimo della fede possibilità di una ulteriore conversione postbattesimale = il giudizio di riconciliazione cui si aggiunge la possibilità di completare la purificazione post-mortem

77 altre affermazioni trasferiscono la salvezza o la perdizione definitiva allultimo giorno e testimoniano la risurrezione dei morti: E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nellultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nellultimo giorno (Gv 6,39-40) Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica, la parola che ho annunziato lo giudicherà nellultimo giorno (Gv 12,48)

78 La predicazione apostolica ha ripreso lannuncio del giorno del giudizio: «Cristo verrà a giudicare i vivi e i morti» (2Tm 4,1) un giudizio che sarà di condanna per gli empi e gli increduli e di salvezza per i giusti: Dio «ha stabilito un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, accreditandolo di fronte a tutti, col risuscitarlo da morte» (At 17,31) Il giorno del Signore Gesù sarà il giorno del- lira e della rivelazione dellefficace giustizia di Dio (cf Rm 2,5).

79 Ermeneutica teologica Speranza nella prospettiva del giudizio finale sulla storia dellintera umanità Speranza nella prospettiva del giudizio particolare alla morte del singolo Levento del giudizio sfugge alla nostra speculazione, possiamo averne una conoscenza provvisoria

80 Morte Giudizio Stato definitivo: beatitudine - dannazione Escatologia individuale Escatologia collettiva Giudizio finale della storia e risurrezione della carne Giudizio particolare e retribuzione personale

81 Speranza nella prospettiva del giudizio finale sulla storia dellintera umanità nessuno, allinfuori di Cristo, sarà incaricato di celebrare lultimo giudizio Significa che: basileia la storia del mondo sarà decisa in ultima analisi nel senso di Gesù. Il futuro sarà di quel mondo che egli ha annunciato e messo in atto (Regno di Dio – basileia: signoria di Dio) Cristo è il criterio decisivo di giudizio, che è determinante per dire quali stili-comportamenti conducono a una vita riuscita o fallimentare

82 Giustizia o/e amore misericordioso? Giudizio finale significa che lingiustizia del mondo non potrà avere lultima parola, nemmeno nel senso che essa venga neutralizzata o spenta da un universale atto di clemente grazia cè invece unultima istanza dappello, che tutela i diritti della giustizia per poter così realizzare in pieno lamore un amore che distruggesse la giustizia, infatti, creerebbe uningiustizia, col risultato di essere poi solo una caricatura dellamore il vero amore è un eccesso di giustizia, una sovrab- bondanza che trabocca straripando oltre la giustizia, ma mai una distruzione della giustizia, che rimane limpalcatura portante dellamore.

83 Limmagine del Giudizio finale è in primo luogo non unimmagine terrificante, ma unimmagine di speranza; per noi forse addirittura l'immagine decisiva della speranza. Dio è giustizia e crea giustizia. È questa la nostra consolazione e la nostra speranza. Ma nella sua giustizia è insieme anche grazia. Ambedue – giustizia e grazia – devono essere viste nel loro giusto collegamento interiore. La grazia non esclude la giustizia. Non cambia il torto in diritto. Non è una spugna che cancella tutto così che quanto sè fatto sulla terra finisca per avere sempre lo stesso valore. Benedetto XVI - Spe salvi

84 Speranza per chi? significa una speranza storica per coloro che in questo mondo non sono stati privilegiati, per le vittime dellingiustizia di ogni genere il fatto che lassassino non possa trionfare per sempre sulla sua vittima, che la verità sia desti- nata a venire alla luce, che la menzogna e la corruzione siano smascherate, che le strut- ture oppressive alla fine siano denunciate e distrutte, che il diritto sia destinato a vincere sullingiustizia, tutto questo apre indubbiamente una speranza per coloro che oggi sono diseredati e calunniati = il male è penultimo

85 Speranza perché? La fede nel giudizio finale mostra da che parte deve stare il cristiano in questo mondo Il Giudizio di Dio è speranza sia perché è giustizia, sia perché è grazia. Se fosse soltanto grazia che rende irrilevante tutto ciò che è terreno, Dio resterebbe a noi debitore della risposta alla domanda circa la giustizia – domanda per noi decisiva davanti alla storia e a Dio stesso. Se fosse pura giustizia, potrebbe essere alla fine per tutti noi solo motivo di paura. Benedetto XVI - Spe salvi

86 NB: guardarsi dal cadere nellestremo opposto : deformazione circa lidea del giudizio che ha portato alla distruzione dellautentica fede nella redenzione e delle promesse fatte dalla grazia. Es: il profondo e stridente contrasto che esiste fra il Maranatha e il Dies irae. Il cristianesimo primitivo, con la sua invocazione «Vieni, Signore nostro»! ha sempre interpretato il ritorno di Gesù come un evento colmo di speranza e di gioia, anelando ad esso come al momento della grande realizzazione.

87 Dies iraeper il cristiano del medioevo il momento del giudizio assumeva laspetto del terrificante giorno dellira (Dies irae) Il ritorno di Cristo è unicamente la scadenza inesorabile del giudizio, il giorno del grande rendiconto, che incombe su ciascuno come una paurosa minaccia il cristianesimo appare praticamente ridotto a puro e semplice moralismo, privato di contenuto salvifico

88 Anche gli Edifici sacri cristiani sul lato orientale il Signore che ritorna come Re – limmagine della speranza per il futuro sul lato occidentale il Giudizio finale come immagine della responsabilità attuale per la nostra vita quotidiana. Negli artisti medievali ha prevalso laspetto minaccioso e lugubre del Giudizio.

89 Speranza nella prospettiva del giudizio particolare alla morte del singolo nel giudizio particolare si tratta non di ingiu- stizie causate da altri, ma di ingiustizie e deficienze e menzogne scoperte in se stessi si può pensare a esso diversamente che con timore e tremore? è possibile che anche il giudizio particolare abbia un contenuto di speranza?

90 vedi la parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro (Lc 16,19-31): Gesù non parla del destino definitivo dopo il Giudizio universale ma dice che i morti non restano in una forma di aspettativa indeterminata: hanno già accesso al loro futuro nella forma della beatitudine o della dan- nazione o della purificazione che rende lani- ma (= lio umano) matura per la comunione con Dio.

91 Cè nellevento della morte un elemento di giu- dizio, che è collegato allincontro stesso immediato con Gesù Cristo Con la morte diventa definitiva quella deci- sione fondamentale delluomo che domina la sua storia e con cui dispone di sé La persona con questa sua storia di libertà incontra quel futuro assoluto, orizzonte di senso di tutta la sua esistenza, che è Dio in Cristo È un incontro decisivo (che decide): luomo si svela, acquista la sua verità e la sua definitività

92 Benché il giudizio riguardi il mondo intero e la sua storia, nessuno scomparirà tra la massa personalmente il giudice Ciascuno incontrerà personalmente il giudice: la sua vita irripetibile, personale, sfilerà davanti ai suoi occhi

93 In questa prospettiva emergono anche nuovi problemi: Ad es. quale speranza cè per una vita infranta prematuramente, per quei bambini che in conseguenza di un ambiente disumano non sono mai riusciti a sviluppare le proprie potenzialità non sono mai stati in grado di compiere un atto di amore? avranno poco futuro perché hanno vissuto poco?

94 Tentativo di risposta: 1)compimento significa più di sempliceraccolta, conservazione e usufrutto della esistenza passata 2)significa dare pienezza a ciò che forse ha avuto un avvio molto modesto 3)Risurrezione è il permanere di una storia e di unesistenza irripetibili. Il che non vuol dire però registrazione e fissazione della misura raggiunta o non raggiunta, ma compimento, appunto, di quanto era stato iniziato 4)in questo contesto diventa importante lidea di una purificazione post-mortem.

95 Caratteristiche del giudizio particolare: a) Speranza nel giudice e non nonostante il giudizio lannuncio del giudizio come automaticamente abbinato al messaggio della grazia laffermazione che il giudicatore è Gesu stesso «Fratelli, dobbiamo pensare a Gesu Cristo come si pensa a Dio, guardando a lui come il giudice dei vivi e dei morti. Non possiamo farci unidea ristretta della nostra redenzione, perché pensando in modo gretto di lui penseremmo con mente angusta anche della nostra speranza» (Clemente, II lettera ai Corinti)

96 Colui che giudica non é semplicemente un Dio, lInfinito, lIgnoto, lEterno Il Padre ha trasferito lufficio di giudice a Cristo: uno che, essendo uomo (Gesù), é anche nostro fratello «Dio non mandò il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui» (Gv 3,17; 14,27) il giudice è il medesimo che passò beneficando e risanando tutti quelli che erano il potere del diavolo (At 10,38)

97 A giudicarci non sarà un estraneo, ma Colui che già conosciamo tramite la fede il giudice non ci si farà incontro come una persona ignota e forestiera, bensì come uno dei nostri, come uno che conosce ed ha sofferto intimamente la natura umana Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato (Ebrei 4,15)

98 Vedi ad es. la grandiosa visione di Cristo con cui inizia la misteriosa rivelazione (Apoc 1,9-19) il veggente cade a terra come morto davanti a questo Essere insignito dincommensurabile potenza ma il Signore stende la sua mano su di lui e gli dice, come quel giorno in cui gli apostoli stavano attraversando il lago di Genezaret sotto raffiche di vento e in piena burrasca: «Non temere, sono io» (Ap 1,17) Il Signore onnipotente è quello stesso Gesù, al quale il veggente sera un giorno aggregato come compagno di viaggio nella fede

99 b) il giudizio come autogiudizio giudizio non va inteso soltanto come unazione giudicante di Dio o di Gesù Cristo che viene a me dallesterno (un verdetto a suo piacimento) piuttosto è un venire alla luce delle mie deci- sioni personali: nellincontro col Signore mi risulta chiaro che cosa sono diventato grazie alle decisioni prese durante la mia vita (adesione – rifiuto - alternanza)

100 si può parlare del giudizio anche in termini di autogiudizio: mi sono già autogiudicato con la mia condotta e al momento dellincontro con la Verità in persona, la verità della mia vita viene finalmente alla luce nessuna condanna e punizione mi raggiunge dallesterno; sono io a vedere con chiarezza le conseguenze dolorose della colpa, gli aspetti di corruzione da me stesso causati alla mia persona autogiudizio non significa che siamo noi il criterio ultimo (Cf Mt 25): criterio è il soccorso dato o omesso ai fratelli, unito a una motivazione religiosa (lo avete fatto a me)

101 Difficoltà: Dio = un notaio o un restauratore? La predestinazione positiva è solo un desiderio di Dio e il suo impegno in favore delluomo, che esprime precedentemente alla morte -così si esalta la responsabilità delluomo -ma si rende Dio un notaio di ciò che luomo (pur in dialogo con la grazia) ha già deciso Oppure la predestinazione positiva è un fattore decisivo che supera tutte le limitazioni umane e anche dentro la morte Dio salva tutti: -ma così cadiamo nellapocatastasi (il riportare allo stato di prima) -luomo gioca dei giochi in precedenza decisi

102 c) il giudizio come purificazione Anche la giustizia di Dio si manifesta anzitutto come giustificazione, come fare giusto il peccatore e donargli la salvezza Il giudizio non mira alla condanna, ma alla liberazione dalle scorie: le immagini del fuoco della fornace ardente e della lisciva nella vasca di lavaggio: Purificherà i figli di Levi; li colerà come loro e come largento (Mal 3,3)

103 nellincontro con il Giudice-Verità vengono svelate le deformazioni e falsificazioni del proprio io (con unesperienza che non può non essere dolorosa) ma lora della verità contiene anche qualcosa di liberante : ogni maschera con la quale nascon- do la mia odiosità e malizia, non costituisce forse una forma di alienazione? con lidea di un giudizio siffatto si collega la speranza di poter diventare pienamente me stesso, di essere liberato non solo dalla costri- zione di nascondermi, ma pure dalla colpa che mi disumanizza Qui il rapporto giudizio-purgatorio

104 d) il giudizio come buon raccolto allora della verità appartiene anche la cono- scenza di tutto il bene che ognuno ha fatto e che è diventato parte dellesistenza ora ognuno è in grado di vedere la felicità di altre persone, alla quale egli ha contribuito può vedere il senso dei suoi sforzi per amare, che forse prima gli sembravano oscurati da delusioni, scacchi, fallimenti può vedere il buon raccolto in cui forse, a suo tempo, non osò neanche sperare può rileggere il suo rapporto terreno con Dio e vederlo come più intimo e avanzato rispetto a come lo ha giudicato carente e insoddisfacente.


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